martedì 20 ottobre 2026

L’ITALIA CHE VORREI 5° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 5° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

5° CAPITOLO

Salutati, Fabio si mise subito al lavoro per un altro obiettivo.

Fabio: “MIke, Chiara, andiamo a Montecitorio.”

Mike fece mettere con la forza il giubbotto anti proiettile a Fabio e Chiara, ma arrivati sul posto e sceso dalla macchina, Fabio se lo tolse.

MIke: “No Presidente, lo deve tenere!”, con fare molto minaccioso.

Fabio: “Mike, siamo venuti per ringraziare e rassicurare. Gli operai qui lavorano senza giubbotti, io non posso farmi vedere che lo indosso.”

MIke: “Al primo problema, lo carico di peso in auto.”

Fabio: “So che sei capace di farlo.”

Si mise a stringere le mani dei soccorritori e di tutti gli operai.

Strinse le mani delle forze dell’ordine e delle squadre sanitarie.

Non lasciò indietro nessuno.

Ringraziò con il cuore tutti, per tutto l’impegno che stavano mettendo e per aver salvato una persona ancora in vita.

Alcune persone abitanti a Roma si erano avvicinate, vedendolo arrivare, per conoscerlo da vicino.

Anche a loro andò a stringere la mano.

Una di queste, guardando il cellulare lo interrogò su cose che stavano succedendo in Puglia.

Fabio non ne sapeva niente, così si fece dare il cellulare di questa persona e assieme a Mike visionò i video che quella persona stava vedendo.

Praticamente la Polizia Regionale Pugliese, stava prendendo in custodia molte persone di colore e le stava, con la forza, trattenendo, senza nessun reato presunto.

Fabio spiegò a quel signore e ai presenti che non ne sapeva niente e che ora stesso sarebbe ritornato a Palazzo Chigi e si sarebbe informato.

Le persone presenti non sapevano che dire, salutarono il Presidente e lo lasciarono andare.

Una volta saliti in auto, Fabio diede ordine di correre a Palazzo Chigi.

Una volta arrivati nel suo studio.

Fabio: “Chiara telefona al Presidente della Puglia Saverio Nesso.”

Chiara: “Subito.”

Mike: “Cosa sta succedendo?”

Fabio: “Ho paura a dirlo, ma mi sa che qualcuno si sente un pò un dio in terra e non sono io.”

Chiara: “”Cosa facciamo?

Fabio: “Vediamo.”

Chiara: “E’ in linea.”

Fabio: “Mettilo in vivavoce.”

Chiara: “Fatto.”

Il Presidente della Puglia Nesso Saverio era al telefono.

Fabio: “Presidente ho telefonato per capire come posso aiutarla.”

Nesso: “Fabio, ci sto già pensando io.”

Tutti rimasero ammutoliti nel sentire che Nesso non si rivolgeva a Fabio come Presidente.

Fabio: “Sta trattenendo, fermando persone incensurate e che non hanno commesso reati. Guarda caso, neanche farlo apposta sono tutti neri. Chissà perchè? Ha paura dell’uomo nero? Aveva paura da piccolo?”

Nesso: “Sto difendendo l’Italia a differenza sua. Li fermerò e li torchierò.”

Fabio: “Ma chi deve torchiare, ci sono già i Servizi che ci stanno lavorando. Le ordino di smetterla subito.”

Nesso: “Fabio tu non ordini niente a nessuno, non sei nessuno.”

Fabio: “Presidente la smetta subito.”

Il presidente staccò la chiamata.

Fabio: “Mi ha messo giù il telefono questo figlio di puttana.”

Chiara: “Riprovo a chiamare.”

Mike: “Non può farlo.”

Fabio: “Vediamo se risponde.”

Un segretario generico lì al lavoro corse da loro, portando il suo cellulare.

Stava guardando un video che riprendeva un ragazzo nero che veniva pestato violentemente dalla Polizia Municipale Pugliese.

Altri ragazzi riprendevano tutto e finito il pestaggio lo soccorrevano e lo portavano in ospedale con un’auto.

Fabio: “Rintraccia quei ragazzi Mike, voglio parlare con loro direttamente al telefono.”

Mike: “Subito, vado nel mio ufficio e faccio delle verifiche con i colleghi.”

Mike uscì dalla stanza.

Chiara: “Non può essere, non deve vincere l’anarchia.”

Fabio: “Tutto calcolato, in questo momento tutto può succedere, dobbiamo velocemente avviare le operazioni per dare al paese un nuovo parlamento.”

Chiara: “Ho trovato la persona che può trattare con i Direttori ministeriali in tua assenza.”

Fabio: “Chi è?”

Chiara: “Giancarlo Marangon, è un buon elemento di Palazzo Chigi.”

Fabio: “Se tu ti fidi mi fido anche io. …………. Ascolta annulliamo il discorso alla nazione stasera, voglio dire solo cose buone e con i problemi in Puglia è il caso di non dire cazzate.”

Chiara: “Ok! Ma hai intenzione di incontrare i giornalisti per farti fare delle domande?”

Fabio: “Con calma.”

Mike tornò con il nominativo del ragazzo ferito in Puglia ed il numero di telefono.

Mike: “Ecco Presidente.”

Fabio: “Chiama Chiara e metti in vivavoce.”

Il numero era del ragazzo, ma ovviamente risposero i genitori.

Fabio li rassicurò, e precisò che avrebbe fatto di tutto per fermare quel che stava succedendo.

I genitori compresero e lo ringraziarono per la telefonata.

Mike: “Cosa facciamo”

Fabio: “Lasciatemi da solo, per piacere ho bisogno di stare un attimo in silenzio.”

Chiara, comprese che in quel momento il suo uomo, si sentiva in difficoltà ed il peso di quello che stava vivendo si stava facendo sentire.

Se altri Presidenti di Regione, avrebbero fatto come quello Pugliese, sarebbe stata l’anarchia totale.

Fabio si mise a passeggiare per l’ufficio riflettendo e pensando.

Doveva trovare una soluzione politica, una soluzione che non necessitasse di carte o avvocati.

Era giusto pensare che lui si trovava li solo per pura fortuna e stava vivendo da Presidente solo per pura fortuna.

Tutto era normale, ecco perchè serviva una soluzione normale ad un problema così complicato.

Una soluzione che non potesse essere verificata dallo stesso Nesso Saverio.

Uscì dall’ufficio e andò a prendersi un caffè alle macchinette a gettoni.

Un semplice modo per dire a tutti che non voleva nessuno attorno.

Perfino Chiara, non sapeva che dire, perchè non sapeva come consigliarlo.

Mentre Fabio si beveva il caffè, gli venne un lampo di genio.

Fabio: “So che fare!”, gridò, attirando l’attenzione di chi aveva udito, tanto che si affacciarono alla porta della loro stanza, ma in realtà il Presidente si lanciò a prendere Chiara e Mike.

Chiusi dentro il suo ufficio ………………

Fabio: “Chiamate il Presidente Nesso.”

Chiara lo chiamò e per fortuna lui rispose subito.

Nesso: “Vedi Fabio che ti porto rispetto, ti ho risposto subito.”

Fabio: “Devi rilasciare i ragazzi che hai trattenuto.”

Nesso: “Non se ne parla, l’Italia è in pericolo.”

Fabio: “Devi rilasciare i ragazzi che hai trattenuto, altrimenti i Servizi Segreti ti incrimineranno per ostacolo ad un’indagine per terrorismo.”

Nesso: “Che cosa?”

Fabio: “Saverio, la Polizia ha fermato persone che sono informatori speciali infiltrati, pagati dallo stato per informare in queste situazioni, ma se tu li trattieni non possono fare il loro lavoro e quindi cercare notizie.”

Nesso: “Addirittura.”

Fabio: “Non dovrei dirti queste cose, ma ti considero un amico e non voglio che vai nei casini, dai per piacere libera tutti. Ti assicuro che stiamo facendo tutto quello che possiamo.”

Nesso: “Non volevo mettere i bastoni tra le ruote ai servizi segreti, te lo assicuro. Mi sono sentito responsabile verso i miei cittadini e pensavo di fare del bene.”

Fabio: “Ok! Ok! Ascolta, conforta e aiuta le famiglie dei ragazzi pestati, fai tutto per scusarti e cerca di riprendere il consenso della gente.”

Nesso: “Mi scuso Signor Presidente, non volevo.”

Fabio: “Adesso mi dai del Presidente? Ascolta ho una proposta da farti.”

Nesso: “Me la merito?”

Fabio: “Sei un amico! ………….. Ascolta, voglio dare vita ad una assemblea convocando tutti i Presidenti di Regione e tutti i Sindaci d’Italia per discutere e approvare una sorta di nuova costituzione, e poi pensare a dare una nuova normalità all’Italia, ci stai a cominciare a fare telefonate in giro per l’Italia?”

Nesso: “Che bella idea, lo faccio molto volentieri Presidente.”

Fabio: “Saverio?”

Nesso: “Cosa c’è?”

Fabio: “Sei un leccaculo come sempre, dai, libera i ragazzi.”

Nesso: “Lo faccio subito.”

La telefonata si chiuse.

Mike: “Bravo Presidente! Bravo! Bravo! Bravo!”, disse esultando e camminando a destra e sinistra per la stanza.

Chiara: “Grande, amore sei un grande.”

Mike: “Ma io non lo sapevo, chi lo ha detto?”

Fabio: “Nessuno!”

Chiara: “Come nessuno?”

Fabio: “Me lo sono inventato, ma ha funzionato.”

Mike: “Cavoli che idea.”

Fabio: “Saverio non potrà capire se è una balla o la verità, la mia, ma intanto rilascerà i ragazzi e altri non si comporteranno come lui.”

Mike: “Non c’è tempo per parlare alla popolazione ormai.”

Fabio: “Non preoccuparti, vediamo come va domani e se riusciamo a fare qualche passo in avanti parleremo domani.”

Chiara: “Andiamo a casa.”

Fabio: “Si, però domani, dobbiamo andare a fare visita al Deputato estratto dalle macerie e capire come organizzare i funerali di Stato.”

Mike: “Certo.”

Fabio: “Dai ragazzi, andiamo a casa.”

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO. 

Nessuna!

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


VENNE IL GIORNO 6° CAPITOLO

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VENNE IL GIORNO 6° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

6° PUNTATA

Nicola con un binocolo scrutò l’orizzonte, cercando di vedere se si notava qualche cosa.

La loro sete di capire, venne subito placata, perché a circa 3 chilometri, da dietro una duna si alzò in volo un aereo simile, nelle forme ad una grande aquila. Grande come 3 Jet privati.

Era silenziosissimo, non si sentiva neanche.

Si vedeva solo avvicinarsi lentamente, cosa che fece terrorizzare tutti.

Paola e Tiziana si abbracciarono e si avvicinarono al Dott Gambini che si era tolto perfino gli occhiali perché non credeva a tutto quello che vedeva.

Mirko si avvicinò di più al suo Capo, Nicola, e gli appoggiò una mano sulla spalla in segno di forza e conforto.

Nicola lo guardò con il fare di chi dice: “e ora che si fa?”

Il velivolo atterrò a 100 metri di distanza da loro senza muovere neanche un granellino di sabbia, e ripeto senza far rumore.

Dopo un due minuti, che passarono come se fosse un’eternità, si apri un portellone, sito da un lato del velivolo, e ne uscirono 6 persone vestite da soldati.

La divisa era blu elettrico, come quella dei meccanici come fattezze, ma di un tessuto che appariva molto più robusto.

Avevano un bustino rigido di colore nero, simile ai nostri giubbotti antiproiettili, ma più vestibile e confortevole.

Erano armati.

Arrivati davanti ai nostri, uno di loro che sembrava essere il capo si avvicinò.

Era biondo, con i capelli boccoluti lunghi fino alle spalle, e con gli occhi neri come il carbone, alto un metro e novanta centimetri.

Esteticamente era bello, cosa che non sfuggì a Paola e Tiziana che lo commentarono sottovoce. Lui e Nicola si scrutarono a lungo senza parlare.

Nicola da subito aveva avuto paura, ma ora che si trovava davanti ad un essere dalle fattezze umane, prese coraggio e rimase in silenzio attendendo che l’essere prendesse per primo la parola.

L’essere vedendo che Nicola, non parlava e più passava il tempo aumentava la sua forza interiore, mettendo da parte la paura, decise di parlare per primo.

Si chiamava Vancovar. 

Vancovar: “Soldati deponete le armi per piacere.” Le guardi richiusero le armi nelle fondine.

Vancovar: “Mi chiamo Vancovar e sono il comandante in capo della missione proveniente da Nibirù.”

Nicola: “Io sono Nicola, direttore del centro ricerche segnali extraterrestri di Enna.” 

Vancovar: “Speravo di incontrare il capo dei Sapiens.”

Nicola: “Sono un direttore, e comunque noi non abbiamo un capo supremo ma molti capi che ci governano. Le cose sono molto cambiate da quando ve ne siete andati.”

Vancovar: “Tu ci conosci?”

Nicola: “So quello che c’è scritto nelle piramidi e so quello che raccontarono i profeti di voi.” Vancovar: “Sai allora che potrei essere venuto per riprendermi ciò che è mio.”

Nicola: “Vostro, direi, visto che potreste essere in molti.”

Vancovar: “Ok vostro allora! Perché hai accettato questo appuntamento se non sei un capo supremo? Hai comunicato il mio messaggio a tutti le genti?” 

Nicola: “Io non comunico il tuo messaggio a nessuno!” 

Vancovar: “Lascerai che mi prenda il tuo mondo?”

Nicola: “Perché non hai detto che arrivavi a chi vi conosce già sulla terra, visto che sappiamo tutti e due che non è la prima volta che venite da quqeste parti?”

Vancovar: “Come puoi pensare che noi abbiamo contatti con voi?”

Nicola: “Lo so! So che parlate con organizzazzioni segrete che comandano i vari stati! So che vi passate le informazioni e voi continuate a fornire a noi conoscenza e supporto. Perché non li hai avvisati? Perché hai avvisato me? Perché hai mandato un messaggio al nostro centro e poi fai finta che ti aspettassi chissà chi?”

Vancovar: “Non parliamo più con loro da molti anni! Con quelli che tu dici essere a capo di organizzazioni segrete. Non parliamo più da quando hanno iniziato ad utilizzare le informazioni che fornivamo loro, per costruire armi per distruggervi e per preparare a distruggere noi.”

Nicola: “Siamo in grado di distruggervi, allora?”

Vancovar: “No assolutamente, perché non vi abbiamo passato tutto e abbiamo ucciso tutti coloro che di noi, cercavano di aiutare voi.”

Nicola: “Perché allora hai voluto incontrarci?”

Vancovar: “Per capire se avevate intenzione di deporre le armi e accettavate un’invasione pacifica.”

Nicola: “Ma come fai a pensare che io possa fare ciò? Quando hai intenzione di invaderci?” 

Vancovar: “Domani in vari punti dell’atmosfera entreranno le astronavi con gli eserciti d’assalto.” 

Nicola: “Perché, secondo te, pur conoscendo la vostra esistenza, i vostri contatti terrestri, non sono qui in massa ad aspettarvi visto che ho fornito loro le coordinate dell’incontro?”

Vancovar: “Perché la gente che hai informato è così stupida che pur avendo davanti dati concreti non vi credono e chi ha parlato con noi per anni non sanno delle nostre intenzioni. Tutti i nostri veicolo sono invisibili ai vostri radar possiamo muoverci come vogliamo, finche non c’è un vero contatto visivo.”

Nicola: “E’ per quello che siete qui nel deserto?”

Vancovar: “Certo, siamo atterrati di notte e abbiamo coperto l’astronave di sabbia con dei potenti aspiratori.”

Nicola: “Scusa l’ignoranza, ma se domani volete entrare nell’atmosfera, come se foste la carica della fanteria rusticana, creerete caos e distruzione tra la gente, il mondo si rivolterà e le conclusioni saranno a vostro sfavore.”

Vancovar: “Sederemo qualunque violenza contro di noi con la forza.”

Nicola: “Certo, sederete tutte le violenze, vi scontrerete con la gente e con gli eserciti terrestri, inizieranno una serie di bombardamenti e combattimenti aerei e terrestri che porteranno a ridurre la terra ad un cumulo di macerie invivibile! ……. Bravi! Bel progetto che avete in mente!”

Vancovar: “Io ho spedito a te il messaggio, sperando che a te tutto il mondo e chi lo comanda desse ascolto. Io ho parlato chiaro, se vi arredente e deponete le armi non succederà niente a nessuno.”

Nicola: “Ma la prima volta, non eravate arrivate per insegnare ed istruirci? Non avete avuto bisogno di armi o di distruggerci.”

Vancovar: “Siamo qui anche ora con quell’intento, ma non abbiamo più il controllo sui vostri capi. Non siamo più così influenti e come ho detto vi siete preparati a combattere con le armi e noi del resto non staremo fermi a guardarvi.”

Nicola: “Cosa vi interessa esattamente adesso, di più di prima, per giustificare un desiderio così forte per possedere questo pianeta?”

Vancovar: “Ci interessa che non lo distruggiate voi con il vostro modo di fare.”

Nicola rimase in silenzio, non sapeva più che dire, abbassò lo sguardo perché effettivamente aveva esaurito ogni parola.

Cosa dire ad una forza extraterrestre che partita da una galassia chissà dove era venuta li con tutto l’intento per invadere il mondo.

Vancovar, vedendo che Nicola se ne stava in silenzio disse.

Vancovar: “Io vedo in te e nei tuoi amici, lo sguardo di chi è buono e nel giusto. Domani entreremo nell’atmosfera, voi rimanete confinati dentro il vostro centro e portateci all’interno tutte le persone che ritenete importanti per voi e noi non vi faremo niente, ne domani ne mai.”

A questo punto Vancovar, si girò e se ne andò a passo svelto verso l’astronave.

Nicola, lo guardò e prese ancora coraggio, lo rincorse, lo prese per la spalla e lo fece girare in modo da averlo davanti agli occhi, e disse: “No! No Vancovar, una soluzione c’è! C’è una soluzione che salva capra e cavoli.”

Vancovar: “Spero che non sia le solite soluzioni che trovavano i sapiens che collaboravano con noi e poi facevano il doppio gioco.”

Nicola: “No!”

Vancovar: “Allora dimmi.”

Nicola: “L’idea di invadere il mondo come volete fare voi è un’idea che solo degli idioti potrebbero pensare, ma se invece vi interfacciaste a noi, mischiandovi con noi, diventando sempre più un tutt’uno con noi potreste veramente diventare fondamentali.” 

Vancovar: “Continua ti ascolto.”

Nicola: “Qui dove siete atterrati siamo in Libia. Uno stato, una nazione che è al tracollo sociale, civile, militare, è allo sbando totale. Se voi vi mischiaste a loro, se riusciste a diventare voi i capi della Libia, con i tesori che ci sono sotto questa terra, potreste diventare fondamentali per il mondo.”

Vancovar: “A noi le ricchezze del sottosuolo non interessano.”

Nicola: “Ma alla gente che abita questo mondo si. In più, potreste utilizzare la vostra tecnologia per rendere ancora migliore il mondo. Facendo così diventereste sempre più fondamentali.” 

Vancovar guardò Nicola, compiaciuto. 

Attese qualche secondo e poi fece un sorriso di gradimento, aggiungendo: “C’è un piccolo problema in tutto questo.”

Nicola: “Quale! Dimmi quale problema ci può essere perché trovo veramente difficile che un popolo di pazzi scatenati come voi, venga qui e abbia problemi.”

Vancovar: “Noi per vivere bene sulla terra ci serve che il nostro organismo produca una sostanza che non riusciamo a fare se non abbiamo nel nostro sangue un pezzo di Dna che voi avete.” Nicola: “Prenditelo da me. Subito anche subito! Cosa ti serve, il sangue la pelle? Cosa?” 

Vancovar: “Mi serve un ovulo di una donna sapiens.”

Nicola: “Prenditi quella che vuoi. La Libia è piena di donne, ne rapite una e vi prendete quello che vi serve.”

Vancovar: “No! Voglio che mi dimostri che ti fidi di me cecamente. Ti do una settimana di tempo. Tu convinci una delle tue due amiche a seguirmi nell’astronave per eseguire il prelievo dell’ovulo e farò quello che dici.”

Nicola: "Sull'astronave?"

Vancovar: “Si! Verrai tu e lei. Fatto il prelievo vi riporteremo a casa.” 

Nicola: “Non so cosa dire.”

Vancovar si girò e se ne andò verso la navicella, ripetendo a voce alta che gli avrebbe concesso una settimana sola.

Nicola: “Come farò a darti la risposta.”

Vancovar: “Verrò io con una navicella al Centro di Enna e me la dirai di persona.” Nicola rimase impietrito ed assieme agli altri attese che la navicella si alzasse in volo e scomparisse all’orizzonte.

Dopo poco salirono sull’elicottero e tornarono velocemente a casa.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


RIVOLUZIONE 11° CAPITOLO

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RIVOLUZIONE 11° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

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TESTO:

11* CAPITOLO

Facciamo un passo indietro, ma Tiger che fine aveva fatto? Dove era finito il soldato mandato dagli Orsi Neri per chiedere aiuto? 

Dragon era inviperito e giurò che al suo ritorno lo avrebbe ucciso, aiuti o no al seguito,  La guerra stava prendendo una piega da cui non se ne poteva uscire, occorrevano per forza i rinforzi.

A Zodiaco,  invece, i nostri 3 rapiti rinchiusi ancora in cella ormai da 2 giorni, non erano ancora riusciti a capire il perché di quello che gli era successo.

Jonathan disse: “Giuro che quando ritorno spaccherò il muso a Filippo e Angelica.”

Matteo: “Angelica è una donna non la puoi picchiare, anche se se lo merita.”

Jenny: “Ci penserò io, e sapete benissimo tutti e due che quando una donna picchia lo fa sul serio.”

Matteo: “Piccioncini che ne dite se usciamo di qui e ce ne torniamo a casa in qualche modo?”

Matteo aveva chiamato bene i due compagni di cella piccioncini, infatti in quei due giorni rinchiusi assieme si erano molto riavvicinati e avevano discusso e ridiscusso di molte cose, trovando in Matteo un attento ascoltatore ed un arbitro inflessibile.

Ad un tratto la porta della cella si aprì e il soldato che la varcò disse: “Voi tre in piedi e seguitemi, senza fare scherzi altrimenti vi prenderemo a bastonate, nessuno parli finchè non vi interrogheremo noi.”

I nostri 3 scortati da 10 soldati vennero accompagnati in uno stanzone dove Acquario, con tutto il resto del consiglio li stava aspettando.

Arrivati e fatti sedere il soldato capo scorta disse: “Ora parlate solo quando vi verrà fatto domande.”

Acquario iniziò l’interrogatorio: “Benvenuti rappresentanti di Genesi, tra di voi c’è forse una certa Jenny?”

Jenny: “Sono io e voi chi siete? Perché ci avete rapiti?”

Acquario: “A te non deve interessare chi siamo noi, voi più che noi dovreste farvi un bel esame di coscienza e smetterla con tutta la vostra bellicosità.”

Jenny: “Sei un pazzo, ma che ne sapete voi di noi? Belligeranti noi? Non sapete cosa rappresentiamo noi per la gente!”

Acquario: “Abbiamo mandato qualche giorno fa delle spie e neanche farlo a posta, vi abbiamo visti partire in forze.”

Jenny: “Ma visti partire cosa? Non sapete niente! Ci avete spiato? E’ una cosa incredibile! Il mondo ha subito una catastrofe immane, non si può ancora dire quanti siano i superstiti, e voi avete il buon tempo di girare, spiare, incontrate una comunità e non fate niente per avere contatti pacifici. Siamo partiti in difesa di un’altra comunità che è stata attaccata. Noi di Genesi ci siamo rimboccati le maniche e stiamo cercando di ricostruire il mondo che ci circonda.”

Cancro: “Puoi dirci qualcosa sulla battaglia che c’è stata a San Giovanni Ilarione?”

Jenny cominciò a spiegare bene tutta la storia sugli immortali, sugli orsi neri, su Prima Donna, nei minimi dettagli lasciando sempre di più i cavalieri stupiti e a bocca aperta.

Si resero sempre più conto che il loro ostinato isolamento li aveva danneggiati ancora di più, mentre sarebbero potuti essere più utili se avessero cercato altre comunità nei dintorni.

Acquario: “Ma questi pazzi sanguinari del Wikingo sono morti tutti? Potremmo essere in pericolo anche noi?”

Jenny: “Sicuramente non sono morti tutti, quindi potrebbero riorganizzarsi, occorrerà con il tempo fare una buona pellustrazione ed ottenere un sempre di più efficace controllo del territorio. ……… Sinceramente per ora siamo a Prima Donna a difendere quella comunità e non sappiamo niente da 3 giorni, perché non abbiamo ricetrasmittenti e ponti radio.”!

Acquario: “Abbiamo trovato disperso nel nostro territorio uno dei vostri, un certo Alberto.”

Matteo: “Alberto? Ma è inaffidabile, vi ha raccontato lui tutte queste fandonie su di noi? Dov’è ora? Fatelo venire qui che ci penso io.”

Leone: “Non abbiamo più traccia di lui, da quando voi siete stati catturati, è stato visto uscire con una modo e non ha fatto più ritorno.”

La discussione proseguì, ed il dialogo divenne sempre più conviviale ed amichevole, passando così da un interrogatorio vero e proprio ad una chiacchierata tra amici.

La giornata era passata inesorabilmente, a Bologna gli elicotteristi, avevano raccontato tutto al loro generale che aveva a seguire dato tutte le autorizzazioni per intervenire. Tutta l’organizzazione ebbe bisogno della notte intera, ma alle prime luci dell’alba, tutti i cancelli della base si aprirono, e tutti i mezzi disponibili uscirono all’attacco. Uno stormo di elicotteri d’attacco e da trasporto di uomini e mezzi, era un’immagine impressionante.

Alex via radio impartiva gli ordini: “I mezzi da terra e la fanteria li faremo scendere qualche Km a sud di Prima Donna, in posizione di sicurezza, gli Apache invece dovranno iniziare subito i bombardamenti, mi raccomando non lasciamoli respirare, si attacca senza tante presentazioni. I mezzi di terra e la fanteria la voglio subito operativa appena toccate terra, voglio che questa guerra finisca entro stasera.  Non si beve e non si mangia finche non è finito tutto. ……… Ultima cosa non si fanno prigionieri.”

Tango 5: “Prima donna in vista stiamo attenti.”

Alex: “Date il via al piano.”

A Prima Donna rimasero tutti impressionati, nel vedere cosa stava arrivando. A William, Sergio e Mauro, venne la pelle d’oca e si misero tutti pronti nei posti di combattimento.

Gli elicotteri cominciarono subito a provocare una vera e propria tempesta di bombe.

Agli Orsi Neri rimaneva che provare a difendersi.

I feriti ci furono in ambo le parti, ma gli Orsi Neri cominciarono a cadere uno ad uno a vista d’occhio.

I carro armati Bolognesi, presero il contingente nemico da Sinistra, da Ovest, permettendo alla fanteria e al contingente di Genesi di avanzare e prendere posizioni.

Vedendosi vicini alla sconfitta Dragon si vide preso sempre più dalla paura, così assieme ad una cinquantina di soldati si dette alla fuga a piedi, lasciando tutti gli altri senza comando a sparare ad un nemico che non aveva pietà e condannandoli così a morte certa.

La battaglia durò tutto il giorno, gli Orsi Neri erano comunque soldati implacabili e resistevano fino alla morte, finche poco prima delle 21 l’ultimo soldato nemico morì, chiudendo così una battaglia sanguinosa e sporca che ormai durava da giorni.

William e tutti i nostri gridarono “Vittoria”, la gioia si propagò su tutto il campo della battaglia.

Era da decenni se non da secoli che l’Italia non assisteva a una battaglia così insensata e stupida come quella di Prima Donna. Italiani che uccidevano altri italiani, solo perché ormai il senso di unità, di rispetto, era stato perso. Quel flash solare che aveva deturpato il mondo aveva bruciato il cervello ed il cuore degli uomini trasformandone alcuni in bestie disumane.

Si lavorò tuta la notte per assistere i feriti, ricomporre i cadaveri e seppellirli in grasse fosse comuni.

Quando arrivò giorno tutto sembrava più tranquillo, e tutti si sentivano come semi addormentati dalla stanchezza.

A Genesi nessuno era riuscita a capire dove potessero essere finiti Jenny e gli altri, le missioni di ricerca non aveva portato a nuovi sviluppi, anche perché non riuscivano a rimanere fuori la notte e quindi non si riusciva a fare un lavoro meticoloso. Tutto il consiglio era nel panico.

A Zodiaco, invece, i nostri 3 rapiti stavano preparando il rientro a casa.

Acquario: “Mi dispiace per avervi recato tutti questi problemi e avervi trattenuto in prigionia.”

Jenny: “Vi perdoniamo e anzi, abbiamo scoperto nuovi amici. ……. A Genesi c’è posto anche per voi se volete unirvi, più numerosi siamo più cose potremmo realizzare e magari potreste ritornare qui in Trentino in un secondo tempo.”

Acquario: “Noi ci teniamo a rimanere qui a proteggere la nostra terra. …… Potremmo invece accordarci per pattugliare insieme tutta Verona, per creare un cuscinetto sicuro tra noi e voi per incominciare ad avere più contatti e scambi.”

Jenny: “Magari creare una comunità intermedia. ………. A dimenticavo, gli immortale potrebbero essere ancora in giro e potrebbero essere vicino a voi, rimanere con le orecchie alzate e se sentite odore di pericolo chiamateci subito risponderemo in forze.”

Acquario: “Di sicuro vi chiameremo, anche perché noi non siamo molto armati, quindi possiamo fare un semplice pattugliamento. La strada del ritorno la conoscete quindi quando vorrete partire siete liberi.”

I saluti durarono ancora un po’ e poi i nostri partirono per ritornare a casa.

A Genesi, Filippo ed Angelica avevano preparato tutto per la fuga, doveva essere una fuga verso la libertà ed una nuova vita. Avevano preso una jeep, carburante e provviste.

Partirono in un momento che il campo era meno attento agli spostamenti e si diressero verso Nogara e quindi Mantova. Circondata da tutte pianure Mantova offriva la possibilità di trovare comunità costituite come a Genesi, lontani dalle montagne molto probabilmente la catastrofe poteva aver causato meno danni e disastri.

Da tutt’altra parte, dopo Verona verso Nord, Luigi stava cercando tracce del passaggio dei 3 dispersi, quando tutto ad un tratto videro avvicinarsi una jeep di corsa.

Con i binocoli, cercarono di intravedere chi fosse alla guida, e quando si scoprì che erano Jenny, Jonathan e Matteo si scoppiò ad esultare, e a saltare di gioia.

Anche dalla jeep si accorsero che erano i loro compagni quelli che si vedevano in lontananza e così accelerarono per raggiungerli.

Una volta fermi si scambiarono baci e abbracci, sommergendosi a vicenda di molte domande.

Ripartirono subito per Genesi, dove una volta arrivati trovarono un caloroso benvenuto.

Jenny riprese subito il comando e ordinò che tutti si prendessero una giornata di riposo e libertà.

Lei decise di prendersela assieme a Jonathan.

Jenny e Jonathan andarono a casa di lui, dove si rilassarono e parlarono moltissimo, mangiando e bevendo ricostruirono definitivamente il loro legame.

Parlarono anche di Filippo ed Angelica decidendo di far finta di niente come se non fosse successo niente, non ne avrebbero parlato e si sarebbero comportati in modo molto freddo con loro.

Non potevano sapere che Angelica e Filippo erano partiti e che arrivata la sera avevano trovato riparo in un casolare disperso.

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

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Io non ho paura - Cronache d'Arte  


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