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IN CANTINA NASCE L’AMORE 25° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
25° CAPITOLO
La sera la passarono passeggiando in spiaggia.
Gessica: “Grazie per aver detto di si.”
Marco: “Grazie a te per aver insistito.”
Gessica: “Ascolta ho una richiesta da farti.”
Marco: “Spara.”
Gessica: “Se vediamo qualche belva feroce ci fermiamo a fotografarla?”
Marco: “Ci mancherebbe, magari la chiamiamo e la facciamo mettere in posa.”
Gessica: “Stupido.”
Gessica lo fece fermare e lo abbracciò e poi lo baciò.
Lo stesso fece Marco.
Il bacio durò tantissimo, fu infinito.
Gessica: “Vorrei non tornare più a casa.”
Marco: “Questa è la più bella vacanza della mia vita Gessica, vorrei morire qui, mentre guardo la profondità dei tuoi occhi.”
Gessica: “Che dolce, spero di meritarle sempre queste parole.”
Marco: “Apriamo la bottiglia che ci siamo portati?”
Gessica: “Certo.”
Avevano portato con sè una bottiglia di prosecco italiano, con due bicchieri.
Gessica prese i bicchieri, Marco stappò la bottiglia e versò il vino.
C’era buio e le uniche luci erano quelle del villaggio.
Bevettero scambiandosi qualche effusione, un pò guardando il mare, un pò il villaggio.
Tra un sorso e l’altro ci scappava un bacio.
Quando il sole salutò il nuovo giorno i nostri due amici si recarono all’appuntamento, presero visione di ciò che trasportavano per sincerarsi e partirono.
Le indicazioni furono molto chiare e complete, con dovizia di particolari.
Come detto la strada, una volta lasciato il centro abitato si trasformava in uno sterrato, ben segnato e percorso più volte da veicoli che proseguiva dritto, chiaramente verso la comunità
Come detto, si percorreva una zona lasciata incolta che chiamiamo savana e dei boschi collinari.
Anche nei boschi il percorso era ben segnalato e percorribile.
Ovviamente, era comunque doveroso usare prudenza nella guida per non avere problemi con il camion.
Durante il viaggio.
Marco: “Non abbiamo mai sentito casa, in questi giorni.”
Gessica: “A dire il vero io mi ero preparata bene e avevo lasciato delle consegne molto precise ai miei dipendenti. Mi sento molto tranquilla.”
Marco: “Io un pò meno, sono meno perfezionista di te. Speriamo che al Night vada tutto per il meglio.”
Gessica: “Siamo stati un pò stronzi ad aver abbandonato le ragazze, proprio nel momento in cui cominciavano una nuova esperienza.”
Marco: “Si, è vero, però abbiamo concordato per bene tutto ed io mi fido di Micaela.”
Gessica: “Abbiamo sistemato tutte le carte burocratiche vero?”
Marco: “Si si, tutto in ordine.”
Gessica: “Speriamo che le ragazze abbiano raccolto adesioni per l’associazione, mi piacerebbe partire al più presto.”
Marco: “Prima raccogliamo più adesioni possibili, poi partiamo.”
Gessica: “Si!”
Marco: “Ti ricordi, vero, che Isacco, il mio dipendente è fratello di Micaela.”
Gessica: “Si, me lo hai detto. ………… Aspetta aspetta.”
Marco: “Cosa c’è?”
Gessica: “Fermati! …………. Là in fondo, in lontananza, c’è un leone.”
Marco: “Mi devo fermare?”
Gessica: “Certo, lo fotografo”
Marco: “Ma dai, non se ne parla.”
Gessica: “Marco!”, disse a voce alta, “Siamo sopra un camion e lui è a 100 metri di distanza, cosa vuoi che ci faccia, fermati per piacere, per piacere dai.”
Marco: “Ok! Mi fermo, ma resta sul camion.”, ma fu come neanche dirlo, perchè Gessica prese e si findò fuori.
Marco: “Gessicaaaaaaa?”, urlò, scendendo anche lui dal camion.
Corse poi, dall’altra parte, dove si trovava lei per controllare cosa stesse facendo.
In realtà lei si mise a fotografarlo, standosene vicino al camion.
Marco: “Non allontanarti di più di così.”
Gessica: “Hai mai sentito di un leone che ha preso a morsi un camion e se l’è divorato?”
Marco: “Ok! Ma ho paura.”
Gessica: “Lasciami fotografarlo! ……….. Anzi, aspetta, prendi il cellulare e fammi tu una foto.”
Marco: “Cosa?”
Gessica, mise il telefono nelle mani di Marco e si mise in posa, con il leone dietro sullo sfondo, Marco fece velocemente una decina di foto.
Gessica: “Aspetta aspetta.”
Marco: “Si sta muovendo, si sta muovendo.”
Gessica: “Si sta mettendo in piedi e basta.”
Marco le fece altre foto in altre angolazioni, ma quando l’animale si mise a camminare verso di loro si spaventarono e salirono sul camion.
Chiuse le porte, si misero a ridere a crepapelle.
Gessica: “Qui siamo al sicuro.”
Marco: “Si! Lo puoi dire, ora accendo e proseguiamo.”
Gessica, mentre stava accendendo il camion, si portò verso di lui per baciarlo.
Poi …………
Gessica: “Sei molto prezioso per me, queste sono cose che mi fanno emozionare e divertire molto. Dimentico tutti i problemi di casa.”
Marco: “ ……. e ti rilassi?”
Gessica: “Mi rilasso molto.”
Marco: “Proseguiamo allora.”
Il viaggio proseguì molto lentamente, attraversando vari paesaggi.
Si fermarono ancora a fotografare altri animali o ad osservare.
Non avevano un orario ben preciso per arrivare.
Gessica: “Si è trasformata in una vacanza da sballo.”
Marco: “Non pensavo a questo tipo di vacanza.”
Gessica: “Tu sei un gran porcone. ……. Tu pensavi a sesso, sesso, sesso e ancora sesso, ma nella vita c’è dell’altro da fare.”
Marco: “Scusami se mi sono innamorato di una gran gnocca.”
Proseguirono con discorsi così, frivoli ed allegri.
Quando arrivarono, verso metà pomeriggio, furono accolti con stupore, perchè non si aspettavano loro come autisti, ma una volta spiegato bene tutto i responsabili della comunità li riempirono di ringraziamenti.
Una volta scaricato il camion, fecero un giro del posto e quello che si trovarono davanti era tutto l’incontrario di un villaggio turistico.
Sembrava di essere stati catapultati indietro nel tempo.
Le case, se così si potevano chiamare, erano fatte di mattoni, cemento poco, legna, paglia e fango. Il connubio di questi materiali era a dir poco spregiudicato.
Sembrava che alcune costruzioni principalmente fatte di pali, fango e terra, fossero poi state allargate con mattoni e altro.
La situazione igienica era precaria.
Per non dire la possibilità di reperire acqua e altro.
Insomma, avevano portato un camion pieno di materiale e cibo, ma non avevano portato assolutamente niente di quello che veramente serviva.
Ascoltarono in silenzio tutto ciò che veniva spiegato loro, poi, una volta trovatisi soli in una capanna, a tarda sera si misero a parlare.
Marco: “Che situazione che abbiamo trovato.”
Gessica: “Sono sconvolta, non pensavo che potessero esistere situazioni del genere.”
Marco: “Noi non ci siamo abituati. Viviamo lontano da tutti questi problemi, ormai fanno parte di un passato che è lontanissimo.”
Gessica: “Io ci sono rimasta male.”
Marco: “Te l’avevo detto di non imbarcarti in questa avventura, l’Africa non è tutta come un villaggio turistico.”
Gessica: “Cosa potremmo fare noi?”
Marco: “Poco niente.”
Gessica: “Come poco niente? Noi abbiamo soldi a volontà.”
Marco: “Bè, a volontà non direi, abbiamo dei soldi e ne avremo altri, ma li abbiamo destinati per un progetto antiviolenza, molto importante.”
Gessica: “Ma qui con quei soldi potremmo fare moltissimo per questa gente.”
Marco: “Dobbiamo bloccare subito l’altro progetto e dire alle ragazze che non si fa più niente, poi ci concentreremo per questo progetto.”
Gessica: “Sei d’accordo?”
Marco: “Si! Sono d’accordo.”
Gessica si andò a sedere vicino a Marco sul letto e lo abbracciò stretto.
A causa di come erano le pareti della capanna, entrava la luce della luna, che rendeva tutto magico e mistico.
Si cambiarono abiti per giacere sul letto e si distesero, ancora abbracciati.
In silenzio stavano riflettendo.
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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI - Cronache d'Arte
1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI - Cronache d'Arte
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
IMAGE: IO NON HO PAURA
Io non ho paura - Cronache d'Arte