giovedì 29 ottobre 2026

TERRA AMORE E DISTINTIVO 21° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 21° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

21° PUNTATA

Nello stesso momento in ditta Optical System, Giorgio Ortago incrociava la sua pupilla Martina e la invitava a bere un caffè al bar delle ditta.

Arrivati e seduti ad un tavolino............

Giorgio: "Martina, è da un pò che non chiacchieriamo da soli."

Martina: "Si, ormai ci vediamo spesso in compagnia."

Giorgio: "Sei brava perchè non parli mai del lavoro a casa con gli altri."

Martina: "Io so tenere i segreti e a dire il vero Signor Giorgio, non mi piace che il rapporto che ho con lei vada ad inficere o meglio a mischiarsi con quello che ho con Massimo."

Giorgio: "Bravissima."

Martina: "A me dispiace ma Massimo non può sapere cosa ci diciamo io e lei, voglio che lei si senta sicuro quando è con me."

Giorgio: "Non avrei sperato di meglio."

Martina: "MI voleva parlare di qualcosa in particolare?"

Giorgio: "Si, volevo chiederti se sei ancora disponibile a fare qualche lavoro extra."

Martina: "Certo che sono disponibile, mi è piaciuto lavorare a quelle lenti di Isola Rizza in provincia di Verona. Sa se hanno fruttato un buon affare?"

Giorgio: "Direi esplosivo Martina, sono andate benissimo, c'è un compratore che ne vorrebbe una ancora più particolare."

Martina: "Una sola?"

Giorgio: "Si una sola, migliore di quella realizzata a Isola Rizza."

Martina: "Ok, ne possiamo parlare."

Giorgio: "Bene dai. ............... Ascolta, ma cosa state facendo io e mio nipote nella tenuta, nella zona Est?"

Martina: "Massimo vorrebbe che realizzassimo un bosco."

Giorgio: "Un bosco?"

Martina: "Lui lo chiama il bosco dell'Amore."

Giorgio: "Ok, ok non voglio sapere altro, maledetto me che faccio sempre domande."

Martina: "No, no, ma cosa ha pensato."

Giorgio: "Quello che hai detto."

Martina: "Intendevo che Massimo vorrebbe realizzare in quella zona un punto dove magari andarci ad abitare un giorno, un piccolo Eden."

Giorgio: "Bella idea, ho visto che ci sono 3 alberi ora."

Martina: "Si, vorremmo piantare anche degli alberi da frutto e vorremmo realizzare anche un impianto Fotovoltaico per essere pianamente indipendenti."

Giorgio: "Bello l'amore ed il sentimento puro."

Martina: "Lei non è innamorato di sua moglie?"

Giorgio: "Io sono innamorato di mia moglie, ma mi sa che mi ama solo la mia gatta ora ed il mio canarino."

Martina: "Bè sua moglie è una persona molto gentile."

Giorgio: "Si in pubblico, dovrei registrarla quando siamo da soli."

I due proseguirono ancora un pò e poi ritornarono alle loro mansioni.

Martina strada facendo incrociò Massimo, che la prese per mano e la portò dentro un ufficio anonimo, per baciarla.

Si baciarono molto a lungo, ma furono disturbati da una telefonata che proveniva proprio da Giorgio sul suo cellulare di Martina.

Martina: "C'è tuo zio che mi vuole nell'ufficio suo."

Massimo: "Ma non vi siete già lasciati?"

Martina. "Siamo al lavoro qui."

Massimo: "Tu passi troppo tempo con mio zio."

Martina: "Sei geloso?"

Massimo: "Si!"

Martina: "Fai bene, perchè è molto affascinante e mentre tu sei bello, giovane, rampante ed innamorato, lui è ricco sfondato, affascinante ed ha uno sguardo molto intrigante."

Massimo: "Ora sono proprio geloso."

Martina: "Ma va, dai va a lavorare che io devo andare da tuo Zio."

Massimo. "Non mi parli mai di quello che fate con mio zio."

Martina. "Scusa ma cosa produciamo in questa fabbrica?"

Massimo: "Lenti."

Martina: "Lenti ad alta precisione per l'esattezza, quindi di cosa vuoi che parli con tuo zio?"

Si lasciarono, uscendo uno per volta dalla stanza, ma Martina ridendo mandava a cagare il suo boys per tutte le sciocchezze che diceva da tipica persona gelosa.

Il fatto era, che queste cose le diceva in presenza di altre persone nei corridoi, quindi agli occhi e alle orecchie di tutti sembrava che Martina mandasse a cagare il figlio del capo pubblicamente.

Ovviamente lei ne usciva molto bene perchè si dimostrava forte e rampante, lui ne usciva un pò malconcio, ma visibilmente innamorato di quella ragazza.

Moreno, sicuro di voler portare avanti il suo progetto si recò, un paio di giorni dopo a casa del vecchio confinante delle ragazze per parlargli molto serenamente.

Il vecchio vedendosi arrivare a casa un carabiniere in uniforme un pò si spaventò, ma lo fece comunque subito entrare ed accomodare in casa.

Già entrato in casa, Moreno ricevette una telefonata da suo fratello.

Moreno: "Pronto?"

Michele: "Pronto Moreno, sono io, tuo fratello."

Moreno: "Ti vedo, è uscito il tuo nome sul cellulare quando hai chiamato."

Michele: "Ascolta, sei arrivato a casa del Signor Tiberio Gofredo?"

Moreno: "Si, sono qui a casa sua."

Michele: "Ho fatto ulteriori verifiche, ed ho scoperto, che è stato segnalato dalla polizia postale per turismo sessuale con pedofilia."

Moreno: "Addirittura?"

Michele: "Si, è già stato segnalato e se succede ancora, hanno detto che troveranno un cavillo per arrestarlo veramente."

Moreno: "Ma non potevano già farlo?"

Michele: "No, non avevano sufficienti prove, ma se succede ancora lo fermano veramente."

Moreno: "Ok! Grazie per l'informazione."

Moreno salutò suo fratello e poi cominciò a spiegare al Signor Tiberio il perchè della sua visita.

Moreno: "Grazie per avermi fatto entrare Signor Gofredo, spero di non averla spaventata."

Tiberio: "Si, a dire il vero mi sono spaventato, perchè come tutti i peccatori agente non ho tutto le fascine al coperto."

Moreno: "E' un vecchio detto."

Tiberio: "Si, è un vecchio detto, ma calza a pennello."

Moreno: "Mi sconvolge la sua franchezza e trasparenza."

Tiberio: "Guardi, io non ho intenzione di nascondere nulla, soprattutto alla legge. So che in vita, in questa vita alcuni peccati li ho commessi, quindi perchè negarli, faccio prima a rendermene conto e a salvare il salvabile. "

Moreno: "Allora le chiedo io a lei, perchè secondo lei sono venuto?"

Tiberio: "Penso che sia perchè qualche volta non pago tutte le tasse in regola o perchè qualche volta vado in Tahilandia a spassarmela con qualche ragazzina. Penso che lei sia la calma prima della tempesta."

Moreno: "Quella cosa sulla Thailandia la so ora da lei, ma non la sapevo, anzi faccio finta di non averla sentita, quello di cui vorrei parlare è la questione finanziaria."

Tiberio: "Il fatto delle tasse?"

Moreno: "So che i colleghi della Guardia di Finanza stanno allestendo un fascicolo su di lei. ............. Io non dovrei parlargli di questo. ............... Lo faccio perchè sono amico delle ragazze, qui vicine dell'Agriturismo, che mi hanno detto che è una buona persona che le ha aiutate tante e a loro dispiacerebbe che lei avesse problemi, così sentendo e riflettendoci, vorrei consigliarle di vendere il terreno prima che la guardia di finanza cominci il suo lavoro e magari con il ricavato sistemare il problema delle tasse. Mi ha capito?"

Tiberio: "Ho capito benissimo. ............... Le ragazze qui vicine hanno parlato bene di me?"

Moreno: "Si si parlano bene di lei."

Tiberio scoppiò subito a piangere.

Il pianto secondo dopo secondo aumentava di intensità e di struggenza.

Moreno mosso a compassione, prese e diede dei tovaglioli al vecchio ed un bicchiere di acqua dal rubinetto.

Moreno: "Perchè piange?"

Tiberio: "Perchè parlano bene di me ................... parlano bene di me ma io non lo merito, non lo merito ..........................."

Moreno: "Cosa non merita? Se ha fatto del bene?"

Tiberio: "Non ho fatto del bene, non faccio mai del bene, ci ho provato."

Moreno: "Provato a fare cosa?"

Tiberio: "Provato a fare del bene, ma ho rovinato tutto non ho mai avuto il coraggio di fare una cosa?"

Moreno: "Cosa mi dica."

Tiberio: "Dire la verità, dire la verità?"

Moreno: "La verità su cosa?"

Tiberio: “La verità.”

Moreno: “La verità su cosa signor Tiberio? Io sono qui da amico, non da carabiniere.”

Tiberio: “Mi lasci da solo, per piacere ora. ………… Non si preoccupi, sistemerò tutto con il fisco e venderò tutto al miglior compratore, ora però mi lasci in pace. ”

Moreno: “Signor Tiberio, se ha problemi io sono qui.”

Tiberio: “Mi lasci da solo agente.”

Moreno: “Ok! Me ne vado, però le lascio questo biglietto da Visita, mi chiami se ha bisogno.”

Tiberio: “Ok! Ora mi lasci però.”

Moreno lasciò l’abitazione del Signor Tiberio frettolosamente, come richiesto, però appena fu poche centinaia di metri dalla sua abitazione telefonò al fratello subito, perché era rimasto turbato dal comportamento dell’anziano.

Michele non fece altro che minimizzare quello che era successo e rincuorare il fratello che quello che era stato detto in quella casa non era niente importante.

Importante era il fatto che il vecchio era disponibile a vendere al miglior acquirente, quindi, ora Massimo Ortago, poteva fargli una buona proposta.

Moreno, chiuse la telefonata e si diresse verso casa, dove si mise a giocare con i ragazzi che popolavano la sua casa.

Questo servì, a distoglierlo dal problema e da quella conversazione, però il pensiero si ripresentò alla sera, da solo nella sua camera da letto.

Moreno, sapeva di Francesca e di quello che aveva subito a causa di quel vecchio, ma le parole di quel vecchio non faceva presagire che volesse descrivere quello che aveva fatto a Francesca, ma faceva presagire altro.

E’ vero che aveva provato a violentare Francesca e questo non va messo in secondo piano, ma non c’era riuscito e quindi dopo tanti anni avrebbe potuto metabolizzare la cosa e lasciarsela alle spalle, quello a cui faceva riferimento era altro.

Ovvio, una vittima che subisce violenza ne rimane sconvolta tutta la vittima, ma il carnefice molto probabilmente no.

Moreno si mise a dormire con questi pensieri che gli popolavano la mente.

Anche i suoi incubi gli fecero compagnia quella notte con il vecchio come protagonista.

Al mattino al risveglio, la prima cosa che fece fu telefonare a Francesca, che pur essendo mattina presto era ovviamente sveglia da molto tempo.

La telefonata fu molto piena d’amore e di sentimento.

Sia Moreno che Francesca, chiusero la telefonata molto sereni e ringraziando Dio che l’uno esisteva per l’altro.

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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

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2° LIBRO

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte


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