sabato 23 maggio 2026

L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 1° CAPITOLO

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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 1° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

1° PUNTATA

La valigia ho appena posato al checkin ora mi dirigo all’imbarco.

Le domande stanno a mille, in testa ho l’avvocato difensore e l’accusatore, l’angelo ed il demone.

Faccio bene, faccio male, cosa faccio.

Lascio tutto.

Tornerò, non lo so.

Resisterò?

Forse si, forse in una bara, per qualche cazzata che farò, o per qualche strana malattia.

Pochi vestiti nella valigia, quelli più comodi, quelli sportivi, i più brutti.

Mutande in quantità, ma so che mi toccherà anche lavarle.

Una bella scorta di dentifricio e sapone, ma in realtà, dove vado serviva il sapone da officina per lavarsi.

C’è chi ha paura per il vaccino Covid? Io ho dovuto iniettarmi la benzina per non farmi uccidere da un colpo di diarrea.

A passi lenti mi dirigo verso l’aereo, lo so l’ho voluto io, sono libero, non sono stato obbligato da nessuno, anzi sono addirittura pagato.

Ci chiamano volontari, ma in realtà siamo volontari solo perché abbiamo deciso noi di partire, chi finanzia questa missione ci paga, e anche bene.

Io però non lo faccio per i soldi, voglio vedere se dove vado trovo me stesso.

L’aereo ci sta portando a Catcum in Senegal.

Qualche giorno fa per non dire un paio di settimane, il fiume è straripato e ha devastato questo villaggio di agricoltori e artigiani.

Da Verona stiamo partendo per aiutarli a ricostruire tutto.

Io ho bisogno di ricostruire la mia vita.

Non trovo in nessun modo l’amore.

Quello vero, non una botta e via, quello che ti fa star bene anche se non c’è il sesso.

So che dentro di me posso dare molto, posso dare il mondo, ma niente non c’è niente che può far smuovere il cuore di una donna.

Nessun problema le mie mani sanno costruire, e il mio corpo è forza pura, in Senegal farò erigere di nuovo quel villaggio e la gente che vi abita.

I cuori di quelle persone batteranno con nuova forza e linfa.

A finanziare questa missione è il Signor Andrea Gassa, un ragazzone che risiede a Siriate, un paesino di Verona (TRATTO DAL ROMANZO “300 MILIONI: SOCIETA’ PASSIONE INTRIGHI”). 

E’ una persona che ha vinto una grossa somma di denaro e ora lavora per combattere la povertà, cominciando da quella che vede attorno a lui.

La verità è che senza rendersene conto non combatte solo la povertà economica, ma anche quella morale.

Io non sono povero economicamente, ma mi sento moralmente, spero di tornare un po’ più ricco.

Mi troverò 3000 euro al mese sul conto per ogni mese che passo giù in mezzo a quella miseria.

Posso starci fino a quando voglio, non ha messo limiti.

In realtà spero solo di tornare con l’anima ricca, non con il conto.

L’aereo sta volando verso un altro mondo.

E’ lo stesso?

No assolutamente dove vado io non è la terra, anche se ci troviamo sulla terra.

Dove sto andando se c’è rimasta una casa in piedi è solo perché il padrone ha avuto il culo di costruirla con il pezzo di legno giusto, con la nervatura giusta, o solo perché ha avuto veramente culo.

Mentre il mio aereo vola, a Catcum, nel deposito merce unico per tutta la missione, una dolcissima ragazza alta un metro e 60, capelli rossi mossi lunghi fino alle spalle, con fare deciso sta organizzando l’invio del materiale nei vari punti di lavoro.

La gente pende dalle sue labbra, perché la sua voce è gentile, precisa ed ammaliante.

Ti incanta non puoi non fare quello che ti dice.

Paolo: “Ciao Francesca, buon giorno.”

Francesca: “Speriamo che lo sia, è appena iniziato quindi non si può dire.”

Paolo: “Cavoli tagliamoci le vene subito.”

Francesca: “No dai scusami, ho ancora i fumi dell’alcool bevuto ieri sera che mi girano per la testa.”  

Paolo: “Avete fatto tardi tu e Sonia ieri sera, c’avete dato dentro.”

Francesca: “Abbiamo fatto una serata tra donne.”  

Paolo: “A parlar male di me, immagino.”

Francesca: “No dai non è così.”  

Paolo: “Cambiamo discorso.”

Francesca: “Spara.”  

Paolo: “Oggi, verso sera ti arriva un aiutante.”

Francesca: “Si ho visto la sua scheda personale, si chiama Zorzella Fernando, infermiere professionale, vedremo.”  

Paolo: “Vedremo cosa.”

Francesca: “Vedremo, è un infermiere, abituato a disinfettarsi le mani per ogni cazzata, qui c’è da lavorare non da guardarsi attorno, cosa ti può contaminare o sporcare. Se si mette a lavorare con i guanti lo rispedisci in Italia subito.”  

Paolo: “Subito generale.”

Francesca: “No dai, mi raccomando, un infermiere? C’era bisogno di un muratore qua.”  

Paolo: “Andrea dice che è uno valido.”

Francesca: “Valido lo speriamo, semmai lo daremo in pasto ai predoni.”  

Paolo: “Daaaaaaaa ma che dici Francesca, dai, mi raccomando, viene con lo scopo di darti un aiuto.”

Francesca: “Ok Ok va bene, viene per darmi un aiuto. ……….. Gli avete detto cosa vuol dire aiutare nel vocabolario Zanichelli?”  

Paolo: “Basta, io vado via con te non ci si può parlare. ……………… Auguri allora.”

L’aereo atterra, e tra un passaggio e l’altro mi trovo su una jeep assieme ad altre quattro persone.

Si parte, senza tanti preamboli, verso Catcum.

Ci dicono che il viaggio sarà lungo, scherzando aggiungono che non ci sono Autogrill o soste, ci chiedono gentilmente di portare pazienza.

Oddio, il paesaggio ed i luoghi che ci separano tra l’aeroporto e Catcum, cambiano molto, molte volte.

Da zone ben costruite a zone meno costruite e decadenti.

Più il viaggio diventa lungo, più le zone decadenti aumentano.

La zona dove andiamo è povera quindi non c’è da aspettarsi molto.

Cominciamo ad intravvedere le prime anse del fiume che ha causato il disastro, ed ad un certo punto la strada diventa l’argine del fiume, che ovviamente non è ben costruito e solido come per i fiumi italiani.

In lontananza ad un certo punto si comincia a vedere i disastri fatti dall’inondazione.

Il disastro e lo scenario davanti agli occhi, diventa come la porta che separa il Paradiso, se così si può chiamare la zona civilizzata dall’inferno, ovvero la zona dove ci sta portando questa Jeep.

A dire il vero durante il viaggio, dopo una fase di tremendo silenzio hanno cominciato a spiegarci l’importanza della zona dove andremo.

Effettivamente Catcum, era stata scelta dall’Associazione per creare una missione umanitaria proprio perché era una vera e propria porta, che varcata portava verso il nulla africano con tutte le sue bellezze ed insidie.

I miei occhi si sbarrano, non riesco a chiuderli, ma se li chiudessi, vorrei non aprirli più, in questo momento vorrei non aver fatto questa scelta.

Davanti a me vedo una distesa di terra enorme, trasformata dal fiume in una tavola perfettamente livellata e piatta.

In piedi, ovvero gli unici edifici che si vedono sono le poche case che per pura fortuna hanno resistito alla forza nefasta che le hanno colpite e le costruzioni della Missione.

Sembra, passatemi la battuta che una ditta di movimento terra abbia cercato di battere il record di zona livellata più grande del mondo.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


TERRA AMORE E DISTINTIVO 1° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 1° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

1° PUNTATA 

E’ un freddo 1° Febbraio del 2013 quando ha inizio la nostra storia. 

Ci troviamo a Soave, un bellissimo paese, incastonato tra le colline ad est di Verona, ricco di viti e ulivi, un vero paradiso terrestre, dove nascoste di qua e di là ci sono le tipiche case coloniche, che anche se da fuori sembrano dei ruderi, all’interno grazie alle sapienti mani dei restauratori e ai tanti biglietti di filigrana dei proprietari dei vari vigneti, sono delle vere e proprie regge con tutti i confort. 

Il vino scorre a litri nelle tavole, è un vino buonissimo rinomato a livello mondiale, è tanto buono che non è solo vino, ma è cultura, è sapere. 

Questo Paradiso, però è sporcato, reso nebbioso, da qualche tempo, a causa di una famiglia che si è insediata qui in mezzo, forzatamente, non è una famiglia naturale della zona. 

La famiglia del clan Caprizzi. 

Una famiglia, che annovera un elenco di crimini da pelle d’oca. 

Il Signor Caprizzi è un vero grossista del crimine, si va dallo spaccio di droga, alla prostituzione, alla tratta delle schiave, di organi, di bambini, e chi più ne ha mi ne metta. 

Tutto quello che può far soldi illecitamente, la famiglia lo tocca, e come abbiamo detto, ha deciso da qualche tempo di mettere le mani sul vino e su tutto ciò che circonda questo mondo.

Lo ha fatto con lo scopo di ripulire il denaro ed essere un fantasma davanti alla finanza. 

Il problema è che in mezzo ai piani della famiglia Caprizzi si sono messi subito al lavoro le nostre forze dell’ordine per fermare questo abominio, dando l’incarico ad una persona di tutto rispetto. 

Oggi, infatti, il Capitano Moreno Lollato, un ragazzo di 45 anni, abbronzato, alto un metro e 85 cm, muscoloso, allenato e addestrato alle missioni più impensabili.

Pluridecorato, grazie alle tante missioni all’estero, ora, ha deciso di estirpare il problema alla radice. 

Nel suo carnet ci sono missioni di Afganistan, Kuwait, Iraq, Serbia, un vero berretto verde italiano. 

Un vero carabiniere tutto d’un pezzo, non lo spacca nessuno. 

Comanda una task force di 20 ragazzi, tutti più giovani di lui che lo seguono ed eseguono i suoi comandi. 

Il loro nome in codice in missione è Acquila. 

Il nostro Moreno è Acquila1. 

La villa della famiglia Caprizzi si trova fuori dal centro abitato di Soave e per arrivarci occorre lasciare la strada principale e prendere una strada sterrata sufficientemente larga da lasciar passare un paio di auto, forzatamente, una al fianco all’altra.

La nostra squadra d’assalto ha lasciato i suoi mezzi lontano dalla villa per non destare sospetti, deve essere un blitz a tutti gli effetti, c’è la sensazione nell’aria che la temperatura diventerà calda appena i malviventi si accorgeranno della presenza dei carabinieri sul posto.

Hanno scelto per l’occasione, una mimetica con tonalità di verde e marrone, per nascondersi meglio dietro ai cespugli, tronchi o in mezzo all’erba.

Qualcuno ha perfino sulla schiena un mantello che mima il prato per nascondersi sdraiandosi tra l’erba e magari avanzare piano piano.

Un paio sono armati addirittura di scudi che si aprono a ventaglio attaccati agli avambracci, per avanzare protetti sparando con precisione.  

Ci troviamo a 200 metri dalla villa, i nostri sono entrati da un lato dove la recinzione è fatta da una rete metallica sorretta da paletti di metallo, diciamo un tipico punto buio. 

Il Sig. Caprizzi si sente sufficientemente tranquillo in quella location, lontano dal centro abitato, in un punto dove vi si arriva solo se serve.

E’ un punto in cui non passano neanche i ciclisti ed i pedoni.

Prima di avanzare, nella proprietà, usano i cespugli, i gradoni della collina e i grossi ulivi per nascondersi e controllare per bene l’ambiente circostante. 

Grazie ad un drone che vola alto, silenzioso, sopra la villa valutano gli spostamenti di tutti gli uomini di guardia. 

In questo momento sembra che tutti i principali reggenti della Famiglia si trovino in casa, all’oscuro di tutto. 

Acquila1: “Avanzate lentamente, e se si può, usate i proiettili narcotici prima di tutto, oppure quelli di gomma, dobbiamo prenderli tutti vivi, avanzate in coppia, pronti ad alternare il tipo di proiettili. Ne hanno di storie da raccontare questi.” 

Cominciarono così ad avanzare, lentamente tutti quanti.

Man mano che trovavano nella loro strada dei veicoli, bucavano le ruote perche non fossero usati per la fuga. 

Ogni movimento era calcolato in base al riparo successivo. 

3 agenti ebbero il loro primo contatto con i malviventi dentro ad un pollaio. 

Questi tre non erano intenti di certo a dare da mangiare alle galline, ma ben si a sistemare adeguatamente il nuovo carico di droga arrivato da poco. 

Droga che avrebbe inondato tutto il circondario del Lago di Garda, creando dei veri supermarket e diventando così i nuovi veri ed indiscussi gestori di questo sporco mercato in una così bella piazza turistica. 

Dopo averlo circondato spararono i dardi narcotizzanti, che subito fecero effetto. 

Una volta addormentati, li ammanettarono e li imbavagliarono per far si che non potessero per sbaglio risvegliarsi ed urlare. 

Per ora vennero lasciati li per terra, occorreva essere tutti liberi per la missione principale, una volta terminato il tutto sarebbero ritornati a riprenderli. 

Un altro paio di guardie vennero rese inoffensive, mentre passeggiavano per la tenuta con il compito di controllare la zona. 

Prima venne sparato loro dei proiettili di gomma e poi vennero immobilizzati come i precedenti.

Ovviamente, per fortuna per i nostri carabinieri, il loro lavoro lo facevano proprio molto bene. 

Anche questi vennero lasciati li distesi per terra. 

Ormai si stavano avvicinando sempre di più al casolare principale. 

Molte erano le persone fuori che svolgevano varie mansioni di routine, ma il problema vero venne da dentro la villa, esattamente dal primo piano. 

Un malvivente diede l’allarme, perchè avendo la visuale dall’alto riusciva a vedere più nitidamente e si era accorto dell’arrivo dei carabinieri. . 

L’allarme risuonò in tutta la casa come una bomba e per i nostri agenti fu chiaro che ora si iniziavano le vere danze. 

Caprizzi ordinò ai suoi di aprire il fuoco a volontà, e poi scappò con i suoi cari verso il garage dove aveva nascosto un suv semiblindato con cui scappare. 

Moreno ed i suoi risposero al fuoco, rendendo i cattivi innocui all’istante. 

Alcuni agenti, si fiondarono alla porta d’entrata sfondandola e fecero irruzione entrando con i fucili e le pistole spianati, protetti dagli scudi blindati.

Si presentarono sparando ad ogni cosa che si muoveva. 

Altri sparavano fumogeni che entravano in casa dalle finestre del piano terra. 

Michele Lollato, fratello di Moreno, vide che da una finestra si notavano dei bambini all’interno che si muovevano impauriti. 

Occorreva metterli in sicurezza. 

A questo punto diede il suo fucile d’assalto all’amico vicino, che avrebbe dovuto sparare solo in caso di necessità per coprirlo. 

Armato con le sue due pistole di ordinanza, fece uno scatto da centometrista verso la finestra della stanza dei bambini, con un balzo saltò dentro sfondando la finestra protetto dal casco antiproiettile e dalla divisa, incurante dei bambini andò verso la porta della stanza e verificò che nessuno potesse entrare. 

Pensate allo sforzo atletico che fece questo soldato per salvare i bambini.

A questo punto fece in modo che tutti i bimbi si trovassero in un punto ceco e protetto della stanza ben riparato e diede ordine ai suoi compagni di entrare. 

In questo modo usando la stanza dei bambini come porta d’entrata cominciarono a ripulire la casa allontanando sempre di più il pericolo e i cattivi, dai bimbi stessi. 

Fu una vera azione fulminea, non c’era modo di riflettere, occorreva sapere tutti i manuali a memoria senza commettere nessun errore.

Caprizzi ed i suoi erano stretti in una morsa che non dava via di fuga, o almeno era quello che si pensava. 

Raggiunto il garage, presero il suv, e a tutta forza uscirono sfondando il portone e scappando verso l’uscita della proprietà. 

La pioggia di pallottole che investì la macchina non servì a niente, perchè erano di calibro troppo leggero. 

Moreno ordinò all’elicottero, arrivato in soccorso di seguirlo senza perderlo d’occhio. 

Un altro elicottero era in arrivo da Padova e vari posti di blocco erano presenti a vari livelli. 

Entro sera Caprizzi doveva essere in carcere. 

Moreno però aveva perso troppi giorni e vita per trovarlo e non voleva farselo scappare. 

Prese una moto da strada a cui non erano state tagliate le gomme e si gettò in una roccambolesca rincorsa. 

Essendo una zona collinare la strada era tutta a curve e Moreno, faceva fede sulla sua buona stella, nel fare certe curve senza tanto riflettere su cosa avrebbe potuto trovare dietro la curva. 

Riuscì a schivare vari veicoli e a superarne altri. 

Caprizzi entrò uscito dalla strada che dava alla sua proprietà, si fiondò sulla provinciale che portava all’autostrada, creando scompiglio in mezzo al traffico normale di tutti i giorni. 

Vari veicoli uscirono di strada, ma per fortuna nessuno si fece troppi danni. 

L’elicottero che sorvegliava le operazioni prontamente chiamava i soccorsi. 

Tutto questo doveva essere pagato con una pena in carcere esemplare. 

Entrò in autostrada al casello di Soave e si mise in direzione Venezia, sperando di trovare dopo un inseguimento difficile una via di fuga. 

Anche Moreno entrò in autostrada, e grazie al traffico che comunque metteva in difficoltà tutti, riuscì ad arrivare a 50 metri dall’auto di Caprizzi. 

Aquila 1: “Siete in posizione voi dell’elicottero?” 

Dall’elicottero: “Certo Capitano.” 

Aquila 1 : “Al mio via date ordine di chiudere l’autostrada dietro di me, in modo che nessuno più avanzi, quando saremo distanti un paio di chilometri entreremo in azione. Attenzione alle auto davanti a Caprizzi.” 

Dall’elicottero: “Tutto sotto controllo.” 

Acquila 1: “Tra due auto, vedo che l’autostrada è libera, un po’ di pazienza ed entriamo in azione. Le auto dietro di me stiano pronte a chiudere l’autostrada.” 

La velocità con cui i nostri protagonisti viaggiavano, aveva permesso di trovarsi in un punto dell’autostrada in cui era molto elevato lo spazio in cui non si trovavano auto, così vennero chiuse tutte le entrate verso l’autostrada in modo che non si trovassero più veicoli da superare e chiudendola dietro Moreno, nessuna auto avrebbe raggiunto il punto in cui si sarebbero stati fermati i malviventi. 

Arrivati al momento giusto, Moreno diede l’ordine. 

Acquila 1 : “Chiudete l’autostrada ora.” 

Subito tre pattuglie si misero a muro e chiusero i maniera impermeabile la strada. 

Acquila 1 : “Ora dall’elicottero mirate bene e fermate questi malviventi una volta per tutte.” 

Gli agenti dell’elicottero erano armati con fucile ad alto potenziale, così si misero davanti l’auto in fuga, e con una mira da veri cecchini cominciarono a sparare al motore e alle ruote. 

Qualche colpo in più servì ma alla fine una gomma esplose, l’auto cominciò a sbandare, si piegò su se stessa e cominciò a rotolare sull’asfalto.

Mentre avveniva tutto questo, Moreno la superò senza sbatterci addosso, si mise davanti ad una distanza di sicurezza e con le pistole spianate rimase di guardia mentre arrivavano gli altri e l’elicottero atterrava per impedire a quelli dentro l’auto seppur sicuramente malconci di uscire. 

Sembrava una scena di guerra. 

Moreno in piedi, guardava come un regista, la fine di un film che aveva diretto per mesi, senza sosta. 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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ABBRACCI AL RIO NERO 1° CAPITOLO 

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

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TESTO:

1° PUNTATA 

Oggi è il 10 Giugno 2030, Siamo a Isola Rizza, un bellissimo borgo a sud della provincia di Verona.

Una nicchia! 

Un posto dove chi ci vive gli sembra di stare in paradiso.

A contatto con tutto il mondo, grazie alle importanti vie di comunicazione.

A pochi centinaia di metri dal centro abitato, in Via Manega, trova spazio il Parco Acquatico Rio Nero, che in realtà è secondo me, un degno angolo di relax per gli Dei dell’Olimpo.

Il Rio Nero è un fiore, incantevole che nella sua semplicità sa catturare ed ammaliare.

Le sue piscine, i suoi confort, i suoi giochi d’acqua, l’angolo per i bambini, tutto il verde che lo circonda e tutta la scenografia, che lo circonda, regalata da una natura che ci affascina, ogni giorno che apriamo gli occhi rende questo posto celestiale.

Ve ne parlo perchè io stesso ogni anno passo ore e momenti felici con la mia famiglia in questo bellissimo posto, tanto da considerare le persone che ci lavorano degli amici di vecchia data.

Il personale che ci lavora è strepitoso.

Troviamo Pietro e Loris a dirigere il tutto; Tonino e Marco alla manutenzione e gestione degli impianti; Gabriele, Lorenzo, come assistenti al parcheggio; Fabrizio, Luca, Matteo, Giovanni, Serena, Mirella, Vittoria, Giada come assistenti ai bagnanti; Patrizia, Katya, Annalisa, Mirko, Annabel, Manuela alla ristorazione e gestione alimenti.

Tutti fantastici.

Tutti i dipendenti del Rio Neroi sono fantastici e capaci nel loro operato.

Il parco ha aperto da pochi giorni, tutto sembra andare per il verso giusto, tranne una piccola katana che incombe sulla testa dei nostri amici.

Loris e Pietro si trovano chiusi in ufficio a parlare.

Loris: “Cosa mi dici Pietro, è tutto confermato?”

Pietro: “Mi dispiace dirlo, ma si, è tutto confermato.”

Loris: “Dobbiamo dirlo anche agli altri, è giusto che tutti lo sappiano.”

Pietro: “E’ meglio così, siamo tutti ben calibrati verso un obiettivo comune, che volendo è anche fattibile, sperando che tenga il tempo.”

Loris: “E che non ci siano rotture importanti.”

Pietro: “Tenendo presente le spese che abbiamo già avuto prima di iniziare, io non vedo la situazione così rosea.”

Loris: “Facciamo squadra e vedrai che ce la faremo.”

Pietro: “Dai, cominciamo a produrre anche oggi.”

Pietro si recò verso il Bar, mentre Loris, verso il Chiosco.

IL CHIOSCO, E’ UN BELLISSIMO ANGOLO DEL PARCO.

UNA BIRRA FRESCA BEVUTA LI ALL’OMBRA TI FA RILASSARE ALL’INVEROSIMILE.

Arrivato al Chiosco, Loris, controllò la scheda delle prenotazioni degli ombrelloni.

Loris: “Anche oggi arriva il Signor Zorzella.”

Annabel: “E’ al 110.”

Loris: “Ormai è di casa qui.”

Annabel: “Servirebbero tutti come lui.”

Loris: “Soprattutto quest’anno.”

Annabel: “Cosa succede quest’anno?”

Loris: “Ve ne parleremo a fine giornata io e Pietro.”

Annabel: “Allora tieniti il tuo segreto fino a fine giornata.”

Loris: “Ti assicuro che farei a meno di questi segreti.”

La giornata scivola via senza intoppi.

Tutti i clienti del parco si divertono all’inverosimile, perchè soggiornarvi dentro è come vivere in Paradiso, ti senti accolto e coccolato, ti senti di famiglia.

Tutto è bello e buono, perfino le patatine fritte hanno un sapore diverso.

Se poi sorseggi una birra fresca al Chiosco ti senti in un villaggio turistico, in un posto esotico.

A fine serata, dopo la chiusura tutti si ritrovano all’interno del Bar per fare un briefing.

Pietro prende la parola.

Pietro: “Mi dispiace comunicare questo, ragazzi, ma la direzione generale ha deciso che se entro fine stagione non aumentiamo gli incassi del 20%, venderà al miglior acquirente il parco.”

Annabel: “Il 20% in più? Ma è tantissimo, cavoli.”

Loris: “Ce la possiamo fare, ma dobbiamo impegnarci tutti al massimo.”

Cosa che tutti i giorni i ragazzi fanno al parco.

Pietro: “Dai, non pensiamoci. Nessuno di noi perderà il lavoro, al massimo si tratta di un cambio di gestione.”

Loris: “Ne usciremo in piedi, non preoccupatevi.”

Chiara: “A me viene da vomitare.”

Annabel: “Vado a casa, ho bisogno di riprendermi.”

Effettivamente, anche se la notizia veniva venduta con molto ottimismo in realtà, non c’era tanto da ridere.

Dopo un’intensa chiacchierata tutti tornarono alle loro case.

Il giorno successivo, tutti arrivarono al lavoro carichi di tanto entusiasmo, per affrontare tutto ciò che la giornata gli avrebbe messo davanti.

L’acqua cominciò a scorrere nelle tubature creando un’immensità di giochi nelle piscine del parco.

Si mise a scorrere giù per gli scivoli, regalando a chi vi scendeva velocemente un momento magico di divertimento adrenalinico.

Scendeva fresca e rigenerante dalla Rana, nella piscina dei piccoli.

Riempiva i secchi volanti, che tutti attendevano mentre di rovesciavano per cercare di farsi colpire dalla cascata che si generava.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.