mercoledì 8 luglio 2026

L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 7° CAPITOLO

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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 7° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

7° PUNTATA

Sto passeggiando in mezzo ad un villaggio che sembra primitivo, ma ben curato e ben tenuto.

E' sostanzialmente bello da vedere.

La puzza è terrificante, però, mi dispiace dirlo, non voglio apparire fuori luogo, ma la puzza è indescrivibile, ma figurarsi, cosa volete sono pastori fondamentalmente, e se sono pastori, ci sono le bestie per forza.

Se che mi stanno chiamando.

E' Josef, corro da lui.

Josef: "Fernando? Fernando? Dove sei?"

Corro verso di lui, così mi vede.

Fernando: "Sono qui Josef, cosa ti serve?"

Josef mi raggiunge.

Josef: "C'è un grosso problema Fernando."

Fernando: "Dimmi se posso essere di aiuto volentieri, sono qui."

Josef: "C'è un ragazzetto di 7 anni che sta male, occorre portarlo subito a Catcum."

Fernando: "E' il posto più sicuro, con i farmaci che ho portato non fate niente?"

Josef: "Sembra che abbia i sintomi di quello che voi chiamate peritonite."

Fernando: "Addirittura?"

Josef: "Partiamo subito allora."

Fernando: "Ok andiamo."

Josef: "Faccio preparare il bambino per il trasporto."

Fernando: "Viene anche la mamma?"

Josef: "No solo il bambino, la mamma ha anche altri bambini piccoli, non può venire."

Fernando: "Un papà?"

Josef: "Niente papà."

Fernando: "Ok, allora solo il bambino."

Vado alla macchina e la preparo in modo tale che il piccolo stia bene dietro, disteso o semi disteso a suo piacimento.

Il tutto avviene molto velocemente, così dopo un'ora al massimo partiamo.

Riesco a parlare con il bambino, perchè è molto istruito, sa perfettamente l'inglese.

Qui in queste zone dove si può la scuola si fa per bene, perchè il futuro di questa gente sta nel grado di cultura che acquisisce.

Per strada, pur avendo fretta, mantengo una andatura molto fluida e lenta.

Non voglio correre per non fargli perdere strattoni, e procurargli dolore.

Non è una cosa semplice, ma tutto sta andando per il verso giusto.

Diciamo che pur essendoci le strade strettine, non devi aspettarti nessuno che arrivi dall'altra parte, primo perchè ci potrebbero essere pastori in giro e non usano mai questa strada e poi perchè non viene nessuno dall'altra parte in auto.

Permettetemi la battuta qui non c'è l'APT che fa corse regolarmente, sono partito il per venire qui, ora se non ritorno dicendo cosa serve loro, non viene nessuno.

L'auto comincia a fare un brutto rumore, cazzo.

Cosa sta succedendo?

L'auto d'improvviso si ferma.

No non può essere e ora cosa posso fare?

Un attimo di smarrimento che dura qualche secondo, in cui provo a riaccendere l'auto, ma niente, è morta.

Dico qualche imprecazione, mi guardo in giro e poi esco dalla macchina.

Sono sicuramente a metà strada, quindi, cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto.

Mi guardo in giro per bene.

Allora dalla mia parte c'è il fatto che è mezzogiorno già passato, quindi la temperatura diminuirà gradualmente, oddio ce ne vuole perchè diminuisca, però come ho detto guardiamo le cose dal punto di vista migliore.

Mi trovo in un punto alto, in una collina, e la strada di base scende in giù, oddio poi, la in fondo risale, c'è un altro rilievo, ma poi riscende.

C'è un'altra cosa da dire, se mi giro verso destra, noto che il terreno tende a scendere lentamente, quindi se io seguo questa traiettoria, continuo a scendere e stando attento mantengo velocità fino a superare ben 3 collinette.

Devo stare attento a non far cappottare la jeep, devo stare attento a non prendere troppa velocità, ma se ce la faccio cavoli ne faccio di strada senza diventar tanto matto.

Ho deciso ci provo.

Vado giù dritto per la collina.

Mi metto d'accordo con il mio piccolo paziente.

Lui starà tranquillo dentro la jeep e si attaccherà forte a tutto quello su cui si può attaccare.

Ha dei brividi, non so io e non lo sa lui se è la febbre o la paura, ma io penso sia la febbre.

Giro lo sterzo della jeep e la spingo giù dritta per la collina.

La marcia è in folle e il volante è libero.

L'auto comincia a muoversi bene, prende velocità, io, cavoli sono fuori dalla macchina.

Cavoli, devo cercare di salire il prima possibile, mi sembra una scena da striscia la notizia.

Riesco a salirci e di impeto freno.

L'auto è in discesa, è perfetta dritta per come deve andare, devo mantenere la traiettoria giusta e scendere più che posso.

Ok.

Sblocco la macchina e questa comincia a scendere ancora, tutto è sotto controllo.

Sto andando benissimo, è troppo perfetto il tutto, sto tagliando un bel pò di strada così.

Riesco a guardarmi bene in giro anche, frenando ogni tanto.

C'è un piccolo torrente da guadare, ce la posso fare.

Cerco di sterzare verso destra per scendere un pò più velocemente, la mia intenzione è prendere il torrente in obliquo in modo da affrontarlo meglio.

Arrivo al torrente, lo passo, ma i sassi hanno forato le ruote.

Cazzo cazzo, non ci voleva.

E' vero è una jeep, ma i sassi sono sassi veri qua.

Andata anche la jeep.

Devo arrivare assolutamente a Catcum, devo portare al sicuro il ragazzo che ho dietro.

Non posso aspettare i soccorsi, qui non arriverà nessuno, perchè nessuno sa che c'è un problema da risolvere, cosa posso fare.

Chiedo al ragazzo come si sente e lui risponde che anche se ha preso degli scossoni non sta male per quello.

Decido di prenderlo a spalle e cominciare a camminare.

Decido di proseguire sulla traiettoria decisa in precedenza, perchè se mi dirigo verso la strada devo andare un pò in salita, mentre scendendo, guadagno strada, ma soprattutto non faccio continui sali e scendi, ma vado solo in giù, poi mi aspetta la parte pianeggiante fino a Catcum.

Non mi pongo il problema di quanto ci metterò.

Via me lo prendo a spalle e senza pietà verso la meta.

Camminando camminano, però il sole continua la sua corsa verso la sera e la notte, capisco che potrebbe succedere che mi trovo al buio, magari sulla strada battuta, ma al buio.

Allora comincio a ricordare tutte le puntate dei programmi visti su Dmax sulla sopravvivenza, e ricordo che la prima cosa che serve per difendersi in situazioni come questa è avere del fuoco.

Ho visto mille video di come si fa ad accendere un fuoco con la legna, mi ci vedete voi a farlo?

C'è la possibilità che il deserto rifiorisca prima che io accenda il fuoco con la legna da sola.

Oddio, sarebbe più scenografico, descrivere in questo romanzetto, quanto sono bravo ad accendere il fuoco con due bastoncini di legna, potrei inventarmi di tutto e descrivere cose mirabolanti, cose su cui nessuno crederebbe.

Invece, rimanendo con i piedi ben piantati a terra, vi ricordo che ho la jeep piena di carburante e quello si che si incendia senza tanti problemi e senza andar a disturbare i padri della letteratura per descrivere scene fanta mirabolanti.

Decido così di rifare la strada tra me e la jeep, prendo un bastone, anzi due trovati per terra e arrivato alla jeep, quello lo faccio veramente, li infilo dentro il serbatoio per un pò, così da sporcarli di carburante.

Ora con questi bastoni, sporchi di carburante, apro il cofano della jeep, e con le pinze per ricaricare la batteria che ho per sicurezza nel baule genero una serie di scintille con la batteria.

E’ una cosa pericolosissima, ma genero queste scintille, sul carburante che sporca i legni e così accendo un fuoco.

Evvai, è fatta.

Rimango qui in attesa che i legni si accendano per bene.

Il ragazzo è al sicuro dalla parte della jeep che si trova all’ombra.

Il ragazzo è appoggiato alla Jeep, il fuoco è due tre metri davanti a lui.

Ora, mi giro in torno e controllo che ci sia altra legna.

Per fortuna di qua e di la pezzi di legna ce ne sono, così nel giro di una mezz’oretta, riesco a mettere su un buon fuoco, e a tenermi della legna di scorta.

Nel frattempo è arrivata la sera.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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