lunedì 1 giugno 2026

IL LIBRO DEL GIORNO: “FIORE DI LOTO” di Alessia Fiorentino

BIOGRAFIA AUTRICE:

Mi chiamo Alessia Fiorentino, ho 33 anni e sono una militare dell’Esercito Italiano.
La mia vita si muove tra disciplina e introspezione, tra il rigore della divisa e la libertà delle parole.

Sono laureata in Sociologia e Criminologia, studi che mi hanno insegnato a guardare in profondità l’animo umano, le sue fragilità e le sue contraddizioni. La scrittura, invece, è sempre stata il mio rifugio: un modo per dare voce a ciò che spesso resta taciuto, per trasformare il dolore in consapevolezza e la paura in forza.

Quest’anno ho pubblicato il mio primo libro, L’amore non uccide, un testo di denuncia contro la violenza sulle donne. Scriverlo è stato un atto di coraggio e di amore verso tutte le donne che, ogni giorno, lottano per la propria libertà e dignità.

Con Fiore di loto, ho scelto di raccontare un viaggio più personale: quello che attraversa la perdita, il silenzio e la rinascita. Come il fiore che dà il titolo al libro, anche io credo che la bellezza possa nascere dal fango, e che ogni cicatrice possa diventare un segno di vita.

Scrivo nel tempo libero, quando il mondo tace e le parole trovano spazio per respirare.
Per me, scrivere significa restare viva.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

FIORE DI LOTO

Fiore di loto è un viaggio intimo e struggente attraverso le fasi di un dolore d’amore e di una rinascita personale.
Attraverso una serie di capitoli brevi e profondamente introspettivi, la voce narrante — una donna che ha appena perso l’uomo che amava — racconta il lento processo di separazione, di smarrimento e di guarigione.

Il romanzo si apre con l’immagine del fiore di loto, simbolo di rinascita che nasce dal fango: da questo paragone prende forma il percorso della protagonista, costretta a guardarsi dentro dopo la fine di una relazione che aveva definito tutta la sua identità. Nelle pagine successive si alternano ricordi, lettere non spedite, riflessioni e confessioni che scandiscono il cammino dal dolore più crudo fino alla consapevolezza di sé, alla capacità di respirare di nuovo e di bastarsi.

Ogni capitolo rappresenta una tappa emotiva: dal lutto alla nostalgia, dalla rabbia silenziosa all’accettazione, fino alla riscoperta della propria forza interiore. Attraverso immagini delicate e potenti, le mani, un portachiavi smarrito, un correttore rotto, un vestito bianco mai indossato, la protagonista impara che la rinascita non è un evento improvviso, ma un processo lento e doloroso, fatto di piccoli gesti e nuove consapevolezze.

Nel finale, il “Ti amo” scritto su una lavagna diventa un simbolo di riconciliazione: non più rivolto all’altro, ma a sé stessa.
Fiore di loto è quindi la storia di un amore finito che si trasforma in un atto d’amore verso la propria vita. Una meditazione poetica sull’abbandono, sulla resilienza e sulla possibilità di rifiorire anche dal fango.

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ABBRACCI AL RIO NERO 2° CAPITOLO 

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

2° PUNTATA 

La Signora De Martinis, entrò nel parco alle 10.30.

Era una signora sulla cinquantina, alta 1 metro e 70 centimetri, capelli castani lisci, che teneva lunghi fino al sedere.

Il fisico ben tenuto, grazie al tanto sport che praticava, la rendeva una signora, notata ed osservata anche dai più giovani.    

Era una commercialista di Bovolone, affermata e conosciuta.

Si sistemò vicino all’ombrellone che aveva prenotato e poi andò a prendersi le chiavi per aprire la cappelliera dell’ombrellone, così da poterlo aprire e sistemare i lettini.

Ogni ombrellone aveva a disposizione 2 lettini.

Alla Signora De Martinis, andava bene avere due lettini a disposizione, perchè le piaceva essere corteggiata e ogni tanto qualche bel maschione di varie età, sfruttava l’appoggio che forniva un lettino non utilizzato per offrirle qualcosa da bere per scambiare qualche parola.

Arrivata al Chiosco per prendere le chiavi dell’ombrellone trovò Loris.

Loris: “Buongiorno Signora De Martinis.”

Angela: “Mi dai del lei ancora Loris?”  

Loris: “E’ per rispetto e cortesia.”

Angela: “Mi fai sentire vecchia e decrepita, e poi non mi piace che tratti come un amico il Sig Zorzella ed invece tratti così me che ci conosciamo da molto più tempo.”  

Loris: “Mi dica lei come vuole che mi rivolga?”

Angela: “Per cominciare dandomi del tu, o chiamandomi per nome, poi spiegandomi cosa succede qui al parco.”  

Loris: “Cosa deve succedere qui al parco?”

Angela: “Vi sento più tesi.”  

Loris: “E’ così trasparente la cosa?”

Angela: “Diciamo che per quello che sto vedendo si nota.”  

Loris: “Alla fine non sta succedendo niente, è tutto normale. La direzione, ogni tanto rivede gli obiettivi societari, ma io penso che ne usciremo a testa alta anche questa volta.”

Angela: “Dai fammi una birra.”  

Loris: “Vuole partire subito bella carica di mattina presto?”

Angela: “Ho voglia di sciogliermi subito, sperando che qualche bel maschione mi noti.”  

Loris: “Con quel completino argentato e la pelle così abbronzata la adocchieranno di sicuro.”

Angela: “Ci spero Loris, sono affamata.”  

Loris: “Affamata?”

Angela: “Attento che qualche maschione me lo mangio dentro uno spogliatoio.”  

Loris: “Buon appetito allora.”

Angela: “Grazie Loris, ci si vede qui in giro.”  

Loris: “Sia come vuole lei. ……. Il cliente ha sempre ragione.”

La vita proseguiva normalmente, fino alle 11.15, quando il rombo di una moto cominciò a farsi sentire sempre più forte.

Da subito sembrava transitare sulla transpolesana, ma poi si comprese che stava arrivando da Via Merle, ovvero da Bovolone.

La moto arrivava a forte velocità.

Passata la curva che si trova prima del parco, cominciò a sbandare, fino a che scivolò per terra facendo scorrere il motociclista sull’asfalto rovinosamente per alcuni metri.

Gabriele, il custode del parcheggio, diede l’allarme.

Vennero chiamati i soccorsi, ma in realtà Pietro e Loris, corsero subito fuori per prestare le prime attenzioni.

Gabriele, con Loris e Pietro cominciarono a chiamare a voce alta il pilota della moto.

Questo, da subito non parlava, ma poi piano piano cominciò a dare segni di vita.

Pietro: “Non togliamogli il casco, fino all’arrivo dei soccorsi, dicono che non bisogna. ……. Il cranio potrebbe aver preso un trauma e togliere il casco, può essere peggio.”

Fecero parlare il ragazzo che guidava la moto, sempre tenendolo sdraiato a terra.

Una cosa sembrava strana, ovvero, non ricordava come si chiamava e da dove proveniva.

Come era possibile?

Tutti rimasero molto calmi, per cercare di fornire le migliori cure e attenzioni possibili.

Nel giro di 15 minuti arrivarono i soccorsi che presero il pilota della moto e lo caricarono trasportandolo al nosocomio Confortini di Verona.

Tutto lo staff del parco, ritornarono alle loro mansioni.

La moto incidentata, venne portata dentro la struttura del parco, ed incatenata per sicurezza per tenerla al sicuro.

Ma chi era il ragazzo soccorso?

Era un ragazzo alto 170 cm, muscoloso, capelli neri riccioluti, con un pò di barbetta incolta.

Sembrava un ragazzo semplice, ma la moto diceva altro di lui.

Era una Harley Davidson nera metallizzata, con i parafanghi grigi metallizzati, e con degli inserti molto particolari.

Tutta la moto aveva degli abbellimenti molto personalizzati.

Per quanto il ragazzo, vestito nella sua tuta in pelle nera, sembrava comunicare delle cose di se, la moto sembrava comunicare dell’altro.

Vicino al Chiosco Pietro e Loris scambiavano qualche opinione, bevendo una birra bionda piccola.

Pietro: “Cavoli che situazione che abbiamo vissuto.”

Loris: “Si, ci siamo organizzati bene e lo abbiamo soccorso a regola d’arte.”

Pietro: “Mi sembra o non ricordava niente?”

Loris: “Si, hai ragione, non ricordava niente.”

Pietro: “Non ricordava, ne come si chiamava, ne da dove veniva. ”

Loris: “Sarà stato fatto. Chissà quale erba si è fumato prima di prendere la moto.”

Pietro: “Si sarà fumato l’erba del prato appena tagliata.”

Loris: “Si hai ragione. Stava meglio se si beveva qualche birra in più.”

Pietro: “Non è escluso che oltre all’erba si fosse bevuto anche delle birre.”

I due esplosero a ridere a crepapelle, mentre i vari clienti del chiosco si susseguivano e si sorseggiavano delle buone birre fresche.

Annalisa e Katya al bar, erano rimaste molto colpite dal ragazzo soccorso, tanto da parlarne per molto tempo, mentre servivano i clienti.

Annalisa: “Hai visto che bella moto che possiede?”

Katya: “E’ molto particolare.”

Annalisa: “Se mi chiedesse di fare un giro gli direi subito di si.”

Katya: “Certo, lo puoi dire. ……….. Sentire le brezza del vento tra capelli, attaccarsi ai suoi fianchi.”

Annalisa: “Un sogno.”

Katya: “L’avevo un ragazzo con la moto, ma l’ho lasciato.”

Annalisa: “Colpa tua o sua?”

Katya: “Mia! Sono io che volevo cambiare.”

Si misero a ridere a crepa pelle.

Annalisa: “Volevi cambiare ragazzo o moto?”

Katya: “Moto ovviamente, ero stanca di farmi portare in giro con la stessa moto.”

Le due si misero a ridere ancora, tanto che i clienti presenti, avendo capito il discorso ridevano con loro.

La Signora De Martinis, si avvicinò a Loris per scambiare qualche parola, dopo pranzo.

Loris: “Signora Angela, come va?”

Angela: “Bene dai, fammi una birra piccola.”

Loris: “Ha già bevuto il caffè?”

Angela: “No!”

Loris: “Allora le offro prima il caffè e poi le faccio la birra quando ha perso il gusto in bocca del caffè.”

Angela: “Accetto.”

Loris: “Allora, come è andata a caccia?”

Angela: “A dire il vero magra, sembrava che ci fosse uno che mi osservava, io mi sono messa in posizione di disponibilità, ma niente.”

Loris: “Sarà per la prossima volta.”

Angela: “Era un bel tipo, peccato. ……………. Tutto bene con il ragazzo che avete soccorso?”

Loris: “Si! Tutto ok. Vivo è vivo e sembra che non si sia fatto molto male, l’unica cosa che lascia un pò l’amaro in bocca è che sembra che non ricordasse niente.”

Angela: “Perdita di memoria da incidente? Esiste, ma non l’ho mai sentita.”

Loris: “Aveva il casco e non glielo abbiamo tolto, anche se avesse preso una botta in testa non avrebbe dovuto avere tutti questi problemi.”

Angela: “Il casco era rotto?”

Loris: “No, solo graffiato.”

Angela: “Sembra strano.”

Loris: “Abbiamo portato dentro la moto, vediamo se viene a riprendersela.”

Angela: “Spero di esserci se viene a prenderla, così lo conosco anche io.”

Loris: “Ok!”

Manuela: “Anche Katya ed Annalisa vogliono conoscerlo.”

Angela: “Mmmmmmmm la sindrome di Candy Candy è arrivata al parco? Se è un bel fusto me lo prendo io.”

Loris: “Eccolo, il prossimo con cui provarci Angela.”

Angela: “Dove?”

Loris: “La, sta arrivando.”

Angela: “Vado verso di lui e provo ad attaccar bottone.”

Loris: “Buona caccia.”

Manuela: “La Signora Angela, sa proprio il fatto suo, potrebbe insegnare a noi giovani.”

Loris: “Punta all’amore vero Manuela, non ad un amore effimero e passeggero. E’ vero che gli amori che vanno e vengono sembrano i più accattivanti, ma poi ti lasciano soli e di solito si rimane soli nel momento di bisogno.”

Manuela: “Meglio litigare allora qualche volta?”

Loris: “Si litiga per fare la pace, si litiga per riscoprirsi ogni volta coppia, quando ci si ricompone.”

Manuela: “Sei un mentore Loris.”

Loris: “Caldo, lavoro e birra, fanno diventare saggi.”

Le ore passavano inesorabilmente, mentre tutti si divertivano e giocavano con le attrazioni del parco.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “FIORE DI LOTO” di Alessia Fiorentino

BIOGRAFIA AUTRICE: Mi chiamo Alessia Fiorentino, ho 33 anni e sono una militare dell’Esercito Italiano.
La mia vita si muove tra disciplina ...