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IN CANTINA NASCE L’AMORE 4° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
4° CAPITOLO
Una volta tornata a casa, Gessica trovò già al lavoro la sua governante, Gemma.
Gemma: “Signora, è uscita e già rientrata?”
Gessica, rivolgendosi a lei con un’aria molto leggiadra.
Gessica: “Sono uscita per colazione con un figo da paura.”
Gemma: “Che cosa? A colazione?”
Gessica: “Si! La casa qui vicino, quella dei miei nonni, è stata ereditata dal nipote del porco che ci abitava, ed è un figo da paura.”
Gemma: “Da dove viene?”
Gessica: “Da Mantova.”
Gemma: “Si dice che meglio avere un morto in casa che un Mantovano davanti alla porta.”
Gessica: “O mamma, ma è un figo e mi ha detto cose che non sentivo da tempo.”
Gemma: “Quanti anni ha?”
Gessica: “Avrà i miei anni, ma li porta bene e deve essere messo bene economicamente.”
Gemma: “Vi vedrete ancora?”
Gessica: “Non lo so, non ci siamo scambiati neanche i numeri.”
Gemma: “E se va via?”
Gessica: “O mamma, hai ragione. ……………. Ascolta Gemma, non prepararmi da mangiare, mi invento qualche cosa io.”
Gemma: “Ok!”
La giornata prese una piega più produttiva sia per Gessica che per Marco che era sempre al telefono per tenersi informato.
Durante la giornata, la voce che Gessica si sarebbe vista con qualcuno fece il giro dell’azienda, grazie alle segretarie, ed arrivò alle orecchie di Fabio.
Fabio era un ragazzo di 25 anni, particolarmente attratto da Gessica.
Sapete benissimo quanto le parole e i passaggi da persona a persona possano cambiare i discorsi, e proprio Fabio decise di vederci dentro meglio e più approfonditamente.
Alle 11 e 45, debitamente preparata Gessica, si presentò a casa di Marco, suonando il campanello del cancello.
Marco, la accolse molto sbalordito.
Era palpabile il suo stupore e la sua felicità, allo stesso momento.
Andò di persona ad aprire il cancelletto e la accolse con una stretta di mano, poi le indicò di entrare.
Mentre percorrevano il vialetto ………..
Marco: “Sono felice di vederti e penso che si sia capito. Cosa ti porta qui?”
Gessica: “Volevo sapere cosa ti sei preparato da mangiare e se eri disponibile a condividere.”
Marco: “A dire il vero, ho prenotato al Parparo Vecchio, in una località denominata i Parpari, penso che ci arriverò con il navigatore.”
Gessica: “Non c’è bisogno del navigatore, so benissimo dove si trova.”
Marco: “Ho visto che ha delle buone recensioni.”
Gessica: “Se mi dai cinque minuti, mi sistemo il trucco e sono pronta. Prontissima.”
Entrati in casa, Marco le indicò il bagno.
Marco: “Scusami se c’è della polvere.”
Gessica: “Se trovi il motivo per venire a Gambellara spesso, ti mando la mia governante per pulire.”
Marco: “Io a dire il vero, avrei già un motivo per venire.”
Gessica si sistemò il trucco, mentre Marco la guardava.
Marco: “Mi togli il fiato Gessica, e non so nasconderlo.”
Gessica: “Allora ritrovalo, così avremo da parlare e conoscerci.”
Gessica terminò di sistemarsi e poi salirono in auto da lui e si diressero verso i Parpari.
La località Parpari, si trova dopo il comune di Velo Veronese e la frazione di Camposilvano, è la porta verso l’alta montagna.
Siamo in pieno parco della Lessinia, i pascoli si estendono a perdita d’occhio e quasi tutti i locali cucinano della ottima Carne ai ferri, tra questi il locale “Parparo Vecchio”.
Marco era stato fortunato a trovare posto perchè normalmente serve prenotare per tempo.
Molto tempo.
Durante il viaggio di andata chiacchierarono molto descrivendo reciprocamente le loro aziende.
Arrivati, e parcheggiata l’auto, per Marco si presentò la possibilità di baciare Gessica.
Tutti e due seduti in auto, uno davanti all’altro, i loro sguardi si incrociarono.
La volontà di appoggiare le sue labbra su quelle di lei era altissima.
Le sue labbra con il rossetto color mattone erano magnetiche, ma Marco, non voleva precipitare le cose.
Scesero dall’auto e dentro di lei Gessica, segnò un altro punto per lui.
Un uomo che evidentemente la desiderava e che evidentemente avrebbe voluto buttar giù i sedili e posizionarsi tra le sue gambe, stava giocando benissimo le sue carte.
Gessica, era abituata a confrontarsi con uomini che volevano toglierle gli slip, ma questo era evidentemente differente.
Erano seduti dentro il locale, un locale che è bellissimo nei suoi particolari.
Un locale moderno e antico allo stesso tempo con un focolare che arde e dispensa della ottima carne ai ferri, tanto buona, quanto leggera, mangiata anche a pranzo.
La capacità e la professionalità degli esercenti è da manuale.
Anzi non è descritto in nessun manuale.
Terminato di mangiare si avviarono verso casa, per proseguire il lavoro del pomeriggio.
Marco ovviamente torno dentro il cortile della casa che aveva ereditato, da li Gessica sarebbe andata a casa propria.
Due parole di rito e poi si lasciarono.
Mentre Gessica, se ne stava andando, provò a fare un passo avanti.
Marco: “Pensi di avere fame stasera?”
Gessica: “Penso di si!”
Marco: “Ti va di uscire a cena?”
Gessica: “Uao, questo è un appuntamento vero?”
Marco: “Lo spero, che lo consideri un appuntamento.”
Gessica: “Io non ho nessuno da presentarti, non ho padre ne madre.”
Marco: “Lo stesso io.”
Gessica: “Allora a stasera e speriamo che i nostri avi siano felici per noi.”
Marco: “Spero che tu sia felice.”
Gessica: “Mi hai visto ridere?”
Marco: “Si!”
Gessica: “Se una donna ride, vuol dire che tutto sta andando bene.”
Marco: “Prenoto allora.”
Gessica: “Ok!”
La giornata scivolò via e alle ora 21.00 Marco arrivò a prendere Gessica a casa per portarla a cena.
Marco era vestito con una maglietta molto aderente con colletto e apertura a V molto profonda sul torace.
I suoi muscoli si vedevano molto bene.
I pantaloni erano di jeans morbido.
Gessica aveva un vestito molto leggero con una scollatura a V molto profonda sul seno e sulla schiena, una gonna che arrivava a metà coscia, e le gambe erano vestite con calze autoreggenti nere a trama fitta.
Scarpe con tacchi.
Insomma, si era vestita per dare il meglio.
Il seno si notava benissimo.
A Marco sembrava di avere davanti una Ferrari del sesso.
Era stata disegnata perfettamente da Dio in persona.
Si recarono a cena in un ristorante molto “in” di Soave, in mezzo alle colline e ai vigneti.
Una volta parcheggiata l’auto Marco si comportò da gran signore aprendo la porta dell’auto, aiutandola a scendere e accompagnandola con la mano.
Arrivati nel ristorante cominciarono a parlare di tutto.
I loro genitori, i loro giochi, le loro passioni, qualche amore.
Marco ebbe la delicatezza di non chiedere mai della morte del marito di Gessica.
Marco aveva il cervello cotto alla brace, avendo gli occhi di lei su di lui, la bocca con un rossetto color mattone, un trucco leggero, ed un vestito che metteva in risalto tutto di lei, il messaggio che emanava era chiaro.
Un coltello di Gessica cadde a terra e Marco, da vero cavaliere si abbassò per prenderlo e chiederle un altro al cameriere.
Gessica, involontariamente, ma veramente involontariamente, aveva lasciato le cosce aperte e così Marco non potè, non notare che aveva le calze autoreggenti e il perizoma in pizzo, il tipico perizoma che puoi prendere stirare un pò, ed è come non ci fosse.
Fece finta di niente.
Per cercare di raffreddare la situazione esplosiva che aveva dentro, Marco si alzò prese il microfono e con la base in sottofondo, cantò per Gessica la canzone di Gessica Oxa e Fausto Leali, dal titolo “Ti lascerò.”
Gessica era esterrefatta, nessun uomo l’aveva mai corteggiata così, neanche il marito stesso.
Quando nella canzone originale, iniziava a cantare Gessica Oxa, Gessica si alzò in piedi e cominciò a cantare, creando un duetto che tutti nel ristorante apprezzarono e applaudirono.
La canzone terminò, e fu Gessica ad avvicinarsi, prendere Marco per il viso e baciarlo molto appassionatamente.
Un bacio che durò molto e poi ne seguì un altro richiesto dallo stesso Marco.
Un altro applauso nacque dai presenti.
Si proseguì con una musica latino americana, una bachata che ballarono veramente sensualmente ed elegantemente.
Erano tutti e due impeccabili, ed ad ogni passo la loro complicità aumentava.
Non si erano mai visti, mai frequentati, ma quel momento, quella cena, aveva cancellato le vecchie storie che ogni uno aveva avuto.
Stava iniziando una nuova storia.
Alla una di notte Marco riportò a casa Gessica.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.