BIOGRAFIA AUTRICE:
Mi chiamo Alessia Fiorentino, ho 33 anni e sono una militare dell’Esercito Italiano. La mia vita si muove tra disciplina e introspezione, tra il rigore della divisa e la libertà delle parole.
Sono laureata in Sociologia e Criminologia, studi che mi hanno insegnato a guardare in profondità l’animo umano, le sue fragilità e le sue contraddizioni. La scrittura, invece, è sempre stata il mio rifugio: un modo per dare voce a ciò che spesso resta taciuto, per trasformare il dolore in consapevolezza e la paura in forza.
Quest’anno ho pubblicato il mio primo libro, L’amore non uccide, un testo di denuncia contro la violenza sulle donne. Scriverlo è stato un atto di coraggio e di amore verso tutte le donne che, ogni giorno, lottano per la propria libertà e dignità.
Con Fiore di loto, ho scelto di raccontare un viaggio più personale: quello che attraversa la perdita, il silenzio e la rinascita. Come il fiore che dà il titolo al libro, anche io credo che la bellezza possa nascere dal fango, e che ogni cicatrice possa diventare un segno di vita.
Scrivo nel tempo libero, quando il mondo tace e le parole trovano spazio per respirare. Per me, scrivere significa restare viva.
>>> TITOLO DELL’OPERA DEL GIORNO:
FIORE DI LOTO
Fiore di loto è un viaggio intimo e struggente attraverso le fasi di un dolore d’amore e di una rinascita personale. Attraverso una serie di capitoli brevi e profondamente introspettivi, la voce narrante — una donna che ha appena perso l’uomo che amava — racconta il lento processo di separazione, di smarrimento e di guarigione.
Il romanzo si apre con l’immagine del fiore di loto, simbolo di rinascita che nasce dal fango: da questo paragone prende forma il percorso della protagonista, costretta a guardarsi dentro dopo la fine di una relazione che aveva definito tutta la sua identità. Nelle pagine successive si alternano ricordi, lettere non spedite, riflessioni e confessioni che scandiscono il cammino dal dolore più crudo fino alla consapevolezza di sé, alla capacità di respirare di nuovo e di bastarsi.
Ogni capitolo rappresenta una tappa emotiva: dal lutto alla nostalgia, dalla rabbia silenziosa all’accettazione, fino alla riscoperta della propria forza interiore. Attraverso immagini delicate e potenti, le mani, un portachiavi smarrito, un correttore rotto, un vestito bianco mai indossato, la protagonista impara che la rinascita non è un evento improvviso, ma un processo lento e doloroso, fatto di piccoli gesti e nuove consapevolezze.
Nel finale, il “Ti amo” scritto su una lavagna diventa un simbolo di riconciliazione: non più rivolto all’altro, ma a sé stessa. Fiore di loto è quindi la storia di un amore finito che si trasforma in un atto d’amore verso la propria vita. Una meditazione poetica sull’abbandono, sulla resilienza e sulla possibilità di rifiorire anche dal fango.
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