venerdì 11 settembre 2026

TERRA AMORE E DISTINTIVO 15° CAPITOLO

 TERRA AMORE E DISTINTIVO 15° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

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15° PUNTATA

Francesca una volta rientrata nel ristorante, lo trovò vuoto, il tempo era trascorso e Giusy aveva fatto tutto quello che c’era da fare, ma la trovò, non arrabbiata per essere stata sola, ma felice per la sorella e sorridente.

Giusy: “Finalmente, ti sei decisa a infilare la lingua nella bocca di un uomo, era ora.”

Francesca: “Ma che dici, dai, ma è il modo di dirlo?”

Giusy: “Ti ho perfino registrato con il cellulare.”

Francesca: “Cancella subito il video.” 

Giusy: “Assolutamente no, è un reperto archeologico.”

Francesca: “Cancellalo subito?”

Giusy: “Ti ripeto di no, finalmente è un evento memorabile.”

Francesca: “Sei una stronza.”

Francesca accennò, uno scatto per andare versoi la sorella, Giusy cominciò a correre e Francesca a rincorrerla.

Uscirono dal ristorante e si misero a correre su e giù per la fattoria come pazze.

Era tutto vuoto, non c’era più nessuno quindi se lo potevano permettere.

Corsero e risero a crepapelle, fino a che, Francesca non prese il telefono di Giusy e si accorse che nessun video era stato fatto.

Così si misero a ridere ancora e a mandarsi a quel paese vicendevolmente.

La notte passò bene per tutti, tranne che per Moreno.

Era sopraffatto dagli incubi.

Sognava il padre di Francesca, vestito da militare, correre nel campo di battaglia, sognava la tavola, gli intagli.

Gli intagli sembravano diventare sempre più grandi e tridimensionali, come a voler mandargli un messaggio.

Moreno si svegliò di soprassalto tutto sudato ed ansimante.

Avrebbe preferito fare un sogno più erotico, che un incubo, visto la serata, ma quelle foto attaccate al muro, quella tavola, avevano del strano.

Si alzò e bevette dell’acqua fresca, poi si sedette in cucina.

Una tavola i cui intagli raccontano una storia che le figlie non devono sapere, anche se in realtà arrivano ad essere donne.

Dei ricordi che le figlie non possono sapere, dei viaggi misteriosi per cacciare.

Ma cacciare cosa, vestiti come erano?

Marito e moglie che muoiono contemporaneamente in un incidente.

Moreno non sapeva se il vino bevuto la sera prima aveva provocato in lui delle reazioni strane, forse si.

Strano però, perché non era di certo astemio.

Ritornò a letto con il pensiero che appena possibile avrebbe voluto cercare notizie sull’incidente dei due genitori.

Il giorno seguente di mattino presto, Martinasi recò al lavoro, perché era d’accordo di andare dritta nell’ufficio di Giorgio.

Entrata in ufficio si accomodò, non davanti alla scrivania, ma vicino ad un altro tavolo, dove era stata preparata una succulenta colazione.

Martina: “Mi sta lasciando senza parole Sig, Giorgio, non mi aspettavo una colazione del genere.”

Giorgio: “E’ un piacere averla organizzata, almeno parliamo con più calma. Non aspettarti le cose genuine che preparate all’Agriturismo, ma spero che siano di tuo gradimento.”

Martina: “Bè guardi, io all’agriturismo non faccio una colazione del genere.”

Giorgio: “Non ti ho mai chiesto, sei brava a fare da mangiare?”

Martina: “Bella domanda, per fortuna per lei sono più brava a fare lenti che piatti da mangiare, però se devo far intrigare un ragazzo sono brava, comunque in realtà all’agriturismo in cucina, lavora più spesso le mie sorelle, in particolare Francesca.”

Giorgio: “E’ molto brava Francesca, l’ho visto.”

Martina: “Diciamo che ha le palle per comandare, ma mia sorella Giusy è più equilibrata e la aiuta a rimanere più pratica.”

Giorgio: “Ti sei ripresa dopo la sparatoria?”

Martina: “Si! Devo dire che il riposo mi ha fatto bene, ma molto di più mi ha aiutato non ricordare bene quello che è successo quella sera.”

Giorgio: “Non ricordi niente?”

Martina: “No, devo dire che ricordo poco assai.”

Giorgio: “Tipo, cosa ricordi?”

Martina: “Ricordo il colpo di pistola, ricordo che sono svenuta, ricordo i soccorsi, lei che mi chiamava, non ricordo altro.”

Giorgio: “Ricordi che siamo finiti in un fossato a causa degli spari?”

Martina: “No non lo ricordo, infatti non sono stata di grande aiuto alla polizia e questo mi dispiace perché avrei voluto essere di aiuto.”

Giorgio: “Bè guarda, non sono stato tanto di aiuto anche io, perché non ho nessun motivo per ricevere un attacco del genere.”

Martina: “Lei come si sente Signor Giorgio?”

Giorgio: “Mi sento io, ma ci sentiamo tutti, un po’ sotto tiro, tutta la famiglia si sente sotto tiro. Stavamo pensando di assumere un corpo di sicurezza, ma vorremmo tenere anche protetta la nostra libertà. Non penso che sia piacevole ne a te ne a Massimo girare con le guardie del corpo.”

Martina: “No! Effettivamente non mi piacerebbe trovarmi in auto con il mio ragazzo e dietro avere le guardie del corpo.”

I due si misero a ridere a crepa pelle.

Nel frattempo fecero colazione con briosce, spremuta, cappuccino e altro.

Giorgio: “Ci vieni ad una cena con me?”

Martina: “Che cosa?”

Giorgio: “No, no, volevo chiederti se venivi ad una cena di lavoro con me. Mi devo incontrare con un investitore e mi piacerebbe che ti conoscesse.”

Martina: “Che sera è?”

Giorgio: “Penso tra un paio di sere.”

Martina: “Bè guardi Massimo è occupato con una partita a tennis, ma comunque verrei volentieri, per me il lavoro è importante.”

Giorgio: “Bè guarda, mi piacere averti assieme, perché se magari parlando delle lenti, io dimenticassi qualche cosa, tu mi potresti aiutare.”

Martina: “Lo farò di sicuro, sarò un depliant vivente.”

Giorgio: “Grazie grazie mille Martina.”

Martina: “Mi dia un po’ di dati in generale delle varie lenti, che magari non ho ancora visionato, così mi preparo.”

Giorgio: “Ok, ok.”

Martina: “Le dispiace se magari parlando li convinco a comprare le migliori?”

Giorgio: “Cosa? Fai pure Martina, fai come se fossi tu la padrona.”

Martina: “Allora siamo d’accordo.”

Giorgio: “Posso chiederti una cosa Martina?”

Martina: “Cosa?”

Giorgio: “Ti disturberebbe per la serata vestirti in maniera un po’ provocante?”

Martina: “Se serve per far girare meglio la ditta che sta credendo in me, mi vestirò adeguatamente.”

Giorgio: “Grazie, ma non esagerare, è una cena con stile, non serve fare la troia. Voglio le tue capacità”

Martina: “Non si preoccupi Giorgio, anche se vengo a lavorare vestita sempre sportivamente, so attirare gli occhi su di me quando serve.”

Giorgio: “Va bene, va bene, cambiamo discorso per piacere.”

I due si misero a ridere a crepa pelle ancora.

Durante la giornata Ivano, suo fratello Giorgio e Massimo si trovarono a parlare in ufficio centrale, quello di Ivano.

Ivano: “Allora, Massimo, cosa volevi dirci?”

Massimo: “Volevo chiedervi una cosa importante per me. Lo so, sono tornato da poco e di cose ne sono successe. Mi sono lasciato con Elena, mi sono messo con Martinae ora vorrei chiedervi questo.”

Ivano: “Spara, capisco che ci vuoi dire che tu puoi sembrare un po’ stralunato, in questo momento, ma quello che è successo finora a te, è tutto normale, per un ragazzo giovane.”

Massimo: “Ok! Allora vorrei chiedervi, se posso entrare in consiglio direttivo della società con voi due e cominciare a seguire la vita dell’azienda come protagonista e non come osservatore o dipendente che non ha niente da fare in realtà.”

Giorgio: “Finalmente, mi sembra una cosa grande, il nostro ragazzo cresce Ivano.”

Massimo: “Veramente Zio la pensi così?”

Giorgio: “Certo, perché mi chiedi questo, sono felice che entri in prima persona.”

Massimo: “Pensavo, anzi, avevo paura che non vedessi bene questa mia richiesta.”

Ivano: “Perché figliolo?”

Giorgio: “Certo, sono d’accordo anche io con mio fratello, perché pensi questo?”

Massimo: “Perché non voglio che pensi di essere messo in minoranza.”

Giorgio: “Guardi troppi film su Netflix Massimo, la realtà è un’altra cosa. Io non ho figli o figlie, per me tu sei un figlio, non un nipote e vederti scalare questa società per me è motivo di orgoglio. Se tu ci chiedessi di farci da parte, penso che lo farei volentieri.”

Massimo: “Tu caso pensi papà?”

Ivano: “Ma cosa chiedi Massimo certo che mi farei da parte anche io.”

Giorgio: “Ma guarda che io e tuo padre ce ne staremo bene con le rispettive moglie anche alle maldive piuttosto di Rovigo. E’ bellissimo essere pieni di soldi e quando arriva la nebbia stare qua a lavorare, guarda non ti dico.”

Massimo: “Sono felice che la pensiate così.”

Ivano: “Allora Giorgio, gli diamo in mano i prossimi clienti cinesi?”

Giorgio: “Quelli che devono arrivare tra qualche giorno?”

Ivano: “Si quelli a punto.”

Giorgio: “Ok, per me va bene, basta che si porti con se Martinache di sicuro se ne intende più lei di lenti che lui.”

Massimo: “Sono d’accordo su tutto, mi va bene anche passare per incompetente se serve per iniziare.”

Ivano: “Non offenderti Massimo, mi raccomando, ma serve avere informazioni che tu non conosci ancora.”

Massimo: “Mi va bene tutto papà, pur di cominciare.”

Ivano: “Ok! Allora ti preparo io per l’arrivo dei cinesi.”

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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