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ABBRACCI AL RIO NERO 13° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
13° PUNTATA
Fiere come due guerriere si diressero dal Meccanico Angrid Masssimiliano.
Una volta, nel cortile dell’officina, scesero dall’auto e lo cercarono.
Marta: “Cerchiamo Angrid Massimiliano.”
Meccanico: “Sono io, in cosa posso essere utile?”
Gabriella: “Non siamo della Polizia o dei Carabinieri, cerchiamo un ragazzo che non riusciamo più a trovare e ci chiedevamo, se lei lo riconosce e se ci sa indicare dove lo possiamo trovare.”
Meccanico: “Ditemi pure, se riesco ad aiutarvi volentieri.”
Gabriella fece vedere la foto di Apollo.
Meccanico: “E’ questo? Lo conosco bene. E’ Nicola Canguri.”
Marta: “Lo conosce? Ci può dire qualcosa?”
Meccanico: “E’ un ingegnere e lavora presso la centrale idroelettrica, gli ho fatto una moto molto bella. Ma è da un pò che non lo vedo.”
Gabriella: “Secondo lei perchè?”
Meccanico: “Me ne fa di domande, per non essere della Polizia.”
Marta: “E’ un amico carissimo e siamo in pena per lui, non lo riusciamo a trovare.”
Meccanico: “La famiglia Canguri abita qui a 5 chilometri, proseguite la strada e la trovate sulla destra. C’è un portone grande che dà accesso ad una villa molto bella.”
Gabriella: “Villa molto bella?”
Meccanico: “Si la famiglia Canguri è molto benestante e molto conosciuta nella zona. Infatti Nicola lavorava alla centrale per passione, non perchè ne avesse bisogno.”
Marta: “Ma perchè secondo lei non lo trova più nessuno?”
Meccanico: “E’ un motociclista e sa come sono i motociclisti, prendono una moto un sacco a pelo e chissà dove vanno.”
Gabriella: “Secondo lei ci accolgono in casa?”
Meccanico. “Sono persone squisite, incredibili, non so come altro descriverle.”
Marta: “Ok! Grazie.”
Gabriella: “Ok!E’ stato molto gentile.”
Meccanico: “Si figuri, ci mancherebbe.
Le nostre due amiche uscirono dal parcheggio del meccanico ed intrapresero la strada che portava a casa Canguri.
Marta: “Ma ti pensi Gabriella? Non è neanche mezzogiorno e siamo alla fine del bandolo della matassa. Siamo forti.”
Gabriella: “Ora andiamo a casa Canguri, spieghiamo tutto e via verso casa.”
Marta: “Sono felice, perchè alla fine ad Apollo, ovvero Nicola Canguri, è andata via la memoria per colpa dell’incidente e quindi sarà sufficiente riportarlo a casa e magari ricorderà tutto.”
Gabriella: “Speriamo! Almeno sarà in mezzo alle persone che lo amano.”
Arrivate vicino al cancello di Casa Canguri ……………………….
Marta: “Aspetta fermati qui a destra.”
Gabriella: “Perchè?”
Marta: “Garda, ci sono delle persone che escono con la moto.”
Gabriella: “Il cancello è aperto.”
Marta: “Ora si sono fermate.”
Gabriella: “Sembrano che stiano cercando qualcuno.”
Marta: “Si! Si sono fermati e stanno chiacchierando.”
Gabriella: “Chissà cosa si stanno dicendo.”
Marta: “Che stiano parlando con qualcuno dentro il cancello?”
Gabriella: “Non sembra.”
Marta: “Ma se il cancello è aperto?”
Gabriella: “Aspettiamo e vediamo se se ne vanno.”
Marta: “Potremmo chiedere a loro.”
Gabriella: “Ma non sappiamo perchè Apollo se nè andato.”
Marta: “Giusto. ……….. Ecco se ne stanno andando.”
Gabriella: “Che se ne siano andati tutti?”
Marta: “Sembra, ………….. ma il cancello è aperto.”
Gabriella: “Forse deve uscire qualcun altro.”
Marta: “Aspettiamo ……………………… Non esce nessun altro.”
Gabriella: “Andiamo allora.”
Marta: “Avvicinati piano.”
Gabriella: “Ecco …………………. il cancello è aperto e non c’è nessuno ………………….. entriamo nel cortile.”
Marta: “Cavoli che bella casa. Ha un giardino immenso che la circonda.”
Gabriella: “La casa è in stile moderno. Guarda ha il tetto fotovoltaico e tutta ben curata.”
Marta: “I fiori sono sempre belli a queste altezze.”
Gabriella: “Fanno invidia.”
Marta: “Parcheggia li vicino a quella macchina.”
Gabriella: “E’ un suv della Mercedes.”
Le nostre amiche parcheggiarono in quello che all’interno del giardino era stato adibito a parcheggio.
Era in ghiaia bianca, circondato da fiori e poi da erba incolta e trascurata.
La casa era una villa moderna, circondata in tutto il perimetro da una tettoia grande circa 3 metri dal muro della casa.
Aveva ampie finestre e porte finestre che permettevano di vedere dentro.
Marta e Gabriella dopo essersi guardate attorno e aver notato che nessuno veniva ad accoglierle si avvicinarono alla casa.
Davanti alla porta d’entrata, sulla colonna portante della tettoia, più vicina alla porta c’era un campanello che Marta suonò.
Passarono due minuti.
Marta: “Non c’è nessuno?”
Gabriella: “Impossibile.”
Risuonarono.
Passarono altri 2 minuti.
Marta: “Ma possibile?”
Gabriella: “Se ne sono andate delle persone, che tra queste ci fossero stati i genitori di Apollo?”
Marta: “E hanno lasciato tutto aperto così?”
Gabriella: “Proviamo a fare un giro in giardino.”
Marta e Gabriella si misero a passeggiare per il giardino.
Marta: “E’ bellissimo.”
Gabriella: “E’ grande, è una bella villa. ……………….. Ma c’è un problema.”
Marta: “Quello che nessuno sta venendo da noi.”
Gabriella: “No! E’ incolto.”
Marta si mise a guardare attentamente attorno a loro.
L’erba del prato era alta, mediamente arrivava a superare le scarpe, ma in certi punti era più alta.
Nelle aiuole stava crescendo l’erba gramigna, tipica se non c’è cura.
C’erano fiori secchi da togliere e nei punti dove il sole riscaldava di più il terreno, questo era troppo secco.
Marta: “Hai ragione.”
Gabriella: “Qui mancano da molto tempo.”
Marta: “Con il cancello aperto.”
Gabriella: “Proviamo a muoverci qui nei dintorni per capire meglio.”
Marta: “Lo sai cominciano a venirmi i brividi.”
Gabriella: “Proviamo ad entrare in casa?”
Marta: “Ma sei fuori?”
Passeggiarono, intorno alla casa ed ad un certo punto, mentre Gabriella guardava verso il confine della casa, Marta cacciò un urlo terrificante.
Gabriella, si voltò e quando vide la scena, prese tra le braccia l’amica e la strinse a se forte, coprendole il volto.
Marta: “Non può essere, non può essere, non è stato Apollo, non è stato Nicola.”
Gabriella: “Deve esserci una spiegazione, non può essere, non può essere vero, dobbiamo entrare.”
Marta: “Entrare? Dobbiamo chiamare i carabinieri.”
Gabriella: “No! Dobbiamo capire bene. …….. Entriamo.”
Gabriella, era l’amica più forte delle due, la più decisa.
In fondo si era portata a letto un ragazzo, neanche trentenne, dopo aver mandato in galera il suo ex marito.
A passi lenti ed inesorabili si avvicinò alla porta d’entrata della porta e dopo aver preso tra le mani un foulard prese tra le dita la maniglia della porta e aprì la porta stessa ed entrò in casa.
Marta a pochi passi da lei la seguì.
Sul tavolino davanti al divano un flaconcino di gocce, per correttezza del Valium e una lettera scritta a mano.
Gabriella: “Dobbiamo leggere la lettera.”
Marta: “Sono morti.”
Gabriella: “Si sono suicidati.”
Marta: “Prendi tu la lettera in mano e leggila, dai.”
Gabriella prese la lettera in mano, questa volta senza foulard a proteggere la mano e si mise a leggerla a voce alta.
Gabriella: “Carissimo Nicola, perdonaci, ma io e tua madre abbiamo deciso di lasciarti libero.”
Marta: “L’ha scritta suo padre, quindi può essere morta prima lei.”
Gabriella proseguì.
Gabriella: “Io e tua madre siamo gravemente ammalati e non vogliamo che tu ti trovi a gestire due pesi, vogliamo lasciarti libero di vivere la tua vita e di prendere le decisioni che più ritieni importanti per il tuo futuro. Però te lo chiediamo con il cuore, lascia ed abbandona la droga. Lo sappiamo, sei bravo e non ne fai troppo uso, ma abbandona questa via, non turbare la tua giovinezza.”
Marta: “Si drogava allora.”
Gabriella: “Con la nostra morte entri in possesso di un grande capitale, è tutto tuo. Puoi anche smettere di lavorare. Ma mi raccomando diventa un grande pittore, il miglior pittore della tua vita.”
Marta: “E’ pieno di soldi? Cavoli gli devi fare un pompino al giorno allora.”
Gabriella: “Vaffanculo, per piacere, e lasciami proseguire. ……… Hai soldi e proprietà, ricordati che da ora sei co-proprietario del Parco Acquatico Rio Nero di Isola Rizza. Lo vogliono chiudere, ma ci lavora brava gente, bravi ragazzi che non meritano di rimanere senza lavoro, ma meritano dei padroni che credono in loro. Non lasciarli soli. ”
Marta: “Ecco perchè si trovava al Rio Nero.”
Gabriella: “Va da loro, conoscili da vicino. Sono bravi veramente e meritano la nostra attenzione.”
Marta: “Ma perchè dice di aver perso la memoria?”
Gabriella: “Forse la persa sul serio.”
Marta: “In che modo?”
Gabriella: “Ecco il modo.”
Marta: “Dove?”
Gabriella: “Là, sopra quel tavolo.”
Marta: “Non capisco.”
Dal salotto si vedeva, tramite una porta, la cucina e sul tavolo della cucina c’erano degli oggetti.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
IL LIBRO DEL GIORNO: “CAOS!” di Maurizio Albertini.
BIOGRAFIA AUTORE:
Albertini Maurizio nato a Busto Arsizio, il 01/09/1056: pensionato, hobby modellismo aeronautico, volontario/guida museo del volo Volandia.
>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO:
CAOS
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