martedì 30 giugno 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “LA PORTA DEI DUE MONDI” di Elena Gesualdo

BIOGRAFIA AUTORE:

Sono nata a Genova. All'età di quattro anni mi sono trasferita a Toulouse dove sono cresciuta per poi tornare in Italia da adolescente. 

Laureata in filosofia all'Università di Genova, insegno in un Istituto Superiore di II grado.

Ho pubblicato alla Scoperta degli Inca (Abrabooks, 2021), Verità e Misteri da Tubinga a Stonehenge (Accornero, 2022), Sulle strade di Dresda, I passi di un giovane polacco (Accornero, 2024), La porta tra due mondi (Accornero, 2025), quest'ultimo è stato ospite al salone del Libro di Torino.

I libri sono tutti ordinabili in librerie fisiche a disponibili su tutti gli store on line.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

LA PORTA DEI DUE MONDI

La letteratura di viaggio ha spesso rappresentato molto più del semplice racconto di luoghi lontani. Attraverso il viaggio, infatti, gli autori hanno raccontato incontri tra culture diverse, percorsi di crescita personale e domande profonde sul significato dell’esistenza. È in questa tradizione che si inserisce La porta tra i due mondi di Elena Di Gesualdo, un romanzo che unisce avventura, mistero, dimensione simbolica e scoperta interiore, conducendo il lettore dalle strade di Londra fino al cuore più enigmatico dell’India.

 Protagonista della vicenda è Eugene, un giovane drammaturgo irlandese che vive ad Hampstead insieme al suo inseparabile cane Axel. La sua vita sembra attraversare una fase di stallo. Non riesce a trovare il finale della propria opera teatrale e trascorre le giornate cercando un’ispirazione che continua a sfuggirgli. È il classico momento in cui la ricerca artistica si intreccia con una più profonda inquietudine esistenziale, trasformando il blocco creativo in una metafora della difficoltà di trovare la propria strada.

L’incontro con Rahul, un giornalista indiano, rompe improvvisamente questo equilibrio precario. Tra i due nasce un’amicizia immediata, fondata sulla curiosità reciproca e sulla condivisione di uno sguardo aperto verso il mondo. Quando i protagonisti entrano in possesso di un’antica mappa che sembra condurre verso una realtà sconosciuta e legata alle antiche tradizioni dell’India, la vicenda assume i contorni del romanzo d’avventura e della ricerca iniziatica.

 Il viaggio che segue rappresenta il vero cuore dell’opera. Costretto a rientrare in India per affrontare una difficile situazione familiare, Rahul viene accompagnato da Eugene, che decide di seguirlo quasi senza esitazione. Da questo momento il lettore viene immerso in una realtà lontana dagli stereotipi e dalle immagini turistiche. L’India descritta nel romanzo appare come una terra di contrasti, nella quale convivono modernità e tradizione, ricchezza e povertà, spiritualità e vita quotidiana, memoria antica e trasformazioni contemporanee.

La dimensione geografica del viaggio si intreccia continuamente con quella simbolica. Ogni luogo attraversato sembra infatti custodire un significato più profondo, mentre la misteriosa mappa diventa il simbolo di una ricerca che non riguarda soltanto un tesoro o un segreto nascosto, ma la possibilità di comprendere meglio sé stessi e il proprio posto nel mondo. In questo senso il romanzo si avvicina alla tradizione del racconto di formazione, nel quale il percorso esteriore coincide con una trasformazione interiore del protagonista.

 Particolarmente suggestiva è l’atmosfera che accompagna la scoperta della misteriosa haveli, antica dimora signorile che assume nel racconto una forte valenza simbolica. Questo luogo, avvolto dal mistero e dalla memoria, sembra collocarsi al confine tra storia e leggenda, diventando una sorta di soglia attraverso la quale il protagonista è chiamato a confrontarsi con verità inattese. Non è difficile intuire come proprio quella “porta tra i due mondi” evocata dal titolo possa rappresentare non soltanto un passaggio fisico, ma anche il confine tra realtà e mito, tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.

 Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la capacità di coniugare il gusto dell’avventura con una riflessione più ampia sull’incontro tra culture. L’amicizia tra Eugene e Rahul diventa infatti il simbolo di un dialogo possibile tra mondi diversi, dimostrando come la conoscenza reciproca possa superare distanze geografiche, linguistiche e culturali. Attraverso i loro occhi il lettore scopre un universo ricco di tradizioni, credenze e storie che contribuiscono a rendere il romanzo particolarmente coinvolgente.

 L’opera si distingue inoltre per la presenza di una dimensione mitologica che accompagna l’intera narrazione. La mappa antica, il mistero custodito nel cuore dell’India, la ricerca di un luogo quasi leggendario e il continuo richiamo a simboli e tradizioni contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione. Ne nasce un racconto che riesce a mantenere viva la tensione narrativa senza rinunciare alla riflessione sui grandi temi dell’identità, dell’amicizia, della memoria e della ricerca del senso della vita.


ABBRACCI AL RIO NERO 6° CAPITOLO

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ABBRACCI AL RIO NERO 6° CAPITOLO 

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

6° PUNTATA 

Il Signore: “Gabriella!”, urlò verso la Signora incurante, poi proseguì: “Brutta troia, ecco dove sei finita! …………… Sei qui con il tuo amante?”

La Signora di cui abbiamo parlato prima, si accorse di lui e si rivolse a lui chiamandolo: “Arturo, cosa fai qui?”

Il Signore, che ora sappiamo chiamassi Arturo, si avvicinò: “Vieni subito a casa e facciamo i conti.”

Gabriella facendo qualche passo indietro disse: “No! Non vengo a casa, assolutamente, sono stanca di te e non mi muovo di qua.”

Apollo, aveva visto tutta la scena e si era avvicinato.

Ma quella parola, TROIA, urlata a voce alta aveva attirato l’attenzione dei bagnini e di molte altre persone.

Arturo: “Sei una brutta troia, qui c’è anche il tuo amante?”

Gabriella: “No, non c’è nessuno, sono venuta a rilassarmi un pò.” 

Arturo: “Torna a casa.”

Gabriella: “No, no e no, a casa non ci torno, voglio una vita nuova. …………… Aiutatemi per piacere, non lasciatemi sola.”, urlò verso chiunque la stava osservando. 

Arturo: “Adesso vieni a casa e non parli.”

Arturo, prese con forza il braccio sinistro di Gabriella e cominciò a strattonarla.

Gabriella faceva resistenza e si mise a piangere.

Ora era evidente che si stava consumando una violenza.

Un Bagnino si avvicinò per aiutarla, ma Arturo carico a manetta con la mano libera gli piazzò un bel pugno nello stomaco bloccandogli il respiro.

Apollo, che aveva avuto il tempo di rendersi conto e riflettere dall’inizio, si avvicinò con più forza e violenza.

Staccò la presa di Arturo su Gabriella e bloccò l’uomo per terra facendolo cadere.

Apollo: “La Signora ha detto che non vuole venire con te.”

Arturo: “E’ mia moglie e la riporto a casa.”

Apollo: “Non in questo modo e non ora.”

Pietro, che mentre succedeva tutto questo si trovava in cucina, appena uscito e compresa la situazione si avvicinò e subito dopo anche Loris.

Pietro: “Ragazzi, calmiamoci, per piacere! ……… Apollo, lascialo e vai via con Loris, così ti calmi anche tu.”

Apollo mollò la presa e si allontanò di qualche metro con Loris.

Pietro: “Signora!”, disse rivolgendosi a Gabriella, “Vuole uscire dal Parco con questo Signore oppure no?”

Gabriella: “No! E’ lui che mi fa le corna ed io non voglio recuperare il rapporto con lui, vivo da una mia amica e a casa non voglio tornarci.”

Pietro: “Allora, lei esca dal Parco.”

Arturo: “E’ mia moglie, non esco senza mia moglie.”

Pietro: “Sua moglie ora non vuole seguirla e lei ha manifestato atti di violenza, non possiamo lasciare che lei accompagni fuori sua moglie. Sua moglie rimarrà qui dentro al Parco e se vorrà quando esce si verrà a prendere da una persona fidata o dai carabinieri, ma non lasciamo nelle sue mani.”

Arturo: “Io non lascio mia moglie qui dentro.”

Loris, da dietro: “Ho chiamato i Carabinieri, stanno arrivando.”

Arturo si voltò verso Loris.

Loris: “Può esporre la sua tesi ai Carabinieri appena arrivano.”

Arturo: “Ok! Ok! Me ne vado!”

Arturo si diresse verso l’uscita seguito dagli occhi di tutti.

Loris, urlò: “Birre e Cocktail a metà prezzo per tutti per un’ora se venite al Chiosco.”

Fece così per distogliere l’attenzione di tutti da quell’evento e rasserenare gli animi.

Signora Gabriella, fu assistita nel ritornare al suo ombrellone e fu accompagnata al Bar dove Katya ed Annalisa le offrirono un Hugo, cercando di chiacchierare un pò con lei, ma senza entrare un pò troppo sul personale.

Nel frattempo, Loris e Apollo erano andati al Chiosco, esattamente dietro al Chiosco per parlare.

Apollo: “Se non mi fermavate gli spaccavo la faccia.”

Loris: “Ti ho fermato per questo, sei stato bravo, ma non dovevi esagerare. Se gli facevi male e gli procuravi dei lividi, avrebbe potuto sporgere denuncia e quindi tu saresti andato nei casini, noi tutti saremmo andati nei casini.”

Apollo: “Mi dispiace Loris.”

Loris: “Sei bravissimo e quello che fai lo si vede che lo fai bene, ma possibile che non ricordi chi sei?”, si vedeva che si stava inalberando un pò.

Apollo: “Non lo ricordo, non lo ricordo.”

Loris: “Possibile, possibile? Noi abbiamo la possibilità di assumerti e di metterti in regola di dare un perchè alla tua vita, ma possibile che non ricordi.”

Apollo: “Non lo ricordo, non lo ricordo, ho un vuoto dentro.”

Loris: “Ma sai fare delle cose incredibili, da oggi sappiamo che conosci le arti marziali, sappiamo che non sai nuotare. Chi sei? Chi sei?”

Apollo: “Non lo so, Non lo so.”

Loris: “Dove hai comprato la tua moto, chi ti ha abbellito la moto.”

Apollo: “Non lo so! Non lo so.”

Loris: “Ti spaccherei la testa. Non so se amarti, se considerarti un amico. Non so cosa dire.”

Apollo: “Me ne vado Loris, me ne vado e vi lascio tranquilli.”

Loris: “Tu non ti muovi da qua, non te ne vai da Isola Rizza, fino a che non abbiamo sistemato bene la situazione.”

Apollo: “Me ne vado, perchè vi provoco problemi.”

Loris: “Tu non ci stai provocando problemi, è che vogliamo aiutarti, voglio aiutarti. Cavoli chi sei?”

Apollo: “Avete detto che domani volete andare dai Carabinieri, tu e Pietro.”

Loris: “Abbiamo deciso di non andarci, abbiamo cambiato idea di nuovo, perchè abbiamo paura di metterti di più nei casini.”

Apollo: “E se avessi commesso un reato e dovessi pagare per i miei errori?”

Loris: “Tu hai commesso reati?”

Apollo: “Io ti dico di no! Non ho mai fatto casini.”

Loris: “Perchè nessuno ti cerca? Io vorrei sapere perchè nessuno ti cerca.”

Apollo: “Non lo so, non lo so veramente.”

Loris: “Ok! Adesso basta, dai, non pensiamoci più, cerchiamo di finire questa giornata.”

Una volta chiuso il Parco, Loris con Pietro ed Apollo si ritrovarono al Ristorante “La Tella”, in Via Sabbionare a Isola Rizza per cenare.

Donatella, la padrona di casa, si recò al loro tavolo.

Donatella: “Ho sentito alcune voci, in merito agli eventi intercorsi al Parco oggi pomeriggio, sono vere?”

Pietro: “A dire il vero si!”

Donatella: “Cosa è successo?”

Loris: “Un signore, è venuto in cerca della moglie, abbastanza arrabbiato. Quando l’ha trovata voleva aggredirla, ma siamo riusciti a fermarlo e a farlo desistere.”

Donatella: “Ho sentito che il nostro Apollo, ha fatto la differenza.”

Apollo: “Ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque.”

Loris: “Sei stato bravo, non tutti abbiamo reagito come te, sei stato fondamentale.”

Donatella: “Complimenti! ……. E’ vero che Apollo non ti ricordi alcune cose?”

Pietro per cercare di nascondere la verità precedendo tutti disse: “Apollo, ha avuto un incidente davanti al Parco e lo stiamo aiutando, si ricorda tutto, ma vogliamo che si rimetta in sesto prima di riprendere il suo viaggio.”

Donatella rimase perplessa dalla risposta.

Donatella: “Da dove è originario?”

Loris: “Da Affi, da Affi è originario.”

Pietro si mise a ridacchiare, Donatella capì che qualcosa non andava, ma decise di cambiare discorso.

Donatella: “Cosa vi porto da mangiare?”

Pietro: “Vogliamo un bel giro di antipasti, ma non risparmiare.”

Apollo: “Abbiamo fame.”

Donatella: “Così sia.”

I nostri ordinarono da bere e attesero l’arrivo delle pietanze.

Loris: “Dobbiamo creare una storia credibile attorno ad Apollo, non possiamo farci trovare così impreparati.”

Pietro: “La voce che lui ha perso la memoria, si sta diffondendo, dobbiamo prepararci.”

Apollo: “Mi dispiace dire bugie a Donatella non se lo merita, è una bravissima donna e molto onesta. …………….. Vado io da lei a parlarle, così se dovessero venire fuori voci, lei sarà più preparata.”

Loris: “Se lo dici tu?”

Apollo si recò, verso le cucine e chiamò Donatella.

Lei si recò da lui tutta trafelata ed indaffarata.

Apollo: “Signora Donatella?”

Donatella: “Dimmi Apollo.” 

Apollo: “Volevo dirle la verità.”

Donatella: “La verità che quei due vecchi furboni non vogliono dire? Avevo capito che non avevano le fascine al coperto, mi dispiace che stiano cercando di tirare dentro anche te.” 

Apollo: “Non sono loro il problema.”

Donatella: “Sei tu?”, mettendosi a ridere? 

Apollo: “Io dopo l’incidente in moto ho perso la memoria e non ricordo più niente, mi stanno aiutando.”

Donatella: “Non ricordi più niente?” 

Apollo: “Si!”

Donatella: “Ma da dove vieni, lo sai?” 

Apollo: “No!”

Donatella: “E’ per questo che cercano di proteggerti?” 

Apollo: “Non so niente di me, non so da dove vengo, perchè, non so se ho combinato casini. Mi hanno trovato delle tracce di droga, ma ora sono pulito, ma non ricordo niente.”

Donatella: “Ma hai fatto delle ricerche per vedere se qualcuno ti sta cercando?” 

Apollo: “Si!”

Donatella: “Vai dai carabinieri.” 

Apollo: “Loris e Pietro dicono di no, perchè hanno paura che io abbia combinato qualche casino.”

Donatella: “Non so che dire Apollo. Tu hai combinato casini?” 

Apollo: “Non lo ricordo, non lo so, penso di no.”

Donatella: “Come pensano di guarirti?” 

Apollo: “Dicono che con il tempo la moria torni.”

Donatella: “Non sono esperta di queste cose, però, capisco che ti vogliano proteggere, mi sembra che ti vogliano bene. Quindi per quello che posso dire ti proteggo anche io, e se vengono fuori storie ti terrò informata.” 

Apollo: “Grazie Donatella.”

Donatella: “Gli amici di Loris e Pietro sono miei amici. ………. Dai vai a sederti che arriva da mangiare.” 

Apollo: “Grazie mille.”

La cena iniziò e si svolse nel migliore dei odi.

Mangiare dalla Tella in Via Sabbionare è sublime e ti porta dentro un nuovo mondo.

La cura dei particolari, mantenendo una cena a base di piatti popolari è minuziosa.

“La Tella”, organizza serate a tema a cui non si deve mancare.

Verso le 23 i nostri rientrarono a casa. 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “LA GIOSTRA Un cammino per uscire dalle proiezioni del Passato!” di Maria Cristina Taddei.

BIOGRAFIA AUTORE:

Sono una donna che abito in Toscana in provincia di Prato sono operatrice olistica  


>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

LA GIOSTRA! Un cammino per uscire dalle proiezioni del passato!  

Il libro è un dialogo di un viaggio il mio viaggio dall'incontro con una persona, uno specchio grande,  mi fa vedere il percorso da fare per uscire da tutte quelle frammentazioni dei nostri tante personalità fino ad incontrare la nostra vera essenza l' Anima e nuda di tutte quelle personalità, vivi l' Amore intero non più frammentato.


SORPRESA A BARCELLONA 1° TEMPO 6° CAPITOLO

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Azienda agricola “LA CORTE” - 

Isola Rizza 

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Azienda Agricola “VIVAI CORDIOLI” - 347 8422194

Isola Rizza - Via Casotti, 1753 

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Ristorante “AL FOGOLAR DI CARLO CAMPOSTRINI” - 045 7152606

Bussolengo - P.zza della Vittoria, 9

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Bar gelateria “LADY BAR” - 3487295669

Abano terme - P.zza Todeschini, 4

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Pizza d’asporto “DOLCE E SALATO” - 045 6970790

Isola Rizza - Via Capitello, 2

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SORPRESA A BARCELLONA 1° TEMPO 6° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

6° CAPITOLO

Francesca: “Io in questo momento non mi sento più sposata, cosa mi hai fatto?”

Fernando: “Io cerco solo di farti sentire importante.”

Francesca: “Quanto sono importante per te?”

Fernando: “Sono partito con l’idea di assaporare la solitudine e ora sono qui, con la più bella delle donne.”

Francesca: “Sono la più bella, perchè hai bevuto troppo vino frizzante.”

Fernando: “Balliamo fino allo sfinimento.”

Ti lasci baciare ed accarezzare il viso con le labbra.

Ad un certo punto, però dobbiamo lasciare il ristorante e ritorniamo in albergo.

Arrivati ci infiliamo nell’ascensore le porte si chiudono e cominciamo a salire.

Francesca: “Piano Fernando, perchè non arrivo vestita su in camera se continui così.”

Fernando: “Non andiamo in camera, ma sul balcone.”

Francesca: “Sul balcone all’ultimo piano? Guarda che c’è freddo ora.”

Fernando: “Ti riscalderò io.”

Francesca: “Sei fuori se vuoi fare qualcosa sul balcone su, ci saranno persone. Andiamo in camera.”

Fernando: “No, sul balcone, voglio fare pazzie.”

Francesca: “Basta che non finiamo giù dal balcone, in stanza al massimo andavamo giù dal letto.”

Arriviamo, l’ascensore si apre proprio sul balcone, usciamo tenendoci per mano e ci guardiamo attorno.

Tu vai verso la zona verso sud, dove ci sono dei divanetti un pò più grandi degli altri.

Io, vedo, che c’è solo un cameriere che sta sistemando il bar.

Gli do una bella mancia e lui ci lascia soli, con una bottiglia di prosecco italiano che non mi fa pagare.

Poi vengo da te.

Francesca: “Cosa ti sto combinando Fernando?”

Fernando: “Non stai facendo niente, di cui io non sia d’accordo.”

Francesca: “Se nonmi avessi conosciuta avresti risparmiato un casino.”

Fernando: “Bè, ma se ti interessa il mio conto in banca, puoi darmi la metà di tutto quello che spendo.”

Io ti verso un bicchiere di vino e lo stesso faccio per me.

Beviamo guardandoci negli occhi.

Francesca: “Dai Fernando, non aspettare più.”

Posi il bicchiere che hai in mano e poi mi baci.

Fernando: “Voglio che ti spogli se lo vuoi tu. Spogliati tu se lo vuoi.”

Quello che succede succede, ma dopo qualche decina di minuti …………

Francesca: “Fernando? …….. Fernando?”

Fernando: “Cosa c’è, mia regina?”

Francesca: “Svegliati dai. Dobbiamo sistemare, devo tornare dalle mie amiche.”

Fernando: “”No, dai restiamo qui abbracciati, dobbiamo finire il prosecco.

Francesca: “Il Prosecco, te lo finisci da solo. Il tuo giocattolino non da più segni vita, è meglio che andiamo.”

Fernando: “Domani cosa facciamo?”

Francesca: “Domani sono occupata con le mie amiche. Tu sei venuto per fare lo scapolone solitario, ma io sono qui sposata che più non posso, in teoria dovevo fare la suora,”

Fernando: “Addirittura la suora.”

Francesca: “Non è che tutte le donne che vanno a fare una gita con le amiche, si infilano dentro i letti degli altri, non funziona così se sei sposata?”

Fernando: “Ma io ti amo e ti desidero.”

Francesca: “Si, ma ora me ne devo andare.”

Fernando: “Ok, dai ti accompagno, all’ascensore.”

Francesca: “Andiamo dai stallone.”

La mattina dopo, parto e me ne vado in giro per Barcellona con il cervello in palla.

Quando ti bacio, quando ti ho tra le braccia e ti stringo parto e me ne vado chissà dove.

Tu pensi di essere una donna normale, pensi di fare cose normali, pensi di non fare cose speciali, fai un lavoro come tanti, ma in realtà sai ispirare.

Ispirare, vuol dire far disegnare nella testa di chi ti pensa una strada da percorrere, ad occhi chiusi o aperti come si vuole, ma percorrere con fermezza e convinzione che è la strada giusta.

Una città così ricca di storia e di momenti che hanno segnato la vita dei popoli ha saputo creare un segno nella mia esistenza che sarà di sicuro indelebile.

Forse dovrei terminare qui questa storia.

Dovrei avere il coraggio di dire che quello che è stato è stato.

Mi prenderò una bella sberla una marea di insulti o forse no.

Forse sarò io il giocattolo che verrà buttato a fine viaggio.

Questo viaggio, questo gioco terminerà, io andrò a casa e tu lo stesso e cosa ci rimarrà?

Spero che rimarrà l’amore che ho cercato di descrivere.

La vita impone di pagare bollette, rifiuti, tasse, portare fuori l’umido, la carta o la plastica, ma se l’amore ci avvolge e ci abbraccia tutto sembra più magico.

Mi trattengo per le vie di Barcellona fino a perdere la cognizione del tempo.

Ritorno in albergo e ti vedo seduta su uno sgabello del bar.

Sei vestita con un vestito che termina con una mini veramente da sballo.

Tutto il contrario rispetto ieri sera.

Le calze sono nere, con un filo color oro che disegna varie cose sulla tua gamba.

Le scarpe con il tacco ti rendono perfetta.

Fernando: “Ciao Francesca, è da molto che sei qui?”

Francesca: “Speravo che tornassi prima. Mi ero informata e mi avevano detto che eri uscito stamattina e non eri più rientrato.”

Fernando: “Hanno problemi con la privacy in questo albergo.”

Francesca: “Bè, ci vedono insieme e poi non capita tutti i giorni di ricevere una mancia per lasciare il balcone vuoto, quel cameriere avrà raccontato tutto a tutti.”

Fernando: “Siamo sulla bocca di tutti allora.”

Francesca: “Ascolta, quando sei entrato avevi la faccia di chi era andato dallo psicologo.”

Fernando: “Diciamo che ho riflettuto.”

Francesca: “Hai riflettuto su di me?”

Fernando: “E’ comprensibile?”

Francesca: “Che dici, ti va di continuare con me vicino vestita con questa super mini?”

Fernando: “Mi va e come.”

Francesca: “Andiamo, il ristorante lo decido io stasera.”

Fernando: “Paghi tu?”

Francesca: “Brutto impertinente, addirittura questo mi chiedi?”

Fernando: “Pensavo che ti andasse bene.”

Francesca: “Non prenderti troppi larghi, è già finita la fase miele?”

Fernando: “Andiamo dai, verso il ristorante.”

La serata scivola via benissimo.

Sono drogato dalla tua presenza, dal tuo sorriso e la tua voce mi sembra musica.

Inventare qualche battuta per farti ridere è fantastico.

A quanti uomini, Francesca hai fatto provare quello che sto provando per te?

A quanti uomini hai regalato i tuoi sguardi, le tue carezze, i tuoi baci.

Perchè ti ho conosciuto qui a Barcellona, perchè ora.

Perchè sei sposata.

Ti regalo la mia anima e le mie attenzioni per sempre se potessi cambiare gli eventi che ci stanno travolgendo, la vita che stiamo vivendo.

Io ce la sto mettendo tutta per rendere questa settimana la più bella della tua vita.

Chissà, se l’uomo che hai a casa ti rende così, ti da la stessa felicità e le stesse attenzioni.

Probabilmente si, è che quando si va lontani da casa, quando si sta lontano dalla propria vita, si comincia a vivere una vita che non è la propria e magari si dicono cose che non si dovrebbero dire.

Fare cose che non si dovrebbero fare.

Una volta terminata la cena, rientriamo in albergo, e andiamo verso l’ascensore.

Sembra che tu abbia dimenticato le tue amiche, meglio per me.

Chiuse le porte dell’ascensore ti appoggio alla parete e ti bacio.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “LA PORTA DEI DUE MONDI” di Elena Gesualdo

BIOGRAFIA AUTORE: Sono nata a Genova. All'età di quattro anni mi sono trasferita a Toulouse dove sono cresciuta per poi tornare in Itali...