domenica 26 luglio 2026

L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 9° CAPITOLO

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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 9° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

9° PUNTATA

Francesca: “Finalmente ti sei svegliato, come stai?”

Nel dire questo si mette accanto a me a letto.

Fernando: “Mi sento bene, ma stanco, dove sono?”

Francesca: “Sei in un a tenda matrimoniale, una di quelle che usiamo per le coppie. Ti ho fatto portare qui per starti più vicino.”

Fernando: “Grazie mille sei un amore.”

Francesca: “Ho avuto molta paura per te, quando ti hanno trovato incosciente mi sembrava di morire.”

Fernando: “Mi ricordo che sono svenuto, ma non ho capito il perché.”
Francesca: “Nell’ultimo tratto di strada che hai fatto a piedi con il ragazzo a spalle, hai pestato una vipera del deserto, che ti ha morso, molto probabilmente sei svenuto dallo spavento e dalla stanchezza.”

Fernando: “Sono stato in pericolo di vita?”

Francesca: “No mai.”

Fernando: “Ed il ragazzo? Come sta?”

Francesca: “Sta bene non preoccuparti, sono bravi i chirurghi.”

Fernando: “Mi dispiace che sei rimasta in pensiero per me, mi dispiace averti rallentato.”

Francesca prese e baciò Fernando.

Uno, due, tre baci sempre più intensamente, fino a  che, le si mise sopra.

Fernando: “Sei fuori di testa, mi vuoi dare il colpo di grazia? Ti vuoi liberare di me?”

Francesca: “Smettila e goditi il momento.”

Fernando: “Ti amo Francesca, non ho mai smesso di pensare a te per tutto il viaggio.”

Francesca: “Sei riuscito a trovare la tua strada in questa esperienza? Ti senti ancora perso?”

Fernando: “Mi sento stanchissimo, ho trovato te e la mia strada non mi  interessa più, mi interessi solo tu.”

Francesca: “Allora percorriamo questa strada assieme.”

Fernando: “Spero solo che non sia un momento, ti voglio conoscere sempre di più.”

Francesca si tolse da sopra Fernando e si risistemò completamente.

Fernando: “Te ne vai di già?”

Francesca: “E’ mi dispiace, lo sentivo che a te piaceva, ma c’è un lavoro da mandare avanti, tu riposati, a ora di cena ti porto qualcosa da mangiare.”

Fernando: “Ma questa è la mia nuova tenda?”

Francesca: “E’ la nostra nuova tenda.”

Fernando: “La nostra nuova tenda, e le nostre originarie?”

Francesca: “Le ho lasciate libere per altri volontari.”

Fernando: “Sei una persona a cui piace prendere decisioni.”

Francesca: “Sono una persona a cui piace prendere decisioni, ma se ti sento fare battute sessiste su di me con gli altri volontari, ti butto fuori a dormire nella sabbia, oK?”

Fernando: “Recepito il messaggio.”

Francesca: “Se son rose fioriranno, ma non tar festa troppo in fretta, mi raccomando, ogni persa è persa.”

Francesca se ne andò, uscendo dalla tenda e lasciandomi da solo.

Dopo poco entrò Mosamed.

Io cercai di riprendere forze e mi misi seduto sul letto, Mosamed prese una sedia presente dentro la tenda e si sedette vicino a me.

Mosamed: “Allora ragazzone come stai?”

Fernando: “Benone, dai, solo un po’ stanco.”

Mosamed: “Cavoli con quello che hai passato.”

Fernando: “Il ragazzo sta bene?”

Mosamed: “Il ragazzo starà di sicuro bene, ma mi interessa come stai tu. Ti sei spaventato? Vuoi tornare a casa?”

Fernando: “Assolutamente no, non voglio tornare a casa, per quello che mi è successo, domani penso di essere già al cento per cento.”

Mosamed: “Addirittura, prenditi il tuo tempo, non preoccuparti, qui nessuno ha fretta.”

Fernando: “Ma c’è tanto da costruire.”

Mosamed: “Si è vero, ma non siamo a contratto.”

Fernando: “Ho sentito Francesca.”

Mosamed: “Si, ho saputo cosa ha deciso per te, mi raccomando, siete due ragazzi che sono venuti qui per trovare la loro strada, in Italia non avevate una vostra strada, cercate di non rovinare e di usare bene questa opportunità.”

Fernando: “Anche Francesca è scesa qui con i miei stessi pensieri?”

Mosamed: “Chi lascia l’Italia e le comodità per venire qui, anche se pagati da Andrea, lo fa perché in Italia non trova più il suo posto e la sua dimensione, però quando si viene qui non bisogna mai dimenticare le motivazioni principali per cui si è scesi.”

Fernando: “Porta pazienza ma non capisco del tutto.”

Mosamed: “Tutti scendono perché vogliono aiutare gli altri e gli indifesi e questo non lo dimentica nessuno, ma dovete sempre tener presente che siete qui per trovare la vostra strada e qui Dio ve ne propone molte di strade, quindi non concentratevi su una sola.”

Fernando: “Ok, penso di aver capito e anche no.”

Mosamed: “Non cercare di materializzare ciò che dico, tienilo come un motto che ogni tanto ripeti nella testa.”

Fernando: “Hai sentito Josef?”

Mosamed: “Josef mi ha mandato un messaggio e mi ha scritto che è stato molto colpito da te, che gli dispiace che te ne sei andato via così velocemente e spera che vorrai raggiungerlo la ancora.”

Fernando: “Ok capitano, lo farò volentieri ancora.”

Mosamed: “Bene, sono contento, perché non tutti sono in grado di fare il tratto di strada con la forza con cui l’hai fatta tu.”

Fernando: “Ha qualcosa di particolare quella strada.”

Mosamed: “Di mistico?”

Fernando: “Si! Ti emana sensazioni molto profonde.”

Mosamed: “A dire il vero tutte le strade di quel tipo, ti danno quelle sensazioni e lo sai il perché?”

Fernando: “Perché?”

Mosamed: “Perché ti mettono a nudo davanti al mondo. Per quanto tu stia guidando una jeep e molto ben costruita, al di fuori di quella jeep, c’è il mondo vero e crudo.”

Fernando: “Bene, la voglio percorrere tutte le volte che ci sarà bisogno.”

Mosamed: “Ok! Vediamo se Francesca te lo permetterà.”

Francesca ritornò dopo poco che io e Mosamed stavamo ancora discutendo.

Francesca: “Come va?”

Mosamed: “Stavamo parlando, è un piacere parlare con Fernando e non mi sono accorto che il tempo passa.”

Francesca: “I ragazzi stavano giocando a pallone e ho sentito che stavano facendo un torneo dedicato a Fernando.”

Fernando: “Addirittura.”

Mosamed: “Si, un memorial ti stanno intitolando.”

Fernando: “ma non sono morto.”

Mosamed: “Qui non perdono tempo.”

Fernando: “E’ meglio che domani mi faccia vedere in giro, così si mettono tutti i cuori in pace.”

Mosamed: “Appena ti rimetti in sesto, quando hai tempo lavori per creare squadre di calcio e partite, dobbiamo animare la missione come si deve.”

Fernando: “Ok!”

Mosamed se ne andò e Francesca pure, io rimasi di nuovo da solo.

Io rimasi in tenda tutto il giorno a riposare, le forze piano piano mi ritornavano, avevo solo un po’ di dolore dove ero stato morso dalla vipera, ma niente di particolare.

Francesca mi aveva portato in vari momenti da mangiare.

Arrivò dentro, quando ormai il sole era sceso e la notte aveva preso il sopravvento.

Scambiammo quattro parole finchè lei si preparò per riposare.

Lo si vedeva che era stravolta dal lavoro che aveva eseguito durante il giorno.

Si vedeva che comunque aveva voglia di parlare, di quello non era stanca.

Fernando: “Posso dirti una cosa Francesca?”

Francesca: “Sono tutta orecchie.”

Fernando: “Ti amo.”

Francesca rimase di stucco, ma fece nascere un sorriso sul suo viso.

Fernando: “Ti amo, ma non per quello che stai facendo per me o hai fatto, ma perché mi sei entrata nel cuore e nell’anima dal primo momento che ti ho vista. Non voglio più ritornare in Italia senza di te, e non voglio più rientrare in Italia se non lo fai tu.”

Francesca: “Io non voglio ritornare in Italia tanto presto.”

Fernando: “Allora il mondo può girare senza problemi, anche con noi qui giù in questa parte desolata e devastata. In questo mondo pieno di rabbia ed ingiustizie, in questo mondo da ricostruire, vuol dire che il nostro amore sarà un campo di fiori e di erbe che darà nuova vita e nuova speranza.”

Francesca: “Mi descrivono come un tipo difficile.”

Fernando: “Tutto è difficile, ma l’unica cosa che non è difficile è amarti, è naturale e vero, è più semplice del respirare, di bere e mangiare.”

Francesca a questo punto mi baciò, io l’abbracciai e i minuti trascorsero senza rendersene conto, e mentre il mondo stava dando la buonanotte a tutto l’accampamento, nella nostra tenda a luci spente, stava prendendo vita un amore vero ed intenso, nato sudando e faticando vicini uno all’altro, giorno per giorno.

Ti amo Francesca.

FINE

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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