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IN CANTINA NASCE L’AMORE 26° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
26° CAPITOLO
A letto, abbracciati, continuarono a riflettere su quello che potevano fare per quelle persone.
Gessica: “Dobbiamo concentrarci sulle priorità.”
Marco: “Tipo?”
Gessica: “L’acqua! Devono attingere acqua in maniera semplice e agevole, e deve essere pulita.”
Marco: “Occorre scavare un pozzo.”
Gessica: “......... e occorre che l’acqua sia pompata da un motore.”
Marco: “......... ma se il motore è a carburante serve il carburante.”
Gessica: “Il sole sarà il loro carburante.”
Marco: “Realizzeremo un impianto di pannelli fotovoltaici con batterie di accumulo.”
Gessica: “Certo, lo faremo, se lo vogliono lo faremo.” ……, poi Gessica abbracciò Marco e lo baciò.
Lui fece lo stesso, ma lasciandola libera di muoversi, così leti lo spinse in modo da farlo distendere a pancia in su, vi si sedette sopra e liberata dall’abbraccio di lui si liberò della maglietta che aveva messa, rimanendo nuda.
Marco: “Ci sono le pareti sottili, ci sentiranno.”
Gessica: “Terrò la bocca cucita, tu vacci piano, black and decker.”
Marco: “Ok!”
Abbiamo capito come si svolse la notte, ma quando il sole salutò il mondo, per un nuovo giorno, la magia di quella notte lasciò il posto alla cruda realtà di quel posto.
Fatto, quindi un’altro giro di valutazione, salirono sul camion e se ne ritornarono verso il villaggio turistico.
Durante il viaggio rimasero molto in silenzio.
Gessica: “Cosa dici?”
Marco: “Rispetto a quello che abbiamo detto ieri sera?”
Gessica: “Si!”
Marco: “Appena arrivati al villaggio, chiamiamo il NIght e diciamo alle ragazze di bloccare tutto e non chiamare nessuno. L’associazione che abbiamo messo in piedi, possiamo tenerla, gli cambiamo nome e cambiamo lo statuto, tanto lo sapevamo solo noi e le ragazze.”
Gessica: “Forse è meglio.”
Marco: “Meglio non combattere la violenza alle donne?”
Gessica: “No! Forse è meglio cambiare progetto, perchè riusciremo a lavorare nell’ombra, in fondo i soldi che useremo non provengono da donazioni liberali, in parte sono di un ragazzo che abbiamo ucciso ed in parte da un night.”
Marco: “Sono d’accordo.”
Arrivati in mezzo ad un bosco, il camion dopo una salita un pò impervia si fermò improvvisamente.
Gessica: “Cosa succede?”
Marco, provò ad accendere ancora il camion, ma niente, sembrava morto.
Marco: “Non parte, non parte, cavoli non parte.”
Gessica: “Sembra un problema di batteria.”
Marco: “Scendiamo e verifichiamo.”
Il camion, per fortuna, aveva deciso di lasciarli a piedi, in un punto sicuro.
Scesi, si piombarono davanti al muso del camion e aperto il cofano, cominciarono a fare delle verifiche.
Ripetiamo che erano tutti e due esperti meccanici.
Gessica: “E’ la batteria, ci ha lasciato a piedi.”
Marco: “Sono d’accordo, ma non possiamo fare altro che aspettare, sperando che passi qualcuno e ci veda.”
Gessica: “Hanno detto che se passa qualcuno, passa di giorno, poi arrivato il tardo pomeriggio non passa più nessuno.”
Marco: “Ti dò una brutta notizia.”
Gessica: “Quale?”
Marco: “Da ieri, quando siamo passati noi, non è passato nessuno da qui, per ora siamo gli unici.”
Gessica: “Ascolta, il nostro programma è stato pianificato molto bene, se non ci vedranno arrivare si metteranno in allarme e ci verranno a cercare.”
Marco: “Anche perchè siamo dei turisti.”
Gessica: “Sai se ci premieranno con una vacanza omaggio?”
Marco: “Ritorniamo a casa, inquadriamo bene la situazione e poi ritorniamo giù a rilassarsi.”
Gessica: “Va bene, ora vediamo cosa si può fare.”
Marco: “Cosa vuoi fare?”
Gessica: “Guardiamoci intorno.”
Gessica cominciò a passeggiare di qua e di la, da subito vicino al camion e poi sempre più lontano.
Marco, sentendosi al sicuro rimase attorno al camion per riflettere, quando ad un certo puntò sentì un tipico “SPLASH”, ovvero il tipico rumore di chi si tuffa nell’acqua.
Sentì Gessica ridere e sbraitare, così corse verso la direzione di lei.
Ad un certo punto, muovendosi tra gli alberi si fermò in un punto, dove la roccia diventava nuda e non più coperta dal sottobosco e si tuffava per 4 metri su un laghetto.
Un laghetto di forma trapezoidale, completamente circondato dalla roccia.
La roccia aveva vari colori, dal bianco al nero.
L’acqua sembrava dentro un grande bicchiere.
Marco: “Tutto bene?”
Gessica, rimanendo a galla, in punta di piedi si divertiva.
Gessica: “E’ freschissima e bellissima, è buonissima.”
Marco: “L’hai bevuta?”
Gessica: “Non vedi che limpida che è? E’ bellissima.”
Marco si accorse di una cosa ……………….
Marco: “Ma sei nuda?”
Gessica: “Certo, tu il bagno lo fai con i vestiti?”
Marco: “Ma se arriva qualcuno?”
Gessica: “Se arriva qualcuno lo sentiremo arrivare, così tu uscirai e andrai a fermarli.”
Marco: “Devo entrare?”
Gessica: “Non hai mai visto Paradise o Laguna Blu in tv? Sono qui che ti aspetto.”
Marco si guardò intorno e notò che andando verso destra, si scendeva verso la sponda del laghetto e verso dove Gessica aveva lasciato i vestiti, così arrivato al luogo dei vestiti si spogliò in fretta e si gettò in acqua.
Marco: “E’ freschissima.”
Gessica: “Si sta bene.”
I due si avvicinarono e si abbracciarono.
Marco: “E’ un sogno.”
Gessica: “Io sto sognando, non svegliarmi per piacere, sto benissimo.”
Marco: “Non ti manca la tua cantina, il vino ed il lavoro?”
Gessica: “Mi mancano i tuoi baci e le tue parole.”
Marco: “Gessica, cosa ho fatto per strapparti dalla tua routine?”
Gessica: “La mia non era una routine, è che spesso andavo ad Abano Terme con la mia amica e non facevo da tempo viaggi del genere.”
Marco: “Mi voglio perdere nei tuoi occhi.”
Gessica: “Sono qui, guardami e consumati a forza di guardarmi. ……. Non voglio che ti ricordi cosa hai fatto per me, farò tutto quello che serve per non farti pesare ciò che hai fatto.”
Marco: “Ho liberato il mio cuore. Mi hai liberato dalla vita che conducevo e mi hai portato in un’altra dimensione.”
Gessica: “Fantastico.”
I due si baciarono per un tempo lunghissimo, poi uscirono dall’acqua, si misero distesi su un angolo di erba e proseguirono a baciarsi.
Marco: “Siamo tutti bagnati, devo andare a prendere il lenzuolo che c’è nel cassone del camion per provare ad asciugarsi.”
Gessica: “Prosegui a baciarmi, il calore che c’è ci asciugherà.”
Marco: “Bellissimo.”
Gessica era stesa sotto Marco e tra un bacio corto ed uno più lungo attesero di essere asciutti per vestirsi.
Una volta asciutti e vestiti ritornarono al camion.
Gessica: “Per fortuna che ci siamo portati da mangiare per il viaggio.”
Marco: “Mi sa che rischiamo di dormire qui stanotte.”
Gessica: “E’ si.”
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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
IMAGE: IO NON HO PAURA
Io non ho paura - Cronache d'Arte
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