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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 4° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
4° PUNTATA
Ad un certo punto Francesca venne per chiamarmi.
Fernando: “Hai bisogno di me?”
Francesca: “No! Assolutamente, ti guardavo e mi compiacevo, sono contenta di vederli felici, effettivamente, facciamo tanti lavori e ci scordiamo che c’è bisogno anche di questo per loro.”
Fernando: “Oddio, io ho provato a metter su una partita e ne è venuta fuori questa.”
Francesca: “Tu stai vincendo?”
Fernando: “Diciamo che io come straniero non sono questo fuori classe come sono gli stranieri da noi.”
Francesca: “Vado da Mosamed e gli propongo una cosa.”
Fernando: “Cosa?”
Francesca: “Ti dico stasera.”
Fernando: “Ok!”
Francesca andò subito da Mosamed per parlargli.
Mosamed: “Francesca cosa c’è?”
Francesca: “Volevo parlarti di una cosa.”
Mosamed: “Vuoi già che ti cambi l’aiuto magazziniere?”
Francesca: “No assolutamente, Fernando non lo do via per nessuno.”
Mosamed: “Addirittura, ma hai sentito cosa hai detto? Non lo dai via per nessuno? Dio dei miei padri e dei profeti, tiriamo fuori le ceste che stanotte cadrà di nuovo la manna. Ma sei fuori?”
Francesca: “No non sto scherzando, volevo parlarti del fatto che si gioca poco qui alla comunità.”
Mosamed: “Si ho visto che Fernando stava giocando a pallone.”
Francesca: “Gli facciamo organizzare un torneo?”
Mosamed: “Qui della comunita?”
Francesca: “Certo. Chiudiamo tutti i lavori ad una certa ora e lasciamo che le varie squadre si possano allenare e poi una volta alla settimana, oppure due si giocano le partite come in un campionato.”
Mosamed: “Addirittura?”
Francesca: “Ti va?”
Mosamed: “Ok, per me va bene, se a Fernando interessa lascialo fare.”
Francesca: “Va bene, stasera lo riferisco.”
Mosamed: “Lascia che finiamo prima la strada che è importantissima e poi possiamo rilassarci un po’.”
Francesca: “Ok!”
Francesca, ritorna verso il magazzino, ma mentre passeggia, scorge che Fernando, sta ancora giocando con i ragazzi.
Si capiscono a fatica, Fernando non conosce bene le lingue, ma ci sa fare.
E’ felice, ha sempre il sorriso, sembra che ogni cosa che fa, la faccia con il cuore, la faccia senza sentire il peso di quello che fa.
E’ instancabile e quando è stanco sembra che te lo faccia capire per scherzo, perché poi riparte a mille.
Prosegue la camminata e arriva al magazzino, dopo un po’ arriva anche Fernando.
Fernando: “Ragazzi, sono demolito.”
Francesca: “Sul serio?”
Fernando: “Sono spaccato, è stata una partita impari, avevano tutti a favore: il tifo, il vento, il sole e il caldo. Io sono un europeo non posso giocare a queste temperature.”
Francesca: “Ma scusa non sei tu qui lo straniero? Dovresti essere una vera scheggia.”
Fernando: “A davanti a te non c’è una scheggia c’è una sòla, per fortuna che non hanno pagato niente loro per avermi.”
Francesca: “Ma scusa tu eri in una squadra formata da loro.”
Fernando: “Bè mi sa che hanno fatto la squadra dei brocchi e dei forti allora.”
Si misero tutti e due a ridere a crepapelle.
Francesca: “Ascolta, ho parlato con Mosamed, e gli ho chiesto se ti va di organizzare un torneo di calcio vero e proprio nella comunità.”
Fernando: “Se va a me?”
Francesca: “Certo lo organizzi tu e lo gestisci tu.”
Fernando: “Addirittura, mi vedi un buon organizzatore?”
Francesca: “Certo, ma più che altro vedo in te, qualcosa che non ho visto in nessuno.”
Fernando: “Tipo?”
Francesca: “La passione di essere qui, in mezzo a questa gente.”
Fernando: “Definisci meglio?”
Francesca: “Sembra che tu hai trovato te stesso veramente.”
Fernando: “Addirittura.”
Francesca: “Gli altri, o molti altri, vengono qui per puro lavoro, per loro è un lavoro, per te no.”
Fernando: “Per me è vita aiutare gli altri, questa gente. Ed io mi sto portando via molto da questo posto, mi sta dando molto, io sto bene.”
Francesca: “Cosa ti fa star così bene?”
Fernando: “Vuoi che te lo dica?”
Francesca: “Dimmi.”
Fernando: “Tu per prima cosa.”
Francesca: “Dai non fare così.”
Fernando: “Non ci sto provando Francesca.”
Francesca: “Cosa ……………. cosa pensi di me?”
Fernando: “Tu sei l’unica donna che mi fa essere me stesso, al di fuori del lavoro. Tu mi fai esprimere, tu mi lasci esprimere e mi dai fiducia.”
Francesca: “Qui fiducia la si da a tutti.”
Fernando: “Non come la dai tu, essere qui con te, vivere qui con te, è tutto naturale, questo non è lavoro è vita, non provo in nessun modo tensione, provo libertà.”
Francesca: “Ma anche nel tuo lavoro in Italia sarà stato così.”
Fernando: “Ma il rapporto tra un uomo e una donna nel lavoro, bene o male è sempre forzato dal fatto che occorre lavorare bene assieme, poi ci sono momenti in cui si è più affiatati e meno affiatati, ma è sempre una situazione particolare.”
Francesca: “Dici costruito?”
Fernando: “Si!”
Francesca: “Quello è vero.”
Fernando: “Ora vado in tenda.”
Francesca: “Ci vediamo per cena?”
Fernando: “Per me va bene, ma non vorrei essere troppo attaccato a te.”
Francesca: “Ti senti il mio cagnolino?”
Fernando: “No!”
Francesca: “Allora vuol dire che mi fa piacere averti vicino.”
Fernando: “Mi piace parlare con te.”
Francesca: “Allora stasera parliamo ancora.”
Fernando: “Ok.”
Francesca: “Non venire stanotte a lavorare ancora, perché ti devi riposare.”
Fernando: “Mangiamo, beviamo e poi riposiamo.”
Francesca: “Mangiamo, beviamo e poi riposiamo.”
La sera passa perfettamente, poi ce ne andiamo a riposare.
Io mi sdraio e comincio a pensare alla nostra partita a biliardo e al film “Il colore dei soldi” ormai mille volte.
La canzone “Werewolves of london” mi risuona nella testa, e l’immagini di tu che ti pieghi sul tavolo verde è pura bomba nel mio cervello..
Quella partita a biliardo, i tuoi sguardi, le tue parole le ricordo tutte.
Potrei scriverle tutte, ogni battuta, potrei scrivere il copione di un film.
Tu sei a dormire come me, ma io non riesco a prendere sonno, mi metterei a girare per la missione cercando tra le persone che passeggiano i tuoi occhi in ogni persona, le tue labbra le tue movenze.
Ti chiamo già amore.
Ma che dico, una semplice partita a bowling e già ti chiamo amore.
Assurdo, ma è così.
Per me, ti prenderei già l’anello.
Metto le cuffie e mi ascolto la mia compilation preferita “La vita è bella” di Spotify, scaricata gratuitamente.
Hey soul sister, risuona nell’aria, il giusto volume e via.
Mi immergo in un bellissimo sogno, dove apro le finestre ed il sole irradia tutto il mio appartamento.
E’ ora di una ventata nuova.
Tu hai donato sangue nuovo alle mie arterie è ora di far risplendere questo appartamento, come il mio cuore ed il mio spirito.
La polvere se ne va centimetro dopo centimetro dalla mia casa come i brutti ricordi, come i brutti momenti della vita.
Arrivi e scompaiono i ricordi di tutte le birre bevuto da solo.
Vado in panico per il calcare nel bagno, non so come toglierlo è duro, come sono duri questi momenti in cui un nuovo amore mette a dura prova i tuoi ritmi ed i tuoi impegni inutili presi solo per riempire la vita.
Segue la canzone Best Day Of My Life e se ne vanno anche i calendari discutibili appesi nella stanza della palestra, perché tu sei un sogno vero concreto più di ogni certezza sulla terra e non c’è niente che tenga davanti a te.
I muri cadono e i santuari tremano.
Ogni certezza è da discutere.
Ma una cosa la so, ovvero che a suon di partite a biliardo e come mi comporterò al magazzino, ti farò innamorare di te, ti costruirò un castello antisismico, in classe A e a consumo zero.
Sarai la mia regina e chiunque passerà di applaudirà perché hai imparato ad amare me.
Il mio sonno diventa più profondo e …………………………..
La luce del tramonto filtra la finestra,
il fresco che entra rinfresca la pelle!
La pelle accarezzata dalle nostre mani,
mentre il tuo vestito scende,
e la tua pelle abbronzata da quel tenero raggio di sole è baciata.
La guerra dove stiamo facendo volontariato, diventa momento d’estasi.
Sdraiata stai,
ed attendi le mie labbra.
Il fuoco si accende attorno a noi,
scoppiettante e dirompente,
le fiamme danno il ritmo,
fluttuano,
dando il tempo alla nostra passione.
Le lenzuola attorcigliate,
le pieghe a disegnar,
le tenere frasi d’amor,
che all’orecchio ti sussurro.
Lanciati tra le nuvole,
proseguo il mio sogno.
Ti amo già da morire Francesca.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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