venerdì 3 luglio 2026

L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 6° CAPITOLO

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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 6° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

6° PUNTATA

E’ servita Francesca a farmi capire che molte volte la vita non ti chiede di scommettere al superenalotto o al 10 e lotto, ma ti chiede di scommettere su te stesso.

La vita molte volte ti chiede di puntare anche contro le persone che hai attorno, per poter vincere e magari essere migliore ed essere più di aiuto anche alle persone che hai attorno.

Certo avrei anche potuto essere più di aiuto, anche se in realtà ci sono sempre stato per i miei amici, potevo esserci di più.

Così quando ho conosciuto Francesca ho dovuto passare alla cassa della vita e comprare le mie fish.

Attenzione non ho dovuto scommettere sull’amore di Francesca, ma ho dovuto scommettere sul fatto che io avessi veramente le palle.

Non è mai stata una partita contro Francesca, ma una partita per capire se io ero veramente all’altezza sua.

Ora fermo in questo bosco, da solo, con la macchina spenta e i fari accesi, devo scoprire se la vita mi vuole ancora o ha deciso per me una cruda fine.

I fari sono accesi ed illuminano l’erba che in lontananza ondeggia e visto che non c’è vento, può essere solo un animale a muoversi che di sicuro non è vegano.

Gli animali vegani a quest’ora sono tutti sotto coperta e se ne vedono bene di mettersi a girare da soli in mezzo all’erba, ma solo un bipide stupido come me può farlo.

Mi sa che mi sono troppo bevuto il cervello a forza di guardare puntate di Nudi e Crudi mi si è intrippato il cervello.

E’ meglio che quando ritorno in Italia guardi più puntate di Avanti un Altro.

Non sono demoni quelli che mi fanno paura in questo momento in cui la notte senegalese sta prendendo il sopravvento, ma sono i miei scheletri nell’armadio.

Vedo delle luci in lontananza, sarà Abrem.

Tutto d’un tratto le luci aumentano, è sicuramente Abrem che si prepara perla notte, e se accendono tutti quei fuochi vuol dire che i pericoli sono più reali di tutti i documentari sulla savana.

Io cosa faccio qui?

Un qualunque volontario avrebbe spinto sull’acceleratore per correre prima di sera, mentre io sono qui che penso alla mia Francesca. Alla mia fiaba in volo.

Come parole lette di sera,

mentre chi ascolta spera,

che quella storia un giorno sia vera,

i nostri cuori,

soli,

in questa vita,

tanto hanno sperato che un nuovo raggio di sole,

nato come ogni mattina,

portasse quella fiaba!!

Moderne macchine, 

solcano il mare azzurro che ci sovrasta,

troni incontrastati della capacità umana,

della scienza fredda sì,

ma capaci di far palpitare il cuore,

al passaggio e alla vista!!

Ma quel giorno,

trasportavano la fiaba!!

La nostra fiaba!

Passeggiate da soli consolati dai fiori della primavera,

dal vento come se fosse pacche sulle spalle,

sono solo ricordo!

Ora la fiaba c’è,

ora tutto è vero e sogno insieme!!

Ora la fiaba è in volo,

e in volo siamo noi due insieme!!

Passano i minuti e le ore, mi sento forte e vedo che nessun animale si avvicina di più, decido che è il momento di salire in auto e di proseguire la strada verso Abrem.

Proseguo lentamente la strada, e vedo che mi sto avvicinando sempre di più al villaggio.

Ad un certo punto entro attraverso un portone dentro una recinzione che mi accorgo circondare tutto il villaggio e ogni cento metri c’è un fuoco molto grosso che illumina quella zona.

Sicuramente è il modo con cui tengono lontani gli animali feroci.

Arrivo e mi corre incontro una persona.

Mi fermo e scendo.

Josef: “Ti aspettavo molto tempo prima.”

Fernando: “Immagino ma ho voluto prendermela con calma, avevo paura di rompere la Jeep.”

Josef: “Hai portato i farmaci?”

Fernando: “Certo, ci mancherebbe sono qui.”

Josef: “Ora li faccio venire a prendere, vieni entra in una capanna, avrai fame.”

Fernando: “Direi di si. Prima non l’avevo, ora che sono arrivato e mi è scesa la tensione mi è venuta fame.”

E’ una comunità di pastori e vi assicuro che si sente.

MI fanno sedere e mi portano uno spezzatino di sicuro di pecora.

Josef: “Sei nuovo?”

Fernando: “Si nuovo di zecca, ho ancora da capire se sono stato incosciente o furbo ad accettare di portare i farmaci.”

Josef: “Ti sei fermato in mezzo alla savana, per la strada?”

Fernando: “A dire il vero si.”

Josef: “Allora Mosamed ha visto in te qualcosa di buono. Se ti sei fermato in mezzo a questa terra, vuol dire che cercavi qualcosa di particolare, altrimenti saresti corso qui a gambe levate e con la coda tra le gambe.”

Fernando: “Dici?”

Josef: “Fermarsi vuol dire cercare qualcosa dentro di se, fermarsi vuol dire essere in grado di dominare le proprie paure. Per noi che abitiamo qui, hai visto quanti fuochi abbiamo accesi intorno al villaggio, pensa che tu ti sei fermato senza conoscere veramente quello che ti aspettava.”

Fernando: “E’ vero.”

Josef: “Hai trovato quello che cercavi?”

Fernando: “A dire il vero non lo so non sono un tipo profondo.”

Josef: “Ti sei fermato vero?”

Fernando: “Si ti ho detto.”

Josef: “Cosa hai trovato?”

Fernando: “Ho capito che amo la persona che ho conosciuto al campo, alla missione.”

Josef: “Chi è?”

Fernando: “Si chiama Francesca Busterna.”

Josef: “Francesca? Francesca Busterna? L’Italiana di Menfi?”

Fernando: “La conoscete perfino qua?”

Josef: “Non so quanti ne ha fatti fuori al magazzino, non ne andava bene nessuno, se ti vuole la vuol dire che tiene a te.”

Fernando: “Io so che la amo e basta.”

Josef: “E lei cosa pensa di te?”

Fernando: “Penso di essergli simpatico.”

Josef: “Ok è già un inizio.”

Fernando: “Ascolta, mi ha parlato molto bene di te Mosamed.”

Josef: “Siamo amici, ed io sono amico di Andrea, l’uomo che ti paga.”

Fernando: “Sei un tipo simpatico, vorrei parlare con te tutta notte.”

Josef: “Ci sarà tempo.”

Fernando: “Mi ha detto che non devo tornare per forza subito Mosamed.”

Josef: “Ok allora va a riposare.”

La notte l'ho passata perfettamente, a dire il vero ero stanchissimo a causa del viaggio.

Come ho detto, me la sono presa con comodo per venire qui, ma il grado di attenzione era altissimo, quindi ero stanco psicologicamente che fisicamente.

Una volta svegliato non avendo effettivamente nessun compito particolare da svolgere mi sono messo a passeggiare su e giù per il villaggio.

Le case sono fatte di legno e paglia, alcune sono in mattoni, ma il tetto è sempre o legno o paglia.

Possiamo dire che i tetti sono termo ventilati, così per ridere.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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