mercoledì 30 settembre 2026

SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 3° CAPITOLO

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SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 3° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

3° CAPITOLO

Francesca lo aveva chiamato, quindi la possibilità di un futuro d’amore c’era, oppure c’era la possibilità di vivere altri momenti di passione.

Forse aveva sbagliato.

Dai suoi appunti prese un foglietto, dove c’era scritto il numero di telefono di Francesca, quello super personale, che neanche il marito conosceva, ma ora era tardi per usarlo.

Valentina, si era messa a sistemare la posta, e lettera dopo lettera le arrivò in mano l’invito a partecipare ad un convegno a Capri.

Un convegno di importanza nazionale a cui molto probabilmente avrebbe partecipato anche Francesca, visto l’incarico che secondo Fernando rivestiva nella società in cui lavorava.

Valentina in persona avrebbe dovuto partecipare, ma le venne un’idea.

Prese il telefono e digitò velocemente il numero di una persona che conosceva benissimo.

Gaetano: “Pronto?”

Valentina: “Pronto Gaetano, sei tu?" 

Gaetano: “Si! Ciao Valentina, come stai?”

Valentina: “Bene, bene! Sei nell’organizzazione del convegno di Capri?" 

Gaetano: “Si certo. Ci vieni?”

Valentina: “Ascolta, mi servirebbe sapere, se al convegno si è iscritta una certa Busterna Francesca, qui di Milano." 

Gaetano: “E’ una tua amica?”

Valentina: “Una conoscente. Me lo puoi dire? Mi devi un piacere." 

Gaetano: “Un piacere? Molti piaceri ti devo, non preoccuparti, questo te lo faccio volentieri, non contarlo.”

Valentina: “Grazie." 

Gaetano: “Ecco, l’ho trovata. Busterna Francesca, è iscritta.”

Valentina: “Dove dorme?" 

Gaetano: “Al Central Capri.”

Valentina: “Cavoli la Signora, si tratta bene." 

Gaetano: “Avrà un buon sponsor.”

Valentina: “Mi sa di si. Ascolta mi iscrivi un mio collaboratore?" 

Gaetano: “Non vieni tu?”

Valentina: “No, no, ti mando questo stronzo." 

Gaetano: “Cosa?”

Valentina: “No, no, volevo dire, iscrivimi Zorzella Fernando, per piacere." 

Gaetano: “Ok! Dove dorme?”

Valentina: “Ovviamente al Central Capri." 

Gaetano: “Ma cosa stai escogitando? Se ti conosco bene qui c’è sotto del marcio.”

Valentina: “No, no, Gaetano, qui ci scappa il morto sul serio, preparati." 

Gaetano: “Ok! Ok, non voglio sapere niente.”

Valentina: “Grazie mille, sono in debito." 

Gaetano: “Mai in debito con me Valentina, non preoccuparti.”

Valentina, chiuse la telefonata e si mise a ridere a crepapelle.

Tanto, ma tanto forte, che i suoi subordinati si recarono a vedere se c’erano problemi.

Lei con l’interfono disse: “Fernando dal capo!”

Fernando lasciò il lavoro che stava facendo e si recò da Valentina.

Fernando: “Pronto Capo, sono qui.”

Valentina: “Pensavo che ti fossi suicidato.” 

Fernando: “Valentina, per piacere, dai, non scherzare.”

Valentina: “Ascolta, prepara le valige che te ne vai a Capri.” 

Fernando: “Al convegno? Anche no! Mandaci Manuela, lei ci va più contenta.”

Valentina: “Un cazzo, ci vai tu e basta. Ok! Mi fido di te e ci vai tu! E’ un ordine!” 

Fernando: “Ma lo sai che a Manuela piace di più.”

Valentina: “Allora Fernando, cosa facciamo, non è che perchè ti copro le spalle con le tue avventure e mi lascio palpare il culo, puoi dirmi di no, anzi di più mi devi dire di si, quindi vai a Capri, punto e basta.” 

Fernando: “Ok Capo.”

Valentina: “Ok Valentina devi dire, o ti prendi dei larghi solo quando vuoi tu.” 

Fernando uscì dall’ufficio e si recò a finire i vari lavori che aveva iniziato per lasciare tutto in ordine alla partenza per Capri.

Il giorno della partenza arrivò velocemente.

Era passato 1 mese dal viaggio a Barcellona, siamo a fine estate.

L’arrivo a Capri non aveva avuto intoppi e sia Fernando che Francesca, avevano raggiunto le loro camere in momenti differenti.

Fernando si trovava, nella sua camera da solo, davanti alla grande finestra che dava sul mare.

Sarebbero bastate alcune telefonate, averla cercata e magari, ora, sarebbe stata li, con lui, nella stessa camera.

Quel “SUICITADO” era l’ultima parola che andava detta.

I capelli di Francesca, la sua pettinatura, le sue labbra, il suo seno, le sue curve, la sua dolcezza, come era stato possibile aver rinunciato a tutto questo.

Prese il telefono, si collegò ad Instagram e guardò il profilo di Francesca.

Stupido, stupido e ancora stupido era stato.

Questa volta per tutto il tempo che sarebbe rimasto a Capri non avrebbe guardo nessuna donna.

Single dovevo restare.

Era arrivato Single e sarebbe tornato Single.

Dopo un’oretta di riflessione decise di scendere al piano terra per andare al bar a bere un Mojto.

Aveva il tutto incluso, occorreva usufruirne.

Uscì dalla camera e si diresse verso l’ascensore.

Arrivato davanti all’ascensore attese che si fermasse al suo piano.

Arrivato, le porte si aprirono, lui stava guardando in basso.

Fece un passo avanti, una mano lo afferrò dal colletto della camicia e lo trascinò dentro, poi un calcio ben assestato alle ginocchia lo fece a cadere rovinosamente a terre, e a seguire due calci ben assestati lo colpirono all’addome.

Francesca: “Brutto pezzo di merda! Sei risuscitato? ………………. Sei risuscitato dopo il terzo giorno o ti ha rianimato la tua Capa con un pompino, quando ti stavi suicidando?”

Fernando si stava rialzando, quando lei con un altro calcio lo fece cadere. 

Francesca: “Devi morire, devi morire. …………. Cazzo come funziona la palestra. Cazzo se funziona.”

Fernando: “Francesca, ho dovuto.” 

Francesca: “Ho dovuto? Perchè? Perchè?”

Fernando rimanendo a terra.

Fernando: “Perchè ti amo! E non va bene! Non va bene, perchè sei sposata e questa storia non può funzionare.” 

Francesca: “Ti ho dato il mio numero segreto, non lo conosce neanche mio marito, potevamo chiamarci, potevamo parlarci, potevi dirmelo. Io speravo in una tua chiamata e quando ho chiamato io mi sono sentito dire che eri morto. Non sai quanto ho pianto.”

Fernando: “Ti amo Francesca, ti amo tanto, ma questa storia non può continuare, ho sbagliato io.” 

Francesca: “Sono io, sono io! Io sono la donna e io decido se la storia può andare avanti oppure no. Io decido.”

Fernando: “Mi dispiace, l’ho fatto per amore e per difenderti.”

Fernando si alzò, appoggiandosi ad una parete dell’ascensore.  

Francesca: “Mi hai molto ferita. Tu pensavi di difendere me, ma non sai come vivo a casa, forse avevo anche io bisogno di te.”

Fernando: “Mi dispiace e ti assicuro che è da quel giorno che penso se ci sia una strada per poter rimediare.” 

Francesca: “In questo momento ti sto odiando e odio la puttana del tuo capo, per averti assecondato.”

Fernando: “Non devi odiarla è grazie a lei che sono qui. Mi sa che ha controllato e ha organizzato lei, perchè di solito manda altri a questi eventi.” 

Francesca: “Ti ha mandato lei?”

Fernando: “Si! Era incazzata per avermi ascoltato e assecondato.”

Francesca e Fernando si guardarono alcuni secondi, poi ………….. 

Fernando: “Lo so che è il modo peggiore per cercare di rompere un rapporto, ma l’ho fatto per amore. …………. Per amore tuo, non volevo che per colpa mia si rovinasse il tuo di rapporto, con tuo marito.” 

Francesca: “Pensi ancora quello che mi hai detto, l’altra volta?”

Fernando: “Ti amo, e non c’è giorno in cui non ti pensi.”

Francesca: “Allora, ore 19.30 nella hall di ingresso …….. Arriverò in ritardo e tu mi aspetterai. Dio santo se mi aspetterai e pregherai che io non decida di arrivare già accompagnata da un altro stallone da cavalcare.”

Fernando: “Francesca!” 

Francesca: “Ti ho già detto l’altra volta che so come mi chiamo. ………… Ti da fastidio che usa questi vocaboli? …………… Lo sai come mi sono sentita io?”

Francesca, si allontanò e si diresse verso le scale.

Da questo momento per Fernando, iniziava il tipico momento in cui il tempo passa, ma non passa mai troppo velocemente.

Assolsero tutti e due gli obblighi, collegati al convegno a cui dovevano partecipare e passarono un pò di tempo a rilassarsi utilizzando i servizi dell’albergo, senza mai incrociarsi.

Fernando, non sapeva cosa fare.

Come sarebbe finita?

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

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2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


TERRA AMORE E DISTINTIVO 17° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 17° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

17° PUNTATA

Alcuni giorni passarono, molto veloci e ricchi di impegni, in Afganistan, però successe un evento che fece raggelare tutta l’Italia.

In un duro scontro a Kabul, dove il nostro contingente cercava di proteggere la popolazione con tutte le proprie forze, i Talebani, armati da chissà chi con droni ben equipaggiati diende un duro colpo ai nostri, provocando molti morti e molti feriti.

Alla fine i nostri ebbero la meglio, ma ne uscirono molto provati.

In tutta Italia le manifestazioni di vicinanza non si potevano contare, e la vicinanza al contingente arrivò da più parti.

Nessuno sapeva spiegarsi, come i Talebani erano riusciti ad armarsi così bene.

Ovviamente a fine conflitto, per non dire a fine giornata i nostri riuscirono anche a recuperare pezzi dei droni talebani per controllarli e verificarli.

Mentre come abbiamo detto tutta Italia era nello sgomento, Giorgio e Natalius, non dico che brindavano, ma quasi.

Giorgio: “Questa volta, siamo nella merda, Natà!”

Natalius: “Perché?”

Giorgio: “Arriveranno a noi, quei droni avevano le nostre lenti.”

Natalius: “Si, ma le nostre lenti non avevano il marchio di fabbrica, erano anonime.”

Giorgio: “Si, ma arriveranno a noi.”

Natalius: “E’ impossibile, non possono non preoccuparti.”

Giorgio: “Ma non c’entra il marchio di fabbrica, c’entra la tecnologia e la manifattura, noi fabbrichiamo lenti di alta precisione.”

Natalius: “Non preoccuparti, dai.”

Giorgio: “Cosa intendi fare tu?”

Natalius: “Facciamo arrivare la notizia ai nostri amici carabinieri che la colpa del fatto che i talebani erano così bene armati è del nostro amico nemico Robovic, così gli diamo una pista.”

Giorgio: “Ma cosa dici, lui ci conosce.”

Natalius: “Si, ma è un trafficante. Costruiamo una storia in cui veda Robovic come colui che ha rubato le nostre lenti e vendute ad altri. E’ vero che grazie alla tecnologia possono arrivare alla tua ditta, ma facciamo in modo che se succedesse, voi farete la parte dei truffati.”

Giorgio: “Oddio, ti dirò che mi tremano le gambe.”

Natalius: “Fidati amico mio, non succederà niente di male alla tua ditta, anzi, magari ne viene fuori una buona pubblicità.”

Giorgio: “Faccio una fatica a crederci.”

Natalius: “Intanto con Robovic, non abbiamo contatti diretti per collegarti direttamente, lasciami il tempo di costruire un dossier bello con tutte le sottolineature adeguate e vedrai che il problema non si presenterà.”

Giorgio: “Ascolta, invece, con Elena come sta andando?”

Natalius: “Elena è già fuori dai giochi, non ce l’hai più tra le palle.”

Giorgio: “Ti ricordo che è incinta, è gravida, non fare del male al bambino.”

Natalius: “Guarda che non sono una bestia, prima avrà il bambino e poi si dovrà prostituire, tu non pensarci più, ci penso io.”

Giorgio: “Ok amico.”

Pur sentendosi profondamente turbato, per l’accaduto in Afganistan, Moreno invitò a cena Francesca.

Questa volta, fu Francesca a recarsi a Verona, per andare a cena al Don Cilli, un noto ristorante completamente vegano.

Pur non essendo nessuno dei due vegani, Francesca in primis accettò l’idea, così per farsi un po’ di cultura sul tema.

Gli argomenti della serata si accentrarono su Moreno, questa volta e sulla possibilità di ritornare di nuovo in missione.

Visto l’accaduto in Afganistan e vedendo Moreno molto disponibile ad approfondire argomenti sul tema, si fece spiegare bene come si viveva in missione.

Per cercare di rendere la conversazione anche un po’ frivola, Francesca toccò argomenti come il rapporto dei soldati in missione e le donne del posto.

Ovviamente anche Moreno affrontò il tema con tanta frivolezza, senza entrare troppo nello specifico.

Francesca decise di chiedere un consiglio spassionato sull’idea avanzata da Massimo a Martina.

Moreno: “Sicuramente mosso dall’attrazione che prova per tua sorella, le intenzioni sono tutte delle migliori, ma occorre vedere nella pratica come si svilupperà la cosa.”

Francesca: “Io non vorrei che si mischiasse troppo il sentimento con gli affari.”

Moreno: “Bè. per cominciare, è solo un’idea, prima di concretizzarla ce ne vuole del tempo. Siamo in Luglio, ora che compèra il terreno, mette a dimora le piante, le coltiva e cominciano a produrre ce ne vuole.”

Francesca: “Bisogna capire il prezzo finale dell’uva, se poi conviene.”

Moreno: “Bè a voi sicuramente si, perché vi trovereste l’uva pronta senza i costi di produzione. ”

Francesca: “Più ne parlo e più la cosa mi fa paura.”

Moreno: “Ma scusa, tu non hai fornitori per l’agriturismo?”

Francesca: “Si, e sono tutti buoni fornitori.”

Moreno: “Allora, perché non deve essere un buon fornitore?”

Francesca: “Bè i fornitori che ho li posso anche cambiare, mentre con il probabile fidanzato di mia sorella le cose si potrebbero fare più difficili.”

Moreno: “In questo caso, io continuo a consigliarti, di scrivere 2 parole in più, che due in meno, così poi patti chiari, resta solo l’amore da vivere.”

Francesca: “Consiglio accettato.”

Moreno: “Posso cambiare discorso”

Francesca: “Certo.”

Moreno: “Sei un vero splendore, sei un incanto.”

Francesca: “Si vede che ciò dato dentro con la parrucchiera oggi?”

Moreno: “Ma, non è la parrucchiera, tu sei un sogno. ”

Francesca: “Ero un sogno anche quando ero scorbutica le prima volte che ci siamo visti?”

Moreno: “Se non lo eri non mi avresti attratto.”

Francesca: “Ok! Allora sarò scorbutica sempre.”

Moreno: “No, dai, per piacere, a giorni alterni.”

Francesca: “Mi fai ridere.”

A fine cena, Francesca decise di andare vedere la casa di Moreno, che ricordiamo era interamente occupata dall’associazione, creata per i bambini, solo una piccola parte era dedicata a casa vera e propria di Moreno.

Praticamente un piccolo appartamento.

Ma se pur piccolo, offrì lo stesso ai nostri due amanti lo spazio per scambiarsi delle intense effusioni d’amore.

Francesca, però, fermò Moreno e con dolcezza le chiese di aspettare.

Moreno, l’ascoltò, mostrandosi comprensivo e paziente.

Mentre con Serena, non aveva avuto attenzioni, con Francesca voleva giocarsi tutte le carte migliori.

Prima di mezzanotte, Francesca prese l’auto e se ne tornò verso casa.

Il giorno dopo, la serata di Francesca teneva banco tra le sorelle.

Giusy: “Allora come è andata sorellona?”

Francesca: “E’ andata bene, devo dire che mi sono proprio divertita.”

Martina: “Te la sei fatta una sana scopata?”

Giusy: “Ma cosa chiedi tu? Cosa vuoi sapere, tu cerca di tenere le gambe chiuse con il tuo nuovo boy frends, mi raccomando.”

Martina: “Qui non si sta parlando della mia passera, ma di quella di Francesca, quindi cerchiamo di concentrarci verso la direzione giusta.”

Giusy: “Allora, è successo qualcosa?”

Francesca: “Non me la sono sentita, mi dispiace per lui, ma voglio aspettare.”

Giusy: “E’ passato molto tempo da quello che è successo in passato, e a dire il vero Francesca non è successo niente di tutto quello che poteva succedere, devi cercare di aprirti.”

Francesca: “Vi assicuro, che sto facendo degli sforzi incredibili con Moreno, più di quello che pensavo, ma mi serve ancora tempo.”

Martina, si alzò dalla sedia e andò ad abbracciare la sorellona, che rimase seduta.

Martina: “Siamo sempre e solo con te Francesca, non tenerci mai lontane da te, ma se un uomo dice di amarti e di volerti, prova a chiudere gli occhi e ad aprirti.”

Giusy: “Basta usare la parola aprirti, per piacere che per il lettore di questo romanzo, vuol dire aprire le gambe, per piacere usiamo vocaboli diversi, dei sinonimi.”

Francesca: “Forse non avete tutto il torto, magari se apro le gambe una volta, si sistema il tutto.”

Giusy: “No! No! La scopata riparatrice no, pensaci sempre bene.”

Francesca: “Cambiamo discorso! ……… Ho parlato con Moreno della proposta di Massimo per il vigneto e lui pensa che sia una bella idea, ma occorre che mettiamo tutto bene nero su bianco.”

Martina: “Nessuno dice il contrario, dobbiamo assolutamente mettere tutto nero su bianco, ma guardate che in realtà Massimo lo vuole fare se diciamo si noi, non ha nessuna intenzione di comprare vigneti per far uva ad altri, la vuole fare per noi. Per lui sarebbe come fare agricoltura circolare.”

Francesca: “Ma secondo voi, ce la possiamo fare? Riusciremmo a produrre buon vino qui in queste zone e a commercializzarlo?”

Giusy: “Diciamocela tutta, fuori dai denti. Siamo a Rovigo, il nostro vino è buono ed è acquistato da chi viene qui a mangiare e da persone che ci conoscono. E’ un vino da tavola, da pasto, non di sicuro un vino di altissima qualità, ci possiamo provare, magari uscendo sul mercato con un prezzo modesto e poi si vede.”

Francesca: “Non vorrei che andasse a riempire gli scaffali di qualche supermercato.”

Giusy: “Potremmo fare le fiere per farci conoscere, andare da altri ristoranti, offrire la spedizione postale per tenere i prezzi contenuti, insomma, ce la possiamo giocare.”

Martina: “Abbiamo le macchine per fare poco e tanto vino, anzi, abbiamo le macchine sotto utilizzate.”

Francesca: “Dovremmo riuscire a produrre un vino mosso.”

Giusy: “Mosso, fermo, vediamo ci proviamo.”

Martina: “Manteniamoci sul bianco che siamo brave a fare quello, cerchiamo di renderlo frizzantino e vediamo cosa ne esce. …………. Siamo in luglio, tra poco dobbiamo raccogliere l’uva che abbiamo, è già un momento per fare una prova.”

Francesca: “Ma il vino che produciamo adesso e che produrremo, non ha la quantità, per fare tante prove.”

Martina: “Qua intorno, non c’è nessuno che potrebbe avere uva da venderci, che è di buona qualità?”

Giusy: “Vediamo dai, proviamo a spargere un po’ la voce, fare delle ricerche e vediamo.”

Francesca: “Guardate, senza diventare matte e cercare roba che poi non ci aggrada, facciamo le prove con quello che produciamo noi, limitiamo le vendite a clienti esterni al ristorante, e teniamo il più che si può per il ristorante, cerchiamo di giocarci bene le scorte.”

Martina: “Concordo, tutto sommato, limitiamo le vendite a clienti occasionali, magari, non vendendolo qui al ristorante come facciamo di solito a fine cena, proponendolo ai clienti per casa e teniamolo per il ristorante.”

Le tre approfondirono bene il discorso e poi andarono tutte per la loro strada.

Giusy, si mise a lavorare in cucina molto intensamente, perché voleva prepararsi per bene perché il ristorante era tutto prenotato per la sera.

Si mise a riflettere sul fatto di ricercare uva per il vino, e il suo pensiero non potè andare a quel bastardo.

Un uomo, un animale, che ancora seppur senza far niente, poteva rendere cupo il cielo sopra il ristorante e tutta l’azienda.

Carica di rabbia, sbatteva il coltello sulle varie asse per il taglio degli ortaggi e della carne con forza.

Disossava la carne come se dovesse scannare qualcuno, fino a che, perfino sua sorella Martina se ne accorse, e andò in cucina a controllare.

Chiese un paio di cose alla sorella, ma Giusy non proferì e rimase in silenzio.

La giornata scivolò via senza neanche accorgersene, tutto filò a gonfie vele, ma non per Giusy che continuava a riflettere e a pensare.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

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“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


martedì 29 settembre 2026

IN CANTINA NASCE L’AMORE 23° CAPITOLO

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IN CANTINA NASCE L’AMORE 23° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

23° CAPITOLO

La vita nel villaggio turistico scorreva serenamente.

Mentre a Gessica, capitava, di organizzarsi dei momenti di stacco lavorativo o organizzando delle settimane di ferie o dei week end a Marco capitava meno, perchè come indole personale si faceva troppo prendere dalle tempistiche lavorative e da tutte le dinamiche.

Il tipo di attività lavorativa che portava avanti Marco risentiva molto di più delle dinamiche che tempo, animali che si ammalavano, l’impianto biogas che si rompeva e si fermava, le variabili che portavano a dover rimescolarle l’organizzazione lavorativa erano molteplici.

L’arrivo di Gessica nella sua vita, era stata un’ulteriore variabile imprevista, che però lo aveva fatto riflettere di più, sulle cose importanti della vita.

Lo stesso viaggio che si era concesso era una cosa eccezionale.

Avevano deciso di non uscire molto dal villaggio ma di sfruttare a fondo il mare e tutto ciò che offriva.

A lunghi baci scambiati sdraiati su un unico lettino alternavano cocktail di vario tipo.

L’acqua era vista come una cattiva medicina.

Vivevano questo momento da fidanzatini di primo pelo.

Anche Gessica si era fatta prendere la mano e stava dimostrando a Marco di provare un sentimento molto profondo e quando lui le slegava i cordini degli slip del costume per toglierlo di mezzo lei lo lasciava fare, perchè dentro di lei diceva: “Ogni lasciata è persa!”

Alle 14 di una bellissima giornata Gessica di accorse che non trovava più l’anello regalatole da Marco.

Si ricordava di averlo tolto la mattina, e di averlo posato nella cassaforte della stanza.

Se l’era tolta per non perderlo andando in acqua.

Proprio quel giorno Marco sembrava un pò più strano del solito: più accondiscente, più dolce, più propositivo, Gessica raggelò.

Che l’avesse preso Marco l’Anello per farle la proposta?

Si mise a guardare dappertutto, ma non si azzardava a chiedere a Marco, perchè la paura era quella di ricevere la proposta.

Un momento che in stanza c’era anche Marco, lei si barricò in bagno, senza farlo capire.

Cinquant’anni e non sentirli, era l’età giusta per ricevere la proposta di matrimonio? Un’altra? Marco era innamorato certo, era preso da lei all’inverosimile, ma cavoli era pronta a ricominciare una nuova storia? 

Aveva rischiato di rimanere incinta, avrebbe potuto avere un pupino di MArco dentro di se.

“Cavoli!”, gridò dentro di se: “ma possibile che alla mia età mi devo fare queste flippe mentali?”

Uscì dal bagno e decise di affrontare la questione di petto.

Gessica: “Amore, per caso hai visto il mio anello?”

Marco: “Certo Gessica, ce l’ho dentro il porta monete, perchè non si rovini.”

Gessica fece un sorriso a 32 denti e si vedeva che era cambiata in viso.

Marco: “Tutto bene? Eccolo!”, prendendolo dal porta monete e consegnadolo.

Gessica: “Grazie, non ricordavo dove l’avevo messo, a dire il vero. ……………. e a dire il vero per onesta, avevo paura che l’avessi preso tu per farmi una certa domanda.”

L’anello era già al dito di Gessica.

Marco: “La domanda potrei fartela in qualunque momento, magari con un nuovo anello, ma per ora non ho intenzione di farti domande strane, perchè ti amo così come sei, e amo quello che mi stai dando senza nessun vincolo.”

Gessica: “A be, certo, te la sto dando 3 volte al giorno? Sembra una terapia.”

Marco: “Non intendevo quella cosa, era più sentimentale la cosa.”

Si misero a ridere tutti e due a crepapelle.

Marco: “Cosa mi avresti risposto?”

Gessica: “Non te lo dico, non mi hai fatto la domanda? Mistero!”

Marco: “Rimango con il dubbio allora.”

Ricominciarono a ridere e a prepararsi per la vita pomeridiana del villaggio.

Anche al Night di Marco quella sera stava proseguendo tutto secondo gli schemi naturali.

I clienti cominciavano ad apprezzare la cucina interna e a degustare i vari piatti che Micaela sapientemente preparava.

Per ora presenti, c’erano solo i vini di Gessica, perchè per essere commercializzata li all’interno, la carne di Marco, doveva ottenere altre autorizzazioni e passare tramite un macello normalmente non utilizzato.

Al momento si utilizzava carne di qualità ma di un altro macello.

MIcaela, prendeva sempre di più dimestichezza con il locale e con la vita all’interno, era ben voluta dal resto delle ragazze che un pò la proteggevano, un pò la consigliavano.

Si, la consigliavano, perchè sempre di più era interessata ai balletti sui palchetti e ai pali.

Clarissa, una delle ragazze, in un momento in cui non c’era da fare in cucina, la andò a prendere e tra una risata e l’altra la portò su un palchetto per ballare.

Da subito Micaela era imbarazzata, ma soprattutto vestita, così i clienti presenti ai piedi del palchetto, seduti sui divanetti divennero più interessati.

Micaela sapeva che non poteva rimanere li vestita di tutto punto così disse a Clarissa: “Ho un intimo normalissimo sotto.”

Clarissa: “Color?”

Micaela: “Rosa? Tinta unita di cotone.”

Clarissa: “Sai ballare un pò?”

Micaela: “Si!”

Clarissa: “Allora dacci dentro, togliti i vestiti un pò alla volta e mostra il tuo essere acqua e sapone e pronta a ricevere i soldi che ti metteranno negli slip.”

Micaela: “Come soldi?”

Clarissa: “Quando prendono in mano la banconota da cinque euro tu inginocchiati verso di loro, fagli le muine e aspetta che ti mettano la banconota dentro l’elastico degli slip.”

Micaela: “Fin dove si possono spingere?”

Clarissa: “Qui nel palchetto solo mettere soldi, decidi tu se andare a sederti sulle loro ginocchia ma non possono toccarti, per farlo devono venire nei privè dove pagano di più, ma non farlo tu, non sei pronta.”

Micaela: “Ok! Ci posso provare.”

Clarissa: “Allora ti lascio sola! Comincia a spogliarti che a questi stanno esplodendo le palle solo con la fantasia.”

Micaela, cominciò a spogliarsi pezzo dopo pezzo e a muoversi secondo uno schema di balletto improvvisato.

La sua inesperienza ai clienti piacque, tanto da incentivarla a suon di banconote da 5 euro, infilate negli slip.

Ad un cliente molto disponibile al dono, si andò anche a sedere sulle ginocchia e gli diede un bacio in fronte per ringraziarlo.

Cosa esagerata per una prima volta.

Lui le chiese un privè, ma arrivarono degli ordini per la cucina e così dovette ritirarsi.

Fu accompagnata in cucina da altre ragazze tra urla di gioia e risate.

Ritornata a casa, suo fratello Isacco si trovava già a letto, lei si mise sotto la doccia per ripulirsi.

Mentre si lavava rifletteva su ciò che aveva fatto.

Alla fine era stato più semplice di ciò che pensava: ballare, sculettare, fare le smorfie a uomini che non conosceva e ricevere soldi.

Le era venuto automatico anche dare un paio di bacetti, se non fosse stato per le altre ragazze un privè con un bel figo moro l’avrebbe anche fatto.

In tutto si era portata a casa 150 euro in più, evvai.

Finita la doccia si mise a letto e si addormentò subito.

Suo fratello Isacco, si era svegliato e atteso che lei si mettesse a dormire uscì dal letto e si recò in camera della sorella.

Stava nascendo in lui un desiderio malsano, avere una sorella così bella e giovane in casa non gli faceva bene, vederla sdraiata mezza nuda a letto e saperla dentro un night la sera lo stava rovinando.

Quando uscì dalla camera, fece un pò di rumore, Micaela si svegliò, ma non si accorse di ciò che era successo.

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RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI - Cronache d'Arte  

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  

RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”

IMAGE: IO NON HO PAURA

Io non ho paura - Cronache d'Arte  


SORPRESA A BARCELLONA 2° TEMPO 3° CAPITOLO

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