venerdì 4 settembre 2026

TERRA AMORE E DISTINTIVO 14° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 14° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

14° PUNTATA

L’Agriturismo a quell’ora non aveva molti clienti, così Moreno si accomodò e attese per ordinare.

Proprio Francesca, trovandosi libera andò a prendere l’ordinazione.

Francesca: “Buona sera Capitano.”

Moreno: “Buonasera Francesca, è un piacere vederti.”
Francesca: “Cosa ti posso servire?”

Moreno: “Vorrei una grigliata con delle patatine fritte e una birra media per iniziare.”
Francesca: “Ok! Preferisci qualcosa di particolare nella grigliata?”

Moreno: “No, come è da listino va bene.”
Francesca: “La birra la vuoi filtrata o non filtrata?”

Moreno: “Non filtrata.”
Francesca: “Vuoi un aperitivo?”

Moreno: “No, semmai prendo una birra in più dopo.”
Francesca: “Vuoi un antipasto?”

Moreno: “No grazie.”
Francesca: “Ok, vado in cucina e faccio preparare il tutto.”

Moreno: “Sai cosa vorrei molto Francesca?”
Francesca: “Cosa dimmi?”

Moreno: “Vorrei che ti fermassi qui con me a parlare.”
Francesca: “Si dobbiamo parlare dei bambini che verranno.”

Moreno: “No, vorrei parlare di te, mi piacerebbe conoscerti.”

Francesca era visibilmente scossa per questa affermazione, non sapeva cosa rispondere.
Francesca: “Vado in cucina e vedo.”

Moreno: “Lo spero molto Francesca.”

Francesca andò in cucina e Giusy che aveva sentito tutto, convinse la sorella ad accettare l’invito a sedersi con Moreno.

Così si andò un po’ a rassettare e darsi una sistemata ai capelli e poi, pur vestita da lavoro andò a sedersi con Moreno.
Francesca: “Io ho deciso di sedermi qui con te, ma vorrei chiederti che fine a fatto la ragazza con cui sei venuto l’altra volta.”

Moreno: “E’ solo un’amica che mi aiuta con i bambini, niente di più, io sono libero, ma stregato.”
Francesca: “Stregato da chi?”

Moreno: “Stregato da te, e pur ammettendo che sono troppo diretto in questo momento non so quali altre parole dire.”
Francesca: “Allora ti dico io un bel grazie, per essere intervenuto quando ti ho telefonato, non sapevo a chi rivolgermi.”

Moreno: “Hai fatto bene e ti dico che sto ancora investigando sull’accaduto.”
Francesca: “Non avete ancora capito chi potrebbe essere stato?”

Moreno: “Guarda siamo ancora in alto mare, perché la famiglia Castello nega alcun problema.”
Francesca: “Una rapina per soldi?”

Moreno: “Guarda Francesca, con te non potrei parlarne, se ti dico qualcosa tu non devi dirlo a tua sorella, perché è assieme a Massimo.”
Francesca: “Sarò muta come un pesce.”

Moreno: “Comunque veramente siamo in alto mare per quel evento.”
Francesca: “Comunque grazie ancora.”

Moreno: “Vorrei poter correre tutte le volte che vorrai.”
Francesca: “Con i bambini come va?”

Moreno: “Va benissimo, sta andando tutto bene.”
Francesca: “Ma sono a casa tua?”

Moreno: “Si ho restaurato casa e ho trovato un posto dove stare.”
Francesca: “Casa tua è grande.”

Moreno: “Casa mia è grande, ma in questo momento piccola. C’è troppa gente. Se dovessi invitare a casa una ragazza, è meglio che mi invita lei a casa sua.”
Francesca: “Addirittura?”

Moreno: “Diciamo che ho i miei spazi ma sono ridicoli.”
Francesca: “”Ascolta, secondo te la famiglia Castello è una buona famiglia?

Moreno: “Guarda conosco più te di loro, non li conosco, non gli ho neanche fatto una visura fiscale.”
Francesca: “Spero per mia sorella che vada tutto bene, anche se mi interessa di più che abbia un lavoro e non un fidanzato.”

Moreno: “Se si dovessero lasciare Massimo e Martina, non la licenzieranno, ne ho sentito parlare bene.”
Francesca: “Speriamo.”

Moreno: “Hai un agriturismo bellissimo e molto curato.”
Francesca: “Ci teniamo molto.”

Moreno: “Rispecchia molto te. Le tue sorelle non sono così perfezioniste come te.”
Francesca: “Si è vero, hanno meno occhio ma mi aiutano molto.”
Moreno: “Ti intendi molto di agricoltura.”
Francesca: “Mi è sempre piaciuto, forse di più del ristorante.”

Moreno: “Tua sorella Giusy segue di più il ristorante?”
Francesca: “Si a dire il vero è lei la vera cuoca.”

Moreno: “A te piace di più sporcarti le mani.”
Francesca: “Lo puoi dire.”

Moreno: “Hai degli occhi che rapiscono”
Francesca: “Non puoi dire così, così come lo dici, dai. Non mi aspetto tutti questi complimenti.”

Moreno: “Mi sembri una ragazza che non si apre molto.”
Francesca: “Non mi apro con il primo che incontro, non ho tempo per le cose futili, forse ho troppo la testa immersa nelle cose reale, ho troppo i piedi piantati in terra.”

Moreno: “Fai bene, mandare avanti un po po di cose così, non è da poco, ma sai, certe volte basta solo che lasci che gli uomini ti dimostrino quello che valgono.”
Francesca: “Fino ad ora non ho incontrato uomini che possono dimostrarmi molto.”

Moreno: “Ma vedi, certe volte, ma io non voglio insegnarti niente, serve che lasci che gli uomini facciano la loro mossa, tu cerchi di seguirla e vedi dove ti porta. Devi lasciare che gli uomini facciamo gli uomini e tu fai la donna.”
Francesca: “Dai spara, prova ad andare avanti tu?”

Moreno: “Se un uomo ti invita fuori, tu vacci, e comportarti da donna che in quel momento potrebbe essere una preda, e vedi dove il cacciatore vuole portarti.”
Francesca: “Faccio fatica a lasciare che gli altri decidano per me.”

Moreno: “Io ti ho chiesto di sederti qui, quando sei arrivata mi sono alzato e ti ho fatto accomodare, anche se in realtà sei a casa tua, io sto cercando di dimostrarti che veramente quando sono a casa a Verona penso a cosa stai facendo qui.”
Francesca: “Verona, Trecenta sono tanti chilometri e in mezzo ci sono tante donne.”

Moreno: “Ok, questo è il mio cellulare.”

Moreno, prese si alzò in piedi, svuotò le tasche  e dimostrò che aveva solo un cellulare.
Francesca: “Che fai?”

Moreno: “Prendi il mio cellulare e guardalo, guarda se ho altre donne che mi scrivono e quello che mi scrivono.”
Francesca: “No, no non posso dai, ma sei matto?”

Moreno: “Guarda il mio cellulare per piacere e convinciti che a Verona c’è una persona che ti pensa, non sei più sola al mondo.”

Il silenzio scese tra i due.

Francesca si era portata una birra che stava sorseggiando tranquillamente, mentre Moreno approfittava della situazione per finire la sua cena.
Moreno: “Ti chiedo scusa Francesca, sono stato troppo diretto. …….. Comunque se ti va mi piacerebbe sapere di più di quella tavola che tenete sempre imbandita.”
Francesca: “E’ la tavola di mio padre, la sua personale, ha sempre mangiato lui li, con mia mamma e i suoi amici. L’Ha fatta lui a mano, l’ha intarsiata meticolosamente e personalmente. Ha per noi un valore inestimabile.”

Moreno: “Mi piacerebbe guardarla più da vicino.”
Francesca: “Dopo, quando le persone saranno uscite dal ristorante e sarai tu solo te la faccio vedere.”

Moreno: “Vuol dire che posso fermarmi qui un po’ di più?”
Francesca: “Mi hai detto che devo lasciarmi trascinare dall’uomo cacciatore e quindi se vuoi, io mi aspetto che rimani qui un po’ di più degli altri clienti.”

Moreno: “Così sia.”
Francesca: “Ascolta, ti devo parlare di una cosa, invece, visto che c’è qualcuno che vuole più complicità.”

Moreno: “Spara.”
Francesca: “Mia sorella Martina ha due amiche, che vengono spesso qui al ristornate a mangiare, non so che lavoro facciano ma di soldi in mano ne hanno sempre abbastanza.”

Moreno: “Vai avanti, la cosa mi intriga.”
Francesca: “Una sera, sono venute, e qui a mangiare c’era anche un certo Natalius, un uomo facoltoso e danaroso, lascia sempre delle buone mance, che gestisce un centro congressi un po’ ambiguo.”

Moreno: “Allora?”
Francesca: “Ha avvicinato le due ragazze e ha offerto loro un lavoro in questo centro congressi, ma la cosa mi puzza di marcio, non vorrei che fosse una casa chiusa.”

Moreno: “Ma questa è una tua impressione, o è un sentore generale.”
Francesca: “E’ una mia impressione, in realtà non è una persona che ha molti affari qui nei dintorni.”

Moreno: “Guarda, è fuori giurisdizione, posso fare un controllo, ma sai le discoteche, i night sono sempre posti un po’ ambigui, se non si verifica un reato vero e proprio è difficile andare a metterci il naso dentro.”
Francesca: “Si, dici che una segnalazione così è tutto e niente.”

Moreno: “Guarda, nelle discoteche tradizionali, quante ragazze si fanno scopare nei bagni volontariamente? Se non c’è un vero reato, anche qui, una coppia potrebbero dopo aver mangiato andare in un bagno del locale e farsi una bella scopata, non per questo tu e le tue sorelle sareste delle magnacce.”
Francesca: “Hai ragione.”

Moreno: “Lo sai, le prostitute che vengono qualche volta denunciate è perché sono così troppo brave a darla via che accumulano troppi soldi e non li denunciano.”
Francesca: “La cosa fa ridere veramente.”

La serata scivolò via in maniera splendida tanto che arrivò il momento di far vedere la tavola del padre a Moreno.

Moreno: “E’ splendida.”
Francesca: “L’ha intarsiata tutta a mano.”

Moreno: “Questi sono numeri romani.”
Francesca: “Si sono numeri romani, ma non ho mai capito cosa fossero.”

Moreno: “E le gambe, guarda che belle.”
Francesca: “Hanno degli intarsi fantastici, sembrano più cose sovrapposte l’una altra.””

Moreno: “Non vi ha mai spiegato cosa volessero dire per lui e tua mamma?”
Francesca: “No. Mia mamma ha sempre detto che sono cose importanti e che ricordano il loro rapporto.”

Moreno: “Si amavano molto?”
Francesca: “Erano l’amore fatto coppia.”

Moreno: “Bello.”
Francesca: “Tanto loro si amavano, tanto noi tre sorelle non siamo innamorate.”

Moreno: “Tu non sei innamorata?”
Francesca: “No, no caro il mio carabiniere, io non sono innamorata, per ora questo cacciatore che mi vuole cacciare non ha colpito al mio cuore. Ha una scarsa mira.”

Moreno: “Addirittura.”
La tavola venne poi risistemata ed i due andarono a fare una passeggiata fuori, parlando del più e del meno, ma soprattutto dei bambini e di cosa avrebbero fatto li alla fattoria.

Quando venne il momento si salutarsi, fu il momento più elettrizzante.

C’era una vera sintonia tra i due, Moreno era evidentemente innamorato ed attratto da Francesca, e lei era evidente che avrebbe voluto che quel momento proseguisse.

I due si salutarono con un abbraccio da subito, ma poi Francesca, mentre Moreno la stava lasciando libera, lo baciò.

Prima il bacio fu a smacco, ma poi le labbra si ricongiunsero, unendo le loro rispettive lingue.

La preda aveva deciso di lasciarsi prendere.

Moreno, dopo tutto questo si recò verso casa.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


IL LIBRO DEL GIORNO: “FILIPPO E MICHELE UN NUOVO CAPITOLO” di Anna Castellazzi
BIOGRAFIA AUTRICE:

Anna Castellazzi è docente di musica, autrice e progettista culturale, con oltre trent’anni di esperienza nella formazione musicale e vent’anni di responsabilità gestionali nelle scuole civiche del territorio varesino. Diplomata in Clarinetto presso il Conservatorio Guido Cantelli  di Novara  e in Didattica della Musica presso C.E.M.B di Milano, integra competenze educative, organizzative e creative.

Dal 2007 coordina per la cooperativa Musica per Varese i Corsi Civici di Arcisate, Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano, seguendo la gestione del corpo docente, la supervisione didattica, i rapporti con le famiglie e l’organizzazione di eventi. Dal 2009 è membro del CdA del Civico Liceo Musicale “Riccardo Malipiero”, contribuendo alla definizione delle strategie formative dell’istituto.

Accanto all’attività didattica, porta avanti un articolato percorso autoriale, pubblicando opere di narrativa per l’infanzia e progetti dedicati alla divulgazione culturale, spesso presentati in contesti istituzionali e culturali del territorio. Ha partecipato come giurata a premi letterari e a iniziative benefiche legate alla promozione della lettura.

Nel 2023 ha fondato, insieme a Giuseppina Levato, il gruppo Racconti al Pentagramma, che unisce scrittura e musica in performance dal vivo con partecipanti dai 6 ai 60 anni. Ha collaborato con musicisti e compositori alla creazione di produzioni narrative-musicali originali, presentate in sedi di rilievo.

Scrive per Cronache d’Arte, occupandosi di recensioni che spaziano dalla letteratura per l’infanzia alla narrativa contemporanea. 

La sua attività coniuga progettazione culturale, educazione musicale e produzione letteraria, con un approccio orientato alla valorizzazione del patrimonio culturale e formativo del territorio.

>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO: 

FILIPPO E MICHELE UN NUOVO CAPITOLO

Filippo e Michele sono due fratelli che vivono un periodo di forte disaccordo. Confuso e scoraggiato, Filippo si rivolge alla Rupe, una presenza saggia e rassicurante, che gli ricorda che ogni conflitto può essere compreso e trasformato. La Rupe lo invita a cercare la vera causa della distanza con il fratello e a non arrendersi. Seguendo i suoi consigli, Filippo ritrova Michele e insieme i due riscoprono un rapporto fatto di ascolto, condivisione e aiuto reciproco, aprendo un nuovo capitolo della loro storia.

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UN MILIONARIO TRA DI NOI 23° CAPITOLO

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