martedì 27 ottobre 2026

IN CANTINA NASCE L’AMORE 27° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 27° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

27° CAPITOLO

Arrivata la sera, prima che facesse buio, presero dei sacchi di iuta presenti nel cassone e li riempirono di foglie per creare dei materassi e dei cuscini. 

Il cassone era coperto da un telo che creava la tipica centina dei camion.

Era come una grande tenda.

Chiusero l’uscita e ad un certo punto si misero a dormire.

Dormirono tutta notte molto profondamente.

Non avendo visto animali particolari, li nei dintorni, non si erano messi in allarme.

Quando si svegliarono rimasero tranquilli a scambiarsi qualche parola, quando ad un certo punto, provenienti dal laghetto sentirono delle voci femminili.

Marco: “Gessica, ci sono delle donne.”

Gessica: “E’ si!”, si mise seduta e spostò il telo del camion, lasciando entrare più luce, osservò e richiuse subito.

Marco: “Dove sono?”

Gessica: “Non è il problema il dove o quante sono, ma come sono vestite.”

Marco si mise subito seduto e spostò, anche lui il telo.

Marco: “Cavoli, che visione.”

Gessica: “Che visione? Chiudi subito, sono mezze nude e hanno bene o male l’età che potrebbe avere tua figlia. Non guardare.”

Marco: “Per cominciare, se sono maggiorenni, non è un problema e questo non lo sappiamo, poi sono vestite e ripeto, vestite come ci si veste qui.”

Gessica: “Adesso basta! …….. Esco io e provo a parlarci io. Tu stai qui buono.”

Marco: “Va bene, va bene.”

Gessica uscì dal camion e attirò la loro attenzione.

Queste, per l’esattezza 9 ragazze del posto, erano venute appunto per farsi un bagno nel laghetto di prima mattina, attratte da Gessica si fermarono, e vedendo che si stava avvicinando rimasero ferme.

Gessica, una volta raggiunto il gruppo, cercò dii capire se sapevano parlare l’Inglese e compreso che erano in grado di comunicare, spiegò loro che erano due turisti che provenivano da una missione li vicino ed erano rimaste in panne con il camion.

Queste, pur essendo giovani, sapevano che nella loro comunità, diversa da quella da cui provenivano Marco e lei, c’erano strumenti per riparare un veicolo.

Gessica, cercando di non ferire la sensibilità di nessuno, chiese se avevano problemi ad accompagnarli presso la loro comunità con un uomo a presso.

Risposero che non c’erano problemi.

A questo punto Gessica ritornò da Marco. 

Gessica: “Ascolta, mi raccomando non fare il porco.”

Marco: “Non è colpa mia se sono vestite con una tunica aperta a tal punto che si vede tutto, cosa ti hanno detto?”

Gessica: “Hanno nella loro comunità strumenti per riparare un veicolo, dobbiamo andare a vedere.”

Marco: “Andiamo con loro?”

Gessica: “Certo, parlano l’inglese.”

Marco: “Io poco!”

Gessica: “Andiamo, e non fare il porco.”

Marco: “Se me lo dici ancora mi porto a casa una di loro.”

Gessica: “Provaci e ti taglio l’uccello.”

Si vestirono per bene, presero le loro cose, le chiavi del camion e assieme alle ragazze si diressero verso la loro comunità.

Non vi dico l’imbarazzo di Marco nel passeggiare con queste ragazze e le occhiate di Gessica.

Erano 9 ragazze, come detto, dai 16 ai 25 anni circa, con una bellissima pelle scura molto liscia. Tutte con capelli marroni chi ricci, chi lisci, e con fisici ben scolpiti ed in maturazione.

Erano vestite con delle tuniche, aperte completamente ai lati, ma tenute ferme, se così si può dire da un paio di lacci per parte.

Quindi, si notava benissimo che sotto erano nude, si notavano i loro seni che si muovevano liberi sotto le tuniche.

Ai piedi avevano delle ciabatte, molto simili a quelle nostre europee a basso costo, molto probabilmente frutto di qualche donazione.

Ognuna aveva con sè o un asciugamano o un telo per asciugarsi dopo il bagno.

Dalle chiacchiere che si scambiò Gessica con loro, comprese alcune cose, che la lasciò stranita, ma non volle subito approfondire per non essere troppo pesante od invadente.

Marco, poverino, per non incappare nelle iree della sua amata metà, decise di fare il muto della situazione e di non fare troppi commenti.

Marco era bello, muscoloso, alto, ben fatto, le ragazze qualche occhiata fatta bene gliela diedero.

C’è da dire che Gessica, pur essendo ben fatta, e ben tenuta, si vedeva che aveva un’altra età rispetto a loro.

Percorsero un bel tratto di bosco assieme, penso che camminarono per almeno un’ora o forse più, poi arrivati a una radura si trovarono davanti le capanne di quello che era il loro villaggio.

5 Capanne per l’esattezza, di varie dimensioni messe qua e la, circondate da terreno disossato e coltivato.dopo

Dirigendosi verso il capanno dove si trovavano questi attrezzi da meccanico, intravidero un pozzo, una tettoia con un generatore a gasolio, ma non videro nessun uomo.

Marco e Gessica si scambiarono qualche occhiata.

Arrivati dove si trovavano gli attrezzi, controllarono e capirono che c’era quello di cui avevano bisogno per sistemare il camion, così chiesero di prendere ciò di cui avevano bisogno, andare a fare il lavoro e riportarlo.

Le ragazze, acconsentirono, ma sottolinearono che sarebbero andate con loro, avrebbero fatto il bagno finchè loro riparavano il camion e poi avrebbero riportato tutto loro a casa.

Riparare il camion, finchè all’orizzonte 9 fanciulle giovani facevano il bagno nude? Marco esclamò un OK che per Gessica era l’equivalente di una bomba atomica.

Diede un’occhiata a Marco che lo bruciò fin nell’anima e poi lo mandò a fanculo muvendo le labbra ma non emettendo suoni. 

A Marco e Gessica, l’assenza di uomini puzzava di marcio.

Fecero tutto come programma, ritornando al camion, riparandolo e dopo aver lasciato alle ragazze una mancia in euro si avviarono verso il villaggio turistico.

Il camion percorreva la strada che attraversava il bosco lentamente, per cercare di non rompere qualche cosa.

La rottura che si era verificata non era imputabile alla loro guida, ma occorreva prestare molta attenzione.

La strada comunque non era dissestata, ma ben tenuta.

Ad un certo punto, però, nel bel mezzo di uno spiazzo, sempre in mezzo al bosco, Marco fermò il camion e lo spense.

Gessica si voltò verso di lui con fare di chi aveva capito cosa voleva fare Marco. 

Marco si voltò verso di lei.

Marco: “Hai capito perchè mi sono fermato vero?”

Gessica: “Ti puzza il fatto di aver visto quelle donne da sole.”

Marco: “Per cominciare non erano donne, erano ragazze, forse la più vecchia era una donna, ma neanche quella.”

Gessica: “Non c’erano uomini.”

Marco: “Ma c’erano i segni della presenza di uomini.”

Gessica: “Non hanno mai parlato di mariti o padri.”

Marco: “O madri.”

Gessica: “Senti puzza di bruciato?”

Marco: “Sento puzza di tutto.”

Gessica: “Marco, qui non siamo in Italia, dobbiamo stare molto attenti.”

Marco: “Vorrei solo capire alcune cose.”

Gessica: “Cosa possiamo fare?”

Marco: “E’ giorno, abbiamo lasciato le ragazze, fare il bagno al laghetto. C’è  ancora luce. Parcheggiamo il camion molto bene, ritorniamo a piedi fino al laghetto e poi arriviamo al villaggio delle ragazze e cerchiamo di capire come vivono.”

Gessica: “Non dobbiamo farci vedere, perchè altrimenti penseranno che vogliamo rubare qualcosa.”

Marco: “Saremo dei fantasmi, ma voglio vederci dentro. ………… E non mi riferisco al loro corpo.”

Gessica: “Non preoccuparti non voglio fare discorsi stupidi, puoi guardare quanto vuoi stavolta, cerchiamo solo di capirci qualche cosa.”

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


L’ITALIA CHE VORREI 6° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 6° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

6° CAPITOLO

A casa il nostro Presidente con la sua fidanzata preparò una buonissima insalata con tonno, olive e mozzarelline. 

La conversazione prese varie strade, cercando di parlare il meno possibile del lavoro, cosa impossibile.

La temperatura in casa era calda in moda da poter rimanere poco vestiti.

Chiara però era veramente troppo poco vestita.

Finito di mangiare e sistemate le stoviglie, Fabio, vestito con un pigiama leggero, si sedette davanti alla Tv con la schiena appoggiata al divano.

Chiara, vi si sedette davanti appoggiandosi al torace di lui, che la abbracciava.

Lei si voltò, verso con un sorriso malizioso, lui la baciò.

Subito dopo lei si staccò, si sollevò e si scostò.

Si spogliò davanti a lui e cominciò a baciarlo.

Tra un bacio e l’altro i due dimenticarono i gravosi impegni giornalieri e trovarono un pò di vero relax. 

4 Settembre 2027: inizi la giornata molto movimentata.

Fabio: “Giancarlo da oggi sei più operativo, non lavorerai più nell’ombra. ………. Tu Giancarlo mi seguirai nelle riunioni con i direttori dei vari ministeri e poi seguirai le mie direttive in mia assenza; tu Chiara devi lavorare per convocare a Roma, presso la Fiera tutti i Presidenti di Regione e i Sindaci d’Italia, per cominciare a lavorare alla formulazione della nuova costituzione italiana. Tu Mike, lavorerai per i funerali di stato. I Funerali li organizzeremo allo Stadio Olimpico, così ci sarà spazio per tutte le bare e sarà più semplice controllare tutti i presenti. Dovranno essere i funerali più blindati della storia dell’Italia.”

Chiara: “Ascolta, ma non è il caso di organizzarli in Vaticano?”

MIke: “No! Primo perchè non tutti erano credenti e religiosi e poi è un casino tenere sotto controllo tutti.”

Chiara: “Hanno fatto i funerali di papi in Vaticano!”

Fabio: “Ha ragione Mike, qui dobbiamo portare dentro più di 1000 bare, dobbiamo sorvegliarle per molto tempo, dobbiamo sorvegliare tutte le persone che affluiranno, è meglio uno stadio.”

Chiara: “Ok!”

MIke: “Quanti giorni pensi debbano passare ancora, prima dei funerali?”

Fabio: “Sentiamo i servizi segreti come sono messi con le ricerche e le indagini e poi si vede, nel frattempo comincia a preparare il tutto come se dovesse avvenire tutto velocemente.”

Chiara: “Le borse quando le riapri?”

Fabio: “Apriremo tutto, quando avremo fatto i funerali, sarà pronta a partire la nuova assemblea costituente e sarà pronto il mio BTP.”

Mike: “Ho sentito che il tuo BTP avrà il tuo nome.”

Fabio: “Speriamo di no. …….. Ascoltate, io e Mike, andiamo a trovare il deputato sopravvissuto.”

Chiara: “Ok! Noi ci mettiamo al lavoro.”

Pietro Angosia era uno degli agenti del Pool investigativo per la strage, stava facendo colazione al Bar, vicino a Palazzo Chigi, serenamente e tranquillamente.

Mentre stava finendo di sorseggiare il suo cappuccino un Signore sulla cinquantina, si avvicinò da dietro e senza farsi notare gli sussurrò all’orecchio: “Verifica la stanza 179 di Montecitorio!”, e poi corse via, uscendo dal locale.

Pietro era un’agente segreto, quindi preparato ed atletico, così gli corse dietro.

Il primo correva veloce, aumentando sempre di più la velocità.

Pietro correva, ma non riusciva a raggiungerlo.

Cavoli era preparato, per fortuna, non si mise a correre in mezzo alla gente, così Pietro estrasse la pistola e gli intimò di fermarsi, ma niente non si fermava.

Pietro sparò, un colpo per aria, spaventando alcune persone li attorno, ma lui non si fermò.

La direzione che aveva preso era verso il Tevere.

In quei giorni a causa di forti piogge cadute a monte, il livello dell’acqua era alta e quindi la corrente era sostenuta.

Arrivato nei pressi degli argini, l’uomo di tuffò dentro.

Pietro urlò di fermarsi, ma niente.

L’uomo entrò in acqua e si mise a nuotare seguendo la corrente che ovviamente lo portò via molto velocemente.

Incredibile, riusciva a rimanere a galla e a nuotare in mezzo al fiume impetuoso.

Avrebbe potuto chiamare rinforzi, ma uno così non lo avrebbero preso con tanta semplicità, così decise di andare a Palazzo Chigi e mettersi ad investigare su questa stanza.

Arrivato a Palazzo e riunitosi con gli altri due colleghi, parlò di quello che era successo e decisero di guardare i mappali di Montecitorio presenti a Palazzo Chigi.

Ne emerse che la stanza 179, assieme ad altri luoghi erano stati effettivamente presi di mira da un’opera di restauro alcuni mesi prima.

Stranamente solo alcune stanze erano state sistemate.

Nei documenti era descritta la ditta che aveva eseguito i lavori.

Ottimo, occorreva fare delle valutazioni.

Mentre succedeva questo, il Presidente Fabio con Mike si recò dal sopravvissuto.

Fabio si avvicinò e gli prese la mano.

Fabio: “Deputato Alfonsi, le sono vicino e sono molto felice che sia vivo.”

Enrico: “Sono solo io?”

Fabio: “Si! Non ci sono più superstiti. Ascolti, io e lei eravamo di partiti differenti, ma in questo momento non esistono divisioni, lavoreremo assieme.” 

Enrico: “Lavoreremo assieme?”

Fabio: “Certo, tu rimettiti e poi verrai ad  aiutarmi a Palazzo Chigi, abbiamo una repubblica da ricostruire.” 

Enrico: “Una repubblica? Lei ci crede ancora?”

Fabio: “Si! Per me l’Italia è ancora viva. Ascolti, si ricorda qualche cosa?” 

Enrico: “Mi ricordo solo che è venuto buio, e poi mi sono svegliato sotto le macerie.”

Fabio: “Hanno detto che non eri sommerso, ma abbastanza protetto. Sembra che per come si è rotto il soffitto, si fosse formata una cupola.” 

Enrico: “Fortuna, sono stato fortunato.”

Fabio: “Si è vero e questa fortuna noi la sfrutteremo per ridare vita ad una nuova Repubblica.” 

Enrico: “Per fortuna che c’è lei che ci crede.”

Fabio: “Ascolti, lei si riprenda e poi verrà ad aiutarmi a Palazzo Chigi.” 

Enrico: “Grazie mille, Presidente.”

Fabio e Mike, dopo alcuni minuti salutarono il Deputato Enrico Alfonsi e ritornarono.

Arrivato a Palazzo Chigi, la sua attenzione fu attirata da Giancarlo.

Fabio: “Giancarlo tutto bene?”

Giancarlo: ”Presidente, ci sono problemi con i Direttori dei Ministeri.” 

Fabio: “Che tipo di problemi?”

Giancarlo: “Hanno difficoltà a tagliare le spese di 1 miliardo a testa.” 

Fabio: “Devono tagliare le spese che non intaccano direttamente i servizi ai cittadini. Il più sono spese di investimenti.”

Giancarlo: “Poi hanno problemi a trovare le risorse per aumentare gli stipendi pubblici di 500 euro netti e le pensioni minime a 1000 euro.” 

Fabio: “Posso chiederti una cosa?”

Giancarlo: “Mi dica, Presidente.” 

Fabio: “Pensi che queste due misure servano? Io, lo capisco che serve trovare molti soldi, ma c’è una cosa che serve in questo stato. Ovvero: dire a voce alta che il dipendente pubblico e ciò che rappresenta è importante; e che chi va in pensione con la pensione minima deve avere i soldi per vivere. Poi si decidono le regole. Ovvero come deve lavorare un dipendente pubblico per essere eccellente e chi deve prendere la pensione minima. Hanno difficoltà a trovare 1 miliardo a testa? Ti ricordo che sono morti più di mille funzionari pubblici, ovvero più di mille stipendi da favola in meno e più di non so quante pensioni d’oro in meno. Quando è esploso Montecitorio si stava scrivendo una nuova storia dell’Italia, bisogna proseguire su quella direzione.”

Giancarlo: “Ok! Ho capito Presidente. Mi da un altro giorno, per parlare con i Direttori?” 

Fabio: “Non c’è nessun problema, domani richiamali, altrimenti ci penso io.”

Giancarlo: “Grazie Presidente.” 

Fabio: “Non c’è di che.”

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO. 

Nessuna!

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

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domenica 25 ottobre 2026

VENNE IL GIORNO 7° CAPITOLO

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VENNE IL GIORNO 7° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

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TESTO:

7° CAPITOLO

Decisero di chiamare Siriana ed il suo gruppo per raccontare tutto anche a loro. 

Poi si rinchiusero nella stanza riunioni a riflettere.

Tiziana: “Da che mondo e mondo, si sa che il Dna si trova in tutte le cellule, potrebbero avere quello che vogliono con un semplice prelievo di sangue.”

Nicola: “Infatti, il fatto che vogliono un ovulo, non presagisce niente di buono.”

Siriana: “L’ovulo è una parte importante per la nascita di una nuova vita ed in più c’è da dire che contiene solo metà del dna della donna, non tutto. Cosa se ne fanno allora?”

Paola: “Vogliono fabbricare qualche cosa.”

Nicola: “Io non ricordo di aver mai letto da nessuna parte che hanno questi bisogni.” 

Siriana: “Ma perché parli così, sembra che li conosci.”

Nicola: “Ho letto libri ed ho fatto ricerche su cui si parlava di loro.” 

Paola: “Ci vogliono distruggere veramente secondo te?”

Nicola: “No! Non ci vogliono distruggere, perché ci hanno creato loro.” 

Siriana: “Cosa? Addirittura?”

Nicola: “Quando sono arrivati sulla terra milioni di anni fa, hanno trovato quelli che erano i nostri predecessori, ovvero degli ominidi animaloidi, degli animali a tutti gli effetti. Siccome a loro servivano operai per portare avanti i loro obbiettivi hanno modificato il nostro Dna e ci hanno fatto diventare ciò che siamo ora.”

Siriana si alzò, raggelata, e se ne andò in bagno a vomitare. 

Paola e Tiziana corsero a soccorrerla.

Mirko: “Potrebbero essere cambiate le cose e potrebbero avere veramente bisogno di questo gene.”

Nicola: “Ma fanno avanti e indietro dal loro pianeta da sempre, cosa può essere cambiato?” 

Mirko: “L’aria? L’Ambiente?”

Nicola: “No! C’è qualcosa di strano sotto.”

Mirko: “Il problema è che o gli forniamo questo ovulo o il mondo va in rovina.”

Nicola: “Io non ce l’ho un ovulo e non li produco e di certo non chiedo a nessuna donna di salire in un’astronave interstellare per aprire le gambe o quant’altro.”

Nicola si alzò e se ne andò nel suo studio a leggere.

Non sapeva dove sbattere la testa, mai aveva letto, che quel popolo venuto da lontano potesse avere questo tipo di bisogni.

Chiuse il libro che stava leggendo e socchiuse gli occhi.

Rimase così per 5 minuti, finchè saltò sulla sedia spaventato dal rumore che fece Paola entrando. 

Paola: “Scusami se ti ho spaventato non pensavo che stessi riposando.”

Nicola: “Non stavo dormendo stavo solo riposando gli occhi. Entra e non stare li sulla porta.” 

Paola entrò e si sedette sulla poltrona davanti la scrivania.

Paola: “Hai scoperto qualcosa?”

Nicola: “No! Niente di niente, come era ovvio.” 

Paola: “C’è solo una cosa da fare.”

Nicola: “Si! Se fossi io donna ci andrei io ma visto che non sono donna e che non si può chiedere a nessuno questo sforzo, possiamo rimanercene qui come spettatori a veder l’invasione del mondo.”

Paola: “Ma io sono una  donna.” 

Nicola: “Cosa vuol dire.”

Paola: “Io salirò su quella astronave e tu mi accompagnerai.” 

Nicola: “Non voglio Paola che ti sottometti a questo esperimento.”

Paola: “Ci sarai anche tu e io mi sento sicura se ci sei tu.” 

Nicola: “Non posso stiamo qui e osserviamo come va.”

Paola: “No! Non possiamo rimanere ad osservare come il mondo finisce. Io non accetto di aver studiato e ricercato i segnali extraterrestri e ora che siamo in contatto con un’entità aliena ci facciamo invadere senza fare niente …… Proviamoci Nicola!”

Nicola: “Te la senti davvero?”

Paola: “Proviamoci, sia l’ultima cosa che facciamo al mondo, ma proviamo a salvarlo questo mondo.”

Nicola: “Allora sia così.”

Uscirono tutti e due dall’ufficio e andarono a dare la notizia agli altri.

Tutti cercavano di dire la loro, ma in realtà la scelta di Paola era la cosa giusta da fare, sperando che poi lo stesso Vancovar seguisse l’idea di Nicola.

Ora come ora, però, superato questo problema se ne affacciava un altro.

Sia che Vancovar con la sua compagnia aliena mantenesse un livello moderato nell’invadere il mondo sia che fosse più incisivo, occorreva creare una struttura che potesse proteggere più gente possibile. 

Occorreva creare un ambiente un posto dove la gente potesse essere messa in salvo in caso di bisogno.

Per fare questo però occorreva parlare del problema con le persone giuste senza creare allarmismi.

Vancovar era stato chiaro, per lui la base di Enna sarebbe stata of-limits e li Nicola e la sua banda avrebbe potuto mettere in salvo più gente possibile, però era un posto conosciuto appunto anche da Vancovar quindi occorreva trovare un posto segreto.

Il Direttore Roberto, dalla sua aveva delle conoscenze nella Protezione Civile, che avrebbero potuto aiutare nella realizzazione di questa struttura.

Era perentorio, parlare solo con le persone giuste e senza creare allarmismi.

I giorni da questo momento passarono lenti ed inesorabili, i nostri non sapevano che fare e pensare.

Lentamente, come abbiamo già detto, si cominciarono ad informare sempre più persone superfidate, persone che erano vicine al mondo dei ricercatori di extraterrestri.

Esattamente si diceva loro, che occorreva prepararsi per qualunque evenienza, perché erano stati intercettati dei segnali extraterrestri veri e propri e a cui si cercava di dare risposta.

Fu, il telegiornale delle 13,00 che fece raggelare il sangue ai nostri amici.

Il giornalista aprì l’edizione con questa notizia: “E’ di pochi minuti fa l’importante annuncio che è arrivato in varie lingue a tutti i governi del mondo tramite le loro ambasciate, dalla Libia, in cui si da nota che si è insediato un vero e proprio Governo, comandato dal Generalissimo Vancovar, grazie al cui esercito, sta per pacificare la Libia. Tutte le sommosse e le azioni di rivoltosi, stanno per essere sedate, per portare nuova pace e la nascita di un nuovo stato Libico Ateo ma aperto a tutte le religioni. Il Generalissimo proseguo dicendo che per motivi di sicurezza interna e per non far rischiare la vita a nessuno, vengono simultaneamente chiuse tutte le ambasciate in Libia degli stati esteri, vengono fatti allontanare tutti i giornalisti esteri, tutte le organizzazioni internazionali di ogni tipo, viene chiusa la rete internet, tutti i confini e lo spazio aereo. Si chiede all’Onu, alla Nato e alle altre organizzazioni Militari di comprendere il delicato momento, promettendo che a breve seguirà un comunicato ufficiale del Generalissimo in persona.”

Quattro minuti lunghissimi, che raggelarono il sangue di tutti, fecero capire ai nostri che non era un sogno, ma quell’incontro era l’inizio di una cosa che avrebbe veramente cambiato il mondo. Tutti guardarono Nicola, attendendo che dicesse qualcosa.

Nicola, non si fece attendere.

Nicola: “Ci hanno ascoltato! Ci hanno ascoltato!”

Nicola cominciò a ridere, a dimenarsi, a saltare di gioia continuando a ripetere: “Ci hanno ascoltato! …………. Ci hanno ascoltato! ………… Lo capite ci hanno ascoltato! Non distruggeranno la terra come avevano intenzione di fare.”

Tutti vedendo Nicola ridere e piangere nello stesso momento, corse ad abbracciarlo, e stringerlo, in un caloroso gesto di affetto.

Mirko piangendo: “Sei il nostro capo! Sei un mito.”

Paola con le lacrime agli occhi: “Hai perso anni sopra ai libri e ora hai fatto la differenza. Sei un grande.”

Tiziana lo abbracciò e lo baciò.

Nicola: “Grazie a tutti, grazie! Siamo all’inizio però! Ora il mondo conoscerà una nuova era.” 

Mirko: “Speriamo che sia un’era di pace e abbondanza.”

Nicola: “Non sappiamo niente, forse, ma dico forse, se proseguiranno così, non conosceremo un nuovo olocausto mondiale, ne una guerra atomica. Speriamo.”

Tiziana: “Ora dobbiamo attendere che arrivino a prendersi ciò che hanno chiesto.” 

Paola: “Io sono pronta Tiziana.”

Tiziana corse dall’amica ad abbracciarla.

Tiziana: “Amica mia non voglio che in nessun modo ti facciano del male.” 

Paola: “Dobbiamo avere fede.”

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


IN CANTINA NASCE L’AMORE 27° CAPITOLO

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