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TERRA AMORE E DISTINTIVO 20° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
20° PUNTATA
Si ritirarono all’interno di un ufficio.
Michele: “Dimmi fratellone, ci sono problemi alla casa?”
Moreno: “No! Non ci sono problemi, vorrei parlarti di una cosa che mi sta a cuore e che vorrei trattassi tu?”
Michele: “Me lo chiedi come fratello o come mio diretto superiore?”
Moreno: “Come fratello.”
Michele: “Lo farò con il cuore allora.”
Moreno: “Ho saputo da Giusy, sorella di Francesca, che anni fa Francesca ha subito una tentata violenza.”
Michele: “Violenza o tentata violenza?”
Moreno: “E’ una tentata violenza, perché alla fine non è andata a buon fine per fortuna, ma sempre di violenza si tratta e Francesca ne è rimasta traumatizzata.”
Michele: “In cosa posso essere di aiuto?”
Moreno: “A commettere questa violenza è stato il suo vicino di casa.”
Michele: “Quel signore molto gentile che ho salutato anche l’ultima volta che ci sono andato?”
Moreno: “Si certo.”
Michele: “Cavoli, è sempre li che gira per la sua tenuta. Francesca non ha sposto denuncia?”
Moreno: “A suo tempo no, perché le tre sorelle hanno cercato di tenere nascosto tutto, ma Francesca ne è sempre stata turbata.”
Michele: “Tanto da rendere complicata una nuova storia d’amore-”
Moreno: “Certo, è così.”
Michele: “Ripeto, cosa vuoi che faccia?”
Moreno: “Dobbiamo trovare il sistema per toglierlo di mezzo.”
Michele: “Lo vuoi uccidere?”
Moreno: “No, no sei pazzo? Vorrei fargli una visura fiscale e capire se ha tutti i documenti in ordine e poi se ci fossero reati, vedere come sfruttarli a nostro piacere.”
Michele: “Ok, vediamo se il signore ha tutte le cose in ordine, dammi un po’ di tempo.”
Moreno: “Ok, fai con calma.”
Michele, uscì da quel ufficio e Moreno vi rimase solo a riflettere.
La sua speranza era che il vecchio avesse dei problemi finanziari tali da metterlo nella situazione di dover mollare la tenuta ed andarsene da li.
Massimo e Martina in questi giorni avevano piantato altri 2 alberi, nel luogo dove già avevano piantato il primo.
Un pino ed un acero.
Alla distanza di 15 metri, dall’altro, come a formare un triangolo.
In più avevano messo in tutti tre gli alberi degli adeguati pali di sostegno contro le intemperie.
Davanti all’albero già piantato in precedenza e a questi nuovi si scambiava dei lunghissimi baci d’amore ricchi di passione.
2 Carabinieri, invece, avevano preso appuntamento con la famiglia Ortago per fare una chiacchierata.
Presenti c’erano ovviamente i due fratelli proprietari della ditta.
Ivano: “Non potete permettervi di insinuare che noi abbiamo costruito le lenti che hanno montato i droni dell’attentato.”
Il Carabiniere: “Non ho mai insinuato questo, ho detto solo che fonti sicure ed attendibili dicono che le lenti montate dai droni che hanno sferrato l’attacco alla nostra base montavano le vostre lenti.”
Giorgio: “Bè noi non ci centriamo niente, niente di niente, basta, non ne possiamo più, subiamo un attentato, ci sparano addosso e quasi quasi i colpevoli siamo noi?”
Il Carabiniere: “Quello che vogliamo dire, è che secondo voi? Ci può essere un acquirente che ha delle falde nella sicurezza e può avere avuto dei furti?”
L’altro Carabiniere: “E’ ovvio che voi avete scritto tutto nero su bianco e tutto tracciato, quindi è possibile che un vostro acquirente abbia subito un furto e non lo abbia denunciato.”
Ivano: “Vi diamo la lista dei nostri acquirenti e farete le vostre valutazioni, ma per piacere non dite in giro e non insinuate che la cosa è partita da noi.”
Giorgio: “Noi sappiamo benissimo la potenzialità delle nostre lenti, ed è per questo che siamo attenti che non vadano a finire in mani sbagliate.”
Il Carabiniere: “Guardate, via siamo vicini in questa situazione, ma l’unica maniera per uscirne fuori puliti e dare i documenti che chiediamo con trasparenza e tranquillità e nessuno di farà del male se non ce n’è bisogno.”
Ivano: “Ok, vi diamo la lista dei compratori e voi farete le vostre valutazioni.”
Proseguirono la chiacchierata ancora un po’, fino a che Giorgio non si preparò e li accompagnò in ditta per consegnar loro la lista richiesta.
Giorgio fu molto bravo, perché fece tutto senza destare nessun minimo sospetto.
Lui e solo lui da una situazione del genere ne poteva uscire veramente male, ma fu veramente bravo a non far trafelare nessun possibile dubbio o segno di difficoltà.
Un vero maestro dell’inganno.
D'altronde, c’è da dire che era così bravo che nascondeva tutto perfino alla sua famiglia.
I due carabinieri rientrarono subito alla base a Verona e di nuovo tutti si misero pancia a terra a controllare la lista.
Lista che ovviamente appariva un perfetto elenco di ditte di alto livello e di alta tecnologia che acquistavano ovviamente lenti di suprema qualità.
A dire il vero, al nostro gruppo così rapidamente sfuggì un paio di nomi di ditte collegate ad altre ditte costruttrici di armi.
C’è da dire che in realtà era quello il lavoro principale da controllare, ovvero creare un diagramma e capire i collegamenti tra quelle ditte e altre possibili ditte, oppure intrecci strani tra personaggi strani.
Non era proprio un lavoro così semplice.
Si decise di chiedere aiuto, per competenza territoriale proprio al comando di Rovigo, che in tutta questa vicenda aveva gentilmente concesso spazio al comando di Verona.
Il comando di Rovigo si sentì molto lusingato della richiesta e onorato.
Massimo, si trovò una sera a cenare con le tre sorelle.
Massimo: “Ho un problema incredibile.”
Martina: “Quale?”
Massimo: “Ho problemi a trovare un terreno per iniziare una piantagione di viti da zero.”
Francesca: “Addirittura.”
Massimo: “Vorrei trovare il terreno giusto per fare una buona coltivazione, non vorrei il primo che trovo.”
Giusy: “Ma riesci ad attivare tutto da zero?”
Massimo: “A dire il vero sarebbe ottimale trovare un’azienda completa da rilevare.”
Martina: “Ma li hai i soldi?”
Giusy: “Ma che cazzo di domanda fai Martina, è Massimo Ortago, lui i soldi li ha e come, è l’ultimo dei suoi problemi.”
Massimo: “Mi dispiace deluderti Giusy, ma ti stai sbagliando con mio Zio e mio Papà. Quelli hanno i cash in mano, io ti assicuro che sono il figlio e nipote di quei due ma non sono loro, neanche nel conto corrente.”
Giusy: “Bè dai non prenderci in giro, tu avrai di certo delle liquidità particolari, insomma sappiamo come va.”
Francesca: “Si dai, non c’è da nascondersi con noi.”
Massimo: “No no, ma state scherzando voi due, cosa sapete. Guardate che solo nei film i figli dei ricconi hanno il fondo fiduciario collegato al bancomat da dove possono prelevare come voglio, nella realtà sei ti va bene, tuo padre di assume e ti stipendia bene, si aspetta che tu ti fai il culo più di lui, non ti conteggia le ore straordinarie, non hai permessi e si aspettano tutti che tu lavori più di loro perché sei figlio di. Non fatemi imprecare per piacere.”
Martina: “Ma a te piace il lavoro dei tuoi?”
Massimo: “Mi piace, ma io non nasco ottico e non so fare una lente, la so vendere però. Io ho fatto esperienze all’estero in campo ecologico ed ambientale perché vorrei che il mio futuro fosse anche verso quel tipo di commercio, senza dimenticare da dove vengo.”
Martina: “Adesso che avete fatto la visura fiscale al mio uomo siete contente vipere velenose?”
Giusy: “Non c’è niente da essere vipere velenose stavamo solo parlando.”
Francesca: “Perché non compri i terreni del vecchiaccio che abbiamo qui vicino?”
Giusy: “Francesca che dici?”
Martina: “Ha ragione Francesca, perché non fai un’offerta al porco che ci abita qui vicino?”
Massimo: “Vedo che quel vecchietto non riscuote le vostre simpatie.”
Martina: “Per niente.”
Massimo: “Non voglio sapere cosa è successo, comunque se è così vecchio, posso fargli una offerta.”
Francesca: “Che morisse il prima possibile.”
Massimo: “Ha parenti?”
Francesca: “Nessuno per fortuna.”
Massimo: “Francesca, hai reso l’idea, andrò a fargli una proposta.”
La serata proseguì con Massimo che chiese sempre più dati sugli appezzamenti del vicino, comprendendo che forse era l’investimento giusto da fare.
Moreno, arrivò al lavoro in perfetto orario a bordo della sua moto da strada che tanto amava.
A dire il vero, ormai la usava solo per andare a lavorare, perchè avendo contatti con Francesca a Ferrara usava spessissimo l'auto.
C'è da dire che Francesca non amava tantissimo la moto, ma amava la comodità di un'auto.
Entrò al comando e si recò verso il suo settore, per strada incrociò suo fratello Michele, che lo invitò a recarsi nell'ufficio di Moreno.
Entrati, si sedettero uno dinnanzi all'altro.
Michele: "Ho fatto le ricerche che mi hai chiesto sul vicino di Francesca."
Moreno: "Allora cosa è emerso?"
Michele: "Ci sono dei problemi contabili, non ha tutte le carte in regola."
Moreno: "Spiegati meglio."
Michele: "Allora, ha i campi in affitto, ma in realtà non contabilizza perfettamente tutto, quindi ha dei problemi per cui potrebbe essere denunciato dalla guardia di finanza, potrebbe avere delle grane............ Ma tu perchè vuoi sapere queste cose?"
Moreno: "Molti anni fa quell'uomo ha cercato di violentare Francesca, ma non hanno mai fatto denuncia."
Michele: "Cavoli, ma perchè non hanno fatto denuncia?"
Moreno: "Perchè stavano prendendo in mano da zero l'agriturismo da sole e non volevano avere dei problemi di immagine subito, però la vicinanza con quell'uomo a Francesca disturba tantissimo, occorrerebbe toglierlo di mezzo."
Michele: "Ovviamente per vie legali."
Moreno: "Si si certo."
Michele: "Ma perchè allora la visura che mi hai fatto fare?"
Moreno: "Dai dati emersi, lui potrebbe avere una denuncia di tipo finanziario, io vorrei con questi dati cercare di metterlo nella posizione di vendere ed andarsene per non incombere in processi."
Michele: "Non ho capito niente."
Moreno: "Adesso con questi dati alla mano, potrei andare a casa sua, spiegare la situazione e fargli capire con le buone che potrebbe vendere tutto e non essere denunciato dai colleghi della guardia di finanza."
Michele: "Vuoi metterglielo giù come consiglio o come obbligo?"
Moreno: "No no, vorrei veramente cercare con le buone di farlo andare via da li."
Michele: "A Francesca e alle ragazze dirai qualcosa?"
Moreno: "No assolutamente, vorrei non dire niente."
Michele: "Bè l'idea è buona, però per andarsene vorrà aver pagato il terreno, vorrà di sicuro vendere."
Moreno: "Il compratore c'è e anche subito."
Michele: "Chi è?"
Moreno: "Massimo Ortago."
Michele: "Il fidanzato di Martina?"
Moreno: "Si, vorrebbe comprare un terreno per aprire un'azienda vitivinicola."
Michele: "A lui dirai qualcosa?"
Moreno: "Vediamo cosa riesco a fare a casa del vecchio e poi ne parlo con Massimo, semmai."
Michele: "Senza che le ragazze lo sappiano."
Moreno: "Ovvio."
Michele: "Mi raccomando non fare cazzate, che sei un agente di pubblica sicurezza, non mischiare amore con il lavoro."
Moreno: "Starò molto attento."
Michele: "Te la dovrai giocare con i soldi e non con i pugni."
Moreno: "Guarda, penso che il signor Ortago pagherà bene quel terreno visto che si trova vicino a casa di Martina."
Michele: "Speriamo che la cosa faccia bene anche a Francesca."
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
IMAGE: IO NON HO PAURA
Io non ho paura - Cronache d'Arte