mercoledì 24 giugno 2026

24 GIUGNO 2026 : 110 VISITE IN UN SOLO GIORNO! NUOVO RECORD!

Grazie a tutti gli amici che vengono a visitare il sito. 

GRAZIE DI CUORE.

TERRA AMORE E DISTINTIVO 5° CAPITOLO

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Bar Trattoria “AL CAMPO” - 3204043648

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Autosalone “FERRARI AUTO” - 0442 685031

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Bar Trattoria “SAPORI DI CASA” - 3463709474

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 5° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

5° PUNTATA 

In auto Serena parlava, ma si accorse ben presto che la mente di Moreno era assorta e concentrata su un'altra cosa. 

Serena: "Mi spieghi perchè sei così pensieroso?" 

Moreno: "Quelle foto, hanno qualcosa di strano." 

Serena: "Le foto del padre delle ragazze?" 

Moreno: "Si!" 

Serena: "Ma cosa hanno di strano, erano foto di un cacciatore." 

Moreno: "Hai notato che in nessuna foto erano fotografate le loro prede?" 

Serena: "Ma dai non fare l'investigatore anche stasera, erano foto punto e basta." 

Moreno: "Non mi convincono, e non mi convince il padre di quelle ragazze." 

Serena: “Ma dai ma cosa non ti convince convince?”

Morene: “Anche come erano vestiti.”

Serena: “Avevano una tipica divisa da semi militare che ogni tanto si mettono i cacciatori, per sembrare chissà chi.”

Moreno: “Era troppo perfetta e troppo uguale alle altre a quelle vere.”

Serena: "Ma cosa vuoi, dai rilassati per una sera! ........ Cosa avrebbe di strano quel cacciatore?" 

Moreno: "Lo sguardo! E' uno sguardo che mi sembra di aver già visto in una delle mie missioni all'estero." 

Serena: "Rilassati Moreno, per piacere, ma come puoi focalizzarti su uno sguardo." 

Moreno: "Vedi Serena, quando combatti giorno dopo giorno, ora dopo ora, incappucciato con il passamontagna, riconosci i tuoi compagni di squadra o la gente che incroci più con lo sguardo che con altro. Ci sono missioni in cui le persone con cui collabori, non li vedrai mai a viso scoperto, e ne vedrai solo lo sguardo............. E quello sguardo l'ho visto ancora." 

Serena, proseguendo la chiacchierata, cercò di stimolare Moreno, preparando il terreno per un possibile dopo cena. 

Aveva deciso di sfoderare tutte le sue armi in una serata come questa. 

Con la scusa di avere caldo, fece scendere le spalline del vestito, lasciando scoperte le spalline del reggiseno rigorosamente nero pizzato. 

La minigonna la fece salire fino a scorgere l'attaccatura del pizzo delle calze autoreggenti. 

Moreno, non potè rimanere immobile e di ferro, così, lentamente con una mano le sfiorò la coscia partendo dal ginocchio e salendo fino al pizzo. 

Serena lo lasciò fare, senza fermarlo. 

Senza dire o chiedere niente, Moreno andò dritto verso casa sua, parcheggiò l'auto in giardino, scese e la  fece scendere da cavaliere, aprendole la porta dell'auto e chiusa poi la porta la baciò. 

Quel bacio era a tutti gli effetti la parola d'ordine che avrebbe aperto ogni tipo di prosecuzione della serata. 

Da cavaliere la prese in braccio e la portò in casa, poggiandola delicatamente sul divano dove cominciò, a baciarla molto appassionatamente e a spogliarla. 

Serena era a tutti gli effetti una donna bellissima e sinceramente agli occhi di tutti, Moreno, con il suo fare duro e chiuso a storie serie, si stava perdendo un'opportunità incredibile. 

Ma quella notte, no, tutto doveva andare per il verso giusto. 

La pelle setosa di lei, il profumo inebriante, lo stava drogando sempre più, poi lei, lei disposta a giocarsi tutte le carte non tentava neanche per sbaglio di fermare il suo capitano preferito. 

Da tempo il suo cuore batteva per lui e finalmente poteva donarsi a lui completamente. 

Passarono poi a letto dove Moreno, potè solo che sfogare la sua virilità, fino a che tutti e due si addormentarono pesantemente abbracciati. 

Alle 6 del mattino gli occhi di lui si aprirono, il sole non si vedeva ancora, si alzò e si fece una doccia, si preparò un caffè e si mise al pc a studiare alcune cose.

Quando lei si svegliò fecero colazione assieme e poi si salutarono molto dolcemente, sicuri che quella notte non sarebbe stata l'ultima. 

Chiusosi il portone d'entrata della villa, Moreno, cominciò a mettere in pratica ciò che aveva programmato di fare studiando al pc precedentemente. 

Chiamò il fratello Michele al telefono chiedendogli se era possibile radunare tutta la squadra per le 11.30 in caserma per parlare con tutti. 

Michele si rese disponibile cercando di radunare più persone possibili. 

Puntuali come un orologio svizzero si fecero trovare quasi tutti nella zona ristoro, attendendo l'arrivo del loro capitano. 

Anche il Generale era stato avvisato, perchè non sapendo di cosa doveva parlare Moreno, non si voleva che magari trattandosi di cose importanti, la voce arrivasse in alto da vie traverse. 

Da Moreno, c'era da aspettarsi di tutto. 

Moreno arrivò, con qualche minuto di ritardo, vestito in alta uniforme, e questo la diceva lunga sull'importanza dell'annuncio che doveva fare, si fermò a chiacchierare con qualche collega di altre squadre e per salutare Serena, che invece, incurante di ciò che doveva dire, e pensando che fosse solo una rimpatriata tra colleghi rimase ferma nel suo ufficio. 

Moreno entrò nella zona ristoro e tutti si zittirono, lasciando intendere che erano tutto orecchie per sentire cosa si doveva dire di così importante.

Moreno bevette un sorso d'acqua e poi cominciò: "Scusatemi, se vi ho chiesto di dedicarmi un pò di tempo, in questo momento in cui io sarei in ferie e non dovrei intralciare in nessuna maniera il vostro lavoro. Sono qui perchè assieme,e sottolineo assieme abbiamo combattuto molte battaglie e portato a casa molti risultati. Ora vi chiedo di essere disponibili assieme a me ad iniziare una nuova avventura, a cui non siete obbligati a partecipare, ma solo se ve lo sentite. E' una missione complicata, ma che può dare molte soddisfazioni come tutte le altre missioni che siamo chiamati a compiere. Ci sono 10 bambini che hanno bisogno di un luogo sicuro e famigliare dove crescere, in mezzo a gente che li sappia amare, coccolare, istruire e crescere. Hanno bisogno di papà e mamma, ma hanno bisogno prima di tutto d'amore. Io ho deciso di mettere a disposizione la mia casa, di ristrutturarla a spese mie, e di metterla a norma per farla diventare a tutti gli effetti una casa famiglia. Per me ricaverò un paio di stanze e basta. C'è bisogno di gente con cui aprire un'associazione per la gestione della casa famiglia, più che altro per la gestione di tutta l'organizzazione delle attività correlate. Non vi chiedo di spendere soldi, ma di metterci il vostro tempo. Siete quasi tutti senza famiglia, io vi chiedo di unirci in una unica per amore di questi piccolini che hanno bisogno di poter vivere una vita nuova. Non vi chiedo un si o un no subito, potete anche pensarci, ma io ho bisogno di voi, ho bisogno della mia squadra." 

Comprendendo l'importanza delle cose che stava dicendo scoppiarono tutti ad applaudire in modo sonoro e ad inneggiare il suo nome. 

Tra i ragazzi più giovani, c'era timore, perchè non capivano bene ciò che gli si chiedeva, ma quasi tutti confermarono subito la loro disponibilità. 

Sicuramente in questo momento la grinta che sapeva trasmettere Moreno, ai suoi uomini, stava facendo una vera opera di convincimento, di più delle parole. 

Altri agenti, non della squadra di Moreno, si radunarono li vicino e cominciarono a passarsi parola, fino a che con voce forte e calda il Generale ordinò l'Attenti. 

Si mise davanti a Moreno e ordinando il Riposo disse: "Per un vecchio carabiniere come me, succede spesso di sentirsi disarmato, vedendo che più fai e più obbiettivi realizzi, più il mondo tende a non cambiare o addirittura a peggiorare. Momenti come questo, momenti in cui i propri ragazzi prendono di pugno certe situazioni cercandone una soluzione ottimale da soli e cercando di mettere in primis il loro cuore e la devozione che provano per la propria gente ed il proprio stato, fanno riscaldare il cuore. La missione che ti proponi di realizzare Lollato, è grande e difficile, più di tante altre missioni militari, fare del bene nel sociale e farlo ad un bambino, volergli creare una famiglia attorno dal nulla è una cosa complicatissima e di una difficoltà unica, anche perchè inizi un progetto che non sai dove andrà a finire o quanto ti coinvolgerà psicologicamente. Ringrazio tutti per aver detto si alla chiamata del Capitano Lollato, e io stesso, vecchio Generale, sono pronto a metterci del mio per cercare di spianarvi tutte le difficoltà che potreste trovare nel cammino. Quei 10 bambini che abbiamo recuperato come tanti altri sfortunati meritano una seconda chance una seconda possibilità, un riscatto per una nuova vita. Faccio a te Moreno e a tutti quelli che ti seguiranno i più sinceri auguri di buon lavoro e ti auguro con tutto il cuore buona caccia" 

Anche qui l'applauso fu scrosciante ed interminabile, tanto che qualche restio, sentendo che il Generale appoggiava la causa in prima persona urlò anche se si trovava nascosto, che ci sarebbe stato anche lui disponibile per il progetto. 

La voce si trasferì a tutti gli uffici e in tutte le stanze, arrivando nella stanza di Serena, tramite una sua collega. 

Lucia: "Serena, hai sentito la novità?"

Serena: "No! Che novità? Sento solo che viene un gran baccano dalla zona ristoro, cosa succede?" 

Lucia: "Ma come non sai niente, il tuo boys ha fatto un annuncio incredibile." 

Serena: "Moreno? Non so niente, non mi ha detto niente ieri sera." 

Lucia: "Aprirà una casa famiglia, per i 10 ragazzi liberati, a spese sue e ha chiesto un aiuto da parte di tutti i suoi colleghi. Ma come non sai niente?" 

Serena: "Non so niente non mi ha detto niente ieri sera." 

Lucia: "Sarà stato concentrato sulla tua mis allora." 

Serena: "Stupida, devo andare a capire bene cosa ha in mente." 

Lucia: "Vai e poi vieni a dirmi tutto." 

Serena corse verso Moreno, che si trovava in un corridoio a chiacchierare, ma appena la vide si liberò e la raggiunse. 

Serena: "Non mi dici niente Capitano?" 

Moreno: "Scusami, sono stato poco attento e ho dimostrato poco tatto, ma ti assicuro che non ne ero sicuro fino a che non ne ho parlato con gli altri. E' una grande responsabilità, ma vorrei prendermene carico." 

Serena: "Sei un grande. Vuoi dire che riempirai casa tua di bambini?" 

Moreno: "Tu mi darai una mano?" 

Serena: "Certo che lo farò, volentieri." 

Moreno: "Sono contento di poter contare su di te." 

Serena: "Io ci sono per te e tu lo sai." 

Moreno: "Ti va stasera di rivederci e di riparlarne ancora più approfonditamente?" 

Serena: "Mi va benissimo." 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


L’ITALIA CHE VORREI 9° CAPITOLO

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Officina “MARCHI GOMME” - 045 7135285

Oppeano - Via Dossi, 21/23 

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L’ITALIA CHE VORREI 9° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

9° CAPITOLO

Alle 11.30, il Pool Investigativo, doveva trovarsi con Mike per confrontarsi, sulle nuove scoperte, invece il sistema di sicurezza di Palazzo Chigi venne messo in allerta e Mike, ritornò a pieno a fare la guardia del corpo del Presidente.

Dal suo ufficio si mise a correre verso quello del Presidente, entrò senza bussare e: “Presidente, si allontani dal Pc. ……….. Si allontani subito.”

Fabio: “C’è il Pc che non funziona.”

Mike: “Palazzo Chigi è sotto attacco Hacker.”

Fabio: ”Sotto attacco Hacker?”

Mike: “Si! Mi faccia vedere.”

Fabio si spostò.

Fabio: ”Ma che cazzo succede?”

Mike: “Stanno attaccando il Palazzo, sono in contatto con i servizi segreti.”

Fabio: ”Voglio sapere tutto.”

Passarono alcuni minuti e poi arrivò la risposta.

Mike: “L’attacco Hacker è terminato. Hanno lasciato un messaggio nei pc del Palazzo. E’ meglio che andiamo alla Security Room.”

Fabio: ”Subito, andiamo.”

Per strada, Fabio incrociò la fidanzata spaventata.

Chiara: “Cosa sta succedendo?”

Fabio: “Palazzo Chigi è sotto attacco Hacker.”

Chiara: “Addirittura?”

Fabio: “Devo andare alla Security Room, per fare il punto della situazione, stai qui dentro, non uscire.”

Chiara: “Cosa possiamo fare?”

Fabio: “Mike, dice di non toccare i pc e di non lavorare, finchè non si ritorna alla normalità.”

Chiara: “Ok! Rimango nel mio ufficio.”

Fabio, accompagnato da MIke, si recarono alla Security Room, dove trovò come sempre i vari Generali.

Generale della Difesa: “Presidente Fortezza, come sta?”

Fabio: “Generale cosa mi può dire, cosa sta succedendo?”

Generale della Difesa: “Come le ha detto Mike, il Palazzo è stato messo sotto attacco Haker, ma in realtà è già tutto finito. Il reparto informatico ha potuto capire che è stato copiato nel nostro sistema questo video che le sto per mostrare.”

Fabio: “Avete capito chi sono i colpevoli?”

Generale della Difesa: “In realtà ci stanno lavorando, ………….. ecco il video che hanno lasciato.”

Appena il video venne caricato su uno schermo Fabio li bloccò.

Generale della Difesa: “Mi dica Presidente.”

Fabio: “Chi è lo conosciamo?”

Generale della Difesa: “E’ Mohammed Tagichiri, un terrorista libico del gruppo Libertas Libia.”

Fabio: “Faccia partire il video.”

Mohammed Tagichiri, era seduto su una sedia davanti ad un tavolo in una stanza ovviamente anonima, e pronunciò queste parole: “Finalmente gli italiani conoscono la paura e la guerra, come l’abbiamo conosciuta noi in LIbia. Tutto il sistema politico italiano è stato raso al suolo, ma non è finita. La vostra pace, il clima in cui vivete è solo un sogno che svanirà.”

Il video qui si bloccò.

Fabio: “Generale?”

Generale della Difesa: “Mi dica Presidente?”

Fabio: “Ha le mani che le prudono?”

Generale della Difesa: “Si molto.”

Fabio: “Per la sua felicità, le dico che l’Italia è in guerra. Le ordino di trovare questa merda il più presto possibile e di cercarlo in qualunque buco del culo del mondo. Lo voglio qui in Italia e le assicuro che non passerà dei bei momenti.”

Generale della Difesa: “Si! Signore.”

Fabio: “Mi informi, quando il contingente che dovrà andarlo a prendere sarà pronto. Mi raccomando, troviamo i colpevoli degli Hackeraggi. ……………. Dai Mike ritorniamo su subito.”

Generale della Difesa: “Presidente?”

Fabio: “Si?”

Generale della Difesa: “Grazie, grazie per come sta affrontando questi momenti e mi scusi se in qualche momento le sono sembrato titubante.”

Fabio: “Mi è sembrato titubante sulla mia leadership, ma le assicuro che anche io era titubante come lei, è che non lo davo a vedere.”

I due si strinsero la mano e poi Fabio proseguì per i suoi impegni.

In ascensore, Fabio, appena partiti per ritornare ai piani civili di Palazzo Chigi, bloccò l’ascensore.

Fabio: “Cosa ne pensi?”

Mike: “Non capisco, come mai un gruppo terrorista Libico deve venire a romperci le scatole dopo tutti gli anni che sono passati.”

Fabio: “Ma qui hanno buttato giù un palazzo super sicuro, come hanno fatto?”

Mike: “Ascolti Presidente, mi devo sentire con il Pool Investigativo, dopo le faccio sapere. A proposito, con il Vicepresidente come si comporterà?”

Fabio: “Appena riesce verrà a lavorare, ma ti assicuro che lo tratterò come un segretario, non certo come un Vicepresidente, mollerò il comando solo una volta che un barlume di Parlamento si sarà ricostituito. ”

Mike: “Va bene.”

Arrivati nei piani civili, Mike si recò verso la riunione con il Pool Investigativo e Fabio corse, nel vero senso della parola, a fermare i Direttori dei MInisteri della Difesa e degli Interni per farli entrare nel suo ufficio.

Entrato nel suo ufficio, Mike, salutò i 3 membri del Pool Investigativo.

Scambiò delle strette di mano calorose e forti, tipiche di un agente segreto super addestrato e li fece accomodare su dei divanetti attorno ad un piccolo tavolino.

Mike amava discutere di argomenti delicati e complicati in comodità, aveva il gusto per l’eleganza, anche in situazioni come questa.

Mike: “Allora, mi avete chiesto un incontro, avete delle novità?”

Romina: “Si, Mike, e a dire il vero volevamo parlarne prima con te, anche se in realtà sarebbe importante che il Presidente stesso sapesse quello che ti stiamo dicendo.”

Mike: “Informerò il Presidente personalmente, o addirittura gli chiederò di venire qui, ma ditemi per piacere.”

Paola: “Dove si trova il Vicepresidente ora?”

MIke: “A casa che riposa, ovviamente. ……………….. Volete sputare l’osso o devo torturarvi, qui dentro Palazzo Chigi?”

Pietro: “Il Vicepresidente Alfonsi, non è vivo per caso.”

MIke: “Che cosa?”

Pietro: “Prima dell’esplosione di Montecitorio, Enrico Alfonsi è andato a rifugiarsi dentro il suo ufficio, che settimane prima è stato ristrutturato, rendendolo un bunker antiatomico. Li nel suo ufficio ha aspettato l’esplosione e qualcuno che andasse a recuperarlo. Lui doveva sopravvivere.”

Mike: “Come fate a sapere queste cose?”

Pietro: “Una soffiata ci ha indirizzato ad analizzare, le macerie dell’ufficio di Alfonsi, così abbiamo scoperto della ristrutturazione. A questo punto abbiamo cercato di parlare con chi ha portato avanti la ristrutturazione, ma la società è stata chiusa e i dipendenti sono tutti morti.”

Mike: "Perdindirindina."

Paolo: “Tutti morti tranne uno, un certo Raffaele Gagna, che tutt’ora è irreperibile, lo stiamo cercando dappertutto."

Romina: “Dobbiamo trovare Gagna, assolutamente.”

MIke: “Stamattina, palazzo Chigi è stato preso di mira da un attacco hacker.”

Romina: “Non è stato reso pubblico.”

MIke: “Assolutamente no. …………. Il problema, non è tanto il fatto di aver subito un attacco hacker, ma è il fatto che chi lo ha portato a termine ha lasciato nei pc del Palazzo, un video in cui il terrorista Mohamed Tagichiri, si è preso la colpa dell’attentato, così il Presidente ha dato ordine di catturarlo in qualunque parte del mondo si trovi.”

Paolo: “Alfonsi, non può aver architettato l’attentato, può aver programmato di andare al potere, ma sicuramente è stato aiutato da qualcuno di più grande e più organizzato.”

MIke: “Ma voi avete notizie di Mohamed e della sua organizzazione?"

Romina: “Ne abbiamo sentito parlare, ma non mi sembra che la sua organizzazione abbia la forza di mettere in piedi un piano del genere.”

MIke: “Quindi, Alfonsi può essere la mente, ma non ha le capacità e le potenzialità. Tagichiri si prende la colpa, però non ha le capacità e le potenzialità. Qui mancano non pochi tasselli.”

Pietro: “Che funzioni avrà Alfonsi come Vicepresidente?”

Mike: “Il Presidente, lo vuole trattare più come segretario che altro. La situazione è delicata ed il Presidente, vuole condividere il potere con un vero parlamento non con una persona singola.”

Pietro: “E’ fondamentale, trovare Gagna, molto probabilmente, più ci stringeremo attorno a lui, più sarà possibile che Alfonsi commetta degli errori.”

Mike: “Avrà bisogno anche lui di rapportarsi o con Gagna o con altri del gruppo, non può essere rimasto solo.”

Romina: “Parli di Gagna?”

MIke: “No, parlo di Alfonsi. sicuramente ha molti altri contatti, quindi bisogna tenerlo sotto controllo per bene. ……………….. Parlerò con il Presidente e gli farò rapporto, voi dovete assolutamente proseguire con forza.”

Romina: “Proseguiremo le indagini.”

Tutti si salutarono e ritornarono ai loro impegni.

Da tutt’altra parte della città, una persona aveva capito dove si sarebbero svolti i funerali di stato, ovvero allo Stadio Olimpico, così, in un momento in cui si stavano ancora solo cercando di capire come iniziare i preparativi, entrò senza farsi notare.

Mancavano 3 giorni per i funerali di Stato, era chiaro che dal momento che sarebbero partiti i preparativi si sarebbe lavorato ininterrottamente 24 ore su  24.

Questa persona, vestita come un normalissimo operaio, si avvicinò alla zona adibita ai giornalisti.

La zona adibita ai giornalisti, era composta da tutte stanzette riservate che davano direttamente visuale con una finestra all’interno dello stadio.

Finestra che se perfettamente chiusa poteva insonorizzare la stanza non permettendo l’uscita di suoni all’esterno, e non farne entrare, in modo che il giornalista, o la troupe potevano fare la telecronaca diretta di una partita o di un evento senza essere disturbati.

Arrivato davanti alla porta di una di questa stanzette, estrasse una chiave dalla tasca sinistra dei pantaloni e aprì la porta.

Una volta entrato richiuse la porta.

Posò lo zaino e prese un cacciavite a stella.

Con questo cacciavite si mise a svitare tutte le viti che tenevano fermo un cuscino a un divanetto, tolse il cuscino e sotto, come sapeva bene c’era uno spazio vuoto chiuso.

Fatto questo, prese dallo zaino il resto del contenuto e lo posò dentro lo spazio che aveva aperto nel divanetto.

Posato bene il tutto prese il cuscino e lo riposizionò, riavvitando tutte le viti.

Una volta terminato il lavoro, prese tutto e uscì da quella stanzetta, chiudendola chiave e andandosene.

A passi sicuri e decisi si diresse verso l’uscita dello stadio e poi verso il centro della città.

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO. 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


ABBRACCI AL RIO NERO 5° CAPITOLO

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Azienda agricola “LA CORTE” - 

Isola Rizza 

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Azienda Agricola “VIVAI CORDIOLI” - 347 8422194

Isola Rizza - Via Casotti, 1753 

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Ristorante “AL FOGOLAR DI CARLO CAMPOSTRINI” - 045 7152606

Bussolengo - P.zza della Vittoria, 9

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Bar gelateria “LADY BAR” - 3487295669

Abano terme - P.zza Todeschini, 4

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Pizza d’asporto “DOLCE E SALATO” - 045 6970790

Isola Rizza - Via Capitello, 2

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ABBRACCI AL RIO NERO 5° CAPITOLO 

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

5° PUNTATA 

Katya, aveva in mano il pc.

Controllarono vari siti di informazioni, ma niente, non trovano niente.

Apollo: “Incredibile, non si parla di me da nessuna parte.”

Katya: “E’ incredibile.”

Loris: “Siete sicuri? Avete controllato vari siti? Anche quelli minori?”

Apollo: “Katya ho controllato varie cose.”

Loris: “Aspetta, i simboli e le scritte che hai sulla moto.”

Katya: “Cosa intendi?”

Apollo: “Vuoi cercare in base a quelli?”

Loris: “C’è un modo per capire se ci sono foto uguali sul web?”

Katya: “Si ci sono, fammele vedere.”

Apollo: “Pensi che possano essere degli indizi?”

Katya: “Magari, chi li ha fatti, ne ha fatto una foto e li ha pubblicati, come per farsi pubblicità”

Apollo: “Bella idea.”

Si scambiarono le foto e fecero delle verifiche, ma niente, niente di niente.

Katya: “Incredibile.”

Loris: “Non è che vieni dal futuro?”

Apollo: “Ma dai.”

Loris: “Tempo fa si era parlato di uno che proveniva dal futuro. …………… Comunque non preoccuparti, la memoria ti ritornerà. ………… Mi interessa che non ti allontani e non ti metta in pericolo. E’ chiaro che hai bisogno di aiuto e qui lo puoi trovare. Io ed il resto dei ragazzi siamo con te. ………………. Poi, domani farai una bella verifica a tutto l’impianto, vedrai che magari controllando minuziosamente tutto il parco ti ritornerà la memoria.”

Katya: “Bella idea.”

Loris: “Adesso, però, ogni uno a casa sua, dai, dovete riposare.”

I due si salutarono e tutti si misero a riposare.

Il giorno seguente in ufficio direttivo ……………………………

Pietro: “Hai detto che non ci sono notizie di lui nel web?”

Loris: “No, non ci sono notizie.”

Pietro: “Cavoli ci sono cazzate di tutti i tipi, questa è una cosa importante e non ci sono notizie. Ma chi è Apollo veramente.”

Loris: “Gli ho detto di fare una bella verifica all’impianto, per vedere se gli ritorna la memoria.”

Pietro: “Mi raccomando, facciamo le cose con cautela, non possiamo assumerlo per ora e dobbiamo stare attenti, che non si faccia male.”

Loris: “Speriamo, sono molto ottimista.”

Pietro: “Speriamo, hai tutto il mio appoggio. Andiamo dai, a fare qualcosa.”

Loris: “Sono al Chiosco.”

Pietro: “Top.”

Annalisa e Katya, in questo momento stavano parlando al bancone del Bar, mentre servivano i clienti.

Annalisa: “Era pronto a baciarti  e non lo hai lasciato fare? ……….. Io avrei lasciato che mi infilasse la lingua in bocca e la esplorasse per bene, finchè con le mani scorrevo su egiù per i suoi bicipidi.”

Katya: “Sei una stronza, non devi dire così.”

Annalisa: “Siete ancora liberi vero?”

Katya: “Cosa vuoi dire?”

Annalisa: “Non vi siete impegnati vero?”

Katya: “No assolutamente.”

Annalisa: “Bene, allora vado io ad infilargli la lingua in bocca.”

Katya: “Dove vai?”

Annalisa: “Ci vediamo tra 5 minuti.”

Katya: “Rimani qua.”

Annalisa si rivolse a Pietro, spiegando che andava in bagno, ma si diresse verso il luogo dove si trovava Apollo.

Pietro informato da Katya, di ciò che voleva fare Annalisa, corse verso di lei, ma non per rimproverarla o fare scenate ma per non farle fare cazzate. 

Pietro: “Annalisa, aspetta.”

Annalisa si fermò e si voltò verso Pietro.

Annalisa: “Pietro dimmi.”

Pietro: “Non farlo, non andare da Apollo.”

Annalisa: “Te lo ha detto Katya?”

Pietro: “Si.”

Annalisa: “Non volevo infilargli la lingua in bocca, volevo andare a sincerarmi come stava.”

Pietro: “Non mi interessa cosa volevi fare, mi interessa e vi consiglio di non legarvi troppo ad una persona che non conosciamo per niente.”

Annalisa: “Pietro, da quando sei diventato mio padre.”

Pietro, si mise a guardare da altre parti, pensando a cosa rispondere.

Pietro: “Non sono tuo padre, è che mi interessa veramente capire come poter aiutare quel ragazzo, e non vorrei peggiorare la situazione.”

Annalisa: “Posso andare a salutarlo?”

Pietro: “Vai a salutarlo pure e chiedigli se ha bisogno di qualche cosa.”

Annalisa: “Va bene, sarò brava papino.”

Pietro si voltò e si diresse, verso il Chiosco, scuotendo la testa.

Arrivato al Chiosco …………….

Pietro: “Ti è rimasta una birra per un amico?”

Loris: “E’ la stessa che abbiamo al Bar.”   

Pietro: “Ho fermato Annalisa che stava andando a salutare Apollo, perchè secondo Katya stava andando a fare una cosa poco conveniente.”

Loris, si mise a ridere a crepapelle …………

Loris: “Non voglio sapere cosa intendi per poco conveniente.”   

Pietro: “Le ragazze sono in fibrillazione, non mi disturba, ma Apollo è una persona da inquadrare.”

Loris: “Gli amori qui al parco si consumano ogni estate, ed è giusto che sia così. Non hai tutti i torti nel dire che deve essere inquadrato.”   

Pietro: “Dobbiamo agire con più forza, dobbiamo andare dai carabinieri e chiedere consiglio.”

Loris: “Faremo così, come dici tu, ci andiamo domani mattina, prima di aprire il parco.”   

Pietro: “Va benissimo.”

Loris: “Prendi la tua birra.”

Pietro: “Grazie!”.

La giornata proseguiva, senza intoppi, come fosse tutto normale, come se all’interno del Parco, non ci fosse la presenza di una persona non ben definita.

Apollo, passeggiava su e giù per gli ombrelloni intrattenendosi con questo o quel bagnino.

Ogni tanto andava nel reparto macchine a controllare che fosse tutto a posto.

Dava a quel posto, un’attenzione particolare, era chiaro che quello era il suo lavoro.

Per fortuna al Parco c’era tutto in ordine, quindi a parte qualche normalissima rottura, tutto ma proprio tutto era a regola d’arte e quindi non c’erano visite di ispettori o servizi pubblici vari.

Una persona come Apollo, poteva star dentro indisturbata.

Figurava essere un cliente: ogni giorno gli veniva stampato lo scontrino, assegnato un ombrellone sul prato, uno di quelli lontani dalle piscine, uno che non voleva mai nessuno, si accampava come un normale cliente e poi faceva ciò che gli si diceva all’interno del Parco.

Era un Paradiso, è un Paradiso il Rio Valli, è un eden in mezzo alla Pianura veneta, c’è tutto.

Sembra la rappresentazione del Veneto in miniatura.

C’è l’acqua che simboleggia il mare, gli ombrelloni, i locali (bar e chiosco), che simboleggiano la vita notturna e la vivacità, e le colline, le salite, per andare agli scivoli che simboleggiano le montagne Venete.

Andare al Parco Rio Valli sembra di avere il Veneto in mano.

Alle ore 15.35, un Signore brizzolato, sulla cinquantina, alto 170 cm, fisico asciutto, vestito con una tipica tutina estiva in poliestere visibilmente comprata su internet, entrò nel Parco.

Aveva con sè, solo un asciugamano e un borsello grande quel poco per contenere cellulare e portafoglio.

Passò il tunnel che porta dentro il parco, e si soffermò appena dentro scrutando a destra e sinistra.

Chi si fosse soffermato a controllarlo avrebbe visto un uomo intento ad osservare e cercare qualcuno di particolare.

Il suo sguardo penetrava e superava ogni ombrellone, sembrava che scandagliasse tutto ciò che vedeva.

Fece anche qualche passo in avanti in direzione del Bar Pizzeria per controllare meglio.

Apollo, era salito proprio in quel momento dalla scala che portava agli spogliatoi e siccome ai me, è brutto dirlo, non è che avesse tutti questi lavori da fare aveva notato questo signore e lo aveva incuriosito il fatto che una persona fosse entrata in un Parco Acquatico e se ne stesse così ferma ad osservare.

Diciamolo, se uno ci stava un pò attento, come stava facendo Apollo, sembrava un guardane, perchè era chiaro che si soffermava ad osservare le donne e le ragazze.

Una signora, sicuramente incurante di ciò di cui stiamo parlando, scivolò giù dallo scivolo giallo finendo nella piscina finale, lanciando un tipico urlo di gioia, per la stupenda e adrenalinica scivolate che si era fatta.

Era alta 165 cm, capelli castano mossi lunghi fino a metà schiena, il corpo ben formato con una terza abbondante di seno. Poteva avere dai 40 ai 45 anni, ma in realtà li si capiva se la si guardava bene.

La poveretta, uscì dalla piscina incurante di tutto e si sistemò scrollandosi l’acqua.

Il Signore che prima si trovava fermo all’entrata la notò e si diresse verso di lei.

Si avvicinò a lei e man mano che lo faceva era chiaro che la tensione cresceva in lui sempre di più.

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1° LIBRO

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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