domenica 12 luglio 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “FILIPPO ED IL PRIMO INCONTRO CON LA RUPE” di Anna Castellazzi

BIOGRAFIA AUTRICE:

Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazione musicale e vent’anni di responsabilità gestionali nelle scuole civiche del territorio varesino. Diplomata in Clarinetto presso il Conservatorio Guido Cantelli  di Novara  e in Didattica della Musica presso C.E.M.B di Milano, integra competenze educative, organizzative e creative.

Dal 2007 coordina per la cooperativa Musica per Varese i Corsi Civici di Arcisate, Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano, seguendo la gestione del corpo docente, la supervisione didattica, i rapporti con le famiglie e l’organizzazione di eventi. Dal 2009 è membro del CdA del Civico Liceo Musicale “Riccardo Malipiero”, contribuendo alla definizione delle strategie formative dell’istituto.

Accanto all’attività didattica, porta avanti un articolato percorso autoriale, pubblicando opere di narrativa per l’infanzia e progetti dedicati alla divulgazione culturale, spesso presentati in contesti istituzionali e culturali del territorio. Ha partecipato come giurata a premi letterari e a iniziative benefiche legate alla promozione della lettura.

Nel 2023 ha fondato, insieme a Giuseppina Levato, il gruppo Racconti al Pentagramma, che unisce scrittura e musica in performance dal vivo con partecipanti dai 6 ai 60 anni. Ha collaborato con musicisti e compositori alla creazione di produzioni narrative-musicali originali, presentate in sedi di rilievo.

Scrive per Cronache d’Arte, occupandosi di recensioni che spaziano dalla letteratura per l’infanzia alla narrativa contemporanea. 

La sua attività coniuga progettazione culturale, educazione musicale e produzione letteraria, con un approccio orientato alla valorizzazione del patrimonio culturale e formativo del territorio.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

FILIPPO E IL PRIMO INCONTRO CON LA RUPE

Stanco dei continui dispetti del fratello, Filippo decide di fare una passeggiata nel bosco vicino a casa per trovare un po’ di pace. Lì incontra una piccola volpe che lo guida fino a una rupe misteriosa. All’improvviso la roccia prende vita: si chiama Rupe Mutevole, ed è l’antica guardiana del bosco.

La Rupe gli dice che lo sta aspettando da molto tempo e gli affida una missione speciale: diventare il portavoce delle storie che ha da raccontare, a patto  di non rivelare a nessuno il suo potere. Filippo accetta con entusiasmo e, accompagnato dagli animali magici del bosco, torna a casa con un segreto straordinario e una nuova avventura pronta a cominciare.

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SORPRESA A BARCELLONA 1° TEMPO 8° CAPITOLO

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SORPRESA A BARCELLONA 1° TEMPO 8° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

8° CAPITOLO

Conosco persone che passerebbero il tempo a mangiare e a bere, ma noi no, dobbiamo provare ogni sera un ristorante diverso.

Arrivati in albergo saliamo di nuovo in ascensore.

Siamo soli, si chiudono le porte ed io di appoggio al muro e ti bacio.

Cavoli se ti bacio, non uno, ma due, tre baci e ancora e ancora.

Le mie mani salgono su e giù per il tuo corpo, mentre tu me le tieni attorno al collo.

Francesca: “Dai cavoli, sta tranquillo, aspetta, non qui in ascensore.”

Fernando: “Ti vorrei qui, ora, non voglio più aspettare.”

Francesca: “Ti tocca aspettare, se continui, ti do una ginocchiata in mezzo alle gambe.”

Fernando: “Addirittura.”

Francesca: “Provaci.”

L’ascensore si ferma e le porte si aprono, tu mi scansi ed esci per prima, ma quando esci dall’ascensore…………

Francesca: “Ma questo non è il tuo piano, è il mio.”

Fernando: “Certo amore mio.”

Francesca: “Cosa vuoi fare, cosa intendi dire?”

Fernando: “Devi andare in camera tua, c’è tuo marito.”

Francesca: “Mio marito? Ma cosa dici?”

Fernando: “Ti ha mandato un messaggio mentri eri al bagno al ristorante, io ho visto la notifica, non ti ho aperto il cellulare.”

Francesca: “Non mi hai detto niente.”

Fernando: “Ho lasciato che tutto accadesse, quando lo volevi tu, ho lascito che guardassi il cellulare quando volevi tu.”

Francesca: “Cazzo e ora?”

Fernando: “Dirai che non hai guardato il cellulare, ma appena l’hai fatto sei andata da lui. In fondo ci sono molte feste qui in giro le scuse le riesci a trovare senza problemi.”

Francesca: “E tu? Cosa fai ora?”

Fernando: “Ascolta, Francesca va da lui che ti merita.”

Francesca: “Mi merita chi voglio io.”

Fernando: “Io ti merito?”

Francesca: “Fernando, cosa farai ora?”

Fernando: “Francesca, va da lui, a me ci penso io.”

Le porte si chiudono ed io scoppio a piangere, perchè mi sento morire.

Me ne vado a letto subito, la serata sarebbe ancora giovane, ma non ho voglia di bere o esagerare.

Quando ho letto la notifica sul tuo cellulare, senza sbloccarlo, mi sentivo più forte.

Avevo capito che la serata sarebbe finita arrivati in albergo, ma non pensavo mi sarei sentito così.

Arrivato a Barcellona per visitarla e scoprire anche segreti nascosti, sono stato rapito da una vera dea.

Il tuo modo di fare, il tuo vestire, il tuo atteggiarti tra la gente, mi rimanere senza fiato e ora a letto da solo, a fatica respiro.

Sono stato in grado di gestire i rapporti di coppia che ho avuto, perchè non mi hanno mai rapito così tanto.

Non sono mai stato così preso, così innamorato.

Questo è un vero colpo di fulmine, il problema è che lei è sbagliata.

Anche questa volta è sbagliata, perchè è sposata.

Non può essere solo mia.

Ma la desidero.

Dovevo solo parlarle, ballare, solo guardarla, ed invece ho anche morso il frutto del peccato.

La vicenda di Adamo ed Eva si è ripetuta, ma il problema è che lei è Dio, Eva, Mela e Serpente insieme.

Speriamo che Morfeo mi rapisca velocemente e domani mattina uscirò velocemente per farmi un bel giro turistico.

Ma veramente turistico.

Arriva mattina e la giornata fila via liscia e serena.

A metà pomeriggio io sono seduto al bar a bere delle birre.

Si! Avete capito bene, delle Birre.

Sono alla terza.

Mentre sto posando il bicchiere, con fermezza una mano lo prende e va a versarlo nel vaso di fiori li vicino a me.

Fernando: “Francesca! Cosa fai qua?”

Francesca: “So benissimo come mi chiamo, tu cosa fai qua?”   

Fernando: “Ma non sei con tuo marito?”

Francesca: “Ascolta, se devo trattarti da mamma, come quello che ho a casa, cosa che tra l’altro, non voglio fare, ti lascio qui e me ne vado con quel puledro laggiù.”   

Fernando: “No Francesca non voglio.”

Francesca: “Vedi come mi sono vestita? ……… Ho la minigonna e le calze autoreggenti a rete.”, tirando su un pò la minigonna e appoggiando un piede sulla poltrona, tra le gambe di lui.   

Fernando: “Che fai copri.”

Francesca: “Cosa faccio? Faccio vedere a tutti che sono una stra fica e se non ti togli in 5 minuti la puzza di birra che hai addosso non mi vedi più.”   

Fernando: “No Francesca, non muoverti da qui.”

Francesca: “Mi vuoi stasera? Allora muoviti, prutto impertinente. Sei un rappresentante, non un cavaliere.”   

Fernando: “Ok, resta qui.”

Francesca: “Muoviti dai, che i secondi passano e quel puledro là, si sta scaldando.”   

Io mi alzai ovviamente, e mi avviai verso l’ascensore.

Ovviamente un pò di paura c’era.

Di sicuro, mi attende, altrimenti non si sarebbe comportata così, però in questo momento la sicurezza di ritrovarla lascia lo spazio alla paura.

Potrei essere più forte, potrei farmi vedere più duro e fermo nei miei atteggiamenti, ma con questi metodi, non ho mai avuto storie d’amore così forti e potenti come con Francesca.

Via veloce in appartamento.

Scelta d’abito rapida e veloce e poi via giù per le scale.

Ho fatto la discesa delle scale dal mio piano fino al piano terra talmente veloce, come se ci fosse un terremoto.

Il terremoto forse c’è veramente, nel mio cuore.

Quando arriverò vorrei baciarti lì davanti a tutti dalla felicità, ma forse è meglio che mi trattenga.

Eccomi sono arrivato.

Entro nel salone del bar.

Tu sei li seduta al bancone del bar, su uno sgabello.

Una gamba, la sinistra è appoggiata al poggiapiedi e fa si che a gamba sia ben sorretta, la destra è accavallata sulla sinistra e la minigonna salita un pò lascia intravedere l’elastico dell’autoreggente.

Mi guardi con sguardo fiero, ma mi sorridi maliziosamente.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “FIORE DI LOTO” di Alessia Fiorentino

BIOGRAFIA AUTRICE:

Mi chiamo Alessia Fiorentino, ho 33 anni e sono una militare dell’Esercito Italiano.
La mia vita si muove tra disciplina e introspezione, tra il rigore della divisa e la libertà delle parole.

Sono laureata in Sociologia e Criminologia, studi che mi hanno insegnato a guardare in profondità l’animo umano, le sue fragilità e le sue contraddizioni. La scrittura, invece, è sempre stata il mio rifugio: un modo per dare voce a ciò che spesso resta taciuto, per trasformare il dolore in consapevolezza e la paura in forza.

Quest’anno ho pubblicato il mio primo libro, L’amore non uccide, un testo di denuncia contro la violenza sulle donne. Scriverlo è stato un atto di coraggio e di amore verso tutte le donne che, ogni giorno, lottano per la propria libertà e dignità.

Con Fiore di loto, ho scelto di raccontare un viaggio più personale: quello che attraversa la perdita, il silenzio e la rinascita. Come il fiore che dà il titolo al libro, anche io credo che la bellezza possa nascere dal fango, e che ogni cicatrice possa diventare un segno di vita.

Scrivo nel tempo libero, quando il mondo tace e le parole trovano spazio per respirare.
Per me, scrivere significa restare viva.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

FIORE DI LOTO

Fiore di loto è un viaggio intimo e struggente attraverso le fasi di un dolore d’amore e di una rinascita personale.
Attraverso una serie di capitoli brevi e profondamente introspettivi, la voce narrante — una donna che ha appena perso l’uomo che amava — racconta il lento processo di separazione, di smarrimento e di guarigione.

Il romanzo si apre con l’immagine del fiore di loto, simbolo di rinascita che nasce dal fango: da questo paragone prende forma il percorso della protagonista, costretta a guardarsi dentro dopo la fine di una relazione che aveva definito tutta la sua identità. Nelle pagine successive si alternano ricordi, lettere non spedite, riflessioni e confessioni che scandiscono il cammino dal dolore più crudo fino alla consapevolezza di sé, alla capacità di respirare di nuovo e di bastarsi.

Ogni capitolo rappresenta una tappa emotiva: dal lutto alla nostalgia, dalla rabbia silenziosa all’accettazione, fino alla riscoperta della propria forza interiore. Attraverso immagini delicate e potenti, le mani, un portachiavi smarrito, un correttore rotto, un vestito bianco mai indossato, la protagonista impara che la rinascita non è un evento improvviso, ma un processo lento e doloroso, fatto di piccoli gesti e nuove consapevolezze.

Nel finale, il “Ti amo” scritto su una lavagna diventa un simbolo di riconciliazione: non più rivolto all’altro, ma a sé stessa.
Fiore di loto è quindi la storia di un amore finito che si trasforma in un atto d’amore verso la propria vita. Una meditazione poetica sull’abbandono, sulla resilienza e sulla possibilità di rifiorire anche dal fango.

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 7° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 7° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

7° CAPITOLO

Arrivata sera, Gessica si recò da Marco, presso la sua azienda, che fungeva anche da residenza. 

Si salutarono con un lungo bacio e tanta lingua.

Marco: “Non vedevo l’ora che arrivassi.”

Gessica: “Ora sono qui.”

Marco: “Ho preparato la cena qui sotto il gazebo.”

Gessica: “Ci sono zanzare?”

Marco: “No! Faccio il trattamento, periodicamente.”

Gessica: “Allora andiamo. Scusami ma non mi piace mangiare, disturbata da insetti.”

Marco: “Ok!”

Marco, aveva un gazebo, perfettamente all’ombra grazie ad una siepe che lo riparava dal sole nelle ore antecedenti alla cena e alla sera.

Era un posto veramente fresco.

Oltre alla tavola per mangiare con alcune sedie, c’era anche un divano comodo, molto simile a quelli che si usano in casa, ma con un tessuto idrorepellente, per poter rimanere fuori.

Gessica: “Ti sei sistemato bene qui.”

Marco: “Da primavera a quasi tutto autunno mangio qui sotto, e qualche volta ci dormo.”

Gessica: “Ascolta, oggi pomeriggio, ho mangiato con la mia amica Claudia e Gemma, sei stato l’argomento delle conversazioni. Non ti dico cosa è venuto fuori e cosa mi hanno detto.”

Marco: “Spero che non ti abbiano esortato a lasciarmi per la distanza?”

Gessica: “Cosa, sono innamorate di te, Gemma di sicuro, Claudia ti vuole conoscere. Mi ha chiesto che le descriva il tuo coso.”

Marco: “Il mio coso, cosa?”

Gessica: “Guarda non ti dico cosa è venuto fuori.”

Marco: “Sono contento se ho fatto bella figura, perchè capisco che questi sentimenti alla nostra età siano rari e particolari, ma veramente ti dico con il cuore che mi sei entrata dentro.”

Gessica: “E’ quello che mi piace di te, il modo che hai di vivere questo sentimento. Però, ascolta, io voglio immergermi in questo rapporto, ma mi piacerebbe sapere, un pò di più, della tua vita sentimentale.”

Marco: “Io ho terminato un rapporto più di un anno fa, con una donna di cui io ero innamorato, ma lei era più attaccata al mio portafoglio e non al mio cuore.”

Gessica: “Ti chiedeva soldi?”

Marco: “No nel senso esplicito, ma aveva continuamente paura che le mie scelte aziendali mettessero in discussione il mio tenore di vita e quindi io con il tempo non le avrei più dato alcune attenzioni. Non voleva soldi in tasca per lei, voleva vivere un pò sopra alle righe, anche in momenti in cui non potevo per garantire solidità all’azienda.”

Gessica: “Eravate da molto assieme?”

Marco: “Si! Un bel pò, forse il rapporto è concluso perchè io non ero in grado di farle la fatidica domanda.”

Gessica: “Voleva essere sposata?”

Marco: “Magari, ma io non mi sentivo pronto.”

Gessica: “Fa un pò ridere alla nostra età, dire che non si è pronti.”

Marco: “Io, o sono innamorato o non ci sono. Ora sono innamorato di te, mi sento perso e sto bene solo se ti penso.”

Gessica si avvicinò a lui e lo baciò.

Gessica: “Ascolta, volevo chiederti una cosa, però devi essere sincero.”

Marco: “Chiedimi.”

Gessica: “Vai con prostitute? Oppure, prima di conoscere me, sei stato con prostitute o ballerine di night.”

Marco: “No! No! Ma cosa dici, non potrei e non sono d’accordo. Ci mancherebbe altro.”

Gessica lo ascoltò, ma rimase dubbiosa.

Gessica: “Ti chiedo, perchè hai usato il profilattico, ma potrebbe succedere che non lo usi.”

Marco: “Non preoccuparti, non ci sono mai stato con prostitute.”

Gessica fece alcune domande particolari a Marco.

Gessica: “Ascolta, non vorrei apparire invadente, ma hai solo queste di proprietà, l’azienda e l’impianto?”

Marco: “Si, si tutto quello che guadagno, lo investo qui, per migliorare l’attività e tenerla aggiornata. Vorrei arrivare a robotizzare la stalla per essere più libero.”

Passarono alcuni minuti in cui mangiarono e si trastullavano con del buon vino, poi Marco fece da cicerone nel farle vedere bene l’azienda, di nuovo.

Alla fine arrivarono in una specie di garage, che in quel momento era buio, ma che di giorno era illuminato grazie alla luce di alcune finestre, all’interno conteneva delle balle di paglia, la luce che lo illuminava era fiocca, ad Gessica si accese una lampadina.

Gessica: “Mi piace la paglia, ti va di fare un giaciglio per noi due?”

Marco: “Gessica mi stupisci.”

Gessica si voltò verso di lui e lo baciò, poi ……….

Gessica: “Se hai voglia di me, fai un giaciglio con la paglia, che io mi preparo.”

Le balle di paglia sono tenute compatte grazie a dello spago, Marco tagliò questo spago e sistemò la Paglia in modo da sembrare un letto comodo.

Gessica nel frattempo si era completamente spogliata, a passi lenti passò vicino a Marco e si andò a distendere sulla paglia.

Con le gambe semi aperte e le braccia allargate era pronta a ricevere il suo uomo.

Gessica: “Che dici, ti va di spogliarti e raggiungermi?”

Marco: “Sei divina, sei poesia.”

Si portò con la bocca su di lei e cominciò a baciarla da per tutto. 

Lei si spostò in modo da metterla più a disposizione.

Si eccitò velocemente con la lingua di Marco che correva veloce. 

Aprì ancora di più le gambe tenendo la testa di lui ferma mentre proseguiva.

Si contorceva ed apriva la bocca senza emettere nessun suono, ma avrebbe urlato.

Era in silenzio, mentre sentiva i rumori che emetteva Marco leccandola avidamente.

Si stirò di brutto quando esplose, e Marco, la trattenne a sè dalle cosce.

Era il momento.

Marco si staccò da Gessica e si sollevò cominciando ad avanzare a quattro zampe su di lei, la baciò e divennero un tutt’uno.

Rimasero lì per molto tempo, decidendo addirittura di dormire fino a mattina.

In realtà verso le 23.30 arrivò una telefonata a Marco.

Marco: “Scusami Gessica, ma un mio dipendente, passando in auto ha visto dei movimenti nell’azienda e non dovrebbe esserci nessuno. Devo andare a vedere, ho 500 mucche e un impianto da 2 milioni di euro, non posso permettermi casini.”

Gessica: “Ok! La prossima volta, però, lascia un paio di dipendenti a guardia, così mi potrai montare liberamente e se mi sentiranno urlare, vedrai che avranno più ammirazione verso di te.”

Marco: “Vado.”

Marco uscì, mentre Gessica lo aspettava sulla paglia.

Marco tornò dopo quasi una mezz’oretta. 

Gessica: “Tutto bene?”

Marco: “Oddio per ora tutto bene. Ritorno a stendermi con te.”

Gessica: “Hai molti ladri che entrano ed escono dal tuo cortile?”

Marco: “Cosa vuoi, è molto appetibile e ce ne sono di cose che possono interessare ad un ladro, carburante, attrezzi da officina, insomma ce ne sono.”

Gessica: “C’è da dire che è un’azienda aperta questa, non è chiusa come la mia.”

Marco: “I soldi per recintarla sono troppi, comunque dai, pensiamo ad altro, pensiamo a noi.”

Gessica: “Dai vieni qui e riscaldami, fino a mattina.”

Marco: “Sia così Gessica!”

Alle 5.30 suonò la sveglia che in comune accordo avevano pre impostato.

Si stirarono nel letto di paglia e Marco poi si portò verso Gessica per baciarla e dirle qualche parola affettuosa, poi Gessica, sentendo che Marco aveva la solita erezione mattutina degli uomini, si portò con la bocca verso di lui.

La sua bocca era calda, morbida e fluida.

Marco era in Paradiso.

Finito questo servizietto, si baciarono appassionatamente come due amanti ai primi momenti di infatuazione.

Gessica: “E’ ora che io parta per andare a casa.”

Marco: “Ok! Ti lascio andare, anche se non ne sono felice, vorrei che rimanessi qui tutto il giorno”

Gessica: “Non è possibile dobbiamo andare a lavorare.”

Marco: “Ok! Ti lascio, ma solo se mi dai un appuntamento successivo.”

Gessica: “Ci vediamo quando vuoi, basta che ora mi lasci andare a casa e che non pensi di scoparmi ogni volta che mi vedi.”

Marco: “Sul serio? Non lo facciamo ogni volta?”, mettendosi a ridere.

Gessica: “Assolutamente no! Altrimenti ti stancherai della novità presto.”

Marco: “Non mi stancherò di te mai e poi sei fenomenale.”

Dopo queste parole cominciarono a prepararsi per la giornata e a seguire ogni uno le proprie strade.

Ma chi era che si era intrufolato nella tenuta di Marco?

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


L’ITALIA CHE VORREI 14° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 14° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

14° CAPITOLO

Il Pool Investigativo, di buon mattino si riunì subito per riferire tutto a Mike.

I punti fondamentali erano due, ovvero trovare Gagna e andare a parlare con il giornalista tedesco che aveva redato l’articolo trovato.

Del numero chiamato da Enrico Alfonsi dopo la riunione con il Presidente, si era solo compreso che apparteneva a una donna, ma di questa donna non si era riusciti a conoscere niente.

Per tutto questo e per non fermare le indagini, era stato deciso che tutte le unità utilizzate per le investigazioni non dovevano partecipare ai funerali o essere coinvolti nei turni e nell’organizzazione dell’evento, ma dovevano essere lasciate libere.

Il Generale dei Servizi Segreti avrebbe coordinato tutto il sistema di sicurezza, tenendosi a stretto contatto con Mike.

Fu deciso, sempre per motivi di sicurezza che la scorta assegnata al tutt’ora Vice Presidente Alfonsi sarebbe cambiata giornalmente, in modo da essere sicuro che fosse circondato sempre da guardie che conoscevano bene la situazione e lo avrebbero tenuto sotto stretto controllo.

Proprio a causa di questi Enrico, fece un passo falso, andando a lamentarsi con MIke.

Enrico: “Non è possibile Mike, che ogni giorno la scorta mi venga cambiata, mi sento più un recluso che un protetto. Tutti instaurano un rapporto di fiducia con gli agenti che ti tengono in custodia, io non riesco neanche a ricordare i loro nomi.”

Mike: “Per cominciare, Vicepresidente, è un ordine del Presidente, che ora detiene tutto il comando, e poi è per la sua sicurezza. Non voglio che gli agenti abbassino troppo la guardia.”

Enrico: “E’ intollerabile, non mi va bene.”

Mike: “Ha una scorta personale in un clima difficile, si reputi fortunato.”

Enrico: “Io sono il Vicepresidente, conterà qualcosa.”

Mike: “Lei è Vicepresidente, solo perchè è un sopravvissuto, non ha nessun vero potere.”

Enrico: “Rimangiati le parole che hai detto, io sono la seconda carica più alta in grado per ora.”

Mike: “Lei è Vicepresidente con l’unica carica di seguire l’Assemblea dei Sindaci e basta, si ritenga fortunato. Quando sarà votata la nuova costituzione e sarà votato il nuovo Parlamento lei potrà concorrere a fare di più, per ora è così.”

Enrico: “A me non va bene.”

Mike si incazzò di brutto, lo avrebbe preso e strangolato sapendo tutto ciò che gli aveva riferito il Pool Investigativo, così alzando la voce disse:

Mike: “A me non va bene che siano morti più di 1000 persone, molti amici e amiche, molti rivali degni di rispetto. Questo non mi sta bene. Non mi sta bene che si parli di potere, invece di avere rispetto per i morti. Non mi sta bene che la gente incalzi e tiri la giacchetta del Presidente di qua e di la, per fare una marea di proposte assurde. Questo non mi sta bene. Non mi sta bene che i colpevoli di questo attentato siano ancora impuniti, ma ………..”, facendo qualche passo verso Alfonsi proseguì: “Se mi troverò davanti il colpevole di tutto gli potrei scaricare addosso il caricatore della mia pistola d’ordinanza, te lo assicuro. Lo farò certamente.”

Alfonsi sbiancò e fece alcuni passi indietro.

Dopo poco Fabio entrò nella stanza, dove si trovavano i due, senza bussare.

Enrico: “Presidente?”

Mike: “Presidente?”

Fabio: “Comodi, comodi, sentivo che stavate facendo conoscenza, e ho sentito parlare di pistole, così sono venuto a controllare quanto era bella questa festa.

Enrico: “Mi scusi se abbiamo urlato.”

Fabio: “No non preoccupatevi, sono giorni difficili per tutti. …………. Invece, venite nel mio ufficio, assieme a Chiara e a Giancarlo che voglio parlarvi di una cosa.”

Mike: “Si Presidente.”

Enrico: “Si Presidente.”

Fabio, aveva parlato così, per smorzare un pò i toni, perchè MIke, essendo un agente segreto avrebbe potuto perdere le staffe e aver fatto gesti deleteri per le indagini.

Alfonsi Enrico, era sicuramente colpevole di qualcosa, ma sarebbero stati gli inquirenti ad inchiodarlo.

Arrivati tutti nella stanza di Fabio si sedettero tutto intorno alla scrivania per ascoltare cosa aveva da comunicare loro. 

Fabio: “Allora ragazzi, stasera farò un nuovo discorso alla nazione per fare il punto della situazione, però c’è da dire che io devo affrontare una questione di cui mi viene chiesto di prendere posizione. E’ una questione di cui io dovrò  parlare pubblicamente per non creare allarmismi o disordini. Si tratta della gestione degli Immigrati. Devo dare ordine al Generale della Difesa di istituire e rendere pronte delle Basi Militari dove far confluire tutti gli Immigrati Clandestini presenti nel territorio e che arriveranno via mare. Queste persone dovranno essere trattenute dentro con la base e non potranno uscire finchè non saranno ritenute idonee. Qui si entra nel nocciolo della questione. Io non sono per la linea di portare fuori dal territorio nazionale con la forza chi è scappato dalla propria terra per cercare un futuro diverso, ma non voglio che persone senza titolo calpestino il territorio nazionale indisturbatamente. Io non dico che sono tutti delinquenti, ma dico che pretendo che devono meritare di stare qui in Italia. Ecco perchè, sotto la stretta vigilanza dell’esercito queste persone devono essere nutriti e protetti, perchè non vadano nelle mani della malavita, devono imparare l’italiano o comunque devono capire bene come si vive in Italia, che regole ci sono e poi se lo meritano possono uscire e vivere d liberi cittadini con un permesso di soggiorno lavorativo. Dobbiamo assolutamente governare in maniera civile queste persone. Però è l’unica maniera civile che conosca io, non possiamo lasciare nelle mani del nulla persone che lasciano il loro paese per seguire un sogno di libertà e prosperità.”

Giancarlo: “E’ possibile che questa cosa aumenti il flusso di arrivo?”

Fabio: “Secondo me no, perchè questo sistema di gestione fa più pensare a lati negativi o eventi nefasti della nostra storia, quindi è più probabile che diminuisca per paura di passare dalla padella alla brace, ma se il tutto è gestito bene, la cosa non farà paura a chi sta dalla nostra parte.”

Giancarlo: “Avranno bisogno di fondi e soldi per vivere liberi in Italia, se si integrano.”

Fabio: “Avranno il Reddito di Cittadinanza per un periodo, ma dobbiamo assolutamente riformare anche quello e comunque occorre vedere bene chi è disponibile ad avere la pazienza di integrarsi, o chi vorrà ritornare nella propria nazione di origine, o chi si comporterà male e allora finirà in un carcere o nel proprio paese di origine.”

Mike: “Serviranno basi militari, preparate e convertite per non sembrare dei carceri o peggio.”

Fabio: “Abbiamo 14 mila militari, impegnati in Missioni all’estero a vario titolo, dopo quello che è successo è ora di richiamarli in patria, in parte e di usarli nel nostro territorio, non sarà un processo rapido ma cominceremo il prima possibile.”

Chiara: “Dovrai permettere l’entrata di commissioni di valutazioni di questi centri di raccolta.”

Fabio: “Certo che potranno entrare persone a valutare ci mancherebbe, il problema è più non far uscire dal centro persone non preparate.”

Chiara: “Dobbiamo assolutamente far funzionare la cosa.”

Fabio: “La faremo funzionare. Ora potete proseguire per le vostre faccende, io vado a spiegare questo piano ai miei amici Leghisti e a Saverio Nesso, Presidente della Puglia.”

Fabio, a questo punto, se ne andò a bere un caffè con Chiara al bar interno di Palazzo Chigi e poi si recò in zona Fiere di Roma per parlare con i suoi amici di Partito.

Arrivato, dopo alcuni saluti di rito, si mise a spiegare il suo piano per una Immigrazione controllata, tenendo presente che a causa dell’attentato, il flusso di immigrati clandestini provenienti dalla Sicilia si era pressoché fermato.

La prima paura che iniziò a sorgere nei vari amministratori, era quella che questa gente sarebbe uscita dai centri, per scappare e arrabbiati combinare danni ben più peggiori.

Fabio li tranquillizzò, perchè il fatto di gestire questo progetto dai militari, dava più sicurezze.

Poi c’era la domanda, e chi scappa o riesce a fuggire a cosa va incontro?

Fabio rispose che che scappa, verrebbe preso e riportato dentro al Centro per 3 volte, alla quarta finirebbe in carcere e poi espulso.

Ancora, un’altra paura era quella di dover usare soldi dei Comuni per gestire questi centri e Fabio negò, ma non c’era neanche il bisogno che i Comuni, interessati da questi centri ricevettero fondi extra, perchè assolutamente, non dovevano creare problemi di nessun tipo.

Sarebbero stati realizzati questi Centri in basi esterne ai centri abitati, in mezzo alla campagna, sarebbe stato un modo per creare più posti di lavoro per italiani, perchè non sarebbero serviti solo militari ma anche persone civili, quindi al massimo si poteva dire che avevano diritto di assunzione le persone di Cittadinanza Italiana, che abitavano vicino a quei centri.”

Vedendolo molto convinto, da questo progetto, e convinto soprattutto di farlo funzionare, incassò il Si dei suoi colleghi e amici e potè ritornare a Palazzo Chigi, per prepararsi per il discorso da fare ai Cittadini Italiani a ora di cena.”

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO:

Nessuna 

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1° LIBRO

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “FILIPPO ED IL PRIMO INCONTRO CON LA RUPE” di Anna Castellazzi

BIOGRAFIA AUTRICE: Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazion...