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L’ITALIA CHE VORREI 26° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
26° CAPITOLO
Fabio, si era svegliato presto, era il 14 Settembre, aveva chiesto al personale di aiutarlo e poi di lasciarlo solo.
Si mese a riflettere e a progettare.
Aveva intenzione di elaborare un sistema unico per tutte le entrate che una persona poteva incassare, ovvero l’IRPEF doveva essere l’unica entrata, però doveva tenere presente i bisogni di tutti.
Quindi, stipendi, parcelle, pagamenti personali, vincite o altro dovevano essere inserite in un totale dove poi veniva calcolata l’Irpef.
Per rendere effettivo occorreva che tutti entro fine Febbraio di ogni anno facessero il calcolo effettivo delle entrate con il successivo calcolo effettivo della restante IRPEF da pagare e a questo punto ogni cittadino decideva se pagarla in un’unica rata o in più rate.
In questa maniera tutti, ogni tipo di entrata l’avrebbe pagata in base all’aliquota a cui apparteneva.
Alla fine di questo ragionamento pensò a queste aliquote:
da 0 a 13.000 la percentuale era il 12%;
da 13.001 a 30.000 la percentuale era il 20%;
da 30.001 a 100.000 la percentuale era il 25%;
da 100.001 in su era il 35%.
E’ vero che sembra sulla carta che ci si una forte diminuzione della tassazione, ma occorre tenere presente che chi supera i 100 mila euro l’anno anche i profitti di tutti gli investimenti finanziari bancari vedrà tassati al 35%.
Combattendo l’evasione fiscale con tutti i mezzi si sarebbe potuto migliorare ancora di più la tassazione, diminuendola.
Si! Questa era la strada giusta.
Il Pool investigativo, ricordiamo formato dai 3 agenti dei servizi segreti: Romina Zughi, Paola Castretto e Pietro Angosia, si erano divisi i compiti per andare più affondo nella vita del SIO Sergio Serraporta.
Romina e Paola si diressero ad Asparetto, in provincia di Verona, dove si trovava la Base Militare dismessa, comprata da una società di Serraporta e Pietro di diresse a visitare uno strano Condominio a Milano.
Partiti tutti da Roma con i propri veicoli, Pietro arrivò a Milano nel pomeriggio, verso le 16 individuando tramite Google Map il condominio.
Si trovava nella zona Sud, vicino ad una fermata della Metropolitana.
Li vicino c’era un bar, così si appostò, ad osservare cosa succedeva.
Si ordinò una birra nel mentre.
A dire il vero non si aspettava un granchè, è che aveva scelto questo condominio, perchè era molto diverso dagli altri.
Nel tempo era stato adattato ad uso turistico, quindi non era un normalissimo condominio con persone residenti stabilmente a Milano.
Osservava le persone attentamente e la prima cosa che riuscì a capire è che nessuno prendeva in mano il cellulare, sia chi entrava, sia chi usciva.
Di solito, quando si esce e ci si muove, o si è da soli la prima cosa che si fa è prendere in mano il cellulare, invece no, niente.
Anche le persone che uscivano di la e venivano a bere qualcosa nel bar dove si trova Pietro, non prendevano mai in mano il cellulare.
Un’altra cosa che notò era che tutti pagavano in contanti, nessuno delle persone che provenivano da quel condominio pagavano con moneta digitale e tracciata.
Tramite la fotocamera di un pc portatile, riusciva a fotografare i visi di chi entrava ed usciva dal condominio e con un programma di riconoscimento facciale, controllava le generalità.
Altra scoperta, fu, che tutti erano incensurati.
Arrivate le 17.30 vide un sensibile aumento delle persone che entravano nel condominio, così con la scusa di pagare le sue consumazioni, chiese al barista se sapeva cosa c’era esattamente li dentro, perchè tutto faceva pensare a tutto tranne che a un normale condominio.
Il barista, rispose, che dentro quell’edificio si tenevano le riunioni di un nuovo movimento politico, probabilmente di destra, perchè più di una volta si era sentito parlare di un possibile ritorno di un Re in Italia.
Alla domanda: “Come descriveva le persone che entravano ed uscivano dall’edificio!”, il barista rispose che erano degli invasati, indottrinati, che seguivano un pazzo.
Alla domanda: “Se conosceva il fondatore di quel movimento.” rispose di no.
Pietro si prestò ad uscire dal bar, il barista lo seguì e gli disse che l’entrata era libera, quella stessa sera sicuramente dentro avevano organizzato qualche cosa a cui potevano accedere tutti, quindi se la cosa gli interessava poteva sicuramente partecipare.
Pietro fece un cenno di ringraziamento e se ne andò.
Per prima cosa fece un paio di giri attorno al condominio e all’isolato e poi provò ad entrare.
Una volta varcata la porta d’entrata, un guardiano, seduto dietro ad un tavolino lo fermò.
Pietro fu onesto, nel dirgli che era la prima volta che entrava.
Era incuriosito da quello che sentiva e voleva capirne di più, per magari dare una mano.
Il guardiano a questo punto spiegò che proprio quella sera, sarebbe arrivato il fondatore per tenere una serata pubblica, ma per rimanere occorreva essere registrato e farsi la tessera.
Pietro, usando documenti falsi si iscrisse.
A questo punto con la sua bella tessera nuova prese posizione in un salone adibito ad Auditorium.
Il salone poteva tranquillamente tenere 300 persone, era luminoso ed elegante, arredato a mo di cinema.
Molto probabilmente era stato ricreato, abbattendo dei muri ed unendo tra loro degli appartamenti.
Dal salone, grazie a una porta laterale si accedeva ad un locale adibito a Bar e ai bagni.
Non era un albergo, ma un condominio con un grande spazio comune.
Chiacchierando con le persone li presenti, comprese che era la sede dell’Associazione “Nuovo Spirito Italia”, con a capo Sergio Serraporta e altre persone a formare il Consiglio Direttivo.
L’Associazione aveva lo scopo di portare avanti un progetto di rinnovamento italiano, dove lo stato era diretto da un Capo molto forte e legittimato.
Comprese, sempre parlando con i presenti che non bisognava usare sistemi tecnologici per non essere tracciati perchè molte volte si affrontavano discorsi che potevano sembrare rivoluzionari e sovversivi.
Insomma, Pietro, aveva centrato l’obbiettivo ed era riuscito ad entrare nel luogo o in uno dei luoghi dove Serraporta addestrava e preparava le milizie per portare avanti le sue idee.
Però, dove erano i nodi di collegamento tra quello che era successo a Roma e tutto questo?
Le persone che erano li presenti erano incensurate, non avevano collegamenti con ciò che era successo, erano interessate ad un cambiamento, ma parlando si capiva che proprio l’atto terroristico motivava la creazione di quel gruppo culturale, se non politico.
Un’altra domanda che fece a varie persone, li presenti, era, se conoscevano Enrico Alfonsi e molti risposero di Si.
Lo conoscevano e lo avevano sentito parlare.
Quando parlava pubblicamente nelle serate organizzate dall’Associazione, Enrico spiegava, che sarebbe arrivato il momento di prendere in mano il potere per cambiare tutta l’Italia.
Pietro rimase per molto tempo, fino all’arrivo di Serraporta, e per tutto il discorso pubblico che questo rivolse alle persone intervenute.
Diciamo che a tutti gli effetti, poteva sembrare la normalissima serata in cui un nuovo soggetto politico si forma e prende vita.
Per ora Pietro non poteva fare altro, non era il caso di avvicinarsi a Serraporta e di farlo insospettire.
Uscendo, acquistò un manuale redatto dall’Associazione con la firma di Serraporta come autore che spiegava come arrivare ad una rivoluzione pacifica e al cambio di un sistema non solo politico, ma politico - statale.
Al nostro agente, venne da ridere pensando alla volontà pacifica di creare un cambiamento.
Parlare di pace dopo un attentato del genere è veramente da pazzi.
SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO:
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
IL LIBRO DEL GIORNO: “FILIPPO ED IL PRIMO INCONTRO CON LA RUPE” di Anna Castellazzi
BIOGRAFIA AUTRICE:
Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazione musicale e vent’anni di responsabilità gestionali nelle scuole civiche del territorio varesino. Diplomata in Clarinetto presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara e in Didattica della Musica presso C.E.M.B di Milano, integra competenze educative, organizzative e creative.
Dal 2007 coordina per la cooperativa Musica per Varese i Corsi Civici di Arcisate, Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano, seguendo la gestione del corpo docente, la supervisione didattica, i rapporti con le famiglie e l’organizzazione di eventi. Dal 2009 è membro del CdA del Civico Liceo Musicale “Riccardo Malipiero”, contribuendo alla definizione delle strategie formative dell’istituto.
Accanto all’attività didattica, porta avanti un articolato percorso autoriale, pubblicando opere di narrativa per l’infanzia e progetti dedicati alla divulgazione culturale, spesso presentati in contesti istituzionali e culturali del territorio. Ha partecipato come giurata a premi letterari e a iniziative benefiche legate alla promozione della lettura.
Nel 2023 ha fondato, insieme a Giuseppina Levato, il gruppo Racconti al Pentagramma, che unisce scrittura e musica in performance dal vivo con partecipanti dai 6 ai 60 anni. Ha collaborato con musicisti e compositori alla creazione di produzioni narrative-musicali originali, presentate in sedi di rilievo.
Scrive per Cronache d’Arte, occupandosi di recensioni che spaziano dalla letteratura per l’infanzia alla narrativa contemporanea.
La sua attività coniuga progettazione culturale, educazione musicale e produzione letteraria, con un approccio orientato alla valorizzazione del patrimonio culturale e formativo del territorio.
>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO:
FILIPPO E IL PRIMO INCONTRO CON LA RUPE
Stanco dei continui dispetti del fratello, Filippo decide di fare una passeggiata nel bosco vicino a casa per trovare un po’ di pace. Lì incontra una piccola volpe che lo guida fino a una rupe misteriosa. All’improvviso la roccia prende vita: si chiama Rupe Mutevole, ed è l’antica guardiana del bosco.
La Rupe gli dice che lo sta aspettando da molto tempo e gli affida una missione speciale: diventare il portavoce delle storie che ha da raccontare, a patto di non rivelare a nessuno il suo potere. Filippo accetta con entusiasmo e, accompagnato dagli animali magici del bosco, torna a casa con un segreto straordinario e una nuova avventura pronta a cominciare.
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