domenica 1 novembre 2026

VENNE IL GIORNO 8° CAPITOLO

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VENNE IL GIORNO  8° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

8° PUNTATA

Il primo annuncio fatto al mondo divenne subito effettivo.

Sembrava che quel grande pezzo di terra che era la Libia fosse invisibile al mondo. Sembrava che solo se si era Libico si potesse stare in Libia.

Tutte le organizzazioni internazionali di ogni tipo e grado cercarono di mettersi in contatto con il Governo Libico, perché si voleva capire che cosa stesse succedendo, ma le risposte erano sempre quelle: “Non ci serve niente, lasciateci da soli!”

Nel frattempo successero anche delle cose molto strane, che però nessuno riuscì pienamente a capire.

La stazione spaziale internazionale e la stazione spaziale cinese vennero investite da una pioggia di meteoriti che le distrusse completamente.

Questo, raggelò tutti gli studiosi, perché non si aspettavano una cosa del genere.

Non sapevano che erano stati proprio gli extraterrestri a compiere questo gesto, con lo scopo di bloccare possibili corse allo spazio.

Infatti, l’opinione pubblica cominciò a riflettere sul fatto che se ci fossero state persone a bordo sarebbero morte e che con tutti i problemi che aveva la popolazione del mondo si poteva anche far a meno di inviare missioni nello spazio.

Arrivò, l’8 Dicembre, giorno in cui si era ipotizzato l’arrivo di Vancovar per venire a riscuotere ciò che voleva in cambio di un gesto di pace.

Paola stava camminando attorno all’osservatorio riflettendo.

Le domande che continuavano a rimbombare nella testa di Paola, erano sempre le stesse: mi faranno del male? Tornerò a casa? Se un domani grazie a questo gesto ci sarà la pace tra le due civiltà, il suo gesto sarà ricordato?

Domande importanti.

Nicola continuava a studiare per capire a cosa poteva servire l’ovulo che  Paola avrebbe donato. 

La risposta a tutto arrivò alle 17,30.

Il silenzio che circondava l’osservatorio venne rotto da un sibilo che divenne sempre più intenso, spegnendosi improvvisamente con l’atterraggio della navicella.

Nicola e Mirko scapparono fuori a vedere mentre Paola corse dentro gli uffici a piangere dalla paura.

Vancovar scese da solo, e si avvicinò a Nicola e Mirko con l’aria di chi aveva mantenuto una promessa ed ora voleva la sua ricompensa.

Nicola: “Vi stavamo aspettando!”

Vancovar: “Bene! Spero che abbiate fatto i compiti a casa.” 

Nicola: “Certo che li abbiamo fatti!”

Mirko: “Cosa pensavi di noi Vancovar?”

Vancovar: “Pensavo che vi sareste tirati indietro e non avreste mantenuto la parola.” 

Mirko: “Noi non siamo persone inutili, siamo persone che mantengono la parola data.” 

Vancovar: “Scusami Mirko ma i tuoi capi non vi rappresentano allora.”

Nicola: “Ho visto che hai accettato il mio consiglio.”

Vancovar: “Ciò pensato su! In fondo il coltello dalla parte del manico ce l’abbiamo noi. Speriamo di non doverci ripensare.”

Nicola: “Io penso che è quello che ti conviene di più. Vedrai che alla fine mi darai ragione.” Vancovar: “Abbiamo gli occhi di tutti voi sapiens puntati addosso!”

Nicola: “Lo so, la paura che per portare la pace tu stia facendo una carneficina.”

Vancovar: “Non è così! Chi crea problemi viene punito, chi vuole vivere in pace, sta vivendo in pace. In questo breve periodo quello che voi chiamate Libia, è migliorata rispetto a come l’avevate lasciata voi.”

Nicola: “Avete tutte le risorse naturali che volete li.”

Vancovar: “Lo sai, tu ci conosci bene, non ci servono. Non abbiamo attraversato la galassia con un motore a petrolio, come voi chiamate quel liquido nero che sgorga dalla terra.”

Nicola: “Lo so! Non ti servirà direttamente, ma vedrai che se tu conosci bene noi, ti verrà molto utile.”

Vancovar: “Chi verrà con noi? Quale donna verrà con noi?” 

Nicola: “Paola, verrà con voi! Eccola che sta per arrivare.”

Vancovar se la ricordava bene, perché la sua pelle ambrata, i capell mori lunghi e mossi, avevano lasciato il segno.

Vancovar: “Ok! Vieni anche tu?”

Nicola: “Vorrei, per rassicurarmi sull’incolumità di Paola.”

Vancovar: “Già per quello che hai detto mi offendi. Ti ho già detto che non le torceremo neanche mezzo capello. Certe volte, non capisco se tu ci abbia studiato così bene come dici.”

Nicola: “Porta pazienza, ma la paura c’è.”

Vancovar: “Io volevo che venissi con noi per darti la possibilità di conoscerci di più.” 

Nicola: “Vengo anche io volentieri.”

Vancovar: “Ci consideriamo amici?” Nicola: “Si! Voglio considerarti un amico.” 

Vancovar: “Andiamo allora!”

Nicola e Paola salutarono gli altri due e poi salirono sulla navicella. Tiziana e Mirko osservarono i due amici andarsene.

Tiziana: “Non li vedremo più ritornare.” Mirko: “Non dire così. Torneranno di sicuro.”

Tiziana: “Faranno quello che devono fare e poi li uccideranno.”

Mirko: “No! Io ho fede! Mirko li ha convinti, vedrai che torneranno e ci spiegheranno cosa è successo.”

Tiziana: “Stammi vicino per piacere.”

Mirko: “Non ho nessuna intenzione di staccarmi da te o stare lontano d ate non preoccuparti.” 

Tiziana: “Ci useranno come marionette.”

Mirko: “Basta Tiziana, non pensarci, pensiamo che forse grazie a questo sistema, magari avremmo un futuro e una possibilità, magari per convivere con loro.”

Tiziana abbracciò stretto Mirko, per sentirsi protetta e lui fece lo stesso. Con le mani le accarezzava la schiena per farla sentire protetta e coccolata.

Entrati, bevettero qualcosa si andarono a sdraiare per riprendersi dallo stress appena vissuto. Per i nostri amici, tutto questo, li portava a vivere in una sorta di limbo, in cui non sai veramente che strada dovrai prendere e quali saranno i tuoi nuovi obbiettivi.

Mirko raggiunse Tiziana, nella stanza dove aveva cercato riposo. 

Entrò e chiuse la porta.

Mirko: “Come ti senti?”

Tiziana: “Non so darmi pace, mi è venuto perfino mal di pancia. Mi sento come se mi stesse venendo la febbre.”

Mirko: “Vai a casa, non rimanere qui.”

Tiziana: “Non so che fare ho la testa nel pallone.” 

Mirko: “Anche Roberto si sente così.”

Tiziana: “Ha già detto qualcosa al suo staff a Palermo?”

Mirko: “Dice di no, perché non sa come spiegare la cosa con le parole giuste. Sta pensando a chi dirlo, come selezionar ele persone.”

Tiziana: “Basterebbe dirlo a poche persone sbagliate per far un vero e proprio caos.” 

Mirko: “Appunto.”

Tiziana si alzò e se ne andò tra le braccia di Mirko. 

Tiziana: “Tienimi al caldo, per piacere, mi sento indifesa.” Mirko: “Non ti lascerò mai sola.”

Tiziana: “Non ho più nessuno, ho solo qualche lontano parente.”

Mirko l’accarezzò, avrebbe voluto baciarla, ma non lo fece per il profondo rispetto c he nutriva per lei. Baciarla ora sembrava rubare qualcosa a chi è indifeso.

Mirko: “Vado da Roberto e gli dico che ti accompagno a casa. Ci prendiamo la giornata libera. Domani ci metteremo ai posti di comando e cercheremo di capire di più su questi esseri.”

Roberto venne informato da Mirko, che approvò l’idea e poi anche lui si diresse verso Palermo per informare il suo staff.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


RIVOLUZIONE 13° CAPITOLO

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RIVOLUZIONE 13° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

13* CAPITOLO

Trasferiamoci ora a Pegognaga, dove la vita proseguiva indisturbata e dove Filippo e Angelica si integravano sempre più nella comunità.

La vita sembrava si fosse fermata, li si pensava di più alle cose primarie fondamentali della vita.

Avevano superato la crisi della catastrofe utilizzando la natura a proprio favore, quindi non solo per mangiare, ma anche per curarsie per tutte le attività della vita.

Praticamente avevano fatto un salto indietro nel tempo, cosa che aveva aiutato molto, reagendo in un modo completamente diverso a Genesi.

Filippo stava lavorando con Franco e altri alla costruzione di nuove case perché chi voleva chi voleva aggregarsi avrebbe dovuto trovarsi subito una sistemazione confortevole per integrarsi meglio.

Franco: “Filippo come ti sembra vivere qui? C’è differenza o no con Genesi?”

Filippo: “Certo che ci sono differenze. Voi avete cercato di sistemarvi meglio da subito costruendo case di legno, noi invece abbiamo preferito le tende, voi a Genesi fareste molto bene e portereste una ventata di innovazione.”

Le ore di lavoro trascorrevano, e ad un certo punto, Franco mentre lavorava scivolò e cadde dal tetto da un’altezza di tre metri e nell’impatto con il suolo si ferì la gamba con una sega, procurandosi un profondo taglio sulla coscia.

Filippo urlando saltò giù dal tetto e chiamò aiuto.

Accorsero in tanti e sdraiando Franco su di un’asse di legno lo portarono di corsa dal Dott. Peter ed arrivati lasciarono lavorare il Dott. Peter per una buona ora abbondante.

Uscito il Dottore dal suo ambulatorio disse: “Franco ha subito un’importante taglio alla coscia destra, ho dovuto suturare muscolo e cute. E’ stato un bravo paziente. Penso di aver fatto un buon lavoro, lo terrò qui in infermeria sotto antibiotici per evitare infezioni.”

Fabrizio: “C’è la possibilità che insorgano infezioni?”

Dott. Peter: “Non dovrebbero esserci problemi, ma voglio essere sicuro, vorrei inoltre che stese proprio a riposo.”

I lavori terminarono, dopo l’infortunio di Franco, molti andarono a trovarlo, dando da fare al Dottore per cercare di tenerli lontani o almeno farli entrare per poco tempo.

Franco e Maurizio erano dei gran lavoratori ed erano ben voluti in comunità, infatti è anche grazie alla loro intraprendenza, disponibilità e capacità di coinvolgimento.

Il giorno dopo a Genesi di mattina presto si era riunito il consiglio per discutere vari punti.

Elena: “Le operazioni per far entrare e sistemare adeguatamente le cittadine di Prima Donna sono un vero lavoraccio, non si sa quando finiranno.”

Bruno: “Per fortuna che hanno fatto un vero e proprio trasloco portandosi più materiale possibile. Piano piano le stiamo facendo entrare.”

Alfred: “E’ vero non sono comunque senza riparo, quindi non c’è fretta.”

Elena: “Io ho rilevato alcuni problemi, ovvero, ci sono pochi bagni, poche docce e la zona ristoro è troppo piccola.”

Jenny: “Elena, non preoccuparti, sono tutti problemi prevedibili, pianificate con calma tutto, senza spaventarvi.”

Si discusse a lungo su questi problemi e si trovarono tutte le soluzioni.

Jenny: “Un’altra cosa mi preme, ……. I 4 ragazzi arrestati sono stati ascoltati o non ancora?”

Andrea: “NO non sono ancora stati ascoltati, ma vengono trattati molto bene.”

Alfred: “Volevamo capire se volevi interrogarli tu Jenny.”

Jenny: “Ok, dalle sbarre della cella hanno visto Gianni per caso? Non vorrei che lo riconoscessero e non creino problemi.”

Alfred: “Riguardo a questo loro non hanno visto Gianni, ma io ho fatto vedere loro a Gianni e ha detto che non li ha mai visti, sicuramente facevano parte di un altro gruppo.”

Jenny: “Dobbiamo tener presente che è assodato che non esisteva solo la comunità di Rovigo, degli Orsi Neri, ma anche a Padova, quindi possiamo dire di non sapere esattamente quanti sono.”

Alfred: “Dobbiamo stare in allerta ……. Per questo ho detto ai ragazzi di Guardia Legnago di tenere gli occhi bene aperti. ……… Meglio se si aumentasse il numero di soldati da 20 a 100 e se si dotassero di maggiori armamenti.”

Si discusse molto anche su questo argomento e molta fu la paura di trovarsi immersi in un’altra battaglia.

Jenny: “State calmi …… State calmi …… dobbiamo sentirci tranquilli, William sta vigilando per bene e l’idea di aumentare il contingente a Guardia Legnago è di sicuro una buona idea.”

Bruno: “Su quei uccellacci che sono stati visti volare sopra il convoglio cosa sappiamo?”

A questo punto entrò William e si intromise nella discussione.

William: “Che sono spaventosi. C’è da dire che anche su questo ci potranno dire qualcosa i 4 ragazzi che abbiamo in gabbia.”

Fabrizio: “Allora rimandiamo tutto a quando li avremmo interrogati.”

Usciti dalla riunione William aveva un po’ di tempo libero e così decise di fare 4 passi per la comunità scambiando un po’ di chiacchiere di qua e di la.

Incrociò Sirena: “Ciao William!”

William: “Ciao, come te la passi?”

Sirena: “Bene, c’è molto lavoro da fare, …….. Jenny è stata molto gentile, e ha detto che quando ci saremo sistemati per bene, farà richiesta al Consiglio di far entrare anche me in consiglio.”

William: “E’ un’ottima idea, Jenny sa sempre come comportarsi, ecco perché qui la adorano tutti quanti.”

Sirena: “Ti va di venire a vedere come mi sono sistemata?”

William non immaginava che lei fosse attratta da lui, così la seguì.

Arrivati alla tenda entrarono e quando fu tutto chiuso, Sirena, lo prese di sopravvento e lo baciò.

Lui si staccò subito, la scostò e uscì subito dalla tenda.

Sirena dentro di lei disse: “Prima o poi sarai mio William, non hai niente da condividere con la tua Luisa.”

Lui corse da Luisa che si trovava nella zona bagni per le pulizie, raggiunta la prese e la sollevò giurandole etero amore. 

Lei le disse allora: “Speriamo che stanotte tu abbia la stessa irruenza che hai ora.”

Il giorno dopo Jenny, Bruno e William andarono dai 4 prigionieri per fare quattro chiacchiere.

Arrivati e messi comodi i 4 ragazzi cominciarono ad insultare pesantemente la comunità e tutta la gente.

Jenny con forza disse: “Ora basta, siete stati trattenuti perché la vostra gente ha mosso guerra verso una comunità di donne, che per quanto non fossero indifese, andavano comunque protette. Invece di farci la guerra in questo momento dovremmo essere tutti uniti e collaborare. Visto questo vi abbiamo trattenuti perché non volevamo che voi diceste ai vostri capi la nostra posizione. ………. Come vi chiamate?”

Germano, uno dei 4, il più nervoso disse: “Vi interessa sapere come ci chiamiamo? Che ve ne frega? Voi difendevate quelle puttane ingiustamente. ……….. La società deve andare avanti e deve rinascere e loro si devono sottomettere e fare le donne. ………. Voi non lo pensate così?”

Jenny: “Farò finta di non aver sentito ………….” Ma venne subito fermata da Bruno che aggiunse: “Ma che castroneria dite? Quanti anni avete?”

Germano: “20 io.”

Fabrizio: “Ok abbiamo capito che tutti voi uomini della comunità avete maturato questa idea perversa.”

Alessio, uno dei 4 aprì bocca prendendo coraggio: “Che sarà di noi ora? Non abbiamo fatto niente di male a voi e non ne volevamo fare, noi non siamo neanche soldati.”

Enrico un altro del gruppetto: “Noi facciamo parte di quelle famiglie che si sono uniti agli Orsi Neri perché erano la comunità più vicina.”

Jenny: “A sentire il buon Germano, non sembra che siate così tranquilli. ……… Per ora rimanete qui rinchiusi, vi tratteremo bene e se sarete disponibili a collaborare andrà ancora meglio.”

Alessio, Enrico e Simone dissero: “Come possiamo essere di aiuto?”

Jenny: “Ogni tanto vi verremmo a chiedere qualcosa sugli Orsi Neri e se ci risponderete vi daremo modo di stare in mezzo a noi………. Sarete comunque controllati a vista perché non dovrete lasciare Prima Donna.”

Jenny e gli altri del consiglio riscossero l’approvazione dei 3 tranne quella di Germano che rimaneva ancora nelle sue posizioni.

Thomas e Giuly stavano riordinando il materiale bellico ed insieme agli altri aggiornavano l’elenco di tutto il materiale rimasto.

Thomas: “Cavoli non è che siamo messi bene con le armi. La guerra a Prima Donna ci ha svuotato per bene.”

Giuly: “Non dovrebbero esserci guerre, ma accordi tra comunità, questo disastro ci ha divisi tutti, è un casino.”

Thomas: “Si, quando ci sono catastrofi ci sono sempre individui che pensano di dettare la propria legge, e a noi è proprio mancato lo stato.”

Giuly: “Non ci possiamo fare niente, ci servono armi, quindi occorre trovare posti dove possano esserci ancora. Depositi militari per esempio.”

Thomas: “Finiamo l’inventario e poi andiamo a portare il nostro lavoro a William.” 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

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IMAGE: IO NON HO PAURA

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UN MILIONARIO TRA DI NOI 30° CAPITOLO

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UN MILIONARIO TRA DI NOI 30° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

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TESTO:

IVAN VA VIA UNA SETTIMANA IN FERIE DA SOLO IN MONTAGNA!

IVAN E’ SINGLE!

05/01/26 = 

(ABEO) (ALBERGO VERONA FELICE) Questa settimana all’Albergo Verona Felice, hanno soggiornato 10 famiglie di 3 persone con un bambino a famiglia. 70 euro a testa per 24 persone per 7 giorni fanno 14.700 euro totali.

(ZANZIBAR HELP) ?

(APPARTAMENTI VERONA) ?

(APPARTAMENTI VERONA 2) ?

(PIZZERIA SULL’ATTENTI) Anche questa settimana, Ivan prende 15 mila euro e li versa sul suo conto personale. Tutti i dipendenti prendono +1 in + SPESE per rendere più difficile la vita di Ivan.

(INVESTIMENTI FINANZIARI) ?

(ANDAMENTO INVESTIMENTI) ?

06/01/26 = 

(ASSOCIAZIONE GIOVANI) BOVOLONE GIOVANI ATTIVI : ?

07/01/26

(PIZZERIA CEREA FRANCESCA) Anche questa settimana, Ivan prende 15 mila euro e li versa sul suo conto personale. Tutti i dipendenti prendono +1 in + SPESE per rendere più difficile la vita di Ivan.

(ANDAMENTO INVESTIMENTI) ?

08/01/26 = 

(CONTRIBUTO AL REDDITO DELLE FAMIGLIE) Anche se è in ferie Ivan concede il suo aiuto mensile a 15 famiglie in più.

(CONTRIBUTO DI NATALE ALLE FAMIGLIE GIA’ AIUTATE) ?

(CONTRIBUTO CASE GREEN BOVOLONE) ?

09/01/26 = 

(?) ?

10/01/26 = 

(?) ?

11/01/26 = 

MOVIMENTI DI DENARO TRA LE SOCIETA’ DI IVAN) ?

(?) ?

QUESTO RACCONTO, METTE IN EVIDENZA COME CHI HA MOLTI SOLDI IN TASCA PUO’ VERAMENTE CAMBIARE LA VITA DI CHI HA ATTORNO, NON SOLO CON FALSE DONAZIONI, E SENZA TOGLIERE NIENTE A SE STESSO. Infatti trovate anche la contabilità in formato excel, con le regole di gioco, descritte passo a passo.

UN MILIONARIO TRA DI NOI VI CONSIGLIA:

L’Associazione “Alzati e Fai Luce”

www.alzatiefailuce.org

L’Associazione “Il castello dei Sorrisi” 

www.ilcastellodeisorrisi.it

CLICCA SUL LINK LEGGI LA CONTABILITA’ REALE DI IVAN:

https://docs.google.com/spreadsheets/d/1qhjhLjO4vYg0e19vdodQ_QN9dCObRxYyMQNrXTfq1YQ/edit?usp=drive_link

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO  PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

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giovedì 29 ottobre 2026

SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 7° CAPITOLO

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SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 7° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

7° CAPITOLO

Appena fuori dall’albergo, appena prese le strade che ognuno doveva prendere, Francesca richiamò Fernando, lui si voltò e lei lo raggiunse per baciarlo.

Lo prese dal colletto con la mano destra, lo avvicinò a se e le labbra si incollarono molto intensamente e dolcemente.

Poi la lingua di lei spinse per entrare, in lui che la accolse e insieme ballarono li davanti a tutti i passanti, poi una volta terminato ………………. 

Francesca: “Hai visto cosa so fare? Qui davanti a tutti? Merito le tue attenzioni?”

Si voltò e si diresse verso il centro.

La giornata volò via leggera e senza tanti intoppi.

Per Fernando tutto era scandito dal ritmo del convegno, tra lezioni, prove pratiche e workshop.

Ogni tanto arrivava da Francesca qualche foto di prove che faceva con i vari vestiti, in più pose, così per Fernando la giornata passava più dolcemente tra l’ascolto e l’attenzione verso la lezione e l’invio di pollici alzati a mo di Ok, sorrisi vari e faccine arrabbiate quando il vestito non piaceva.

Fernando, in questo lasso di tempo maturò anche una scelta, che tra un coffee break e l’altro mise subito in fase operativa facendo varie chiamate.

Preparò anche una sorpresa per la sua Francesca in vista della serata. 

Arrivato il tardo pomeriggio, i nostri due protagonisti si trovavano nella stanza di lei.

Fernando si stava facendo la doccia, e terminata mentre si stava asciugando notò che Francesca lo stava fotografando con il cellulare.

Fernando: “Tutto bene Francesca?”

Francesca: “Certo. ………… Voglio tenermi qualche foto per quando sarò a casa, per ammirarti e pensare a cosa ho tra le mani.”

Fernando: “E non ti basta una foto vestito?”

Francesca: “Ma a te non basta quello che vedi dal vivo? Visto che più volte ti vedo controllare il mio profilo Instagram?”

Fernando: “Sono comunque contento che mi fotografi, vuol dire che ti piaccio.”

Francesca: “Mangiamo qui in albergo stasera che dici?”

Fernando: “Se va a te?”

Francesca: “Eravamo d’accordo così, almeno non ci sfottiamo i soldi, quando abbiamo tutto pagato.”

Fernando: “Non mi hai fatto vedere cosa ti sei comprata.”

Francesca: “Ora quando hai finito, esci dalla camera, te ne vai nella hall a bere una birretta e mi aspetti. ”

Fernando: “Arriverai?”

Francesca: “Questa volta sei sicuro che arriverò, non preoccuparti.”

Fernando: “Mi medichi per piacere?”

Francesca: “Certo, vieni qui.”

Fernando smise di prepararsi e poi uscì dalla stanza e si diresse verso la hall.

Dopo una mezz’oretta, circa, Francesca si presentò davanti alla grande porta d’entrata del bar, adiacente alla hall.

Fernando, posò la birra che aveva in mano e rimase a bocca aperta.

Francesca a passi lenti e precisi si avvicinò a lui e quando si trovò ad un metro di distanza.

Francesca: “Che dici, ce ne andiamo in sala da pranzo?”

Fernando: “Ti guarderanno tutti, non riuscirò a controllare gli sguardi degli altri.”

Francesca: “Hai visto come ho speso i tuoi soldi? ………. Pensa tutto quello che indosso è di proprietà tua, lo ho preso con i tuoi soldi.”

Fernando: “Tutto?”

Francesca: “Tutto quello che indosso è di proprietà tua.”

Fernando: “Non ce la faccio a stare vicino a te questa sera.”

Francesca: “Cosa?”

Fernando: “Sei troppo bella, non ti merito, non merito così tanta bellezza e accuratezza.”

Francesca: “Ho preso tutto per te, e perchè ho notato che ieri sera in ristorante guardavi un pò troppo spesso la puttanella che avevamo alla nostra destra.”

Fernando: “Non sappiamo se quella ragazza sia come dici?”

Francesca: “Bè, io mi sono vestita così, perchè voglio avere i tuoi occhi su di me, non mi preoccupano gli altri.”

Fernando: “E li hai te lo assicuro.”

Francesca: “Andiamo allora.”

Si presero per mano come due fidanzatini e si avviarono verso la sala da pranzo.

Francesca come era vestita?

Aveva un vestito lungo con la gonna che arrivava quasi al tallone d’achille. La schiena era coperta, ma davanti aveva una profonda scollatura che arrivava fino all’ombelico. Non portava il reggiseno, ed i seni erano perfettamente sostenuti da soli. Il triangolo di vestito, in ambi i lati, che partiva dalle spalline e arrivava fino alla fine della scollatura teneva ben coperti i seni, che però, ovviamente se si muoveva velocemente poteva far sembrare che stessero per uscire da un momento all’altro.

Immancabilmente l’entrata di Francesca in sala fu notata da tutti gli uomini.

Fernando si avvicinava al tavolo guardando o in basso o nel più profondo del posto che si potesse guardare, per non apparire fuori luogo.

Arrivato al tavolo, Francesca si sedette dal lato che guardava la sala, mentre Fernando dal lato che guardava il mare. 

Francesca: “Come ti senti?”

Fernando: “Sto morendo.”

Francesca: “Per due tette coperte da un vestito? Ti dava la stessa sensazione guardare quella ragazza ieri sera? Era più giovane di me, ma come vedi so anche io stare all’altezza. Se c’è una guerra da combattere la si combatte.”

Fernando: “Che guerra c’è da combattere? Non c’è nessuna guerra da combattere.”

Francesca: “Voglio che terminato questo convegno tu faccia il passo giusto quando torniamo a casa, perchè è questa donna, la donna che hai davanti adesso che aspetta una tua chiamata.”

Fernando: “Non sbaglierò.”

Francesca: “Cosa prendiamo da mangiare?”

Fernando: “Non ho fame.”

Francesca: “Addirittura.”

Fernando: “Vado io a prendere da mangiare al buffè.”

Francesca: “Non se ne parla, mi hai offerto una giornata di shopping, ci penso io a prenderti da mangiare.”

Francesca si alzò e si avviò molto leggera nei movimenti verso il buffet.

Fernando aveva il cuore che stava per esplodere.

Una cosa notò, nei movimenti di Francesca, ovvero la presenza di un profondo spacco sulla gonna che lasciava intravvedere una gamba quando lei camminava.

Una gamba vestita da una bellissima calza a rete molto fine, sicuramente decorata con finiture, che però vista la distanza Fernando non riusciva a decifrare.

Ritornò Francesca con i piatti pieni, osservata da tutti gli uomini della sala.

Nessuna donna al mondo in quel momento aveva così tanti occhi puntati su di lei, se un uomo si fosse alzato per importunarla, quell’uomo sarebbe morto e fatto sparire in 30 secondi da chissà quanti uomini sarebbero intervenuti per difenderla. 

Francesca: “Ti va bene mio cavaliere accoltellato?”

Fernando: “Benissimo.”

Francesca: “Ti fa male la sutura?”

Fernando: “No.”

Francesca: “Stai prendendo l’antibiotico?”

Fernando: “Certo ci mancherebbe.”

La cena scivolò via benissimo, anche perchè avendo la sala alle spalle, Fernando non si sentiva disturato dagli occhi degli altri.

I momenti in cui Fernando sarebbe impazzito, furono quando Francesca si sistemava i capelli e quindi il vestito si stirava e sembrava che i seni uscissero da un momento all’altro.

In quel momento Fernando tratteneva il respiro fino a che Francesca non abbassava le braccia.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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2° LIBRO

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


VENNE IL GIORNO 8° CAPITOLO

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