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ABBRACCI AL RIO NERO 14° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
14° PUNTATA
Le due si avvicinarono al tavolo e notarono degli utensili.
Gabriella: “Con questi Nicola (Apollo), si è preparato la dose che gli ha fatto perdere la memoria.”
Marta: “Dici?”
Gabriella: “Si! Ha perso la memoria per questo.”
Marta: “E’ stata questa dose a fargli perdere la memoria? E’ stato fortunato a non perdere la vita per un’overdose.”
Gabriella: “Si è fatto la dose, molto probabilmente ha preso la moto per farsi un giro stravolto per ciò che era successo e che ha dovuto vivere e inconsciamente si è diretto a Isola Rizza, dove è caduto davanti al parco.”
Marta: “Se non fosse caduto, chissà cosa poteva succedere.”
Gabriella: “Ascolta!”
Marta: “Sono qui.”
Gabriella: “Lui ha ricordato di non avere la mamma, dopo la scopata che ci siamo fatti, vuol dire che molto probabilmente una forte scarica di adrenalina potrebbe farlo ritornare in se.”
Marta: “Vuoi scopartelo ancora? Più intensamente?”
Gabriella: “No! Non voglio dire questo, è che forse serve effettivamente qualcosa di forte per fargli ricordare tutto.”
Marta: “Ma non è continuamente aiutato dai ragazzi del parco?”
Gabriella: “Si! Ma lo tengono protetto, forse non è questo che gli serve.”
Marta: “Ok! Ok! Cosa facciamo ora noi? Chiamiamo i carabinieri?”
Gabriella: “No! Assolutamente, lasciamo tutto come è ora, occorre che sia Nicola, cioè Apollo a sistemare. Noi siamo entrati creando un reato, e qui si può pensare che sia successo di tutto.”
Marta: “Usciamo subito dalla villa lasciando tutto come sta ………….”
Gabriella: “e telefoniamo al parco.”
Marta: “Ok!”
Le nostre due amiche, uscirono dalla cucina, passando dal salotto, mettendosi una mano davanti alla bocca per non vomitare vedendo la scena che avevano davanti, raggiunta poi la porta d’entrata uscirono, la richiusero pulendo la maniglia dalle impronte e velocemente abbandonarono la villa.
Fuori dal cancello fecero un piccolo briefing per capire se avevano sbagliato qualche cosa e poi chiamarono Pietro al parco.
In vivavoce sul cellulare.
Pietro: “Pronto chi è?”
Gabriella: “Sono Gabriella!”
Pietro: “Ciao Gabriella avete novità su Apollo?”
Marta: “Abbiamo chiuso il cerchio!”
Pietro: “Cosa?”
Gabriella: “Abbiamo scoperto tutto, sappiamo tutto.”
Pietro: “Aspetta, faccio chiamare Loris, e così ascolta anche lui, perchè ci tiene molto.”
Pietro attivò il microfono generale e chiamò Loris in ufficio, che si precipitò di corsa, senza sapere il motivo.
Pietro: “Chiudi la porta a chiave che è importante. Gabriella ha novità su Apollo.”
Loris: “Sono tutto orecchie.”
Loris comprese che erano in vivavoce al telefono.
Loris: “Siamo tutto orecchie.”
Gabriella: “Arrivate a Cles, abbiamo cercato persone che conoscono Apollo e le abbiamo trovate. Apollo si chiama Nicola Canguri, abita a Cles e la famiglia è molto benestante.”
Pietro: “Canguri? Ma sono tra i soci del Parco, sono nostri datori di lavoro.
Marta: “Infatti. Sono tra i soci del parco.”
Loris: “Bene giochiamo in casa allora.”
Gabriella: “No! Siamo andati in casa Canguri e ci siamo trovate davanti ad una scena raccapricciante."
Loris: “Tipo?”
Gabriella: “I coniugi canguri si sono suicidati, perchè ammalati e hanno lasciato Nicola, cioè Apollo libero di vivere la sua vita. Gli hanno scritto una lettera esortandolo a dare sempre il meglio e a non drogarsi più. Però nella lettera parlavano molto bene del figlio”
Pietro: “Si sono suicidati per non essere un peso?”
Marta: “Si!”
Gabriella: “Nella lettera hanno scritto del Parco, e lo hanno esortato a non venderlo e a conoscervi di persona. Lo hanno esortato a difendervi.”
Loris: “Quindi lui ci conosce da molto tempo.
Marta: “Molto probabilmente vi conosce di nome, o vi conosceva di nome, prima di perdere la memoria.”
Loris: “Ma che l’abbia persa veramente la memoria?
Gabriella: “Lo vedi così cinico, da fregarsene dei suoi genitori morti?”
Marta: “Sua mamma è distesa sul divano, suo padre è attaccato al lampadario. Apollo non ricorda niente.”
Gabriella: “Serve un’emozione forte.”
Pietro: “Per cosa?”
Gabriella: “Per farlo ricordare, serve un’emozione forte.”
Loris: “Quanto forte?”
Gabriella: “Al limite di fargli perdere la vita. Deve vedersi la vita passare davanti.”
Pietro e Loris si misero a riflettere,
Gabriella: “Avete capito?”
Dopo un paio di minuti.
Loris: “Ho capito cosa fare. …………. Ragazze, vi ringraziamo, ritornate a Isola Rizza, venite qui al Parco.”
Marta: “Ok!”
Gabriella: “Ok!”
La telefonata si chiuse.
Loris prese il suo amico per un braccio e gli indicò di seguirlo.
Pietro: “Cosa hai intenzione di fare?”
Loris: “Apollo non sa nuotare.”
Pietro: “E allora?”
Loris a voce alta chiamò Apollo, che arrivò subito.
Senza fargli dire niente, con uno spintone Loris, fece cadere Apollo nella piscina olimpionica nel lato dove era fonda 3 metri e mezzo.
Apollo non toccava.
Pietro: “Che fai.”
Apollo cominciò a dimenarsi e a chiedere aiuto.
Le ragazze chiedevano aiuto, per soccorrerlo, ma Loris fermava tutti e non li lasciava andare.
Loris: “Aspettate, deve ricordare! ………… Ricorda Apollo, ricorda chi sei!”
Apollo chiamava aiuto, cercando di rimanere a galla ma sprofondava e beveva acqua.
Le ragazze si misero a piangere e gi ospiti increduli osservavano atterriti.
Tutti erano subito usciti dalle piscine.
I bambini stessi si misero a piangere.
Pietro: “Salvalo Loris, salvalo, salvalo.”
Loris: “Deve ricordare, deve ricordare.”
I secondi sembravano eterne, ed era disarmante vedere la scena.
Gli ospiti sembravano statue di pietra.
Apollo sprofondò nell’acqua e raggiunse il fondo della piscina.
Tutti lo osservavano.
Ad un certo punto, con uno slancio di gambe, riemerse con una traiettoria che lo portò a bordo piscina ad aggrapparsi al bordo di essa con le mani.
Con uno slancio, riemerse del tutto sedendosi sul bordo della piscina e rialzandosi poco dopo.
Una volta in piedi, si rivolse a Loris: “Sono Nicola Canguri di Cles e ti ringrazio, ringrazio tutti voi per ciò che avete fatto. Mi sono sentito veramente amato. Ora devo tornare al mio paese. Mio Padre e mia Madre sono morti, devo sistemare alcune cose e poi ritornerò.”
Loris: “Ritornerai sul serio? C’è una vita ad aspettarti a Cles.”
Apollo: “Mi porto Katya, tornerò.”
Apollo si diresse da Katya che lo abbracciò e baciò, confermando ripetutamente l’amore che lui provava per lei.
Dopo alcune parole, si diressero verso il parcheggio e con la macchina di lei si diressero verso Cles subito.
Avrebbe potuto prendere la macchina, ma anche questo fu un gesto fatto appositamente per far capire a tutti che sarebbe ritornato.
Da questo momento passarono 3 giorni, in cui non si seppe niente e alle telefonate ne Katya ne Apollo risposero.
Alla sera del terzo giorno poco prima che il Parco chiudesse arrivarono in parcheggio Apollo accompagnato da Katya.
Siccome gli ospiti erano già usciti tutti, tutti i dipendenti del Parco si presentarono all’entrata.
Si scambiarono molti abbracci e baci, poi fu Apollo che prese la parola rivolgendosi a Loris.
Apollo: “Loris, hai fatto molto per me e te ne sono grato. Io ora non ho né un padre né una madre, però mi reputo ancora giovane e visto il mio passato penso di avere bisogno ancora di una figura guida. Mi vorresti adottare come tuo figlio?”
Loris: “Adottare?”
Apollo: “Si! Adottare, non voglio vederti solo come un amico o un mentore, voglio chiamarti papà.”
Loris si guardò intorno e alla fine lo abbracciò stringendolo stretto e dicendogli di si.
Loris: “Non so come si fa, ma si, ti farò da padre. Sarò tuo padre.”
A tutti e due scesero alcune lacrime.
Si rivolse poi verso Pietro, consegnandogli un fascicolo.
Apollo: “Pietro, questi sono i documenti che sanciscono che il Parco Rio Nero è di proprietà di tutti voi. Ho pagato il resto dei soci, liquidando la loro parte e ho intestato il Parco a tutti voi. Siene dipendenti e proprietari allo stesso modo, siete padroni a casa vostra, nessuno vi butterà più fuori casa e gli utili sono vostri.”
Pietro: “Ma la tua famiglia era tra i proprietari.”
Apollo: “La mia famiglia sono io ed io ho diviso la mia fortuna con tutti voi, che mi avete riempito di abbracci e d’amore, ora sono anche io proprietario del circolo come tutti voi. Siamo una società.”
Tutti si rallegrarono e lo applaudirono, e per il Parco iniziò un periodo di prosperità all’insegna dell’amicizia e amore.
Venite a rilassarvi e gioire al Rio Nero di Isola Rizza.
Vi aspettano tutti.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
IL LIBRO DEL GIORNO: “IL VIAGGIO DI CAMMY E DARIO” di Anna Castellazzi
BIOGRAFIA AUTRICE:
Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazione musicale e vent’anni di responsabilità gestionali nelle scuole civiche del territorio varesino. Diplomata in Clarinetto presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara e in Didattica della Musica presso C.E.M.B di Milano, integra competenze educative, organizzative e creative.
Dal 2007 coordina per la cooperativa Musica per Varese i Corsi Civici di Arcisate, Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano, seguendo la gestione del corpo docente, la supervisione didattica, i rapporti con le famiglie e l’organizzazione di eventi. Dal 2009 è membro del CdA del Civico Liceo Musicale “Riccardo Malipiero”, contribuendo alla definizione delle strategie formative dell’istituto.
Accanto all’attività didattica, porta avanti un articolato percorso autoriale, pubblicando opere di narrativa per l’infanzia e progetti dedicati alla divulgazione culturale, spesso presentati in contesti istituzionali e culturali del territorio. Ha partecipato come giurata a premi letterari e a iniziative benefiche legate alla promozione della lettura.
Nel 2023 ha fondato, insieme a Giuseppina Levato, il gruppo Racconti al Pentagramma, che unisce scrittura e musica in performance dal vivo con partecipanti dai 6 ai 60 anni. Ha collaborato con musicisti e compositori alla creazione di produzioni narrative-musicali originali, presentate in sedi di rilievo.
Scrive per Cronache d’Arte, occupandosi di recensioni che spaziano dalla letteratura per l’infanzia alla narrativa contemporanea.
La sua attività coniuga progettazione culturale, educazione musicale e produzione letteraria, con un approccio orientato alla valorizzazione del patrimonio culturale e formativo del territorio.
>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO:
IL VIAGGIO DI CAMMY E DARIO
Filippo torna da Rupe Mutevole e ascolta la storia di Cammy e Dario, un dromedario e un cammello che attraversano il deserto per salvare il fratello di lei, catturato dagli umani. Dopo un lungo viaggio e l’aiuto inatteso di uno stallone, riescono a liberarlo e tornano al loro branco, dove l’avventura vissuta li renderà inseparabili.
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