mercoledì 29 luglio 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “IL DOMINIO” di Alessandra Artemagni

BIOGRAFIA AUTRICE:

Alessandra Artemagni nasce l’11 agosto 1975 a Casorate Primo, vicino a Pavia. Diplomata come Perito Turistico presso l’Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Claudio Varalli” di Milano, lavora per tredici anni come agente di viaggi, sviluppando una profonda curiosità verso le persone, le storie e il mondo. Oggi è responsabile in un ristorante, ma continua a coltivare la sua più grande passione: la scrittura. Amante della letteratura e dei thriller psicologici, nei suoi romanzi esplora le fragilità umane, i segreti e le ombre che si nascondono dietro le apparenze.La montagna rappresenta il suo rifugio e la sua fonte d’ispirazione: un luogo di natura, libertà e pensiero, dove ritrovare sé stessa e dare voce alle emozioni più profonde.
>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

IL DOMINIO
E’ un thriller oscuro e magnetico dove finanza, potere e società segrete si intrecciano in una spirale di omicidi e verità proibite. Quando la giornalista Clara Morgan indaga sulla morte misteriosa di un potente banchiere internazionale, si ritrova intrappolata in un gioco mortale che attraversa Ginevra, Berlino e le ombre dell’Europa contemporanea. Accanto a lei, uomini ambigui, alleanze fragili e un segreto capace di cambiare gli equilibri del mondo. Un romanzo intenso e cinematografico, dove nulla è davvero come appare e ogni verità ha un prezzo.   
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TERRA AMORE E DISTINTIVO 10° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 10° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

10° PUNTATA

Giorgio: “Agente?”

Moreno: “Dott Ortago, mi scusi se la disturbo, sono qui per farle delle domande su quello che è successo questa notte.”

Giorgio: “Mi chieda quello che vuole.”

Moreno: “Sono un amico delle ragazze dell’Agriturismo e così sentiti i colleghi di Rovigo sono venuto io.”

Giorgio: “Mi chieda tutto.”

Moreno: “Mi può spiegare cosa è successo?”

Giorgio: “Stavo percorrendo la transpolesana in direzione Rovigo, quando sono stato avvicinato da un  commando in moto che ha cominciato a sparare all’impazzata, così per salvarmi mi sono buttato nel fosso.”

Moreno: “La macchina non ha molti danni, oltre agli spari.”

Giorgio: “Ho frenato prima di uscire di strada, avevo Martina nell’altro sedile.”

Moreno: “Martina era sveglia quando è successo?”

Giorgio: “Certo che era sveglia, parlavamo del più e del meno, poveretta la stavo riempiendo di domande, perché è la fidanzata di mio nipote.”

Moreno: “Ma in auto non è stata trovata seduta.”

Giorgio: “Dopo l’incidente lo fatta sdraiare, mi sembrava la posizione migliore, dopo aver chiamato i soccorsi.”

Moreno: “Quindi è stato lei a metterla sdraiata.”

Giorgio: “Si, come ho detto per metterla comoda. L’auto era nel fosso a muso in giù e Martina era raggomitolata in avanti, l’ho sistemata quindi.”

Moreno: “Ha ripreso conoscenza?”

Giorgio: “No mai, ero spaventatissimo.”

Moreno: “Ma dove ha sbattuto la testa Martina secondo lei?”

Giorgio: “Per me non ha sbattuto la testa da nessuna parte, perché l’ho trattenuta mentre uscivo di strada.”

Moreno: “Come la tratteneva?”

Giorgio: “Con il braccio destro la tenevo appoggiata al sedile e con il sinistro mi tenevo forte al volante. Anzi le devo chiedere scusa perché nella concitazione devo averle taccato abbondantemente un seno.”

Moreno: “Non penso che sia un problema visto che è sana e salva.”

Giorgio: “Non so perché abbiamo subito questo agguato.”

Moreno: “Non me lo sa spiegare?”

Giorgio: “Non c’è nessun motivo perché potesse succedere.”

Moreno: “Ok! Ascolti per ora non le faccio altre domande.”

Moreno uscì dalla stanza e chiusa la porta rimanendo a pensare sul da farsi.

Più di così Giorgio non avrebbe detto, era inutile cercare di estorcere spiegazioni da uno che molto probabilmente aveva i suoi motivi per tenere anche tutto insabbiato.

Ci sarebbe voluto il siero della verità.

Si mise a sorridere e poi andò a parlare con le sorelle e con i parenti di Giorgio.

Il giorno dopo, in centrale la squadra di Moreno fece un riassunto della situazione.

C’era poco da riassumere però, perché c’era poco su cui lavorare.

Nella transpolesana non c’erano telecamere, quindi non si sapeva chiaramente da dove provenisse l’auto di Giorgio se non credere a ciò che aveva detto lui ai carabinieri di Rovigo, non si sapeva da dove era arrivato il commando e non si sapeva dove se ne era andato dopo.

A parte i bossoli in possesso dei colleghi di Rovigo non c’era.

Ovviamente però, c’era il fatto che la famiglia Ortago era sicuramente nella lista delle famiglie sotto tiro della malavita, più che per la loro ricchezza, per ciò che producevano.

Lenti utili in tutti i campi della scienza e della guerra.

Lenti precisissime.

C’era chi diceva che poteva tranquillamente sostenere la competizione con altre fabbriche più blasonate.

Occorreva tenerli più sotto controllo.

Mentre stava lavorando li in centrale, però, Serena cercò un momento per stare sola con lui.

Serena: “Ho saputo che in piena notte sei andato a Rovigo dalle tre locandiere.”

Moreno: “Mi hanno chiamato.”  

Serena: “Come mai ti hanno chiamato? Ti senti con loro anche quando io non ci sono?”

Moreno: “Fino a prova contraria questa estate ci devo portare i bambini della comunità.”  

Serena: “Ma perché siete così intimi che ti chiamano di notte?”

Moreno: “Perché mi conoscono.”  

Serena: “Io cosa sono per te?”

Moreno: “Che vuoi dire?”  

Serena: “Cosa sono per te? Perché non mi hai chiamato per venire con te?”

Moreno: “Tu non sei un agente, ho chiamato mio fratello.”  

Serena: “Io non sono un agente e cosa sono per te?”

Moreno: “Per me sei una speciale amica e niente di più, che non volevo disturbare di notte.”  

Serena: “Sono solo una amica?”

Moreno: “Certo Serena, mi dispiace ma non sei più di una stupenda amica.”  

Serena: “E a letto?”

Moreno: “A letto ci andiamo perché tutti e due lo vogliamo e perché ci va bene così. Poi mi sembra che non è che ci hai provato una volta sola con me e visto che è così io mi prendo ciò che tu vuoi darmi.”  

Serena: “Sei cattivo a parlare così.”

Moreno: “Ti ho dato modo di pensare ad altro? E poi perché sono cattivo a prendermi ciò che una donna vuole darmi tranquillamente quando di certo non è che hai cercato altri uomini prima di me.”  

Serena: “Ho cercato te perché voglio te.”

Moreno: “Mi dispiace ma io non voglio te, più di quello che c’è tra noi.”  

Serena: “Quando me lo avresti detto?”

Moreno: “Ma cosa c’è da dire, cosa c’è da dire se ogni volta che lo abbiamo fatto lo abbiamo fatto perché tu ne avevi voglia. Ma devo essere io il primo uomo che rinuncia ad una scopata con una amica accondiscendente?”  

Serena: “Sei odioso.”

Serena se ne andò arrabbiata e sconsolata.

Moreno uscì dall’ufficio e si recò dal Generale.

Dal Generale ricevette l’ordine di seguire il caso, oltre ad altri e di capirne meglio.

Di sicuro dopo la distruzione del clan Carinzi era stato lasciato un vuoto che qualcuno avrebbe potuto colmare, andavano tenute le orecchie dritte.

Nei giorni che seguirono, Martina era stata dimessa come Giorgio del resto, ma proprio Martina più che Giorgio riceveva le cure più premurose.

Massimo andava spesso all’agriturismo ad aiutare con i lavori nei campi, ed anche la mamma Maria e la Zia Sara, andavano alla Fattoria per far qualcosa.

A dire il vero a Francesca non è che andasse bene tutta questa invadenza, però era anche vero che se sua sorella era entrata nel cuore di quella famiglia, magari sarebbe stata trattata bene e avrebbe avuto un bel futuro, magari a fianco di Massimo.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


L’ITALIA CHE VORREI 19° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 19° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

19° CAPITOLO

Arrivò notte e arrivò giorno, e finalmente il sole salutò il 10 Settembre 2027.

Pochissime persone riuscirono a dormire a Roma.

Tutto quello che stava succedendo era scandito da un protocollo rigidissimo.

Allo stadio Olimpico le porte si aprirono subito per cittadini italiani che avevano fatto richiesta di essere presenti alla messa, poi arrivarono i Sindaci e tutti gli Amministratori Regionali arrivati e poi alla fine per tutto lo Staff del Presidente del Consiglio.

Tutti si comportavano con compostezza e si muovevano con lentezza perchè avevano paura.

Era un momento che doveva essere organizzato per forza, occorreva una Messa per riunire tutti i credenti in una preghiera comune per i caduti.

Fabio si mise in prima linea, nella prima file di sedie con Chiara vicino, seguito poi da Mike e dal deputato sopravvissuto Alfonsi e dalla compagna.

Alle ore 10.00 in punto il Prete iniziò la messa.

Molti bambini, figli di Sindaci presenti e figli di cittadini romani partecipavano alla Messa come Chierichetti.

La Messa proseguiva solenne, sembrava fosse presente il Papa.

Molti canti scandivano il passaggio tra un momento e l’altro della cerimonia.

In una stanza adibita per i giornalisti, Gagna si era nascosto giorni prima per aspettare questo momento.

Aveva tolto dal nascondiglio il fucile di precisione che giorni prima aveva nascosto, lo aveva preparato e ben montato, ora era pronto all’uso.

Raffaele Gagna, aprì la finestra scorrevole che dava sullo stadio, quel tanto da far uscire la canna del fucile e mirare.

La Messa stava proseguendo, e Raffaele stava mirando.

Piano piano la mira stava diventando sempre più precisa.

Tra i Chierichetti, era presente un bambino che aveva una capacità di osservazione molto spiccata, e dopo aver visto una serie di film interminabili a carattere poliziesco, si era messo ad osservare ogni zona dello stadio finchè si accorse di quella canna di fucile che usciva dalla finestra e con un coraggio da leone si mise ad urlare: “C’è un fucile, c’è un fucile!”, indicando la zona.

Mike velocemente voltò lo sguardo, ma Gagna sparò due colpi.

Mike, diede subito l’allarme e le coordinate da dove erano partiti i colpi, ma fu Chiara ad urlare all’inverosimile.

Chiara: “Aiuto, aiuto, servono i soccorsi! ……….. Fabio, Fabio, …………..”

Mike si voltò verso il Presidente e lo vide a terra con il petto insanguinato.

Tramite l’auricolare MIke, coordinò i soccorsi, e la ricerca del colpevole.

Fabio venne subito soccorso e portato verso l’ospedale Militare a Roma, Alfonsi e la compagna venne portato a Palazzo Chigi, e tutti i Sindaci con la Gente presente venne fatta evacuare.

Si cercò di fare tutto in maniera strà ordinata, ma ovviamente il caos si manifestò lo stesso.

Gagna, dopo aver sparato era uscito subito di corsa, senza niente con se per essere leggero.

I Minuti di panico che erano seguiti dopo l’attentato, lo avevano protetto nella fuga.

Ovviamente era stato individuato, ma ormai era già fuori lo stadio e lo stavano inseguendo.

Tutto questo venne reso pubblico grazie ai telegiornali, che portarono nelle case degli italiani una quantità di paura ed incertezza ancor più potente e pressante del primo attentato.

Aver visto in Tv il Presidente Fortezza così determinato a voler sistemare tutto aveva portato la pace, ma ora, quale futuro li aspettava?

Nel frattempo, l’ambulanza che portava Fabio Fortezza correva veloce, in 5 minuti arrivò al pronto soccorso e subito dopo aver scaricato la barella venne trasportato subito nella Shock Room di massima urgenza.

Ovviamente il Pronto Soccorso era stato avvisato.

Assieme all’Ambulanza erano arrivati una schiera di soldati per sorvegliare il Presidente.

Mike stava impazzendo nel tenere tutto sotto controllo.

Aveva dato ordine a dei fedelissimi di tenere sotto controllo in particolare Alfonsi e al minimo errore di arrestarlo.

Un piano ultra segreto prevedeva che il Generale alla Difesa avrebbe preso il controllo di tutto e seguito gli ordini di Fabio.

Chiara non aveva più lacrime per piangere.

Fabio fu subito visitato, ma vedendo che le cose erano gravi venne portato subito in Sala operatoria per essere operato, era vivo ma in gravi condizioni, perchè un proiettile era rimasto dentro il torace, vicino all’aorta ascendente.

Tramite uno strumento radiografico a forma di “C” vennero fatte varie lastre intraoperatorie per dirigere i chirurghi verso la pallottola il prima possibile.

Quando l’intervento iniziò tutta l’Italia si attaccò alla Tv e sintonizzò su Rai Uno dove il TG seguiva tutte le fasi dell’intervento.

Gagna, braccato, dalla Polizia e dall’Esercito messo alle strette, prima di essere preso si suicidò, portando nella tomba tutti i segreti.

Sarebbe stato meglio averlo preso vivo, ma il suo suicidio non fu evitabile.

Alfonsi Enrico con la compagna Irina era uscito da Palazzo Chigi per parlare in privato.

Enrico: “Ho una paura che non ti dico.”

Irina: “Siamo vicini alla meta, ce l’abbiamo fatta, ormai è ora di prendere il comando.”

Enrico: “Non ci posso credere.”

Irina: “Oggi Vicepresidente domani Re. Non supererà l’intervento e tu sarai il suo sostituto e questo punto niente ti fermerà da costituire una Monarchia Assoluta in Italia.”   

Enrico: “Sarò l’unico, il capo.”

Irina: “Tutto sarà nelle tue mani, tutto dipenderà da te. Prenderai un paio di decisioni a favore del popolo e poi prenderai la decisione.”   

Enrico: “Sarà un nuovo inizio, istituiremo un nuovo parlamento, ma sarò io il capo assoluto e nessuno scoprirà i veri colpevoli dell’attentato.”

Irina: "Insabbieranno tutto, e gli inquirenti brancoleranno nel buio.”   

SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO:

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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2° LIBRO

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IL LIBRO DEL GIORNO: “DUE AMICI LEGATI DA UN FILO” di Anna Castellazzi

BIOGRAFIA AUTRICE:

Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazione musicale e vent’anni di responsabilità gestionali nelle scuole civiche del territorio varesino. Diplomata in Clarinetto presso il Conservatorio Guido Cantelli  di Novara  e in Didattica della Musica presso C.E.M.B di Milano, integra competenze educative, organizzative e creative.

Dal 2007 coordina per la cooperativa Musica per Varese i Corsi Civici di Arcisate, Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano, seguendo la gestione del corpo docente, la supervisione didattica, i rapporti con le famiglie e l’organizzazione di eventi. Dal 2009 è membro del CdA del Civico Liceo Musicale “Riccardo Malipiero”, contribuendo alla definizione delle strategie formative dell’istituto.

Accanto all’attività didattica, porta avanti un articolato percorso autoriale, pubblicando opere di narrativa per l’infanzia e progetti dedicati alla divulgazione culturale, spesso presentati in contesti istituzionali e culturali del territorio. Ha partecipato come giurata a premi letterari e a iniziative benefiche legate alla promozione della lettura.

Nel 2023 ha fondato, insieme a Giuseppina Levato, il gruppo Racconti al Pentagramma, che unisce scrittura e musica in performance dal vivo con partecipanti dai 6 ai 60 anni. Ha collaborato con musicisti e compositori alla creazione di produzioni narrative-musicali originali, presentate in sedi di rilievo.

Scrive per Cronache d’Arte, occupandosi di recensioni che spaziano dalla letteratura per l’infanzia alla narrativa contemporanea. 

La sua attività coniuga progettazione culturale, educazione musicale e produzione letteraria, con un approccio orientato alla valorizzazione del patrimonio culturale e formativo del territorio.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

DUE AMICI LEGATI DA UN FILO

In questo racconto  la Rupe narra la vicenda di Giorgio e Michele, due ragazzi che durante la pandemia ritrovano la loro amicizia grazie alla tecnologia, condividendo passioni, musica e sogni e aiutandosi a vicenda a superare un periodo cupo e difficile. La loro amicizia crescerà a tal punto che i genitori si organizzano per farli incontrare a pandemia finita permettendo alla loro amicizia di rafforzarsi ancora di più. 

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ABBRACCI AL RIO NERO 10° CAPITOLO

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TESTO:

10° PUNTATA 

Nel frattempo Apollo si trovava in giro per il Parco a fare un pò di riordino.

Con una cassetta degli attrezzi, molto ben fornita, stava sistemando lettini, ombrelloni, cestini per i rifiuti ed il verde.

Era un ottimo giardiniere.

Katya lo raggiunse, in un punto lontano dai clienti.

Katya: “Ho sentito che questa mattina, non hai dormito a casa di Pietro.”

Apollo: “Si Katya.”

Katya: “Pensavo che fossimo amici o addirittura un pò di più.”

Apollo: “Ascolta Katya, non mi fraintendere, sei una bellissima ragazza e donna, ma io non voglio incasinarti la vita. Se mi ricordassi chi sono, se saprei da dove vengo, tutto sarebbe più facile, non voglio crearti problemi.”

Katya: “Parliamoci chiaro, i miei baci, le mie carezze ti rischiano di incasinare, i pompini di quella vecchia ti fanno ritrovare la memoria?”

Apollo: “Non è così, per prima cosa Gabriella non è vecchia e poi è solo un divertimento.”

Katya: “Ed io dovrei aspettarti?”

Apollo: “No! Per me possiamo stare assieme anche subito, sei una gran figa, ma non voglio crearti problemi.”

Katya: “Ok! Ripetiamo, sei pronto ad avere una storia con me perchè sono una stra fica ed invece di parlarmene, preferisci infilare il cazzo in bocca a Gabriella.”

Apollo: “Katya, per me possiamo essere fidanzati ufficialmente anche da adesso e non mi interessa più Gabriella, ma lo faccio per proteggerti.”

Katya: “Ascolta, vai a bere due birre e vediamo se dopo ti escono parole più idonee al momento.”

Apollo: “Aaaaaaaaaaaaa, Katya, mi piaci.”

Katya prese e se ne andò indispettita, lui mollò tutto e le corse dietro.

Apollo: “No! Voglio che questo discorso prenda un’altra piega.”

Katya: “Mi stra piaci, vorrei essere la tua ragazza.”

Apollo: “Ed io lo vorrei come te, se sei pronta ad accettare ogni casino che potrebbe saltar fuori dalla mia vita io ci sono.”

Katya: “Tu non sai che casini che ho passato io con i ragazzi, quindi non puoi sapere cosa posso sopportare.”

Apollo: “Ok! Hai ragione tu. Da adesso siamo ufficialmente assieme.”

Katya: “Niente più pompini di Gabriella.”

Apollo: “NIente, basta, assolutamente basta.”

Katya: “Quante volte è successo.”

Apollo: “2 volte.”

Katya: “2 volte?”, disse strabuzzando gli occhi.

Apollo: “Ieri pomeriggio e ieri sera.”

Katya: “Ieri pomeriggio e ieri sera? Ma se ieri pomeriggio ci siamo nascosti in infermeria e tu hai detto che non volevi.”

Apollo: “Avevo appena dato con Gabriella.”

Katya: “Adesso ho capito, mi hai cacciato perchè il tuo cannone lo avevi già scaricato. …………….. e ieri sera?”

Apollo: “Si a casa di Gabriella.”

Katya: “Addirittura, prima ti scarica qui al parco e poi tu vai da lei per fartelo riscaricare?”

Apollo: “Si, ma io ieri ero single, ora non più.”

Katya ebbe un impeto di rabbia che avrebbe voluto esplodere come una bomba atomica.

Katya: “Ok! Ok signor Apollo, o chi cazzo sei, da adesso sei mio e solo io posso ciucciartelo, ci siamo capiti?”

Apollo: “Si! Si! Katya, sei stata chiara, non preoccuparti.”

Questa era una scena, un momento che nella normalità doveva terminare con un abbraccio, un bel bacio appassionato e non con lei che si gira e a passo lungo e svelto si allontana da quello che da quel momento era il suo fidanzato.

Katya arrivò nel locale cucina del Parco, dove trovò Annalisa.

Questa si accorse che era inviperita.

Annalisa: “Tutto bene amica mia?”

Katya: “Si, mi sono appena messa insieme con Apollo.”

Annalisa: “Ufficialmente?”

Katya: “Si! Da oggi non sono più single.”

Annalisa: “E perchè non sei felice, ma incazzata come una vipera calpestata da una comitiva di persone?”

Katya: “Perchè, per liberarsi di un peso, mi ha confessato che si è scopato la Signora Gabriella …………”

Annalisa: “La signora che ha salvato?”

Katya: “Si, quella! Se l’è scopata ieri pomeriggio al parco e a casa sua di lei?”

Annalisa: “Due volte in meno di 12 ore e tu ti ci metti assieme?”

Katya: “Si! Perchè lui dice che mi vuole, che gli piaccio e quindi è d’accordo. Da ora siamo insieme.”

Annalisa: “Cavoli!”, disse scuotendo la testa e mettendosi a ridere.

Katya: “Cosa c’è da ridere?”

Annalisa: “Tenendo presente che un uomo durante un rapporto sessuale può venire 2 volte, potremmo dire che lo ha fatto 4 volte ieri e non 2.”

Katya: “Basta, basta, aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, me ne vado in un altro posto.”

Annalisa si mise a ridere a crepapelle.

Katya si recò al chiosco dove trovò anche Loris.

Loris: “Tutto bene?”

Katya, voltandosi verso di lui: “Anche tu? Basta con queste domande, ho voglia di scopare l’uomo che amo e di baciarlo tutto, quindi oggi gira così!”, poi si girò verso l’esterno del chiosco, dove un cliente che aveva assistito al battibecco ignaro di tutto se la stava ridendo.

Katya: “Cosa posso fare per lei?”

Il cliente: “Visto che sono sicuro, che di me a lei non interessa niente mi dia una birra e me la faccio bastare.”

Katya: “Guardi, mi dica in che ombrellone è, che se l’uomo che desidero dice un’altra stronzata di oggi, vengo a cercarla.”

Il cliente: “Ok! Ok! Stia tranquilla, mi basta la birra.”

Quando il cliente si allontanò Loris e Katya si misero a ridere. 

Gabriella e Marta proseguirono a lavorare ininterrottamente, senza mai fermarsi, in ufficio ma con il pensiero su quello che avevano scoperto.

Terminato di lavorare, si recarono a Isola Rizza al Parco Acquatico, per parlare con Pietro e Loris.

Gabriella: “Mi scusi se vi disturbo, ma io e la mia amica abbiamo fatto delle ricerche su Apollo, ed abbiamo scoperto delle cose.”

Pietro. “Ditemi pure.”

Marta: “Io mi sono ricordata di una storia simile a Cles.”

Loris: “Ovvero?”

Marta: “Qualcuno mi ha raccontato che a Cles è scomparso un Ingegnere idroelettrico giovane. Così abbiamo fatto delle ricerche e puntando sulla moto, abbiamo scoperto un meccanico che sul suo sito ha le foto della moto di Apollo. Potrebbe essere stato lui a creare la moto di Apollo e quindi potrebbe sapere chi è.”

Loris: “Ottima scoperta.”

Pietro: “Però noi non sappiamo se apollo fa finta di non ricordare, e non sappiamo perchè sia scappato o si sia allontanato da casa. Quindi, non possiamo affrontarlo con queste prove, perchè lui potrebbe minimizzare o buttarci fuori strada.”

Gabriella: “Dice?”

Loris: “Pietro ha ragione, ci ha sempre fatto intendere che non ricorda niente, ma guarda caso sa che non ha una mamma.”

Marta: “Cosa consigliate?”

Pietro: “Potete andare in avanscoperta voi e cercare di capire se veramente quel Meccanico sa qualcosa?”

Gabriella: “Ci andremo domani io e la mia amica, ma ci servirebbero foto.”

Pietro: “Ve le mando io.”

Loris: “Posso parlarti in privato Gabriella?”

Gabriella: “Certo.”

Loris e Gabriella si misero in disparte a parlare.

Gabriella: “Cosa c’è?”

Loris: “La storia tra lei e Apollo è una cosa seria?” 

Gabriella: “Ma cosa sa lei di noi due?”

Loris: “So, che Katya, una nostra barista si è dichiarata con Apollo e vuole essere la sua fidanzata.” 

Gabriella: “E’ preoccupata per la sua amica?”

Loris: “Si!” 

Gabriella: “Apollo è stato una bella scopata. Mi ha salvato la vita, è un bel ragazzo e ci siamo divertiti, se Apollo vuole proseguire con questa Katya ha la mia benedizione.”

Loris: “La ringrazio, mi sarebbe dispiaciuto che Apollo si mettesse a fare il doppio gioco.” 

Gabriella: “Sono una donna che ha appena mollato il marito e si presta ad una guerra giudiziaria, non mi va di iniziare una guerra anche sentimentale. Se trovo la persona con cui divertirmi mi divertirò. Non sono una puttana, sono una donna normale che si sta riappropriando della sua libertà.”

Loris: “Quindi come si comporterà con Apollo?” 

Gabriella: “Sono andata io a cercarlo per ringraziarlo e abbiamo scopato, poi è venuto lui in cerca di me e abbiamo riscopato, ora se non mi cerca più, io non cercherò più lui.”

Loris: “Ok Comunque è libera di fare quello che vuole.” 

Gabriella: “Con chi si è messo assieme?”

Loris: “Katya, una delle bariste.” 

Gabriella: “Dove si trova questa Katya?”

Loris: “Al bar del Chiosco.” 

Gabriella: “Non si avvicini al Chiosco per piacere, faccio l’amica.”

Loris: “Certo.” 1

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “IL DOMINIO” di Alessandra Artemagni

BIOGRAFIA AUTRICE: Alessandra Artemagni nasce l’11 agosto 1975 a Casorate Primo, vicino a Pavia. Diplomata come Perito Turistico presso l’I...