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IN CANTINA NASCE L’AMORE 9° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
9° CAPITOLO
Gessica si trovava, appunto come abbiamo detto nel casolare di Camposilvano, esattamente nella stalla.
Era legata ad una trave, vicino ad una colonna.
Fabio le aveva portato la colazione e l’aveva fatta rinfrescare, aveva ancora i vestiti di quando l’aveva rapita, ovvero, una maglietta con le maniche corte verde scuro aderente, la tuta da lavoro con la patta davanti arrotolata sulla cintura e scalza, perchè le scarpe le aveva perse, mentre Fabio la trascinava dal trattore alla macchina.
Fabio rientrò nella stalla.
Fabio: “Hai mangiato?”
Gessica: “Fabio lasciami andare per piacere, lasciami andare. Ma cosa vuoi fare?”
Fabio: “Cosa voglio fare? Voglio te, ti amo e ti desidero, voglio te, voglio che proseguiamo quello che abbiamo iniziato.”
Gessica: “Ma sei più giovane di me, per piacere, non possiamo, guarda cosa hai fatto.”
Fabio: “Ti ho aiutato ed ho fatto una cosa fuori dalla legge.”
Gessica: “Ed io mi sono fatta scopare, te l’ho data, ti ho dato soldi, sesso e questo casolare che puoi rimettere in ordine e farti la tua azienda. Io i debiti che ho contratto in queste settimane li ho dovuti fare per i soldi che ho dato a te.”
Fabio: “Io voglio te, voglio te.”
Gessica: “Sei malato, sei un porco malato.”
Fabio: “Io sono innamorato di te e voglio te.”
Gessica: “Non puoi avermi, ti ho dato anche troppo per quello che hai fatto.”
Fabio: “Sul serio? Non posso averti?”
Gessica: “No, non puoi più avermi, è finita, è finita.”
Fabio: “Vediamo se è come dici tu? o come dico io.”
Fabio prese la corda, che teneva legata Gessica dalle mani, la tirò ed Gessica, fu costretta a mettersi in piedi, con le braccia in su, verso la trave.
Gessica: “Cosa vuoi fare?”
Fabio: “Lo vedrai.”
Fabio con un coltellino le tagliò la maglietta ed il reggiseno, liberando il seno e tutto il torace.
Gessica: “Cosa vuoi fare brutto porco pervertito? Vuoi guardare le mie tette?”
Fabio rimase, poi a guardare lo spettacolo.
Fabio si mise davanti a lei, ad accarezzarla, passando le mani sui fianchi e sui seni, gradendo la loro durezza.
Poi li prese a mani piene, li sollevo e li soppeso.
Comincio a baciarla, prima con piccoli baci poi più intensamente.
Gessica: “Sei un animale cazzo. Sei un animale! Sei un animale! Lasciami, lasciami. “
Gessica si mise a piangere e Fabio uscì dalla stalla.
Le ore passavano, più velocemente, più Marco si teneva occupato.
Stava preparando il viaggio che avrebbe fatto verso Camposilvano la sera stessa, con dovizie di particolari, studiando bene il tutto grazie alle immagini di google map.
Era certo e sicuro che Gessica fosse trattenuta li.
A fatica, riusciva a tenere segreto ciò che aveva scoperto, ma era fondamentale.
Si recò a casa sua a Mantova, fece il punto della situazione con i suoi dipendenti e poi entrò in casa.
Prese e andò ad aprire l’armadio dei fucili e prese una doppietta con alcune cartucce.
Lo nascose nel baule e ritornò a casa di Gessica.
Gemma se n’era già andata, così lui si mise a riposare, in attesa che arrivasse la sera.
Si mise a dormire e sognò ancora una volta Gessica, l’amore che era scaturito per lei lo aveva fatto veramente tornare ai suoi, già trascorsi vent’anni.
Sentiva un amore che non era dell’età che stava vivendo.
Nel sogno, si trovavano in spiaggia.
Lui era stato molto tempo con amici conosciuti sul posto a giocare a palla, mentre lei da sola e con le sue amiche.
Alle 12 terminate le partite si era andato a fare la doccia nel box prenotato con l’ombrellone.
Il pacchetto in spiaggia comprendeva, ombrellone, lettini, box privato per mettere al sicuro averi e doccia personale.
Mentre si risciacquava, Gessica, entrò nel box.
Aveva indossato il costume a due pezzi, in cui il reggiseno era sostenuto da due cordini legati dietro e gli slip che erano sostenuti da due cordini legati lateralmente.
Lui smise di farsi la doccia e si asciugò.
Marco: “Cavoli che bella che sei, non smetterò mai di dirtelo.”
Lei si avvicinò e sciolse i lacci del reggiseno, lasciandolo libero il seno.
Si abbracciarono e si baciarono perdutamente per un numero indefinito di minuti.
Alle 20 si svegliò, fece una cena fugace e leggera e poi partì alla volta di Camposilvano.
Camposilvano è una località di montagna, dopo Velo Veronese.
E’ alle porte di quella zona montuosa chiamata Lessinia, ottima per realizzare grossi pascoli di bestiame, soprattutto d’estate.
L’erba è ottima, fresca e sana.
A dire il vero, avevano già percorso questa strada, quando si erano recati a mangiare al Parparo Vecchio.
Gessica aveva da poco mangiato, quello che gli aveva portato Fabio.
Scambiavano qualche parola, per lo più, Gessica, cercava di tenerlo calmo e sereno, le aveva persino promesso una scopata quella stessa sera.
Arrivarono tra una cosa e l’altra le 22.15, il buio regnava ovunque, si vedeva luce solo dove c’era grazie ad una casa o ad un’auto che si avvicinava.
Fabio uscì fuori per recarsi verso la casa, ma dopo poco Gessica sentì 2 colpi di fucile e poi il silenzio.
Saltò su in piedi con un balzo, l’adrenalina era a mille, le inondava le arterie e le vene, si mise a gridare: “Aiuto! Aiutoooooo” Aiutooooo sono prigioniera! Aiutooooo!”
Marco la sentì e la raggiunse subito.
Appena entrato nella stalla, Gessica si mise ad urlare: “Marco, Marco, ti amo ti amo, grazie grazie.”
Marco la raggiunse e la abbracciò stretta e la baciò.
Gessica si mise a piangere.
Marco: “Per fortuna ti ho trovata, per fortuna sei viva.”
La guardò e la vide mezza nuda.
Marco: “Cosa ti ha fatto quell’animale?”
Gessica: “Ascolta, dove è Fabio?”
Marco: “Non pensarci più, non devi pensarci più.”
Gessica: “Dove si trova Fabio?”
Marco: “Ascolta Gessica, non devi pensarci più, tutti i tuoi segreti sono al sicuro, nessuno saprà niente e tu mi devi ascoltare nei prossimi giorni.”
Gessica si mise a piangere perchè aveva trasformato quell’amore appena ritrovato in un omicida.
Gessica: “Non volevo, non volevo, non doveva andare così. Non volevo, non volevo, ti amo, non volevo farti questo.”
Marco: “Voglio sapere cosa ti ha fatto. Mi devi dire cosa ti ha fatto.”
Gessica: “Mi ha solo toccata, niente di più, non preoccuparti.”
Marco: “Ti ho portato un pò di trucchi, che ho trovato nel tuo bagno, andando verso casa ti dai una sistemata, perchè i tuoi dipendenti sono la in attesa di vederti.”
Gessica lo baciò molto appassionatamente, e proseguiva a promettere amore finchè la slegava.
Mentre dalla stalla, si recarono alla macchina, Gessica cercava Fabio, ma non lo vedeva.
Marco: “Vieni, non pensarci. ………… Ora alla macchina ti sistemi e riprendi i panni della regina di Gambellara.”
Gessica: “Ok!”
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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