mercoledì 8 luglio 2026

L’ITALIA CHE VORREI 13° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 13° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

13° CAPITOLO

Fabio: “Ho appena terminato con Alfonsi, gli ho comunicato che sarà lui a dirigere i lavori dell’Assemblea dei Sindaci e che se succede qualcosa a me mi sostituirà lui.”

Mike: “Bene, ora cominciamo a tenerlo sotto controllo più pesantemente, se si sentirà libero di muoversi, avrà contatti con chi ha portato avanti l’attentato.”

Fabio: “Cosa pensi tu MIke, cosa ti dice il tuo istinto? Cosa è servito il fatto che Alfonsi rimanesse vivo?”

Mike: “Gli attentatori molto probabilmente volevano uccidere anche te e quindi sarebbe rimasto lui a governare, tu senza offesa, sei un imprevisto, per questo dobbiamo avere la massima attenzione nel proteggerti e fai bene a governare da solo circondandoti di poche persone.”

Fabio: “Quando potremmo dire che tutto è finito.”

MIke: “Lo potremmo dire solo quando avremo preso tutti i colpevoli.”

Enrico Alfonsi, nel frattempo era uscito da Palazzo Chigi e si dirigeva verso un bar li vicino, prese il telefono dalla tasca e fece una telefonata.

Alfonsi: “Sono appena uscito da Palazzo Chigi, mi ha conferito l’incarico di amministrare l’Assemblea dei Sindaci. Proseguiamo con il piano come deciso. Presto saremo al potere noi.”

Poi chiuse la telefonata.

Al centro operativo del Pool d’Investigazione che si interessava dell’attentato, avevano intercettato la Telefonata e avevano sentito tutto. 

Dall’altra parte della telefonata aveva risposto una donna, ma dall’analisi della voce non era la compagna di Alfonsi.

Il numero era di un cellulare, ovvero 532.963875.

Occorreva capire di chi fosse questo numero.  

Paola e Romina del Pool d’Investigazione, si erano recate, proprio per una verifica più approfondita a casa di Raffaele Gagna, ancora latitante.

Lo stavano cercando dappertutto, sembrava un fantasma.

Erano rimaste a debita distanza dalla casa, per non insospettirlo, ma di lui nessuna traccia.

Entrarono in casa forzando la serratura.

Paola: “Ci siamo.”

Romina: “Se rientra e ci trova in casa, saranno guai, siamo entrati senza avere un mandato.”

Paola: “Se ritorna e ci trova in casa, passerà dei brutti momenti. In realtà, la mia paura è che sia la fuori a pensare a come andare avanti con il piano.”

Romina: “Pensi che sia lui la mente di tutto?”

Paola: “La mente no, il braccio operativo si. Non penso che lui sia l’unico ad essere in vita della ditta che ha fatto i lavori a Montecitorio così per caso. Cominciamo a rovistare.”

Romina: “Ascolta, andiamo alla mano e tutto quello che scartiamo lo mettiamo in un angolo della casa, per essere sicure di non prendere in mano le stesse cose.”

Paola: “Facciamo un giro per la casa prima, e valutiamo che tutto sia in sicurezza.”

La casa di Gagna era modesta.

Una piccola villetta ad un piano solo, composta di entrata e salotto uniti assieme, una cucina, un bagno, una stanza adibita a stireria e 3 stanze da letto. Non aveva garage, ma il posto auto era ricavato con una tettoia esterna attaccata alla casa.

Tutta la proprietà era recintata con una semplice recinzione di muratura.

I nostri 2 agenti si misero a perlustrare bene la casa, da prima con attenzione e poi con più disinvoltura.

Si erano portate un rilevatore di microtelecamere o congegni elettronici vari.

Decisero di togliere corrente alla casa per sicurezza.

Cominciarono dal salotto a controllare ogni singolo angolo o cassetto.

Rovistarono dappertutto, togliendo le carte dai vari cassetti, guardandole ad una ad una e poi rimettendole al loro posto.

Dentro agli armadietti della cucina, controllarono se c’erano dei doppi fondi, controllarono dentro ai barattoli, insomma fecero una verifica meticolosa e senza tralasciare niente.

Una situazione del genere non gli sarebbe più capitata.

Passarono le ore, dove sentendosi sicure, telefonarono anche con il centro operativo per confrontarsi, finchè arrivate nella stanza da letto, rovistando nel doppio fondo dell’armadio, trovarono degli articoli di giornale.  

Romina: “E’ un giornale inglese.”

Paola: “Cosa dice.”

Romina: “Non è tanto cosa dice è a chi si riferisce, parla della squadra a cui faceva parte anche Enrico Alfonsi.”

Paola: “Italiana quindi. Cosa dice?”

Romina: “L’articolo dice che in un villaggio vicino a Kabul, questa squadra ha portato avanti delle trattative strane con dei terroristi del posto.”

Paola: “Addirittura, e non è emerso niente?”

Romina: “No, no, aspetta. Ho capito meglio, c’è scritto che in una missione in un villaggio vicino a Kabul la squadra, di Alfonsi aveva la peggio e rischiava di essere fatta fuori, così si sono messi a trattare e grazie a questa trattativa la squadra è tornata sana e salva. Poi, grazie a questa trattativa, la vita di quella squadra è completamente cambiata.”

Paola: “Ma c’è scritto cosa hanno trattato, di cosa hanno parlato?”

Romina: “No! C’è scritto che lui, il giornalista si trovava li per fare un reportage, sulla condizione di vita della popolazione locale e si è trovato in mezzo a  questa situazione.”

Paola: “Non dice altro?”

Romina: “Dice che proseguirà nei prossimi articoli a descrivere meglio quello che ha saputo.”

Paola: “Che nome ha questo giornalista?”

Romina: “Wilbraum Smith?”

Paola: “Dobbiamo assolutamente cercarlo e parlare con lui.”

Romina: “Se è ancora vivo, perchè dubito che questo possa essere ancora vivo, nell’articolo fa esplicitamente tutti i nomi della squadra e spiega a sufficienza per essere ucciso.”

Paola: “Si, è vero, hanno demolito Montecitorio e fatto fuori tutti i dipendenti della ditta che hanno lavorato al bunker di Alfonsi, questi non si fanno tanti scrupoli.”

Romina: “Cavoli, dove si trova Gagna.”

Paola: “E’ abile, perchè sa mimetizzarsi bene, si sta rivelando più insidioso di una vipera.”

Romina: “Se è scappato è un bene, ma se è ancora qui in giro è pericolosissimo, perchè potrebbe anche essere un’arma carica pronta a sparare agli ordini di Alfonsi.”

Paola: “Ritorniamo alla base.”

Dopo aver rovistato bene uscirono di casa e ritornarono alla base.

Dove si trovava veramente Gagna?

Raffaele Gagna, era uno dei soldati più addestrati, questo lo abbiamo già detto, quindi si era mosso benissimo tra la gente senza farsi riconoscere o scovare.

Ora si era accampato, dentro una stanza, portandosi tutto quello che aveva di bisogno in modo da non dover più muoversi.

La stanza dove si trovava dentro era stata prenotata a nome di un ente certificato e quindi nessuno avrebbe fatto domande o controllato.

Lui aspettava il momento giusto.

Nel frattempo studiava il modo per scappare nuovamente in caso di bisogno.

Il nostro improvvisato Presidente del Consiglio si trovò a Cena con tutti i Sindaci e Presidenti di Regione invitati a Roma.

Il tutto avvenne dentro i locali del Centro Fiere di Roma, perchè ritenuto un posto più facilmente sorvegliabile.

Non fu importante in questo momento il discorso che fabio fece  ai presenti, ma tutto quello che venne vomitato addosso a Fabio da bene o male tutti.

Tutti, ma proprio tutti, cercavano di tirarlo per la giacca per fargli appoggiare questa o quella proposta, come se fosse lui a dover approvare la nuova costituzione.

In più, sapendo che era lui a detenere tutto il potere, cercavano di convincerlo a prendere questa o quella decisione.

Il bello era che gran parte di tutte le idee non legavano tra loro, cercando di creare una storia, ovvero cercando di dare corpo ad un sistema Italia convincente, ma era il solito attacco alla diligenza.

Ovviamente da parte leghista e di destra era sempre più montante e pressante la richiesta di dare una svolta alla gestione dell’immigrazione clandestina. 

Per fortuna, in realtà, a causa dell’attentato a Montecitorio, anche i flussi di clandestini si erano fermati, perchè ogni piccola organizzazione aveva paura di essere messa sotto la lente dei servizi segreti, in maniera troppo pesante,  per scovare collegamenti con gli attentatori.

Fabio riuscì a far passare l’idea che la nuova Costituzione doveva portare verso un’Italia sempre più federalista, ma competenze come la Sanità e la protezione sociale doveva rimanere in capo allo stato.

Tutti i cittadini italiani dovevano essere uguali davanti al servizio sanitario, previdenziale ed assistenziale.

Arrivò a casa con Chiara stremato.

Si andarono tutti e due a rilassare con una bella doccia calda.

Chiara attese che prima entrasse Fabio, posi si spogliò ed entrò in doccia anche lei.

Fabio: “Chiara che fai?”

Chiara: “Come che faccio, non ti piace che voglia rilassarmi con il mio uomo.”

Gli mise le braccia al collo e lo baciò, lui fece lo stesso, rimanendo stretti sotto l’acqua calda.

Il corpo provocante di Chiara, creò delle esplosioni piacevoli nella testa di Fabio.

Dire che si eccitò era poco.

Con le mani accarezzò tutto il corpo di lei, dalle spalle alla schiena, fino al sedere e con il sapone la insaponò tutta, rendendola piacevolmente scivolosa.

Poi lei si staccò appoggiandosi al muro della doccai, così lui la insaponò davanti, accarezzando i seni di lei e baciandola.

Rimaneva staccato da lei, perchè con la mano destra lei provocava delle bellissime sensazioni a lui accarezzandolo e giocando tra le sue gambe, finchè lui la prese in braccio e la fece sua li dentro la doccia.

Lei per aiutarlo aveva aperto le mani e si era attaccata alla parte superiore del box doccia.

Finirono la danza, dopo essersi risciacquati ed asciugati a letto, dove rimasero nudi per tutta la notte. 

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO:

Nessuna 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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