mercoledì 1 luglio 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “ALLA SCOPERTA DEGLI INCA” di Elena Di Gesualdo

 IL LIBRO DEL GIORNO: “ALLA SCOPERTA DEGLI INCA” di Elena Di Gesualdo.

BIOGRAFIA AUTORE:

Sono nata a Genova. All'età di quattro anni mi sono trasferita a Toulouse dove sono cresciuta per poi tornare in Italia da adolescente. 

Laureata in filosofia all'Università di Genova, insegno in un Istituto Superiore di II grado.

Ho pubblicato alla Scoperta degli Inca (Abrabooks, 2021), Verità e Misteri da Tubinga a Stonehenge (Accornero, 2022), Sulle strade di Dresda, I passi di un giovane polacco (Accornero, 2024), La porta tra due mondi (Accornero, 2025), quest'ultimo è stato ospite al salone del Libro di Torino.

I libri sono tutti ordinabili in librerie fisiche a disponibili su tutti gli store on line.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

ALLA SCOPERTA DEGLI INCA

Samuele è un giovane bibliotecario, appassionato di scienza e di storia, che abbandona la sua attività per tentare nuove esperienze. Per una concomitanza di eventi si scoprirà archeologo e inizierà un viaggio in Perù per approfondire le origini, gli usi e i costumi di una delle più antiche civiltà precolombiane: gli Inca.

Quest’avventura gli darà la possibilità di conoscere e confrontarsi con personaggi presenti e passati, che lo aiuteranno a crescere anche interiormente.

 Verità e Misteri da Tubinga a Stonehenge:

Nathan è un giovane di Tubinga, figlio di ebrei; sogna di diventare medico ma la sua sete di conoscenza lo muove verso la Terra Santa, alla ricerca della Verità.

Lungo il cammino scopre luoghi sacri, incontra culture diverse, ascolta storie e vive esperienze che cambiano il suo modo di guardare il mondo.

Ma il suo viaggio prende una svolta inaspettata e la sua destinazione finale è Stonehenge, dove il mistero abbraccia la storia e le domande aprono nuovi orizzonti.


TERRA AMORE E DISTINTIVO 6° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 6° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

6° PUNTATA 

Da questo momento passarono alcuni giorni, e per Martina arrivò il momento del primo giorno di lavoro. 

Non si era più vista con Massimo, dall'ultima cena, si erano solo sentiti per telefono. 

Era assolutamente importante che terminasse la storia con la sua ex, prima di iniziare una nuova storia. Era una ragazza della terra, pura e di sani principi, non era il tipo che si infilava nel letto di ragazzi ricconi, per rischiare di fare la figura di fare pressioni e se il riccone la desiderava veramente doveva sottostare alle sue regole di donna vera. 

Si trovava davanti alla porta, dell'ufficio del padre di Massimo per chiacchierare e conoscersi meglio. 

Apertasi la porta, la segretaria la fece accomodare. 

Ivano: "Si accomodi pure Signorina!" 

Martina: "Grazie Signore!" 

Ivano: "Mi chiami pure Ivano, ormai ho sentito tanto parlare di lei da mio figlio che la considero quasi di famiglia." 

Martina: "Mi lusinga così." 

Ivano: "L'ho chiamata qui, perchè il suo curriculum è superlativo, se sa fare quello che c'è scritto qui con un pezzo di vetro lei sa realizzare una lente incredibile." 

Martina: "Ho fatto molta esperienza nelle aziende che trova li scritto." 

Ivano: "Perchè è tornata in Italia?" 

Martina: "Perchè ho voluto vedere se con la mia esperienza riuscivo a trovare uno spazio adeguato vicino alla mia famiglia." 

Ivano: "Aveva pensato subito a noi, o è andata già in qualche altra ditta, prima di noi a proporsi?" 

Martina: "No! Sono venuta subito qui speranzosa di trovare un posto adeguato a me." 

Ivano: "Qui se lo vorrà lo troverà sicuramente. Noi realizziamo lenti di tutti i tipi tranne che per scopi militari."

Martina: "Ho capito." 

Ivano: "Non vogliamo che a causa dei nostri manufatti muoiano persone innocenti." 

Martina: "Ho capito e lo condivido." 

Ivano: "Lei sa distinguere se una lente è prodotta per scopi militari?" 

Martina: "Diciamo che più è sofisticata la lente più serve per cose anche complesse." 

Ivano: "Ok! Perchè ci tengo a questa cosa." 

Martina: "Ok!" 

Ivano: "Lei sarà sotto la supervisione di mio fratello che segue la produzione, mentre io seguo il commercio. Se ci sono problemi di qualunque tipo mi chiami pure, perchè penso che sia una persona che la nostra ditta si deve tenere bene stretta." 

Martina: "Grazie mi sento lusingata, sono troppi complimenti." 

Ivano: "Venga che la accompagno io stesso da mio fratello." 

Ivano la condusse fino all'ufficio del fratello Giorgio dove rimase per parlare con quello che sarebbe stato il suo capo diretto. 

Giorgio: "Allora Signorina Martina, è pronta a cominciare questa avventura veramente?" 

Martina: "Si! Spero di riuscire a farvi capire quanto valgo veramente come ho detto al Signor Ivano." 

Giorgio: "Cominciamo per chiamarci per nome, da questo momento voglio che mi chiami solo Giorgio!" 

Martina: "Come vuole lei!" 

Giorgio: "Ok! Qui siamo una famiglia, e se io mi fido di lei e lei di me è giusto che cerchiamo di essere il più disinvolti possibili." 

Martina: "Spero che tutte queste attenzioni sarò in grado di ripagarle." 

Giorgio: "Il suo curriculum parla per lei." 

Martina: "io mi impegnerò molto." 

Giorgio: "Lo spero vivamente, qui c'è la possibilità di crescere molto e di migliorare se stessi. Venga che le faccio vedere le sue postazioni di lavoro. Lei formalmente non ha nessun capo, sono io il suo capo diretto, perchè, parlando con mio fratello visto le sue credenziali, vorremmo lasciarla libera di esprimersi. Lavorerà con gli altri nella catena di produzione, ma potrà anche concentrarsi su progetti particolari quando le verrà richiesto, ed a ogni obbiettivo raggiunto, noi le riconosceremmo un benefit." 

Martina: "Addirittura." 

Giorgio: "Lei faccia ciò che ci aspettiamo e vedrà che da qui non vorrà più andarsene." 

Giorgio cominciò a farle fare tutto un giro turistico con lo scopo di farle conoscere l'azienda ma anche le persone con cui avrebbe lavorato.

Ivano e Giorgio come spesso succedeva si ritrovarono la sera stessa a mangiare assieme, con le famiglie. 

Ivano: "Allora Giorgio, come ti sembra Martina, la nuova assunta?" 

Giorgio: "Mi sembra forte, la vedo motivata." 

Ivano: "Potresti farle vedere la nuova lente la SPACE5XL, e visto che è ancora in progettazione chiederle cosa ne pensa, così da avere un'opinione da una mente fresca." 

Giorgio: "E' una bella idea, anche perchè penso che con le giuste modifiche, potremmo tirarne fuori un buon prodotto." 

Ivano: "Ascolta mi hanno chiamato un paio di ditte americane di armamenti ma io ho risposto ancora una volta picche." 

Giorgio: "Be la SPACE5XL, potremmo farla vedere anche a loro." 

Ivano: "Assolutamente no!" 

Giorgio: "Ok!" 

Ivano: "Mi avevi detto Massimo che volevi parlarci di una cosa, spara." 

Massimo: "Per cominciare, vorrei ringraziarvi di come trattate Martina, pur essendo nuova arrivata." 

Ivano: "Ti ho già detto che Martina è trattata così, perchè ha un curriculum incredibile, tu devi dirci invece cosa dobbiamo aspettarci, perchè ti vediamo molto preso." 

Massimo: "Si io volevo appunto parlarvi di questo. Io non mi sento più da tempo legato ad Elena, non la sento vicino a me e vorrei rompere definitivamente con lei, per provare a farmi un futuro con Martina." 

Ivano: "Bè meritano tutte e due, ma ritieniti libero di fare quello che pensi." 

Giorgio: "A me piace il fatto che sei sempre positivo e pensi sempre all'amore vero e puro." 

Massimo: "Io non sono come te zio, io una donna non riesco a trattarla come un oggetto." 

Giorgio: "No no guarda che ti sbagli io non le tratto come un oggetto, io tua zia la amo veramente, è che non credo più nella purezza dell'amore." 

Ivano: "Sentiti libero di fare quello che desideri." 

Massimo: "Ma Elena, fa la consulente della nostra azienda? Non ci saranno problemi?" 

Ivano: "Se vorrà lavorare ancora con noi non ci saranno problemi, sarà lei a decidere se mischiare il lavoro con l'amore o dividere le cose." 

Giorgio: "Mi raccomando però che abbiamo assunto un puro sangue che deve lavorare bene, quindi se ti frequenti con questa damigella, non me la devi distrarre sul lavoro, la voglio vedere bene concentrata, altrimenti i danni li chiedo a te." 

Massimo: "Sarò perfetto zio., non preoccuparti." 

Il giorno seguente, Giorgio sottopose subito la lente SPACE5XL a Martina per una valutazione. 

Leggendo le specifiche delle prove fatte e del sistema di produzione, Martina propose delle correzioni. 

La lente era fenomenale, ma poteva essere usata bene anche per scopi geologici o spaziali, andava solo modificata un pò, così come era quando si zumava troppo perdeva molto la qualità dell'immagine, quindi si doveva aggiustare per stare all'interno di strumenti a più alta ingegnerizzazione e complessità. 

Giorgio le chiese di provare a farle lei stessa queste modifiche e di fargliele avere quanto prima. 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

L’ITALIA CHE VORREI 11° CAPITOLO

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Azienda agricola “LA CORTE” - 

Isola Rizza 

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Azienda Agricola “VIVAI CORDIOLI” - 347 8422194

Isola Rizza - Via Casotti, 1753 

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Ristorante “AL FOGOLAR DI CARLO CAMPOSTRINI” - 045 7152606

Bussolengo - P.zza della Vittoria, 9

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Bar gelateria “LADY BAR” - 3487295669

Abano terme - P.zza Todeschini, 4

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Pizza d’asporto “DOLCE E SALATO” - 045 6970790

Isola Rizza - Via Capitello, 2

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L’ITALIA CHE VORREI 11° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

11° CAPITOLO

I giorni erano pesanti e stressanti, arrivato a casa, dopo aver mangiato in compagnia della compagna Chiara, Fabio se ne andò a dormire.

Il sonno non fu per niente rilassato, ebbe vari incubi.

Chiara, più volte svegliata nel sonno, per i movimenti che Fabio faceva nel letto lo vide contrarsi e cambiare spesso posizione.

Tra gli incubi si trovò a passeggiare tra i corridoi del Montecitorio con tutte le persone morte schierate nei corridoi, vicino alla parete.

Lui camminava, mentre tutti lo guardavano e lo seguivano con gli occhi in silenzio.

L’ambiente era cupo e tetro, gelido nella temperatura.

In ogni corridoio, c’era gente, fino ad arrivare alla Camera dei Deputati, che si trovava completamente vuota.

Nella sua maestosità e regalità era completamente vuota.

Si svegliò di soprassalto alle 4 del mattino.

Si mise seduto sul letto e si guardò attorno.

Una luce da riposo illuminava la camera, come una luce soffusa, che rendeva ancor più magici i momenti d’amore con Chiara, mentre una luce sempre da riposo illuminava l’esterno della camera.

Se si svegliavano di notte amavano che la casa fosse leggermente illuminata, per poter camminare senza inciampare o accendere luci più forti.

Amavano se si dovevano alzare dal letto per bere non essere svegliati del tutto, ma fare quello che desideravano in un senso di torpore.

Si alzò dal letto, e si recò in salotto, dove sul tavolo c’era una bottiglia di Prosecco, lasciata lì dalla cena.

Se ne versò un bicchiere e si sedette sul divano a bere.

Rifletteva sul da farsi.

Occorreva combattere, occorreva non demordere, non lasciare spazio a chi voleva distruggere la nazione.

Avrebbe scommesso che all’apertura delle Borse, gli indici sarebbero scesi, invece, grazie al suo operato aveva scongiurato un disastro economico.

Occorreva dare forza al popolo, speranza.

Chiara si era svegliata, e senza fare rumore si era alzata e stava controllando dove era finito il suo compagno.

Arrivata in salotto si mise a fare quattro chiacchiere con lui sorseggiando a sua volta un pò di Prosecco.

Come due fidanzatini di primo pelo si ritrovarono a dormire sul divano.

A parte tutti gli impegni che comunque, anche in una situazione di normalità vivevano o avrebbero vissuto, arrivati a casa cercavano di vivere il più serenamente possibile, comportandosi anche da ragazzini qualche volta come guardare la TV fino a tardi in salotto, pur avendone una in camera.

O addirittura, guardare la TV in salotto, in pieno inverno, con un bel bicchiere a testa di vin brulè.

Fantastico.

Ora, però, era l’7 Settembre, quindi niente Brulè.

Non fu la sveglia a svegliarli, ma la telefonata di Mike, alle 6 del mattino che avvisava che il Generale della Difesa lo aspettava nella Sicurity Room per informarlo delle novità di Tagichiri.

Fabio si preparò velocemente e si fiondò a Palazzo Chigi.

Arrivato ………..

Fabio: “Buongiorno Generale.”

Gen. alla Difesa: "Bongiorno Presidente. Giornata intensa oggi?”

Fabio: “Ni, ho l’arrivo dei Presidenti di Regione e dei Sindaci a Roma, andrò a salutarli, ma prima, questa mattina mi troverò con i miei colleghi della Lega, vedremo come andrà.”

Gen. alla Difesa: “Io le dò una bella notizia, anzi più di una.”

Fabio: “Spari.”

Gen. alla Difesa: “Mohamed Tagichiri si trova in Marocco, nella località di Pashed Desert.”

Fabio: “Dove si trova?”

Gen. alla Difesa: “In pieno deserto, è una cittadina. Abbiamo già sentito i servizi segreti marocchini, abbiamo il via libera per catturarlo, basta che ci pensiamo noi.”

Fabio: “Cosa vuol dire?”

Gen. alla Difesa: “Vuol dire che ci lasciano libertà di movimento, loro non vogliono fare niente. L’importante è che non facciamo troppo rumore. Un mordi e fuggi.”

Fabio: “Perchè?”

Gen. alla Difesa: “Non vogliono prendere troppe posizioni.”

Fabio: “Per lei va bene?”

Gen. alla Difesa: “Per me è lo stesso, prendiamo questo terrorista.”

Fabio: “Secondo lei è legato ad Alfonsi?”

Gen. alla Difesa: “Guardi, non saprei dirle, non saprei in che modo. Lo prendiamo vivo e lo torchiamo."

Fabio: “Fatelo confessare. Quando partirete?”

Gen. alla Difesa: “Ci prepariamo e poi le dico.”

Fabio: “Vorrei salutare i soldati che parteciperanno alla missione.”

Gen. alla Difesa: “Presidente, posso consigliarla?”

Fabio: “Mi dica?”

Gen. alla Difesa: “Non serve che lei fraternizzi con i soldati che partono per una missione, è un lavoro che fanno sempre e sono pronti a tutto. Non è conveniente per lei fare certe cose, può sembrare un dittatore guerrafondaio."

Fabio: “Voglio solo salutare dei soldati e augurare loro buona caccia.”

Gen. alla Difesa: “Come vuole lei ovviamente.”

Fabio: “Grazie Generale. La lascio ai suoi lavori.”

Recandosi verso l’ascensore che portava agli uffici di Palazzo Chigi, fuori dalle fondamenta, fece alcuni passi, ma poi si fermò e si voltò verso il Generale.

Fabio: “Come si vive qui sotto? Come vede il mondo da qui sotto?”

Gen. alla Difesa: “Qui sotto il mondo sembra più in guerra di quello che sembra lassù. Si vede il lato vero del mondo, però. si vedono anche gli effetti di buone politiche di pace, quindi auguri Presidente.”

Fabio: “Grazie Generale.”

A questo punto Fabio si recò ai piani alti, nel suo ufficio.

In mattinata cominciarono ad arrivare tutte le delegazioni delle regioni e cominciarono ad arrivare a Roma anche molti Sindaci. 

Erano stati invitati tutti i Presidenti di Regione ed i Sindaci, come già detto, perchè finiti i funerali, all’indomani si sarebbe aperta l’Assemblea per l’approvazione di una nuova costituzione e la decisione di come sarebbe stata la nuova legge elettorale.

Ovviamente si sarebbe partiti dalla base della costituzione che la vera Assemblea si stava preparando a votare.

Ovviamente era stata affittata la Fiera di Roma, essendo costituita da molti capannoni.

All’interno dei capannoni erano stati adibiti spazi perchè le varie autorità divise in base ai partiti o in base alle cariche potevano ritrovarsi a discutere in privato.

Un capannone era stato adibito ad assemblea plenaria per le varie votazioni.

Ognuno avrebbe avuto un voto.

Fabio chiese che tutte le persone tesserate alla Lega, vennero, prima di tutti fatte radunare in un luogo distaccato dalla Fiera, perchè aveva intenzione di incontrarli separatamente.

C’erano i Presidenti di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, più una moltitudine di Sindaci.

Come avrete capito il numero più cospicuo erano i Sindaci, ma in realtà Fabio considerava questi i veri rappresentanti del popolo e quindi quelli che più di tutti avrebbero dovuto essere determinanti per le scelte su come sarebbe dovuta essere scritta la nuova Costituzione.

Arrivato al luogo dell’incontro, dopo aver preparato i presenti ed aver annunciato l’entrata del Presidente Fabio Fortezza, esplose un applauso assordante e lunghissimo.

Un applauso, accompagnato da grida e urli di gioia, per una persona, un loro iscritto che con fermezza, stava conducendo l’Italia ad una nuova rinascita.

Fabio, da solo sul palco salutava e ringraziava.

Aveva chiesto che sul palco fosse sistemato un solo microfono, semplice, su un’asta.

Non c’era da festeggiare niente, era una riunione informale, prima di un funerale.

Dopo aver chiesto che si facesse silenzio cominciò a parlare: “Carissimi amici, vi ringrazio di essere corsi numerosi così velocemente. Sono veramente addolorato per ciò che è successo. Chiedo un minuto di silenzio per tutti i nostri amici, divenuti angeli.”

Per un minuto si fece silenzio, un silenzio penetrante e potente come le bombe scoppiate a Montecitorio.

Fabio: “Vi ringrazio tutti, e prego perchè il nostro maestro e capitano Matteo Salvini ci protegga dall’alto e protegga l’Italia. Io rivesto l’unica carica tutt’ora reggente non per merito, ma per fortuna. Ma voglio fare tutto quello che è in mio potere per portare l’Italia allo splendore di un tempo, o meglio ad avere un parlamento ed un governo, un vero presidente. Voglio portare di nuovo il popolo a governare questo paese e soprattutto voglio che chi ha pensato a questa atrocità e chi l’ha progettata e realizzata si renda conto che non è riuscito nel suo intento. L’Italia è di nuovo in piedi, siamo ancora in piedi e non ci piegheremo mai. Non posso parlarvi dei risvolti delle indagini, si tratta di sicurezza nazionale, ma vi assicuro che siamo con il fiato sul collo sui colpevoli. Mi dovete perdonare ma nel tempo che sarò Presidente prenderò le decisioni che servono per difendere il nostro popolo.” 

Gli applausi furono numerosi ed interminabili.

Fabio a questo punto decise di scendere tra la folla e di parlare con chi voleva confrontarsi con lui.

Ovviamente furono molte le richieste che arrivarono a Fabio, ma più di tutte senza tante velature gli venne chiesto di prendere posizione con forza contro l’emigrazione clandestina.

Era il momento giusto.

Qualcuno, con modo tagliente, gli fece capire che se non avesse preso delle decisioni forti avrebbe ostacolato l’approvazione della nuova costituzione.

Queste cose davano fastidio a Fabio, ma era ovvio che questo era il momento in cui qualcuno avrebbe cercato di infilarci di tutto.

In certi momenti veniva meno il rispetto per i morti, ma Fabio stringeva i denti e tirava dritto.

Alle 16 rientrò nel suo ufficio a Palazzo Chigi, infuriato.

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO:

Nessuna 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


martedì 30 giugno 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “LA PORTA DEI DUE MONDI” di Elena Di Gesualdo

BIOGRAFIA AUTORE:

Sono nata a Genova. All'età di quattro anni mi sono trasferita a Toulouse dove sono cresciuta per poi tornare in Italia da adolescente. 

Laureata in filosofia all'Università di Genova, insegno in un Istituto Superiore di II grado.

Ho pubblicato alla Scoperta degli Inca (Abrabooks, 2021), Verità e Misteri da Tubinga a Stonehenge (Accornero, 2022), Sulle strade di Dresda, I passi di un giovane polacco (Accornero, 2024), La porta tra due mondi (Accornero, 2025), quest'ultimo è stato ospite al salone del Libro di Torino.

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>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

LA PORTA DEI DUE MONDI

La letteratura di viaggio ha spesso rappresentato molto più del semplice racconto di luoghi lontani. Attraverso il viaggio, infatti, gli autori hanno raccontato incontri tra culture diverse, percorsi di crescita personale e domande profonde sul significato dell’esistenza. È in questa tradizione che si inserisce La porta tra i due mondi di Elena Di Gesualdo, un romanzo che unisce avventura, mistero, dimensione simbolica e scoperta interiore, conducendo il lettore dalle strade di Londra fino al cuore più enigmatico dell’India.

 Protagonista della vicenda è Eugene, un giovane drammaturgo irlandese che vive ad Hampstead insieme al suo inseparabile cane Axel. La sua vita sembra attraversare una fase di stallo. Non riesce a trovare il finale della propria opera teatrale e trascorre le giornate cercando un’ispirazione che continua a sfuggirgli. È il classico momento in cui la ricerca artistica si intreccia con una più profonda inquietudine esistenziale, trasformando il blocco creativo in una metafora della difficoltà di trovare la propria strada.

L’incontro con Rahul, un giornalista indiano, rompe improvvisamente questo equilibrio precario. Tra i due nasce un’amicizia immediata, fondata sulla curiosità reciproca e sulla condivisione di uno sguardo aperto verso il mondo. Quando i protagonisti entrano in possesso di un’antica mappa che sembra condurre verso una realtà sconosciuta e legata alle antiche tradizioni dell’India, la vicenda assume i contorni del romanzo d’avventura e della ricerca iniziatica.

 Il viaggio che segue rappresenta il vero cuore dell’opera. Costretto a rientrare in India per affrontare una difficile situazione familiare, Rahul viene accompagnato da Eugene, che decide di seguirlo quasi senza esitazione. Da questo momento il lettore viene immerso in una realtà lontana dagli stereotipi e dalle immagini turistiche. L’India descritta nel romanzo appare come una terra di contrasti, nella quale convivono modernità e tradizione, ricchezza e povertà, spiritualità e vita quotidiana, memoria antica e trasformazioni contemporanee.

La dimensione geografica del viaggio si intreccia continuamente con quella simbolica. Ogni luogo attraversato sembra infatti custodire un significato più profondo, mentre la misteriosa mappa diventa il simbolo di una ricerca che non riguarda soltanto un tesoro o un segreto nascosto, ma la possibilità di comprendere meglio sé stessi e il proprio posto nel mondo. In questo senso il romanzo si avvicina alla tradizione del racconto di formazione, nel quale il percorso esteriore coincide con una trasformazione interiore del protagonista.

 Particolarmente suggestiva è l’atmosfera che accompagna la scoperta della misteriosa haveli, antica dimora signorile che assume nel racconto una forte valenza simbolica. Questo luogo, avvolto dal mistero e dalla memoria, sembra collocarsi al confine tra storia e leggenda, diventando una sorta di soglia attraverso la quale il protagonista è chiamato a confrontarsi con verità inattese. Non è difficile intuire come proprio quella “porta tra i due mondi” evocata dal titolo possa rappresentare non soltanto un passaggio fisico, ma anche il confine tra realtà e mito, tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.

 Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la capacità di coniugare il gusto dell’avventura con una riflessione più ampia sull’incontro tra culture. L’amicizia tra Eugene e Rahul diventa infatti il simbolo di un dialogo possibile tra mondi diversi, dimostrando come la conoscenza reciproca possa superare distanze geografiche, linguistiche e culturali. Attraverso i loro occhi il lettore scopre un universo ricco di tradizioni, credenze e storie che contribuiscono a rendere il romanzo particolarmente coinvolgente.

 L’opera si distingue inoltre per la presenza di una dimensione mitologica che accompagna l’intera narrazione. La mappa antica, il mistero custodito nel cuore dell’India, la ricerca di un luogo quasi leggendario e il continuo richiamo a simboli e tradizioni contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione. Ne nasce un racconto che riesce a mantenere viva la tensione narrativa senza rinunciare alla riflessione sui grandi temi dell’identità, dell’amicizia, della memoria e della ricerca del senso della vita.


IL LIBRO DEL GIORNO: “ALLA SCOPERTA DEGLI INCA” di Elena Di Gesualdo

  IL LIBRO DEL GIORNO: “ALLA SCOPERTA DEGLI INCA” di Elena Di Gesualdo. BIOGRAFIA AUTORE: Sono nata a Genova. All'età di quattro anni mi...