>>> CLICCANDO SUL LINK QUI SOTTO TROVERETE L’ELENCO AGGIORNATO DI TUTTI I LINK DI TUTTI GLI ARTICOLI
https://docs.google.com/document/d/1mxLGCrZV12kdNGnUThu2u8AjyU5uGwBKd2q_hA3vKsE/edit?usp=sharing
IN CANTINA NASCE L’AMORE 28° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
28° CAPITOLO
Parcheggiato bene il camion, si incamminarono verso il laghetto.
Erano tutti e due sportivamente preparati e sentivano poco la fatica.
Sentendosi tranquilli, a volte si prendevano per mano e si scambiavano dei baci e sorrisi.
Marco: “Vederti così, tutta sudata e carica a manetta per questo progetto che abbiamo in mente, mi viene una voglia di scoparti incredibile.”
Gessica: “Aspetta che torniamo tigre e poi mi potrai smontare per bene.”
Arrivarono al laghetto che le ragazze se n’erano già andate.
Marco: “Dobbiamo stare molto attenti.”
Gessica: “Proseguiamo verso il villaggio, ma molto lentamente.”
Marco: “Forse dovremmo uscire dal sentiero ad un certo punto.”
Gessica: “Andiamo e strada facendo ci orrienteremo e capiremo quando uscire dal sentiero.”
Marco: “Speriamo che ci sia un pò di luna stasera, abbiamo le torce ma non dovremmo usarle.”
Passo dopo passo si avvicinarono sempre di più al villaggio, finchè ad un certo punto uscirono dal sentiero e si posizionarono lontano, in mezzo al bosco, nascondendosi dietro un grosso albero.
Gessica: “Da questo punto abbiamo una buona visuale.”
Marco: “Dobbiamo avere pazienza.”
Gessica: “Per fortuna il camion funziona, al massimo torniamo e ce ne andiamo.”
Passarono le ore, a turno Marco e Gessica dormirono, per riposare e prepararsi a muoversi.
Non c’era sempre bisogno di guardare verso il villaggio, perchè le voci delle ragazze arrivavano forte e chiaro.
Le ragazze, passarono il tempo a sistemare intorno alle case gli orti, a dare da bere agli animali che avevano e a prepararsi da mangiare.
Quando fece buio accesero il generatore così alcune luci illuminavano il tutto.
Marco: “Fino ad adesso nessun problema.”
Gessica: “Vuoi dirmi che vivono da sole al 100%.”
Marco: “Forse hanno fatto la scelta di nascondersi e vivere lontano dalla società.”
Gessica: “Perchè, qua c’è una società da cui stare lontani?”
Marco: “Magari sono lesbiche. Sono tutte mezze nude, stanno bene e si muovono con disinvoltura, magari si sono allontanate per questo.”
Gessica: “Ok! Se non succede niente, ce ne andiamo tra un pò.”
Marco: “Sei riuscita a riposare bene tu?”
Gessica: “Si abbastanza.”
Verso le 21 ora Italiana, arrivò al villaggio una Jeep con 3 uomini sopra.
Erano uomini dai 35 ai 50 anni.
Marco: “Sono arrivati gli uomini.”
Le ragazze uscirono tutte e li salutarono baciandoli sulla bocca.
Gessica: “Hai visto tutte le ragazze li hanno baciati.”
Gli uomini erano armati con fucile.
Marco: “Cosa succede?”
Gessica: “In che grado di parentela sono con le ragazze?”
Passò un’ora e mezza, dove tutti mangiarono, poi ad un certo punto gli uomini uscirono, si spogliarono vicino alle docce e si fecero la doccia fuori dalle capanne.
Fatte le docce, rientrarono nelle case e a questo punto cominciarono a prendere vita delle scene macabre ed aggiaccianti.
Tutti, uomini e ragazze si chiusero dentro una capanna e nel giro di pochi minuti ne nacque un’orgia.
Un’orgia non dettata dall’amore e dalla passione, ma dalla violenza.
Le ragazze si lamentavano, piangevano e chiedevano di smetterla.
Alcune chiedevano di non toccarle, perchè erano state già toccate la sera prima.
I no volavano nell’aria con urla di disperazione.
Gessica osservava Marco, e lo vedeva impietrito e freddo come il ghiaccio.
Aveva il viso contrito e serio
Gessica: “Marco, cosa stai pensando?”
Marco non rispose.
Gessica si voltò spalle all’albero nascosta e si mise a piangere, sentendo le urla ed i lamenti.
Stava pensando a quello che aveva passato lei con suo marito e aveva rischiato con Fabio.
Marco on uno scatto da centometrista partì dirigendosi verso la capanna dove avevano lasciato i fucili.
Entrò, sentendosi sicuro e ne prese uno, simile ad una mitraglietta e lo configurò su colpo singolo.
Gessica comprese ciò che voleva fare, così corse verso di lui, ma non riuscì a fermarlo.
Marco aprì la capanna dove si stava svolgendo l’orgia violenta, gridò all’inverosimile.
Gli uomini si alzarono con fare di chi voleva reagire, ma Marco cominciò a sparare ad altezza torace, in modo da non ferire le donne che si trovavano a terra.
Uno ad uno tutti gli uomini vennero uccisi.
Marco sparò più di un colpo a qualcuno.
Tutta la scena si svolse nel giro di alcuni secondi.
Le donne rimasero impaurite, distese a terra.
Gessica in inglese spiegò che erano li per aiutarle e liberarle.
Tutte cominciarono a piangere, ad alzarsi e andare ad abbracciarli.
Marco però, non perse la concentrazione e con il mitra stretto tra le mani cominciò ad ispezionare tutto il villaggio ed accendere tutte le luci che poteva.
Accertatosi che il villaggio era sicuro raggiunse Gessica e le altre, in centro al villaggio.
Le ragazze piansero molto e si accasciavano per terra.
Gessica le rincuorava e chiedeva loro di andare a vestirsi per lasciare il villaggio e portarle al sicuro.
Mentre le ragazze si allontanavano, Gessica si mise ad osservare Marco, che era impietrito ed incredulo per ciò che aveva fatto.
Aveva ucciso 3 uomini a sangue freddo.
Lasciò cadere la mitraglietta a terra, e Gessica corse ad abbracciarlo e baciarlo, le infilò tutta la lingua che poteva per farlo sentire amato e desiderato.
Gessica: “Sei il mio uomo, sei il mio uomo, sei il mio eroe, non perderti nei tuoi pensieri hai fatto ciò che nessuno avrebbe avuto coraggio di fare. Hai liberato me e queste ragazze, sei un eroe.”
Marco non parlava.
Gessica: “Portiamo via le ragazze, le portiamo al camion e le accompagniamo alla missione, da dove siamo venuti.”
Marco non parlava.
Gessica: “Ci inventeremo qualcosa strada facendo, parlerò con le ragazze. Tu guiderai. Non pensare a niente.”
Marco: “Devo eliminare la mitraglietta, ci sono le mie impronte.”
Gessica: “Cosa vuoi fare?”
Marco: “C’è un fuoco li che va, scavo una buca, ci butto dentro il fucile e gli do fuoco.”
Gessica: “Va bene, dai facciamo presto.”
Marco con una pala scavò una buca molto profonda, molto velocemente.
La buca era profonda più del piano di campagna.
Da noi, in Italia, per piano del campagna si intende il livello di terreno comunemente coltivato e quindi lavorato con i più comuni mezzi agricoli.
Ovviamente esagerato rispetto al posto in cui ci troviamo, visto che i mezzi agricoli presenti in quel posto era il badile, il rastrello e qualche altro utensile di uso manuale e comune.
Deformazione professionale.
Una volta che le ragazze si furono tutte preparate, tutti si incamminarono verso il camion.
Gessica interloquiva con loro, e tra innumerevoli grazie, ricerca di abbracci e carezze, si riuscì a capire che erano tutte o amiche o sorelle, rapite da una scuola in una comunità che si trovava a molti chilometri da li e poi rivendute a quegli uomini.
Da subito quegli uomini si erano dimostrati gentili e premurosi, ma poi si erano rivelati ciò che erano veramente.
Erano state portate in quel posto bendate, quindi in realtà non sapevano esattamente dove si trovavano.
In cambio di una vita simil matrimoniale, non facevano mancare loro cibo e cure mediche in caso di bisogno.
Unica regola: in caso una di loro sarebbe scappata o si sarebbe lamentata, tutte sarebbero state uccise.
Gessica migliorò la presentazione che aveva fatto di lei e Marco e spiegò che la loro intenzione era quella di portarle in una missione li vicino, dove sarebbero state al sicuro.
Marco?
Che fine aveva fatto Marco?
Marco si era messo davanti a tutte a camminare, facendo da apripista e mai si era voltato a guardarle, si orientava con la voce, per capire a quanti metri di distanza erano da lui.
Ancora una volta aveva ucciso, per amore e per il bene di qualcuno.
Arrivati al camion tutti si sistemarono e ripresero la strada che portava alla missione, ovviamente con molta cautela, sapendo che il camion poteva avere dei problemi.
SU AMAZON TROVATE PUBBLICATI I MIEI 2 LIBRI, PER RILASSARVI E SVAGARE LA MENTE
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
IMAGE: IO NON HO PAURA
Io non ho paura - Cronache d'Arte