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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 2° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
2° PUNTATA
La Jeep ci porta vicino al Centro Direzionale, dove ad aspettarci ci sono Mosamed e Paolo.
Mosamed è il responsabile senegalese della missioni, è il diplomatico, il politico, finchè c’è Mosamed, nessuno di onesto e disonesto toccherà la missione e verrà considerata santa da tutti.
Ci sono le guardie armate che la sorvegliano, ma in realtà basta solo la presenta di Mosamed.
E’ colui, parlandoci in parole povere, che fa si e che certifica che siamo qui per non sfruttare nessuno.
Fa ridere che il governo senegalese, si preoccupi che qui nessuno sfrutti nessuno, vero? Però è così e grazie a questo non ci sono pallottole vaganti.
Paolo è il referente di Andrea, l’investitore.
E’ un uomo tutto fare, potrebbe da zero costruire una casa.
Sa tutto.
Risolve ogni problema materiale, sembra Mcgyver uscito dal film.
Con un badile riuscirebbe a trovare anche l’acqua per bere.
A me viene assegnato il compito di aiutare nella gestione del magazzino.
Io pensavo di finire in ospedale, o magari costruire un ospedale da campo.
Niente a me tocca il magazzino.
Neanche qua faccio il caposala.
Ho sempre sognato fare il caposala, mi sono detto, farò il caposala del nulla.
Niente, Paolo vuole che vada in magazzino.
La bella notizia arriva quando mi dicono che il mio unico capo e referente, è una donna, di qualche anno più giovane di me, il cui nome è Busterna Francesca.
Bè almeno quello.
Mi avevano detto che c’erano delle donne, speravo di lavorare a fianco di qualcuna.
Almeno questo desiderio è stato ascoltato.
Vado alla tenda che mi hanno assegnato e mi sistemo le mie cose.
Si condivide tutto, per fortuna non la tenda, quella no, e come è da sempre nelle mia indole appena posso comincio a sistemarla come più mi piace.
Chiedo solo se hanno della carta per scrivere, perché, dico che mi piace scrivere.
Mi rispondono che in magazzino troverò tutto quello che voglio.
Mi consegnano una ricetrasmittente, di quelle serie, potenti, mi insegnano alcune istruzioni per usarla e poi mi dicono di attendere.
Dopo una mezzoretta, la radio gracida, è la voce di una donna, è Francesca che mi chiede se sono in tenda e di aspettarla li.
Io mi sistemo velocemente e mi faccio trovare pronto.
Ad un certo punto vedo una ragazza avvicinarsi, capisco che è lei perché la chiamano per nome, ed io rimango folgorato.
Lei è musica bruciante, sotto pelle, vibrante, forza misteriosa, note su note, sono le sue curve.
E’ la forza della natura.
E’ la bellezza.
Se non sapessi che è italiana, direi che è stata creata da questa terra magica.
Ha degli occhi che se li scruti dicono tutto di lei, e raccontano la sua vita.
C’è un’anima pura dentro di se.
Che urla per uscire e vivere la vita da protagonista in questo casino
Io non devo essere un coglione, in questa mia esperienza.
Francesca: “Ciao Fernando, hai fatto buon viaggio?”
Fernando: “Si grazie, i ragazzi dell’associazione a Verona, ci avevano spiegato bene dove saremo venuti a finire quindi non posso dire di non essere preparato.”
Francesca: “Non avevo nessun dubbio, ci teniamo molto anche noi che venga spiegato bene tutto. Il brutto qui è che è tutto distrutto, il bello che si può solo migliorare, anche una giostrina nuova in più per i bambini è un grande risultato.”
Fernando: “Spero di non essere venuto a piantar giostrine.”
Francesca: “No assolutamente sei venuto come tutti noi per lasciare il segno.”
Fernando: “Vedo che di lavoro ne avete fatto tanto.”
Francesca: “Grazie a tutti i benefattori, qui ogni centesimo viene speso bene e non inutilmente.”
Fernando: “Lo vedo.”
Francesca: “Dai che ti faccio fare un giro della missione e poi per ultimo il magazzino dove lavorerai.”
Fernando: “C’è un magazzino solo?”
Francesca: “Si, da noi arriva tutto, lo sistemiamo per bene, lo cataloghiamo e lo smistiamo alle varie zone di costruzione.”
Fernando: “Facciamo anche gli ordini per la nuova roba.”
Francesca: “Si si.”
Fernando: “Collaboriamo anche con le ditte locali?”
Francesca: “E’ la prima cosa. Andrea per primo ci tiene. Vuole che spendiamo i soldi comprando il materiale qui sul posto, dall’Italia arriva quello che non è reperibile o di alta tecnologia. Pensa che Andrea, quando vuole comprare una cosa in Italia, prima la compra e poi fa sentire il venditore come una merda, perché capisce che è per una missione in Africa, così altrettanta la manda il venditore stesso.”
Fernando: “Tipo?”
Francesca: “Andrea una volta ha comprato 2 defibrillatori e due ventilatori da sala operatoria, poi la ditta quando ha capito la motivazione, ha mandato 10 monitor da tracciamento dei parametri vitali.”
Fernando: “Cavoli.”
Francesca: “Un’altra volta, Andrea, ha fatto arrivare dei letti operatori, da sala operatoria, usati, quando la ditta ha saputo per cosa erano ha mandato due conteiner completi per essere adattati a sala operatoria, per lavorare in super sicurezza.”
Fernando: “Cavoli.”
Francesca: “Come ti ho detto Andrea non scherza. Fa sentire delle merde i ricchi che per pulirsi la coscienza donano cose che mai avrebbero donato con una regolare carta bollata.”
Fernando: “Dai iniziamo il giro, sarai stanca e vorrai riposarti.”
Francesca: “Qui Fernando, vedrai che si dorme, quando si cade per terra dal sonno.”
Fernando: “Ascolta, mi porti a vedere il magazzino dove lavorerò?”
Francesca: “Certo andiamo.”
Ci incamminiamo verso la nostra destinazione, e per arrivarci passiamo in mezzo a tende e costruzioni di vario tipo.
Francesca: “Quella struttura lì, la chiamiamo il saloon, è il nostro centro ricreativo.”
Fernando: “Mangiate li?”
Francesca: “No, si mangia da un’altra parte, li ci andiamo dopo, per chiacchierare e parlare di tutto.”
Fernando: “Come è il rapporto con i capi?”
Francesca: “Vuoi dire con me?”, mettendosi a ridere.
Fernando: “No! Dai, come è il rapporto con chi dirige la missione.”
Francesca: “Non ci sono capi qua, c’è una blanda gerarchia dettata dall’esperienza e dal tempo che si è qua, ma in realtà, tutti sappiamo che siamo volontari e che alla prima possibilità uno può ritornare a casa.”
Fernando: “Io Francesca, non dico che sarò il migliore, ma ci voglio provare, voglio fare la mia parte.”
Francesca: “Guardati intorno Fernando e dimmi cosa vedi.”
Fernando: “Vedo tanta desolazione e tante persone da aiutare.”
Francesca si fermò, si girò verso di me guardandomi negli occhi e disse.
Francesca: “Bravo, sei sulla strada giusta. Se vuoi lasciare il segno, qui c’è tutto da ricostruire, anche una carezza è già tanto.”
Fernando: “Sai incantare Francesca, hai un’aurea bellissima.”
Francesca: “Bene, spero di riuscire a motivarti.”
Arrivati al magazzino, parlando del più e del meno, Francesca comincia a spiegarmi tutto quello che serve per accogliere la merce nuova e smistarla ai vari cantieri.
Si definiscono cantieri tutti i punti di lavoro.
E’ un cantiere la zona dove si costruisce una casa, o una scuola, come lo è la mensa, il saloon, i bagni, tutti i punti dove si lavora manualmente per mantenere operativa la missione è definito cantiere.
La parola cantiere, fa emergere nell’inconscio qualcosa che passa, che non resta, qualcosa che lascia il passo a cose più stabili e perpetue.
Tutto è definito cantiere, perché questa terra è dei senegalesi e deve ritornare ai senegalesi.
Francesca mi dice che ogni costruzione o più, avrà i nomi dei volontari che hanno partecipato alla missione di ricostruzione.
Mentre lei parla scopro che è poesia,
Accanto a lei, mi sento stupido ed inadeguato, imperfetto, e penso, quando resto solo in tenda prima di cena ai miei difetti, e ai suoi pregi che voglio di sicuro scoprire ed approfondire.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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