lunedì 12 ottobre 2026

L’ITALIA CHE VORREI 4° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 4° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

4° CAPITOLO

Fabio si prese un momento per parlare con Chiara nel suo ufficio.

Fabio: “Chiara ti devo chiedere scusa se devo prendere una decisione.”

Chiara: “Che tipo di decisione?”

Fabio: “Tu sei conosciuta come mia segretaria! Io non posso darti in mano la direzione del gruppo formato dai Direttori dei vari Ministeri, per le varie comunicazioni, perchè altrimenti sembra che gestiamo tutto in famiglia. Quindi io ti direi di aiutarmi a livello politico, Mike che è la mia guardia del Corpo mi farà da consigliere supplementare, e vorrei che cercassi una persona di tua fiducia per dargli il compito di dirigere il gruppo di lavoro dei Direttori.”

Chiara: “Va bene, mi va benissimo. Cercherò la persona giusta. Fabio ti sei reso conto che realizzerai uno degli obiettivi del sempre desiderato dal centro destra?”

Fabio: “Si?”

Chiara: “L’aumento delle pensioni minime, Berlusconi, si è sempre battuto per questo.”

Fabio: “Lo so! Il ministero del Welfare è quello che deve essere più riformato velocemente. Anzi, facciamo così. Chiama il Direttore del Ministero del Welfare e del Lavoro assieme per domani. Per domani pomeriggio alle 15.00!”

Chiara: “Ok!”

Fabio: “Per stasera, ore 21.00 voglio fare un’altra diretta Tv a reti unificate.”

Chiara: “Ok! Organizzo.”

Fabio: “Ora chiamo Mike, perchè devo rendere esecutive alcune scelte.”

Chiara: “Aspetta ad aprire la porta.”

Chiara si avvicinò a Fabio e lo baciò.

Lui la abbracciò stretta e velocemente le bocche si aprirono e le lingue si unirono in un bacio molto appassionato.

Quando si staccarono ……….

Chiara: “Sei super sexi!”

Fabio: “Avrei voglia di farlo, qui sulla scrivania presidenziale.”

Chiara: “Dai dai no, che non entri Mike con un’urgenza.”

I due aprirono le porte dell’ufficio e se ne andarono in direzioni diverse.

Fabio si recò all’ufficio di Mike.

Mike: “Presidente?”

Fabio: “Mike, vieni nel mio ufficio che mi aiuti a rendere esecutive delle scelte, perchè non sono ancora pratico, poi andiamo a vedere alla Security Room come vanno i lavori.”

Mike: “Non c’è bisogno, Presidente, il Direttore dei servizi Segreti ha messo in piedi il Pool Investigativo ed è pronto a presentarglieli.”

Fabio: “Quindi vengono loro qui?”

Mike: “Si!”

Fabio: “Ok allora, passiamo dal mio ufficio e poi andiamo al Bar finchè non arrivano.”

Mike: “Al Bar?”

Fabio: “Si! Ho bisogno di caffè e sparare un pò di cazzate con te.”

Mike: “Si Signore.”

Successe proprio così e quando il Direttore dei Servizi Segreti arrivò entrarono tutti nell’Ufficio del Presidente.

Fabio: “Sono tutto orecchie Direttore.”

Dirett. Serv. Segreti: “Ecco qui Presidente, le presento l’agente Romina Zunghi, l’agente Paola Castretto e l’agente Pietro Angosia che avranno il compito di indagare sull’accaduto.”

Fabio: “Avete già una pista da seguire?”

Dirett. Serv. Segreti: “Ne abbiamo molte, ma sicuramente analizzando i reperti che troveremo sapremo meglio la direzione da prendere. Nel frattempo stiamo monitorando tutto e tutte le telecomunicazioni avvenute, tutte le auto che si sono aggirate attorno a Montecitorio, tutto.”

Fabio: “Ok! Ok! Non voglio farvi perdere tempo di più andate e cominciate. Avete la mia benedizione.”

Dirett. Serv. Segreti: “Si Signore.”

Questi uscirono tutti dall’Ufficio.

Fabio: “Mike, ascolta, secondo te può essere una buona cosa fare un altro discorso pubblico anche questa sera?”

Mike: “Se fossimo in una situazione di normalità, le direi che deve rapportarsi con il Parlamento, ma parlare alla nazione in questo momento vuol dire essere trasparente e rassicurare le persone su ciò che sta facendo.”

Fabio: “Devo assolutamente creare una situazione di sicurezza, prima di aprire le borse, ho bisogno di parlare con il Direttore della Banca d’Italia il prima possibile. ……………….. E anche della Cassa Depositi e Prestiti.”

Mike: “Quando, tra quanti giorni?”

Fabio: “Subito oggi. ………….. Chiara, dov’è Chiara?”

Mike: “Sta sistemando delle cose, ovviamente.”

Mentre camminavano per i corridoi, Fabio si mise ad urlare, chiamando Chiara.

Fabio: “Chiara!”, disse più volte a voce alta.

Mike: “Presidente, forse non è il caso di fare così.”

Ma Fabio proseguì, finchè non la trovò.

Chiara: “Non devi urlare così, sei il Presidente.”

Fabio: “Ti cercavo.”

Chiara: “Chiamami con il cellulare.”

Fabio: “Andiamo nel mio ufficio.”

Arrivati …………….

Fabio: “Ascolta devo parlare entro poche ore con il Presidente della Banca D’Italia e della Cassa Depositi e Prestiti.”

Chiara: “Perchè?”

Fabio: “Se apriamo le borse, in qualunque momento, si creerà un casino economico, sicuramente. Occorre creare dei cuscinetti per le famiglie.”

Mike: “Di che tipo, se mi permette Presidente?”

Fabio: “Obbligazioni, Fondi ed Azioni, impazziranno, occorre un bene rifugio dove gli italiani mettano i loro risparmi, ovvero un BTP forte.”

Mike: “Ma questo genererà debito pubblico.”

Fabio: “Si! Ma con i soldi raccolti, andremo a chiudere dei debiti che abbiamo con l’estero, mettendo nelle mani degli italiani, e quindi al sicuro il Debito Pubblico.”

Mike: “Ho capito.”

Chiara: “In questa maniera, gli stati esteri non potranno avanzare pretese sull’Italia avendo meno debito italiano in mano. In più altri investimenti meno richiesti prenderanno valore.”

Fabio: “Esatto!”

Chiara: “Chiamo subito.”

Mike: “Io organizzo le macchine perchè, degli agenti, vadano a prendere i due Presidenti in sicurezza.”

Fabio: “Sia così allora.”

Al cantiere allestito per cercare i corpi a Montecitorio, un raggio di sole diede un pò di speranza.

Un soccorritore: “E’ vivo, è vivo, qui c’è uno vivo.”

Iniziò un vociferare di persone che chiamavano altre persone in aiuto.

Arrivarono squadre di sanitari e altri a scavare con le mani o piccoli attrezzi.

Fu estratto dalle macerie un corpo.

Un ragazzo giovane.

Venne subito posizionato nella barella a cucchiaio e bloccato, poi caricato in ambulanza e portato d’urgenza in ospedale.

Il capo del turno di Soccorso, avvisò Palazzo Chigi e quindi Mike.

Mike che in quel momento stava mettendo un pò in ordine i vari documenti che frettolosamente aveva dovuto generare per rendere effettivi i trasporti protetti dei due Presidenti, lasciò tutto e corse dal Presidente del Consiglio.

Aveva l’autorità di entrare senza bussare per motivi di sicurezza.

Mike: “Presidente, c’è un sopravvissuto.”

Fabio: “C’è un sopravvissuto? Dove si trova?”

Mike: “Lo hanno portato subito in ospedale.”

Fabio: “Andiamo anche noi.”

Mike: “No!”

Fabio: “Andiamo anche noi, voglio andare da lui. Chiamo Chiara e partiamo, prepara la macchina.”

Mike: “E l’incontro con le altre autorità.”

Fabio: “Torneremo in tempo.”

Velocemente il presidente fu portato all’ospedale dove era stato portato il sopravvissuto.

Entrò dal Pronto Soccorso come ogni altra persona con la fretta di chi ha appena ricoverato un proprio caro.

Cominciò a chiedere sue notizie, come se fosse un suo parente, Mike ebbe il suo da fare nell’essere un buon piacere.

Chiara: “Fabio, stai calmo, sei il Presidente, non puoi comportarti così.”

Fabio: “Chi è?”

Mike: “E’ il deputato Enrico Alfonsi, 43 anni, del Partito Solo Noi in Italia.”

Fabio: “Era in minoranza. Che fortuna che ha avuto. Buon Dio è un segnale di speranza. Dai ritorniamo e tenetevi in contatto con l’ospedale.”

Ritornarono a Palazzo Chigi e si fermarono al Bar interno per bere un caffè.

Alle 16 iniziò la riunione con il Presidente della Banca d’Italia e della Cassa Depositi e Prestiti.

Fabio: “Grazie per essere venuti con così poco avviso.”

Presidente Banca d’It.: “Ci mancherebbe Presidente.”

Presidente Cdp: “Non vedevo l’ora di parlarle.”

Fabio: “Le ore che stiamo vivendo sono infernali.”

Presidente Banca d’It.: “Non vorrei essere al suo posto Presidente.”

Fabio: “La ringrazio, cerco di essere all’altezza.”

Presidente Banca d’It.: “Cosa voleva dirci? O comandare?”

Fabio: “La Borsa e le Banche non possono stare chiuse in eterno. Quando le aprirò sicuramente ci saranno dei stravolgimenti finanziari, io vorrei creare degli strumenti cuscinetto.”

Presidente Cdp: “Tipo?”

Fabio: “Vorrei che venisse creato un BTP della durata di 5 anni con interesse fisso al 5%. BTP che sarà esentasse.”

Presidente Banca d’It.: “Perchè?”

Presidente Cdp: “E’ un interesse alto.”

Fabio: “L’interesse deve essere alto, per essere appetibile e deve servire come strumento rifugio per mettere al sicuro il risparmio degli italiani. Sarà indicizzato, ma chi lo acquisterà, lo farà sempre a 100.”

Presidente Banca d’It.: “Non è possibile, perchè c’è un periodo di prenotazione e poi, ad una data ben precisa inizia la sua vita. ”

Fabio: “Ma questo BTP, verrà comprato da tutti a 100.”

Presidente Banca d’It.: “Creerà, debito pubblico.”

Fabio: “Che andrà a chiudere debiti da estinguere, facendo in modo che il debito pubblico con calma passi nelle mani degli Italiani.”

Presidente Banca d’It.: “In modo da essere più indipendenti.”

Fabio: “Si! Ammetto che la mia presenza qui è temporanea, ma voglio dare il mio apporto perchè l’Italia prenda la strada giusta. L’Italia deve diventare autonoma su tanti aspetti, meno dipendiamo da altri paesi, più saremo forti.”

Presidente Banca d’It.: “Allora ripetiamo, come faranno le persone a comprare sempre a quota 100?”

Presidente Cdp: “Io penso di sapere.”

Fabio: “I cittadini, faranno richiesta di acquisto, quindi quando la richiesta sarà accettata ci sarà sempre una nuova emissione.”

Presidente Banca d’It.: “Quanto pensa di raccogliere da questa mossa?”

Fabio: “Non lo so, voglio solo mettere al sicuro i risparmi della gente.”

Presidente Banca d’It.: “Quando ha intenzione di aprire tutto?”

Fabio: “Prepariamo bene tutto e poi vedremo.”

Presidente Cdp: “Di me ha bisogno?”

Fabio: “Per ora mi interessava fare 4 chiacchiere, in futuro vedremo.”

Presidente Cdp: “Ha intenzione di cominciare a lavorare nella ricostruzione del Parlamento?”

Fabio: “Si! Ma prima occorre approvare una nuova costituzione.”

Presidente Cdp: “Come farà?”

Fabio: “Lo vedrà, però per ora non mi espongo.”

Scambiarono ancora qualche parola e poi ogn’uno andò ai propri lavori.

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO. 

Si pensa a creare un BTP al 5% per 5 anni, per proteggere i risparmi degli italiani al momento dell’apertura delle borse. Con i soldi raccolti si andrà a restituire soldi agli investitori esteri, per essere più liberi e meno dipendenti da fonti esterne allo stato.

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


domenica 11 ottobre 2026

VENNE IL GIORNO 5° CAPITOLO

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VENNE IL GIORNO 5° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

5° PUNTATA 

Nei giorni che seguirono, tra un preparativo e l’altro la tensione e il desiderio di stare vicini aumentò sempre di più.

Mirko aveva pensato a quello che si era detto con Nicola e decise che ormai era il momento di vedere se il suo rapporto con Tiziana, poteva prendere una svolta.

Sapendola dentro al magazzino, entrò di soppiatto e chiuse a chiave la porta dall’interno.

Aspettò un attimo per vedere se si era accorta di lui.

Lei era vestita con una maglia leopardata che la copriva dal collo alla vita, ma per la sua aderenza metteva in risalto la quarta del suo seno.

La minigonna era in tessuto tipo una maglia e le arrivava fino alle ginocchia.

In quel momento, un raggio di sole della finestra la illuminava e la rendeva eterea. Lui la raggiunse da dietro e la abbracciò.

Lei lo lasciò fare aggiungendo: “Dai che fai? Ci sono gli altri e lo sai che nel centro non si può.” 

Mirko rispose: “Balle!” e con la mano le accarezzò un seno mentre con l’altro raggiunse la minigonna e cercò di sollevarla.

Lei a questo punto cercò di divincolarsi ma non fu troppo decisa, tanto che lui riuscì a raggiungere con la mano il suo inguine sollevando la minigonna e stuzzicarla dentro le mutandine, mentre con la bocca le bacia il collo.

Lei lo lasciò fare, ma dal piacere inarcava il corpo sempre di più, rendendo a lui il lavoro più semplice.

Ad un certo punto lui si staccò la fece girare, la prese in braccio e la fece sdraiare per terra, spogliandola completamente.

Ormai incuranti del luogo in cui si trovavano decisero che in guerra tutto era lecito e se la terra fosse stata presa di mira da un popolo alieno, poco c’era da farsi scrupoli o remori morali.

Anche nei giorni che seguirono i nostri due amanti cercarono momenti di intimità, senza riuscire a trovarne.

Paola aveva notato che la sua amica era strana e diversa, come se avesse trovato nuovi stimoli, che la distraevano, dai pensieri di quei momenti, ma non si rendeva conto da cosa fosse dovuta tutta questa nuova grinta.

Il 31 Ottobre, fu il giorno fatidico, quello della partenza per la Libia.

Paola e Tiziana, fecero colazione al bar con cappuccino,  due brioche e spremuta.

Una colazione abbondante, ma utile, perché una volta partite con l’elicottero, chissà come sarebbe andata.

Paola prese coraggio e fece qualche domanda a Tiziana. 

Paola: “Come ti senti in questi giorni?”

Tiziana: “Perché mi chiedi? Sono tesa e spero solo che vada tutto bene.”

Paola: “Lo sai? Io qualche volta spero che sia tutto un errore e che all’appuntamento non ci sia nessuno. Spero che il segnale che abbiamo captato, non corrisponda a niente.”

Tiziana: “Anche io penso a questo in qualche momento.”

Paola: “Comunque ti ho chiesto questo, perché ti vedo strana. Sembra che pur vivendo anche tu un momento di tensione come tutti, in realtà ti senta più appagata di qualche giorno fa.”

Tiziana: “Si in effetti è successo qualcosa di bello nella mia vita. E’ successo tardi, ma meglio tardi che mai come si dice.”

Paola: “Ma cosa è successo esattamente?” 

Tiziana: “Mi sono messa insieme con Mirko.” 

Paola: “Il nostro Mirko? Che bello, era ora.” 

Tiziana: “Era ora Si! Ci siamo decisi.”

Paola: “Nicola lo sa?”

Tiziana: “No non lo sa è troppo preoccupato in questo momento.” 

Paola: “Diglielo, vedrai che gli farà piacere.”

Tiziana: “Semmai tra qualche giorno. Quando sarà passato tutto quanto.” 

Paola: “Che ne dici andiamo al lavoro?”

Tiziana: “Vorrei mettermi in malattia.”

Paola: “Dai, forza cosa vuoi che sia un viaggetto nel deserto Libico, in segreto come delle spie?” 

Tiziana: "Eccitantissimo."

Le nostre due amiche si misero a ridere e poi partirono verso il centro ricerche come tutti i giorni. 

Anche Nicola e Mirko si affrettarono ad arrivare al lavoro e commentarono un po’ quello che doveva accadere in quel giorno.

Tutti e due, trovandosi, ormai a pochi minuti dalla partenza, speravano dentro di se che fosse tutto un errore.

C’è da dire che se veramente era un errore, però, tutto il sistema di controllo mondiale dei segnali extraterrestri doveva essere ripensato, perché quel segnale questa volta era, per dirlo con una battuta, troppo extraterrestre.

Discutendo tutti e quattro assieme, decisero che il porta voce sarebbe stato Nicola, anche se presente ci sarebbe stato il loro capo il dott. Gambini.

Siriana e la sua squadra soggiornò in un hotel vicino al Centro ricerche che comunque sarebbe stato chiuso.

L’elicottero arrivò in perfetto orario.

Era color azzurro metallizzato quasi specchio.

Era un prototipo militare per il trasporto di uomini. Partirono subito a tutta velocità. 

Sorvolarono in pochi minuti il mar mediterraneo ed entrarono nello spazio aereo Libico.

Più la Sicilia si allontanava e si intravedevano le coste libiche, più la loro paura aumentava. Raggiunta la terraferma, il pilota attivò la modalità invisibile.

I radar non avrebbero dovuto intercettarlo.

Proseguirono così sereni, senza farsi pensieri, convinti comunque che se fosse andato storto qualcosa i guai sarebbero stati di sicuro seri.

Difficile spiegare che si era li senza autorizzazioni con un aereo militare per scopi scientifici. Il fatto è che i guai non tardarono ad arrivare.

Quattro elicotteri Apache con la bandiera Libica intercettarono l’elicottero dei nostri amici e gli intimarono di fermarsi e atterrare, altrimenti sarebbero stati abbattuti.

Il pilota, eseguì delle manovre di evasione, ma non ci riuscì a seminarli, perché era troppo pesante il loro elicottero per seminare 4 velivoli d’attacco.

Non ci si riusciva a spiegare perché il sistema che doveva rendere l’elicottero invisibile non aveva funzionato.

I 4 elicotteri non mollarono, mentre i nostri proseguivano veloci verso il punto di incontro. 

Ad un certo punto da un apache partirono 2 razzi, che il pilota schivò con vera maestria. 

D’altronde il velivolo era un prototipo, ma il pilota no.

Più gli elicotteri Apache sparavano, più i nostri correvano veloci.

Ad un certo punto, in pieno combattimento, mentre i nostri stavano decidendo di mollare e di arrendersi, 4 palline bianche luminosissime colpirono i 4 elicotteri Apache e li fecero esplodere in volo simultaneamente.

Lo scoppio causò un’onda d’urto incredibile che per fortuna non fece schiantare a terra i nostri. 

Urli incredibili invasero la cabina, mossi dallo spavento e dalla paura.

Tiziana, e Paola si misero a piangere e Mirko guardò Nicola che ormai aveva capito al cento per cento che di umano in quello che era successo non c’era proprio niente.

Perfino il pilota guardò Nicola incredulo, pensando e sperando più di tutti che a quell’incontro non ci fosse nessuno.

Le coordinate portarono i nostri amici in mezzo al deserto più estremo.

Ad un certo punto l’elicottero sembrò telecomandato, i comandi non rispondevano più, e atterrò spegnendosi in modo molto dolce.

Scesi si trovarono circondati da una temperatura che non era naturale, toglieva il respiro. Il deserto più deserto.

Attorno a loro il nulla.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


RIVOLUZIONE 10° CAPITOLO

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RIVOLUZIONE 10° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

10* CAPITOLO

Filippo si trovava nella propria tenda a riposare mentre all’improvviso entrò Angelica, i due non sapevano ciò che era accaduto a Jenny e agli altri. Scambiati i saluti di rito, Angelica si buttò fra le braccia che se la scostò subito di dosso dicendo: “Ma che fai Angelica, tra un po’ arriva Elena, alzati e vai via ……… dai non è il momento.”

Angelica: “E’ così che tratti le donne con cui fai sesso? ………. Poi la tua Elena non è indaffarata con tutto questo casino?”

Filippo: “In questo momento non è indaffarata, ma tu non hai da andare a rompere dal tuo Jonathan?”

Angelica si aprì la cerniera in modo da far vedere il decolte e disse: “Qui Jonathan non c’è e noi due potremmo conoscerci meglio.”

In quel momento entrò Elena ed esclamò: “Ma che fate voi due? Angelica Filippo che state facendo, per fortune che eravate solo amici, fate schifo.”

Filippo: “Elena ti posso spiegare ………”

Elena uscendo: “Non mi spiegare niente io e te non siamo più niente, fai schifo, schifo capito?”

Filippo cercò di ricorrerla, ma lei urlando imprecava contro lui e contro Angelica, alla fine desistette perché ormai la scena veniva osservata da molti e non voleva dare spettacolo.

Elena era stata anche troppo buona accettando l’amicizia dei due perché riteneva che un rapporto d’amore non doveva distruggere amicizie nate e coltivate prima, ma questo era troppo, troppo veramente, pensare a quante volte potrebbero aver tradito in precedenza e lei come una stupida a credergli.

Bè, meglio non pensarci più o cercare di non pensarci più, meglio tagliare i ponti del tutto.

Filippo che sapeva distinguere il valore di Elena e quello di Angelica, sapeva distinguere il peso delle due donne, rientrò in tenda e si arrabbiò con Angelica. 

Aveva impostato il rapporto con Elena con l’idea che fosse un rapporto salvagente, ovvero tenersi una ragazza fissa e magari costruirsi attorno dei rapporti più o meno intensi, ma aveva capito che in Elena c’era qualcosa di veramente buono che non era il caso di gettar via per qualcosa di più frivolo, ma ora non sapeva più che fare, era confuso e disorientato.

Uscita dalla tenda e avendo capito lo sbaglio fatto, Angelica corse da Elena e cercò di spiegarle e di ricucire i rapporti, ma Elena none ra una con cui scherzarci troppo, sapeva bene il fatto suo.

Nella tenda del Consiglio si stava svolgendo una serrata riunione.

Il commando era rientrato, ed aveva scoperto, che chi aveva rapito Jenny, Jonathan e Matteo erano diretti verso in Trentino, avevano superato Verona e di sicuro si erano diretti verso Affi. 

Si erano dovuti fermare perché senza armi e senza grossi equipaggiamenti si erano spinsi comunque troppo lontani per proseguire le ricerche da soli.

Alfred disse: “La situazione è drammatica, con un a guerra in corso, questo rapimento non ci voleva, stanno accadendo gravi cose intorno alla nostra comunità che ci fanno capire quanto il mondo la fuori sia cambiato e noi siamo gli unici a parlare di pace e prosperità.”

Bruno: “Speriamo non siano stati gli Orsi Neri o gli Immortali, chissà cosa potrebbe succedere ……….”

Elena: “Siamo circondati da mostri di qualunque tipo.”

Alfred cercò di raccogliere tutte le proposte scaturite in modo molto democratico e di condurre un dibattito il più pulito e costruttivo possibile e poi alla fine trasse le conclusioni.

Alfred: “Riassumendo le vostre proposte, deduco che c’è la necessita di istituire un corpo di Polizia Municipale con l’intento di sorvegliare più efficacemente il territorio intorno a Genesi e coordinare le ricerche dei rapiti. ………… Io direi di dare in mano ad Erik il comando di questo gruppo che si è sempre distinto come persona capace di condurre gruppi così importanti.”

Tutti furono d’accordo e si discusse come rendere operativa questa decisione.

A Prima Donna, un’altra giornata era passata, si era combattuto ferocemente ma non c’erano stati grossi cambiamenti sul campo. William sapeva benissimo che tutte le armi di cui disponevano erano li e non si potevano inventarne delle altre, quindi occorreva rifletterci veramente bene per concludere il conflitto.

All’indomani avrebbero condotto un forte e più importante attacco contro gli Orsi Neri sperando di dare una vera svolta al conflitto.

La notte passò cercando di dare a chiunque il giusto consiglio.

Quando il sole ebbe appena salutato il mondo e regalato ancora la speranza per continuare a vivere, in un luogo lontano, nei monti attorno a Bologna, stava succedendo qualcosa di strano e inatteso. 

Uno strano portellone posto su una parete di una di queste montagne cominciò ad aprirsi, e una volta apertosi tutto, uscirono e si levarono in volo 3 elicotteri da guerra Apache.

I piloti si parlarono via radio.

Tango 1: “Base Tango iniziamo la missione di ricognizione, ci dirigeremo subito verso Ferrara.”

Base Tango: “State attenti i radar rilevano presenza di una grossa concentrazione di veicoli militari.”

Tango 1: “Recepito, stare attenti.”

I tre elicotteri si diressero verso Prima Donna erano veloci e ci misero pochi mminuti ad arrivare sul posto.

L’idea era quella di valutare la situazione prima di prendere le dovute decisioni, anche perché con 3 elicotteri soli non è che si poteva fare un gran che.

Arrivati sul posto rimasero atterriti, sorvolarono più volte la zona, e furono sconvolti nel vedere come soldati italiani si stavano affrontando tra loro come se si fosse perso completamente la testa, la nazione Italia non esisteva veramente più.

I nostri furono elettrizzati e preoccupati allo stesso tempo, erano amici o nemici?

Mauro: “William chi sono?”

William: “E che ne so, speriamo in bene Mauro.”

Sergio: “E’ uno schifo, se avessimo apparati radio funzionanti, ci siamo imparcati in questa avventura senza pensare a una cosa così importante.”

Thomas corse e raggiunse il gruppo di comando urlando: “Segnali di fumo, dobbiamo fare dei fuochi e cercare di comunicare con i segnali di fumo.”

William: “Non sappiamo se sono amici o nemici.”

Gli Orsi Neri, la pensavano per fortuna per i nostri sicuramente diversamente. 

Dragon: “Maledizione quei cani hanno anche gli elicotteri, ora basta ………… ma quanto ci mette Tiger ad arrivare con i rinforzi? ………….. Preparate i cannoni e tirate giù quegli elicotteri, voglio quelle donne, avete capito voglio quelle donne e quando li avrò portate alla base e le avremo sottomesse sarò io il capo supremo degli Orsi Neri.”

Il bolognesi intanto sorvolavano l’area cercando di capirci qualcosa, cercando di schivare qualche colpo d’artiglieria.

Gli Orsi Neri, che non avevano tempo di scherzare, cominciarono a canoneggiare verso gli elicotteri sul serio.

Tango 3: “Ci sparano, ci sparano attiviamo le contromisure.”

Tango 1: “Saliamo ancora di quota e rispondiamo al fuoco.”

Tango 3 fu colpito e cercando di mantenere in quota il veicolo si diresse verso sud verso Bologna,  per cercare di trarsi in salvo.

Tango 1 e 2 coprirono la fuga dell’amico, ma poi furono costretti a desistere e a dirigersi verso la base.

I nostri nel frattempo si erano diressi verso sud in precedenza e avevano acceso dei grossi fuochi da dove facevano segnali di fumo in linguaggio morse, comunicando così l’SOS.

Tango 3 che non aveva tanta scelta fu costretto ad atterrare ad un paio di km dai fuochi.

Atterrarono anche gli altri due elicotteri e vedendo arrivare i nostri si sistemarono in posizione di difesa armati fino ai denti.

William che aveva notato che giustamente loro si erano sistemati in posizione di difesa, fece fermare la jeep ad un centinaio di metri dagli elicotteri e scesero tutti completamente disarmati e con le mani alzate.

Urlando i nostri spiegarono che erano amici, e cercarono di spiegare le motivazioni della loro presenza. 

Alex il capo degli elicotteristi disse: “Mantenete ragazzi la posizione e non abbassate le armi.” Poi urlò: “Chi siete e da dove venite rispiegatemi tutto.”

William sempre ad alta voce rispiegò tutto e chiese aiuto.

Si misero d’accordo, si disarmarono anche gli elicotteristi e si avvicinarono tutti mantenendo bene in vista le mani.

Alex: “Avete detto che provenite da Genesi, vicino a Verona, non l’ho mai sentita.”

William: “Si, si trova a 20 Km a sud di Verona, dopo la catastrofe la gente dei paesi di quella zona si sono uniti in una comunità avanzata e ben organizzata, si sono dati un nome e hanno subito lavorato per la rinascita del loro territorio.”

Alex: “L’Italia, ormai più nessuno parla di Italia, però è Santo pensare di ricostruirla.”

William spiegò cosa stava succedendo li con dovizia di particolari.

Alex: “Noi siamo di Bologna, siamo un contingente militare, circa un migliaio, siamo elicotteristi, fanti, carristi tutti bene armati, ci siamo rifugiati tutti all’interno di una montagna assieme ad alcuni civili che siamo riusciti a portare in salvo.”

William: “Avete armi pesanti?”

Alex: “Si ne abbiamo e siamo ben organizzati, però il nostro radar per quanto funzionante, ha un raggio di 100Km quindi qui siamo in una zona di buio, non riesco a comunicare con la base per comandare dei rinforzi. Mi devo sicuramente avvicinare e spiegare tutto ai miei superiori, di sicuro non ci saranno problemi visto la situazione. Voi cercate di tenere duro.”

William: “Più che altro cercheremo di rimanere vivi.”

Salutatisi ritornarono tutti per le loro strade.

Tra i nostre di diffuse una grande senso di speranza, gioia e nuova energia, così ripresero con più vigore e forza gli attacchi verso gli Orsi Neri, per tenerli impegnati e sempre con il fiato sul collo.
La giornata passò velocemente, Filippo e Angelica si erano pacificati ed erano andati a dormire assieme. Svegliatisi di soprassalto di notte, a causa di un camion in movimento si misero un po’ a parlare.

Angelica: “Non preoccuparti Filippo, assieme staremo bene, siamo una coppia affiatata, peccato non aversene accorti prima.”

Filippo: “Non siamo riusciti a capire che la nostra intensa amicizia, derivava dal fatto che eravamo veramente in sintonia.”

Angelica: “Sei un vero stallone, Elena non sa cosa si è persa, ora però sei tutto mio.”

Filippo: “Sono tutto tuo …………… sto pensando ad una cosa ……….. ti va se scappiamo? ………. Scappiamo da tutto e da tutti, isoliamoci e troviamoci un posticino dove stare solo io e tu.”

Angelica ci pensò un po’ e poi aggiunse: “Si dai facciamolo, sono stanca anche io di questa società, regole su regole da rispettare, cerchiamoci un posto dove stare liberi.”

Filippo: “Prenderemo una jeep e alcuni viveri, ci dirigeremo lontano, magari dalle parti di Brescia, e cercheremo un posto dove isolarci.”

Così si riaddormentarono pensando a cosa avrebbero dovuto prendere per scappare.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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2° LIBRO

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


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