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L’ITALIA CHE VORREI 9° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
9° CAPITOLO
Alle 11.30, il Pool Investigativo, doveva trovarsi con Mike per confrontarsi, sulle nuove scoperte, invece il sistema di sicurezza di Palazzo Chigi venne messo in allerta e Mike, ritornò a pieno a fare la guardia del corpo del Presidente.
Dal suo ufficio si mise a correre verso quello del Presidente, entrò senza bussare e: “Presidente, si allontani dal Pc. ……….. Si allontani subito.”
Fabio: “C’è il Pc che non funziona.”
Mike: “Palazzo Chigi è sotto attacco Hacker.”
Fabio: ”Sotto attacco Hacker?”
Mike: “Si! Mi faccia vedere.”
Fabio si spostò.
Fabio: ”Ma che cazzo succede?”
Mike: “Stanno attaccando il Palazzo, sono in contatto con i servizi segreti.”
Fabio: ”Voglio sapere tutto.”
Passarono alcuni minuti e poi arrivò la risposta.
Mike: “L’attacco Hacker è terminato. Hanno lasciato un messaggio nei pc del Palazzo. E’ meglio che andiamo alla Security Room.”
Fabio: ”Subito, andiamo.”
Per strada, Fabio incrociò la fidanzata spaventata.
Chiara: “Cosa sta succedendo?”
Fabio: “Palazzo Chigi è sotto attacco Hacker.”
Chiara: “Addirittura?”
Fabio: “Devo andare alla Security Room, per fare il punto della situazione, stai qui dentro, non uscire.”
Chiara: “Cosa possiamo fare?”
Fabio: “Mike, dice di non toccare i pc e di non lavorare, finchè non si ritorna alla normalità.”
Chiara: “Ok! Rimango nel mio ufficio.”
Fabio, accompagnato da MIke, si recarono alla Security Room, dove trovò come sempre i vari Generali.
Generale della Difesa: “Presidente Fortezza, come sta?”
Fabio: “Generale cosa mi può dire, cosa sta succedendo?”
Generale della Difesa: “Come le ha detto Mike, il Palazzo è stato messo sotto attacco Haker, ma in realtà è già tutto finito. Il reparto informatico ha potuto capire che è stato copiato nel nostro sistema questo video che le sto per mostrare.”
Fabio: “Avete capito chi sono i colpevoli?”
Generale della Difesa: “In realtà ci stanno lavorando, ………….. ecco il video che hanno lasciato.”
Appena il video venne caricato su uno schermo Fabio li bloccò.
Generale della Difesa: “Mi dica Presidente.”
Fabio: “Chi è lo conosciamo?”
Generale della Difesa: “E’ Mohammed Tagichiri, un terrorista libico del gruppo Libertas Libia.”
Fabio: “Faccia partire il video.”
Mohammed Tagichiri, era seduto su una sedia davanti ad un tavolo in una stanza ovviamente anonima, e pronunciò queste parole: “Finalmente gli italiani conoscono la paura e la guerra, come l’abbiamo conosciuta noi in LIbia. Tutto il sistema politico italiano è stato raso al suolo, ma non è finita. La vostra pace, il clima in cui vivete è solo un sogno che svanirà.”
Il video qui si bloccò.
Fabio: “Generale?”
Generale della Difesa: “Mi dica Presidente?”
Fabio: “Ha le mani che le prudono?”
Generale della Difesa: “Si molto.”
Fabio: “Per la sua felicità, le dico che l’Italia è in guerra. Le ordino di trovare questa merda il più presto possibile e di cercarlo in qualunque buco del culo del mondo. Lo voglio qui in Italia e le assicuro che non passerà dei bei momenti.”
Generale della Difesa: “Si! Signore.”
Fabio: “Mi informi, quando il contingente che dovrà andarlo a prendere sarà pronto. Mi raccomando, troviamo i colpevoli degli Hackeraggi. ……………. Dai Mike ritorniamo su subito.”
Generale della Difesa: “Presidente?”
Fabio: “Si?”
Generale della Difesa: “Grazie, grazie per come sta affrontando questi momenti e mi scusi se in qualche momento le sono sembrato titubante.”
Fabio: “Mi è sembrato titubante sulla mia leadership, ma le assicuro che anche io era titubante come lei, è che non lo davo a vedere.”
I due si strinsero la mano e poi Fabio proseguì per i suoi impegni.
In ascensore, Fabio, appena partiti per ritornare ai piani civili di Palazzo Chigi, bloccò l’ascensore.
Fabio: “Cosa ne pensi?”
Mike: “Non capisco, come mai un gruppo terrorista Libico deve venire a romperci le scatole dopo tutti gli anni che sono passati.”
Fabio: “Ma qui hanno buttato giù un palazzo super sicuro, come hanno fatto?”
Mike: “Ascolti Presidente, mi devo sentire con il Pool Investigativo, dopo le faccio sapere. A proposito, con il Vicepresidente come si comporterà?”
Fabio: “Appena riesce verrà a lavorare, ma ti assicuro che lo tratterò come un segretario, non certo come un Vicepresidente, mollerò il comando solo una volta che un barlume di Parlamento si sarà ricostituito. ”
Mike: “Va bene.”
Arrivati nei piani civili, Mike si recò verso la riunione con il Pool Investigativo e Fabio corse, nel vero senso della parola, a fermare i Direttori dei MInisteri della Difesa e degli Interni per farli entrare nel suo ufficio.
Entrato nel suo ufficio, Mike, salutò i 3 membri del Pool Investigativo.
Scambiò delle strette di mano calorose e forti, tipiche di un agente segreto super addestrato e li fece accomodare su dei divanetti attorno ad un piccolo tavolino.
Mike amava discutere di argomenti delicati e complicati in comodità, aveva il gusto per l’eleganza, anche in situazioni come questa.
Mike: “Allora, mi avete chiesto un incontro, avete delle novità?”
Romina: “Si, Mike, e a dire il vero volevamo parlarne prima con te, anche se in realtà sarebbe importante che il Presidente stesso sapesse quello che ti stiamo dicendo.”
Mike: “Informerò il Presidente personalmente, o addirittura gli chiederò di venire qui, ma ditemi per piacere.”
Paola: “Dove si trova il Vicepresidente ora?”
MIke: “A casa che riposa, ovviamente. ……………….. Volete sputare l’osso o devo torturarvi, qui dentro Palazzo Chigi?”
Pietro: “Il Vicepresidente Alfonsi, non è vivo per caso.”
MIke: “Che cosa?”
Pietro: “Prima dell’esplosione di Montecitorio, Enrico Alfonsi è andato a rifugiarsi dentro il suo ufficio, che settimane prima è stato ristrutturato, rendendolo un bunker antiatomico. Li nel suo ufficio ha aspettato l’esplosione e qualcuno che andasse a recuperarlo. Lui doveva sopravvivere.”
Mike: “Come fate a sapere queste cose?”
Pietro: “Una soffiata ci ha indirizzato ad analizzare, le macerie dell’ufficio di Alfonsi, così abbiamo scoperto della ristrutturazione. A questo punto abbiamo cercato di parlare con chi ha portato avanti la ristrutturazione, ma la società è stata chiusa e i dipendenti sono tutti morti.”
Mike: "Perdindirindina."
Paolo: “Tutti morti tranne uno, un certo Raffaele Gagna, che tutt’ora è irreperibile, lo stiamo cercando dappertutto."
Romina: “Dobbiamo trovare Gagna, assolutamente.”
MIke: “Stamattina, palazzo Chigi è stato preso di mira da un attacco hacker.”
Romina: “Non è stato reso pubblico.”
MIke: “Assolutamente no. …………. Il problema, non è tanto il fatto di aver subito un attacco hacker, ma è il fatto che chi lo ha portato a termine ha lasciato nei pc del Palazzo, un video in cui il terrorista Mohamed Tagichiri, si è preso la colpa dell’attentato, così il Presidente ha dato ordine di catturarlo in qualunque parte del mondo si trovi.”
Paolo: “Alfonsi, non può aver architettato l’attentato, può aver programmato di andare al potere, ma sicuramente è stato aiutato da qualcuno di più grande e più organizzato.”
MIke: “Ma voi avete notizie di Mohamed e della sua organizzazione?"
Romina: “Ne abbiamo sentito parlare, ma non mi sembra che la sua organizzazione abbia la forza di mettere in piedi un piano del genere.”
MIke: “Quindi, Alfonsi può essere la mente, ma non ha le capacità e le potenzialità. Tagichiri si prende la colpa, però non ha le capacità e le potenzialità. Qui mancano non pochi tasselli.”
Pietro: “Che funzioni avrà Alfonsi come Vicepresidente?”
Mike: “Il Presidente, lo vuole trattare più come segretario che altro. La situazione è delicata ed il Presidente, vuole condividere il potere con un vero parlamento non con una persona singola.”
Pietro: “E’ fondamentale, trovare Gagna, molto probabilmente, più ci stringeremo attorno a lui, più sarà possibile che Alfonsi commetta degli errori.”
Mike: “Avrà bisogno anche lui di rapportarsi o con Gagna o con altri del gruppo, non può essere rimasto solo.”
Romina: “Parli di Gagna?”
MIke: “No, parlo di Alfonsi. sicuramente ha molti altri contatti, quindi bisogna tenerlo sotto controllo per bene. ……………….. Parlerò con il Presidente e gli farò rapporto, voi dovete assolutamente proseguire con forza.”
Romina: “Proseguiremo le indagini.”
Tutti si salutarono e ritornarono ai loro impegni.
Da tutt’altra parte della città, una persona aveva capito dove si sarebbero svolti i funerali di stato, ovvero allo Stadio Olimpico, così, in un momento in cui si stavano ancora solo cercando di capire come iniziare i preparativi, entrò senza farsi notare.
Mancavano 3 giorni per i funerali di Stato, era chiaro che dal momento che sarebbero partiti i preparativi si sarebbe lavorato ininterrottamente 24 ore su 24.
Questa persona, vestita come un normalissimo operaio, si avvicinò alla zona adibita ai giornalisti.
La zona adibita ai giornalisti, era composta da tutte stanzette riservate che davano direttamente visuale con una finestra all’interno dello stadio.
Finestra che se perfettamente chiusa poteva insonorizzare la stanza non permettendo l’uscita di suoni all’esterno, e non farne entrare, in modo che il giornalista, o la troupe potevano fare la telecronaca diretta di una partita o di un evento senza essere disturbati.
Arrivato davanti alla porta di una di questa stanzette, estrasse una chiave dalla tasca sinistra dei pantaloni e aprì la porta.
Una volta entrato richiuse la porta.
Posò lo zaino e prese un cacciavite a stella.
Con questo cacciavite si mise a svitare tutte le viti che tenevano fermo un cuscino a un divanetto, tolse il cuscino e sotto, come sapeva bene c’era uno spazio vuoto chiuso.
Fatto questo, prese dallo zaino il resto del contenuto e lo posò dentro lo spazio che aveva aperto nel divanetto.
Posato bene il tutto prese il cuscino e lo riposizionò, riavvitando tutte le viti.
Una volta terminato il lavoro, prese tutto e uscì da quella stanzetta, chiudendola chiave e andandosene.
A passi sicuri e decisi si diresse verso l’uscita dello stadio e poi verso il centro della città.
IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO.
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1° LIBRO
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“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
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