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IN CANTINA NASCE L’AMORE 27° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
27° CAPITOLO
Arrivata la sera, prima che facesse buio, presero dei sacchi di iuta presenti nel cassone e li riempirono di foglie per creare dei materassi e dei cuscini.
Il cassone era coperto da un telo che creava la tipica centina dei camion.
Era come una grande tenda.
Chiusero l’uscita e ad un certo punto si misero a dormire.
Dormirono tutta notte molto profondamente.
Non avendo visto animali particolari, li nei dintorni, non si erano messi in allarme.
Quando si svegliarono rimasero tranquilli a scambiarsi qualche parola, quando ad un certo punto, provenienti dal laghetto sentirono delle voci femminili.
Marco: “Gessica, ci sono delle donne.”
Gessica: “E’ si!”, si mise seduta e spostò il telo del camion, lasciando entrare più luce, osservò e richiuse subito.
Marco: “Dove sono?”
Gessica: “Non è il problema il dove o quante sono, ma come sono vestite.”
Marco si mise subito seduto e spostò, anche lui il telo.
Marco: “Cavoli, che visione.”
Gessica: “Che visione? Chiudi subito, sono mezze nude e hanno bene o male l’età che potrebbe avere tua figlia. Non guardare.”
Marco: “Per cominciare, se sono maggiorenni, non è un problema e questo non lo sappiamo, poi sono vestite e ripeto, vestite come ci si veste qui.”
Gessica: “Adesso basta! …….. Esco io e provo a parlarci io. Tu stai qui buono.”
Marco: “Va bene, va bene.”
Gessica uscì dal camion e attirò la loro attenzione.
Queste, per l’esattezza 9 ragazze del posto, erano venute appunto per farsi un bagno nel laghetto di prima mattina, attratte da Gessica si fermarono, e vedendo che si stava avvicinando rimasero ferme.
Gessica, una volta raggiunto il gruppo, cercò dii capire se sapevano parlare l’Inglese e compreso che erano in grado di comunicare, spiegò loro che erano due turisti che provenivano da una missione li vicino ed erano rimaste in panne con il camion.
Queste, pur essendo giovani, sapevano che nella loro comunità, diversa da quella da cui provenivano Marco e lei, c’erano strumenti per riparare un veicolo.
Gessica, cercando di non ferire la sensibilità di nessuno, chiese se avevano problemi ad accompagnarli presso la loro comunità con un uomo a presso.
Risposero che non c’erano problemi.
A questo punto Gessica ritornò da Marco.
Gessica: “Ascolta, mi raccomando non fare il porco.”
Marco: “Non è colpa mia se sono vestite con una tunica aperta a tal punto che si vede tutto, cosa ti hanno detto?”
Gessica: “Hanno nella loro comunità strumenti per riparare un veicolo, dobbiamo andare a vedere.”
Marco: “Andiamo con loro?”
Gessica: “Certo, parlano l’inglese.”
Marco: “Io poco!”
Gessica: “Andiamo, e non fare il porco.”
Marco: “Se me lo dici ancora mi porto a casa una di loro.”
Gessica: “Provaci e ti taglio l’uccello.”
Si vestirono per bene, presero le loro cose, le chiavi del camion e assieme alle ragazze si diressero verso la loro comunità.
Non vi dico l’imbarazzo di Marco nel passeggiare con queste ragazze e le occhiate di Gessica.
Erano 9 ragazze, come detto, dai 16 ai 25 anni circa, con una bellissima pelle scura molto liscia. Tutte con capelli marroni chi ricci, chi lisci, e con fisici ben scolpiti ed in maturazione.
Erano vestite con delle tuniche, aperte completamente ai lati, ma tenute ferme, se così si può dire da un paio di lacci per parte.
Quindi, si notava benissimo che sotto erano nude, si notavano i loro seni che si muovevano liberi sotto le tuniche.
Ai piedi avevano delle ciabatte, molto simili a quelle nostre europee a basso costo, molto probabilmente frutto di qualche donazione.
Ognuna aveva con sè o un asciugamano o un telo per asciugarsi dopo il bagno.
Dalle chiacchiere che si scambiò Gessica con loro, comprese alcune cose, che la lasciò stranita, ma non volle subito approfondire per non essere troppo pesante od invadente.
Marco, poverino, per non incappare nelle iree della sua amata metà, decise di fare il muto della situazione e di non fare troppi commenti.
Marco era bello, muscoloso, alto, ben fatto, le ragazze qualche occhiata fatta bene gliela diedero.
C’è da dire che Gessica, pur essendo ben fatta, e ben tenuta, si vedeva che aveva un’altra età rispetto a loro.
Percorsero un bel tratto di bosco assieme, penso che camminarono per almeno un’ora o forse più, poi arrivati a una radura si trovarono davanti le capanne di quello che era il loro villaggio.
5 Capanne per l’esattezza, di varie dimensioni messe qua e la, circondate da terreno disossato e coltivato.dopo
Dirigendosi verso il capanno dove si trovavano questi attrezzi da meccanico, intravidero un pozzo, una tettoia con un generatore a gasolio, ma non videro nessun uomo.
Marco e Gessica si scambiarono qualche occhiata.
Arrivati dove si trovavano gli attrezzi, controllarono e capirono che c’era quello di cui avevano bisogno per sistemare il camion, così chiesero di prendere ciò di cui avevano bisogno, andare a fare il lavoro e riportarlo.
Le ragazze, acconsentirono, ma sottolinearono che sarebbero andate con loro, avrebbero fatto il bagno finchè loro riparavano il camion e poi avrebbero riportato tutto loro a casa.
Riparare il camion, finchè all’orizzonte 9 fanciulle giovani facevano il bagno nude? Marco esclamò un OK che per Gessica era l’equivalente di una bomba atomica.
Diede un’occhiata a Marco che lo bruciò fin nell’anima e poi lo mandò a fanculo muvendo le labbra ma non emettendo suoni.
A Marco e Gessica, l’assenza di uomini puzzava di marcio.
Fecero tutto come programma, ritornando al camion, riparandolo e dopo aver lasciato alle ragazze una mancia in euro si avviarono verso il villaggio turistico.
Il camion percorreva la strada che attraversava il bosco lentamente, per cercare di non rompere qualche cosa.
La rottura che si era verificata non era imputabile alla loro guida, ma occorreva prestare molta attenzione.
La strada comunque non era dissestata, ma ben tenuta.
Ad un certo punto, però, nel bel mezzo di uno spiazzo, sempre in mezzo al bosco, Marco fermò il camion e lo spense.
Gessica si voltò verso di lui con fare di chi aveva capito cosa voleva fare Marco.
Marco si voltò verso di lei.
Marco: “Hai capito perchè mi sono fermato vero?”
Gessica: “Ti puzza il fatto di aver visto quelle donne da sole.”
Marco: “Per cominciare non erano donne, erano ragazze, forse la più vecchia era una donna, ma neanche quella.”
Gessica: “Non c’erano uomini.”
Marco: “Ma c’erano i segni della presenza di uomini.”
Gessica: “Non hanno mai parlato di mariti o padri.”
Marco: “O madri.”
Gessica: “Senti puzza di bruciato?”
Marco: “Sento puzza di tutto.”
Gessica: “Marco, qui non siamo in Italia, dobbiamo stare molto attenti.”
Marco: “Vorrei solo capire alcune cose.”
Gessica: “Cosa possiamo fare?”
Marco: “E’ giorno, abbiamo lasciato le ragazze, fare il bagno al laghetto. C’è ancora luce. Parcheggiamo il camion molto bene, ritorniamo a piedi fino al laghetto e poi arriviamo al villaggio delle ragazze e cerchiamo di capire come vivono.”
Gessica: “Non dobbiamo farci vedere, perchè altrimenti penseranno che vogliamo rubare qualcosa.”
Marco: “Saremo dei fantasmi, ma voglio vederci dentro. ………… E non mi riferisco al loro corpo.”
Gessica: “Non preoccuparti non voglio fare discorsi stupidi, puoi guardare quanto vuoi stavolta, cerchiamo solo di capirci qualche cosa.”
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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
IMAGE: IO NON HO PAURA
Io non ho paura - Cronache d'Arte