mercoledì 4 novembre 2026

SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 8° CAPITOLO

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SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 8° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

8° CAPITOLO

Fernando: “Ho preparato anche io una sorpresa per te, per questa sera.”

Francesca: “Addirittura?”

Fernando: “Certo, non è sconvolgente come la tua, ma spero di farmi perdonare.”

Fernando si alzò in piedi e andò verso il pianista che c’era in sala.

Questo smise di suonare e parlò con Fernando.

Dopo un pò, il pianista iniziò a suonare la base della canzone “Ti Lascerò.” di Fausto Leati ed Anna oxa.

TESTO DELLA CANZONE.

Ti lascerò andare, ma indifesa come sei,

farei di tutto per poterti trattenere,

perchè dovrai scontrarti con i sogni che si fanno,

quando si vive intensamente la tua età.

Ti lascerò provare a dipingere i tuoi giorni,

con i colori accesi dei tuoi anni,

ti aiuterò a sconfiggere i dolori che verranno,

perchè saranno anche più grandi degli amori che ti avranno,

e lascerò ai tuoi occhi tutta una vita da guardare,

ma è la tua vita e non trattarla male.

Ti lascerò...crescere,

ti lascerò...scegliere.

ti lascerò anche sbagliare...ti lascerò.

NELLA VERSIONE ORIGINALE ANNA OXA INIZIA A CANTARE DA QUI, COSì ANCHE FRANCESCA, ALZATASI IN PIEDI, ANDO’ A PRENDERE UN MICROFONO E FECE LA SECONDA VOCE.  

Ti lascerò decidere per chi sarà al tuo fianco,

piuttosto che permettere di dirmi che sei stanco.

lo faccio perché in te ho amato l'uomo e il suo coraggio,

e quella forza di cambiare per poi ricominciare,

e quando avrò davanti agli occhi altri due occhi da guardare,

il mio silenzio lo sentirai gridare.

Ti lascerò...vivere

ti lascerò...ridere

ti lascerò...ti lascerò.

E lascerò ai tuoi sorrisi la voglia di scoppiare

ed il tuo orgoglio lo lascerò sfogare.

Ti lascerò...credere

ti lascerò...scegliere

ti lascerò...ti lascerò.

A QUESTO PUNTO LE PAROLE LASCIANO SPAZIO ALLA MUSICA INCALZANTE, ED IN QUESTO MOMENTO FRANCESCA BACIO’ FERNANDO IN MEZZO ALLA SALA, IN MEZZO A TUTTI, FACENDO ESPLODERE UN APPLAUSO CHE RICHIAMO’ LE ATTENZIONI DI TUTTI, ANCHE DI CHI NON ERA LI NELLA SALA.

FINIRONO CANTANDO INSIEME.

Ti lascerò...vivere

ti lascerò...vivere

ti lascerò...ti lascerò

EVVAI, CON UN’ALTRO SUPER APPLAUSO.

Un cameriere portò a loro un bicchiere di spumante a testa, come se si trattassero di due sposini.

Ritornarono al tavolo tra gli applausi di tutti e le ovazioni. Molti uomini si avvicinarono a Francesca per dirgli che era brava e bellissima.

Alcune donne, fecero i complimenti a Francesca per la bellezza e per avere un marito così, e lei con fare da smorfiosa e ragazza della porta accanto rispondeva: “NON E’ MIO MARITO E’ IL MIO AMANTE.” 

Fernando, quando la sentiva tratteneva la risata, che però esplose arrivati al tavolo.

Francesca: “Bello, bello, hai avuto un’ottima idea, grazie grazie veramente.”

Fernando: “Sei stata fantastica! Non sapevo che ti piacesse il Karaoke.”

Francesca: “Non sapevo che avessi il coraggio di cantare in quel modo.”

Fernando: “Per te trasformerò la tua vita in una festa, tutti i giorni, se posso.”

Francesca si avvicinò a lui e gli prese la mano sinistra con la destra.

Francesca: “Puoi se vuoi, ma hai sempre potuto.”

Fernando: “Francesca, vorrei poterti baciare adesso.”

Si guardarono negli occhi alcuni secondi.

Francesca: “Vieni.”

Francesca si alzò per prima, prese una mano di Fernando e fece cenno di seguirlo.

Si incamminarono verso l’uscita della sala e poi verso gli ascensori.

Entrarono in silenzio e rimasero in silenzio fino a che l’ascensore arrivò al piano della stanza di Francesca, arrivarono così alla stanza, entrarono.

Sempre in silenzio.

Francesca lasciò entrare Fernando e si chiuse la porta dietro la schiena.

Fernando, si avvicinò a Francesca, che si appoggiò alla porta stessa, le prese il viso tra le mani e la baciò.

Lei lo assecondò, trasformando un bacio semplice, labbra contro labbra in un vero bacio passionale.

Mentre molto lentamente le mani di Fernando cominciarono a scendere dal viso, Francesca, cominciò a sbottonare la camicia di Fernando, aprirla e fare il cenno per sfilarla.

Fernando, staccò le mani da Francesca, continuando a baciarla.

Una volta scesa la camicia, le mani di Fernando si posarono sulle spalle di lei, mentre lei gli sbottonò i pantaloni e li fece scendere, assieme ai boxer.

Fernando staccò le labbra da Francesca.

Fernando: “Se sapevo che mi avresti dato altre possibilità, dopo quello che ti ho fatto avrei lavorato un pò di più sulla forma fisica.”

Francesca: “Adesso vai bene così, domani ti metti a dieta ferrea. Per ora cominciamo con l’attività fisica.”

Le mani di Fernando, fecero scendere le spalline del vestito di Francesca, che subito si fermarono sulla piega dei gomiti di lei, perchè con le mani teneva i bicipiti di lui, ma poi abbassando le mani il vestito fini la sua corsa per terra, lasciando Francesca vestita solo degli slip e delle autoreggenti.

Fernando prese Francesca in braccio e la portò a letto.

Francesca: “Non ti lamenterai mica vero? Sono le 21 e 15 e siamo già qui, messi così.”

Fernando: “Siamo proprio messi male.”

Francesca: “Siamo messi male? ……….. Siamo a Capri, in un albergo super lusso, gratuitamente, pagato da una ditta che pensa che stiamo studiando e ci stiamo aggiornando. Siamo proprio messi male.”

Fernando: “Per fortuna che non veniamo interrogati dopo.”

Francesca: “Adesso concentrati sulla lezione che stai vivendo, dopo ti interrogo e voglio sapere cosa ne pensi.”

Fernando: “Va bene professoressa, allora comincio a ripassare la lezione.”

Francesca: “Concentrati bene nei punti che non ti sono chiari mi raccomando… Ti piace come ho speso i tuoi soldi?”

Fernando: “Il vestito è bellissimo.”

Francesca: “Ho pagato un botto un vestito che è come non averlo e non ti dico quanto ho speso per le autoreggenti che mi stai togliendo.”

Fernando: “Sono tutti soldi ben spesi.”

Francesca: “Non mi abituare così bene, potrei volerlo ancora.”

Fernando: “Stiamo parlando troppo, che dici?”

Francesca: “Non mi sembra che tu la bocca non la stia usando. Ma se pensi di avere l’ansia da prestazione, usa meglio la bocca, in un altro modo.”

Ovviamente iniziò un momento in cui non sono descrivibili le parole che uscirono dalle loro bocche, e le lenzuola del letto finirono per essere accartocciate.

Dopo la guerra che si sviluppò in quella stanza, a terra rimanevano due corpi nudi e abbracciati molto amorevolmente.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


TERRA AMORE E DISTINTIVO 22° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 22° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

22° PUNTATA

Il giorno dopo trascorse molto tranquillamente per tutti, ma alla sera Moreno si recò all’agriturismo, dove mangiò assieme alle tre sorelle e a Massimo.

Moreno: “Visto che siamo qui tutti insieme, io vorrei dirvi una cosa.”

Francesca: “Spara dai.”

Moreno: “Ieri sono andato dal vostro vicino e l’ho convinto a vendere il prima possibile.”

Massimo: “Ottimo la compro io la sua azienda.”

Francesca: “Aspetta un attimo, ma perché sei andato proprio dal nostro vicino?”

Moreno: “Perché Massimo ha manifestato la volontà di acquistare un’azienda agricola e quella del vecchio è un’azienda agricola completa.”

Francesca: “Di cosa avete parlato?”

Moreno: “Il vecchietto ho un po’ di problemi con le tasse, così gli ho ricordato che se non fa qualcosa c’è il rischio che le finanze gli creino problemi, così dialogando del più e del meno si è convinto e ha deciso che venderà.”

Francesca: “Non ci credo, probabilmente se ne andrà allora.”

Massimo: “Gli farò una proposta che non potrà rifiutare, sono troppo felice.”

Martina: “Si dai, sarebbe troppo bello che la tua azienda agricola fosse qui vicino alla nostra.”

Francesca: “Brindiamo per piacere, brindiamo, sono troppo felice.”

Moreno sentendo le parole di Francesca, cercò di prendere una strada che inducesse Francesca a liberarsi anche a voce del peso che aveva dentro.

Moreno: “Cavoli Francesca, ma lo odi proprio quel vecchietto, sembra che tu gli auguri più la morte che altro. Guarda che se muore non vende a nessuno.”

Francesca: “A me va bene che se ne vada via. Via il più lontano possibile da noi.”

Moreno: “Pensa che ha avuto parole belle nei vostri confronti?”

Francesca: “Parole belle? E’ un porco maledetto. Deve morire? Lo vuoi sapere cosa mi ha fatto?”

Moreno e le altre sorelle stavano tirando un sospiro di sollievo pensando che a questo punto Francesca ne avrebbe parlato e si sarebbe liberata.

Moreno: “Dimmi, dicci a tutti.”

Francesca: “Anni fa, quel porco ha cercato di violentarmi e se non fosse stato per le mie sorelle qui presenti io non ce l’avrei fatta. Quel brutto porco deve morire, deve vendere e deve morire ed essere seppellito il più lontano possibile.”

Francesca si mise a piangere, Moreno si alzò in piedi e anche Francesca e si abbracciarono stretti stretti, e si baciarono.”

Tutti rimasero in silenzio e rispettarono il momento.

Massimo ruppe il silenzio: “Cercherò di comprarlo il prima possibile Francesca, non preoccuparti, gli farò una proposta che non può assolutamente rifiutare, ve l’ho detto e lo ripeto.”

Giusy: “Noi ovviamente non possiamo dirti niente, ma se le intenzioni tue sono quelle di acquistare un’azienda agricola completa, non conviene che ti fai scappare questa opportunità.”

Massimo: “Non succederà, non preoccupatevi.”

I cinque proseguirono a mangiare dopo poco e finito di mangiare, visto che la serata era molto belle e calda andarono a passeggiare Moreno e Francesca in giro per la proprietà.

Parlarono del più e del meno, ma Moreno non toccò mai con nessun riferimento, il tema della violenza subita da Francesca, fu invece lei che ogni tanto ne parlava.

Quella sera a differenza di altre sere, Francesca era molto disponibile al contatto fisico, dimostrandolo con baci molto appassionati e prolungati.

Quando si trovarono vicino ad una tipica montagna di paglia, in cui si vedeva molto bene che era compatta e che offriva un ottimo giaciglio, Francesca prese con forza Moreno e lo fece cadere a schiena in giù.

Subito lei gli piombò sopra e proseguì a baciarlo.

Moreno: “Non c’è nessuno che gira in azienda?”

Francesca: “Fai silenzio, nessuno.”

Cominciò così un momento d’amore molto intenso e forte, un omento che Francesca non viveva da tempo.

Spieghiamoci, non è che Francesca era rimasta senza fidanzati o compagni dal tempo della presunta violenza, ma li aveva facilmente scartati ed allontanati, ma quel carabiniere le aveva fatto riaprire il cuore e riempito di passione.

A dire il vero la gioia per il momento non rimase troppo intima perché i magazzini dell’azienda fungevano da cassa di risonanza ed i lamenti di piacere della coppia si sentivano anche lontani alcuni metri.

Per fortuna nessuno li udì.

Il giorno seguente, niente popò di meno che a Ferragosto, la cooperativa messa in piedi da Moreno portò tutti i bambini all’agriturismo per iniziare una bellissima vacanza.

Tutti accorsero a vedere l’arrivo dei bambini.

Arrivarono i dipendenti delle tre sorelle con i propri famigliari, tutta la famiglia Ortago al completo, mezzo comando dei Carabinieri di Verona, mezzo comando dei Carabinieri di Rovigo.

Insomma, la notizia che un carabiniere pluri insegnito da onorificienze ed ancora molto giovane, aveva aperto una comunità per bambini maltrattati o con bisogni e aveva messo a disposizione la sua  casa aveva fatto un giro bello largo.

Fu il momento per raccogliere anche donazioni per la cooperativa.

A dire il vero la cooperativa era nata con lo scopo di assistere i bambini recuperati con la missione svoltasi a Soave di Verona, ma aveva tutte le carte in regola per funzionare a pieno regime ed aiutare anche tutti i bambini e ragazzi con problemi o che venivano a trovarsi in situazioni molto tese in famiglia.

Poi una cooperativa, ripetiamo, custodita dall’Arma in primis era una garanzia.

Il Generale, che fin da subito si era dimostrato molto contento della decisione di Moreno, era quello che più si sentiva libero e sereno di giocare con i bambini.

Ovviamente, in una situazione così conviviale, e amichevole, la gente parlava del più e del meno e non mancavano le tipiche domande alle tre sorelle, riguardante il padre, che nelle foto esposte al ristorante sembrava essere a tutti gli effetti un militare e non un semplice cacciatore.

Le sorelle ovviamente smentivano.

Che dire di Giusy, che unica sorella single, in questa giornata aveva deciso di mettere in mostra tutto il bello che poteva offrire, sperando che qualche soldato li presente la notasse e si facesse avanti.

Questo successe, in più casi, e a fine giornata la nostra Giusy si trovò nel cellulare 5 numeri di telefono nuovi di 5 bellissimi e palestratissimi agenti di pubblica sicurezza.

Avrebbe avuto nei giorni prossimi da valutarli attentamente.

La giornata volò via in una maniera splendida, sembrava che tutto filasse via per il meglio.

Martina e Massimo decisero che avrebbero piantato altre piante in memoria di questa giornata, la nel loro bosco.

Una pianta ogni dieci persone presenti alla festa e una pianta ogni bambino della comunità.

Volevano diciamo, trovare il motivo per cominciare a dare una forma ben definita a quello che doveva diventare un grande bosco.

Il giorno seguente, Massimo andò dal vecchio Tiberio, il vicino delle ragazze a fargli una proposta di acquisto.

Ovviamente non proferì parola su niente di quello che era già stato detto con le ragazze, ma si presentò come semplice acquirente.

Non fece, subito nessuna proposta, ma lasciò che il vecchio gli facesse da cicerone.

Visitò accuratamente tutta l’azienda in lungo ed in largo.

Visitò i magazzini e le rimesse degli attrezzi.

Vennero perfino messi in funzioni tutti i trattori e provati tutti gli attrezzi per dimostrare che tutto funzionava perfettamente anche se magari poco utilizzato.

Poi arrivò il momento degli incartamenti.

Il vecchio dimostrò che aveva tutte le carte in regola per richieder contributi, finanziamenti, fare richieste Pac, insomma sembrava un’azienda perfettamente ben tenuta.

Tiberio ammise che c’erano dei problemi fiscali insoluti, ma che avrebbe sistemato perfettamente prima che avvenisse la compravendita ed il passaggio di denaro.

Agli occhi di Massimo quello non sembrava un uomo che aveva potuto osare violenza ad una ragazza, aveva dei modi a dir quanto molto eleganti.

C’era una cosa che insospettì un po’ Massimo, ovvero il fatto che il vecchio continuava ad osservare un muro della casa, un muro ben preciso.

Ci rimase molto in casa Massimo a dialogare con Tiberio, tanto che una volta uscito ebbe una sensazione strana.

Una forte sensazione a pelle, di quelle che ti lasciano un po’ il gelo dentro.

Massimo si voltò ad osservare la casa e la prima cosa che gli sembrò, era che la casa dentro non fosse grande come la si vedeva da fuori.

Sembrava che lo spazio abitabile interno non fosse uguale a quello che rispecchiava la casa esternamente.

Massimo era esperto con le misure, abbiamo detto più volte che non aveva passione per le lenti e le cose piccole, aveva un occhio attento per le misure anche grandi.

Scosse la testa e rimase con l’idea che ci sarebbe andato a fondo una volta acquistato il tutto.

Era rimasto d’accordo che il vecchio lo avrebbe fatto contattare dal suo notaio.

Alcuni giorni dopo, le tre ragazze, Massimo e Moreno si ritrovarono a mangiare ancora insieme.

Dobbiamo specificare una cosa mai sottolineata prima accuratamente.

Le tre ragazze vivevano all'interno dell'agriturismo in una zona adibita a loro appartamento.

Ogni tanto si ritagliavano delle serate libere per poter mangiare in compagnia ed in serenità, magari anche con amici.

Ovviamente in questo momento la cosa non era possibile visto che nel locale accoglievano una flotta di bambini, ma una volta dato loro da cenare ed averle lasciati in compagnia dei loro accompagnatori ed assistenti avevano la serata libera.

C'è anche da dire che visto la presenza dei bambini, tra l'altro numerosi e di tutto l'indotto che si era registrato, non avevano dato disponibilità ad altre persone.

Servivano il pranzo e la cena a chiunque prenotava, ma avevano fortemente limitato i pernottamenti.

C'è da dire che chi sarebbe venuto a pernottare in questo momento, visto la presenza dei bambini non avrebbe trovato una situazione molto rilassante.

A cena i nostri protagonisti mangiavano e chiacchieravano liberamente, la loro amicizia diventava sempre più forte.

Massimo giocava bene le sue carte, perchè non faceva pesare di essere l'erede reale dell'impero Optical.

Moreno, pur avendo un'inchiesta aperta che vedeva al centro del mirino la fabbrica di lenti, non vedeva in Massimo un problema, perchè a tutti gli effetti il ragazzo sembrava non sapere veramente niente di lenti.

Comunque non mancò il tipico momento in cui i due uomini presenti uscirono dal gruppo per farsi la tipica passeggiatina serale da soli.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


martedì 3 novembre 2026

IN CANTINA NASCE L’AMORE 28° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 28° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

28° CAPITOLO

Parcheggiato bene il camion, si incamminarono verso il laghetto.

Erano tutti e due sportivamente preparati e sentivano poco la fatica.

Sentendosi tranquilli, a volte si prendevano per mano e si scambiavano dei baci e sorrisi.

Marco: “Vederti così, tutta sudata e carica a manetta per questo progetto che abbiamo in mente, mi viene una voglia di scoparti incredibile.”

Gessica: “Aspetta che torniamo tigre e poi mi potrai smontare per bene.”

Arrivarono al laghetto che le ragazze se n’erano già andate.

Marco: “Dobbiamo stare molto attenti.”

Gessica: “Proseguiamo verso il villaggio, ma molto lentamente.”

Marco: “Forse dovremmo uscire dal sentiero ad un certo punto.”

Gessica: “Andiamo e strada facendo ci orrienteremo e capiremo quando uscire dal sentiero.”

Marco: “Speriamo che ci sia un pò di luna stasera, abbiamo le torce ma non dovremmo usarle.”

Passo dopo passo si avvicinarono sempre di più al villaggio, finchè ad un certo punto uscirono dal sentiero e si posizionarono lontano, in mezzo al bosco, nascondendosi dietro un grosso albero.

Gessica: “Da questo punto abbiamo una buona visuale.”

Marco: “Dobbiamo avere pazienza.”

Gessica: “Per fortuna il camion funziona, al massimo torniamo e ce ne andiamo.”

Passarono le ore, a turno Marco e Gessica dormirono, per riposare e prepararsi a muoversi.

Non c’era sempre bisogno di guardare verso il villaggio, perchè le voci delle ragazze arrivavano forte e chiaro.

Le ragazze, passarono il tempo a sistemare intorno alle case gli orti, a dare da bere agli animali che avevano e a prepararsi da mangiare.

Quando fece buio accesero il generatore così alcune luci illuminavano il tutto.

Marco: “Fino ad adesso nessun problema.”

Gessica: “Vuoi dirmi che vivono da sole al 100%.”

Marco: “Forse hanno fatto la scelta di nascondersi e vivere lontano dalla società.”

Gessica: “Perchè, qua c’è una società da cui stare lontani?”

Marco: “Magari sono lesbiche. Sono tutte mezze nude, stanno bene e si muovono con disinvoltura, magari si sono allontanate per questo.”

Gessica: “Ok! Se non succede niente, ce ne andiamo tra un pò.”

Marco: “Sei riuscita a riposare bene tu?”

Gessica: “Si abbastanza.”

Verso le 21 ora Italiana, arrivò al villaggio una Jeep con 3 uomini sopra.

Erano uomini dai 35 ai 50 anni.

Marco: “Sono arrivati gli uomini.”

Le ragazze uscirono tutte e li salutarono baciandoli sulla bocca.

Gessica: “Hai visto tutte le ragazze li hanno baciati.”

Gli uomini erano armati con fucile.

Marco: “Cosa succede?”

Gessica: “In che grado di parentela sono con le ragazze?”

Passò un’ora e mezza, dove tutti mangiarono, poi ad un certo punto gli uomini uscirono, si spogliarono vicino alle docce e si fecero la doccia fuori dalle capanne.

Fatte le docce, rientrarono nelle case e a questo punto cominciarono a prendere vita delle scene macabre ed aggiaccianti.

Tutti, uomini e ragazze si chiusero dentro una capanna e nel giro di pochi minuti ne nacque un’orgia.

Un’orgia non dettata dall’amore e dalla passione, ma dalla violenza.

Le ragazze si lamentavano, piangevano e chiedevano di smetterla.

Alcune chiedevano di non toccarle, perchè erano state già toccate la sera prima.

I no volavano nell’aria con urla di disperazione.

Gessica osservava Marco, e lo vedeva impietrito e freddo come il ghiaccio.

Aveva il viso contrito e serio

Gessica: “Marco, cosa stai pensando?”

Marco non rispose.

Gessica si voltò spalle all’albero nascosta e si mise a piangere, sentendo le urla ed i lamenti.

Stava pensando a quello che aveva passato lei con suo marito e aveva rischiato con Fabio.

Marco on uno scatto da centometrista partì dirigendosi verso la capanna dove avevano lasciato i fucili.

Entrò, sentendosi sicuro e ne prese uno, simile ad una mitraglietta e lo configurò su colpo singolo.

Gessica comprese ciò che voleva fare, così corse verso di lui, ma non riuscì a fermarlo.

Marco aprì la capanna dove si stava svolgendo l’orgia violenta, gridò all’inverosimile.

Gli uomini si alzarono con fare di chi voleva reagire, ma Marco cominciò a sparare ad altezza torace, in modo da non ferire le donne che si trovavano a terra.

Uno ad uno tutti gli uomini vennero uccisi.

Marco sparò più di un colpo a qualcuno.

Tutta la scena si svolse nel giro di alcuni secondi.

Le donne rimasero impaurite, distese a terra.

Gessica in inglese spiegò che erano li per aiutarle e liberarle.

Tutte cominciarono a piangere, ad alzarsi e andare ad abbracciarli.

Marco però, non perse la concentrazione e con il mitra stretto tra le mani cominciò ad ispezionare tutto il villaggio ed accendere tutte le luci che poteva.

Accertatosi che il villaggio era sicuro raggiunse Gessica e le altre, in centro al villaggio.

Le ragazze piansero molto e si accasciavano per terra.

Gessica le rincuorava e chiedeva loro di andare a vestirsi per lasciare il villaggio e portarle al sicuro.

Mentre le ragazze si allontanavano, Gessica si mise ad osservare Marco, che era impietrito ed incredulo per ciò che aveva fatto.

Aveva ucciso 3 uomini a sangue freddo.

Lasciò cadere la mitraglietta a terra, e Gessica corse ad abbracciarlo e baciarlo, le infilò tutta la lingua che poteva per farlo sentire amato e desiderato.

Gessica: “Sei il mio uomo, sei il mio uomo, sei il mio eroe, non perderti nei tuoi pensieri hai fatto ciò che nessuno avrebbe avuto coraggio di fare. Hai liberato me e queste ragazze, sei un eroe.”

Marco non parlava.

Gessica: “Portiamo via le ragazze, le portiamo al camion e le accompagniamo alla missione, da dove siamo venuti.”

Marco non parlava.

Gessica: “Ci inventeremo qualcosa strada facendo, parlerò con le ragazze. Tu guiderai. Non pensare a niente.”

Marco: “Devo eliminare la mitraglietta, ci sono le mie impronte.”

Gessica: “Cosa vuoi fare?”

Marco: “C’è un fuoco li che va, scavo una buca, ci butto dentro il fucile e gli do fuoco.”

Gessica: “Va bene, dai facciamo presto.”

Marco con una pala scavò una buca molto profonda, molto velocemente.

La buca era profonda più del piano di campagna.

Da noi, in Italia, per piano del campagna si intende il livello di terreno comunemente coltivato e quindi lavorato con i più comuni mezzi agricoli.

Ovviamente esagerato rispetto al posto in cui ci troviamo, visto che i mezzi agricoli presenti in quel posto era il badile, il rastrello e qualche altro utensile di uso manuale e comune.

Deformazione professionale.

Una volta che le ragazze si furono tutte preparate, tutti si incamminarono verso il camion.

Gessica interloquiva con loro, e tra innumerevoli grazie, ricerca di abbracci e carezze, si riuscì a capire che erano tutte o amiche o sorelle, rapite da una scuola in una comunità che si trovava a molti chilometri da li e poi rivendute a quegli uomini.

Da subito quegli uomini si erano dimostrati gentili e premurosi, ma poi si erano rivelati ciò che erano veramente.

Erano state portate in quel posto bendate, quindi in realtà non sapevano esattamente dove si trovavano.

In cambio di una vita simil matrimoniale, non facevano mancare loro cibo e cure mediche in caso di bisogno.

Unica regola: in caso una di loro sarebbe scappata o si sarebbe lamentata, tutte sarebbero state uccise.

Gessica migliorò la presentazione che aveva fatto di lei e Marco e spiegò che la loro intenzione era quella di portarle in una missione li vicino, dove sarebbero state al sicuro.

Marco? 

Che fine aveva fatto Marco?

Marco si era messo davanti a tutte a camminare, facendo da apripista e mai si era voltato a guardarle, si orientava con la voce, per capire a quanti metri di distanza erano da lui.

Ancora una volta aveva ucciso, per amore e per il bene di qualcuno.

Arrivati al camion tutti si sistemarono e ripresero la strada che portava alla missione, ovviamente con molta cautela, sapendo che il camion poteva avere dei problemi.

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 8° CAPITOLO

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