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ABBRACCI AL RIO NERO 4° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
4° PUNTATA
Il Motociclista, dopo alcuni secondi sentenziò: “Gli impianti del Parco sono perfetti e a NORMA DI LEGGE, MAI VISTO UN IMPIANTO DEL GENERE, E’ DI NUOVA GENERAZIONE. C’è stato un problema ad una valvola, ma grazie ai sistemi di sicurezza che avete installato sono riuscito a deviare il vapore e l’acqua in altri sistemi, ho fatto raffreddare il sistema, ho messo tutto in sicurezza e ho fatto ripartire tutto. Ci sono un paio di valvole da sostituire, perchè rotte, un paio di controller da sostituire perchè li ho messi sotto torchio per salvare il sistema e penso di averli bruciati, ma l’impianto è salvo e tutto sta funzionando.”
Pietro: “Per fortuna che non sai chi sei?”
Il Motociclista: “Non so chi sono, ma so cosa faccio.”
Loris: “Cosa fai?”
Il Motociclista: “Sono un ingegnere elettronico ed idraulico.”
Pietro: “La miseriaccia.”
Loris: “Ascolta, tu come stai?”
Il Motociclista: “Accaldato, ma bene.”
Tutti si misero a ridere.
Pietro: “Andiamo in Ufficio.”
Si recarono in ufficio.
Pietro: “Ascolta, tu non ti allontani da Isola Rizza, finchè non stai meglio o ti ritorna la memoria. Abbiamo parlato con Loris, andrai a dormire da lui, mentre le chiavi della moto le tengo io. Ogni giorno vieni al Parco, entri come cliente, ti diamo un ombrellone, e aiuti se c’è da fare qualcosa. Con calma vedo si riesco ad inquadrarti in qualche maniera. …………. Qui siamo una famiglia, ti aiuteremo, ma se fai una unica cazzata, aspetto che si svuoti il parco e di annego, poi butto il tuo corpo in mezzo ai cespugli vicino all’entrata della statale.”
Loris: “La tua moto non ha la targa, quindi non possiamo aiutarti e i numeri di serie del telaio sono levigati. ………… Che cazzo hai combinato.”
Il Motociclista: “Non ho fatto niente di male, ve lo giuro.”
Pietro: “Potresti aver sterminato la tua famiglia, e noi siamo qui che ti proteggiamo.”
Il Motociclista: “Non ho fatto niente di male Pietro, te lo giuro.”
Pietro: “Una sola cazzata, fai una sola cazzata e ti elimino, ti aiutiamo ma il Parco non deve risentirne.”
Loris: “Va bene, ora che avete fatto amicizia, possiamo ritornare a lavorare’”
Il Motociclista: “Cosa posso fare io?”
Pietro: “Vieni con me in sala macchine per capire cosa devo dire ai tecnici per le riparazioni e poi vai al Bar a giocare a solitario, finchè finiamo il turno.”
Pietro si recò con Il Motociclista nella sala macchine e cominciò a spiegare cosa era successo e cosa occorreva fare per rimediare a tutto.
Dopo una buona mezz’oretta, uscirono e si recarono al Chiosco.
Loris: “Allora cosa c’è da fare?”
Pietro: “Il nostro amico non si ricorda niente, ma di sicuro sa tutto di elettricità ed idraulica.”
Loris: “Ha fatto lui le riparazioni?”
Pietro: “Non se ne parla, ha sistemato quello che si riusciva, ma ora tocca chiamare la ditta certificata.”
Loris: “Cosa facciamo con lui?”
Pietro: “Quello che abbiamo già detto, lui, rimane qui fino a che chiudiamo e poi viene a casa tua.”
Loris: “Così sia. …………… A te va bene?”
Il Motociclista: “Certo, tutto quello che volete, pur di star bene.”
Pietro: “Lo chiameremo Apollo.”
Loris: “Cosa?”
Pietro: “Lui, da questo momento lo chiameremo Apollo, ……. lo dobbiamo chiamare in qualche modo. Ma mi raccomando, deve rigare dritto, altrimenti lo prendo e faccio una palla di pelle con lui.”
Tutti si misero a ridere.
Da questo momento il nostro amico Motociclista lo chiameremo Apollo.
Apollo, passò il tempo tra il Chiosco, il Bar e passeggiando per il parco, sotto la sorveglianza di tutti quanti.
Ovviamente, poteva mangiare, e bere analcolici.
Terminata la giornata e chiuso il Parco, Loris, si trovò a casa propria da solo con Apollo.
Apollo: “Non voglio rovinare il rapporto che c’è tra te e Pietro e con gli altri. Se sono di peso me ne resto qui a casa in tranquillità.”
Loris: “Non dire queste cose, vogliamo aiutarti, ma siamo un pò disarmati. Prima cosa non possiamo lasciarti andare in giro liberamente in questo stato. Ti devi ripulire dalla droga e speriamo nella memoria.”
Apollo: “Non sono un drogato, mi hanno trovato droga nel sangue, ma non sono un drogato.”
Loris: “Lo dici, perchè stai bene o per farmi contento.”
Apollo: “Vedi che mi comporto come un drogato? Vedi che abbia bisogno di drogarmi? Non ho bevuto alcolici e non ne ho cercati, se fossi stato drogato, magari, ne sarei andato in cerca.”
Loris: “Hai ragione, però, non ti lascio da solo. …………….. Ascolta, sei sicuro di non ricordare, proprio niente?”
Apollo: “Si!”
Loris: “Chi sei? Chi sei, prova a pensare. ………… Hai sistemato il problema al parco come se lo facessi da sempre. Non è che vuoi nascondere chi sei? Scappi da qualcosa o qualcuno? Di me e di noi tutti ti puoi fidare.”
Apollo: “Non ricordo niente Loris.”
Loris: “Non c’è problema, siamo una famiglia e ora sei in famiglia. La prima cosa è attendere che la droga che hai nel sangue sia scomparsa.”
Apollo: “Farò, altri esami.”
Loris: “Certo.”
Loris e Apollo, mangiarono della buona carne ai ferri con tanta acqua, visto che non era il caso di dare alcolici ad Apollo.
Mentre mangiavano parlarono di varie cose.
Apollo di cose ne sapeva molte, quindi, vuol dire che aveva una buona cultura, occorreva solo attendere e magari da un momento all’altro si sarebbe ricordato tutto.
Verso le 22, il campanello di casa suonò.
Loris, incredulo per l’orario, si recò a veder ehi era, e visto che si trattava di Katya, apri, ma la fermò sul pianerottolo.
Loris: “Cosa sei venuta a fare a quest’ora Katya.”
Katya: “Volevo salutare Apollo e vedere se voleva fare un giro a piedi.”
Loris: “Katya, mi raccomando, non fare cazzate.”
Katya: “Cosa intendi con cazzate.”
Loris: “Ti ho visto molto presa da Apollo, ma dobbiamo tenere presente che non sta bene.”
Katya: “A me non sembra.”
Loris: “Katya, non fare imprudenze.”
Katya: “Volevo fare quattro passi con lui e basta, qui nell’isolato, ti giuro che non ci allontaniamo.”
Loris: “Non perderlo di vista.”
Katya: “Guarda che sono io la donna, dovresti essere in pena per me, non per lui. Di solito si dice alle ragazze, di stare attente ai giovanotti, no viceversa.”
Loris: “Katyaaaaaaa!”
Katya: “Scherzavo, scherzavo, voglio solo fare quattro passi con lui.”
Loris: “Ok! Entra.”
Katya entrò e si recò nel salotto, dove trovò Apollo seduto sul divano.
Katya: “Ciao Apollo.”
Apollo: “Ciao Katya, ti ringrazio per essere venuta.”
Katya: “Ti va di fare quattro passi, prima di andare a dormire?”
Loris: “Solo quattro passi.”
Katya: “Si, si solo quattro passi.”
Apollo: “Li faccio volentieri.”
Apollo si alzò dal divano e si preparò per uscire.
Loris: “Mi raccomando non bevete alcolici. Mi raccomando Apollo.”
Katya: “Certo certo, non preoccuparti, cavoli, peggio di essere suo padre.”
Apollo e Katya, uscirono di casa e si misero a passeggiare nelle vie attorno alla casa di Loris.
La serata era molto calda ed invitante.
Il cielo era stellato come non mai.
Katya: “Allora, possibile che non ricordi niente di niente?”
Apollo: “Te lo assicuro Katya.”
Katya: “Katya, hai detto Katya, allora il mio nome te lo ricordi.”
Apollo: “Dai per piacere, certo che lo ricordi.”
Katya: “Ascolta, scusa stavo scherzando. Ricordi cosa è successo oggi?”
Apollo: “Certo che me lo ricordo.”
Katya: “Ricordi come hai riparato le caldaie e l’impianto?”
Apollo: “Si!”
Katya: “Perchè sei capace di fare quel lavoro?”
Apollo: “Cosa vuol dire?”
Katya: “Dove hai studiato per saper fare questo lavoro?”
Apollo si mise a riflettere.
Apollo: “Non lo ricordo.”
Katya: “Non ti ricordi che scuola hai fatto?”
Apollo: “No, no, non lo ricordo. ……. Mi dispiace. Vorrei ricordarlo.”
Katya lo fermò, vi si mise davanti e lo abbracciò.
Katya: “Mi dispiace da morire, vorrei poterti aiutare! …………… Cosa posso fare?”
Apollo: “Stammi vicino, tu e tutti gli altri. Io sento dentro che se sono così vuol dire che è successo qualcosa di grave, di troppo grave.”
Katya: “Cosa può essere successo?”
Apollo: “Non lo so.”
Katya: “Se avessi combinato un reato, un qualcosa di estremamente grave, pensi che lo ricorderesti?”
Apollo: “Tipo?”
Katya: “Uccidere qualcuno, un tuo caro.”
Apollo: “Pensi che abbia ucciso qualcuno?”
Katya: “Non lo so, aiutami a capire.”
Apollo: “Se avessi ucciso qualcuno mi terresti tra le braccia?”
Katya: “C’è un modo se è stato ucciso qualcuno.”
Apollo: “Come?”
Katya: “Guardare i telegiornali.”
I due si misero a ridere.
Apollo: “Potrebbe essere che in qualche telegiornale, si parli di me e della mia scomparsa.”
Katya: “Potrebbe essere, ti va se ritorniamo e controlliamo?”
Apollo: “No!”
Katya rimase un pò di stucco, si fermarono e si misero uno davanti all’altra.
Katya: “Cosa vuol dire no?”
Apollo: “Non ricordo chi sono, e come mi chiamo, ma so che mi piace stare qui con te.”
Katya, lasciò che Apollo le passasse una mano tra i capelli, poi gli prese la mano ……….
Katya: “Apollo, ti ringrazio, per le tue parole, ma ora è importante chiarire chi sei veramente.”
Apollo: “Torniamo a casa allora?”
Katya: “Andiamo a fare una ricerca su internet.”
I due tornarono a casa, Loris, si stava bevendo una birra fresca seduto sul balcone di casa, mentre stava riflettendo su ciò che stava succedendo.
Apollo: “Loris, siamo tornati.”
Loris: “Cavoli mi lasciate senza parole.”
Katya: “Non stavamo facendo un’uscita di coppia.”
Loris: “A me sembrava di si, comunque ok. Cosa vi ha fatto tornare a casa?”
Katya: “Facciamo una ricerca su internet per capire se si parla di Apollo.”
Loris: “Bella idea, se trovate qualcosa fatemi sapere.”
Apollo e Katya, si misero a controllare.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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