domenica 14 giugno 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “IL DOMINIO” di Alessandra Artemagni

 IL LIBRO DEL GIORNO: “IL DOMINIO” di Alessandra Artemagni

BIOGRAFIA AUTRICE:
Alessandra Artemagni nasce l’11 agosto 1975 a Casorate Primo, vicino a Pavia. Diplomata come Perito Turistico presso l’Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Claudio Varalli” di Milano, lavora per tredici anni come agente di viaggi, sviluppando una profonda curiosità verso le persone, le storie e il mondo. Oggi è responsabile in un ristorante, ma continua a coltivare la sua più grande passione: la scrittura. Amante della letteratura e dei thriller psicologici, nei suoi romanzi esplora le fragilità umane, i segreti e le ombre che si nascondono dietro le apparenze.La montagna rappresenta il suo rifugio e la sua fonte d’ispirazione: un luogo di natura, libertà e pensiero, dove ritrovare sé stessa e dare voce alle emozioni più profonde.
>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

IL DOMINIO
E’ un thriller oscuro e magnetico dove finanza, potere e società segrete si intrecciano in una spirale di omicidi e verità proibite. Quando la giornalista Clara Morgan indaga sulla morte misteriosa di un potente banchiere internazionale, si ritrova intrappolata in un gioco mortale che attraversa Ginevra, Berlino e le ombre dell’Europa contemporanea. Accanto a lei, uomini ambigui, alleanze fragili e un segreto capace di cambiare gli equilibri del mondo. Un romanzo intenso e cinematografico, dove nulla è davvero come appare e ogni verità ha un prezzo.   
Link Amazon
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SORPRESA A BARCELLONA 1° TEMPO 4° CAPITOLO

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SORPRESA A BARCELLONA 1° TEMPO 4° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

4° CAPITOLO

Dopo cena ti cerco senza tante attenzioni negli spazi promiscui di questo albergo.

Non vado a letto se almeno non ti vedo un’altra volta.

Vedo le due signore che ti hanno accompagnato, sono sole, tu dove sei?

Eccola, sei appoggiata al balcone del piano bar, tutta sola soletta.

Ma sei al telefono.

Certo hai il marito a casa che ti aspetta.

Sfrutterò il momento per contemplarti.

La telefonata finisce ed io decido di avvicinarmi.

Fernando: “Buonasera Signora Francesca.”

Francesca: “Adesso sono Signora? ……. A dire il vero penso che bene o male abbiamo tutti e due la medesima età, però a dire il vero questa sera mi sono tirata per cercare di sembrare più giovane, quindi se continui così, e mi fai sentire vecchia puoi lasciare il posto ad altri.”

Fernando: “Volevo essere cortese e non invadente. Avevo visto che stai telefonando.”

Francesca: “Avevo il cellulare in modalità specchio e stavo aspettando per capire se c’era una persona gelosa in giro che voleva fare quattro chiacchiere.”

Fernando: “Eri qua in versione preda allora.”

Francesca: “Bisogna vedere se questa preda è velenosa o meno Fernando, …………. Sono velenosa?”

Fernando: “Per il mio cuore no, per ora.”

Francesca: “Dai, questa preda ha una sete incredibile, offrimi un cocktail così mi dici veramente cos'è che ti ha colpito di me.”

Fernando: “Posso chiederti una cosa?”

Francesca: “La seconda volta che ci parliamo ed hai già pretese? Continui male ragazzo mio.”

Fernando: “Avevi un bellissimo rossetto rosso strano questa mattina, come mai ora non lo hai indossato?”

Francesca: “A dire il vero è il mio rossetto preferito, mi sono dimenticata di metterlo. …………. Dai al tavolo me lo metto.”

Arrivati al tavolo ci sediamo e tu ti sistemi il rossetto, poi, una volta ordinato il cocktail proseguiamo a parlare.

Francesca: “Perchè hai deciso che io dovevo essere la tua preda? Perchè non ti ha attratto quella signorina della 507 che porta le minigonne talmente corte che potrebbe farne senza?”

Fernando: “Perchè quando ti ho vista mi sono sentito tuffare in un altro mondo e ho sperato di godere dei tuoi sguardi e della tua compagnia per parlare e discutere un pò di ciò che succede.”

Francesca: “Mi piace una cosa.”

Fernando: “Tipo?”

Francesca: “Mi piace che non mi hai chiesto il cognome, il lavoro che faccio o altre cose legate alla privacy, mi piace che rispetti questo momento spensierato.”

Fernando: “Se è un momento spensierato per te, pensa a me che ho avuto la fortuna di conoscerti. Lavoro in mezzo a tante persone, donne e uomini, nel tempo ho capito come affrontare i discorsi.”

Francesca: “Tipo?”

Fernando: “Ci credi che durante una cena di lavoro io non parlo mai di lavoro?”

Francesca: “Bravo è una cosa che odio. Ovvio, non è che durante ogni cena di lavoro bisogna finire a letto con questo o quel collega, ma occorre fare squadra, parlare di lavoro senza parlare di lavoro.”

Fernando: “Sei un Paradiso è bellissimo stare qui in compagnia tua.”

Francesca: “Cosa vuol dire che sono il Paradiso?”

Fernando: “Vuol dire che stare vicino a te, mette pace e serenità.”

Francesca: “Vuol dire che se andiamo a ballare e stiamo stretti stretti non ti viene duro?”

Fernando: “Ma guarda che sei una cosa incredibile.”

Francesca: “Dai, andiamo a ballare.”

Fernando: “E’ un lento, non c’è tanto da fare.”

Francesca: “Appunto.”

Arrivati al centro della pista ci mettiamo a ballare, stretti stretti.

Ti conosco da poche ore e già ti direi che se c’è un uomo a cui puoi chiedere tutto ce l’hai già tra le braccia.

Francesca: “Fernando?”

Fernando: “Dimmi mia regina.”

Francesca: “Se io ti mando in Paradiso, ti va di mandarmi all’Inferno?”

Fernando: “Come?”

Francesca: “Toglimi il rossetto.”

Dopo un pò il telefono suona.

Francesca: “Sono le mie amiche, scusami devo andare, la collezione delle farfalle, me la farai vedere un’altra volta.”

Fernando: “Ok, va bene, a domani allora.”

Francesca: “Anzi, aspetta, guarda, questo è il rossetto che ti piace tanto. Domani vai a prenderlo, io sono impegnata con le mie amiche alle terme.”

Fernando: “Il rossetto?”

Francesca: “Certo non hai detto che ti piace? Non vuoi che lo metta? Lo sto finendo e di sicuro tu hai voglia di togliermelo, contribuisci alla spesa.”

Io mi metto a ridere a crepapelle, ma resto lì con il rossetto in mano mentre tu frettolosamente te ne vai verso gli ascensori.

Incredibile.

Mi dirigo verso l’ascensore anche io e poi verso la mia stanza.

Davanti a me passano tante donne, più o meno vestite, che potrebbero attirare la mia attenzione, ma non come te.

Tu hai preso possesso del mio cuore ed ora questo rossetto, può essere la chiave per il tuo di cuore.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


L’ITALIA CHE VORREI 6° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 6° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

6° CAPITOLO

A casa il nostro Presidente con la sua fidanzata preparò una buonissima insalata con tonno, olive e mozzarelline. 

La conversazione prese varie strade, cercando di parlare il meno possibile del lavoro, cosa impossibile.

La temperatura in casa era calda in moda da poter rimanere poco vestiti.

Chiara però era veramente troppo poco vestita.

Finito di mangiare e sistemate le stoviglie, Fabio, vestito con un pigiama leggero, si sedette davanti alla Tv con la schiena appoggiata al divano.

Chiara, vi si sedette davanti appoggiandosi al torace di lui, che la abbracciava.

Lei si voltò, verso con un sorriso malizioso, lui la baciò.

Subito dopo lei si staccò, si sollevò e si scostò.

Si spogliò davanti a lui e cominciò a baciarlo.

Tra un bacio e l’altro i due dimenticarono i gravosi impegni giornalieri e trovarono un pò di vero relax. 

4 Settembre 2027: inizi la giornata molto movimentata.

Fabio: “Giancarlo da oggi sei più operativo, non lavorerai più nell’ombra. ………. Tu Giancarlo mi seguirai nelle riunioni con i direttori dei vari ministeri e poi seguirai le mie direttive in mia assenza; tu Chiara devi lavorare per convocare a Roma, presso la Fiera tutti i Presidenti di Regione e i Sindaci d’Italia, per cominciare a lavorare alla formulazione della nuova costituzione italiana. Tu Mike, lavorerai per i funerali di stato. I Funerali li organizzeremo allo Stadio Olimpico, così ci sarà spazio per tutte le bare e sarà più semplice controllare tutti i presenti. Dovranno essere i funerali più blindati della storia dell’Italia.”

Chiara: “Ascolta, ma non è il caso di organizzarli in Vaticano?”

MIke: “No! Primo perchè non tutti erano credenti e religiosi e poi è un casino tenere sotto controllo tutti.”

Chiara: “Hanno fatto i funerali di papi in Vaticano!”

Fabio: “Ha ragione Mike, qui dobbiamo portare dentro più di 1000 bare, dobbiamo sorvegliarle per molto tempo, dobbiamo sorvegliare tutte le persone che affluiranno, è meglio uno stadio.”

Chiara: “Ok!”

MIke: “Quanti giorni pensi debbano passare ancora, prima dei funerali?”

Fabio: “Sentiamo i servizi segreti come sono messi con le ricerche e le indagini e poi si vede, nel frattempo comincia a preparare il tutto come se dovesse avvenire tutto velocemente.”

Chiara: “Le borse quando le riapri?”

Fabio: “Apriremo tutto, quando avremo fatto i funerali, sarà pronta a partire la nuova assemblea costituente e sarà pronto il mio BTP.”

Mike: “Ho sentito che il tuo BTP avrà il tuo nome.”

Fabio: “Speriamo di no. …….. Ascoltate, io e Mike, andiamo a trovare il deputato sopravvissuto.”

Chiara: “Ok! Noi ci mettiamo al lavoro.”

Pietro Angosia era uno degli agenti del Pool investigativo per la strage, stava facendo colazione al Bar, vicino a Palazzo Chigi, serenamente e tranquillamente.

Mentre stava finendo di sorseggiare il suo cappuccino un Signore sulla cinquantina, si avvicinò da dietro e senza farsi notare gli sussurrò all’orecchio: “Verifica la stanza 179 di Montecitorio!”, e poi corse via, uscendo dal locale.

Pietro era un’agente segreto, quindi preparato ed atletico, così gli corse dietro.

Il primo correva veloce, aumentando sempre di più la velocità.

Pietro correva, ma non riusciva a raggiungerlo.

Cavoli era preparato, per fortuna, non si mise a correre in mezzo alla gente, così Pietro estrasse la pistola e gli intimò di fermarsi, ma niente non si fermava.

Pietro sparò, un colpo per aria, spaventando alcune persone li attorno, ma lui non si fermò.

La direzione che aveva preso era verso il Tevere.

In quei giorni a causa di forti piogge cadute a monte, il livello dell’acqua era alta e quindi la corrente era sostenuta.

Arrivato nei pressi degli argini, l’uomo di tuffò dentro.

Pietro urlò di fermarsi, ma niente.

L’uomo entrò in acqua e si mise a nuotare seguendo la corrente che ovviamente lo portò via molto velocemente.

Incredibile, riusciva a rimanere a galla e a nuotare in mezzo al fiume impetuoso.

Avrebbe potuto chiamare rinforzi, ma uno così non lo avrebbero preso con tanta semplicità, così decise di andare a Palazzo Chigi e mettersi ad investigare su questa stanza.

Arrivato a Palazzo e riunitosi con gli altri due colleghi, parlò di quello che era successo e decisero di guardare i mappali di Montecitorio presenti a Palazzo Chigi.

Ne emerse che la stanza 179, assieme ad altri luoghi erano stati effettivamente presi di mira da un’opera di restauro alcuni mesi prima.

Stranamente solo alcune stanze erano state sistemate.

Nei documenti era descritta la ditta che aveva eseguito i lavori.

Ottimo, occorreva fare delle valutazioni.

Mentre succedeva questo, il Presidente Fabio con Mike si recò dal sopravvissuto.

Fabio si avvicinò e gli prese la mano.

Fabio: “Deputato Alfonsi, le sono vicino e sono molto felice che sia vivo.”

Enrico: “Sono solo io?”

Fabio: “Si! Non ci sono più superstiti. Ascolti, io e lei eravamo di partiti differenti, ma in questo momento non esistono divisioni, lavoreremo assieme.” 

Enrico: “Lavoreremo assieme?”

Fabio: “Certo, tu rimettiti e poi verrai ad  aiutarmi a Palazzo Chigi, abbiamo una repubblica da ricostruire.” 

Enrico: “Una repubblica? Lei ci crede ancora?”

Fabio: “Si! Per me l’Italia è ancora viva. Ascolti, si ricorda qualche cosa?” 

Enrico: “Mi ricordo solo che è venuto buio, e poi mi sono svegliato sotto le macerie.”

Fabio: “Hanno detto che non eri sommerso, ma abbastanza protetto. Sembra che per come si è rotto il soffitto, si fosse formata una cupola.” 

Enrico: “Fortuna, sono stato fortunato.”

Fabio: “Si è vero e questa fortuna noi la sfrutteremo per ridare vita ad una nuova Repubblica.” 

Enrico: “Per fortuna che c’è lei che ci crede.”

Fabio: “Ascolti, lei si riprenda e poi verrà ad aiutarmi a Palazzo Chigi.” 

Enrico: “Grazie mille, Presidente.”

Fabio e Mike, dopo alcuni minuti salutarono il Deputato Enrico Alfonsi e ritornarono.

Arrivato a Palazzo Chigi, la sua attenzione fu attirata da Giancarlo.

Fabio: “Giancarlo tutto bene?”

Giancarlo: ”Presidente, ci sono problemi con i Direttori dei Ministeri.” 

Fabio: “Che tipo di problemi?”

Giancarlo: “Hanno difficoltà a tagliare le spese di 1 miliardo a testa.” 

Fabio: “Devono tagliare le spese che non intaccano direttamente i servizi ai cittadini. Il più sono spese di investimenti.”

Giancarlo: “Poi hanno problemi a trovare le risorse per aumentare gli stipendi pubblici di 500 euro netti e le pensioni minime a 1000 euro.” 

Fabio: “Posso chiederti una cosa?”

Giancarlo: “Mi dica, Presidente.” 

Fabio: “Pensi che queste due misure servano? Io, lo capisco che serve trovare molti soldi, ma c’è una cosa che serve in questo stato. Ovvero: dire a voce alta che il dipendente pubblico e ciò che rappresenta è importante; e che chi va in pensione con la pensione minima deve avere i soldi per vivere. Poi si decidono le regole. Ovvero come deve lavorare un dipendente pubblico per essere eccellente e chi deve prendere la pensione minima. Hanno difficoltà a trovare 1 miliardo a testa? Ti ricordo che sono morti più di mille funzionari pubblici, ovvero più di mille stipendi da favola in meno e più di non so quante pensioni d’oro in meno. Quando è esploso Montecitorio si stava scrivendo una nuova storia dell’Italia, bisogna proseguire su quella direzione.”

Giancarlo: “Ok! Ho capito Presidente. Mi da un altro giorno, per parlare con i Direttori?” 

Fabio: “Non c’è nessun problema, domani richiamali, altrimenti ci penso io.”

Giancarlo: “Grazie Presidente.” 

Fabio: “Non c’è di che.”

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO. 

Nessuna!

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


venerdì 12 giugno 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “DUE AMICI LEGATI DA UN FILO” di Anna Castellazzi

 IL LIBRO DEL GIORNO: “DUE AMICI LEGATI DA UN FILO” di Anna Castellazzi

BIOGRAFIA AUTRICE:

Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazione musicale e vent’anni di responsabilità gestionali nelle scuole civiche del territorio varesino. Diplomata in Clarinetto presso il Conservatorio Guido Cantelli  di Novara  e in Didattica della Musica presso C.E.M.B di Milano, integra competenze educative, organizzative e creative.

Dal 2007 coordina per la cooperativa Musica per Varese i Corsi Civici di Arcisate, Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano, seguendo la gestione del corpo docente, la supervisione didattica, i rapporti con le famiglie e l’organizzazione di eventi. Dal 2009 è membro del CdA del Civico Liceo Musicale “Riccardo Malipiero”, contribuendo alla definizione delle strategie formative dell’istituto.

Accanto all’attività didattica, porta avanti un articolato percorso autoriale, pubblicando opere di narrativa per l’infanzia e progetti dedicati alla divulgazione culturale, spesso presentati in contesti istituzionali e culturali del territorio. Ha partecipato come giurata a premi letterari e a iniziative benefiche legate alla promozione della lettura.

Nel 2023 ha fondato, insieme a Giuseppina Levato, il gruppo Racconti al Pentagramma, che unisce scrittura e musica in performance dal vivo con partecipanti dai 6 ai 60 anni. Ha collaborato con musicisti e compositori alla creazione di produzioni narrative-musicali originali, presentate in sedi di rilievo.

Scrive per Cronache d’Arte, occupandosi di recensioni che spaziano dalla letteratura per l’infanzia alla narrativa contemporanea. 

La sua attività coniuga progettazione culturale, educazione musicale e produzione letteraria, con un approccio orientato alla valorizzazione del patrimonio culturale e formativo del territorio.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

DUE AMICI LEGATI DA UN FILO

In questo racconto  la Rupe narra la vicenda di Giorgio e Michele, due ragazzi che durante la pandemia ritrovano la loro amicizia grazie alla tecnologia, condividendo passioni, musica e sogni e aiutandosi a vicenda a superare un periodo cupo e difficile. La loro amicizia crescerà a tal punto che i genitori si organizzano per farli incontrare a pandemia finita permettendo alla loro amicizia di rafforzarsi ancora di più. 

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UN MILIONARIO TRA DI NOI 12° CAPITOLO

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UN MILIONARIO TRA DI NOI 12° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

QUESTO RACCONTO, METTE IN EVIDENZA COME CHI HA MOLTI SOLDI IN TASCA PUO’ VERAMENTE CAMBIARE LA VITA DI CHI HA ATTORNO, NON SOLO CON FALSE DONAZIONI, E SENZA TOGLIERE NIENTE A SE STESSO. Infatti trovate anche la contabilità in formato excel, con le regole di gioco, descritte passo a passo.

UN MILIONARIO TRA DI NOI VI CONSIGLIA:

L’Associazione “Alzati e Fai Luce”

www.alzatiefailuce.org

L’Associazione “Il castello dei Sorrisi” 

www.ilcastellodeisorrisi.it

TESTO DEL RACCONTO: (PER MOTIVI DI SISTEMAZIONE COMPLETA DEL RACCONTO VI RIPROPONGO TUTTO IL TESTO DALL’INIZIO)

01/09/25 = (FRANCESCA) Con Francesca, Ivan si sente per telefono e lei lo esorta a non impazzire per realizzare vari progetti, ma lo esorta a pensare a se stesso. Ivan le dice che non può permettersi di tenere per se tutti questi soldi, perchè non li ha sudati, ma vinti.

02/09/25 = (ASSOCIAZIONE GIOVANI) Nasce ufficialmente l’Associazione “Giovani Attiivi Bovolone”, con lo scopo di raccogliere ragazzi dalla 1° media in su e farli lavorare per progetti che li rendano autonomi e slegati dalla famiglia.

(FRANCESCA) Serata con Francesca.

03/09/25 = (APPARTAMENTI VERONA) Vengono acquistati 6 appartamenti a Verona ad uso turistico. Al costo di 1 milione e 300 mila euro totali. Ora c’è da sistemarli ed aprire una società a doc. 

04/09/25 = ?

05/09/25 = (CONTRIBUTO MENSILE SOSTEGNO AL REDDITO) Qusta settimana si aiutano 6 famiglie in più.

(CONTRIBUTO CASE GREEN) Questa settimana si finanziano 3 famiglie.

06/09/25 = (ASSOCIAZIONE GIOVANI) Viene inaugurata l’Associazione “GIOVANI ATTIVI A BOVOLONE” presso il Municipio. Ora si deve far conoscere il progetto.

07/09/25 = 

(?) ?

CLICCA SUL LINK QUI SOTTO PER VEDERE SETTIMANA DOPO SETTIMANA COME SI SVILUPPA LA VITA DI IVAN A LIVELLO CONTABILE, PER RENDERTI CONTO DI PERSONA:

https://docs.google.com/spreadsheets/d/1aE0jSJQhEEKqjUOksQOtt_nKD0fLVfZJr8jUNebFKmg/edit?usp=drive_link

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 3° CAPITOLO

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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 3° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

3° PUNTATA

Si va a cena e dopo mi ritrovo ancora con Francesca a chiacchierare davanti ad una buona birra, dentro il così detto Saloon.

Francesca è molto conosciuta qui alla missione, ma non so per quale inghippo, non riesco a capire, rimaniamo fuori a parlare, seduti in un tavolo un po’ lontani dagli altri.

Fernando: “E’ da molto che sei qui Francesca?”

Francesca: “Chiamami Fra. Comunque si sono qui dal principio, e tu cosa ti ha fatto scegliere di venire qui?”

Fernando: “Mi sentivo inutile, anche se un lavoro buono ce l’avevo. Sentivo come nessuno sentisse l’esigenza di avermi vicino a parte il lavoro. Avevo voglia di stare dove c’era bisogno.”

Francesca: “Hai famiglia, fidanzata, cosa?”

Fernando: “Solo la mia famiglia. Non sono uno a cui ti avvicini se non ti prendi il tempo di conoscermi, se mi guardi esternamente non si prova interesse per me, dopo magari se uno è obbligato prova a conoscermi e capisce quanto valgo.”

Francesca: “Oddio non ti faccio la domanda che ho in mente, però se hai fatto la scelta di scendere vuol dire che la cosa è scontata.”

Fernando: “I miei colleghi di lavoro mi vogliono vicino, avevo bisogno di avere altre persone vicino.”

Francesca: “Oltre al lavoro portavi avanti dell’altro?”

Fernando: “Sono un tipo sportivo ed atletico, forte fisicamente, ho pensato che qui la forza e la resistenza possa essere utile.”

Francesca: “Ti ho visto guardare molto intensamente i bambini oggi.”

Fernando: “Mi piacciono e li adoro e soprattutto sono il futuro per tutto il mondo, anche per questa terra.”

Francesca: “E’ vero.”

Fernando: “C’è del tempo per passare liberamente nella missione?”

Francesca: “Certo che c’è e come, anche perché il nostro lavoro qui è anche vivere insieme ai senegalesi, soprattutto i piccoli senegalesi.”

Fernando: “Spero di renderti felice di me.”

Francesca: “Addirittura felice? Dobbiamo amministrare un magazzino.”

Fernando: “No, io devo trovare la mia strada e voglio che la gente attorno a me sia felice. So benissimo che il magazzino lo gestiremo bene, perché sarai tu ad insegnarmi, ma io voglio che tu sia felice, come voglio che siano felici tutte le persone che incontrerò.”

Francesca: “Qui di persone importanti ne incontrerai molte, prenditi il tempo di conoscerle e di approfondire. Questa è una terra, e soprattutto questa zona è un posto dove la spiritualità viene messa molto in discussione.”

Fernando: “Che religione si pratica qui?”

Francesca: “Qui c’è un credo locale, ma è molto profondo. Prende le sue radici dalle religioni madri, le grandi religioni, ma ti assicuro che è molto profondo.”

Fernando: “Quindi cristianesimo, islam?”

Francesca: “Si ci sono cristiani, islamici, ma più che cercare di catalogare la gente in quel modo, cerca di scoprire il loro pensiero primordiale e vedrai che alla fine sono più profondi di quello che credi.”

Fernando: “Addirittura.”

Francesca: “Qui a 30 chilometri, c’è una comunità di pastori, si chiama Abrem, hanno una cultura talmente profonda ed antica che veramente ti metti in discussione.”

Fernando: “Io sono cristiano cattolico praticante.”

Francesca: “Vedrai Fernando, anche io sono cattolica, ma il sapere e la profondità della cultura che c’è qui, ti fa assaporare aspetti del lato umano che non riusciresti a percepire da noi.”

Fernando: “Ascolta, c’è un biliardo per caso?”

Francesca: “Si c’è, ti va una partita?”

Fernando: “Volentieri.”

Appena, alcune persone videro che io e Francesca cominciammo a giocare, prendendo la stecca in mano misero in sottofondo la canzone “Werewolves of london” tratta dal film “Il colore dei soldi”, quello con Tom Cruise.

Per me è come una bomba al cervello.

Francesca è splendida, è la perfezione fatta persona e con la stecca in mano, esprime tutto il potere della sua femminilità.

Tra un colpo alle palle e l’altro, mentre bevo una buonissima birra, spinata in maniere eccellente, in questa terra incredibile, in questa zona ristoro che si è trasformata in una specie di pub irlandese, ti osservo e mi sento mancare l’aria.

Io dovrò dipendere da te, ma in realtà è già poche ore che sono qui ed ho deciso che tu possa fare di me quello che vuoi.

Ordini al barista che già conosci, una birra come la mia.

Una birra weisse, ottima.

Si vede che sei un tipo rock

Ora il locale prende un altro smalto.

La nostra partita ha concentrato su di noi l’attenzione di tutti.

Molti penseranno ed hanno ragione che mi hai già catturato.

Ma veramente potrei essere nel tuo cuore un giorno?

Mi do alcuni colpi in testa con la stecca e tu ti giri per verificare cosa faccio.

Francesca: “Cosa fai, sei pazzo?” e ti metti a ridere.

Fernando: “No scusami Francesca, ero sopra pensiero.”

Francesca: “Dai, guarda ci osservano tutti, abbiamo gli occhi su di noi, dobbiamo fare bella figura.”

Fernando: “Diamo spettacolo?”

Francesca: “Non succede di vedere una bella partita a biliardo, diamo un po’ di spettacolo.”

Fernando: “Così sia.”

Non so se vincerò io o tu, tu sei brava, ma non ti farò vincere facile, io sono un cecchino, terrò la partita più lunga che mai.

Un colpo dopo l’altro, le palle girano veloci sul tavolo verde, come le domande che ci rivolgiamo l’uno all’altro.

L’adrenalina cancella la stanchezza, penso che se arriverò a letto mi dovrai svegliare a suon di sberle, ma penso anche che potrei rimanere sveglio giorni interi.

Non sei male, anzi le palle giuste le metti dentro, e sembra che anche a te piaccia ritardare il fine della partita, perché sembra che sbagli certe palle a raggion veduta.

Le tue risposte tutte soppesate, come i tiri con la stecca.

Io sono attento a non steccare.

Però più che steccare, ho paura di sbagliare domanda, di farti infastidire, di annoiarti.

La domanda sbagliata, la risposta sbagliata e per me è la fine.

Altri ti guardano, ma io più che guardare quando ti pieghi sul tavolo, guardo dove mettere la punteggiatura.

Non è una partita a biliardo, per me, ma una visita dall’analista.

Queste 8 palle mi possono aprire le porte di un nuovo mondo, come quelle di un manicomio.

Spero che sbagli, anzi no spero che fai buca perché non so come finirò se questa partita durerà molto.

Il mio cervello non resisterà.

Alla fine la partita finisce, vinco io, ma sono devastato.

Due chiacchiere ancora e poi mi saluti dicendomi: “Giochiamo ancora, è stato divertente. Voglio vedere quanto sei bravo a buttar dentro le palle giuste.”

Fernando: “Andiamo a riposare? Ho il tuo permesso mia regina?”

Francesca: “Addirittura regina? ……. Vai a dormire ci vediamo domani.”

Le ore di notte passano velocemente, non si accorge nessuno.

Francesca, si sveglia come ogni giorno presto, prima di tutti, beve un caffè e si reca al magazzino, dove rimane sbalordita.

Tutto è pronto da mandare ai vari cantieri e tutto è in ordine, sembra che qualcuno sia venuto a lavorarci di notte.

Un biglietto è sopra ad ogni cosa sulla scrivania.

Francesca lo prende e legge il contenuto.

Francesca: “Accanto a te, in questo inferno, è tutto favola. Sono felice, che tu sia la mia guida. Sono felice. Sono partito triste, ma ora, già ora ho trovato la pace. Firmato Fernando.”

Francesca, si guarda intorno e vede che tutto ha un aspetto diverso.

Francesca: “Questo qua mi darà del filo da torcere.”

Io arrivo una mezzoretta dopo.

Francesca: “Ma a che ora sei andato a letto?”

Fernando: “Come mai?”

Francesca: “Sono arrivata al magazzino e ho trovato un po’ troppo ordine.”

Fernando: “E niente altro?”

Francesca: “Ho trovato, ho trovato. Ma a che ora sei andato a letto?”

Fernando: “Presumibilmente un’ora dopo di te.”

Francesca: “Ma non eri stanco?”

Fernando: “Ero stanco, ma mi sono messo a guardare le stelle e sono rimasto incantato.”

Francesca: “Solo dalle stelle?”

Fernando: “Sono rimasto incantato dalle stelle e da tutto.”

Francesca: “Se sapevo che eri così sveglio potevamo giocare un’altra partita.”

Fernando: “Anche no, la possiamo giocare stasera.”

Francesca: “Ok! Ma sta attento a girare la sera libero per la missione, qui le donne potrebbero avere cattive intenzioni su di te.”

Fernando: “Cattive intenzioni?”

Francesca: “Stai attento, fanno presto ad innamorarsi della gentilezza e della cortesia.”

Fernando: “Sul serio?”

Francesca: “Tu mantieni gli occhi aperti, ci sono donne sole e Andrea non vuole che facciate casini, siamo qui per dare una vita a questa gente nella loro terra, non promettiamo niente.”

Fernando: “E se qualcuno non fosse di questa terra, cosa dobbiamo fare?”

Francesca: “Stai attento lo stesso, perché quelle che non sono di questa terra, quando te le porti a casa, rischiano di rompere le palle più di queste.”

Io mi misi a ridere a crepapelle e lei lo stesso.

Fernando: “Allora starò attento a tutte le donne.”

Francesca: “Ascolta, visto che sei stato preciso, c’è il primo carico da portar via.”

Fernando: “Cemento per l’argine vero?”

Francesca: “Certo e poi ci sono camion di terra da portare alla strada che stanno realizzando, ho deciso che aiuterai tu i camionisti, così fraternizzi anche con loro.”

Fernando: “E con i mezzi del posto.”

Francesca: “Si mi raccomando alle marce, qui meno si rompe qualcosa meglio è per tutti.”

Fernando: “Sia così.”

Passai la mattina a portar cammionate di terra di qua e di la mentre con le ruspe la spianavano e la impaccavano per sistemare la strada che sempre più lunga diventava.

Si trattava della strada da dove ero arrivato che andava risistemata.

Ovviamente la terra si prendeva da un punto ben preciso.

Si cercava di sistemare il fiume così prendendo terra che serviva per sistemare da altre parti.

Quello che si cercava di fare era di costruire il tutto ad un livello idrografico più alto del precedente, quindi il nuovo villaggio cittadina di Catcum, risultava essere più in alto e quindi più in sicurezza.

Un lavoraccio, ma i ruspisti erano abili niente da dire e veloci.

Una volta steso il terreno si lasciava asciugare prima di costruirci sopra.

Asciugarci, siamo in Africa, tutto avveniva abbastanza velocemente ovvio, ma si lasciava il tempo giusto.

Tutto si cercava di costruire più elevato.

Così passai anche il pomeriggio, fin chè non ebbi il tempo di farmi una vera e sana partita a calcio con i ragazzi del posto.

Fu un bellissimo momento, in cui si scherzava e giocava in allegria.

Oddio, qualche volta da qualcuno di loro uscivano parole che avevano tutte le sembianze di essere parolacce.

Mi sa che lo erano.

Oddio questa è una missione atea, non è religiosa, anche a me scappò qualche imprecazione, quando non riuscivo ad arrivare alla palla prima di loro.

Mi sa che capivano bene le imprecazioni mie, perché ridevano a crepapelle.

Ma si è lo stesso, l’importante è che siano contenti.

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1° LIBRO

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “IL DOMINIO” di Alessandra Artemagni

  IL LIBRO DEL GIORNO: “IL DOMINIO” di Alessandra Artemagni BIOGRAFIA AUTRICE: Alessandra Artemagni nasce l’11 agosto 1975 a Casorate Primo...