mercoledì 15 luglio 2026

ABBRACCI AL RIO NERO 8° CAPITOLO

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ABBRACCI AL RIO NERO 8° CAPITOLO 

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

8° PUNTATA

Gabriella: “Hai sentito che storia?”

Simonetta: ”Ha dell’incredibile. Ma possibile che nessuno lo cerchi?”

Gabriella: “Potevano andare dai carabinieri a dirlo.”

Simonetta: ”Ma se ci fossero dei problemi sotto?”

Gabriella: “Sai se lui fa solo finta ed è uno dei servizi segreti sotto copertura?”

Simonetta: ”Quanto viaggi con la testa.”

Gabriella: “A me la sensazione di libertà mi sta dando alla testa di brutto. Mi sembra strano di non avere più la fede nuziale al dito. Mi sento libera.”

Simonetta: ”Si! Guarda che non portare la fede, non vuol dire essere disoccupata, stai attenta a non passare per la troia di turno.”

Gabriella: “Pensi che potrebbe controllarmi?”

Simonetta: ”Se ha reagito come ha reagito ieri e se ha dei pensieri su di te, potrebbe controllarti e cercare motivi lui per per buttarti fuori casa.”

Gabriella: “Cazzo se mi butta fuori casa faccio una festa modello Pro Loco.”

Simonetta: ”Non si scherza con queste cose. Il coglione è lui ed è lui che ti ha maltrattata ma non dargli il coltello dalla parte del manico, si furba.”

Gabriella: “Cosa dovrei fare?”

Simonetta: ”Lo devi affrontare e deve essere lui ad andarsene di casa.”

Gabriella: “La casa è di proprietà di tutti e due.”

Simonetta: ”Allora giocati la carta più semplice.”

Gabriella: “Ovvero?”

Simonetta: ”Vai a casa, vengo anche io con te, raduni tutte le tue robe e te ne vai, poi chiamerai un avvocato per sistemare la casa.”

Gabriella: “Ok accetto i tuoi consigli. …………….. Vado a vedere se trovo apollo.”

Simonetta: ”Ti sei appena tolta il vestito, ci vai in due pezzi?”

Gabriella: “Siamo in un Parco Acquatico, non in una Chiesa.”

Gabriella, aveva usato bene le creme anti age, anti rughe, anti smagliature, rassodanti, per la notte, per il giorno e riposanti. 

Aveva bevuto ettolitri di tisane drenanti, purificanti, disintossicanti, rinfrescanti.

Tutto aveva fatto il giusto effetto su di lei, così che i suoi cinquant’anni con un bikini color argento, la pelle abbronzata e la quarta di seno, faceva attirare su di se, anche gli sguardi dei ventenni.

Arrivata al reparto macchine, aprì la porta.

In silenzio, tra i rumori dei macchinari, riconobbe che c’era qualcuno dentro, così, contravvenendo a ciò che aveva detto Katya entrò.

A passo lento si avvicinò ad Apollo, che le dava le spalle, perchè intento a regolare la pressione di una valvola.

Come tutti gli uomini, anche lui per un piccolo lavoro che sembrava semplice doveva condirlo con qualche imprecazione per farlo sembrare più complesso, anche se si trovava di per sè da solo.

Fatto, si alzò in piedi, e sentì un rumore dietro di lui, si voltò e Gabriella, fulminea come un ninja lo abbracciò e lo baciò, schiacciandogli subito la lingua in bocca.

Secondi che sembravano un’eternità per tutti e due.

Quando si staccarono, rimanendo abbracciati, Apollo, voleva dirle qualcosa e rimproverarla del fatto che si trovava li, ma come si fa?

Ti trovi tra le braccia una donna qualche centimetro più bassa di te, mezza nuda, che ti sta spremendo i suoi seni sul tuo torace, come fai a rimproverarla?

Gabriella ancora lo baciò.

Poi ………………….

Apollo: “Gabriella ho meno di trent’anni.”

Gabriella: “Vuoi presentarmi alla tua mammina prima di togliermi il reggiseno?”

Apollo: “Perchè?”

Gabriella: “Perchè voglio ringraziarti come si deve, perchè mi hai ridato la libertà.”

Apollo: “Ti senti libera facendo così?”

Gabriella: “Lo faccio per sentirmi bene, lo faccio con chi mi ha fatto sentire bene.”

Apollo la osservò, e allentando l’abbraccio, notò quanto era bella e provocante pur l’età.

Lei con le mani si slacciò il reggiseno dietro e sopra, lasciandolo cadere e poi riabbracciò Apollo per baciarlo.

Lui allora le sciolse i lacci degli slippini, facendoli cadere e la prese in braccio stendendola poi a terra.

Per tutti e due, per fortuna, Apollo non diede il meglio di se.

Sarà stato il caldo, l’improvvisazione, la paura che entrasse qualcun altro, Apollo ridusse al minimo la tempistica, rendendo la situazione a livello qualitativo molto easy, basilare, potremmo dire sociale.

A fine di tutto. 

Apollo: “Gabriella, devi uscire per piacere, altrimenti sono nei casini.”

Gabriella: “Grazie Apollo, grazie per tutto.”

Apollo: “Sei qui tutto il pomeriggio?”

Gabriella: “Certo, sono con un’amica, se vuoi te la presento.”

Apollo: “Ok! Più tardi ci si vede.”

Apollo aveva con sè un pennarello nero indelebile che usav per scrivere gli appunti sui tubi dell’impianto, Gabriella lo prese e scrisse su un tubo bello grosso, il suo numero di cellulare.

Gabriella: “Ho sentito che hai perso la memoria, ma ho sentito anche che funziona tutto bene, se hai voglia di essere ancora ringraziato questo è il mio numero.”

Apollo: “Gabriella ho meno di trent’anni.”

Gabriella: “Bene, presentami alla tua mammina, allora, saprò essere mansueta e la farò stare tranquilla.”

Apollo la vide andarsene e si mise a ridere a crepapelle, tanto che si dovette inginocchiare e appoggiare al muro per non perdere l’equilibrio. 

Dopo 5 minuti, uscì dalla sala motori e si diresse verso il bar.

Camminando a passo veloce, incontrò Katya.

Katya: “Ciao Apollo, guarda che c’è la Signora Gabriella in zona, ti cercava.”

Apollo: “Si, l’ho incontrata, mi ha ringraziato per averla aiutata.”

Katya: “Bene, dai.”

Apollo: “Sto andando al bar a bere una cosa fresca.”

Katya: “Loris ti cercava, è al chiosco.”

Apollo: “Vado da lui, allora.”

Fatti un paio di passi Katya lo richiamò.

Katya: “Apollo, scusami.”

Apollo: “Dimmi tutto.”

Katya: “Non ci stai prendendo in giro vero?”

Apollo: “Perchè me lo chiedi?”

Katya: “Perchè sei fantastico, non dici di no, sei pronto per noi, fai tutto, ti sei buttato a difendere quella donna, non ci stai prendendo in giro.”

Apollo: “Ti assicuro che se penso al mio passato ho un buco nero in testa. Per me esiste solo quello che sto vedendo e provando qui.”

Katya: “Cosa ti è successo di così tanto traumatico.”

Apollo: “Non lo so.”

Katya: “Entriamo in infermeria un attimo.”

Apollo: “Perchè?”

Katya prese per un braccio Apollo e lo trascinò in infermeria, dove, dopo aver chiuso la porta, lo abbracciò e lo baciò.

Le strinse le braccia al collo sollevandosi un pò e si attaccò alla sua bocca con una forza che la lingua non trovò ostacoli per entrare.

In automatico, lei chiuse gli occhi, Apollo, invece non ci riuscì perchè aveva paura che qualcuno potesse entrare.

Katya non si staccava, così lui con le mani scese dalla schiena al sedere spingendola in alto, per aiutarla a sostenersi con le braccia.

Katya in automatico, sollevò le gambe e le strinse attorno ai fianchi di lui, come se volesse comunicare che era pronta a tutto.

Apollo con forza si staccò da lei.

Apollo: “No, no, no, no, Katya, fermati. Non possiamo qui. Se Pietro ci vede ci annega tutti e due davanti ai bagnanti.”

Katya: “Scusami non volevo fare casini.”

Apollo: “Non volevi, ma eravamo sulla strada giusta. ……… Non sei solo tu ad aver sbagliato, anche io ho sbagliato.”

Katya: “E’ meglio che proseguiamo per i nostri lavori. ……….. Comunque permettimi una battuta, ma anche se per alcuni momenti ti ho visto preso, non c’è nessuna reazione nel tuo corpo.”

Sottolineando il fatto che il pacco di Apollo era rimasto a riposo.

Apollo: “Sai com’è, l’ansia da prestazione. E’ da tanto che non lo faccio, poi questo posto, in cui potrebbe entrare qualcuno, avevo il cervello da un’altra parte. ”

Katya: “Ok! Ci sono però Apollo, per te ci sono.”

Apollo: “Grazie! ……… Esci tu per prima, che poi esco io.”

Katya: “Ok!”

Katya, uscì per prima, mentre Apollo, ancora all’interno dell’infermeria, si appoggiò al lettino con il sedere e si mise a ridere.

Due donne nello stesso giorno e a distanza di pochissimi minuti, incredibile.

Se li avessero visti, che casini ne sarebbero nati?

Uscì dall’infermeria anche lui.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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