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ABBRACCI AL RIO NERO 5° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
5° PUNTATA
Katya, aveva in mano il pc.
Controllarono vari siti di informazioni, ma niente, non trovano niente.
Apollo: “Incredibile, non si parla di me da nessuna parte.”
Katya: “E’ incredibile.”
Loris: “Siete sicuri? Avete controllato vari siti? Anche quelli minori?”
Apollo: “Katya ho controllato varie cose.”
Loris: “Aspetta, i simboli e le scritte che hai sulla moto.”
Katya: “Cosa intendi?”
Apollo: “Vuoi cercare in base a quelli?”
Loris: “C’è un modo per capire se ci sono foto uguali sul web?”
Katya: “Si ci sono, fammele vedere.”
Apollo: “Pensi che possano essere degli indizi?”
Katya: “Magari, chi li ha fatti, ne ha fatto una foto e li ha pubblicati, come per farsi pubblicità”
Apollo: “Bella idea.”
Si scambiarono le foto e fecero delle verifiche, ma niente, niente di niente.
Katya: “Incredibile.”
Loris: “Non è che vieni dal futuro?”
Apollo: “Ma dai.”
Loris: “Tempo fa si era parlato di uno che proveniva dal futuro. …………… Comunque non preoccuparti, la memoria ti ritornerà. ………… Mi interessa che non ti allontani e non ti metta in pericolo. E’ chiaro che hai bisogno di aiuto e qui lo puoi trovare. Io ed il resto dei ragazzi siamo con te. ………………. Poi, domani farai una bella verifica a tutto l’impianto, vedrai che magari controllando minuziosamente tutto il parco ti ritornerà la memoria.”
Katya: “Bella idea.”
Loris: “Adesso, però, ogni uno a casa sua, dai, dovete riposare.”
I due si salutarono e tutti si misero a riposare.
Il giorno seguente in ufficio direttivo ……………………………
Pietro: “Hai detto che non ci sono notizie di lui nel web?”
Loris: “No, non ci sono notizie.”
Pietro: “Cavoli ci sono cazzate di tutti i tipi, questa è una cosa importante e non ci sono notizie. Ma chi è Apollo veramente.”
Loris: “Gli ho detto di fare una bella verifica all’impianto, per vedere se gli ritorna la memoria.”
Pietro: “Mi raccomando, facciamo le cose con cautela, non possiamo assumerlo per ora e dobbiamo stare attenti, che non si faccia male.”
Loris: “Speriamo, sono molto ottimista.”
Pietro: “Speriamo, hai tutto il mio appoggio. Andiamo dai, a fare qualcosa.”
Loris: “Sono al Chiosco.”
Pietro: “Top.”
Annalisa e Katya, in questo momento stavano parlando al bancone del Bar, mentre servivano i clienti.
Annalisa: “Era pronto a baciarti e non lo hai lasciato fare? ……….. Io avrei lasciato che mi infilasse la lingua in bocca e la esplorasse per bene, finchè con le mani scorrevo su egiù per i suoi bicipidi.”
Katya: “Sei una stronza, non devi dire così.”
Annalisa: “Siete ancora liberi vero?”
Katya: “Cosa vuoi dire?”
Annalisa: “Non vi siete impegnati vero?”
Katya: “No assolutamente.”
Annalisa: “Bene, allora vado io ad infilargli la lingua in bocca.”
Katya: “Dove vai?”
Annalisa: “Ci vediamo tra 5 minuti.”
Katya: “Rimani qua.”
Annalisa si rivolse a Pietro, spiegando che andava in bagno, ma si diresse verso il luogo dove si trovava Apollo.
Pietro informato da Katya, di ciò che voleva fare Annalisa, corse verso di lei, ma non per rimproverarla o fare scenate ma per non farle fare cazzate.
Pietro: “Annalisa, aspetta.”
Annalisa si fermò e si voltò verso Pietro.
Annalisa: “Pietro dimmi.”
Pietro: “Non farlo, non andare da Apollo.”
Annalisa: “Te lo ha detto Katya?”
Pietro: “Si.”
Annalisa: “Non volevo infilargli la lingua in bocca, volevo andare a sincerarmi come stava.”
Pietro: “Non mi interessa cosa volevi fare, mi interessa e vi consiglio di non legarvi troppo ad una persona che non conosciamo per niente.”
Annalisa: “Pietro, da quando sei diventato mio padre.”
Pietro, si mise a guardare da altre parti, pensando a cosa rispondere.
Pietro: “Non sono tuo padre, è che mi interessa veramente capire come poter aiutare quel ragazzo, e non vorrei peggiorare la situazione.”
Annalisa: “Posso andare a salutarlo?”
Pietro: “Vai a salutarlo pure e chiedigli se ha bisogno di qualche cosa.”
Annalisa: “Va bene, sarò brava papino.”
Pietro si voltò e si diresse, verso il Chiosco, scuotendo la testa.
Arrivato al Chiosco …………….
Pietro: “Ti è rimasta una birra per un amico?”
Loris: “E’ la stessa che abbiamo al Bar.”
Pietro: “Ho fermato Annalisa che stava andando a salutare Apollo, perchè secondo Katya stava andando a fare una cosa poco conveniente.”
Loris, si mise a ridere a crepapelle …………
Loris: “Non voglio sapere cosa intendi per poco conveniente.”
Pietro: “Le ragazze sono in fibrillazione, non mi disturba, ma Apollo è una persona da inquadrare.”
Loris: “Gli amori qui al parco si consumano ogni estate, ed è giusto che sia così. Non hai tutti i torti nel dire che deve essere inquadrato.”
Pietro: “Dobbiamo agire con più forza, dobbiamo andare dai carabinieri e chiedere consiglio.”
Loris: “Faremo così, come dici tu, ci andiamo domani mattina, prima di aprire il parco.”
Pietro: “Va benissimo.”
Loris: “Prendi la tua birra.”
Pietro: “Grazie!”.
La giornata proseguiva, senza intoppi, come fosse tutto normale, come se all’interno del Parco, non ci fosse la presenza di una persona non ben definita.
Apollo, passeggiava su e giù per gli ombrelloni intrattenendosi con questo o quel bagnino.
Ogni tanto andava nel reparto macchine a controllare che fosse tutto a posto.
Dava a quel posto, un’attenzione particolare, era chiaro che quello era il suo lavoro.
Per fortuna al Parco c’era tutto in ordine, quindi a parte qualche normalissima rottura, tutto ma proprio tutto era a regola d’arte e quindi non c’erano visite di ispettori o servizi pubblici vari.
Una persona come Apollo, poteva star dentro indisturbata.
Figurava essere un cliente: ogni giorno gli veniva stampato lo scontrino, assegnato un ombrellone sul prato, uno di quelli lontani dalle piscine, uno che non voleva mai nessuno, si accampava come un normale cliente e poi faceva ciò che gli si diceva all’interno del Parco.
Era un Paradiso, è un Paradiso il Rio Valli, è un eden in mezzo alla Pianura veneta, c’è tutto.
Sembra la rappresentazione del Veneto in miniatura.
C’è l’acqua che simboleggia il mare, gli ombrelloni, i locali (bar e chiosco), che simboleggiano la vita notturna e la vivacità, e le colline, le salite, per andare agli scivoli che simboleggiano le montagne Venete.
Andare al Parco Rio Valli sembra di avere il Veneto in mano.
Alle ore 15.35, un Signore brizzolato, sulla cinquantina, alto 170 cm, fisico asciutto, vestito con una tipica tutina estiva in poliestere visibilmente comprata su internet, entrò nel Parco.
Aveva con sè, solo un asciugamano e un borsello grande quel poco per contenere cellulare e portafoglio.
Passò il tunnel che porta dentro il parco, e si soffermò appena dentro scrutando a destra e sinistra.
Chi si fosse soffermato a controllarlo avrebbe visto un uomo intento ad osservare e cercare qualcuno di particolare.
Il suo sguardo penetrava e superava ogni ombrellone, sembrava che scandagliasse tutto ciò che vedeva.
Fece anche qualche passo in avanti in direzione del Bar Pizzeria per controllare meglio.
Apollo, era salito proprio in quel momento dalla scala che portava agli spogliatoi e siccome ai me, è brutto dirlo, non è che avesse tutti questi lavori da fare aveva notato questo signore e lo aveva incuriosito il fatto che una persona fosse entrata in un Parco Acquatico e se ne stesse così ferma ad osservare.
Diciamolo, se uno ci stava un pò attento, come stava facendo Apollo, sembrava un guardane, perchè era chiaro che si soffermava ad osservare le donne e le ragazze.
Una signora, sicuramente incurante di ciò di cui stiamo parlando, scivolò giù dallo scivolo giallo finendo nella piscina finale, lanciando un tipico urlo di gioia, per la stupenda e adrenalinica scivolate che si era fatta.
Era alta 165 cm, capelli castano mossi lunghi fino a metà schiena, il corpo ben formato con una terza abbondante di seno. Poteva avere dai 40 ai 45 anni, ma in realtà li si capiva se la si guardava bene.
La poveretta, uscì dalla piscina incurante di tutto e si sistemò scrollandosi l’acqua.
Il Signore che prima si trovava fermo all’entrata la notò e si diresse verso di lei.
Si avvicinò a lei e man mano che lo faceva era chiaro che la tensione cresceva in lui sempre di più.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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