giovedì 29 ottobre 2026

SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 7° CAPITOLO

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SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 7° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

7° CAPITOLO

Appena fuori dall’albergo, appena prese le strade che ognuno doveva prendere, Francesca richiamò Fernando, lui si voltò e lei lo raggiunse per baciarlo.

Lo prese dal colletto con la mano destra, lo avvicinò a se e le labbra si incollarono molto intensamente e dolcemente.

Poi la lingua di lei spinse per entrare, in lui che la accolse e insieme ballarono li davanti a tutti i passanti, poi una volta terminato ………………. 

Francesca: “Hai visto cosa so fare? Qui davanti a tutti? Merito le tue attenzioni?”

Si voltò e si diresse verso il centro.

La giornata volò via leggera e senza tanti intoppi.

Per Fernando tutto era scandito dal ritmo del convegno, tra lezioni, prove pratiche e workshop.

Ogni tanto arrivava da Francesca qualche foto di prove che faceva con i vari vestiti, in più pose, così per Fernando la giornata passava più dolcemente tra l’ascolto e l’attenzione verso la lezione e l’invio di pollici alzati a mo di Ok, sorrisi vari e faccine arrabbiate quando il vestito non piaceva.

Fernando, in questo lasso di tempo maturò anche una scelta, che tra un coffee break e l’altro mise subito in fase operativa facendo varie chiamate.

Preparò anche una sorpresa per la sua Francesca in vista della serata. 

Arrivato il tardo pomeriggio, i nostri due protagonisti si trovavano nella stanza di lei.

Fernando si stava facendo la doccia, e terminata mentre si stava asciugando notò che Francesca lo stava fotografando con il cellulare.

Fernando: “Tutto bene Francesca?”

Francesca: “Certo. ………… Voglio tenermi qualche foto per quando sarò a casa, per ammirarti e pensare a cosa ho tra le mani.”

Fernando: “E non ti basta una foto vestito?”

Francesca: “Ma a te non basta quello che vedi dal vivo? Visto che più volte ti vedo controllare il mio profilo Instagram?”

Fernando: “Sono comunque contento che mi fotografi, vuol dire che ti piaccio.”

Francesca: “Mangiamo qui in albergo stasera che dici?”

Fernando: “Se va a te?”

Francesca: “Eravamo d’accordo così, almeno non ci sfottiamo i soldi, quando abbiamo tutto pagato.”

Fernando: “Non mi hai fatto vedere cosa ti sei comprata.”

Francesca: “Ora quando hai finito, esci dalla camera, te ne vai nella hall a bere una birretta e mi aspetti. ”

Fernando: “Arriverai?”

Francesca: “Questa volta sei sicuro che arriverò, non preoccuparti.”

Fernando: “Mi medichi per piacere?”

Francesca: “Certo, vieni qui.”

Fernando smise di prepararsi e poi uscì dalla stanza e si diresse verso la hall.

Dopo una mezz’oretta, circa, Francesca si presentò davanti alla grande porta d’entrata del bar, adiacente alla hall.

Fernando, posò la birra che aveva in mano e rimase a bocca aperta.

Francesca a passi lenti e precisi si avvicinò a lui e quando si trovò ad un metro di distanza.

Francesca: “Che dici, ce ne andiamo in sala da pranzo?”

Fernando: “Ti guarderanno tutti, non riuscirò a controllare gli sguardi degli altri.”

Francesca: “Hai visto come ho speso i tuoi soldi? ………. Pensa tutto quello che indosso è di proprietà tua, lo ho preso con i tuoi soldi.”

Fernando: “Tutto?”

Francesca: “Tutto quello che indosso è di proprietà tua.”

Fernando: “Non ce la faccio a stare vicino a te questa sera.”

Francesca: “Cosa?”

Fernando: “Sei troppo bella, non ti merito, non merito così tanta bellezza e accuratezza.”

Francesca: “Ho preso tutto per te, e perchè ho notato che ieri sera in ristorante guardavi un pò troppo spesso la puttanella che avevamo alla nostra destra.”

Fernando: “Non sappiamo se quella ragazza sia come dici?”

Francesca: “Bè, io mi sono vestita così, perchè voglio avere i tuoi occhi su di me, non mi preoccupano gli altri.”

Fernando: “E li hai te lo assicuro.”

Francesca: “Andiamo allora.”

Si presero per mano come due fidanzatini e si avviarono verso la sala da pranzo.

Francesca come era vestita?

Aveva un vestito lungo con la gonna che arrivava quasi al tallone d’achille. La schiena era coperta, ma davanti aveva una profonda scollatura che arrivava fino all’ombelico. Non portava il reggiseno, ed i seni erano perfettamente sostenuti da soli. Il triangolo di vestito, in ambi i lati, che partiva dalle spalline e arrivava fino alla fine della scollatura teneva ben coperti i seni, che però, ovviamente se si muoveva velocemente poteva far sembrare che stessero per uscire da un momento all’altro.

Immancabilmente l’entrata di Francesca in sala fu notata da tutti gli uomini.

Fernando si avvicinava al tavolo guardando o in basso o nel più profondo del posto che si potesse guardare, per non apparire fuori luogo.

Arrivato al tavolo, Francesca si sedette dal lato che guardava la sala, mentre Fernando dal lato che guardava il mare. 

Francesca: “Come ti senti?”

Fernando: “Sto morendo.”

Francesca: “Per due tette coperte da un vestito? Ti dava la stessa sensazione guardare quella ragazza ieri sera? Era più giovane di me, ma come vedi so anche io stare all’altezza. Se c’è una guerra da combattere la si combatte.”

Fernando: “Che guerra c’è da combattere? Non c’è nessuna guerra da combattere.”

Francesca: “Voglio che terminato questo convegno tu faccia il passo giusto quando torniamo a casa, perchè è questa donna, la donna che hai davanti adesso che aspetta una tua chiamata.”

Fernando: “Non sbaglierò.”

Francesca: “Cosa prendiamo da mangiare?”

Fernando: “Non ho fame.”

Francesca: “Addirittura.”

Fernando: “Vado io a prendere da mangiare al buffè.”

Francesca: “Non se ne parla, mi hai offerto una giornata di shopping, ci penso io a prenderti da mangiare.”

Francesca si alzò e si avviò molto leggera nei movimenti verso il buffet.

Fernando aveva il cuore che stava per esplodere.

Una cosa notò, nei movimenti di Francesca, ovvero la presenza di un profondo spacco sulla gonna che lasciava intravvedere una gamba quando lei camminava.

Una gamba vestita da una bellissima calza a rete molto fine, sicuramente decorata con finiture, che però vista la distanza Fernando non riusciva a decifrare.

Ritornò Francesca con i piatti pieni, osservata da tutti gli uomini della sala.

Nessuna donna al mondo in quel momento aveva così tanti occhi puntati su di lei, se un uomo si fosse alzato per importunarla, quell’uomo sarebbe morto e fatto sparire in 30 secondi da chissà quanti uomini sarebbero intervenuti per difenderla. 

Francesca: “Ti va bene mio cavaliere accoltellato?”

Fernando: “Benissimo.”

Francesca: “Ti fa male la sutura?”

Fernando: “No.”

Francesca: “Stai prendendo l’antibiotico?”

Fernando: “Certo ci mancherebbe.”

La cena scivolò via benissimo, anche perchè avendo la sala alle spalle, Fernando non si sentiva disturato dagli occhi degli altri.

I momenti in cui Fernando sarebbe impazzito, furono quando Francesca si sistemava i capelli e quindi il vestito si stirava e sembrava che i seni uscissero da un momento all’altro.

In quel momento Fernando tratteneva il respiro fino a che Francesca non abbassava le braccia.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

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300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


TERRA AMORE E DISTINTIVO 21° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 21° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

21° PUNTATA

Nello stesso momento in ditta Optical System, Giorgio Ortago incrociava la sua pupilla Martina e la invitava a bere un caffè al bar delle ditta.

Arrivati e seduti ad un tavolino............

Giorgio: "Martina, è da un pò che non chiacchieriamo da soli."

Martina: "Si, ormai ci vediamo spesso in compagnia."

Giorgio: "Sei brava perchè non parli mai del lavoro a casa con gli altri."

Martina: "Io so tenere i segreti e a dire il vero Signor Giorgio, non mi piace che il rapporto che ho con lei vada ad inficere o meglio a mischiarsi con quello che ho con Massimo."

Giorgio: "Bravissima."

Martina: "A me dispiace ma Massimo non può sapere cosa ci diciamo io e lei, voglio che lei si senta sicuro quando è con me."

Giorgio: "Non avrei sperato di meglio."

Martina: "MI voleva parlare di qualcosa in particolare?"

Giorgio: "Si, volevo chiederti se sei ancora disponibile a fare qualche lavoro extra."

Martina: "Certo che sono disponibile, mi è piaciuto lavorare a quelle lenti di Isola Rizza in provincia di Verona. Sa se hanno fruttato un buon affare?"

Giorgio: "Direi esplosivo Martina, sono andate benissimo, c'è un compratore che ne vorrebbe una ancora più particolare."

Martina: "Una sola?"

Giorgio: "Si una sola, migliore di quella realizzata a Isola Rizza."

Martina: "Ok, ne possiamo parlare."

Giorgio: "Bene dai. ............... Ascolta, ma cosa state facendo io e mio nipote nella tenuta, nella zona Est?"

Martina: "Massimo vorrebbe che realizzassimo un bosco."

Giorgio: "Un bosco?"

Martina: "Lui lo chiama il bosco dell'Amore."

Giorgio: "Ok, ok non voglio sapere altro, maledetto me che faccio sempre domande."

Martina: "No, no, ma cosa ha pensato."

Giorgio: "Quello che hai detto."

Martina: "Intendevo che Massimo vorrebbe realizzare in quella zona un punto dove magari andarci ad abitare un giorno, un piccolo Eden."

Giorgio: "Bella idea, ho visto che ci sono 3 alberi ora."

Martina: "Si, vorremmo piantare anche degli alberi da frutto e vorremmo realizzare anche un impianto Fotovoltaico per essere pianamente indipendenti."

Giorgio: "Bello l'amore ed il sentimento puro."

Martina: "Lei non è innamorato di sua moglie?"

Giorgio: "Io sono innamorato di mia moglie, ma mi sa che mi ama solo la mia gatta ora ed il mio canarino."

Martina: "Bè sua moglie è una persona molto gentile."

Giorgio: "Si in pubblico, dovrei registrarla quando siamo da soli."

I due proseguirono ancora un pò e poi ritornarono alle loro mansioni.

Martina strada facendo incrociò Massimo, che la prese per mano e la portò dentro un ufficio anonimo, per baciarla.

Si baciarono molto a lungo, ma furono disturbati da una telefonata che proveniva proprio da Giorgio sul suo cellulare di Martina.

Martina: "C'è tuo zio che mi vuole nell'ufficio suo."

Massimo: "Ma non vi siete già lasciati?"

Martina. "Siamo al lavoro qui."

Massimo: "Tu passi troppo tempo con mio zio."

Martina: "Sei geloso?"

Massimo: "Si!"

Martina: "Fai bene, perchè è molto affascinante e mentre tu sei bello, giovane, rampante ed innamorato, lui è ricco sfondato, affascinante ed ha uno sguardo molto intrigante."

Massimo: "Ora sono proprio geloso."

Martina: "Ma va, dai va a lavorare che io devo andare da tuo Zio."

Massimo. "Non mi parli mai di quello che fate con mio zio."

Martina. "Scusa ma cosa produciamo in questa fabbrica?"

Massimo: "Lenti."

Martina: "Lenti ad alta precisione per l'esattezza, quindi di cosa vuoi che parli con tuo zio?"

Si lasciarono, uscendo uno per volta dalla stanza, ma Martina ridendo mandava a cagare il suo boys per tutte le sciocchezze che diceva da tipica persona gelosa.

Il fatto era, che queste cose le diceva in presenza di altre persone nei corridoi, quindi agli occhi e alle orecchie di tutti sembrava che Martina mandasse a cagare il figlio del capo pubblicamente.

Ovviamente lei ne usciva molto bene perchè si dimostrava forte e rampante, lui ne usciva un pò malconcio, ma visibilmente innamorato di quella ragazza.

Moreno, sicuro di voler portare avanti il suo progetto si recò, un paio di giorni dopo a casa del vecchio confinante delle ragazze per parlargli molto serenamente.

Il vecchio vedendosi arrivare a casa un carabiniere in uniforme un pò si spaventò, ma lo fece comunque subito entrare ed accomodare in casa.

Già entrato in casa, Moreno ricevette una telefonata da suo fratello.

Moreno: "Pronto?"

Michele: "Pronto Moreno, sono io, tuo fratello."

Moreno: "Ti vedo, è uscito il tuo nome sul cellulare quando hai chiamato."

Michele: "Ascolta, sei arrivato a casa del Signor Tiberio Gofredo?"

Moreno: "Si, sono qui a casa sua."

Michele: "Ho fatto ulteriori verifiche, ed ho scoperto, che è stato segnalato dalla polizia postale per turismo sessuale con pedofilia."

Moreno: "Addirittura?"

Michele: "Si, è già stato segnalato e se succede ancora, hanno detto che troveranno un cavillo per arrestarlo veramente."

Moreno: "Ma non potevano già farlo?"

Michele: "No, non avevano sufficienti prove, ma se succede ancora lo fermano veramente."

Moreno: "Ok! Grazie per l'informazione."

Moreno salutò suo fratello e poi cominciò a spiegare al Signor Tiberio il perchè della sua visita.

Moreno: "Grazie per avermi fatto entrare Signor Gofredo, spero di non averla spaventata."

Tiberio: "Si, a dire il vero mi sono spaventato, perchè come tutti i peccatori agente non ho tutto le fascine al coperto."

Moreno: "E' un vecchio detto."

Tiberio: "Si, è un vecchio detto, ma calza a pennello."

Moreno: "Mi sconvolge la sua franchezza e trasparenza."

Tiberio: "Guardi, io non ho intenzione di nascondere nulla, soprattutto alla legge. So che in vita, in questa vita alcuni peccati li ho commessi, quindi perchè negarli, faccio prima a rendermene conto e a salvare il salvabile. "

Moreno: "Allora le chiedo io a lei, perchè secondo lei sono venuto?"

Tiberio: "Penso che sia perchè qualche volta non pago tutte le tasse in regola o perchè qualche volta vado in Tahilandia a spassarmela con qualche ragazzina. Penso che lei sia la calma prima della tempesta."

Moreno: "Quella cosa sulla Thailandia la so ora da lei, ma non la sapevo, anzi faccio finta di non averla sentita, quello di cui vorrei parlare è la questione finanziaria."

Tiberio: "Il fatto delle tasse?"

Moreno: "So che i colleghi della Guardia di Finanza stanno allestendo un fascicolo su di lei. ............. Io non dovrei parlargli di questo. ............... Lo faccio perchè sono amico delle ragazze, qui vicine dell'Agriturismo, che mi hanno detto che è una buona persona che le ha aiutate tante e a loro dispiacerebbe che lei avesse problemi, così sentendo e riflettendoci, vorrei consigliarle di vendere il terreno prima che la guardia di finanza cominci il suo lavoro e magari con il ricavato sistemare il problema delle tasse. Mi ha capito?"

Tiberio: "Ho capito benissimo. ............... Le ragazze qui vicine hanno parlato bene di me?"

Moreno: "Si si parlano bene di lei."

Tiberio scoppiò subito a piangere.

Il pianto secondo dopo secondo aumentava di intensità e di struggenza.

Moreno mosso a compassione, prese e diede dei tovaglioli al vecchio ed un bicchiere di acqua dal rubinetto.

Moreno: "Perchè piange?"

Tiberio: "Perchè parlano bene di me ................... parlano bene di me ma io non lo merito, non lo merito ..........................."

Moreno: "Cosa non merita? Se ha fatto del bene?"

Tiberio: "Non ho fatto del bene, non faccio mai del bene, ci ho provato."

Moreno: "Provato a fare cosa?"

Tiberio: "Provato a fare del bene, ma ho rovinato tutto non ho mai avuto il coraggio di fare una cosa?"

Moreno: "Cosa mi dica."

Tiberio: "Dire la verità, dire la verità?"

Moreno: "La verità su cosa?"

Tiberio: “La verità.”

Moreno: “La verità su cosa signor Tiberio? Io sono qui da amico, non da carabiniere.”

Tiberio: “Mi lasci da solo, per piacere ora. ………… Non si preoccupi, sistemerò tutto con il fisco e venderò tutto al miglior compratore, ora però mi lasci in pace. ”

Moreno: “Signor Tiberio, se ha problemi io sono qui.”

Tiberio: “Mi lasci da solo agente.”

Moreno: “Ok! Me ne vado, però le lascio questo biglietto da Visita, mi chiami se ha bisogno.”

Tiberio: “Ok! Ora mi lasci però.”

Moreno lasciò l’abitazione del Signor Tiberio frettolosamente, come richiesto, però appena fu poche centinaia di metri dalla sua abitazione telefonò al fratello subito, perché era rimasto turbato dal comportamento dell’anziano.

Michele non fece altro che minimizzare quello che era successo e rincuorare il fratello che quello che era stato detto in quella casa non era niente importante.

Importante era il fatto che il vecchio era disponibile a vendere al miglior acquirente, quindi, ora Massimo Ortago, poteva fargli una buona proposta.

Moreno, chiuse la telefonata e si diresse verso casa, dove si mise a giocare con i ragazzi che popolavano la sua casa.

Questo servì, a distoglierlo dal problema e da quella conversazione, però il pensiero si ripresentò alla sera, da solo nella sua camera da letto.

Moreno, sapeva di Francesca e di quello che aveva subito a causa di quel vecchio, ma le parole di quel vecchio non faceva presagire che volesse descrivere quello che aveva fatto a Francesca, ma faceva presagire altro.

E’ vero che aveva provato a violentare Francesca e questo non va messo in secondo piano, ma non c’era riuscito e quindi dopo tanti anni avrebbe potuto metabolizzare la cosa e lasciarsela alle spalle, quello a cui faceva riferimento era altro.

Ovvio, una vittima che subisce violenza ne rimane sconvolta tutta la vittima, ma il carnefice molto probabilmente no.

Moreno si mise a dormire con questi pensieri che gli popolavano la mente.

Anche i suoi incubi gli fecero compagnia quella notte con il vecchio come protagonista.

Al mattino al risveglio, la prima cosa che fece fu telefonare a Francesca, che pur essendo mattina presto era ovviamente sveglia da molto tempo.

La telefonata fu molto piena d’amore e di sentimento.

Sia Moreno che Francesca, chiusero la telefonata molto sereni e ringraziando Dio che l’uno esisteva per l’altro.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

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Io non ho paura - Cronache d'Arte


martedì 27 ottobre 2026

IN CANTINA NASCE L’AMORE 27° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 27° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

27° CAPITOLO

Arrivata la sera, prima che facesse buio, presero dei sacchi di iuta presenti nel cassone e li riempirono di foglie per creare dei materassi e dei cuscini. 

Il cassone era coperto da un telo che creava la tipica centina dei camion.

Era come una grande tenda.

Chiusero l’uscita e ad un certo punto si misero a dormire.

Dormirono tutta notte molto profondamente.

Non avendo visto animali particolari, li nei dintorni, non si erano messi in allarme.

Quando si svegliarono rimasero tranquilli a scambiarsi qualche parola, quando ad un certo punto, provenienti dal laghetto sentirono delle voci femminili.

Marco: “Gessica, ci sono delle donne.”

Gessica: “E’ si!”, si mise seduta e spostò il telo del camion, lasciando entrare più luce, osservò e richiuse subito.

Marco: “Dove sono?”

Gessica: “Non è il problema il dove o quante sono, ma come sono vestite.”

Marco si mise subito seduto e spostò, anche lui il telo.

Marco: “Cavoli, che visione.”

Gessica: “Che visione? Chiudi subito, sono mezze nude e hanno bene o male l’età che potrebbe avere tua figlia. Non guardare.”

Marco: “Per cominciare, se sono maggiorenni, non è un problema e questo non lo sappiamo, poi sono vestite e ripeto, vestite come ci si veste qui.”

Gessica: “Adesso basta! …….. Esco io e provo a parlarci io. Tu stai qui buono.”

Marco: “Va bene, va bene.”

Gessica uscì dal camion e attirò la loro attenzione.

Queste, per l’esattezza 9 ragazze del posto, erano venute appunto per farsi un bagno nel laghetto di prima mattina, attratte da Gessica si fermarono, e vedendo che si stava avvicinando rimasero ferme.

Gessica, una volta raggiunto il gruppo, cercò dii capire se sapevano parlare l’Inglese e compreso che erano in grado di comunicare, spiegò loro che erano due turisti che provenivano da una missione li vicino ed erano rimaste in panne con il camion.

Queste, pur essendo giovani, sapevano che nella loro comunità, diversa da quella da cui provenivano Marco e lei, c’erano strumenti per riparare un veicolo.

Gessica, cercando di non ferire la sensibilità di nessuno, chiese se avevano problemi ad accompagnarli presso la loro comunità con un uomo a presso.

Risposero che non c’erano problemi.

A questo punto Gessica ritornò da Marco. 

Gessica: “Ascolta, mi raccomando non fare il porco.”

Marco: “Non è colpa mia se sono vestite con una tunica aperta a tal punto che si vede tutto, cosa ti hanno detto?”

Gessica: “Hanno nella loro comunità strumenti per riparare un veicolo, dobbiamo andare a vedere.”

Marco: “Andiamo con loro?”

Gessica: “Certo, parlano l’inglese.”

Marco: “Io poco!”

Gessica: “Andiamo, e non fare il porco.”

Marco: “Se me lo dici ancora mi porto a casa una di loro.”

Gessica: “Provaci e ti taglio l’uccello.”

Si vestirono per bene, presero le loro cose, le chiavi del camion e assieme alle ragazze si diressero verso la loro comunità.

Non vi dico l’imbarazzo di Marco nel passeggiare con queste ragazze e le occhiate di Gessica.

Erano 9 ragazze, come detto, dai 16 ai 25 anni circa, con una bellissima pelle scura molto liscia. Tutte con capelli marroni chi ricci, chi lisci, e con fisici ben scolpiti ed in maturazione.

Erano vestite con delle tuniche, aperte completamente ai lati, ma tenute ferme, se così si può dire da un paio di lacci per parte.

Quindi, si notava benissimo che sotto erano nude, si notavano i loro seni che si muovevano liberi sotto le tuniche.

Ai piedi avevano delle ciabatte, molto simili a quelle nostre europee a basso costo, molto probabilmente frutto di qualche donazione.

Ognuna aveva con sè o un asciugamano o un telo per asciugarsi dopo il bagno.

Dalle chiacchiere che si scambiò Gessica con loro, comprese alcune cose, che la lasciò stranita, ma non volle subito approfondire per non essere troppo pesante od invadente.

Marco, poverino, per non incappare nelle iree della sua amata metà, decise di fare il muto della situazione e di non fare troppi commenti.

Marco era bello, muscoloso, alto, ben fatto, le ragazze qualche occhiata fatta bene gliela diedero.

C’è da dire che Gessica, pur essendo ben fatta, e ben tenuta, si vedeva che aveva un’altra età rispetto a loro.

Percorsero un bel tratto di bosco assieme, penso che camminarono per almeno un’ora o forse più, poi arrivati a una radura si trovarono davanti le capanne di quello che era il loro villaggio.

5 Capanne per l’esattezza, di varie dimensioni messe qua e la, circondate da terreno disossato e coltivato.dopo

Dirigendosi verso il capanno dove si trovavano questi attrezzi da meccanico, intravidero un pozzo, una tettoia con un generatore a gasolio, ma non videro nessun uomo.

Marco e Gessica si scambiarono qualche occhiata.

Arrivati dove si trovavano gli attrezzi, controllarono e capirono che c’era quello di cui avevano bisogno per sistemare il camion, così chiesero di prendere ciò di cui avevano bisogno, andare a fare il lavoro e riportarlo.

Le ragazze, acconsentirono, ma sottolinearono che sarebbero andate con loro, avrebbero fatto il bagno finchè loro riparavano il camion e poi avrebbero riportato tutto loro a casa.

Riparare il camion, finchè all’orizzonte 9 fanciulle giovani facevano il bagno nude? Marco esclamò un OK che per Gessica era l’equivalente di una bomba atomica.

Diede un’occhiata a Marco che lo bruciò fin nell’anima e poi lo mandò a fanculo muvendo le labbra ma non emettendo suoni. 

A Marco e Gessica, l’assenza di uomini puzzava di marcio.

Fecero tutto come programma, ritornando al camion, riparandolo e dopo aver lasciato alle ragazze una mancia in euro si avviarono verso il villaggio turistico.

Il camion percorreva la strada che attraversava il bosco lentamente, per cercare di non rompere qualche cosa.

La rottura che si era verificata non era imputabile alla loro guida, ma occorreva prestare molta attenzione.

La strada comunque non era dissestata, ma ben tenuta.

Ad un certo punto, però, nel bel mezzo di uno spiazzo, sempre in mezzo al bosco, Marco fermò il camion e lo spense.

Gessica si voltò verso di lui con fare di chi aveva capito cosa voleva fare Marco. 

Marco si voltò verso di lei.

Marco: “Hai capito perchè mi sono fermato vero?”

Gessica: “Ti puzza il fatto di aver visto quelle donne da sole.”

Marco: “Per cominciare non erano donne, erano ragazze, forse la più vecchia era una donna, ma neanche quella.”

Gessica: “Non c’erano uomini.”

Marco: “Ma c’erano i segni della presenza di uomini.”

Gessica: “Non hanno mai parlato di mariti o padri.”

Marco: “O madri.”

Gessica: “Senti puzza di bruciato?”

Marco: “Sento puzza di tutto.”

Gessica: “Marco, qui non siamo in Italia, dobbiamo stare molto attenti.”

Marco: “Vorrei solo capire alcune cose.”

Gessica: “Cosa possiamo fare?”

Marco: “E’ giorno, abbiamo lasciato le ragazze, fare il bagno al laghetto. C’è  ancora luce. Parcheggiamo il camion molto bene, ritorniamo a piedi fino al laghetto e poi arriviamo al villaggio delle ragazze e cerchiamo di capire come vivono.”

Gessica: “Non dobbiamo farci vedere, perchè altrimenti penseranno che vogliamo rubare qualcosa.”

Marco: “Saremo dei fantasmi, ma voglio vederci dentro. ………… E non mi riferisco al loro corpo.”

Gessica: “Non preoccuparti non voglio fare discorsi stupidi, puoi guardare quanto vuoi stavolta, cerchiamo solo di capirci qualche cosa.”

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 7° CAPITOLO

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