venerdì 7 agosto 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “IL MIO MOMENTO!” di Maurizio Albertini.

 IL LIBRO DEL GIORNO: “IL MIO MOMENTO!” di Maurizio Albertini.

BIOGRAFIA AUTORE:

Albertini Maurizio nato a Busto Arsizio, il 01/09/1056: pensionato, hobby modellismo aeronautico, volontario/guida museo del volo Volandia.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

IL MIO MOMENTO

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UN MILIONARIO TRA DI NOI 20° CAPITOLO

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UN MILIONARIO TRA DI NOI 20° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

QUESTO RACCONTO, METTE IN EVIDENZA COME CHI HA MOLTI SOLDI IN TASCA PUO’ VERAMENTE CAMBIARE LA VITA DI CHI HA ATTORNO, NON SOLO CON FALSE DONAZIONI, E SENZA TOGLIERE NIENTE A SE STESSO. Infatti trovate anche la contabilità in formato excel, con le regole di gioco, descritte passo a passo.

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TESTO DEL RACCONTO: (PER MOTIVI DI SISTEMAZIONE COMPLETA DEL RACCONTO VI RIPROPONGO TUTTO IL TESTO DALL’INIZIO)

27/10/25 = 

(ABEO) (ALBERGO VERONA FELICE) Questa settimana all’Albergo Verona Felice, hanno soggiornato 4 famiglie di 3 persone con un bambino a famiglia. 50 euro a testa per 12 persone per 7 giorni fanno 4.200 euro totali.

Il gestore dell’Albergo è un pò in difficoltà, perchè aveva pensato di metterci del suo, ovvero di spendere del suo, ma per garantire una pulizia adeguata delle stanze per i bambini che sono immunodepressi, ha bisogno di più soldi. Ivan lo rassicura e concordano per 70 euro al giorno a persona. Dalla settimana prossima.    

(APPARTAMENTI VERONA) I lavori di restauro dureranno degli appartamenti sono finiti. Ivan paga all’impresa 100 mila euro. Francesca, la fidanzata di Ivan decide di aiutarlo nella gestione, quindi non viene assunto nessuno. Ivan non è contento perchè vorrebbe dare da lavorare a qualcuno, ma Francesca insiste. Finchè, non sono ben partiti lo aiuta lei, gratuitamente.

(PIZZERIA SULL’ATTENTI) Continua l’organizzazione dei dipendenti, pensando all’apertura della nuova pizzeria.   

28/10/25 = 

(ASSOCIAZIONE GIOVANI) Trovato l’appezzamento fuori Bovolone delle dimensioni di 200 metri per 100, ovvero 20 mila metri quadri. Ivan li pagherà come zona agricola ovvero 900 mila euro. Si formalizzerà l’acquisto l’11 Novembre. Ci sono già giovani che chiedono informazioni, ma è presto per far partire il tutto. 

(FIDANZATA FRANCESCA) Con Francesca, Ivan esce a cena fuori. 

29/10/25 = 

(PIZZERIA CEREA FRANCESCA) Da questo Week End parte la nuova pizzeria.

(SOCIETA’ D’INVESTIMENTO) ?

(COMUNI LIMITROFI) ?

(COMUNE BOVOLONE) ?

(FIDANZATA FRANCESCA) ?

30/10/25 = 

(NUOVI INVESTIMENTI FINANZIARI) Ivan investe 2 milioni di euro con tasso d’interessi EURIBOR 3 MESI a pagamento trimestrale.

(CONTRIBUTO AL REDDITO ALLE FAMIGLIE) 5 famiglie in più aiutate

(CONTRIBUTO CASE GREEN BOVOLONE) ?

(FIDANZATA FRANCESCA) Niente Week end in giro, c’è troppo lavoro a cui stare dietro.

31/10/25 = 

(FRANCESCA) ?.

01/11/25 = 

(INVESTIMENTO MYLIFE 3% ANNUO PAGATO TRIMESTRALMENTE) : Oggi vengono caricati sul conto di Ivan 2.876.250 come interessi trimestrali. 

02/11/25 = 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IN CANTINA NASCE L’AMORE 14° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 14° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

14° CAPITOLO

Passarono dei giorni in cui il Night rimase chiuso e Gessica preparò la vendita della droga per liberarsene.

Una mattina, svegliata come sempre buonora e soprattutto dopo aver riposato bene grazie al fatto che Marco aveva dormito a casa propria, una volta alzata si sentì nausea ed il bisogno di vomitare.

Corse subito in bagno e accucciata sopra il water si liberò.

Una volta ripulita e rinfrescata si mise a riflettere.  

Gessica: “La pillola! ……….”, si mise a correre verso la borsetta lasciata in salotto sopra il tavolino da caffè.

Gessica: “Merda …….. Merda …….. Merda …….. Merda …….. Merda …….. ”, ripeteva correndo: “Se mi ha messo incinta mi sente di brutto.”

Gessica, arrivata alla borsetta prese le pillole contraccettive e si accorse che era da giorni che non la prendeva.

Gessica: “No! ……… No! ……… No! ……… No! ……… Non può essere cosa gli dico. E’ vero che quel porco depravato innamorato mi scopa senza protezioni, ma io non ho preso la pillola. Cosa gli dico? Cosa gli dico. ……………… Non può essere.”, si mise a camminare su e giù per la casa: “

Gessica: “Aaaaaaaaa!”, si mise ad urlare in casa da sola: “Non può essere che mi sento come una giovanetta che scopre di essere o potrebbe essere incinta. Ho cinquant’anni, e quel mantovano mi ha fatto andare fuori di testa. …………. Con quella lingua che si muove veloce tra le mie gambe e quelle dita, mi fa perdere la testa e non capisco niente e poi lui può fare tutto quello che vuole. ……………….. Mamma mia, la prossima volta che mi mette la testa tra le gambe gliela taglio. ……………..Avevano ragione Claudia e Gemma, meglio avere un morto in casa che un mantovano davanti alla porta! …………”, prese e andò a prepararsi un caffè.

Gessica: “Aspettate, posso berlo il caffè? Ed il vino? Aaaaaaaaaaaaaaaa, maledetto Marco! ……………… Se non posso bere il mio vino, non vede passera fino a che il patatino non avrà un anno. …………………. Ok! Il caffè me lo faccio, al massimo si apriranno le arterie e ci arriverà più sangue.”

Gessica partì presto da casa, per recarsi all’Ambulatorio di San Bonifacio, dove si facevano i prelievi di sangue per farsi fare un test di gravidanza.

Era un ambulatorio privato ed esclusivo.

Avrebbe ucciso le due infermiere che l’avevano accudita, per le occhiate che le lanciavano e per i sorrisetti.

Una delle due infermiere si era lasciata scappare che Gessica le avrebbe fatto da nonna, non da mamma.

Gessica avrebbe dato fuoco all’ambulatorio.

Non tanto per la NONNA, ma perchè il suo fisico, le sue curve, la morfologia delle sue tette e tutta la cura che metteva lei nell’estetica, asfaltava 100 volte questi due fiori che non sapevano come si era veramente femminili.

Uscita si recò a fare colazione e mentre si trovava seduta con la brioche in bocca, arrivò il messaggio che era pronto il risultato.

Aumentando la velocità di masticazione, come se dovesse divorarla la brioche senza gustarla, aprì il cellulare e controllò il referto.

POSITIVO.

Il referto era implacabile.  

Gessica: “Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm!”, esclamò digrignando i denti: “Glielo mangio! Non mi intendo che me lo metto in bocca e glielo succhio, ma glielo strappo a morsi, così impara a fare il figo senza protezioni. Siamo in due e tutti e due dobbiamo stare attenti.”

Prese e volò a casa dove c’era già Gemma al lavoro.

Per strada, un pò si era tranquillizzata, in fondo nella vita non aveva mai avuto figli, perchè non si sentiva serena veramente con l’ex marito, ma con Marco tutta era un’altra cosa, si sentiva corteggiata, amata, nonchè desiderata, forse troppo desiderata visto il risultato.

Gessica: “Gemma!”, urlò appena entrata in casa e chiusa la porta.

Gemma: “Si signora!”, correndo verso di lei: “Ci sono problemi! Si è lasciata con Marco, avete litigato?”

Gessica: “Niente di tutto questo! E’ successo una cosa in fondo bella.”

Gemma: “Cosa, le ha chiesto di sposarla? Che bello sarebbe, anche se vi conoscete da poco.”

Gessica: “Sono incinta.”

Gemma: “E’ incinta?”, gridò dalla felicità.

Poi, corse ad abbracciarla: “La mia Signora è incinta, sono felice, sono felice, Gessica, per lei.”

Gessica: “Mi sento come una ragazzina, non so cosa fare, alla mia età, ho casini, un’azienda.”

Gemma: “Ci sono qui io per questo, sarò una super nonna, non si deve preoccupare, lei lo tenga al caldo e coperto d’amore poi ci penso io a tutto. Vivrà i lati belli di essere mamma. Ci sono io. …………… A Marco glielo ha già detto.”

Gessica: “Ah no, non gliel'ho ancora detto, e ti assicuro che neanche tu dovrai romperti tanto la schiena per il patatino che sta crescendo perchè ci penserà il porco pervertito che ha combinato il casino.”

Gemma: “Cosa intende?”

Si recarono in cucina e Gessica preparò un caffè.

Gessica: “Intendo che il porco si comprerà un ovetto per ogni trattore e si scarrozzerà in giro lui il patatino tutto il giorno, gli cambierà i pannolini, gli darà la pappa, gli farà fare un ruttino, tutto tutto. Tanto non avrà problemi a sentire la puzza di cacca, perchè è circondato dalla cacca in azienda, ne ha dei silos pieni.”

Gemma si mise a ridere a crepapelle.

Gemma: “Parla così perchè è arrabbiata e presa in contropiede, vedrà quando ce l’avrà in braccio e capirà che è suo. ………. Marco verrà a dormire qui?”

Gessica: “Non c’è bisogno, di casini ne ha fatti anche troppi.”

Gemma si piegò dal ridere, sentendo la sua Signora così determinata e decisa. 

Gessica: “Ascolta Gemma, chiamo la mia amica Claudia e le chiedo se viene a mangiare qui a pranzo, così le racconto le novità.”

Gemma: “Ci sarà da divertirsi.”

Gessica: “Certo, perchè lo sai che io e lei assieme siamo pericolose.”

Gemma: “Non vedo l’ora.”

Gessica: “Ci vediamo.”

Gemma: “Telefoni a Marco.”

Gessica: “Ora lo faccio.”, disse con fare seccato.

Gessica si recò in ufficio da sola e chiamò Marco.

Marco : “Ciao amore mio, non vedevo l’ora di sentirti.”

Gessica: “Ascolta devo dirti una cosa.”

Marco : “Vai dal tuo amico a portargli la roba?”

Gessica: “Devo parlarti anche di quello, ma adesso devo dirti una cosa più importante.”

Marco : “Spara, ho fermato il trattore e l’ho spento, sono tutto orecchie.”

Gessica: “Ascolta, è un pò colpa di tutti e due lo ammetto, perchè ci siamo fatti un po prendere dalla passione, ed è successo.”

Marco : “Cosa è successo?”

Gessica: “Ho fatto un test di gravidanza e sono risultata positiva.”

Marco : “Sei incinta?”, Marco scese dal trattore e si mise a camminarci attorno: “Sono assieme ad una regina e ne sono innamorato perdutamente, e adesso mi dici che sei incinta? Sono felicissimo, sono felicissimo, Gessica sono felicissimo, non preoccuparti faccio tutto io, tutto, tutto io. Pensa alla tua salute e alla sua per piacere. Poi ci penso io.”

Gessica rimase ammutolita, perchè non si aspettava una reazione del genere, visto l’età.

Gessica: “Sono senza parole.”

Marco : “Gessica, sono innamorato di te, e non so come poterti dimostrare l’amore che provo per te. In questo mese mi hai riscritto la vita e ora mi dici che stai aspettando mio figlio. ………… Guarda, risolviamo il primo problema, mi faccio fare una copia della Carta di Credito, te la do e tutto quello che compri per il mio esserino lo paghi con la mia Carta, tutto, ho detto tutto.”

Gessica: “Sono senza parole, ripeto.”

Marco : “Ascolta, abbiamo un’età avanzata, ma stiamo bene tutti e due e siamo fisicamente forti, gli o le daremo tutto l’amore del mondo. Poi c’è Gemma che di sicuro sarà prontissima a fare la nonna, ne sono sicuro. Ma ti assicuro che ci sarò.”

Gessica rimase in silenzio per un pò e poi riuscì solo a dire: “Ti va di venire qui da me stasera? Ho voglia di tenerti tra le braccia.”

Marco : “Non vedo l’ora che sia stasera.”

Gessica: “A pranzo viene la mia amica Claudia, poi ho molto lavoro, ci vediamo stasera allora?”

Marco : “Come ho detto non vedo l’ora.”

Chiusa la telefonata, Marco finì i suoi lavori nei campi e poi si recò a casa a mangiare e bere come per far festa da solo, mentre Gessica si trovò a pranzo con la sua amica.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere /forte ho sempre saputo farvi fronte.  


RIVOLUZIONE 2° CAPITOLO

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RIVOLUZIONE 2° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

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TESTO:

2° PUNTATA 

Nel frattempo vicino a Giazza il gruppo di Erik era accampato ma nessuno dormiva, qualcuno si accorse che tra i boschi vicini c'era del movimento, ma si decise di risparmiare le forze per il giorno dopo, e di non andare in avanti alla scoperta.

Erik sentiva molto il peso della responsabilità e aveva tutta l’intenzione di portare tutti a casa sani e salvi, anche i nuovi aggiunti.
In mezzo al bosco, qualcuno proseguiva ad osservare.

Uno di loro: “Capitano mi sembra un gruppo organizzato di civili che facciamo?”

Il Capitano: “Dobbiamo andarcene, gli uomini del Vikingo li stanno osservando, sono in pochi, queste persone sono spacciate.”

Il Soldato rispose: “Capitano, siamo soldati, dobbiamo difenderli, non possiamo permettere che diventino schiavi.”

Il Capitano: “Noi siamo pochi, non possiamo fare niente, tra l’altro l’equilibrio di risorse del nostro gruppo è troppo esile per inglobare tutta questa gente una volta liberati.”

Il Soldato: “Capitano, la scongiuro, salviamoli, siamo soldati, abbiamo giurato sulla patria e sulla bandiera.”

Il Capitano: “Basta, basta, non esiste più la patria, non esiste niente, esiste solo la nostra pelle, non metterò a repentaglio la vostra vita, per persone che sono venute da chissà dove.”

Il Soldato dovette tacere, il contingente si radunò e tornò alla loro base, lasciando Erik e i suoi in balia del destino.

Il Soldato amareggiato, ritornò alla base, ma con il cuore era rimasto da quei poveretti.

La notte era calma e silenziosa.

Verso le tre del mattino i rami e gli arbusti nel bosco cominciarono a muoversi e a rompersi; piano, passo dopo passo si facevano strada, si avvicinarono, circondarono il campo dove si erano accampati Erik ed il suo gruppo, chiusero ogni via d’uscita, si strinsero, di più, sempre di più, erano in tanti, c’erano tutti.

C’erano veramente tutti, lanciarono i gas anestetizzanti, riempirono tutto il campo e i polmoni dei nostri che ignari respiravano dormendo, ed il sonno divenne ancora più pesante.

Vennero tutti presi vivi, donne e uomini, legati e portati via.

A nessuno venne fatto del male, agli uomini del Wikingo interessava far schiavi.

Il giorno seguente, di mattino presto il soldato William, quello che si era lamentato con il proprio capitano, si svegliò, prese una moto e si piombò di nascosto al campo dei nostri e quando arrivò non trovò nessuno, come del resto si aspettava.

Tornò allora al campo e diede l’allarme, si sentiva una nullità, spiegò cosa aveva visto.

Il Capitano arrabbiato: “Cosa ti aspettavi di trovare? Visto cosa sarebbe successo? Morte tua vita mia.”

William: “Basta capitano, io mi sento una merda, un barlume di civiltà era arrivato fin qui e noi non l’abbiamo difesa.”

Il Capitano: “Dov’era la civiltà in mezzo a quella gente?”, il capitano stava ormai impazzendo e la situazione non la reggeva più.

William: “Erano organizzati, addestrati, potevamo farcela se fossimo intervenuti.”

Il Capitano: “Sei punito basta”

William : “Basta capitano dei miei stivali”. Si rivolse a tutti urlando: “Io parto a cercare la base da dove sono venute quelle persone, se ritornerò con un loro portavoce vi chiederò di unirvi a me, per ritornare ad essere quei soldati che abbiamo giurato di essere davanti alla bandiera italiana.”

Prese una bandiera dell’Italia e sventolandola se ne corse via con la moto come se fosse al galoppo su di un cavallo.

Il discorso fu ascoltato da tutti, e tutti erano d’accordo, ma nessuno ebbe il coraggio di dire la sua in favore di William.

Tutti, però speravano che William avesse ragione.

Era di origini inglesi, William. un po’ perché era soldato un po’ per le sue origini, il suo senso di patria e di servizio era forte in lui.

Come detto i terremoti avevano cambiato molto l’aspetto della vallata, fu difficile per William seguire le tracce che aveva lasciato il convoglio proveniente da Genesi, dovette fermarsi anche una sera a causa di temporali che si abbattevano sulla zona. 

Una squadra era partita alla ricerca di Erik e degli altri, mentre si dirigevano verso la zona di Illasi, incrociarono William.

Avvicinati, si fermarono.

Capo MIssione: “Chi sei soldato? Da dove vieni?”

William: “ Mi chiamo William e sono del contingente Acquila, siamo di base al Lago Secco a Giazza. Cercate un gruppo che si è disperso lassù tra i monti?”

Capo MIssione: “Si, tu ne sai qualcosa? Se sai dimmi tutto.”

William: “Sei tu il capo?”

Capo MIssione: “Io sono il capo di questa missione, siamo di Genesi, una comunità del Basso Veronese, come sta il gruppo disperso?” 

William: “E’ in pericolo, devo assolutamente parlare con il vostro capo, per ora non potete fare niente per il vostro gruppo, portatemi dal vostro capo.”

Il Capo MIssione vide che il soldato era preciso, serio e sapeva bene quello che voleva, così decise di far rientrare il convoglio, senza fare altre domande.

Con lo stupore di tutti il convoglio rientrò prestissimo rispetto ai soliti orari.

Fu difficile organizzare un incontro chiuso, tra il consiglio e William, perché la voce si sparse e tutti si assemblarono attorno alla tenda del consiglio.

Jenny di persona condusse la discussione: “Vi do il benvenuto a Genesi, William, da dove venite? E cosa è successo al nostro gruppo?”

William: “Sono un soldato italo inglese, faccio parte della divisione Aquila che si è radunata a Giazza. Siamo 50 uomini attrezzati ma poco armati. Il vostro gruppo è stato rapito e si trova in pericolo.”

Tutti si allarmarono ancora di più.

Jenny: “Prosegua pure.”

William: “Nella vallata di San Giovanni Ilarione, si è insediato un gruppo di uomini, che si fa chiamare GLI UOMINI DEL VIKINGO. E’ un gruppo di persone che prendono altre persone per schiavizzarle e lavorare per loro. Le persone prese hanno la libertà se lavorano perfettamente sotto gli ordini del Vikingo. Quindi i vostri amici si trovano sicuramente sotto gli ordini del Vikingo e se eseguono i suoi ordini andrà tutto bene, altrimenti li ucciderà.”

Jenny, un po’ perplessa domandò: “Voi siete un esercito perché non li avete fermati?”

William: “Perché siamo in pochi, e hanno più armi di noi.”

Jenny: “Da quello che ho capito i nostri potrebbero essere ancora vivi?”

William: “Sono vivi.”

Alfred: “Se noi avessimo armi a sufficienza come potremmo fare per liberare i nostri?”

William: “L’unica è liberarli senza spargere sangue, perché altrimenti, se il Wikingo si sente attaccato potrebbe usare i vostri amici come scudi.”

Jenny: “Non ce la faremo mai a liberarli. ……………. Se proviamo una trattativa?”

William: “Non accettano trattative da quello che so.”

Alfred: “Cavoli tra questi e gli Orsi Neri, non c’è da dormire sereni in queste zone.”

William proseguì nella delucidazione, e si rese conto del livello di addestramento militare che si era raggiunto al campo e la dotazione di armi e continuò a ritenere il tutto gravemente insufficiente. 

Per cercare di attaccare in maniera soft, con il minor numero di morti e il minor spargimento di sangue sarebbero serviti gas anestetizzanti, cosa che neanche la divisione di William possedeva, serviva un piano di rientro rapido per eliminare le tracce, cosa praticamente impossibile. 

William: “Serve che uno di voi venga con me a Giazza per far sì che i miei compagni si uniscano a voi così da essere sicuramente più forti. Nel frattempo potete proseguire gli addestramenti militari.”

Alfred: “Ad Asparetto c’è un deposito militare, potremmo andare a vedere cosa c’è dentro, non ci siamo mai andati.”

William: “E’ meglio che aspettate il mio ritorno con gli altri, ci andremo assieme così sarà meno rischioso.”

Jenny: “Ok chi va ad accompagnare William, in rappresentanza nostra?”

Elena: “Se vuoi lo accompagno io Jenny, mi dici cosa dire ed io riferirò, una donna va sempre bene in diplomazia.”

Jenny: “Così sia allora.”

Venne la notte, mentre in una tenda si stava consumando una tragedia. 

Roberta, una delle tante ragazze del campo, non sapeva darsi pace, il terrore di tutto ciò che poteva capitarle in un mondo così trasformato prese il sopravvento, uscì di testa, non riusciva a mantenersi calma.

Non riuscì nemmeno a chiamare aiuto e a chiamare altri per soccorrerla, così usci dalla tenda, corse fuori dal campo e scappò correndo, correndo, senza sapere il perché e dove stava andando. La sua mente e il suo conscio l’avevano lasciata.

Nessuno, proprio nessuno si accorse di quello che le era successo. 

Mantenere la calma e la determinazione in una situazione così catastrofica e di emergenza giornaliera era pesante e stressante, poteva succedere che qualcuno uscisse di testa del tutto. Come ad esempio chi si impuntava a vivere vicino alla propria casa ridotta a un cumulo di macerie inerti.

Roberta vagò per le campagne tutta la notte, la frescura la ubriacava e la mandava ancora di più fuori di testa.

Piangeva, rideva, correva.

Correva verso il nulla.

Corse per tutta la notte, verso una direzione non ben decisa.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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