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L’ITALIA CHE VORREI 6° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
6° CAPITOLO
A casa il nostro Presidente con la sua fidanzata preparò una buonissima insalata con tonno, olive e mozzarelline.
La conversazione prese varie strade, cercando di parlare il meno possibile del lavoro, cosa impossibile.
La temperatura in casa era calda in moda da poter rimanere poco vestiti.
Chiara però era veramente troppo poco vestita.
Finito di mangiare e sistemate le stoviglie, Fabio, vestito con un pigiama leggero, si sedette davanti alla Tv con la schiena appoggiata al divano.
Chiara, vi si sedette davanti appoggiandosi al torace di lui, che la abbracciava.
Lei si voltò, verso con un sorriso malizioso, lui la baciò.
Subito dopo lei si staccò, si sollevò e si scostò.
Si spogliò davanti a lui e cominciò a baciarlo.
Tra un bacio e l’altro i due dimenticarono i gravosi impegni giornalieri e trovarono un pò di vero relax.
4 Settembre 2027: inizi la giornata molto movimentata.
Fabio: “Giancarlo da oggi sei più operativo, non lavorerai più nell’ombra. ………. Tu Giancarlo mi seguirai nelle riunioni con i direttori dei vari ministeri e poi seguirai le mie direttive in mia assenza; tu Chiara devi lavorare per convocare a Roma, presso la Fiera tutti i Presidenti di Regione e i Sindaci d’Italia, per cominciare a lavorare alla formulazione della nuova costituzione italiana. Tu Mike, lavorerai per i funerali di stato. I Funerali li organizzeremo allo Stadio Olimpico, così ci sarà spazio per tutte le bare e sarà più semplice controllare tutti i presenti. Dovranno essere i funerali più blindati della storia dell’Italia.”
Chiara: “Ascolta, ma non è il caso di organizzarli in Vaticano?”
MIke: “No! Primo perchè non tutti erano credenti e religiosi e poi è un casino tenere sotto controllo tutti.”
Chiara: “Hanno fatto i funerali di papi in Vaticano!”
Fabio: “Ha ragione Mike, qui dobbiamo portare dentro più di 1000 bare, dobbiamo sorvegliarle per molto tempo, dobbiamo sorvegliare tutte le persone che affluiranno, è meglio uno stadio.”
Chiara: “Ok!”
MIke: “Quanti giorni pensi debbano passare ancora, prima dei funerali?”
Fabio: “Sentiamo i servizi segreti come sono messi con le ricerche e le indagini e poi si vede, nel frattempo comincia a preparare il tutto come se dovesse avvenire tutto velocemente.”
Chiara: “Le borse quando le riapri?”
Fabio: “Apriremo tutto, quando avremo fatto i funerali, sarà pronta a partire la nuova assemblea costituente e sarà pronto il mio BTP.”
Mike: “Ho sentito che il tuo BTP avrà il tuo nome.”
Fabio: “Speriamo di no. …….. Ascoltate, io e Mike, andiamo a trovare il deputato sopravvissuto.”
Chiara: “Ok! Noi ci mettiamo al lavoro.”
Pietro Angosia era uno degli agenti del Pool investigativo per la strage, stava facendo colazione al Bar, vicino a Palazzo Chigi, serenamente e tranquillamente.
Mentre stava finendo di sorseggiare il suo cappuccino un Signore sulla cinquantina, si avvicinò da dietro e senza farsi notare gli sussurrò all’orecchio: “Verifica la stanza 179 di Montecitorio!”, e poi corse via, uscendo dal locale.
Pietro era un’agente segreto, quindi preparato ed atletico, così gli corse dietro.
Il primo correva veloce, aumentando sempre di più la velocità.
Pietro correva, ma non riusciva a raggiungerlo.
Cavoli era preparato, per fortuna, non si mise a correre in mezzo alla gente, così Pietro estrasse la pistola e gli intimò di fermarsi, ma niente non si fermava.
Pietro sparò, un colpo per aria, spaventando alcune persone li attorno, ma lui non si fermò.
La direzione che aveva preso era verso il Tevere.
In quei giorni a causa di forti piogge cadute a monte, il livello dell’acqua era alta e quindi la corrente era sostenuta.
Arrivato nei pressi degli argini, l’uomo di tuffò dentro.
Pietro urlò di fermarsi, ma niente.
L’uomo entrò in acqua e si mise a nuotare seguendo la corrente che ovviamente lo portò via molto velocemente.
Incredibile, riusciva a rimanere a galla e a nuotare in mezzo al fiume impetuoso.
Avrebbe potuto chiamare rinforzi, ma uno così non lo avrebbero preso con tanta semplicità, così decise di andare a Palazzo Chigi e mettersi ad investigare su questa stanza.
Arrivato a Palazzo e riunitosi con gli altri due colleghi, parlò di quello che era successo e decisero di guardare i mappali di Montecitorio presenti a Palazzo Chigi.
Ne emerse che la stanza 179, assieme ad altri luoghi erano stati effettivamente presi di mira da un’opera di restauro alcuni mesi prima.
Stranamente solo alcune stanze erano state sistemate.
Nei documenti era descritta la ditta che aveva eseguito i lavori.
Ottimo, occorreva fare delle valutazioni.
Mentre succedeva questo, il Presidente Fabio con Mike si recò dal sopravvissuto.
Fabio si avvicinò e gli prese la mano.
Fabio: “Deputato Alfonsi, le sono vicino e sono molto felice che sia vivo.”
Enrico: “Sono solo io?”
Fabio: “Si! Non ci sono più superstiti. Ascolti, io e lei eravamo di partiti differenti, ma in questo momento non esistono divisioni, lavoreremo assieme.”
Enrico: “Lavoreremo assieme?”
Fabio: “Certo, tu rimettiti e poi verrai ad aiutarmi a Palazzo Chigi, abbiamo una repubblica da ricostruire.”
Enrico: “Una repubblica? Lei ci crede ancora?”
Fabio: “Si! Per me l’Italia è ancora viva. Ascolti, si ricorda qualche cosa?”
Enrico: “Mi ricordo solo che è venuto buio, e poi mi sono svegliato sotto le macerie.”
Fabio: “Hanno detto che non eri sommerso, ma abbastanza protetto. Sembra che per come si è rotto il soffitto, si fosse formata una cupola.”
Enrico: “Fortuna, sono stato fortunato.”
Fabio: “Si è vero e questa fortuna noi la sfrutteremo per ridare vita ad una nuova Repubblica.”
Enrico: “Per fortuna che c’è lei che ci crede.”
Fabio: “Ascolti, lei si riprenda e poi verrà ad aiutarmi a Palazzo Chigi.”
Enrico: “Grazie mille, Presidente.”
Fabio e Mike, dopo alcuni minuti salutarono il Deputato Enrico Alfonsi e ritornarono.
Arrivato a Palazzo Chigi, la sua attenzione fu attirata da Giancarlo.
Fabio: “Giancarlo tutto bene?”
Giancarlo: ”Presidente, ci sono problemi con i Direttori dei Ministeri.”
Fabio: “Che tipo di problemi?”
Giancarlo: “Hanno difficoltà a tagliare le spese di 1 miliardo a testa.”
Fabio: “Devono tagliare le spese che non intaccano direttamente i servizi ai cittadini. Il più sono spese di investimenti.”
Giancarlo: “Poi hanno problemi a trovare le risorse per aumentare gli stipendi pubblici di 500 euro netti e le pensioni minime a 1000 euro.”
Fabio: “Posso chiederti una cosa?”
Giancarlo: “Mi dica, Presidente.”
Fabio: “Pensi che queste due misure servano? Io, lo capisco che serve trovare molti soldi, ma c’è una cosa che serve in questo stato. Ovvero: dire a voce alta che il dipendente pubblico e ciò che rappresenta è importante; e che chi va in pensione con la pensione minima deve avere i soldi per vivere. Poi si decidono le regole. Ovvero come deve lavorare un dipendente pubblico per essere eccellente e chi deve prendere la pensione minima. Hanno difficoltà a trovare 1 miliardo a testa? Ti ricordo che sono morti più di mille funzionari pubblici, ovvero più di mille stipendi da favola in meno e più di non so quante pensioni d’oro in meno. Quando è esploso Montecitorio si stava scrivendo una nuova storia dell’Italia, bisogna proseguire su quella direzione.”
Giancarlo: “Ok! Ho capito Presidente. Mi da un altro giorno, per parlare con i Direttori?”
Fabio: “Non c’è nessun problema, domani richiamali, altrimenti ci penso io.”
Giancarlo: “Grazie Presidente.”
Fabio: “Non c’è di che.”
IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO.
Nessuna!
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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