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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 1° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
1° PUNTATA
La valigia ho appena posato al checkin ora mi dirigo all’imbarco.
Le domande stanno a mille, in testa ho l’avvocato difensore e l’accusatore, l’angelo ed il demone.
Faccio bene, faccio male, cosa faccio.
Lascio tutto.
Tornerò, non lo so.
Resisterò?
Forse si, forse in una bara, per qualche cazzata che farò, o per qualche strana malattia.
Pochi vestiti nella valigia, quelli più comodi, quelli sportivi, i più brutti.
Mutande in quantità, ma so che mi toccherà anche lavarle.
Una bella scorta di dentifricio e sapone, ma in realtà, dove vado serviva il sapone da officina per lavarsi.
C’è chi ha paura per il vaccino Covid? Io ho dovuto iniettarmi la benzina per non farmi uccidere da un colpo di diarrea.
A passi lenti mi dirigo verso l’aereo, lo so l’ho voluto io, sono libero, non sono stato obbligato da nessuno, anzi sono addirittura pagato.
Ci chiamano volontari, ma in realtà siamo volontari solo perché abbiamo deciso noi di partire, chi finanzia questa missione ci paga, e anche bene.
Io però non lo faccio per i soldi, voglio vedere se dove vado trovo me stesso.
L’aereo ci sta portando a Catcum in Senegal.
Qualche giorno fa per non dire un paio di settimane, il fiume è straripato e ha devastato questo villaggio di agricoltori e artigiani.
Da Verona stiamo partendo per aiutarli a ricostruire tutto.
Io ho bisogno di ricostruire la mia vita.
Non trovo in nessun modo l’amore.
Quello vero, non una botta e via, quello che ti fa star bene anche se non c’è il sesso.
So che dentro di me posso dare molto, posso dare il mondo, ma niente non c’è niente che può far smuovere il cuore di una donna.
Nessun problema le mie mani sanno costruire, e il mio corpo è forza pura, in Senegal farò erigere di nuovo quel villaggio e la gente che vi abita.
I cuori di quelle persone batteranno con nuova forza e linfa.
A finanziare questa missione è il Signor Andrea Gassa, un ragazzone che risiede a Siriate, un paesino di Verona (TRATTO DAL ROMANZO “300 MILIONI: SOCIETA’ PASSIONE INTRIGHI”).
E’ una persona che ha vinto una grossa somma di denaro e ora lavora per combattere la povertà, cominciando da quella che vede attorno a lui.
La verità è che senza rendersene conto non combatte solo la povertà economica, ma anche quella morale.
Io non sono povero economicamente, ma mi sento moralmente, spero di tornare un po’ più ricco.
Mi troverò 3000 euro al mese sul conto per ogni mese che passo giù in mezzo a quella miseria.
Posso starci fino a quando voglio, non ha messo limiti.
In realtà spero solo di tornare con l’anima ricca, non con il conto.
L’aereo sta volando verso un altro mondo.
E’ lo stesso?
No assolutamente dove vado io non è la terra, anche se ci troviamo sulla terra.
Dove sto andando se c’è rimasta una casa in piedi è solo perché il padrone ha avuto il culo di costruirla con il pezzo di legno giusto, con la nervatura giusta, o solo perché ha avuto veramente culo.
Mentre il mio aereo vola, a Catcum, nel deposito merce unico per tutta la missione, una dolcissima ragazza alta un metro e 60, capelli rossi mossi lunghi fino alle spalle, con fare deciso sta organizzando l’invio del materiale nei vari punti di lavoro.
La gente pende dalle sue labbra, perché la sua voce è gentile, precisa ed ammaliante.
Ti incanta non puoi non fare quello che ti dice.
Paolo: “Ciao Francesca, buon giorno.”
Francesca: “Speriamo che lo sia, è appena iniziato quindi non si può dire.”
Paolo: “Cavoli tagliamoci le vene subito.”
Francesca: “No dai scusami, ho ancora i fumi dell’alcool bevuto ieri sera che mi girano per la testa.”
Paolo: “Avete fatto tardi tu e Sonia ieri sera, c’avete dato dentro.”
Francesca: “Abbiamo fatto una serata tra donne.”
Paolo: “A parlar male di me, immagino.”
Francesca: “No dai non è così.”
Paolo: “Cambiamo discorso.”
Francesca: “Spara.”
Paolo: “Oggi, verso sera ti arriva un aiutante.”
Francesca: “Si ho visto la sua scheda personale, si chiama Zorzella Fernando, infermiere professionale, vedremo.”
Paolo: “Vedremo cosa.”
Francesca: “Vedremo, è un infermiere, abituato a disinfettarsi le mani per ogni cazzata, qui c’è da lavorare non da guardarsi attorno, cosa ti può contaminare o sporcare. Se si mette a lavorare con i guanti lo rispedisci in Italia subito.”
Paolo: “Subito generale.”
Francesca: “No dai, mi raccomando, un infermiere? C’era bisogno di un muratore qua.”
Paolo: “Andrea dice che è uno valido.”
Francesca: “Valido lo speriamo, semmai lo daremo in pasto ai predoni.”
Paolo: “Daaaaaaaa ma che dici Francesca, dai, mi raccomando, viene con lo scopo di darti un aiuto.”
Francesca: “Ok Ok va bene, viene per darmi un aiuto. ……….. Gli avete detto cosa vuol dire aiutare nel vocabolario Zanichelli?”
Paolo: “Basta, io vado via con te non ci si può parlare. ……………… Auguri allora.”
L’aereo atterra, e tra un passaggio e l’altro mi trovo su una jeep assieme ad altre quattro persone.
Si parte, senza tanti preamboli, verso Catcum.
Ci dicono che il viaggio sarà lungo, scherzando aggiungono che non ci sono Autogrill o soste, ci chiedono gentilmente di portare pazienza.
Oddio, il paesaggio ed i luoghi che ci separano tra l’aeroporto e Catcum, cambiano molto, molte volte.
Da zone ben costruite a zone meno costruite e decadenti.
Più il viaggio diventa lungo, più le zone decadenti aumentano.
La zona dove andiamo è povera quindi non c’è da aspettarsi molto.
Cominciamo ad intravvedere le prime anse del fiume che ha causato il disastro, ed ad un certo punto la strada diventa l’argine del fiume, che ovviamente non è ben costruito e solido come per i fiumi italiani.
In lontananza ad un certo punto si comincia a vedere i disastri fatti dall’inondazione.
Il disastro e lo scenario davanti agli occhi, diventa come la porta che separa il Paradiso, se così si può chiamare la zona civilizzata dall’inferno, ovvero la zona dove ci sta portando questa Jeep.
A dire il vero durante il viaggio, dopo una fase di tremendo silenzio hanno cominciato a spiegarci l’importanza della zona dove andremo.
Effettivamente Catcum, era stata scelta dall’Associazione per creare una missione umanitaria proprio perché era una vera e propria porta, che varcata portava verso il nulla africano con tutte le sue bellezze ed insidie.
I miei occhi si sbarrano, non riesco a chiuderli, ma se li chiudessi, vorrei non aprirli più, in questo momento vorrei non aver fatto questa scelta.
Davanti a me vedo una distesa di terra enorme, trasformata dal fiume in una tavola perfettamente livellata e piatta.
In piedi, ovvero gli unici edifici che si vedono sono le poche case che per pura fortuna hanno resistito alla forza nefasta che le hanno colpite e le costruzioni della Missione.
Sembra, passatemi la battuta che una ditta di movimento terra abbia cercato di battere il record di zona livellata più grande del mondo.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.