giovedì 8 ottobre 2026

SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 4° CAPITOLO

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SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 4° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

4° CAPITOLO

Fatto sta che lui alle 19.30 si presentò nella hall dell’albergo ed attese.

Aveva già messo in preventivo che lei potesse ritardare qualche minuto.

Ne passarono ben 30 di minuti, ed arrivò il momento che l’ascensore si aprì e Francesca uscì, da sola, vestita con un vestito nero lungo, molto morbido che le calzava a pennello.

Davanti la scollatura scendeva a V fino all’incrocio con il reggiseno che le sosteneva benissimo il seno.

La gonna aveva uno spacco sul lato sinistro che correva su tutta la gamba, lasciandola nuda quando camminava e altrettanto nuda se si sedeva e non la ricopriva.

Arrivata a 80 centimetri di distanza, da Fernando si fermò.

Si fissarono a lungo, poi, Fernando si inginocchiò davanti a lei. 

Francesca: “Che cazzo fai, qui davanti a tutti?”

Fernando si rialzò.

Fernando: “Faccio vedere a tutti come si saluta una regina.”

Francesca: “Non baciarmi o non provare a farlo qui davanti a tutti. Sono incazzata con te.”

Fernando: “Spero che il tuo cuore mi perdoni.” 

Francesca: “Portami in un ristorante degno per questo vestito, visto che dici di amarmi così intensamente.”

Fernando: “Lo farò. ……….. Seguimi Francesca.”

Francesca si mise a braccetto di Fernando ed insieme uscirono dall’Hotel. 

Francesca: “Sono ancora incazzata, ti ucciderei con i tacchi se potessi.”

Fernando: “L’ho fatto per te.”

Francesca: “L’avresti fatto per amore se ti fossi suicidato veramente, ma sei ancora vivo.”

Fernando: “Grazie mille per l’incoraggiamento.”

I due passeggiavano diretti verso il ristorante.

Fernando guardava Francesca estasiato per la sua bellezza e perchè non riusciva a capacitarsi di averla ancora li al suo fianco.

Ad un certo punto si fermarono e lui si mise davanti a lei.  

Francesca: “Non voglio essere baciata, non lo meriti.”

Fernando: “Voglio toglierti il rossetto per poi andare a riprenderlo.” 

Francesca: “Non preoccuparti ho una bella scorta.”

Fernando si avvicinò con forza a Francesca e la baciò.

Le bocche si incollarono e Francesca lo lasciò fare, dando vita ad un bacio molto intenso e profondo.

Lui la teneva stretta tenendola dai fianchi, mentre lei aveva le mani appoggiate sui bicipiti.

I corpi da subito leggermente staccati piano piano si unirono sempre di più.

Quando il bacio finì, si guardarono intensamente.

Fernando: “Dai, voglio portarti a cena.”

Francesca: “Sei riuscito a baciarmi, ti sei sentito un pò stronzo almeno?”

Fernando: “Ti assicuro che mi sento più che stronzo.”

Ripresero a camminare. 

Fernando: “Ho guardato spesso il tuo profilo instagram.” 

Francesca: “Cos’è, ti facevi le seghe, invece di chiamarmi?”

Fernando: “Ma dai, ma come fai a dire queste cose?” 

Francesca: “Cosa dovrei dirti? ……… Mi dici che guardavi il mio profilo instagram, invece di chiamarmi.”

Fernando: “Ho ricominciato a fare palestra, da quando sono tornato dall’altro viaggio.”

Francesca: “Cos’è, sono gli ultimi slanci da cinquantenne? Vuoi essere quello che non sei più?”

Fernando: “Ascolta? Ma che dici? Io cerco di ricostruire quello che stavo distruggendo e tu te ne esci con queste frasi?” 

Francesca: “Sei tu il romanticone tra i due.”

Fernando: “Guarda, tra le seghe e l’ultimo slancio, io dovrei pagarti la cena?” 

Francesca: “Ti ricordo che tu sei morto, ti sei suicidato. ……. Ma quante volte te lo devo rinfacciare questa cosa?”

Fernando la prese, in braccio. 

Francesca: “Che fai adesso?”

Fernando: “Voglio portarti in braccio, fino al ristorante.”

Francesca: “Dai, mettimi giù.”

Fernando: “No, voglio che tutti vedano quanto sei importante per me.” 

Francesca: “Fin davanti alla porta, poi mi fai scendere. …………. Fai veloce che ho una fame incredibile.”

Fernando: “Francesca? Ma cosa dici?”  

Francesca: “Come ho detto sei tu il romanticone. ……. Dai che entriamo.”

Entrarono e si sedettero a mangiare.

Il ristorante era organizzato a buffet, quindi a piccole dosi andavano a prendersi le cose che più desideravano per gustarsi con calma le migliori cose.

Francesca: “Io e te siamo strani.”

Fernando: “Perchè?”

Francesca: “Con tutto compreso, spendiamo l’ira di Dio quando facciamo questi viaggi.”

Fernando: “Spendo io, tu hai comunque tutto gratis.” 

Francesca: “Lo so, però avremmo tutto compreso.”

Fernando: “Ma non questa cosa. Non questa atmosfera. Non la magia che vivo nell’averti qui vicina.” 

Francesca: “Guarda che se al ritorno, ti comporti ancora come l’altra volta, ti spacco in due.”

Fernando: “Guarda, devi ringraziare il mio capo se sono qui.” 

Francesca: “Se ne vale la pena, lo farò.”

Fernando: “Ti va di ballare?”

Francesca: “Va a te di ballare perchè è un lento. ……. Stiamo stretti stretti?”

Fernando: “Ti va?” 

Francesca: “Certo che mi va.”

I due andarono sulla pista da ballo e si abbracciarono stretti stretti. 

Fernando: “E’ un lento, ma così stretti, non so se balliamo o solo ondeggiamo di qua e di  la.” 

Francesca: “A me va bene anche ondeggiare.”

Fernando: “Hai degli occhi bellissimi, mi piace perdermi.”

Francesca: “Mi raccomando non perderti più, come hai fatto fino ad adesso.”

Fernando: “Non sbaglierò più, te lo prometto. Sarai tu a decidere per il nostro rapporto.” 

Francesca: “Trovo che sia giusto così.”

Francesca appoggiò la testa sulla spalla di Fernando e così ballarono per un bel pò.

Francesca, aprì gli occhi e guardò Fernando. 

Francesca: “Ehi, cosa stai guardando?”

Fernando: “Niente.”

Francesca: “No, stai guardando le tette di quella la. ….. Sei una cosa incredibile.”

Fernando: “No, non è vero.” 

Francesca: “Si, che è vero. Ha una scollatura da panico.”

Fernando, baciò Francesca molto intensamente.

Fernando: “Voglio fare l’amore con te.” 

Francesca: “Cavoli se sei diretto.”

Fernando: “Ho voglia di uscire da questo ristorante, portarti da qualche parte e spogliarti.”

Francesca: “E se io non volessi?”

Fernando: “Ti desidero Francesca, lo so sono stato un coglione, ma ti desidero un casino, non sbaglierò più.” 

Francesca: “Se io dico di si e sbagli, ti uccido assolutamente.”

Fernando: “Certo.”

Fernando pagò il conto ed uscirono.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


TERRA AMORE E DISTINTIVO 18° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 18° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

18° PUNTATA

Fu la mattina dopo ancora, che Giusy, decise di dare inizio ad un piano che le era balenato nella testa.

Aveva chiamato Moreno e si era accertata che lui fosse al comando a lavorare e non sul territorio, però sentendo la premura di parlargli che dimostrava lei, decise di accordare un appuntamento a casa propria.

In accordo con i colleghi uscì dal lavoro per tornare a casa all’ora pattuita con Giusy.

Giusy corse velocemente tutta la SS434, in direzione Verona.

Arrivata, entrò in tangenziale sud, direzione Trento – Mantova.

Uscì all’uscita di Sommacampagna per recarsi a casa del carabiniere.

Moreno era sicurissimo che lei l’avesse convocato per riferire qualcosa sulla famiglia Ortago.

Arrivata Giusy, entrarono presto in casa e si misero comodi a parlare seduti sul divano.

Moreno: “Sono molto felice, che tu sia venuto fino a casa mia, mi piacerebbe dopo farti fare un giro della parte di casa riguardante la comunità.”

Giusy: “Certo, non vedo l’ora di farlo anche io, però devo dirti che non è per questo che sono qui.”

Moreno: “E’ per caso per il fatto che tua sorella si frequenta con Massimo Ortago? Sei preoccupata per le indagini ancora in corso?”

Giusy: “A dire il vero neanche per questo, perché ho capito benissimo che la cosa si farà lunga e chissà per quale otivo il Signor Ortago quella stra maledetta sera ha subito un attentato.”

Moreno: “Allora perché sei qui da me?”

Giusy: “Vengo per parlarti di Francesca.”

Moreno: “Francesca? Che problema ha? Anzi, lo sa che sei qui?”

Giusy: “Lei non lo sa, e sicuramente non vorrebbe che io fossi qua, ma è giusto che tu sappia queste cose.”

Moreno: “Spara perché mi stai preoccupando veramente.”

Giusy: “La nostra storia la conosci perfettamente, te l’abbiamo raccontata varie volte, ma non sai che mia sorella ha subito in passato una tentata violenza carnale.”

Moreno: “Cosa? Una tentata violenza carnale? Da parte di chi?”

Giusy: “Da parte del nostro vicino.”

Moreno: “Che cosa? Il vostro vicino? Ma non quello che c’è ancora adesso.””

Giusy: “Si proprio quello.”

Moreno: “No, guarda, sono sconvolto, mi devi raccontare tutto adesso, altrimenti vado via di testa, io stra amo tua sorella, voglio sapere tutto.”

Giusy: “Dopo la morte dei miei genitori, noi nel far partire l’azienda nostra, abbiamo avuto bisogno di vari aiuti, sia materiali, sia come disposizione di terreni, vari aiuti insomma. Il nostro vicino ce li ha sempre forniti e noi abbiamo sempre pagato il dovuto in maniera esemplare. Noi con gli anni siamo cresciute e siamo diventate sempre più donne. Il nostro vicino che è sempre stato un tipo solitario e schivo una sera ha tentato di abusare di mia sorella Francesca in cambio del pagamento che gli dovevamo.”

Moreno: “Cioè voleva sesso e lui non avrebbe preteso denaro.”

Giusy: “Certo così.”

Moreno: “Cos’è che ha salvato tua sorella, visto che tu stessa l’hai chiamato tentata violenza carnale?”

Giusy: “Io, l’ho fermato io, perché quella sera sono corsa a chiamare Francesca, perché aveva chiamato una persona per prenotare un’importante cena. Dalla finestra ho visto che il nostro vicino teneva bloccata Francesca sul tavolo e cercava di spogliarla, con tutta la forza che avevo gli ho buttato giù una finestra e gli ho tirato addosso un badile che si trovava le cortile dalla finestra. Gli ho spaccato tre costole con la badilata e lui ha mollato la presa su Francesca che è scappata.”

Moreno: “Perché non avete denunciato?”

Giusy: “Perché non abbiamo denunciato, lo sai, i soliti motivi che al giorno d’oggi fermano le donne dal denunciare un’aggressione, così abbiamo cercato di riprenderci. Ma mentre io e mia sorella Martina abbiamo sempre avuto fede negli uomini mia sorella Francesca assolutamente no, perché avendo il nostro vicino li sempre vive con quel ricordo.”

Moreno: “Ma avete ancora contatti con questo?”

Giusy: “Assolutamente no, non ci siamo più scambiati una parola, ma mia sorella fa fatica a sbloccarsi per questo.”

Moreno: “Ho capito, ma ora io come posso intervenire, se non è lei a dirmi le cose. Anche se un giorno, funzionando la storia tra di noi, lei venisse via da li per abitare da un’altra parte, poi li ci verrebbe per lavorare.”

Giusy: “Non puoi fare dei controlli su di lui? Sul nostro vicino? Non è una persona pulita, non vive in maniera pulita, qualcosa che lo potrebbe mettere ai ferri corti ce lo deve avere.”

Moreno: “Tu dici che ci potrebbe essere un qualcosa che lo inchioderebbe e che quindi lo potrebbe far andar via da li?”

Giusy: “Per piacere fai qualcosa.”

Moreno: “Tu dici che tua sorella vivrebbe un rapporto d’amore più sereno senza di lui tra i piedi, o sotto gli occhi?”

Giusy: “Sicuramente.”

Moreno: “Vedo quello che posso fare Giusy, e ti assicuro che trattandosi di Francesca, farò tutto il possibile, ma ti assicuro che sarebbe stato più semplice se a parlarmene fosse stata lei in prima persona.”

Giusy: “Lo immagino, io speravo che si aprisse con te. Posso chiederti se avete avuto contatti intimi?”

Moreno: “Oddio Giusy, ti assicuro che pur avendo combattuto non so quante guerre queste domande mi fanno arrossire ancora……………… Tra me e tua sorella non c’è stato nessun contatto intimo per ora se ti interessa sapere.”

I due si misero a ridere a crepapelle e Moreno divenne veramente rosso paonazzo.

Giusy: “Dai per piacere cerca di far qualcosa per Francesca per piacere, in quel senso.”

Moreno: “Ci puoi scommettere.”

Giusy: “Ora fammi vedere tutto il tuo progetto.”

Moreno ritornò al lavoro, ma nella sua testa il pensiero principale che lo assillava era sempre quello, ovvero, togliere dai piedi il vicino delle tre sorelle.

Ovviamente non si poteva farlo andando contro la legge, ma cercando in mezzo alle pieghe della legge il modo per renderlo innocuo.

C’era un’altra cosa che continuava a battere nel cervello come un tarlo: se si era comportato così con le ragazze, probabile che si fosse comportato così anche con altre persone o che comunque invecchiando avesse preso altri atteggiamenti malsani.

Oddio molti di questi pensieri, portavano il nostro Carabiniere fuori strada o ad esagerare.

Ogni tanto scrollava la testa e cercava di ritornare in se.

I suoi compagni di battaglia, lo vedevano strano, ma non avevano coraggio di chiedere, in fondo poteva avere molti pensieri per la testa, visto anche l’attività sociale che aveva intrapreso, quindi se avesse avuto veramente bisogno di sicuro avrebbe chiesto.

Lo abbiamo visto e letto anche noi lettori, quando Moreno ha avuto bisogno ha chiesto apertamente aiuto.

Quella sera comunque era andato dalla sua amata, che lo aveva ricevuto con tutti gli onori.

C’era andato con la sua moto, visto che la sera era calda, e visto che  per andarci doveva percorrere tutta la Transpolesana prendeva l’occasione per farsi una bella corsa e come si dice in gergo motociclistico “dare una bella tirata alla moto”.

Ovviamente fregandosene dei limiti di velocità.

Ricordo ai lettori che i limiti di velocità vanno sempre rispettati.

Comunque quello che serve conoscere a noi, non è quello che Moreno ha fatto tra le braccia di Francesca, ma quello che ha fatto dopo, quando l’ha salutata.

Si perché, dobbiamo ricordare che Moreno, era un Carabiniere e un Soldato super addestrato.

Salutato la sua bella, con la moto non si allontanò di molto, ma parcheggio nascosta a bordo strada la moto nei pressi della tenuta del vicino delle ragazze e si intrufolò nei campi, fino ad arrivare vicino a casa.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


martedì 6 ottobre 2026

IN CANTINA NASCE L’AMORE 24° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 24° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

24° CAPITOLO

Nel frattempo in Kenya la vita proseguiva.

Mentre Gessica si stava prendendo un cocktail, ascoltò la conversazione tra due camerieri, poi si recò da Marco.

Gessica: “Amore, amore?”

Marco: “Dimmi!”, disse sollevandosi dal lettino e mettendosi seduto sul lato.

Gessica: “Dobbiamo entrare in azione noi.”

Marco: “Assolutamente, cosa possiamo fare? Siamo in ferie, non possiamo fare niente da qui.”

Gessica: “Non si tratta di fare cose a casa, ma qui.”

Marco: “Cosa succede?”

Gessica: “Ho ascoltato una conversazione, tra camerieri e cameriere, in cui dicevano che devono portare un carico di aiuti ad una comunità della zona ma non hanno gli autisti, perchè sono ammalati.”

Marco: “Ok! Ma noi cosa possiamo fare? Non conosciamo la zona, magari sono strade sterrate e pericolose, siamo sicuri solo qui nel villaggio.”

Gessica: “Amore, parli così tu che hai ucciso per me? Ti viene paura adesso amore? Facciamolo, perchè abbiamo un conto sospeso con l’aldilà, facciamo del bene.”

Marco: “Gessica, sono venuto per corteggiarti, per amarti, per farti sentire importante.”

Gessica: “Per scoparmi! Cosa che stai ampiamente facendo, adesso dobbiamo fare del bene.”

Marco: “Ascolta, vai a sentire di cosa si tratta e poi vediamo.”

Gessica: “Vado io! Tu sta qua e riposati.”

Marco: “Va bene!”

Gessica si recò al bar, dove prima i camerieri discutevano, una delle cameriere si chiamava Zahara.

Gessica: “Signorina mi scusi.”

Zahara: “Mi dica, cosa le posso servire?”

Gessica: “Ora niente! Mi deve scusare, mi chiamo Gessica Fortuna sono una turista Italiana, ho ascoltato involontariamente la discussione di prima ed io ed il mio compagno ci rendiamo disponibili per portare il carico di aiuti alla comunità di cui avete parlato.”

Zahara: “Non so! La ringrazio, ma il percorso è pericoloso se non lo conoscete.”

Gessica: “Guardi, lei non conosce me e il mio compagno, qui siamo vestiti da turisti, ma in realtà per lavoro siamo alla guida di trattori agricoli da 200 cavalli tutti i giorni, non ci fa paura niente.”

Zahara: “Sul serio?”

Gessica: “Si! Le assicuro che dietro questo perizoma invisibile si nasconde una guerriera e dietro quel bambolotto tutto muscoli ed aperol spritz si nasconde un guerriero. Siamo a disposizione.”

Zahara: “Ne parlo con i miei capi, ha un momento?”

Gessica: “Sono qui in ferie, ho tutto il tempo che vuole.”

Zahara: “Le preparo un cocktail nel frattempo.”

Gessica: “Ok!”

Zahara, preparò un cocktail a Gessica e poi si recò a parlare con chi di dovere.

Dopo 5 minuti ritornò.

Zahara: “Signora, ho parlato con i miei superiori e apprezzano la vostra disponibilità.”

Gessica: “Sono contenta.”

Zahara: “Se avete un pò di tempo vi spieghiamo cosa c’è da fare.”

Gessica: “Lo chiamo.”

Zahara: “Venga da dietro il gazebo Signora, che vi spieghiamo tutto.”

Gessica si recò da MArco, molto soddisfatta.

Gessica: “Marco, ci aspettano dietro il bar per spiegarci cosa c’è da fare.”

Marco: “Ma sei assurda, ti ho detto che io sono venuto per starmene tranquillo qui con te. Ci penseranno altri.”

Marco si alzò in piedi e cominciò a girare attorno al lettino.

Gessica: “Marco, ascolta, quello che hai fatto per me è impagabile, e quello che faccio io per te non vale tanto, ma hai fatto una cosa che segnerà la tua anima per tutta la vita.”

Marco: “Ti ho liberata da un sequestro.”

Gessica: “Uccidendo un ragazzo e facendolo sparire del tutto. Per quanto te ne sia grata, mi viene la pelle d’oca ogni volta che lo ricordo.”

Marco: “Lo fatto per amore!”

Gessica: “Si! Ma io non sono tranquilla a sapere che la tua anima si è sporcata a causa mia. Facciamo delle buone azioni. Facciamo del bene.”

Marco: “Lo stiamo facendo, per le donne, con l’associazione contro la violenza.”

Gessica: “Non mi sento tranquilla.”, e si mise a piangere, sedendosi sul lettino.

Marco si sedette vicino a lei.

Marco: “Cosa succede amore mio.”

Gessica: “Hai ucciso per me e hai macinato il corpo di quel ragazzo per farlo sparire. Eri un uomo puro, in cerca d’amore e io ti ho trasformato in un mostro, voglio che Dio ti veda per quello che sei veramente e no per il mostro che ha messo il corpo di un ragazzo dentro una cisterna per il gas.”

Marco: “Da quando sei così devota e rispettosa.”

Gessica: “Anche io ho ucciso, Marco, ma l’ho fatto per auto difesa, l’ho fatto quando non potevo fare altro. Tu non eri costretto da niente, potevi chiamare i carabinieri, potevi farmi liberare dalle forze dell’ordine, invece hai scelto la strada per l’inferno.”

Marco: “Continuerò a dirti tutta la vita che l’ho fatto per amore.”

Gessica: “Voglio che la tua anima sia salvata, io merito di andare all’inferno, tu no.”

Marco: “Andrò all’inferno volentieri dopo aver vissuto una vita con te e con il tuo amore. …………. Ma se tu lo vuoi porterò io stesso quel camion in quella comunità. …………. Va bene?”

Gessica: “Si! Lo voglio e spero che Dio ti capisca.”

Marco: “Andiamo al bar, dove ti hanno detto.”

I due presero e si recarono dove era stato indicato a Gessica.

Li trovarono oltre a Zahara, altri cameriere e camerieri, tra cui Kebit, il loro responsabile.

Kebit: “Buon giorno signori, scusatemi per il disturbo.”

Gessica: “Buongiorno a lei, non c’è nessun disturbo.”

Marco: “Si figuri, per fare del bene questo ed altro.”

Kebit: “Cosa avete capito?”

Gessica: “Abbiamo capito che c’è da portare un camion carico di prodotti in una comunità o missione qui vicino.”

Kebit: “E’ una comunità che il villaggio turistico aiuta e sostiene. Il problema è che c’è molta strada per arrivare, il camion è vecchiotto, la strada è sterrata, si trova in mezzo alla savana e può essere percorsa solo di giorno, per sicurezza, perchè di notte è più pericolosa.”

Gessica: “Altro?”

Marco: “Da dove derivano i pericoli?”

Kebit: “Magari non succede niente, però ci sono animali selvatici e qualche predone. Di notte l’esercito non batte quelle zone.”

Marco: “Di giorno?”

Kebit: “Di giorno qualche pattuglia la si incrocia.”

Gessica: “Che dici?”, rivolgendosi a Marco.

Marco: “Dico che lo facciamo, perchè abbiamo disturbato questi signori, promettendo loro di essere le persone giuste, quindi lo facciamo.”

Kebit: “Vi ringraziamo, perchè i nostri colleghi si sono sentiti male, tutti e due e non sapevamo dove sbattere la testa.”

Gessica: “Cosa trasportiamo?”

Kebit: “Ve lo mostreremo, sono solo cibi, trasporterete alimenti.”

Gessica: “Perchè il Villaggio aiuta questa comunità?”

Kebit: “Molti di noi provengono da questa comunità, abbiamo chiesto alla dirigenza di pagarci un pò meno, ma di mandare aiuti a questa comunità, e così succede.”

Gessica: “E le spese di trasporto?”

Kebit: “Derivano da donazioni.”

Gessica: “Ok! Facciamo il trasporto per ora.”

Marco: “Quando dobbiamo partire?”

Kebit: “Domani mattina, ormai. Ora è troppo tardi.”

Gessica: “Ottimo.”

Kebit: “Vi aspettiamo domani alle 8 del mattino alla zona carico scarico del Villaggio.”

Gessica: “Così sia.”

I nostri due amici, si allontanarono e tornarono alla vita da turisti.

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

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SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 4° CAPITOLO

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