Fernando Online
Diretto da Zorzella Fernando
venerdì 11 settembre 2026
PER UNA SETTIMANA SIAMO IN FERIE!
UN MILIONARIO TRA DI NOI 24° CAPITOLO
UN MILIONARIO TRA DI NOI 24° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
QUESTO RACCONTO, METTE IN EVIDENZA COME CHI HA MOLTI SOLDI IN TASCA PUO’ VERAMENTE CAMBIARE LA VITA DI CHI HA ATTORNO, NON SOLO CON FALSE DONAZIONI, E SENZA TOGLIERE NIENTE A SE STESSO. Infatti trovate anche la contabilità in formato excel, con le regole di gioco, descritte passo a passo.
UN MILIONARIO TRA DI NOI VI CONSIGLIA:
L’Associazione “Alzati e Fai Luce”
L’Associazione “Il castello dei Sorrisi”
TESTO DEL RACCONTO: (PER MOTIVI DI SISTEMAZIONE COMPLETA DEL RACCONTO VI RIPROPONGO TUTTO IL TESTO DALL’INIZIO)
CAPITOLO 24
24/11/25 =
(ABEO) (ALBERGO VERONA FELICE) Questa settimana all’Albergo Verona Felice, hanno soggiornato 8 famiglie di 3 persone con un bambino a famiglia. 70 euro a testa per 24 persone per 7 giorni fanno 11.760 euro totali.
(ZANZIBAR HELP) ?
(APPARTAMENTI VERONA) I primi 6 appartamenti ad uso turistico sono in funzione.
(APPARTAMENTI VERONA 2) Ivan vuole acquistare un’altra palazzina di 10 appartamenti questa volta, sempre per uso turistico. Il costo dell’acquisto è di 1 milione di euro. Per ristrutturarli occorrono 200 mila euro. La settimana prossima si formalizza l’acquisto.
(PIZZERIA SULL’ATTENTI) Tutti i dipendenti prendono 1 punto in più nel potere +ENTRATE, perchè sono bravi dipendenti.
(INVESTIMENTI FINANZIARI) Ivan acquista azioni della Società LEONARDO SPA, quotata in borsa.
(ANDAMENTO INVESTIMENTI) ?
25/11/25 =
(ASSOCIAZIONE GIOVANI) BOVOLONE GIOVANI ATTIVI : La sede è su un terreno di 2 ettari. Spesi 50 mila euro per lavori di sistemazione. Iniziati lavori per la recinzione, per la realizzazione di scarichi fognari, impianti elettrici ed idraulici. Viene acquistato un bungalow di metri 4 per 10 per uffici al costo di 9500 euro..
(FIDANZATA FRANCESCA) ?
26/11/25 =
(PIZZERIA CEREA FRANCESCA) Tutto prosegue bene.
(FIDANZATA FRANCESCA) ?
27/11/25 =
(CONTRIBUTO AL REDDITO DELLE FAMIGLIE) 10 nuove famiglie aiutate.
(CONTRIBUTO DI NATALE ALLE FAMIGLIE GIA’ AIUTATE) Ivan pensa di non concedere un contributo una tantum di 500 euro, ma aumentare l’assegno mensile che già concede. Chiede agli amici, ma questi dicono che già da tanto senza avere obblighi. Soprattutto chi ha assunto dovrebbe togliere il sostegno.
(CONTRIBUTO CASE GREEN BOVOLONE) Ivan sta pensando a riproporre questo progetto in un altro modo, ovvero. A chi vuole installare un impianto fotovoltaico di 6 Kwatt con batteria di accumulo, e riscaldamento a funzionamento elettrico, verrà pagato tutto l’impianto, il proprietario pagherà l’impianto a rate in 10 anni (120 rate) ad interessi 0. Al proprietario rimarranno le detrazioni al reddito ed i soldi della vendita della corrente elettrica. In più la casa verrà resa autonoma elettricamente anche per il riscaldamento. Il valore del tutto è di 32 mila euro. Ivan cerca vari preventivi. Il proprietario avrà un risparmio sulla spesa elettrica e del gas.
(FIDANZATA FRANCESCA) ?
28/11/25 =
(FRANCESCA) Ivan e Francesca vanno via per il Week end.
29/11/25 =
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30/11/25 =
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CLICCA SUL LINK QUI SOTTO PER VEDERE SETTIMANA DOPO SETTIMANA COME SI SVILUPPA LA VITA DI IVAN A LIVELLO CONTABILE, PER RENDERTI CONTO DI PERSONA:
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SU AMAZON TROVATE PUBBLICATI I MIEI 2 LIBRI, PER RILASSARVI E SVAGARE LA MENTE
1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
RIVOLUZIONE 6° CAPITOLO
RIVOLUZIONE 6° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
6° PUNTATA
Le soldatesse di Prima Donna, arrivarono a Rovigo, e facendo i rilievi sul posto capirono che qualcuno era arrivato da Verona in cerca di qualcosa.. Decisero così di rientrare velocemente alla base, fatti però pochi chilometri, si accorsero, scrutando l’orizzonte con i binocoli, che da Padova, qualcuno arrivava. Si levava una grande nube di sabbia e controllando bene capirono che erano gli Osi Neri.
Aumentarono la velocità e in un batti baleno arrivarono alla loro base, dove diedero l’allarme e dove tutte si prepararono ad un attacco.
Prima Donna era una fortezza villaggio. Aveva delle difese impenetrabili, aveva cannoni, mitragliatrici, lancia razzi, era impossibile avvicinarsi troppo alle mura, aveva immense risorse, d’altronde era circondata dalla pianura fertile e si produceva molto dalla terra. Aveva un difetto, l’esercito di soldatesse chiamate Ninja, erano bravissime con le arti marziali e con le armi leggere, ma aveva poco per i combattimenti a campo aperto. D’altronde, spieghiamoci, era successo una catastrofe, l’Italia come il resto del mondo era allo sfracello, ma nessuno pensava di poter trovarsi nel bel mezzo di una guerra vera e propria sul proprio territorio. Cosa che invece gli Orsi Neri, avevano ampiamente previsto, sapendo che avrebbero potuto provocarla loro per mettere in vigore la loro legge.
Il convoglio degli Orsi Neri si fermò a 5 chilometri di distanza, poi cominciarono a girare attorno al fortezza, posizionandosi in modo tale da bloccare le vie che portavano a Prima Donna, finché non l’accerchiarono del tutto, bloccandola nel mezzo. La gente attorno alla fortezza scappò terrorizzata o dentro la fortezza o lontano perdendosi nella pianura.
“Cavoli ci stanno tagliando fuori dal mondo, siamo in trappola.”, disse Sirena, il Sindaco di Prima Donna, “Qui dentro non entreranno mai, allertate tutte le soldatesse che si portino alla loro postazione di difesa, qui dentro non dovranno mai entrare.”
Gemma disse: “Qui ci toccherà arrenderci e metterci con quei bifolchi ……… Ma è possibile che degli uomini pensano di mettere in piedi una cosa del genere per avere delle donne, e obbligarle a fare figli?”
Sirena: “Quando c’è crisi estrema noi donne veniamo sempre usate come oggetti e per di più ci dobbiamo sottomettere, ho creato Prima Donna perché nessuna dico nessuna sia usata come oggetto in questo momento, e ti giuro Gemma che nessuna donna verrà presa e portata via da Prima Donna.”
Gemma: “Io ho molta paura.”
Sirena: “Gemma vai al tuo posto lanciarazzi e sfoga la tua rabbia centrando i veicoli che si dovrebbero avvicinare.”
A Genesi, la sera Filippo trovò Elena e si fermarono a parlare.
Elena: “Non è ancora ritornato il convoglio di William, speriamo che abbiano trovato Roberta.”
Filippo: “Chissà perché non sono ancora tornati?”
Elena: “Potrebbero avere trovato di tutto, speriamo che non le sia successo niente di male.”
Filippo: “Ti posso offrire qualcosa in tenda?”
Elena: “Certo, ok?”
Arrivati in tenda, parlarono e parlarono spettegolando di tutto, se la intendevano proprio.
Filippo: “Sarebbe il momento che nella comunità nascessero nuovi amori e nuove storie a lieto fine.”
Elena: “La serenità vuol dire tanto, se sei sereno ti dedichi a queste cose, tu come ti senti Filippo?”
Filippo: “Ma cosa vuoi, io a volte mi sento sereno e a volte drogato, anestetizzato, mi chiedo spesso cosa è diventato questo mondo, come vivono i superstiti fuori da qua, se ci sono altre comunità come noi e perché non riusciamo a metterci in contatto con loro.”
Elena: “Sembra che siamo circondati dal peggio che potesse uscire da questa catastrofe e sembra che siamo gli unici nei dintorni così sviluppati. Verona è completamente rasa al suolo e quelli che sono sopravvissuti chissà dove se ne sono andati.”
Filippo: “Per Verona è stata la fine del mondo vera. Tra il terremoto, le inondazioni, gli incendi. Se ti ricordi la cittadinanza era stata chiamata dentro l’Arena per una grande festa della città, mai fatta prima e l’Arena quel giorno è crollata completamente uccidendo tutti. ………. Non mi ci fare pensare dai.”
I due chiacchierando si avvicinarono molto intimamente, e Filippo viveva stranamente questa sensazione perché, lui desiderava Jenny ed in modo tutto imprevedibile stava nascendo qualcosa tra loro due. Sentiva come tradisse qualcuno che però non gli apparteneva. Decise di lasciarsi andare con Elena e lasciare che le chiacchiere lo portassero chissà dove, magari verso Elena.
Il convoglio di William tornò a notte fonda, ma non venne svegliato nessuno.
All’indomani davanti ai portoni di Prima Donna un emissario degli Orsi Neri venne per portare una missiva, ed urlando chiese di parlare con il loro capo. Avendo sventolato anche la bandiera bianca, uscì una delegazione con a capo Sirena, per ascoltarlo.
L’emissario spiegò, che era stato inferto un embargo completo a Prima Donna, che si sarebbe aperto solo se loro avessero accettato di unirsi alla comunità degli Orsi Neri, e avessero accettato le loro leggi in tutto per tutto. Ebbe la pazienza di rispiegarle alle donne di Prima Donna e di spiegare tutti i vantaggi che avrebbero tratto nel seguirli.
Dopo aver finito di ascoltarlo, Sirena sfoderò la sua pistola e sparò in pieno petto all’emissario, uccidendolo sul colpo, sapendo comunque che non era proprio un gesto morale da fare in guerra e disse: “Gli animali come lui e i suoi compari vanno trattati così ……… ora rientriamo e facciamo vedere di che pasta siamo fatte noi. …….. Lasciate questo ad essiccare qui fuori al sole.”
Rientrarono e spararono qualche cannonata per far capire agli Orsi Neri che non avevano intenzione di scherzare.
A Genesi, William spiegò tutto al Consiglio, di cosa aveva trovato in quel luogo e del fatto che al Villaggio degli Orsi Neri c’era stata una vera battaglia, quindi era realmente possibile che ci fossero 2 fazioni bene armate, e che si davano battaglia, e se questa fazioni fossero ostili entrambi sarebbe stato comunque un grosso problema per Genesi.
Consigliò di istituire una sorta di postazione sentinella con una ventina, massimo trentina di uomini in zona Legnago, dove si apre la pianura, per scrutare e controllare che non arrivasse nessuno da quella parte con intenzioni ostili.
Il Consiglio accettò l’Idea e si diede il nome all’avamposto di Guardia Legnago, era il primo distaccamento di Genesi, era la prima espressione con cui Genesi faceva capire pesantemente che aveva tutta l’intenzione di riportare la normalità nell’area.
L’avamposto sarebbe servito inoltre per raccogliere nuove persone da portare a vivere a Genesi per offrire maggiore protezione.
Jenny risolte alcune faccende, aveva passato il pomeriggio con Jonathan che era venuto alla comunità a posta, ma per la sera si dovettero lasciare.
Mentre tornava a casa, Jonathan incontrò Angelica che insistette per accompagnarlo a casa per fargli compagnia.
Arrivati, Angelica vide che lui stava male e gli chiese: “Jonathan che hai?”
Jonathan: “Mi viene da vomitare sto male.”
Angelica attese che lui risolse le sue urgenze e poi lo aiutò a sdraiarsi a letto, e disse: “Ti faccio un the caldo al limone?” e lui rispondendo acconsentì.
Bevuto il thè Jonathan chiese gentilmente ad Angelica di andarsene ringraziandola, era stanco e aveva bisogno di riposo e tranquillità.
Il mattino seguente Elena, mentre era ancora a letto, sentì Filippo chiamarla da fuori, chiedendo di aprirgli perché aveva portato la colazione ed aveva l’intenzione di consumarla assieme a lei, con l’intenzione di creare un momento un po’ rilassante in mezzo a tutto quel marasma.
Si prospettava una giornata dura perché c’era da organizzare e realizzare sia la missione che avrebbe costruito l’avamposto Guardia Legnago, sia la missione per liberare Erik ed i suoi, che più di missione si trattava di una vera e propria guerra.
William, radunò l’esercito e fece un lungo discorso propedeutico per preparare la spedizione.
Jenny trovò il tempo per andare da Jonathan, e lo trovò mezzo moribondo, così ritornò di corsa a Genesi per procurare farmaci e recuperare qualcuno che potesse sostituire Jonathan nei campi, perché lui si sentisse tranquillo e poi tornò da lui.
Lui, dal canto suo, pur malato fece di tutto perché lei si tranquillizzasse, quella sarebbe stata un’altra lunga giornata di passione.
Le chiese chiacchierando: “L’ospedale è pronto?”
Lei rispose: “Si grazie ai ragazzi di Aspareto è pronto. Hanno fatto un grande lavoro, ha la bellezza di 200 posti letto ed è bene attrezzato. Ho la brutta impressione che siamo rimasti veramente l’unica ancora di salvezza per questo mondo.”
Lui dal canto suo cercava di rassicurarla, e di incoraggiarla perché stava facendo un ottimo lavoro.
Il giorno seguente Roberta a Prima Donna si svegliò di soprassalto, si fece una bella doccia per svegliarsi e corse dove si era radunato il consiglio della fortezza.
Sirena, il capo disse: “Dobbiamo rimanere calme, se si dovessero avvicinare, di sicuro noi avremmo modo di annientarli.”
Una di loro disse, però: “Propongo delle incursioni notturne, noi siamo esperte e veloci.”
Roberta entrata replicò: “E’ una pazzia sarebbe la volta buona che scoppierebbe una vera battaglia ed io non sarei così ottimista come voi.”
Un’altra ribatte a Roberta: “Ma se abbiamo appena detto che se si avvicinano li annientiamo, poi tieni presente che tu non ci conosci Roberta.”
Roberta: “Si è vero, ma il nostro effetto attacco notturno visto che sarebbe veloce non otterrebbe l’effetto sperato, io invece propongo di cercare di notte di penetrare il loro embargo e fuggire verso il mio paese per chiamare aiuto, magari con un cavallo.”
Sirena: “Questa sarebbe un’idea migliore perché si potrebbe attaccarli su due fronti.”
Roberta: “Dobbiamo uscire in massimo due.”
Sirena: “Ok ti affianco Gemma, che conosce bene la zona, andrete con due cavalli, per essere più veloci.”
Rispondendo affermativamente corsero a prepararsi.
William aveva fatto partire tutte e due le missioni, ovvero quella per la costruzione di “Guardia Legnago”, l’avamposto per controllare quella zona e il grosso del contingente verso San Giovanni Ilarione per liberare gli altri.
Erano carichissimi quelli che si dirigevano verso San Giovanni Ilarione contavano in serata di arrivare e prendere posizione.
Filippo ed Angelica, si erano ritrovati, nel loro momento di pausa a spettegolare. Angelica spiegò tutto quello che era successo con Jonathan e che occorreva una contromossa per far in modo che fosse completamente e certamente suo.
Filippo sorridendo, le sviscerò un ulteriore piano con le contromisure, che a lei piacque e lo abbraccio sorridendo di felicità.
Poi si salutarono e misero in moto il piano.
Lui fece recapitare un biglietto a Jenny in cui c’era scritto: “Jenny ho bisogno di te, vieni da me, Jonathan.”.
Jenny leggendo così, sbrigò tutto per essere libera la sera per andare da lui.
Anche Angelica sbrigò tutte le faccende e se ne andò da Jonathan il pomeriggio, però.
In un’altra tenda, un’altra tragedia di stava consumando. Questa volta era Alberto che stava pensando e rimuginando troppo, era sempre stato contrario all’azione governativa di Jenny, ne aveva proprio le scatole piene di tutta la situazione. Era un estremista e non aveva mai capito tutto il buon lavoro fatto per la comunità, stava proprio maturando delle idee degenerative contro Jenny ed il consiglio.
Di punto in bianco senti il bisogno di uscire dalla comunità andando in direzione Verona.
Angelica, arrivata da Jonathan lo trovò veramente malconcio, aveva la febbre alta, era tutto sudato, infreddolito, sembrava incosciente.
Lo soccorse da subito e cercò di assisterlo.
Ad un tratto, dalla finestra, vide avvicinarsi Jenny con la jeep, lasciò che si parcheggiasse e scendesse dall’auto, poi si mise davanti ad una finestra in modo che Jenny la vedesse, muovendo le labbra come per parlare si spogliò e si mosse con le braccia alzate come se volesse abbracciare qualcuno.
Jenny nel vedere la scena si impietrì, e scappò via subito arrabbiatissima.
Angelica a quel punto rimase tutta la notte per essere sicura che Jenny non tornasse, era sicura che questo gioco le sarebbe fruttato molto.
A Prima Donna, Roberta e Gemma uscirono a notte inoltrata, e sfrecciando veloci con i loro cavalli, saltando i fossati, corsero via in direzione Genesi.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
TERRA AMORE E DISTINTIVO 15° CAPITOLO
TERRA AMORE E DISTINTIVO 15° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
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15° PUNTATA
Francesca una volta rientrata nel ristorante, lo trovò vuoto, il tempo era trascorso e Giusy aveva fatto tutto quello che c’era da fare, ma la trovò, non arrabbiata per essere stata sola, ma felice per la sorella e sorridente.
Giusy: “Finalmente, ti sei decisa a infilare la lingua nella bocca di un uomo, era ora.”
Francesca: “Ma che dici, dai, ma è il modo di dirlo?”
Giusy: “Ti ho perfino registrato con il cellulare.”
Francesca: “Cancella subito il video.”
Giusy: “Assolutamente no, è un reperto archeologico.”
Francesca: “Cancellalo subito?”
Giusy: “Ti ripeto di no, finalmente è un evento memorabile.”
Francesca: “Sei una stronza.”
Francesca accennò, uno scatto per andare versoi la sorella, Giusy cominciò a correre e Francesca a rincorrerla.
Uscirono dal ristorante e si misero a correre su e giù per la fattoria come pazze.
Era tutto vuoto, non c’era più nessuno quindi se lo potevano permettere.
Corsero e risero a crepapelle, fino a che, Francesca non prese il telefono di Giusy e si accorse che nessun video era stato fatto.
Così si misero a ridere ancora e a mandarsi a quel paese vicendevolmente.
La notte passò bene per tutti, tranne che per Moreno.
Era sopraffatto dagli incubi.
Sognava il padre di Francesca, vestito da militare, correre nel campo di battaglia, sognava la tavola, gli intagli.
Gli intagli sembravano diventare sempre più grandi e tridimensionali, come a voler mandargli un messaggio.
Moreno si svegliò di soprassalto tutto sudato ed ansimante.
Avrebbe preferito fare un sogno più erotico, che un incubo, visto la serata, ma quelle foto attaccate al muro, quella tavola, avevano del strano.
Si alzò e bevette dell’acqua fresca, poi si sedette in cucina.
Una tavola i cui intagli raccontano una storia che le figlie non devono sapere, anche se in realtà arrivano ad essere donne.
Dei ricordi che le figlie non possono sapere, dei viaggi misteriosi per cacciare.
Ma cacciare cosa, vestiti come erano?
Marito e moglie che muoiono contemporaneamente in un incidente.
Moreno non sapeva se il vino bevuto la sera prima aveva provocato in lui delle reazioni strane, forse si.
Strano però, perché non era di certo astemio.
Ritornò a letto con il pensiero che appena possibile avrebbe voluto cercare notizie sull’incidente dei due genitori.
Il giorno seguente di mattino presto, Martinasi recò al lavoro, perché era d’accordo di andare dritta nell’ufficio di Giorgio.
Entrata in ufficio si accomodò, non davanti alla scrivania, ma vicino ad un altro tavolo, dove era stata preparata una succulenta colazione.
Martina: “Mi sta lasciando senza parole Sig, Giorgio, non mi aspettavo una colazione del genere.”
Giorgio: “E’ un piacere averla organizzata, almeno parliamo con più calma. Non aspettarti le cose genuine che preparate all’Agriturismo, ma spero che siano di tuo gradimento.”
Martina: “Bè guardi, io all’agriturismo non faccio una colazione del genere.”
Giorgio: “Non ti ho mai chiesto, sei brava a fare da mangiare?”
Martina: “Bella domanda, per fortuna per lei sono più brava a fare lenti che piatti da mangiare, però se devo far intrigare un ragazzo sono brava, comunque in realtà all’agriturismo in cucina, lavora più spesso le mie sorelle, in particolare Francesca.”
Giorgio: “E’ molto brava Francesca, l’ho visto.”
Martina: “Diciamo che ha le palle per comandare, ma mia sorella Giusy è più equilibrata e la aiuta a rimanere più pratica.”
Giorgio: “Ti sei ripresa dopo la sparatoria?”
Martina: “Si! Devo dire che il riposo mi ha fatto bene, ma molto di più mi ha aiutato non ricordare bene quello che è successo quella sera.”
Giorgio: “Non ricordi niente?”
Martina: “No, devo dire che ricordo poco assai.”
Giorgio: “Tipo, cosa ricordi?”
Martina: “Ricordo il colpo di pistola, ricordo che sono svenuta, ricordo i soccorsi, lei che mi chiamava, non ricordo altro.”
Giorgio: “Ricordi che siamo finiti in un fossato a causa degli spari?”
Martina: “No non lo ricordo, infatti non sono stata di grande aiuto alla polizia e questo mi dispiace perché avrei voluto essere di aiuto.”
Giorgio: “Bè guarda, non sono stato tanto di aiuto anche io, perché non ho nessun motivo per ricevere un attacco del genere.”
Martina: “Lei come si sente Signor Giorgio?”
Giorgio: “Mi sento io, ma ci sentiamo tutti, un po’ sotto tiro, tutta la famiglia si sente sotto tiro. Stavamo pensando di assumere un corpo di sicurezza, ma vorremmo tenere anche protetta la nostra libertà. Non penso che sia piacevole ne a te ne a Massimo girare con le guardie del corpo.”
Martina: “No! Effettivamente non mi piacerebbe trovarmi in auto con il mio ragazzo e dietro avere le guardie del corpo.”
I due si misero a ridere a crepa pelle.
Nel frattempo fecero colazione con briosce, spremuta, cappuccino e altro.
Giorgio: “Ci vieni ad una cena con me?”
Martina: “Che cosa?”
Giorgio: “No, no, volevo chiederti se venivi ad una cena di lavoro con me. Mi devo incontrare con un investitore e mi piacerebbe che ti conoscesse.”
Martina: “Che sera è?”
Giorgio: “Penso tra un paio di sere.”
Martina: “Bè guardi Massimo è occupato con una partita a tennis, ma comunque verrei volentieri, per me il lavoro è importante.”
Giorgio: “Bè guarda, mi piacere averti assieme, perché se magari parlando delle lenti, io dimenticassi qualche cosa, tu mi potresti aiutare.”
Martina: “Lo farò di sicuro, sarò un depliant vivente.”
Giorgio: “Grazie grazie mille Martina.”
Martina: “Mi dia un po’ di dati in generale delle varie lenti, che magari non ho ancora visionato, così mi preparo.”
Giorgio: “Ok, ok.”
Martina: “Le dispiace se magari parlando li convinco a comprare le migliori?”
Giorgio: “Cosa? Fai pure Martina, fai come se fossi tu la padrona.”
Martina: “Allora siamo d’accordo.”
Giorgio: “Posso chiederti una cosa Martina?”
Martina: “Cosa?”
Giorgio: “Ti disturberebbe per la serata vestirti in maniera un po’ provocante?”
Martina: “Se serve per far girare meglio la ditta che sta credendo in me, mi vestirò adeguatamente.”
Giorgio: “Grazie, ma non esagerare, è una cena con stile, non serve fare la troia. Voglio le tue capacità”
Martina: “Non si preoccupi Giorgio, anche se vengo a lavorare vestita sempre sportivamente, so attirare gli occhi su di me quando serve.”
Giorgio: “Va bene, va bene, cambiamo discorso per piacere.”
I due si misero a ridere a crepa pelle ancora.
Durante la giornata Ivano, suo fratello Giorgio e Massimo si trovarono a parlare in ufficio centrale, quello di Ivano.
Ivano: “Allora, Massimo, cosa volevi dirci?”
Massimo: “Volevo chiedervi una cosa importante per me. Lo so, sono tornato da poco e di cose ne sono successe. Mi sono lasciato con Elena, mi sono messo con Martinae ora vorrei chiedervi questo.”
Ivano: “Spara, capisco che ci vuoi dire che tu puoi sembrare un po’ stralunato, in questo momento, ma quello che è successo finora a te, è tutto normale, per un ragazzo giovane.”
Massimo: “Ok! Allora vorrei chiedervi, se posso entrare in consiglio direttivo della società con voi due e cominciare a seguire la vita dell’azienda come protagonista e non come osservatore o dipendente che non ha niente da fare in realtà.”
Giorgio: “Finalmente, mi sembra una cosa grande, il nostro ragazzo cresce Ivano.”
Massimo: “Veramente Zio la pensi così?”
Giorgio: “Certo, perché mi chiedi questo, sono felice che entri in prima persona.”
Massimo: “Pensavo, anzi, avevo paura che non vedessi bene questa mia richiesta.”
Ivano: “Perché figliolo?”
Giorgio: “Certo, sono d’accordo anche io con mio fratello, perché pensi questo?”
Massimo: “Perché non voglio che pensi di essere messo in minoranza.”
Giorgio: “Guardi troppi film su Netflix Massimo, la realtà è un’altra cosa. Io non ho figli o figlie, per me tu sei un figlio, non un nipote e vederti scalare questa società per me è motivo di orgoglio. Se tu ci chiedessi di farci da parte, penso che lo farei volentieri.”
Massimo: “Tu caso pensi papà?”
Ivano: “Ma cosa chiedi Massimo certo che mi farei da parte anche io.”
Giorgio: “Ma guarda che io e tuo padre ce ne staremo bene con le rispettive moglie anche alle maldive piuttosto di Rovigo. E’ bellissimo essere pieni di soldi e quando arriva la nebbia stare qua a lavorare, guarda non ti dico.”
Massimo: “Sono felice che la pensiate così.”
Ivano: “Allora Giorgio, gli diamo in mano i prossimi clienti cinesi?”
Giorgio: “Quelli che devono arrivare tra qualche giorno?”
Ivano: “Si quelli a punto.”
Giorgio: “Ok, per me va bene, basta che si porti con se Martinache di sicuro se ne intende più lei di lenti che lui.”
Massimo: “Sono d’accordo su tutto, mi va bene anche passare per incompetente se serve per iniziare.”
Ivano: “Non offenderti Massimo, mi raccomando, ma serve avere informazioni che tu non conosci ancora.”
Massimo: “Mi va bene tutto papà, pur di cominciare.”
Ivano: “Ok! Allora ti preparo io per l’arrivo dei cinesi.”
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
VENNE IL GIORNO 1° CAPITOLO
VENNE IL GIORNO 1° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
1° PUNTATA
Nicola stava bevendo il suo solito bicchierino di Brandy serale, in salotto, seduto nel suo divano di pelle nera, mentre leggeva uno dei primi libri comperati quando aveva cominciato ad appassionarsi alle sue ricerche aliene, scritto da Zecharia Sitchin dal titolo “La Bibbia degli Dei”.
Lo appassionava sempre, anche se ormai lo conosceva a memoria.
Un libro che racconta come la civiltà umana fosse frutto di una metamorfosi genetica, messa in atto da una comunità aliena venuta sulla Terra per sfruttarla, milioni e milioni di anni fa.
Questo libro analizzava e sviscerava questa ipotesi ripercorrendo gli scritti della Bibbia Cristiana e di altri libri religiosi comunemente usati; dove, secondo Sitchin, erano ampiamente scritti gli incontri tra gli Dei Allieni e le persone umane.
Chiuse il libro nel punto in cui Dio dettava i dieci comandamenti a Mosè, chiedendosi: “Ma se Dio era uno solo, come ci vogliono far credere, per quale motivo si era scomodato a dire e comandare a Mosè: “Non avrete altro Dio all’infuori di me!” Come può un Dio sentirsi minacciato da un oggetto o un simbolo, come può essere un toro d’oro o altro a metterlo in crisi? Non è che veramente c’erano altri Dei sulla Terra e quel Dio voleva essere l’unico per Mosè?”
Poi riflettendo, e valutando altri credi e altre religioni, pensò che forse ci era capitato il Dio più buono e misericordioso.
Fatto stà, che portandosi davanti ad una finestra ed osservando le stelle, si mise a riflettere, sul fatto che se fossero veramente ritornati gli alieni descritti da Sitchin, come sarebbero stati?
Come si sarebbero comportati con il genere umano?
Loro ci avevano creato, forse, e noi potevamo veramente essere pronti a distruggerli?
Si mise il pigiama e facendo un sorriso se ne andò a letto a riposare.
Il cielo quella sera dava il meglio di se, le stelle erano di un brillante incredibile, sembravano vicinissime e raggiungibili.
Nicola assieme a Paola, Mirko e Tiziana erano 4 ragazzi, ingegneri aereospaziali, che pur di avere un contratto di lavoro, avevano accettato di lavorare al “Centro di Intercettazione Spaziale” , del CNR Italiano, sito in una delle colline poste attorno ad Enna.
Uno di quei centri che a causa dei tagli aveva subito molti ridimensionamenti, tanto da diventare un progetto di basso livello, poco finanziato, ma comunque ancora attivo grazie ai nostri 4 temerari.
Nicola aveva 40 anni, era il responsabile, alto 1 metro e 75, fisico asciutto, capelli corti neri e occhiali da intellettuale secchione della classe.
Paola aveva 36 anni, alta 1 metro e 70, capelli castano scuro mossi e lunghi fino al sedere, corpo modellato splendidamente dalla bici che praticamente usava più della macchina.
Mirko era il più giovane del gruppo, 32 anni, il tipico smanettone del pc, alto 1 metro e 80 asciutto e magro, sembrava che il grasso nel suo corpo non esistesse.
Tiziana, la fotomodella, la ragazza immagine del Centro, 35 anni, per 1 metro e 75 di altezza,
corpo formoso e ben disposto.
4 ragazzi che ascoltavano i suoni dello spazio come se fossero la migliore melodia mai ascoltata.
Il centro era formato da una parabola gigantesca, da qualche antenna di supporto, da un edificio di 3 piani da 300 metri quadri ogni uno.
Una vera bomba tecnologica, per svolgere bene il loro lavoro i nostri ragazzi avevano a disposizione il meglio del meglio della tecnologia.
Mirko e Tiziana, avevano anche sviluppato un software che le persone da casa potevano scaricare per mettere i propri pc domestici in rete ed ampliare maggiormente il potere di calcolo del centro stesso.
In cambio di questo sforzo, le persone a casa ricevevano sul pc via mail foto in alta risoluzione dello spazio aggiornate settimanalmente con le relative descrizioni.
A Verona, infatti, si era formato un vero e proprio gruppo cultore del tema capeggiato da un’appassionata di nome Siriana, una laureata in scienze politiche, alta 1 metro e 65, capelli lunghi neri lisci, magrolina, ma molto simpatica e precisa.
Sono le 9.00 del 10 Ottobre 2014, una splendida giornata di sole siciliano che riscalda bene l’aria e fa sentire tutti ancora in estate.
I nostri 4 amici si sono appena posizionati ai loro posti di combattimento e come sempre si comincia con un controllo alle registrazioni effettuate in automatico nella notte.
Paola è alla postazione che verifica realmente se ci sono state registrazioni di impulsi di qualunque tipo, Tiziana è alla postazione che controlla tutto ciò che ha registrato di fisico e concreto il radar, Mirko è l’analista del segnale quindi entra in azione se un segnale viene captato veramente e Nicola dirige il tutto come un capitano di una nave stellare.
Tutti sono intenti ai loro lavori e a controllare.
Paola: “Ragazzi, attenzione alle 3 e 23 della notte. Ho un impulso chiaro.”
Tiziana: “Verifico ……….. E’ proviente da Sirio.”
Mirko: ”Ma dai, ragazze, state calme sarà la solita scoreggia spaziale, e niente di più, verificate bene!!”
Paola: “Scoreggia spaziale un cavolo me lo da come un segnale informatico chiaro.”
Nicola sempre composto nella sua postazione: “Sarà qualche segnale di qualche satellite in avaria, Mirko, analizzalo bene.”
Mirko: “Vi avverto che questo è il segnale 250 che scambiate come segnale extra terrestre ed è una scoreggia spaziale.”
Nicola: “Mirko per piacere, siamo qui per questo!”
Mirko: “Ok capo.”
Mirko, inserisce il segnale nell’analizzatore di bande di frequenza, che ha lo scopo di valutare se il segnale è paragonabile a un qualsiasi segnale emesso da un trasmettitore terrestre.
Dopo qualche minuto Mirko si alza in piedi deglutendo più volte e cupo in viso: “Ragazzi il computer mi da il segnale come non terrestre. Da dove viene Tiziana?”
Tiziana: “Da Sirio proviene, guarda ti elaboro la mappa sullo schermo grande.”
Dopo un minuto, tutti sono in piedi in preda al panico.
Nicola: “Non è mai successo, una cosa del genere, di solito anche l’elaborazione della mappa era fumosa, ma questa ……… questa è chiarissima. …….. Aspettate però ad esaltarvi, potrebbe essere un segnale captato da qualche sonda spaziale lanciata qualche tempo fa, in fondo tra sonde su marte, intorno alla luna e altro lo spazio è pieno. Controlla meglio Mirko.”
Paola: “Attivo la procedura XX SPACE?”
Nicola: “Si potrebbe, fare, brava Paola, hai un’ottima idea. Qui le indicazioni ci sono tutte.”
La procedura “XX SPACE” era una procedura complicata, con cui il laboratorio si agganciava ai radar dei robottini spediti su Marte e verificava se loro a quella distanza avessero captato qualche segnale.
Era una procedura che liberamente i nostri amici potevano attivare da soli.
Nicola: “Si dai attivalo e vediamo che risposte ci da.”
Tiziana: “Quanto ci mette ad arrivare la risposta?”
Paola: “Tre ore.”
Mirko: “Fino a che non arriva la risposta, faccio delle altre verifiche.”
Nicola: “Ok continuiamo il lavoro, ed aspettiamo la risposta.”
La giornata lavorativa, si svolgeva bene o male sempre con questi ritmi, a volte più intensi e a volte più leggeri. Nel centro c’era una zona cucina dove andavano per prepararsi un caffè o mangiare a mezzo giorno, e vari uffici, che usavano un po’ per rilassarsi un po’ per svolgere delle mansioni loro personali o per studiare.
Erano abbastanza liberi, di organizzarsi il lavoro come volevano, visto che come abbiamo detto come progetto era stato declassato.
Ogni tanto Nicola, doveva recarsi a Palermo, dove c’era la direzione generale del centro per relazionare sul lavoro svolto, ma anche in questo caso si trattava sempre di cose abbastanza routinarie.
Ma che rapporto c’era tra i quattro, oltre al rapporto di lavoro?
Erano tutti e quattro fisicamente belli ed attraenti, accattivanti e con doti molto spiccate ed affascinanti, ma per non rovinare il buon rapporto di lavoro, avevano cercato di tenere sempre lontana la possibilità di trasformare il loro rapporto di amicizia in qualcos’altro.
Avevano cercato di trovare l’amore fuori dal gruppo, ma senza trovarlo, perché comunque si sentivano molto legati e avevano difficoltà ad aprirsi con persone esterne.
Ai nostri tempi lo chiamano pluriamore, ovvero quei rapporti d’amore di gruppo, in cui si sta un po’ con l’uno un po’ con l’altro a giorni, senza gelosia ne rancori, ma tra i quattro l’aspetto legato proprio all’amore era stato sempre tenuto a freno.
Mentre si trovavano in cucina a bere un buon caffè preparato da Paola, l’allarme del centro suonò, avvisando che era arrivata la risposta da Marte.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
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PER UNA SETTIMANA SIAMO IN FERIE!
IL BLOG STOPPA LE PUBBLICAZIONI FINO AL 20 SETTEMBRE LE PUBBLICAZIONI RIPRENDONO IL 21 SETTEMBRE
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