martedì 22 settembre 2026

TERRA AMORE E DISTINTIVO 16° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 16° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

16° PUNTATA

Finita la chiacchierata in ufficio, andarono a bere qualcosa al bar della ditta.

Giorgio, mentre si stava bevendo un aperitivo, ricevette un messaggio di Elena, in cui gli chiedeva se era disponibile a raggiungerla al solito hotel nel pomeriggio.

Giorgio non disdegnò l’invito.

Ma che rapporto c’era tra Giorgio ed Elena?

Elena era diventata l’amante di Giorgio, molto giovane, prima di mettersi assieme a Massimo, il figlio di Ivano.

Giorgio, l’aveva arricchita con fondi guadagnati fuori dalla ditta in cambio di sesso.

Diciamo che Elena era un’arrivista, voleva entrare a pieno titolo nell’alta società, ma non era di base una prostituta.

Vedendo che con Giorgio più di soldi, non avrebbe potuto avere, aveva fatto innamorare di se Massimo, anche se come abbiamo visto, Massimo stesso non già messo molto a mollarla per Martina.

Diciamo che Elena, dopo essere stata mollata da Massimo, vedeva sempre più difficile, entrare nell’alta società.

Giorgio, arrivò all’appuntamento puntuale.

Entrò in camera e trovò Elena, vestita con abiti comodi, ma non provocante, con in ano un bicchiere con del vino rosè.

Giorgio: “Tutto bene Elena, cosa ti è successo?”

Elena: “Scusami se ti ho chiamato così, senza tanto preavviso, ma avevo bisogno di dirmi questa cosa.”

Giorgio: “Spara, ci sono problemi?”

Elena: “Sono incinta Giorgio.”

Giorgio: “Ok, non preoccuparti, sei una donna forte e molto determinata, sarai di sicuro una brava mamma in carriera.”

Elena: “Giorgio, è tuo il figlio.”

Giorgio: “Ma ne sei sicura? …………….. Non ti sto offendendo, e non sto facendo discorsi maschilistici, ma er ala ragazza anche di mio nipote, non è che è suo il bimbo?”

Elena: “No, è da molto tento che non scopo con massimo, invece, le ultime volte con te l’ho fatto senza protezioni.”

Giorgio: “Quello si è vero, ma non preoccuparti, hai mezzi per crescerlo benissimo e hai il modo per rifarti una vita.”

Elena: “Io voglio te, voglio essere tua e solo tua.”

Giorgio: “Non è possibile Elena, io sono sposato e resto con mia moglie.”

Elena: “Ma io ti voglio veramente tutto per me.”

Giorgio: “Come volevi anche mio nipote?”

Elena: “Dai, lo sai che non sono una puttana, se il nostro rapporto sarebbe stato serio io non mi sarei mai messa con tuo nipote.”

Giorgio: “Si ma lo sapevi che io non lascio mia moglie per te, per me è sacro il matrimonio.”

Elena: “Ma lei un bambino non può dartelo, io si.”

Giorgio: “Mi dispiace, non posso Elena. ………….. Perché non hai usato la pillola del giorno dopo, perché non ti sei arrabbiata vedendo che ero senza preservativo. Sembra quasi che tu lo volessi fare apposta.”

Elena: “Di rimanere incinta?”

Giorgio: “Si!”

Elena: “Pensavo che lo sarei stata.”

Giorgio: “Cavoli, Elena, io ti capisco, ma non posso lasciare mia moglie.”

Elena: “Io non voglio rovinarti, e non voglio far casini, ma diventa il padre del bambino tu.”

Giorgio: “Non ci penso nemmeno, mi dispiace. Prova a dire a Massimo che è suo figlio.”

Elena: “Ma allora non capisci, non è suo e non può essere suo per nessun motivo.”

Giorgio: “Mi dispiace Elena, ma non posso farci niente.”

Giorgio a questo punto se ne andò dall’Hotel, lasciando Elena piangere da sola.

Il bambino che aveva in grembo non era di certo di Giorgio, ma Elena sperava che questo avrebbe fatto decidere Giorgio a lasciare sua moglie.

La moglie di Giorgio era bella, ma non più giovanissima, con lei avrebbe potuto avere figli e una donna giovane sempre vicino.

Giorgio in questo momento vedeva Elena come un intralcio, come un problema grosso, da affrontare molto velocemente.

Doveva essere risolto alla radice.

Arrivato a casa chiamò il suo amico Natalius, e gli chiese un favore, ovvero di far sparire per sempre Elena dalla circolazione.

Natalius, gestiva numerosi Night in tutta Europa, non avrebbe avuto problemi a spedire Elena in uno di questi e far in modo che non vedesse mai più la luce del sole.

La stessa sera che succedeva questo, Francesca, chiamò Moreno, per invitarlo fuori a cena.

Moreno, comprese, che per Francesca era stato un grande passo, così chiarì che avrebbe pensato lui al ristorante.

Se doveva essere una serata modello, di certo non dovevano trovarsi a mangiare all’Agriturismo, ma da un’altra parte.

Moreno prenotò in un Ristorante di Porto Garibaldi.

C’era un po' di strada per arrivarci, ma la distanza sarebbe servita per farsi una bella chiacchierata.

Fu così, infatti, i due dialogarono del più e del meno, ma una bella fetta di tempo, venne impiegata per sparlare delle due sorelle di Francesca, che vedendola uscire dopo tanto tempo con un uomo, le avevano augurato le più brutte cose a sfondo sessuale possibili.

Durante la cena le domande tra i due si sprecarono, si chiesero di tutto, a botta e risposta, sembrava un reciproco interrogatorio.

Però, invece dia vere la tipica luce puntata sul viso, avevano una tenue candela molto romantica e un’ambientazione molto calda tutto intorno.

Non potè mancare come argomento, le foto appese ai muri dell’agriturismo.

Francesca: “Se devi chiedermi qualcosa, lo puoi fare Moreno, non devi girarci intorno.”

Moreno: “Mi devi scusare Francesca, ma le foto che hai appese ai muri mi si sono fermate nelle mente.”

Francesca: “Ti ho già descritto più volte cosa ritraggono.”

Moreno: “MI hai detto che i tuoi genitori sono morti in un incidente stradale. Hai visto i loro corpi?”

Francesca: “No, i loro corpi no. ……….. Dopo l’incidente e la successiva corsa in ospedale, ci ha pensato tutto mio zio Cornelio. ….. Noi eravamo piccole, quindi lui ci ha preso sotto la sua ala protettrice e ci ha aiutato, fino al raggiungimento della maggiore età.”

Moreno: “Come si è comportato secondo te?”

Francesca: “Perfettamente, è stato un vero angelo custode. Ha protetto noi ed il nostro patrimonio, tanto da tenere tutto scritto.”

Moreno: “Cosa vuol dire?”

Francesca: “Che se prendi i suoi scritti e tutti i registri contabili dell’azienda puoi leggere perfettamente tutto quello che ha fatto prima che prendessimo in mano tutto noi.”

Moreno: “E’ stato meticoloso?”

Francesca: “Meticoloso è dir poco, maniacale è dire il giusto.”

Moreno: “Come se qualcuno dovesse controllarlo.”

Francesca: “Come se qualcuno dovesse controllarlo, certo …………...ma scusa cosa intendi dire? Nessuno poteva controllarlo.”

Moreno: “Scusa una persona maggiorenne prende in mano tutto il malloppo di tre minorenni e lo gestisce come se avesse le finanze in casa tutti i giorni. E’ quello che mi hai detto tu.”

Francesca: “Porta pazienza, Moreno, non so dove vuoi arrivare. Io so che mio zio Cornelio è stato perfetto.”

Moreno: “Non metto in dubbio questo.”

Francesca: “E’ ancora vivo.”

Moreno: “Sul serio è ancora vivo?”

Francesca: “Si vive a Roma, si è trasferito li, dopo la nostra maggiore età.”

Moreno: “Ho capito. Cambiando discorso, da dove è nato il tuo carattere così forte e severo?”

Francesca: “Bè, dalla vita in generale, non è stato semplice per noi prendere in mano tutto quanto da zero e portare avanti tutto, migliorarlo addirittura.”

Moreno: “Avevate persone che vi aiutavano?”

Francesca: “Si, si, avevamo dei dipendenti, ma in realtà li abbiamo dovuti cambiare, perché ci sono stati dei dissapori, perché alcuni volevano fare quello che volevano loro, vedendoci giovani, invece noi non volevamo.”

Moreno: “A livello sentimentale?”

Francesca: “Bè, non ti dico i dipendenti che ci hanno provato con me o con le mie sorelle.”

Moreno: “Provato in che senso?”

Francesca: “Nel senso buono. Mi sa che ci hanno provato tutti o quasi. ……….. E’ normale se ci pensi. Tre ragazze giovani, proprietarie terriere, se qualcuno ci riusciva si prendeva parte del malloppo e come si dice da operaio diventava padrone.”

Moreno: “Voi tre, sempre inflessibili.”

Francesca: “Ma certo, figurarti. Poi c’è da dire che mia sorella Martina, l’ho mandata a studiare in Germania, quindi in realtà ho passato molto tempo da sola con Giusy, che sotto alcuni aspetti è più severa di me, quindi ci spalleggiavamo a vicenda.”

Moreno: “Tua sorella Giusy è più severa di te? Non sembra.”

Francesca: “Si lo so, alla fine fa passare me come la severa, ma in generale, pensando alla gestione completa è più severa lei, e con gli uomini è peggio, è molto selettiva.”

Moreno: “Su di me cosa ha detto?”

Francesca: “Su di te ha detto più volte che dovevo lasciarti un po' di spazio.”

Moreno: “Un bel consiglio.”

Francesca: “Tu, invece hai partecipato a tante missioni. Ora hai deciso di fermarti?”

Moreno: “Si! Basta missioni fuori Italia, ho deciso che ora metterò a frutto la mia esperienza sul campo.”

Francesca: “Quindi, magari usciremo a cena ancora.”

Moreno: “Ci puoi contare da parte mia.”

Francesca: “Io, però, ti dico subito che voglio essere l’unica, non voglio divider eil mio uomo con nessuna neanche un secondo.”

Moreno: “Io, spero che un giorno tu desideri me, al 100%, ed io ti dimostrerò che sono solo tuo.”

Francesca: “Ora come ti consideri?”

Moreno: “Se fossi per me io sono già solo tuo.”

Finito di cenare, e stanchi di dialogare al ristorante, proseguirono fuori facendo una lunghissima passeggiata sul lungo mare.

Anche Massimo e Martina erano usciti fuori a cena, e per la nostra brava ottica c’era una bellissima sorpresa.

Martina: “C’è una cosa che vedo vuoi dirmi, ma non lo hai ancora fatto, dai non tenermi sulle spine.”

Massimo: “Ho intenzione di comprare un grande appezzamento di terreno, vicino alla vostra azienda.”

Martina: “Come mai cosa vuoi combinare, ti butti all’agricoltura anche tu?”

Massimo: “In parte, ma non del tutto.”

Martina: “Allora cosa vuoi fare?”

Massimo: “Ho sentito più volte dire dalle tue sorelle che vorrebbero produrre più vino con il vostro marchio, per aprirsi anche verso questo mercato, così pensavo di fare così. Io compro un appezzamento di 10 ettari, ci pianto le viti che dite voi, le faccio coltivare da agricoltori assunti da e con i vostri dettami e poi vi vendo l’uva, così voi vi trovate l’uva, coltivata come volete voi, la qualità che volete voi, così produrrete molto più vino.”

Martina: “L’idea non è niente male.”

Massimo: “Tieni presente che il prezzo dell’uva lo decidiamo a priori, così nessuno rimane fregato ed ovviamente ad un prezzo che va bene anche a voi.”

Martina: “Ma tu devi fare tutto l’investimento iniziale.”

Massimo: “Si, non preoccuparti, che una volta messo a dimora il vigneto non è che mi serviranno chissà che macchinari, li posso comprare usati, e con la manodopera vedremo come fare.”

Martina: “L’idea non è niente male, ne parlerò con le mie sorelle.”

Massimo: “Si! Si! Ci conto, non c’è fretta, io sono in parole con il venditore del terreno, ma mi sta bene che parliamo anche con le tue sorelle. Anche perché io di vino non me ne intendo, mentre le tue sorelle si, quindi accetto volentieri tutti i loro consigli.”

Martina: “Dammi il tempo di parlarci io, e poi ti faccio sapere, ma di sicuro saranno interessate, con la voglia di soldi di mia sorella Francesca, secondo me si arriverà a mettere nero su bianco.”

Massimo: “Mio Zio Giorgio è sempre gentile?”

Martina: “Tuo zio è un vero signore, sono veramente felice.”

Massimo: “Ma siamo sicuri di parlare della stessa persona? Penso che sarai una delle poche persone che conosco a parlare bene di lui.”

Martina: “No, non è giusto è una buona persona ed io ci lavoro bene assieme.”

Massimo: “Ok, ok ci credo.”

Martina: “Devo dire che fanno molto bene da mangiare qui.”

Massimo: “Dai, più che da voi?”

Martina: “Bè, insomma, non facciamo da mangiare bene solo noi, anche altri e qui si mangia bene.”

Massimo: “Ti piace la cucina vegana?”

Martina: “Non ti vedo mangiare vegano.”

Massimo: “Bè dai qualche volta ci andiamo, non mi dispiacerebbe.”

Martina: “Ok, va bene.”

Il giorno seguente, Martina, parlò subito alle sorelle dell’idea di Massimo, che venne presa in considerazione senza tante sottolineature, ovviamente occorreva capire bene quanto sarebbe costata l’uva al momento dell’acquisto per poi produrre il vino.

Ci sarebbe stato tutto il tempo per parlarne.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


IN CANTINA NASCE L’AMORE 22° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 22° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

22° CAPITOLO

La festa organizzata alla Cantina di Gessica aveva raggiunto lo scopo, ovvero di passare tutti i soldi della Droga all’interno l’Associazione per la difesa delle Donne Cavalieri H24, in più nei giorni a seguire anche i proventi della festa vennero convogliati in tal senso, i soldi del trattamento di fine rapporto di Fabio, i soldi derivanti dalla vendita della casa ed edifici annessi presenti a Camposilvano, dove Gessica era stata tenuta prigioniera.

Insomma, l’associazione partiva con un gruzzoletto niente male, ovvero quasi 1 milione di euro in cassa.

In più successivamente, dopo la ristrutturazione del Night, anche i proventi di questi.

Si cominciò a cercare volontari disponibili in tutti i comuni possibili del Veneto, per ora per aprire ufficialmente il servizio.

Ricordo che tale servizio sarebbe stato svolto nel seguente modo.

La donna che si sentiva in pericolo per qualche motivo a causa di un uomo, avrebbe chiamato il call center che avrebbe inviato 2 uomini o donne a proteggere chi chiedeva soccorso. 

Le due persone che intervenivano dovevano prestare soccorso cercando di non usare la forza, e di allertare le forze dell’ordine in caso di bisogno.

In più, le due persone che sarebbero intervenute fungevano da testimoni oculari di ciò che succedeva a supporto di una possibile denuncia da parte della vittima.

Le persone che si rendevano disponibili ad essere reperibili sarebbero state pagate per la reperibilità, non per un ‘eventuale servizio.

La paga era di 100 euro ogni 12 ore.

Questo serviva, perchè si sperava che per qualcuno potesse diventare anche una sorta di lavoro.

Questi cavalieri non dovevano essere armati in nessun modo ma solo muniti di cellulare per filmare, raccogliere prove e chiamare i soccorsi.

Prima di partire si sarebbe cercato di coprire il più ampio territorio possibile, per poi allargarsi a macchia d’olio.

Non si doveva iniziare a macchie di leopardo, perchè si sarebbero creati buchi, magari troppo grandi, di territorio, senza cavalieri.

In più occorreva distinguere i Comuni grossi dai piccoli.

Il 5 Novembre i nostri due protagonisti atterrarono a Malindi in Kenya per passare un periodo di relax e diciamo conoscersi meglio.

Marco si trovava disteso a lato di Gessica, mentre baciandola la stava spogliando.

Il sole del pomeriggio era offuscato da una tenda che proteggeva la stanza dalla calura e la privacy.

Erano arrivati a mattina presto, si erano sistemati e avevano deciso di iniziare a bomba questa avventura.

I baci erano lunghi e molti appassionati, sembravano a tutti gli effetti due piccioncini appena sposati che volevano assolutamente consumare il midollo l’uno dell’altra.

Marco la fece girare, trovandosela sopra, per far si che lei si sentirsi libera di muoversi come voleva e di gustarsi il piacere che Marco le dava.

Quando lei raddrizzava il busto mimando una cavalcata su Marco lui si divertiva a passare le sue mani sui suoi seni e sui suoi fianchi.

L’accarezzava con molta delicatezza e gentilezza.

Non la costringeva a fare niente.

Lei era così brava che si fermava al momento giusto, quando lui stava per esplodere, per farlo riprendere e far durare il tutto più a lungo possibile.

Quando questa danza terminò si prepararono per la cena.

Gessica aveva intenzione di sfoggiare i vestiti più belli ed intriganti che possedeva.

La vita proseguiva, quindi come tutti i villaggi turistici, e minuto dopo minuto i nostri due amici si conoscevano sempre di più.

Una sera a cena Gessica decise di affrontare un discorso. 

Gessica: “Amore, posso chiederti una cosa che ho sempre posticipato?”

Marco: “Cosa Gessica?”

Gessica: “Ho notato che l’erba vicino alla Madonnina a casa mia è diversa dal resto del prato e vorrei chiederti, visto che conosci tutto quello che è successo, se tu ne sai qualcosa. …………… Volevo chiedertelo, qui, dove non ci conosce nessuno e nessuno sa quello che è successo.”

Marco: “Ho tolto tutte le prove che ti possono incriminare e le ho fatte sparire.”

Gessica: “Quando?”

Marco: “Quando sei andata ad Abano Terme con la tua amica.”

Gessica esplose a ridere.

Gessica: “Hai messo mio marito dentro il Biogas?”

Marco: “No! No assolutamente ci mancherebbe.”

Gessica: “Dove si trova allora?”

Marco: “Io ho un terreno con sopra un pioppeto che tengo per ottenere dei contributi europei. Rimarrà li per molti anni, quindi ho deposto tuo marito in mezzo a questo pioppeto.”

Gessica: “Ti ha aiutato qualcuno?”

Marco: “No assolutamente, ho fatto tutto da solo.”

Gessica: “E’ sicuro?”

Marco: “Sicurissimo.”

Gessica si avvicinò a Marco e lo baciò molto intensamente.

Gessica: “Grazie amore mio, sono libera grazie a te.”

Marco: “Ti amo un casino.”

Gessica: “Ti va di ballare?”

Marco: “Certo.”

La musica che suonava era un lento, si abbracciarono stretti e lentamente si muovevano senza tanto ascoltare il ritmo della musica.

Si scambiavano parole d’amore e promesse di fedeltà, mentre si sfioravano con le labbra.

Gessica: “Ti va di portarmi a letto?”

Marco: “Adesso sono le 22, non vuoi vivere la festa un pò?”

Gessica: “Si! La voglio vivere, senza vestito e senza slip nella nostra camera, perchè ho 50 anni e sono innamorata di un ragazzo di 50 anni con un fisico splendido e non voglio perdere tempo, ma voglio sentire il profumo della sua pelle e la forza dei suoi muscoli, finchè lo tengo tra le gambe.”

Marco: “Cavoli cosa mi dici?”

Gessica: “Non sono la Regina del vino, la Regina di Gambellara come dici tu?”

Marco: “Si!”

Gessica: “Ecco, la tua regina vuole essere presa e posseduta, non perdere tempo. Voglio sentirti mio, voglio saperti mio, voglio sentire quando il tuo corpo freme di piacere e voglio farti sentire quando io provo piacere da te.”

Marco: “Amo quando mi mordi le spalle.”

Gessica: “Quando ti mordo le spalle è per non gridare, perchè tu ci metti troppa forza, ma io non voglio farti smettere, ma farti sentire quanto questa puledrina di 50 anni è forte e tenace a letto.”

Marco: “Sei impareggiabile.”

Gessica: “Dai portami a letto, Mantovano.”

A passi lenti e sicuri si avviarono verso la stanza, sapendo tutti e due cosa sarebbe successo.

Arrivati davanti alla stanza Gessica, si mise con le spalle contro la porta e si mise a baciare Marco, poi ………….

Gessica: “Adesso entriamo, e nessuno parla, solo i nostri corpi, nessuna parola dolce, nessuna parola d’amore, parlano solo i corpi, parla solo la forza dei nostri corpi, parla solo l’istinto primordiale che abbiamo dentro.”

Marco: “Si!”

Entrarono e prese vita un momento molto focoso.

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

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domenica 20 settembre 2026

L’ITALIA CHE VORREI 1° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 1° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

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TESTO:

1° CAPITOLO

Oggi è il 1° Settembre 2027, siamo a Roma dentro gli uffici di Palazzo Chigi, sede del Governo Italiano.

Sono le 10 del mattino, l’attività appare subito molto frenetica.

Gente che corre a destra e a manca con documenti in mano che devono portare da un ufficio all’altro e quasi tutti parlano al telefono, grazie agli auricolari.

Nell’Ufficio del Vice Presidente, l’Avvocato Fortezza Fabio sta discutendo animatamente, sempre al telefono con il suo interlocutore, dall’altra parte della connessione.

Fortezza Fabio ha 40 anni, come già detto è avvocato e riveste la carica di Vice Presidente del Consiglio avendo in tasca la tessera della LEGA - SALVINI PRESIDENTE.

Una volta conclusa la conversazione, chiude la chiamata e si alza dalla poltrona per andare a chiudere la porta del suo Ufficio, rimasta aperta dopo che la sua segretaria era prima uscita e poi rientrata.

Chiara: “Scusami Fabio, mi sarei alzata io.”

Fabio: “Non c’è problema, è che oggi la vita qui a Palazzo Chigi è infernale.”

Chiara: “Domani è una giornata storica per la Repubblica, si tiene il discorso del Presidente che poi porterà alla votazione della nuova Costituzione Italiana.”

Fabio: “Un grande lavoro, che raggiunge il traguardo. …….. Domani la Camera del Senato, dei Deputati, i Ministri ed il Presidente della Repubblica saranno tutti uniti per aprire le votazioni. E’ una giornata storica. Domani sera avremo una nuova costituzione.”

Chiara: “Tu hai qualche distinguo vero?”

Fabio: “Ce li abbiamo tutti dei distinguo, ma nell’insieme io penso che vada bene, sono poi le singole leggi che possono fare la differenza ... ………………. Comunque ti va di festeggiare stasera a casa mia?”

Chiara: “Se mi va? Me lo chiedi? Cosa mangiamo?”

Fabio: “Se hai pazienza preparo della carne ai ferri e del buon vino, che dici?”

Chiara: “Certo.”

Chiara, commercialista, aveva 35 anni ed era la segretaria di Fabio, nonchè fidanzata.

Si alzò in piedi, e si portò verso Fabio, con fare ammaliante, spostò la sedia e si sedette sulle ginocchia per baciarlo. 

Fabio: “Se entra qualcuno?”

Chiara: “Lo sanno tutti che sono la tua donna, quindi non vedranno niente di compromettente, Vice Primo ministro.”

Chiara baciò Fabio sulla bocca e ben presto le due lingue si unirono, danzando un pò nella bocca dell’uno e dell’altro.

Il momento durò qualche minuto. 

Fabio: “Che dici proseguiamo a lavorare?”

Chiara: “Si dai.”

Chiara si tolse dalle ginocchia di Fabio e si diresse verso la scrivania.

Chiara: “Stasera, ricordati che hai l’appuntamento con il Presidente, prima di uscire e venire a casa.”

Fabio: “Certo, certo.”

Chiara: “Tu non preoccuparti, io mi faccio bella, mentre voi due discutete, poi quando esci per andare a casa, me lo dici, così io vengo verso casa tua.”

Fabio: “Ok! Si preannuncia una bella serata.”

Chiara: “A che ora è il primo discorso a Montecitorio?”

Fabio: “Alle 9 il primo discorso, poi tutti gli altri. Hanno intenzione per la sera di votare tutti in modo che sia effettiva la riforma.”

Fabio e Chiara proseguirono per tutto il giorno le loro faccende.

Arrivate le 19 e 30, si trovò nella stanza del Presidente del Consiglio dei Ministri il Dott Angelo Roma, con tessera del Partito “FRATELLI D’ITALIA”.

Presidente: “Finalmente siamo in pace, che giornata.”

Fabio: “La calma prima della tempesta Angelo. Ci siamo arrivati, domani è il gran giorno.”

Presidente: “E’ si, siamo arrivati al momento fatidico ……….. Ascolta Fabio, devo chiederti una cosa, un piacere.”

Fabio: “Cosa, quale piacere.”

Presidente: “Domani non venire in Montecitorio.”

Fabio: “Perchè?”

Presidente: “Perchè vorrei che qualcuno di molto fidato rimanesse qui a sorvegliare il forte.”

Fabio: “Guarda, non mi trovi in disaccordo, ci sto volentieri. Con tutti in seduta plenaria, non si accorgerà nessuno della mia assenza. Comunque ci sarà Mario, l’altro Vice Presidente. Cavoli, adesso che ci penso, posso venire a lavorare in tuta da ginnastica e godermi Palazzo Chigi in disinvoltura.”

Presidente: “Bè, in tuta da ginnastica anche no!”

Fabio: “Chiara non me lo permetterebbe, scherzavo.”

Presidente: “Per fortuna, perchè tu ne saresti capace.”

Fabio: “Comunque non vengo in tuta da ginnastica, ma mi metto qui nel tuo ufficio ad ascoltare i discorsi e le votazioni bevendo delle buone birre.”

Presidente: “Ok! Basta che non sporchi e non fai cadere pop corn in giro.”

I due si misero a ridere.

Fabio: “Dai, per piacere, non sono così.”

Presidente: “Ascolta Fabio, prometti di essere sempre te stesso.”

Fabio: “Cosa vuol dire?”

Presidente: “Promettimi che in qualunque momento e in qualunque incarico tu copraii sarai sempre te stesso e metterai sempre te stesso in tutto.”

Fabio: “Certo! E’ che nella formulazione di questa nuova costituzione ho fatto molti passi indietro perchè dovevamo raggiungere degli accordi e ci siamo riusciti.”

Presidente: “Ascolta Fabio, mi va benissimo tutto quello che hai fatto, ma a me interessa sapere che tu sia sempre te stesso.”

Fabio: “Lo sarò. Te lo prometto.”

Presidente: “Va bene dai, cambiamo discorso. Cosa fai con Chiara questa sera?”

Fabio: “Viene a cena da me vestita da super figa, mentre io cucino della carne ai ferri.”

Presidente: “Noooooo! Con il fuoco?”

Fabio: “Si accendo il camino che ho nel balcone.”

Presidente: “Nooooooooooooooo non può essere, mi auto inviterei se potessi, ma ho promesso a Lady di portarla fuori in un ristorante di lusso. ………….. Cavoli ti invidio. E’ fantastico, ti metterai a fare la carne ai ferri in un balcone guardando la  vita Romana, mamma mia quanto ti invidio ed invidio casa tua.”

Fabio: “Dai finisci domani e poi festeggiamo a casa mia,”

Presidente: “Si! Si! Promesso, devi organizzare una cena a casa tua. Io, la mia Lady, tu e la tua Chiara. Promesso, ci conto.”

Fabio: “Promesso.”

Presidente: “Tu mantieni sempre le promesse, mi raccomando.”

Fabio: “Vada per la cena a casa mia.”

Presidente: “Dai andiamocene, altrimenti faremo le radici e non andremo più a casa. Giornata finita. Domani è un altro giorno.”

I due uscirono dall’Ufficio del Presidente e si recarono verso l’uscita.

Il Presidente per ovvi motivi di sicurezza, venne trasportato a casa con l’auto di scorta, mentre Fabio si avviò a piedi, visto che comunque abitava a 500 metri di distanza.

Anche Fabio fu scortato, ma a piedi.

Il Capo Scorta di Fabio si chiamava Massimo, nome in codice Mike.

Con Mike, Fabio aveva instaurato un legame di amicizia e rispetto molto profondo.

Arrivato davanti la casa di Fabio, Mike si mise d’accordo su che ora andarlo a prendere il mattino successivo.

Per motivi di sicurezza, Fabio non poteva camminare liberamente da solo, ma sempre scortato. 

Strada facendo si era sentito con Chiara, che stava arrivando.

Chiara era poco più bassa di Fabio, bella, snella, con una quarta di seno che risaltava tutta con il vestito nero aderente che aveva indossato.

Il vestito terminava con una minigonna corta.

Copriva solo fin sotto il sedere.

Le calze nere setose, coprivano completamente le gambe di lei, ma non si capiva se erano collant o calze autoreggenti.

Quando arrivò Fabio non potè che abbracciare la sua fidanzata molto intensamente.

Fabio: “Dai mettiti comoda e fai l’ospite, faccio tutto io.”

Chiara: “Non se ne parla, tu cucina, io sistemo la tavola e preparo il vino.”

Fabio: “No assolutamente.”

Chiara: “Non se ne parla, dai, fammi fare qualcosa.”

Fabio si mise a cucinare davanti alle brace, mentre Chiara sistemò la tavola e dopo aver versato il vino nei bicchieri lo andò a portare a Fabio.

Chiara: “E’ il tuo preferito.”

Fabio: “E’ tutto bellissimo stasera. Tu sei bellissima, sei speciale stasera.”

Chiara: “Siii! Sono speciale perchè sono vestita da troia.”

Fabio: “No! Assolutamente, sei bellissima, i miei occhi si scioglieranno.”

Chiara era bravissima a curare il trucco. Era giovane ma sembrava ancora più giovane.

Mentre cucinava Fabio, ogni tanto andava a baciarla con molta passione.

Chiara: “Non so perchè ma qualcosa mi dice che potremmo passare anche a fare altro.”

Fabio: “Assolutamente no! Sto cucinando una carne fantastica.”

Quando la carne fu pronta venne tutto portato in tavola e si misero a cenare.

Ovviamente la carne si trovava dentro un contenitore caldo, per mantenerla perfetta.

Chiara: “Domani rimaniamo a Palazzo Chigi?”

Fabio: “Pensavo di andare a fare un giro a Montecitorio a salutare un pò di amici e poi tornare a Palazzo Chigi.”

Chiara: “Sarà una giornata mondiale.”

Fabio: “Si una giornata storica, la ricorderanno sui libri di scuola. La riforma della costituzione. Una nuova Italia.”

Chiara: “Tu avresti fatto di più vero?”

Fabio: “Si, ma bisogna andare d’accordo.”

Parlarono ancora del più e del meno, intervallando momenti di cena a balli molto lenti e sexi.

Durante questi balli i baci si scambiavano senza contarli e le lingue si incontravano dando a tutto un’atmosfera magica.

Chiara: “Grazie di esistere Fabio.”

Fabio: “Grazie a te Chiara, la tua presenza è il sale di questa esperienza.”

Chiara: “Sono felice che ci hai provato in tutte le maniere per convincermi che tu eri il meglio per me.”

I baci continuarono a susseguirsi, finchè si trovarono vicino a un divano esterno sul balcone.

Fabio fece salire la minigonna a Chiara, scoprendo le calze autoreggenti e gli slip.

Poi sollevandola fece sì che lei, con le gambe cingeva lui che si sedette sul divano con lei seduta sopra.

Fabio: “Sei il paradiso.”

Chiara: “Aspetta di entrare, poi lo dirai.”

Fabio: “Cosa mi dici.”

Chiara: “Signor Vicepresidente, sono sua, di sua proprietà.”

Così dicendo, si sfilò il vestito dalla testa e portando le mani dietro la sua schiena si liberò del reggiseno, mostrando tutto ciò che di bello poteva avere.

Fabio si tuffò in un sogno che più volte gli ripeteva che era il suo sogno.

Fabio: “Vorrei che non arrivasse domani.”

Chiara: “E’ arrivato stamattina, arriverà anche domani, però ora posa la tua bocca tra i miei seni.”

La notte a casa di Fabio trascorse in maniera molto calda e passionale.

Mike, con la scorta, andò a prelevare i due piccioncini alle 9 del mattino.

Li scortò, prima al bar per fare colazione e poi in ufficio.

Li in ufficio Chiara, cominciò a portare avanti vari lavori, mentre Fabio si recò a Montecitorio.

Il clima di festa era al massimo.

Il prosecco scorreva a fiumi, non c’era paura di sbagliare, bisognava ascoltare i vari discorsi e poi votare un bel SI e l’Italia sarebbe cambiata.

Non c’era bisogno del consulto popolare perchè l’accordo tra i partiti era al massimo.

Alle 12 Fabio lasciò Montecitorio e si recò a Palazzo Chigi.

Fabio: “E’ fatta, il cambiamento sta arrivando.”

Chiara: “La votazione a che ora avverrà?”

Fabio: “Alle 17 quindi per le 19 avremmo il risultato e la proclamazione pubblica a reti unificate.”

Chiara: “Dai dai dai, sono eccitatissima.”

Le ore trascorsero, come se si fosse dentro un limbo.

Dopo tutti i discorsi di rito, a Palazzo Montecitorio iniziò la votazione.

Alle 17 in punto iniziò la votazione.

Fabio stava leggendo alcune mail, quando un forte boato sconvolse Roma.

Un boato talmente forte che fece tremare tutti i vetri dei palazzi vicini.

Fabio: “Cosa succede? Cosa succede?”

Chiara: “Oddio Fabio! Madre santa.”

Fabio si avvicinò alla finestra del suo ufficio.

Mike entrò di corsa con altri 3 agenti.

Mike: “Vicepresidente, si avvicini a quell’angolo ceco e rimanga fermo.”

Fabio: “Cosa succede Mike!””

Chiara venne prelevata e portata in un’altra stanza.

Mike: “Rimanga li fermo.”

Un altro boato squarciò il cielo di Roma.

Fabio: “Mike cosa succede? Rispondi?”

Mike parlava al telefono.

MIke: “Fabio consegnami i tuoi cellulari personali ed i pc?”

Fabio: “Cosa succede? Dimmi cosa succede?”

Mike: “Montecitorio è stato attaccato sono esplose delle bombe!”

Fabio: “Cosa?”

Altre tre bombe esplosero.

Mike: “Montecitorio è stato raso al suolo.”

Fabio: “Ci sono vittime? Ci sono superstiti?”

MIke: “Appare tutto crollato, è un cumulo di macerie, infuocate.”

Fabio: “No! No! Non può essere, non è vero, non è vero.”

MIke: “Mi dicono che stanno inviando i soccorsi.”

Mike continuava a parlare al telefono, mentre Fabio con due guardie davanti a lui, guardava fuori dalla finestra e a bocca aperta vide le fiamme che che arrivavano da Montecitorio.

Mike: “E’ tutto crollato, non c’è nessun superstite. Tutta la linea di comando politica è stata decapitata.”

MIke continuò a parlare al telefono.

Mike: “Vicepresidente, lei è l’unico sopravvissuto, sta per arrivare un Giudice della Corte, per farle prestare giuramento, lei a tutti gli effetti è il successore. Lei è Presidente della Repubblica Italiana e del Governo Italiano.”

Fabio incredulo scoppiò a piangere.

Fabio: “Non può essere, non può essere.”, non sapeva più a cosa appoggiarsi per rimanere in piedi.

Fabio: “Chiara dove è?”

Mike: “Al sicuro, non può stare qui ora.”

Fabio: “Cosa succede?”

Mike: “Palazzo Chigi è stato blindato, sta per arrivare l’esercito e una squadra specializzata nella ricerca di ordigni, tutto Palazzo Chigi, verrà verificato. Fino al nuovo ordine lei rimarrà qui dentro.”

Fabio: “No! No! Non può essere, saranno sopravvissuti dai. Saranno sopravvissuti."

Mike: “No! Tutti morti.”

Fabio: “Ho bisogno di vomitare, sto male, sto male, mi sento di svenire.”

Mike: “La accompagno Signore!”

Fabio, scortato andò verso la toilette, dove vomitò e si rinfrescò.

MIke nel frattempo, organizzava tutto secondo un protocollo ben preciso.

Mike: “Si faccia forza Vicepresidente.”

Fabio: “Non posso farlo, non posso farlo, non posso farlo, non posso farlo.”

Mike: “Lei ne è capace. Abbiamo lei ora. Sia la nostra guida. Salvini dall’alto dall’alto dei cieli la guiderà.”

Fabio: “Sei credente tu Mike?”

MIke: “Certo e penso che lei sarà all’altezza. Come ho detto Salvini la guiderà dall’alto.”

Fabio: “Certo Matteo.”, poi si mise a piangere: “Ci siamo sentiti stamattina e abbiamo scherzato assieme, non ce la faccio a sapere che non c’è più.”

Mike: “E’ con lei, come lo è sempre stato. E’ stato lui a volerlo qui in questo posto. ……… Ora abbiamo bisogno di te.”

Fabio: “Andiamo verso il mio ufficio.”

Arrivati al suo ufficio, Fabio entrò e chiuse la porta dopo aver fatto entrare Mike.

Fabio: “Cosa devo fare?”

Mike: “Potrei dirle quello che c’è scritto nei protocolli, invece le dico, visto che la stimo e ammiro, di essere per l’Italia il faro di speranza che è sempre stato per me.”

Fabio: “Chi è stato a fare questo casino? Chi ha voluto tutto questo.”

Mike: “Ci sarà tempo per rispondere. Ora c’è da governare. Come diceva lei? …………… Rivolgendosi a se stesso diceva IO SONO L’UOMO DEL POPOLO! L’ho dimostri. Ora lo dimostri.”

Fabio: “MIke? Cosa dicono i protocolli?”

Mike: “Se dice, devo far entrare il Giudice e lei deve prestare giuramento.”

Fabio: “Sia così.”

Il Giudice venne fatto entrare e dopo aver messo la mano sulla Bibbia, Fabio disse: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione e del popolo italiano.”

Mike: “Da questo momento lei è il CAPO SUPREMO DELL’ITALIA siamo con lei.”

FABIO DIVENTA PRESIDENTE!

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO. 

Nessuna!

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


TERRA AMORE E DISTINTIVO 16° CAPITOLO

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