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ABBRACCI AL RIO NERO 3° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
3° PUNTATA
Quando io vado al Rio Nero mi sento immerso in un altro mondo.
Di solito vado al mattino, cerco di essere là a metà mattina.
Arrivo, mi sistemo sotto l’ombrellone e poi faccio colazione.
E’ bello vedere come tutto con calma si mette in moto e parte.
Fatto colazione si comincia a prendere dimestichezza con l’acqua nelle varie piscine.
Il momento più costruttivo è quando percorro a piedi, lentamente, la salita che porta all’entrata dei vari scivoli.
Penso e rifletto, è un momento molto costruttivo, perché è il momento in cui valuto tutto ciò che faccio e che mi interessa e decido quali modifiche fare.
Anche questo racconto è nato facendo questa salita, osservando il Parco dall’altro e notando quanto è bello.
Osservare ogni singola pianta e come viene curata.
Un Parco acquatico dentro un giardino fiorito.
Curato al meglio e vissuto da persone molto gentili.
Non c’è un cliente arrogante, tutti gentili e pronti a condividere la loro felicità di essere li con un sorriso distensivo.
Così passò un altro giorno e arrivò di nuovo giorno.
Verso mezzogiorno arrivò al Parco un Taxi.
Scese dal taxi il ragazzo che era stato soccorso il giorno prima.
Pagò con dei soldi contanti il taxista e poi lo lasciò andare, dopo averlo salutato.
Era vestito con la tuta della moto, ovviamente un pò rovinata, con i suoi soliti capelli neri riccioluti e la barba un pò più incolta del giorno prima.
Si voltò verso il Parco e si avviò verso l’entrata.
Gabriele: “Ehi tu? Sei già tornato dall’ospedale? Ti hanno già dimesso?”
Il motociclista: “Si sono tornato a prendere la moto.”
Gabriele: “Marco, chiama Loris e Pietro.”
Marco: “Ok, vado.”
Il motociclista: “Grazie per tutto ciò che avete fatto per me.”
Gabriele: “Di solito si rimane ricoverati almeno 48 ore, come mai ti hanno già mollato? ”
Il motociclista: “Sono scappato, non sto male.”
Gabriele: “Sei scappato, come mai?”
Il motociclista: “Non sto male, devo andare per la mia strada.”
Gabriele aveva capito che il ragazzo qualche problema ce l’aveva.
Gabriele: “Come ti chiami?”
Il motociclista: “Come mi chiamo?”
Gabriele: “Si come ti chiami?”
Il motociclista: “Non ……….. Non ………… Non lo ricordo.”
Gabriele: “Come non lo ricordi? Sei uscito dall’ospedale e non sai chi sei?”
Il motociclista: “So che sto bene.”
Arrivarono Loris e Pietro insieme.
Gabriele: “E’ il ragazzo che avete soccorso, ma non ricorda chi è?”
Loris: “Che cosa ci fai qui?”
Il motociclista: “Sono venuto a prendere la moto, per poi andare.”
Pietro: “Dove abiti?”
Il motociclista: “Non ………. Non ………. Non ricordo.”
Gabriele: “Che cavolo sei uscito dall’ospedale a fare.”
Loris: “E’ vero, perchè sei uscito? La tua moto è qui ed è al sicuro.”
Il motociclista: “Non volevo che fosse di peso.”
Pietro: “Ascolta, ora entra e parliamo, vediamo cosa fare, però tu non puoi andare in giro così. Non ricordi chi sei o da dove vieni, non puoi andare in giro così.”
Il motociclista: “Ok! Entriamo.”
Pietro e Loris accompagnarono il ragazzo al bar del Parco e lo fecero sistemare ad un tavolo.
Katya e Annalisa dal bancone.
Katya: “Eccolo eccolo il super bono.”
Annalisa: “Cosa?”
Katya: “Il figone di ieri, il motociclista, guarda è arrivato.”
Al tavolo ……………..
Loris: “Ti porto da bere qualche cosa?”
Il motociclista: “Un cappuccino.”
Pietro: “Bè sappiamo che ti piacciono le moto ed il cappuccino.”
Il motociclista si mise a ridere.
Arrivato il cappuccino, si mise a sorseggiarlo.
Loris: “Allora cerca di ricordare.”
Pietro: “Chi sei e da dove vieni?”
Il motociclista: “Non lo ricordo, mi dispiace.”
Loris: “Non ti diamo le chiavi della moto se non ricordi niente.”
Pietro: “Parlaci della moto. Dove l’hai acquistata? Da chi? Dove soprattutto?”
Il motociclista: “Non lo ricordo mi dispiace.”
Loris: “Non esci più dal parco se non ricordi niente e non ti diamo le chiavi della moto, ora è una responsabilità nostra.”
Pietro: “Chiamiamo l’ospedale.”
Il motociclista: “No, no, per piacere non voglio tornare in ospedale, non mi sento niente, ho solo una leggera amnesia.”
Loris: “Leggera?”
Pietro: “Ascolta, noi non siamo la Polizia o i Carabinieri, ti sei fatto di qualche sostanza e vuoi che passi l’effetto?”
Loris: “Ti hanno fatto esami del sangue in ospedale?”
Il motociclista: “Certo.”
Loris: “Avranno fatto anche l’antidroga?”
Pietro: “Non è detto, perchè lui non ha fatto del male a nessuno e comunque noi non lo possiamo scoprire. ”
Il motociclista: “Scusatemi per tutti i problemi che vi sto creando, ma non mandatemi in ospedale. Non voglio far del male a nessuno, non voglio creare problemi, prendo la mia moto e me ne vado.”
Loris: “Non se ne parla, non stai bene, non ricordi chi sei, non ti muovi di qua, o meglio, non esci da Isola Rizza, finchè non stai bene.”
Pietro: “Loris, hai un secondo, che vorrei parlarti?”
Loris: “Ci assentiamo un attimo, tu non scappare.”
Il motociclista: “Ok, vi aspetto.”
Pietro e Loris si allontanarono per parlare, recandosi in ufficio.
Katya ed Annalisa, mentre servivano i clienti lo osservavano da lontano.
In Ufficio.
Loris: “Cosa ti passa per la testa?”
Pietro: “No, cosa passa per la testa a me, ma cosa passa per la testa a te? Vedo distante un miglio che lo vuoi aiutare, ma dobbiamo avere in mano più notizie di quelle che abbiamo.”
Loris: “Come possiamo fare?”
Pietro: “Faccio un telefonata e speriamo che il mio amico sia disposto a fare uno strappo alle regole.”
Loris: “Non telefonare ai carabinieri, mi raccomando.”
Pietro: “No, abbi fiducia.”
Pietro prese in mano il telefono, e chiamò un amico che lavorava in ospedale.
Dopo avergli spiegato tutto per filo e per segno, specificando che c’era la volontà di aiutare questo motociclista, gli arrivò la conferma che dagli esami del sangue risultava che era positivo ad alcune sostanze di stupefacente, ma nulla di veramente preoccupante.
O meglio, era grave che avesse fatto uso di stupefacenti, ma non erano concentrazioni pericolose o che davano dipendenza.
Pietro: “E’ positivo agli stupefacenti, ma nulla di irreparabile.”
Loris: “Non possiamo lasciarlo andare via.”
Pietro: “Cosa proponi?”
Loris: “Lo ospito a casa mia e lo tengo sotto controllo.”
Pietro: “Come fai a tenerlo sotto controllo.”
Loris: “Lo porto qui al Parco e lo faccio mettere sotto un ombrellone, come un cliente.”
Pietro: “Mi va bene l’idea, però la chiave della moto la tengo io. Tu tieni l’uomo, io la moto, che per caso non faccia scherzi. …………….. La porto a casa mia la chiave della moto, tu non farti fuggire dove abito.”
Loris: “Hai paura?”
Pietro: “Diciamo che è meglio stare all’occhio.”
Mentre Loris e Pietro parlavano in ufficio, un forte boato, si udì dal locale caldaia.
Chi lo udì si mise in allarme, e corse a vedere cosa era successo.Il
Perfino Il Motociclista, era corso per vedere.
Quando comprese che si trattava del vano caldaie, che si trovava sotto gli edifici, corse dentro per prestare soccorso.
Marco e Lorenzo, addetti alla manutenzione in quel momento, corsero fuori feriti.
Pietro: “Marco, Lorenzo, come state? Cosa è successo?”
Marco: “Sono esplose delle valvole, non riuscivamo a fermare il problema, noi siamo scappati, ma abbiamo bisogno di soccorsi.”
Pietro: “Certo, li abbiamo chiamati, sdraiatevi qui, all’ombra. ……………. Chi c’è dentro ora che sta cercando di arginare il problema.”
Lorenzo: “Il Motociclista che abbiamo salvato.”
Pietro: “Il Motociclista?”
Lorenzo: “Il Motociclista, è arrivato, ci ha bagnati con acqua fresca e ci ha fatto uscire, chiedendo dove si trovavano gli attrezzi, ora è giù.”
Loris corso li, dopo aver chiamato i soccorsi?
Loris: “Ho capito bene? C’è il motociclista dentro?”
Pietro: “Si!”
Mentre parlavano, senza capire bene cosa fare si accorsero che gli impianti del Parco da subito si fermarono tutti insieme e poi ripresero a partire.
Tutti si guardarono attorno, cercando eventuali problemi, ma tutto sembrava tornato alla normalità.
Per sicurezza venne dato l’annuncio del terminato allarme e che tutto era stato ripristinato, ma senza capire bene cosa fosse successo.
Passarono 5 minuti interminabili in cui nessuno aveva coraggio di entrare nel vano motori, per capire, ma quando uscì il motociclista si trovò davanti un gruppo di persone veramente esterrefatte ed incredule.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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