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IN CANTINA NASCE L’AMORE 2° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
2° CAPITOLO
Gessica era una vera regina del vino, sapeva produrlo, ma sapeva coltivare le viti divinamente.
Sapeva smontare e rimontare un trattore, sapeva guidare ed usare ogni attrezzo agricolo.
Passò qualche giorno dopo gli eventi appena descritti, Gessica si trovava in mezzo ai filari di viti assieme ai suoi operai intenti nella vendemmia.
Veniva praticata ancora a mano, perchè la qualità dell’uva rimanesse intatta.
Aveva addosso una maglietta verde scuro con maniche corte, molto aderente.
Lo faceva apposta, perchè i dipendenti vedendola fossero più gasati nel lavorare.
Quando era molto sudata, i capezzoli si notavano dalla maglietta e ancor di più i ragazzi, non sentivano passare le ore di lavoro.
Gianni, uno dei suoi dipendenti la chiamò sul cellulare.
Gessica: “Pronta.”
Gianni: “Padrona mi scuso se la disturbo, ma volevo informarla che ci siamo accorti che nella casa qui vicino c’è del movimento.”
Gessica: “Del movimento? Ma il padrone è morto.”
Gianni: “C’è qualcuno, e questo qualcuno è uscito a piedi e sta girovagando per i terreni.”
Gessica: “Addirittura? Quel porco maiale ha venduto tutto e non sono stata informata.”
Gianni: “Oppure avrà avuto eredi.”
Gessica: “Eredi o no, quella casa era dei miei nonni, che avevano venduto a quel porco. Volevo comprarla io, ma voleva la mia passera, brutto stronzo.”
Gianni: “Mi dispiace padrona.”
Gessica: “Ti dispiace che non gli ho dato la passera o cosa?”
Gianni: “Mi dispiace che non l’abbia venduta a lei, senza passera.”
Gessica: “Ti assicuro Gianni, che gli avevo offerto dei buoni soldi, ma come ho detto voleva altro. ……. Ascoltate, siccome so che alla sera vi trovate in paese con altri, cercate di capire chi l’ha comprata, magari riesco a convincerlo a guardare da altre parti.”
Gianni: “Si padrona.”
Gessica: “Ascolta Gianni, smettila di chiamarmi padrona, la schiavitù è sparita da un botto.”
Gianni: “Lo faccio per rispetto.”
Gessica: “Ok! Va bene, proseguiamo a lavorare.”
Quasi tutti i terreni di sua proprietà si trovavano attorno alla casa, alla cantina, e alla casa dei nonni, ovviamente ben protetta da una recinzione.
Era normale pensare che la casa dovesse ritornare nelle mani di Gessica.
Trovandosi davanti alla casa di Gessica, a sinistra c’era un grande giardino che confinava con il giardino della casa dei nonni, quella ereditata da Marco, davanti alla casa di Gessica c’era giardino e cortile e poi a destra c’erano tutti i capannoni dell’azienda di Gessica.
Gessica aveva lavorato bene e si era accaparrata i terreni dei confinanti a suon di ottimi affari per entrambi.
Arrivata in cortile a ora di cena fece prima alcune telefonate, poi si mise a mangiare in giardino.
Verso le 23 Gianni chiamò al telefono e raccontò, che alcune persone avevano capito che si trattava di un signore proveniente da Mantova.
Un’amica di Gessica la chiamò, dopo le 23, era MIranda.
Gessica: “Ciao MIranda, per fortuna mi hai chiamato.”
Miranda: “Cosa c’è, sei arrabbiata?”
Gessica: “Si! Hanno venduto la casa dei miei nonni ad un signore di Mantova. Avrei voluto comprarla io.”
Miranda: “Ma ci abitano? Come fai a sapere queste cose.”
Gessica: “Ci sono delle persone, non so se ci vivono o cosa, ma mi sta sul cazzo questa cosa.”
Miranda: “Hai detto che vengono da Mantova?”
Gessica: “Si! Ma che cazzo vogliono da Mantova qua.”
Miranda: “Stai attenta, meglio un morto in casa che un mantovano davanti la porta.”
Gessica: “Addirittura?”
Miranda: “A Verona dicono così, però, non preoccuparti, tu va con gentilezza e magari porterai a casa l’affare. Sei o no la regina di Gambellara? Chi ti dice di no.”
Gessica: “Potevo farmela una scopata, anche un paio, pur di avere la casa.”
Miranda: “Sei una donna tutta d’un pezzo, non hai bisogno di scopate per ottenere le cose. Ma di qualcuno che ti prenda con forza, ti ami e di faccia sua, hai una vita da vivere.”
Gessica: “Grazie, grazie amica mia.”
Mentre parlavano arrivò un messaggio whattsapp.
Chiuse la chiamata e provò a leggerlo.
Il messaggio recitava: ”Mia dolce padrona, se hai bisogno sono a tua disposizione, tuo Fabio. Ho sentito dell’arrivo dei vicini, se ti vuoi rilassare sono qui.”
Lei gentilmente rispose: “Grazie, ma non serve.”
All’indomani, alle 9.30 si recò alla Cantina Sociale di Gambellara di cui era socia e amministratrice, per avere ulteriori informazioni, ma non riuscì ad averne di più di quelle che aveva avuto da Gianni.
Gianni era un uomo fidato, su di lui si poteva contare.
Marco, invece, la sera prima aveva osservato Gessica dalla recinzione, nascosto e riparato dalla siepe.
Non voleva fare il guardone, ma vedere solo dal vivo la splendida creatura che a tutti gli effetti era la sua nuova vicina.
Ne era rimasto estasiato.
Dal vivo era ancor più bella e fatale, e poi, poi, quei con quei capelli neri come la notte che passava dall’ufficio al campo a velocità vertiginosa, era una dea.
Anche seduta, ferma mentre mangiava ogni suo movimento era poesia.
Quella stessa mattina si trovava dentro lo Showroom della cantina per acquistare del vino e si era, appunto soffermato, davanti ai vini di Gessica.
Gessica, stessa entrò nel locale e si mise a parlare con una commessa.
Commessa: “Ha visto, signora quel figo?”
Gessica: “Quale?”
Commessa: “Quello, davanti ai suoi vini.”
Gessica: “Si! Lo vedo e cavoli che manzo di prima scelta.”
Commessa: “Sta studiando i suoi vini, come se li dovesse consumare con gli occhi.”
Gessica: “Sul serio? Allora vado a fare la padrona di casa, vediamo se ci so fare ancora come commessa.”
Commessa: “Forza signora lo stenda.”
Gessica: “Devo convincerlo che i miei vini sono migliori, non devo portarlo a letto.”
Commessa: “Però, se succedesse, io mi sentirei gelosa. Farei volentieri la puledrina di quel stallone.”
Gessica: “Per piacere, dai, non facciamo le pervertite alle 9.30 del mattino. Già ci pensano gli uomini.”
Ma come era vestita Gessica?
Per l’occorrenza si era messa un vestito a tuta, tutto completo con pantaloni e corpetto nero.
Il Corpetto era senza spalline, ed era così aderente da saper sorreggere il seno, con l’aiuto di un reggiseno senza spalline.
Il trucco era leggero e i capelli erano sciolti.
Le scarpe? Rigorosamente con un tacchetto 10 cm.
Avvicinato Marco, fu Gessica a rompere il ghiaccio, e quando se la trovò davanti lo suo stupore fu palpabile.
Gessica: “Mi scusi, ha bisogno di aiuto, posso essere io d’aiuto?”
Marco: “Scusi me, se con il mio fare l’ho disturbata. Sto scegliendo un vino per stasera.”
Gessica: “Cosa deve fare?”
Marco: “Cucino della carne ai ferri, una costata per l’esattezza.”
Gessica: “Una sola? Non ha compagnia?”
Marco: “No! Sono venuto da solo e sono solo, però non mi dispiace preparami del buon cibo e godermi la vita.”
Gessica: “Se posso consigliarla le propongo questo vino rosso frizzantino, che va bene come aperitivo che come pasto.”
Marco: “Ok! Mi fido.”
Gessica: “Altrimenti ho un buon prosecco.”
Marco: “Preferisco il rosso, mi ispira amore e passione, io sono uno scrittore oltre che agricoltore e penso che berrò questo rosso.”
Gessica: “Quante bottiglie ne prende?”
Marco: “Ne prendo una scatola, perchè, così ne avrò anche per i prossimi giorni e ogni volta che lo berrò penserò a lei.”
Gessica: “Non ci siamo presentati.”
Marco: “Sa cosa le dico? Io penso che molti uomini che si approcciano a lei, l’ho facciano per vari motivi. Io non voglio sapere il suo nome, ma voglio che sappia che un suo ammiratore, una persona che la considera una dea disegnata da Dio, la penserà ogni volta che berrà il suo vino.”
Gessica: “La ringrazio per le parole, infatti sono molti gli uomini che mi chiedono il nome, sottintendendo che vogliono sapere se sono disponibile.”
Marco: “Io penso che lei sia disponibile a chi la sa stupire. Ed io le sto facendo perdere del tempo.”
Gessica: “Assolutamente, è da molto tempo che non sento parole del genere uscire dalla bocca di un uomo.”
Marco: “Ok! Allora la lascio e mi dirigo verso la cassa dicendole che la sua bellezza lascia una scia eterea, sembra che l’età non scorra sulla sua pelle.”
Gessica: “Mi piacerebbe sapere cosa pensa del mio vino, dopo averlo bevuto.”
Marco: “Se mi piace, domani vengo a prenderne altre scatole, se la trovo qui glielo dico.”
Gessica: “Ma sia onesto però.”
Marco: “A lei non dirò mai bugie, i miei occhi, incrociando le sue labbra, danno ordine alle mie labbra di non dirle bugie, ma di essere forte davanti ad una donna che si dimostra con i movimenti e gli atteggiamenti, così forte.”
Gessica: “Mi ha lasciato senza parole. Se le interessa, domani mattina alle 9.30, sarò ancora qui.”
Marco: “Allora non mancherò.”
Marco si avvicinò alla cassa, mentre Gessica alla commessa di prima.
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1° LIBRO
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300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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