mercoledì 14 ottobre 2026

SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 5° CAPITOLO

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SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 5° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

5° CAPITOLO

Decisero di avviarsi verso la spiaggia.

La temperatura era ottima, ed il cielo offriva una visione celeste incredibile. 

Le stelle brillavano, più del solito e le costellazioni erano comprensibili anche ai meno esperti.

Le luci di Capri, non erano eccessive e all’orizzonte, non si vedeva nessuna nave.

Fernando prese in braccio Francesca.  

Francesca: “Cavoli vuoi proprio raggiungere l’obiettivo, guarda che so camminare.”

Fernando: “E’ più romantico portarti in braccio.”

Francesca: “Speriamo che fai tutto questo non per cinque minuti.”

Fernando: “Ma dai, ma che cavolo di battuta hai fatto.” 

Francesca: “A mio marito succede, qualche volta, tanti preparativi e poi due colpi e via.”

Fernando: “Ma ascolta, sono argomenti da fare con l’amante?”

Francesca: “Bè, insomma arrivati alla cinquantina, può succedere.”

Fernando: “Basta ti butto per terra.” 

Francesca: “Dai che siamo arrivati, mettimi giù che ti mostro qualcosa di bello.”

Fernando posò Francesca a terra.

Non avevano portato nè coperte, nè asciugamani.

Si sedettero una a fianco all’altro.

Francesca da subito seduta, si mise sulle ginocchia e girata verso Fernando cominciò a spogliarsi, facendo calare prima la spallina destra del vestito e poi la sinistra.

Fernando restò estasiato.

Poi, lei, portò le mani dietro la schiena e slacciò il reggiseno.

Attese un pò e d’incanto questo cadde a terra, perchè lei aveva lasciato la presa.

Fernando: “Non ho parole.”

Francesca si avvicinò a lui per baciarlo, ma fu fermata.

Francesca: “Cosa succede?”

Fernando: “Aspetta.”

Fernando, prese un coltellino svizzero pieghevole dal borsello, lo aprì e lo mise nella mano destra di Francesca. 

Francesca: “Che fai?”

Fernando: “Ascolta, usalo, se lo ritieni opportuno, ti amo tantissimo e ti desidero tantissimo, se pensi che io sia uno stronzo usalo e difenditi.”

Fernando si avvicinò a Francesca e la baciò e una calda danza dell’amore ebbe inizio.

Piano piano Fernando spogliò Francesca e spogliò se stesso, poi ………… dopo alcuni minuti.

Fernando: “Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” 

Francesca: “Fernando, togliti, togliti da sopra, cazzo.”

Fernando si levò da sopra Francesca e si sedette alla sua sinistra.

Francesca aveva la mano destra sporca di sangue.

Fernando: “Cosa è successo cosa hai fatto?”

Francesca: “Ha vinto la parte di me che vuole ucciderti e ti ho colpito con il pugnale.”

Fernando: “Cavoli non pensavo che succedesse.” , pensavo ad una cosa più romantica.

Francesca: “A parte che sembrava che dovessi scavare un pozzo, dalla passione che ci mettevi, cavoli.”

Fernando: “Non sai quanto ti desidero.”

Francesca: “Dai dai basta con le parole, qui bisogna intervenire.”

Perdendo tempo a parlare la camicia di Fernando si era inzuppata di sangue e tutta la schiena era sporca.

Francesca aiutò Fernando a togliersi la camicia e poi lo aiutò a pulirsi la schiena.

Francesca: “Bisogna andare in pronto soccorso.”

Fernando: “Non ci vado.”

Francesca: “Non ci vai? Ma stai perdendo sangue come un capretto.”

Fernando: “Ascolta, un mio amico infermiere mi ha dato del filo di sutura scaduto, che serve per suturare la cute. Proviamo a fermare un po ' il sanguinamento, e andiamo in albergo. Poi guardando un tutorial mi dai alcuni punti di sutura.” 

Francesca: “Sei fuori di testa.”

Fernando: “Non ci vado in pronto soccorso, possiamo risolvere tutto tra di noi.”

Francesca: “Andiamo allora e proviamo a fare così come dici tu. ………. Scopata al mare rimandata.”

Fernando: “Sei una cosa incredibile, io lo avevo fatto con fare amorevole.”

Francesca: “Non rompere il cazzo per piacere, dopo quello che mi hai detto e fatto, mi metti un coltello in mano. ………….. Può succedere.”

I due si incamminarono verso l’uscita dalla spiaggia e verso l’albergo.

Mentre camminavano si scambiavano battute e frecciatine, litigando come marito e moglie da vecchia data.

Francesca teneva abbracciato a sé Fernando, premendo sul punto della ferita forte.

Arrivati in albergo come due scemi ubriachi si avvicinarono alla reception e si fecero consegnare le chiavi della stanza di lui, poi velocemente scapparono.

Arrivati in stanza, Fernando si fece una veloce doccia, mentre Francesca disinfettò delle forbici e una pinza per sopracciglia con delle salviette umidificate con disinfettante,

Fernando si sdraiò sul letto a pancia in giù e Francesca caricò un video tutorial su Youtube su come suturare una ferita.

Mentre Francesca suturava.

Fernando: “Non trovo in te nessuna imperfezione. Ogni tuo lineamento sembra pensato da chi ci ha creato. Ti spoglierei ogni volta che ti vedo e ti vorrei vedere sempre al top. Mi spari in un altro mondo. …………. Ahi, li ho sentito male. ………… Ci sono punti in cui non sento e punti dove sento dolore.” 

Francesca: “Se pensi che parlandomi così, ora mi eccito, hai sbagliato momento.”

Fernando: “Questa sera, parli in maniera strana e fai battute strane.”

Francesca: “Guarda, dimmi che ti suicidi ancora e ti assicuro che le mie battute non ti piaceranno per niente.”

Fernando: “Li ho sentito male.” 

Francesca: “Ti ho dato un punto più profondo per fermare il sanguinamento, come dice il video. ………….. Penso di aver finito.”

Fernando: “Sanguinò?”

Francesca: “Sembra di no. Ora ti disinfetto bene e poi ti faccio una medicazione compressiva e ti metto il ghiaccio.”

Fernando: “Ok.” 

Francesca: “Hai dell’antibiotico da prendere?”

Fernando: “No!”

Francesca: “Io ne ho, te lo vado a prendere e fai una cura forte, vediamo come va, semmai andrai in pronto soccorso.”

Fernando: “Ok, grazie.” 

Francesca: “Rimani disteso così, finchè non torno.”

Fernando rimase in silenzio ed attese che Francesca tornasse.

Il coltello che aveva messo nelle mani di Francesca aveva fatto il suo porco lavoro.

Era stata la mano di Francesca o una qualche entità soprannaturale a punirlo?

Di certo non meritava tutto il bene che lei gli stava dando.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


TERRA AMORE E DISTINTIVO 19° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 19° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

19° PUNTATA

Era un’orario in cui l’uomo era ancora sveglio, le luci nella casa erano accese, quindi dovette stare molto attento a muoversi a non fare rumore.

Nel girare molto silenzioso attorno alla casa, pellustrò il capanno che c’era dietro, notando che pur essendo di tipo agricolo era completamente vuoto, il garage usato per l’auto di proprietà, ovvero un’auto di piccola cilindrata e notò che non aveva animali.

Nessun cane ne fuori ne dentro casa.

Se ci fosse stato dentro casa molto probabilmente avrebbe abbaiato.

Come capire se quest’uomo aveva qualcosa da nascondere?

Aveva dei terreni di proprietà che erano attualmente coltivati, ma se lui non aveva macchinari o li affittava o li faceva lavorare per conto terzi.

Poteva avere una partita iva come anche no.

Si avvicinò, ad una finestra e lo osservò.

Era un signore all’inizio della vecchiaia, ben tenuto e pulito.

Pur abitando da solo, almeno formalmente e sentendo Giusy, appariva un signore di stile, nessuno avrebbe mai pensato a prima vista che potesse aver osato violenza ad una giovane ragazza.

In questo momento in cui scriviamo sarà mezzanotte circa, ma il signore appariva agli occhi di Moreno veramente un signore con stile.

Vestiva un pigiama di cotone con maniche corte e pantaloncini di una nota marca di intimo.

Ok, occorreva cercare a fondo, a prima vista non sembrava di certo, come si descrive ogni tanto qualche persona in maniera colorita: “Un vecchio porco.”

Moreno prese la modo da dove l’aveva nascosta e decise di ritornare a casa.

Per strada prese in seria considerazione di fare al Signore in questione una bella visura fiscale, magari in maniera più semplice e veloce si riusciva a scoprire qualcosa.

La stessa sera che succedeva questo, Francesca, chiamò Moreno, per invitarlo fuori a cena.

Moreno, comprese, che per Francesca era stato un grande passo, così chiarì che avrebbe pensato lui al ristorante.

Se doveva essere una serata modello, di certo non dovevano trovarsi a mangiare all’Agriturismo, ma da un’altra parte.

Moreno prenotò in un Ristorante di Porto Garibaldi.

C’era un po' di strada per arrivarci, ma la distanza sarebbe servita per farsi una bella chiacchierata.

Fu così, infatti, i due dialogarono del più e del meno, ma una bella fetta di tempo, venne impiegata per sparlare delle due sorelle di Francesca, che vedendola uscire dopo tanto tempo con un uomo, le avevano augurato le più brutte cose a sfondo sessuale possibili.

Durante la cena le domande tra i due si sprecarono, si chiesero di tutto, a botta e risposta, sembrava un reciproco interrogatorio.

Però, invece dia vere la tipica luce puntata sul viso, avevano una tenue candela molto romantica e un’ambientazione molto calda tutto intorno.

Non potè mancare come argomento, le foto appese ai muri dell’agriturismo.

Francesca: “Se devi chiedermi qualcosa, lo puoi fare Moreno, non devi girarci intorno.”

Moreno: “Mi devi scusare Francesca, ma le foto che hai appese ai muri mi si sono fermate nelle mente.”

Francesca: “Ti ho già descritto più volte cosa ritraggono.”

Moreno: “Mi hai detto che i tuoi genitori sono morti in un incidente stradale. Hai visto i loro corpi?”

Francesca: “No, i loro corpi no. ……….. Dopo l’incidente e la successiva corsa in ospedale, ci ha pensato tutto mio zio Cornelio. ….. Noi eravamo piccole, quindi lui ci ha preso sotto la sua ala protettrice e ci ha aiutato, fino al raggiungimento della maggiore età.”

Moreno: “Come si è comportato secondo te?”

Francesca: “Perfettamente, è stato un vero angelo custode. Ha protetto noi ed il nostro patrimonio, tanto da tenere tutto scritto.”

Moreno: “Cosa vuol dire?”

Francesca: “Che se prendi i suoi scritti e tutti i registri contabili dell’azienda puoi leggere perfettamente tutto quello che ha fatto prima che prendessimo in mano tutto noi.”

Moreno: “E’ stato meticoloso?”

Francesca: “Meticoloso è dir poco, maniacale è dire il giusto.”

Moreno: “Come se qualcuno dovesse controllarlo.”

Francesca: “Come se qualcuno dovesse controllarlo, certo …………...ma scusa cosa intendi dire? Nessuno poteva controllarlo.”

Moreno: “Scusa una persona maggiorenne prende in mano tutto il malloppo di tre minorenni e lo gestisce come se avesse le finanze in casa tutti i giorni. E’ quello che mi hai detto tu.”

Francesca: “Porta pazienza, Moreno, non so dove vuoi arrivare. Io so che mio zio Cornelio è stato perfetto.”

Moreno: “Non metto in dubbio questo.”

Francesca: “E’ ancora vivo.”

Moreno: “Sul serio è ancora vivo?”

Francesca: “Si vive a Roma, si è trasferito li, dopo la nostra maggiore età.”

Moreno: “Ho capito. Cambiando discorso, da dove è nato il tuo carattere così forte e severo?”

Francesca: “Bè, dalla vita in generale, non è stato semplice per noi prendere in mano tutto quanto da zero e portare avanti tutto, migliorarlo addirittura.”

Moreno: “Avevate persone che vi aiutavano?”

Francesca: “Si, si, avevamo dei dipendenti, ma in realtà li abbiamo dovuti cambiare, perché ci sono stati dei dissapori, perché alcuni volevano fare quello che volevano loro, vedendoci giovani, invece noi non volevamo.”

Moreno: “A livello sentimentale?”

Francesca: “Bè, non ti dico i dipendenti che ci hanno provato con me o con le mie sorelle.”

Moreno: “Provato in che senso?”

Francesca: “Nel senso buono. Mi sa che ci hanno provato tutti o quasi. ……….. E’ normale se ci pensi. Tre ragazze giovani, proprietarie terriere, se qualcuno ci riusciva si prendeva parte del malloppo e come si dice da operaio diventava padrone.”

Moreno: “Voi tre, sempre inflessibili.”

Francesca: “Ma certo, figurarti. Poi c’è da dire che mia sorella Silvia, l’ho mandata a studiare in Germania, quindi in realtà ho passato molto tempo da sola con Giusy, che sotto alcuni aspetti è più severa di me, quindi ci spalleggiavamo a vicenda.”

Moreno: “Tua sorella Giusy è più severa di te? Non sembra.”

Francesca: “Si lo so, alla fine fa passare me come la severa, ma in generale, pensando alla gestione completa è più severa lei, e con gli uomini è peggio, è molto selettiva.”

Moreno: “Su di me cosa ha detto?”

Francesca: “Su di te ha detto più volte che dovevo lasciarti un po' di spazio.”

Moreno: “Un bel consiglio.”

Francesca: “Tu, invece hai partecipato a tante missioni. Ora hai deciso di fermarti?”

Moreno: “Si! Basta missioni fuori Italia, ho deciso che ora metterò a frutto la mia esperienza sul campo.”

Francesca: “Quindi, magari usciremo a cena ancora.”

Moreno: “Ci puoi contare da parte mia.”

Francesca: “Io, però, ti dico subito che voglio essere l’unica, non voglio divider eil mio uomo con nessuna neanche un secondo.”

Moreno: “Io, spero che un giorno tu desideri me, al 100%, ed io ti dimostrerò che sono solo tuo.”

Francesca: “Ora come ti consideri?”

Moreno: “Se fossi per me io sono già solo tuo.”

Finito di cenare, e stanchi di dialogare al ristorante, proseguirono fuori facendo una lunghissima passeggiata sul lungo mare

Passarono 3 giorni da questa serata di intenso lavoro per tutti quanti.

Mentre i nostri Carabinieri stavano lavorando per cercare prove su Robovic, arrivò un plicco spedito dai Servizi Segreti Italiani all’attenzione proprio della nostra Squadra, che subito lo prese e cominciò a valutarne il contenuto.

Il contenuto era a dir poco da brivido.

Metteva bene in chiaro come i droni che in Afganistan avevano compiuto l’attentato montavano lenti fabbricate in Italia e poi vendute all’estero.

Mentre gli italiani piangevano i loro morti in una missione di pace, altri italiani vendevano armi che avrebbero ucciso i nostri.

Una cosa inaudita.

Uno dei carabinieri prese il plico e lo lanciò dalla rabbia addosso un muro.

Moreno che poteva con la sua autorità ragguardirlo ed amunnrlo in realtà non fece niente perché era chiaro che la cosa meritava tutta l’attenzione per non dire che meritava vendetta.

Vendetta che loro Carabinieri avrebbero dovuto perpetrare comunque seguendo la legge, quindi di certo, non avrebbero potuto entrare di casa in casa senza un mandato.

Era chiaro che volente o dolente, occorreva andare a riparlare con la famiglia Ortago, per sentire la loro opinione, visto che tra l’altro l’opuscolo segnalava proprio loro come costruttori.

Dopo un profondo dibattito, decisero che non sarebbe andato Moreno in primis, ma altri due carabinieri.

Si decise che sarebbero stati muniti di cimici, per registrare la conversazione che sarebbe stata valutata successivamente per valutare la veridicità di ciò che dicevano, analizzando il tono di voce utilizzato.

Di sicuro la famiglia Ortago, avrebbe portato avanti la questione che non producevano per motivi di guerra e quindi non ne sapevano niente, ma occorreva fare le dovute valutazioni.

Terminata la riunione e deciso questo, Moreno chiese a suo fratello Michele di poter parlargli in privato.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

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IMAGE: IO NON HO PAURA

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martedì 13 ottobre 2026

IN CANTINA NASCE L’AMORE 25° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 25° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

25° CAPITOLO

La sera la passarono passeggiando in spiaggia. 

Gessica: “Grazie per aver detto di si.”

Marco: “Grazie a te per aver insistito.”

Gessica: “Ascolta ho una richiesta da farti.”

Marco: “Spara.”

Gessica: “Se vediamo qualche belva feroce ci fermiamo a fotografarla?”

Marco: “Ci mancherebbe, magari la chiamiamo e la facciamo mettere in posa.”

Gessica: “Stupido.”

Gessica lo fece fermare e lo abbracciò e poi lo baciò.

Lo stesso fece Marco.

Il bacio durò tantissimo, fu infinito.

Gessica: “Vorrei non tornare più a casa.”

Marco: “Questa è la più bella vacanza della mia vita Gessica, vorrei morire qui, mentre guardo la profondità dei tuoi occhi.”

Gessica: “Che dolce, spero di meritarle sempre queste parole.”

Marco: “Apriamo la bottiglia che ci siamo portati?”

Gessica: “Certo.”

Avevano portato con sè una bottiglia di prosecco italiano, con due bicchieri.

Gessica prese i bicchieri, Marco stappò la bottiglia e versò il vino.

C’era buio e le uniche luci erano quelle del villaggio.

Bevettero scambiandosi qualche effusione, un pò guardando il mare, un pò il villaggio.

Tra un sorso e l’altro ci scappava un bacio.

Quando il sole salutò il nuovo giorno i nostri due amici si recarono all’appuntamento, presero visione di ciò che trasportavano per sincerarsi e partirono.

Le indicazioni furono molto chiare e complete, con dovizia di particolari.

Come detto la strada, una volta lasciato il centro abitato si trasformava in uno sterrato, ben segnato e percorso più volte da veicoli che proseguiva dritto, chiaramente verso la comunità

Come detto, si percorreva una zona lasciata incolta che chiamiamo savana e dei boschi collinari.

Anche nei boschi il percorso era ben segnalato e percorribile.

Ovviamente, era comunque doveroso usare prudenza nella guida per non avere problemi con il camion.

Durante il viaggio.  

Marco: “Non abbiamo mai sentito casa, in questi giorni.”

Gessica: “A dire il vero io mi ero preparata bene e avevo lasciato delle consegne molto precise ai miei dipendenti. Mi sento molto tranquilla.”

Marco: “Io un pò meno, sono meno perfezionista di te. Speriamo che al Night vada tutto per il meglio.”

Gessica: “Siamo stati un pò stronzi ad aver abbandonato le ragazze, proprio nel momento in cui cominciavano una nuova esperienza.”

Marco: “Si, è vero, però abbiamo concordato per bene tutto ed io mi fido di Micaela.”

Gessica: “Abbiamo sistemato tutte le carte burocratiche vero?”

Marco: “Si si, tutto in ordine.”

Gessica: “Speriamo che le ragazze abbiano raccolto adesioni per l’associazione, mi piacerebbe partire al più presto.”

Marco: “Prima raccogliamo più adesioni possibili, poi partiamo.”

Gessica: “Si!”

Marco: “Ti ricordi, vero, che Isacco, il mio dipendente è fratello di Micaela.”

Gessica: “Si, me lo hai detto. ………… Aspetta aspetta.”

Marco: “Cosa c’è?”

Gessica: “Fermati! …………. Là in fondo, in lontananza, c’è un leone.”

Marco: “Mi devo fermare?”

Gessica: “Certo, lo fotografo”

Marco: “Ma dai, non se ne parla.”

Gessica: “Marco!”, disse a voce alta, “Siamo sopra un camion e lui è a 100 metri di distanza, cosa vuoi che ci faccia, fermati per piacere, per piacere dai.”

Marco: “Ok! Mi fermo, ma resta sul camion.”, ma fu come neanche dirlo, perchè Gessica prese e si findò fuori.

Marco: “Gessicaaaaaaa?”, urlò, scendendo anche lui dal camion.

Corse poi, dall’altra parte, dove si trovava lei per controllare cosa stesse facendo.

In realtà lei si mise a fotografarlo, standosene vicino al camion.

Marco: “Non allontanarti di più di così.”

Gessica: “Hai mai sentito di un leone che ha preso a morsi un camion e se l’è divorato?”

Marco: “Ok! Ma ho paura.”

Gessica: “Lasciami fotografarlo! ……….. Anzi, aspetta, prendi il cellulare e fammi tu una foto.”

Marco: “Cosa?”

Gessica, mise il telefono nelle mani di Marco e si mise in posa, con il leone dietro sullo sfondo, Marco fece velocemente una decina di foto.

Gessica: “Aspetta aspetta.”

Marco: “Si sta muovendo, si sta muovendo.”

Gessica: “Si sta mettendo in piedi e basta.”

Marco le fece altre foto in altre angolazioni, ma quando l’animale si mise a camminare verso di loro si spaventarono e salirono sul camion.

Chiuse le porte, si misero a ridere a crepapelle.

Gessica: “Qui siamo al sicuro.”

Marco: “Si! Lo puoi dire, ora accendo e proseguiamo.”

Gessica, mentre stava accendendo il camion, si portò verso di lui per baciarlo.

Poi …………

Gessica: “Sei molto prezioso per me, queste sono cose che mi fanno emozionare e divertire molto. Dimentico tutti i problemi di casa.”

Marco: “ ……. e ti rilassi?”

Gessica: “Mi rilasso molto.”

Marco: “Proseguiamo allora.”

Il viaggio proseguì molto lentamente, attraversando vari paesaggi.

Si fermarono ancora a fotografare altri animali o ad osservare.

Non avevano un orario ben preciso per arrivare.

Gessica: “Si è trasformata in una vacanza da sballo.”

Marco: “Non pensavo a questo tipo di vacanza.”

Gessica: “Tu sei un gran porcone. ……. Tu pensavi a sesso, sesso, sesso e ancora sesso, ma nella vita c’è dell’altro da fare.”

Marco: “Scusami se mi sono innamorato di una gran gnocca.”

Proseguirono con discorsi così, frivoli ed allegri.

Quando arrivarono, verso metà pomeriggio, furono accolti con stupore, perchè non si aspettavano loro come autisti, ma una volta spiegato bene tutto i responsabili della comunità li riempirono di ringraziamenti.

Una volta scaricato il camion, fecero un giro del posto e quello che si trovarono davanti era tutto l’incontrario di un villaggio turistico.

Sembrava di essere stati catapultati indietro nel tempo.

Le case, se così si potevano chiamare, erano fatte di mattoni, cemento poco, legna, paglia e fango. Il connubio di questi materiali era a dir poco spregiudicato.

Sembrava che alcune costruzioni principalmente fatte di pali, fango e terra, fossero poi state allargate con mattoni e altro.

La situazione igienica era precaria.

Per non dire la possibilità di reperire acqua e altro.

Insomma, avevano portato un camion pieno di materiale e cibo, ma non avevano portato assolutamente niente di quello che veramente serviva.

Ascoltarono in silenzio tutto ciò che veniva spiegato loro, poi, una volta trovatisi soli in una capanna, a tarda sera si misero a parlare.  

Marco: “Che situazione che abbiamo trovato.” 

Gessica: “Sono sconvolta, non pensavo che potessero esistere situazioni del genere.”

Marco: “Noi non ci siamo abituati. Viviamo lontano da tutti questi problemi, ormai fanno parte di un passato che è lontanissimo.”

Gessica: “Io ci sono rimasta male.”

Marco: “Te l’avevo detto di non imbarcarti in questa avventura, l’Africa non è tutta come un villaggio turistico.”

Gessica: “Cosa potremmo fare noi?”

Marco: “Poco niente.”

Gessica: “Come poco niente? Noi abbiamo soldi a volontà.”

Marco: “Bè, a volontà non direi, abbiamo dei soldi e ne avremo altri, ma li abbiamo destinati per un progetto antiviolenza, molto importante.”

Gessica: “Ma qui con quei soldi potremmo fare moltissimo per questa gente.”

Marco: “Dobbiamo bloccare subito l’altro progetto e dire alle ragazze che non si fa più niente, poi ci concentreremo per questo progetto.”

Gessica: “Sei d’accordo?”

Marco: “Si! Sono d’accordo.”

Gessica si andò a sedere vicino a Marco sul letto e lo abbracciò stretto.

A causa di come erano le pareti della capanna, entrava la luce della luna, che rendeva tutto magico e mistico.

Si cambiarono abiti per giacere sul letto e si distesero, ancora abbracciati.

In silenzio stavano riflettendo.

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 5° CAPITOLO

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