>>> CARISSIMI AMICI, STO CERCANDO BAR E LOCALI, DISPONIBILI AD AIUTARMI A PUBBLICIZZARE I MIEI LIBRI ED IL MIO BLOG. Io non riesco ad investire denaro, ma in realtà non serve molto per allestire una serata. IN CAMBIO RICEVERA’ PUBBLICITA’ SUI MIEI CANALI.
>>> CHI HA UN’ATTIVITA’ PROPRIA, ACQUISTANDO UN MIO LIBRO SU AMAZON ACQUISTA SPAZIO PUBBLICITARIO! SCRIVETEMI SU MESSENGER!
>>> IL BLOG CONSIGLIA’:
Dall'Arca Simone, trasformo i tuoi sogni in colori. Pittura esterna ed interna, rasatura muretti, verniciatura ringhiere e cancelli. Copro la zona da Verona a Legnago. Il mio recapito whasapp e 3505698004 sopralluogo e preventivo sono gratuiti. RIPETO E' GRATIS PARLRE DI REALIZZARE IL TUO SOGNO. Chiamate il 3505698004.
—-------
Bar “ROMA” - 045 7135995
Isola Rizza - Via Roma, 33
-------
Idraulici “AMBROSI FRATELLI” - 349 4641208
Oppeano - Via Quaiotto, 23
-------
Bar Trattoria “AL CAMPO” - 3204043648
Oppeano - P.zza Domenico Marcolongo, 1
-------
Autosalone “FERRARI AUTO” - 0442 685031
Roverchiara - Via Cappafredda, 3/B
-------
Bar Trattoria “SAPORI DI CASA” - 3463709474
Isola Rizza - Via Del Commercio
-------
ABBRACCI AL RIO NERO 9° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
9° PUNTATA
Un passo dopo l’altro
Apollo, uscì di mattina presto dalla casa di Gabriella, per ritornare a casa di Loris e prepararsi per il lavoro.
Gabriella aprì gli occhi, ritrovandosi nuda nel letto coniugale.
Lei era distesa sul lato sinistro del letto, guardando dalla pediera e con la mano si mise a lisciare e accarezzare il lato destro, dove aveva dormito Apollo.
Un passo dopo l’altro si recò al Chiosco, dove trovò Mirko e Loris.
Mirko: “Apollo, ti va una birra?”
Apollo: “Dopo essere stato nel reparto caldaia, direi anche si, dopo però, mi sparo una bevanda mineralizzata, ho sudato di brutto.”
Loris: “Sei bravo là dentro, ti i seccherà, anche l’uccello.”
Apollo si mise a ridere, pensando a quello che era successo e al fatto che se le sue palle erano secche, in questo momento, non era di certo colpa, del caldo delle caldaie.
Apollo: “Bè, ti assicuro che non c’è tutto questo caldo che sembra, però, se si potessero installare dei climatizzatori, da accendere nel momento del bisogno, servirebbero per sicurezza. Inoltre ci sono dei componenti che anche se lavorano con l’acqua calda, non apprezzano il caldo circostante, ambientale.”
Loris: “Hai ragione, ma con il problema societario che incombe su questo parco, mi sa che ci dobbiamo accontentare dei ventilatori, acquistati dai cinesi.”
Apollo: “Sarebbe bello installare anche un bel impianto a energia solare, sul tetto della della palazzina principale e sul parcheggio, così per diminuire le spese di energia elettrica e per sostituire dei componenti che ora usano il gas e che poi potrebbero andare a energia elettrica.”
Mirko: “Ma abbiamo ancora impianti a gas?”
Loris: “Si! Ma mi sa che ci tocca tenerceli per un bel pò.”
Mirko: “C’è il rischio che ci licenziano?”
Loris: “No, licenziare persone no, perchè siamo in pochi e facciamo risparmiare la direzione con il numero che siamo, ma non possiamo sperare per ora in investimenti migliorativi.”
Mirko: “Pensiamo a cose migliori. Tu Apollo, non ricordi niente?”
Apollo: “No, ho memoria solo da dopo l’incidente e per il mio lavoro.”
Mirko: “MI spiace da morire.”
Loris, per sdrammatizzare: “Bè, vediamola da questo verso, ti piace quello che ti ricordi Apollo?”
Apollo: “Tutti i ricordi, che sono legati a voie a questo posto, mi piacciono. …………… Ragazzi, vado a lavorare anche io, ci vediamo dopo.”
Mirko: “Apollo, prendi un Gatorade.”, prendendo una bottiglietta e lanciandola verso Apollo.
Dopo che Apollo si allontanò ………………….
Mirko: “Perchè qualcosa mi dice che tu non vuoi che lui ricordi?”
Loris: “Non è che non voglio che lui ricordi il suo passato, ma non vorrei che ricordasse cose che è bene che siano dimenticate.”
Mirko: “Si! Ma in questo momento, stiamo facendo in modo che rimanga riparato, come se Isola Rizza fosse una bolla da cui non deve uscire, ma non possiamo tenerlo sempre in gabbia. E’ possibile che incontri persone che lo conoscono.”
Loris: “E se queste persone non dovrebbe incontrarle?”
Mirko: “Comincio a chiamarti Papà come soprannome.”
Loris: “Non scherzare, ci tengo a lui come ci teniamo tutti, proteggendolo, cerchiamo solo di non farlo sbattere contro un muro.”
Mirko: “Io qui dal bar, vedo molti movimenti tra le persone e posso affermare che la Signora Gabriella se potesse lo proteggerebbe tenendoselo tra le gambe.”
Si misero a ridere tutti e due a crepapelle.
Loris: “Ci puoi scommettere, quella non si fa scappare nessun bel maschione e il nostro Apollo è nel suo mirino. Mi interessa di più che le ragazze del Parco, non facciano le stupidine, perchè non vorrei che si rovinasse un rapporto costruito negli anni tra di noi.”
Mirko: “Parlane con Pietro, lui saprà usare le parole giuste.”
Loris: “Pietro saprà usare le parole giuste?”
Mirko: “Pietro saprà usare le parole giuste? Diretto come è lui?”
Loris: “Appunto diretto come è lui, saprà usare le parole giuste.”
Ricominciarono a ridere tutti e due.
La giornata proseguì e arrivò il momento che tutti gli ospiti cominciarono ad uscire dal Parco per recarsi a casa propria.
Una volta uscita Gabriella, accompagnata da Apollo per scambiare le ultime parole, sentirono una voce forte provenire da una decina di metri di distanza.
Arturo: “Brutta puttana, ha finito di fare la sgualdrina in giro per la bassa.”
Poi rivolgendo una pistola verso Gabriella la puntò, pronto per sparare.
Apollo con un gesto fulmineo si gettò su di lui di peso, facendolo cadere, ma un colpo di pistola partì lo stesso.
Apollo, trovandosi sopra Arturo, cercò di bloccarlo e disarmarlo.
Nel frattempo arrivarono gli altri a soccorrere Gabriella che era stata gettata a terra da Apollo per proteggerla, aiutare Apollo nel bloccare Arturo e chiamare le forze dell’ordine.
Gabriella se la cavò con alcuni graffi provocati dalla caduta, mentre Apollo presentava una ferita di striscio alla spalla destra, ma niente di grave.
Gabriella corse verso Apollo per verificare il suo stato.
Gabriella: “Apollo come stai?”
Apollo: “E’ solo una piccola ferita, non preoccuparti Gabriella, ora me la faccio curare qui in infermeria.”
Gabriella: “No! Devi andare al Pronto Soccorso.”
Apollo: “Assolutamente no, abbiamo dei cerottini, gli Steril Strip, che sostituiscono, i punti di sutura. Mi metto quelli, del ghiaccio e sono come nuovo.”
Gabriella: “O mamma, mi hai salvato quel porco mi voleva uccidere.”
Apollo: “Devi andare a fare denuncia dai Carabinieri, vai che ti aspettano.”
Gabriella lo abbracciò stretto e gli sussurò all’orecchio: “Questa sera vieni a casa che ti voglio ringraziare ancora.”
Apollo: “Sei sicura? C’è un pò di differenza di età.”
Gabriella: “Te la faccio ritornare io la memoria.”
Apollo: “Dai vai dai carabinieri.”
Gabriella lo baciò davanti a tutti e poi si recò dagli agenti, una ventina di metri più lontano.
Agente: “Signora buongiorno, ci serve una sua dichiarazione.”
Gabriella: “Non c’è molto da dire. Confermo che quel porco di nome Arturo Faben, è mio marito. Che Dio lo porti alla sua destra in fretta. Stiamo divorziando, perchè ho subito maltrattamenti e percosse domestiche.”
Agente: “Ha mai fatto denuncia?”
Gabriella: “No, mi so difendere da sola. Le assicuro che se avessi avuto la forza di prendere in mano un’arma non avrei sbagliato la mira io nel sparare.”
Agente: “Se lo aspettava il gesto di oggi?”
Gabriella: “No a dire il vero.”
Agente: “Ha porto d’armi suo marito?”
Gabriella: “Il mio ex? No fino a qualche giorno fa.”
Agente: “Noi dobbiamo ancora verificare, per lei non ha il porto d’armi?”
Gabriella: “No per me non ce l’ha.”
Agente: “Si rivolgerà ad un avvocato?”
Gabriella: “Penso che dopo oggi comincerò un’azione legale vera che porti al divorzio il prima possibile e per quanto riguarda quello che è successo oggi, spero che la legge faccia il suo corso.”
Agente: “Le assicuro che se lei non lo salva, la legge non lo salverà da niente.”
Gabriella: “Ottimo.”
Gabriella firmò la deposizione, descrivendo tutto minuziosamente e poi si congedò dgli agenti che portarono Arturo in caserma.
Poi, ringraziò tutto lo staff del Rio Nero per averla assistita nuovamente e si recò da Apollo per verifcare le sue condizioni.
Una volta accertato che tutto proseguiva bene se ne tornò verso casa.
Dopo un paio di ore le venne confermato dai Carabinieri che il marito era in stato di fermo e veniva trattenuto in carcere.
Lei a questo punto da casa della sua amica si recò a casa propria, quella coniugale per prenderne possesso.
Verso le 22 il campanello della porta di casa di Gabriella suonò.
Lei si recò ad aprire, sicura che non fosse suo marito, ma sicura che fosse la sua amica, invece ……………
Gabriella: “Apollo, che fai qua?”, scuotendo la testa, per far si che i capelli si mettessero un po ' a posto.
Apollo: “Sono venuto a vedere se ti va di ringranziarmi ancora.”
Gabriella deglutì, perchè le piaceva Apollo, era più giovane di lei, ma non si aspettava una tale intraprendenza, si trovò un pò spiazzata.
Gabriella: “Entra!”, disse con fare molto enigmatico, e chiudendo la porta dietro Apollo molto lentamente.
Gabriella: “Non devi presentarmi a tua mamma?”, disse per cercare di capire se Apollo, sentendosi così attaccato, avrebbe fatto un passo indietro.
Oddio, avete ragione, al Parco Acquatico era stata Gabriella a fare il primo passo, ma li ci trovavamo in una situazione un pò particolare, simile a un mordi e fuggi, prendi e scappa, ma ora era li a casa sua, tutto quello che sarebbe successo meritava quattro parole in più.
Le bocche si sarebbero dovute riempire con qualcosa di più costruttivo, non come durante il pomeriggio appena trascorso.
Apollo: “Non ho più una mamma.”
Queste parole suonarono nella testa di Gabriella, come un’esplosione di 3 missili terra terra lanciati tra due stati avversari.
Non aveva una mamma?
Allora si ricordava qualcosa.
Aveva voglia di indagare, ma Apollo la prese dal bicipite sinistro, la avvicinò a se con delicatezza e la baciò.
La baciò molto intensamente, la sua lingua entrò nella bocca di lei e e la esplorò completamente.
Un momento in cui si staccarono ………….
Gabriella: “Sono più vecchia di te.”
Ma lui riprese a baciarla, e aprire la cerniera del vestito che correva lungo la schiena di lei.
Arrivato all’inizio del solco intergluteo, dove la cerniera terminava, lui le inserì una mano dentro, tra il vestito e gli slip.
Lei lo abbracciò cingendogli le braccia al collo e lo lasciò fare.
Tra un bacio in bocca e sul collo, dove lui si attaccava come se fosse un vampiro.
Le fece scendere il vestito, scoprendo che sotto non aveva il reggiseno, ma solo gli slip.
Complimenti a madre natura, pensò lui, perchè il seno sembrava sostenuto da un reggiseno, mentre riusciva a vincere la forza di gravità e l’età.
Gabriella: “Penso che non ti vada ora di conoscermi un pò più approfonditamente. Tipo colore che mi piace, piatto, fiore? ………………………… La collezione delle mie farfalle?”
A queste parole Gabriella tirò un sospiro, quando Apollo con la mano destra senza trovare impedimento si intrufolò tra le sue gambe.
Gabriella: “In piediiiiiiiiiiiiiii!”, sospirando ………………………..
Apollo: “Dove è il letto più vicino?”
Gabriella: “Se mi togli la mano tra le gambe te lo dico.”
Apollo la prese in braccio e seguì le indicazioni di Gabriella come quelle di Google map.”
Gabriella venne distesa con delicatezza sul letto, poi Apollo le tolse gli slip e si mise ad accarezzarla tra le gambe con le dita, mentre ricominciava a baciarla.
Gabriella: “Non serve.”
Apollo: “Non serve cosa.”
Gabriella: “Sono già carica per natura vista l’età, non serve che usi le dita, passa pure alla fase successiva.”
Tutti e due si misero a ridere, e cominciarono una dolcissima danza d’amore.
avuto futuro, per la differenza di età e per tutto quello che l’aspettava lei durante la sentenza di divorzio.
Una giusta ricompensa per tutto quello che aveva sopportato nella vita con suo marito.
Aveva rischiato di morire o essere gravemente ferita il pomeriggio prima.
Era il caso di pensare al lato bello, in poco più di 15 ore si era fatta 2 scopate con un maschio giovane e all’altezza.
Incredibile come la vita poteva girare.
Oddio, un pensiero le esplose in testa.
Apollo non aveva una mamma.
Si alzò velocemente dal letto e tutta nuda, raggiunse il cellulare.
Apollo a quest’ora non era ancora arrivato al Parco, ma di sicuro qualcuno c’era.
Compose velocemente il numero di telefono del Parco ed attese.
Quando risposero chiese che le venisse passato o Pietro o Loris, e le venne risposto che presente c’era il Direttore in persona, ovvero Pietro.
Pietro, prese la telefonata dal suo ufficio.
Pietro: “Pronto, Signora Gabriella? Sono Pietro mi dica?”
Gabriella: “Non ha una mamma.”
Pietro: “Chi?”
Gabriella: “Apollo, non ha una mamma.”
Pietro: “Come fa a saperlo?”
Gabriella: “Me lo ha detto lui ieri sera.”
Pietro: “Vi siete visti?”
Gabriella: “Ci siamo visti e ha dormito da me questa notte.”
Pietro: “Ok, non mi interessa cosa avete fatto, le ha detto che non ha una mamma.”
Gabriella: “Io scherzavo sulla differenza di età che abbiamo, e lui mi ha detto che non ha una mamma e me lo ha ripetuto più volte.”
Pietro: “Potrebbe essere che scherzava anche lui parlando con lei?”
Gabriella: “Lo diceva molto seriamente.”
Pietro: “Ok grazie, proveremo ad usare questa notizia per farlo parlare.”
Gabriella: “Si dai, ci tengo, che stia bene, e si riprenda.”
Pietro: “Lo speriamo tutti, però, c’è da dire che sarebbe meglio che proseguisse lei, perchè se si è confidato con lei, magari a fiducia in lei.”
Gabriella: “Chiamiamola fiducia.”
Pietro: “Chiamiamola come vuole lei.”
Gabriella: “Ok! Ci sentiamo.”
Pietro: “Buona giornata Signora Gabriella.”
La telefonata si chiuse così, Pietro mandò un messaggio a Loris per informarlo che si dovevano parlare.
Gabriella, ancora completamente nuda, decise che era ora di vestirsi e recarsi al lavoro.
Era una segretaria in uno studio di commercialisti, dove arrivò assieme alla sua amica e collega Marta.
Una volta sistemati i loro effetti personali negli armadietti a loro assegnati, si misero a scambiare quattro parole distensive.
Marta: “Allora cosa è successo ieri pomeriggio, raccontami bene?”
Gabriella: “Ieri pomeriggio ne sono successe tante di cose, da riempire un giornale.”
Marta: “Racconta, racconta!”, disse l’amica mollando tutto ciò che stava facendo per ascoltarla.
Gabriella: “Ieri sono andata al Parco Acquatico di Isola Rizza, e ho cercato Apollo per ringraziarlo.”
Marta: “Il ragazzo che ti ha salvato da tuo marito?”
Gabriella: “Certo lui. E’ un figo da paura lo vedessi, è irresistibile.”
Marta: “E allora?”
Gabriella: “Dopo aver chiesto ho intuito che si trovava dentro una stanza dedicata ai macchinari dell’impianto, così quatta quatta ci sono entrata e l’ho trovato.”
Marta: “Cosa hai fatto?”
Gabriella: “Me l’ho scopata.”
Marta esplose.
Marta: “Te lo sei scopata? Ma è più giovane di te?”
Gabriella: “Ma è un figo incredibile.”
Marta: “In che modo?”
Gabriella: “In che posizione?”
Marta: “Si!”
Gabriella: “Prima mi ha spogliata, oddio avevo due indumenti, poi mi ha preso in braccio e mi ha postata al muro e mi ha presa e fatto sua. Poi per terra, lui sotto ed io sopra.”
Marta: “Una cosa incredibile.”
Gabriella: “Incredibile si.”
Marta: “Che ringraziamento che gli hai dato.”
Gabriella: “Si, ma mi ha salvata.”
Marta: “Ma io ho sentito dell’altro.”
Gabriella: “Si si! Quando sono uscita dal parco, mio marito era venuto per spararmi, voleva farmi fuori e ancora una volta Apollo, mi ha salvata.”
Marta: “Ancora lui? Cazzo, dopo avergliela data era il minimo però. Se lo sa Giampietro, dopo tutti i lavori che ti fa, che a questo l’hai data non ti guarda più in faccia.”
Gabriella: “Si ma ti assicuro che Apollo è super.”
Marta: “Allora allora cosa è successo dopo?”
Gabriella: “Subito dopo niente, ma alla sera, Apollo è venuto a trovarmi e abbiamo scopato ancora.”
Marta: “Ancora? Ma ti stai lasciando con tuo marito, stai facendo un casino apocalittico. Rischi di passare dalla parte del torto tu.”
Gabriella: “Non me ne frega un cazzo, mi ha rotto i coglioni mio marito, ha cercato di uccidermi, sono fuori di testa.”
Marta: “Mamma mia cosa mi combini amica mia.”
Gabriella: “Pensa, Apollo dice di non avere memoria.”
Marta: “Ma è quello che ha fatto l’incidente davanti al Parco.”
Gabriella: “Si! E ha perso la memoria, non sa chi è, e da dove viene.”
Marta: “Non sa da dove viene? Ma qualcuno l’ho starà cercando.”
Gabriella: “Da quello che si sa no.”
Marta: “Cioè, questo ha fatto un incidente e non ricorda niente e perchè lo fanno lavorare al Parco?”
Gabriella: “Per proteggerlo, perchè non combini casini.”
Marta: “Ma sarà stato ricoverato.”
Gabriella: “Si, ma è uscito dall’ospedale ed è andato a ringraziare la gente del Parco. Mentre era li c’è stato un problema che lui ha risolto. Così ha ricordato che sa fare quel lavoro.”
Marta: “Poi i ragazzi del Parco lo hanno assunto.”
Gabriella: “Non so se è assunto o se lo tengono li per proteggerlo.”
Marta: “Lui ci sta bene?”
Gabriella: “Certo.”
Marta: “E ora sta bene anche tra le tue gambe.”
Gabriella: “Oddio, come sei terra a terra. E’ un bel figo.”
Marta: “Che potrebbe essere quasi tuo figlio.”
Gabriella: “Aaaaaaaaaaaaaaaa non ti ascolto più.”
Gabriella si allontanò un attimo, ma dopo una ventina di minuti venne richiamata da Marta.
Marta: “Ascolta, ascolta, mi sono ricordata di una cosa che ho sentito. Ricapitoliamo: questo Apollo non ha memoria, ma per lavorare ad un impianto di un parco acquatico o è idraulico o è elettricista o è un ingegnere.”
Gabriella: “Vero.”
Marta: “In Trentino, a Cles, dicono che sia scomparso un Ingegnere Idroelettrico.”
Gabriella: “Cosa?”
Marta: “Non ne parlano i giornali, perchè non c’è stata una vera e propria denuncia.”
Gabriella: “Nessuno ha denunciato.”
Marta: “Tu, se una persona che conosci, non la vedi più in giro, vai a denunciare la scomparsa?”
Gabriella: “No!”
Marta: “No, perchè ti fai i cazzi tuoi, no perchè potrebbe volere farsi lui i cazzi suoi.”
Gabriella: “Hai ragione.”
Marta: “Quindi potrebbe essere lui.”
Gabriella: “C’è un modo per scoprirlo?”
Marta: “Proviamo con internet.”
Gabriella: “Dicono che ci hanno provato.”
Marta: “Bisogna vedere se hanno fatto le ricerche giuste. Proviamo a cercare ingegneri idroelettrici in Trentino.”
Attivarono la ricerca su Google.
Gabriella: “Niente, non viene fuori lui, vengono altri.”
Marta: “Proviamo Ingegneri che sono scomparsi, in Trentino.”
Gabriella: “No niente neanche questo.”
Marta: “Cosa c’è che potrebbe contraddistinguere Apollo da altri.”
Gabriella: “La moto.”
Marta: “L’hai vista?”
Gabriella: “No, me ne hanno parlato e me l’ha descritta lui.
Marta: “Facciamo questa descrizione: Moto modificata in Trentino molto particolare.”
Uscirono varie foto di moto e di riferimenti a meccanici o designer.
Gabriella: “Bingo, questo è di Cles.”
Marta: “Andiamo nel sito suo.”
Fecero una ricerca sul sito internet.
Gabriella: “Questa è simile alla descrizione che mi hanno dato.”
Marta: “Controlliamo chi è questo meccanico.”
Gabriella: “Angrid Massimiliano Designer Meccanico, telefoniamo.”
Marta: “No! Dobbiamo capire se la moto di Apollo è questa o simile e poi è meglio che ci andiamo di persona, perchè per telefono magari non si fiderà a darci delle spiegazioni.”
Gabriella : ”Giusto, noi non sappiamo niente di Apollo.”
Marta: “Servono foto di Apollo e della moto, di tutto insomma.”
Gabriella : ”Avanti allora.”
SU AMAZON TROVATE PUBBLICATI I MIEI 2 LIBRI, PER RILASSARVI E SVAGARE LA MENTE
1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
Nessun commento:
Posta un commento