mercoledì 22 luglio 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “BRONTI E TAURON” di Anna Castellazzi

BIOGRAFIA AUTRICE:

Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazione musicale e vent’anni di responsabilità gestionali nelle scuole civiche del territorio varesino. Diplomata in Clarinetto presso il Conservatorio Guido Cantelli  di Novara  e in Didattica della Musica presso C.E.M.B di Milano, integra competenze educative, organizzative e creative.

Dal 2007 coordina per la cooperativa Musica per Varese i Corsi Civici di Arcisate, Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano, seguendo la gestione del corpo docente, la supervisione didattica, i rapporti con le famiglie e l’organizzazione di eventi. Dal 2009 è membro del CdA del Civico Liceo Musicale “Riccardo Malipiero”, contribuendo alla definizione delle strategie formative dell’istituto.

Accanto all’attività didattica, porta avanti un articolato percorso autoriale, pubblicando opere di narrativa per l’infanzia e progetti dedicati alla divulgazione culturale, spesso presentati in contesti istituzionali e culturali del territorio. Ha partecipato come giurata a premi letterari e a iniziative benefiche legate alla promozione della lettura.

Nel 2023 ha fondato, insieme a Giuseppina Levato, il gruppo Racconti al Pentagramma, che unisce scrittura e musica in performance dal vivo con partecipanti dai 6 ai 60 anni. Ha collaborato con musicisti e compositori alla creazione di produzioni narrative-musicali originali, presentate in sedi di rilievo.

Scrive per Cronache d’Arte, occupandosi di recensioni che spaziano dalla letteratura per l’infanzia alla narrativa contemporanea. 

La sua attività coniuga progettazione culturale, educazione musicale e produzione letteraria, con un approccio orientato alla valorizzazione del patrimonio culturale e formativo del territorio.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

BRONTI E TAURON

Nel settimo racconto Michele e Filippo, vanno a trovare la Rupe che racconta loro la storia di Bronti, una titanosaura pacifica, e di Tauron, un feroce Carnotaurus che finisce per diventare suo amico, poi compagno. Dal loro legame nasce Crocchi, un cucciolo metà erbivoro e metà carnivoro che impara a trovare il proprio posto nel mondo. La storia si chiude con l’estinzione dei dinosauri e con la riflessione che i ricordi mantengono vive le storie anche dopo milioni di anni.

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 9° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 9° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

9° PUNTATA

La corsa in ospedale in codice rosso, le telefonate concitate ai parenti, sia per la famiglia Casaro che per la famiglia Ortago la notte prese una piega diversa.

Molte luci si accesero nelle rispettive case quella notte.

Francesca, mentre si trovava in ospedale in attesa d’avere risposte della sorella, decise pur in piena notte di telefonare a Moreno.

Per fortuna Moreno era a casa da solo.

Moreno : “Pronto chi è?”

Francesca: “Sono io Moreno, scusa se ti disturbo in piena notte, ma non sapevo a chi rivolgermi.”, piangendo e singhiozzando.

Moreno : “Che cosa succede?”

Francesca: “Hanno sparato a mia sorella questa notte.”

Moreno : “Hanno sparato a tua sorella? Dove e quando?”

Francesca: “Questa notte mentre veniva a casa dal lavoro con il suo datore di lavoro.”

Moreno : “Questa notte con il suo datore di lavoro? Ma chi è?”

Francesca: “E’ il proprietario della Optical di Rovigo, la ditta che fa lenti.”

Moreno : “Cavoli, ascolta hai bisogno?”

Francesca: “Non sappiamo che fare.”

Moreno : “Dammi un po’ di tempo e arrivo.”

Francesca: “Siamo in ospedale.”

Moreno : “Ma tua sorella come sta?”

Francesca: “E’ sotto schock, ma non sembra in pericolo di vita.”

Moreno : “Ok! Mi ci vuole un po’ di tempo ma arrivo.”

Francesca: “Ok vieni per piacere.”

Moreno si preparò in fretta e furia e poi chiamò suo fratello Michele.

Michele tempestò di domande il fratello a sua volta, ma non riuscì ad avere tutte le risposte che voleva.

Fatto che percorsero la transplolesana in direzione Rovigo, fermandosi dove, secondo i messaggi che Moreno si scambiava con Francesca era avvenuta la sparatoria.

Provarono a vedere se così a fresco trovavano indizi utili, ma non ne trovarono.

Presero e diressero verso l’ospedale di Rovigo.

Arrivati si avvicinarono al gruppo di famigliari con calma, fu Francesca che fece le presentazioni.

Moreno cercò di fare alcune domande, senza esagerare, ma senza tirarne fuori un ragno dal buco.

Ovviamente era chiaro che se c’era una spiegazione, si doveva trovare analizzando la situazione della famiglia Ortago, non di certo nella famiglia delle tre sorelle.

Tutti, tra gli Ortago, negarono problemi.

I Carabinieri di Rovigo, già sul posto cominciarono a fare i primi rilievi, erano stati contattati dalla squadra di Moreno e con loro si interfacciavano in maniera molto costruttiva.

Moreno aveva lasciato spazio a tutti di poter far sentire la loro vicinanza a loro congiunti, aspettando così il momento per poter parlare con loro e capire bene cosa era successo.

Natalius, mentre tutto questo succedeva si trovava a Isola Rizza che stava ripulendo tutto il casino fatto dal commando.

Ovviamente per lui e per tutta l’organizzazione non era il caso che le indagini arrivassero li, così meticolosamente riportarono tutto alla normalità.

Tutti i bossoli vennero rimossi, i buchi sui muri del capannone riparati, lo stesso per il portone del capannone che venne notte fonda riverniciato, perfino il terreno del parcheggio antistante il capannone venne tutto risistemato.

Il lavoro di produzione delle lenti era finito, lo avevamo già detto quindi gli operai potevano dedicarsi tranquillamente a sistemare il tutto.

Quando fu il suo momento, Moreno andò prima da Martina, perché era considerata l’anello debole, ed esterna alla Famiglia Ortago.

La sua estraneità alla famiglia la rendeva più chiara nel giudizio e magari più meticolosa.

Se non c’entri niente con gli avvenimenti non hai nessun motivo per nascondere dei dettagli.

Moreno: “Ciao Martina, brutta serata questa vero?”

Martina: “Buongiorno Agente, …….. oddio che ora è?”

Moreno: “E’ notte fonda ancora.”

Martina: “Sto impazzendo, mi scusi. ……… L’ha chiamata mia sorella Francesca?”

Moreno: “Si è stata lei.”

Martina: “Francesca ha un debole per lei, ma non lo dica che glielo ho detto.”

Moreno: “E’ una persona molto forte tua sorella l’ho notato.”

Martina: “E molto bella, non si mette in risalto, ma è molto bella.”

Moreno: “Scusa Martina, ora che sono qui ho bisogno di capire cosa è successo.”

Martina: “Guardi agente, non ricordo niente. Ho aperto gli occhi che ero in ambulanza e forse da quel momento sono stata sveglia, o forse no, ma non ricordo niente.”

Moreno: “Non sai perché è successo il tutto?”

Martina: “Niente di niente agente.”

Moreno: “Non hai preso botte in testa, però, mi hanno detto che non hai preso botte.”

Martina: “Lo hanno detto anche a me, mi hanno detto che sono fortunata perché ero sdraiata sul sedile che dormivo.”

Moreno: “Addirittura.”

Martina: “Si, ma non ricordo di essermi addormentata.”

Moreno: “Non ricordi neanche che stanca morta ti sei addormentata in auto?”

Martina: “No!”

Moreno: “Non ricordi che sei salita in auto con il Dott Ortago per ritornare a casa e in macchina dopo qualche parola ti sei scesa il sedile e ti sei addormentata?”

Martina: “No non lo ricordo.”

Moreno: “Posso dirti che è strano?”

Martina: “Non so dirti niente, mi dispiace, quello che so è quello che forse hanno raccontato anche a te.”

Moreno: “Ok.”

Moreno uscì dalla stanza di Martina, con dei dubbi grossi come una montagna, prima di andare nella stanza di Giorgio decise di telefonare al fratello.

Michele: “Ciao capo dimmi.”

Moreno: “Ascolta ho parlato con la ragazza, ma non ha saputo niente, non ha memoria di niente, niente di niente.”

Michele: “Mi sono appena sentito con i colleghi di Rovigo, hanno ispezionato l’auto e mi hanno riferito che è tutto a posto, anzi troppo a posto, nell’abitacolo non ci sono grosse cose.”

Moreno: “Dici che il Signor Ortago è un minimalista, o una persona che vuole tenere nascosto qualcosa?”

Michele: “E’ una persona che in auto non tiene niente di indispensabile.”

Moreno: “Niente di niente?”

Michele: “C’erano degli slip femminili dentro, nascosti.”

Moreno: “Taglia?”

Michele: “Xs!”

Moreno: “Ho capito. La ragazza non si ricorda di niente, che si sia consumato uno stupro nell’abitacolo?”

Michele: “Perché lei non si ricorda niente?”

Moreno: “Lo dico così lo sparo?”

Michele: “Ha segni di violenza o che lo fa pensare?”

Moreno: “Devo indagare.”

Michele: “Fallo con discrezione, perché basta solo sapere la taglia della ragazza che si capisce subito se gli slip erano suoi.”

Moreno: “Si si lo so.”

Michele: “Fammi sapere.”

Moreno decise di proseguire le indagini andando a parlare con il dottore in turno quella notte prima di andare da Giorgio.

Moreno: “Dottore la posso disturbare?”

Dottore: “Si mi dica agente.”

Moreno: “Avrei bisogno di fare delle domande per cercare di sciogliere il bandolo della matassa finchè è fresco.”

Dottore: “Mi dica.”

Moreno: “La ragazza ha segni di violenza sessuale?”

Dottore: “Assolutamente no.”

Moreno: “Aveva gli slip addosso?”

Dottore: “Assolutamente si, era anche molto ben ordinata, non era sgualcita.”

Moreno: “La ragazza non ricorda niente di niente di quello che è successo, può essere vero?”

Dottore: “Guardi che ha subito un agguato con armi da fuoco, è miracolata che è viva, il fatto della memoria ci sta benissimo.”

Moreno: “Dice che è normale?”

Dottore: “Si!”

Moreno: “Può avere assunto sostanze stupefacenti?”

Dottore: “Il suo sangue è pulito ed immacolato.”

Moreno: “Cavoli.”

Dottore: “E’ una bella rogna, perché un agguato così, qui in Veneto non ho ricordi quando è successo.”

Moreno: “E’ una bella rogna.”

Dottore: “E’ una famiglia in vista, e io dico sempre che tanto è in vista una famiglia e tanto esce dalla mischia, tanto sono in  vista i problemi che potrebbe avere, quindi io ho piena fiducia che capirete tutto quello che è successo!”

Moreno: “La ringrazio per il supporto.”

Dottore: “Siamo qua come al solito.”

Moreno ora si recò da Giorgio.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


L’ITALIA CHE VORREI 17° CAPITOLO

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Supermercato Gastronomia “MELOTTO” - 0457135037

Isola Rizza - Via Roma 89 

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Frutta e verdura “LA BANCARELLA” - 3405244008

Isola Rizza 

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L’ITALIA CHE VORREI 17° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

17° CAPITOLO

Fabio e Mike, una volta lasciata la Security Room, corsero nell’ufficio del Presidente e chiamarono a loro volta Chiara e Giancarlo.

Una volta arrivati rivelarono, ciò che era successo e aprirono una bottiglia di spumante per brindare.

Fabio: “Ok! Noi sappiamo benissimo che è ancora tutto in ballo, ma possiamo essere felici per ora.”

Mike: “Ti ricordo Fabio, scusami Presidente, che abbiamo detto che secondo noi Tagichiri non ha messo le bombe, siamo d’accordo nel dire che non aveva le potenzialità per farlo.”

Fabio: “Noi non siamo investigatori, quindi, come possiamo collegare Enrico Alfonsi a tutto il resto?”

Chiara: “Perchè lo hai fatto Vicepresidente? Perchè hai ceduto?”

Mike: “Per riuscire a tenerlo più sotto controllo.”

Chiara: “Si! Ma ora gli dovrai dire di Tagichiri.”

Fabio: “E’ possibile non dirglielo?”

MIke: “Si! Ma non si deve sapere che noi lo sappiamo, perchè avresti dovuto dirlo a lui, prima che a noi.”

Chiara: “Non glielo dirai per sicurezza nazionale.”

Mike. “Si, ma non dobbiamo farci scappare che noi lo sappiamo.”

Fabio: “Adesso cosa succederà Mike?”

Mike: “Tagichiri verrà portato in una base militare segreta qui a Roma e il Pool Investigativo lo andrà ad interrogare, speriamo bene.”

Fabio: “Siamo sicuri?”

Mike: “Pensavamo di essere sempre al sicuro.”

Fabio: “Ok! Ok! Lasciamo che le cose vadano avanti e speriamo.”

Chiara: “A pranzo hai l’incontro con i nostri amici Leghisti.”

Fabio: “Non ne farò parola.”

Mike: “Ascolta, Fabio, informa per sicurezza Enrico Alfonsi.”

Fabio: “Vuoi che lo faccia?”

MIke: “Si! Vedremo poi come si muove. Anzi io direi di fare di più.”

Chiara: “Ovvero?”

Mike: “Gli assegno la sua vecchia guardia del corpo, così si sentirà più tranquillo.”

Fabio: “Cavoli, vuoi proprio buttarlo in galera il prima possibile.”

Mike: “Fabio, mi hai nominato consigliere personale, ma io rimango sempre un soldato, un agente segreto.”

Fabio: “Va bene tutto. Ora ragazzi mi dovete lasciare da solo, per farmi lavorare sul mio progetto sull’emigrazione.”

Tutti lo salutarono.

Fabio: “Chiara, aspetta un attimo.”

Chiara: “Di cosa hai bisogno?”

Fabio: “Tu devi andare a prepararti.”

Chiara: “Per cosa?”

Fabio: “Per venire con me a pranzo, sei la mia compagna, quando ci sono eventi del genere, devi esserci anche tu.”

Chiara: “Ok, allora vado a prepararmi.”

Fabio: “Aspettami, passo io da casa a prenderti.”

Chiara: “Ok, amore.”

Ora Fabio si trovò da solo.

L’emigrazione, questo era un problema che da sempre attanagliava il paese.

Fermare i clandestini non era semplice, ma non si poteva lasciare che persone fuori dalle regole continuassero a camminare e muoversi indisturbati sul territorio nazionale.

Queste persone, sicuramente, tramite vie non legali arrivavano nel nostro paese, ma lo facevano con grandi speranze.

Occorreva, quindi, mettere al sicuro queste persone e spiegar loro come si viveva in Italia.

Questo serviva per proteggerle, non farle cadere nelle mani delle mafie, insegnar loro le regole e far capire loro che se lavorano avranno un futuro.

Il problema è che questo poteva far pensare ai lager o a posti del genere.

Occorreva assolutamente trovare fuori il modo per farle sembrare le vere porte di entrata per il paese.

Ma che lavori avrebbero potuto fare?

Qualunque se ben preparati, ma in realtà erano gli Italiani che andavano posizionati nei posti giusti.

In un paese, in cui i posti principali sono nelle mani del popolo di quel paese, si possono allargare le mani ed accogliere.

Il problema, non era tanto, però, il prendere le persone che arrivavano dall’estero, ma prendere le persone irregolari che c’erano nel territorio italiano e farli entrare e condurli verso un nuovo inizio.

Molti hanno anche titoli di studio.

La cosa andava pensata bene.

Proviamo essere pratici.

Si apre un centro di assistenza all’immigrazione e lo si struttura come un campeggio con bungalow, si fornisce assistenza, cibo, vestiario e insegnamento. Si insegna a queste persone a vivere in Italia e alle regole sociali da tenere. La sicurezza di questi luoghi è mantenuta dall’esercito, che li gestisce, mentre potranno essere valutati da tutte le delegazioni dei partiti che vorrebbero vederci dentro.

Se una persona scappa forzatamente, verrebbe incarcerata e successivamente espulsa, mentre chi arriva a trovare un lavoro può godere di un aiuto economico per stabilizzarsi e sentirsi a casa.

Poi, se questa persona dovesse perderlo un lavoro, verrebbe trattato come tutti i cittadini italiani.

Punto saldo, nessuno acquisisce la cittadinanza italiana, a meno che non nasca in Italia.

Tutto stava in piedi, solo se questi posti non creavano casini.

Anche il tempo di permanenza all’interno, era dettato dal tempo con cui queste persone si formavano.

Ok! Il progetto poteva stare in piedi, unito a qualche accordo con i paesi africani per il controllo delle partenze.

Si poteva andare a pranzo.

Fabio e Chiara, ovviamente scortati da un buon numero di agenti arrivarono al ristorante e si mischiarono subito agli amici di partito.

Dico amici, ma in realtà ricordo che i veri amici erano tutti morti, quelli li presenti erano Sindaci Leghisti, sicuramente alcuni conosciuti, alcuni meno, che sarebbero di sicuro stati i futuri politici del paese.

Fabio rispose a molte domande, e cercò di far capire che l’anima Leghista che lo guidava, si sarebbe sempre più vista nel tempo che avrebbe passato a palazzo Chigi.

Non apprezzavano l’aumento di 500 euro netti di tutti i dipendenti pubblici, ma credevano al fatto che serviva una rivalutazione delle regole che ne misurava la qualità del lavoro.

Apprezzavano l’aumento delle pattuglie nel territorio e l’aumento delle pensioni minime, non chè tutte le altre riforme.

Tutto sommato Fabio portò a casa il punto.

A fine pranzo Fabio si mise in piedi, e con il microfono, spiegò cosa intendeva portare avanti per controllare l’emigrazione.

Un applauso lunghissimo fece da sottofondo al momento in cui Fabio e Chiara lasciarono il ristorante.

Dovete capire che tutto si svolgeva con una certa frenesia, la volontà di ritornare alla normalità era elevata, mossa soprattutto dalla determinazione di Fabio.

Aver scoperto quello che si sapeva già, su Alfonsi, voleva dire che i nemici della nazione erano vicinissimi e occorreva tenere la guardia altissima.

Ecco perchè, appena portato Tagichiri in carcere con la massima della sorveglianza, Romina e Paola si recarono subito a interrogarlo, senza aspettare troppo tempo.

Arrivate, e superati tutti i controlli di sicurezza, si ritrovarono da sole in presenza di Tagichiri.

Dobbiamo ricordare che l’esercito aveva catturato Tagichiri, ma solo perchè si era dichiarato il responsabile dell’attentato, ma in realtà nessuno ci credeva, infatti poteva dire molto su chi erano veramente i mandanti.

Paola: “Allora Mohamed, parliamoci chiaro, voi non avete le palle e le capacità per portare avanti un attentato del genere.”

Romina: “Siete dei terroristi del cazzo.”

Tagichiri: “Attenta a come parla, non sa cosa possiamo fare noi?”

Paola: “Cosa potete fare voi? Avete minacciato mille volte che venivate a violentare le donne Europee e a rapire le nostre bambine, in realtà non vi siete mai mossi dai vostri nascondigli. Cosa è successo veramente? Cosa vi ha fatto alzare la testa?””

Tagichiri: “Noi abbiamo piazzato le bombe.”

Paola: “Le bombe e del sopravvissuto cosa ci dici?”

Romina: “Come mai c’è un sopravvissuto? ”

Tagichiri: “Non lo conosco.”

Paola: “A non lo conosci? Non sai chi è? Eppure avete distrutto Montecitorio, ma se ne è salvato uno. Che culo.”

Romina: “Ascolta Tagichiri non vuoi dirci niente, ma noi ti diciamo che appena usciamo di qua, daremo ordine all’esercito e ai servizi segreti di andare a prendere la tua famiglia in Inghilterra e la faremo portare a casa in un carcere Marocchino, dove, la si tua moglie e le tue figlie verranno trattate come si deve.“”

Tagichiri: “Non potete farlo siete dei bastardi.”

Paola: “Bastardi noi? E’ stata azzerata tutta la nostra classe politica, abbiamo i motivi per radere al suolo non so quanti paesi potrebbero essere colpevoli. Se ci aiuti, noi aiutiamo te.”

Romina: “Non ti abbiamo preso perchè sei colpevole, ma perchè sai, sta a te decidere come comportarti.”

Paola: “Allora cosa ci puoi dire?”

Romina. “Decidi come vuoi essere ricordato dalla storia.”

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SINTETIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO:

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “PAROLE E NOTE - UN PASSO A DUE” di Sandra Checcarelli

BIOGRAFIA AUTRICE:

Sandra Checcarelli classe 1964 vive e lavora a Roma. Sposata nel 2019 con

Vasco Vannucci maestro di musica e compositore.

Da sempre ha seguito per puro piacere l’arte in ogni sua forma. Dal 2011 si è

dedicata alla scrittura in generale e soprattutto alla creazione poetica o meglio dire alla produzione di “frammenti emozionali” sulla carta.

Le sue poesie sono apprezzate e divulgate sui siti specialistici nonché alcuni

componimenti sono stati selezionati in concorsi nazionali di poesia ricevendo attestati di merito e premi “speciale giuria” e pubblicazioni in antologie di autori vari.

Settembre 2023 il suo primo libro da protagonista dal titolo: Girotondo di

emozioni e musica con cd incluso, edito Terre Sommerse, Roma 2023. Il libro è una raccolta di dodici poesie in lingua italiana e spagnola che unisce poesia, recitazione, musica e illustrazione per creare una esperienza unica, corale e condivisa con i lettori.

Si tratta di un libro corale nel quale vi è l’autrice (protagonista) ed altre tre

persone (co-protagonisti) è un’opera multimediale che utilizza vari strumenti diversi di comunicazione.

Il testo poetico si fonde con i brani musicali, appositamente composti per

chitarra ed altri strumenti dal M. Vasco Vannucci, difatti alla fine di ogni capitolo viene riportato uno spartito con trascrizione per lo strumento della chitarra, una incredibile opportunità per tutti gli amanti della musica.

Ottobre 2024 Sandra Checcarelli prende parte all’antologia volume primo dal

titolo Melinconismo, con le poesie, OSCURI PENSIERI 2015, PENSIERO TRISTE

2014 PENSIERO PERSISTENT 2015 Edito Terre Sommerse, a cura di Michele

Gentile fondatore del Manifesto omonimo.

Febbraio 2026 Parole e Note. Un passo a due, un progetto speciale di

Chiocciola Edizioni che unisce poesia e musica, scritto assieme al compositore il M.

Vasco Vannucci, ed è un libro da vivere lentamente dove parole in versi e una suite musicale originale si intrecciano come se danzassero assieme.

Marzo 2026 è uscito edito da Edda Edizioni Poetando acrosticamente una

curiosa silloge poetica di 10 capitoli originale ed inusuale sulle seguenti tematiche: protagonista, marito, poesia, musica, strumenti musicali, genitori, stagioni, cuore, mesi e festività.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

PAROLE E NOTE - UN PASSO A DUE edito da Chiocciola Edizioni, 2026.

“Parole e Note - Un passo a due” di Sandra Checcarelli e Vasco Vannucci non è una classica silloge di poesie ma una grande storia d’amore tra le Parole e le Note su un foglio bianco che si concretizza con una esplosione di passione ardente e si consuma con un tango travolgente di tacchi alti rossi e nacchere alla mano.

Da questa bellissima unione sono nate 12 poesie, fulcro del loro amore travolgente.

Le poesie sono assieme ai relativi brani della Suite: Parole e note in tango (Intro); Parole (Preludio); Illusione marina (Elegia), Note di rimpianti (Sarabanda); Non aver fretta (Barcarola), Un caffè (Scherzo) Cuore in ascolto (Arietta) Un viaggio nella memoria (Romanza) Il bosco (Canzone); Note (Sinfonia); Ci sono! e Luce (Lux Aeterna).

L’intento è quello di creare un libro di poesie che racconta ai lettori la nascita di questa fusione tra le Parole e le Note con un QRcode per quanto riguarda la parte musicale.

https://chiocciolaedizioni.blogspot.com, per il libro Parole e Note. Un passo a due, 2026;


IL LIBRO DEL GIORNO: “BRONTI E TAURON” di Anna Castellazzi

BIOGRAFIA AUTRICE: Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazion...