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L’ITALIA CHE VORREI 11° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
11° CAPITOLO
I giorni erano pesanti e stressanti, arrivato a casa, dopo aver mangiato in compagnia della compagna Chiara, Fabio se ne andò a dormire.
Il sonno non fu per niente rilassato, ebbe vari incubi.
Chiara, più volte svegliata nel sonno, per i movimenti che Fabio faceva nel letto lo vide contrarsi e cambiare spesso posizione.
Tra gli incubi si trovò a passeggiare tra i corridoi del Montecitorio con tutte le persone morte schierate nei corridoi, vicino alla parete.
Lui camminava, mentre tutti lo guardavano e lo seguivano con gli occhi in silenzio.
L’ambiente era cupo e tetro, gelido nella temperatura.
In ogni corridoio, c’era gente, fino ad arrivare alla Camera dei Deputati, che si trovava completamente vuota.
Nella sua maestosità e regalità era completamente vuota.
Si svegliò di soprassalto alle 4 del mattino.
Si mise seduto sul letto e si guardò attorno.
Una luce da riposo illuminava la camera, come una luce soffusa, che rendeva ancor più magici i momenti d’amore con Chiara, mentre una luce sempre da riposo illuminava l’esterno della camera.
Se si svegliavano di notte amavano che la casa fosse leggermente illuminata, per poter camminare senza inciampare o accendere luci più forti.
Amavano se si dovevano alzare dal letto per bere non essere svegliati del tutto, ma fare quello che desideravano in un senso di torpore.
Si alzò dal letto, e si recò in salotto, dove sul tavolo c’era una bottiglia di Prosecco, lasciata lì dalla cena.
Se ne versò un bicchiere e si sedette sul divano a bere.
Rifletteva sul da farsi.
Occorreva combattere, occorreva non demordere, non lasciare spazio a chi voleva distruggere la nazione.
Avrebbe scommesso che all’apertura delle Borse, gli indici sarebbero scesi, invece, grazie al suo operato aveva scongiurato un disastro economico.
Occorreva dare forza al popolo, speranza.
Chiara si era svegliata, e senza fare rumore si era alzata e stava controllando dove era finito il suo compagno.
Arrivata in salotto si mise a fare quattro chiacchiere con lui sorseggiando a sua volta un pò di Prosecco.
Come due fidanzatini di primo pelo si ritrovarono a dormire sul divano.
A parte tutti gli impegni che comunque, anche in una situazione di normalità vivevano o avrebbero vissuto, arrivati a casa cercavano di vivere il più serenamente possibile, comportandosi anche da ragazzini qualche volta come guardare la TV fino a tardi in salotto, pur avendone una in camera.
O addirittura, guardare la TV in salotto, in pieno inverno, con un bel bicchiere a testa di vin brulè.
Fantastico.
Ora, però, era l’7 Settembre, quindi niente Brulè.
Non fu la sveglia a svegliarli, ma la telefonata di Mike, alle 6 del mattino che avvisava che il Generale della Difesa lo aspettava nella Sicurity Room per informarlo delle novità di Tagichiri.
Fabio si preparò velocemente e si fiondò a Palazzo Chigi.
Arrivato ………..
Fabio: “Buongiorno Generale.”
Gen. alla Difesa: "Bongiorno Presidente. Giornata intensa oggi?”
Fabio: “Ni, ho l’arrivo dei Presidenti di Regione e dei Sindaci a Roma, andrò a salutarli, ma prima, questa mattina mi troverò con i miei colleghi della Lega, vedremo come andrà.”
Gen. alla Difesa: “Io le dò una bella notizia, anzi più di una.”
Fabio: “Spari.”
Gen. alla Difesa: “Mohamed Tagichiri si trova in Marocco, nella località di Pashed Desert.”
Fabio: “Dove si trova?”
Gen. alla Difesa: “In pieno deserto, è una cittadina. Abbiamo già sentito i servizi segreti marocchini, abbiamo il via libera per catturarlo, basta che ci pensiamo noi.”
Fabio: “Cosa vuol dire?”
Gen. alla Difesa: “Vuol dire che ci lasciano libertà di movimento, loro non vogliono fare niente. L’importante è che non facciamo troppo rumore. Un mordi e fuggi.”
Fabio: “Perchè?”
Gen. alla Difesa: “Non vogliono prendere troppe posizioni.”
Fabio: “Per lei va bene?”
Gen. alla Difesa: “Per me è lo stesso, prendiamo questo terrorista.”
Fabio: “Secondo lei è legato ad Alfonsi?”
Gen. alla Difesa: “Guardi, non saprei dirle, non saprei in che modo. Lo prendiamo vivo e lo torchiamo."
Fabio: “Fatelo confessare. Quando partirete?”
Gen. alla Difesa: “Ci prepariamo e poi le dico.”
Fabio: “Vorrei salutare i soldati che parteciperanno alla missione.”
Gen. alla Difesa: “Presidente, posso consigliarla?”
Fabio: “Mi dica?”
Gen. alla Difesa: “Non serve che lei fraternizzi con i soldati che partono per una missione, è un lavoro che fanno sempre e sono pronti a tutto. Non è conveniente per lei fare certe cose, può sembrare un dittatore guerrafondaio."
Fabio: “Voglio solo salutare dei soldati e augurare loro buona caccia.”
Gen. alla Difesa: “Come vuole lei ovviamente.”
Fabio: “Grazie Generale. La lascio ai suoi lavori.”
Recandosi verso l’ascensore che portava agli uffici di Palazzo Chigi, fuori dalle fondamenta, fece alcuni passi, ma poi si fermò e si voltò verso il Generale.
Fabio: “Come si vive qui sotto? Come vede il mondo da qui sotto?”
Gen. alla Difesa: “Qui sotto il mondo sembra più in guerra di quello che sembra lassù. Si vede il lato vero del mondo, però. si vedono anche gli effetti di buone politiche di pace, quindi auguri Presidente.”
Fabio: “Grazie Generale.”
A questo punto Fabio si recò ai piani alti, nel suo ufficio.
In mattinata cominciarono ad arrivare tutte le delegazioni delle regioni e cominciarono ad arrivare a Roma anche molti Sindaci.
Erano stati invitati tutti i Presidenti di Regione ed i Sindaci, come già detto, perchè finiti i funerali, all’indomani si sarebbe aperta l’Assemblea per l’approvazione di una nuova costituzione e la decisione di come sarebbe stata la nuova legge elettorale.
Ovviamente si sarebbe partiti dalla base della costituzione che la vera Assemblea si stava preparando a votare.
Ovviamente era stata affittata la Fiera di Roma, essendo costituita da molti capannoni.
All’interno dei capannoni erano stati adibiti spazi perchè le varie autorità divise in base ai partiti o in base alle cariche potevano ritrovarsi a discutere in privato.
Un capannone era stato adibito ad assemblea plenaria per le varie votazioni.
Ognuno avrebbe avuto un voto.
Fabio chiese che tutte le persone tesserate alla Lega, vennero, prima di tutti fatte radunare in un luogo distaccato dalla Fiera, perchè aveva intenzione di incontrarli separatamente.
C’erano i Presidenti di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, più una moltitudine di Sindaci.
Come avrete capito il numero più cospicuo erano i Sindaci, ma in realtà Fabio considerava questi i veri rappresentanti del popolo e quindi quelli che più di tutti avrebbero dovuto essere determinanti per le scelte su come sarebbe dovuta essere scritta la nuova Costituzione.
Arrivato al luogo dell’incontro, dopo aver preparato i presenti ed aver annunciato l’entrata del Presidente Fabio Fortezza, esplose un applauso assordante e lunghissimo.
Un applauso, accompagnato da grida e urli di gioia, per una persona, un loro iscritto che con fermezza, stava conducendo l’Italia ad una nuova rinascita.
Fabio, da solo sul palco salutava e ringraziava.
Aveva chiesto che sul palco fosse sistemato un solo microfono, semplice, su un’asta.
Non c’era da festeggiare niente, era una riunione informale, prima di un funerale.
Dopo aver chiesto che si facesse silenzio cominciò a parlare: “Carissimi amici, vi ringrazio di essere corsi numerosi così velocemente. Sono veramente addolorato per ciò che è successo. Chiedo un minuto di silenzio per tutti i nostri amici, divenuti angeli.”
Per un minuto si fece silenzio, un silenzio penetrante e potente come le bombe scoppiate a Montecitorio.
Fabio: “Vi ringrazio tutti, e prego perchè il nostro maestro e capitano Matteo Salvini ci protegga dall’alto e protegga l’Italia. Io rivesto l’unica carica tutt’ora reggente non per merito, ma per fortuna. Ma voglio fare tutto quello che è in mio potere per portare l’Italia allo splendore di un tempo, o meglio ad avere un parlamento ed un governo, un vero presidente. Voglio portare di nuovo il popolo a governare questo paese e soprattutto voglio che chi ha pensato a questa atrocità e chi l’ha progettata e realizzata si renda conto che non è riuscito nel suo intento. L’Italia è di nuovo in piedi, siamo ancora in piedi e non ci piegheremo mai. Non posso parlarvi dei risvolti delle indagini, si tratta di sicurezza nazionale, ma vi assicuro che siamo con il fiato sul collo sui colpevoli. Mi dovete perdonare ma nel tempo che sarò Presidente prenderò le decisioni che servono per difendere il nostro popolo.”
Gli applausi furono numerosi ed interminabili.
Fabio a questo punto decise di scendere tra la folla e di parlare con chi voleva confrontarsi con lui.
Ovviamente furono molte le richieste che arrivarono a Fabio, ma più di tutte senza tante velature gli venne chiesto di prendere posizione con forza contro l’emigrazione clandestina.
Era il momento giusto.
Qualcuno, con modo tagliente, gli fece capire che se non avesse preso delle decisioni forti avrebbe ostacolato l’approvazione della nuova costituzione.
Queste cose davano fastidio a Fabio, ma era ovvio che questo era il momento in cui qualcuno avrebbe cercato di infilarci di tutto.
In certi momenti veniva meno il rispetto per i morti, ma Fabio stringeva i denti e tirava dritto.
Alle 16 rientrò nel suo ufficio a Palazzo Chigi, infuriato.
IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO:
Nessuna
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.