mercoledì 24 giugno 2026

TERRA AMORE E DISTINTIVO 5° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 5° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

5° PUNTATA 

In auto Serena parlava, ma si accorse ben presto che la mente di Moreno era assorta e concentrata su un'altra cosa. 

Serena: "Mi spieghi perchè sei così pensieroso?" 

Moreno: "Quelle foto, hanno qualcosa di strano." 

Serena: "Le foto del padre delle ragazze?" 

Moreno: "Si!" 

Serena: "Ma cosa hanno di strano, erano foto di un cacciatore." 

Moreno: "Hai notato che in nessuna foto erano fotografate le loro prede?" 

Serena: "Ma dai non fare l'investigatore anche stasera, erano foto punto e basta." 

Moreno: "Non mi convincono, e non mi convince il padre di quelle ragazze." 

Serena: “Ma dai ma cosa non ti convince convince?”

Morene: “Anche come erano vestiti.”

Serena: “Avevano una tipica divisa da semi militare che ogni tanto si mettono i cacciatori, per sembrare chissà chi.”

Moreno: “Era troppo perfetta e troppo uguale alle altre a quelle vere.”

Serena: "Ma cosa vuoi, dai rilassati per una sera! ........ Cosa avrebbe di strano quel cacciatore?" 

Moreno: "Lo sguardo! E' uno sguardo che mi sembra di aver già visto in una delle mie missioni all'estero." 

Serena: "Rilassati Moreno, per piacere, ma come puoi focalizzarti su uno sguardo." 

Moreno: "Vedi Serena, quando combatti giorno dopo giorno, ora dopo ora, incappucciato con il passamontagna, riconosci i tuoi compagni di squadra o la gente che incroci più con lo sguardo che con altro. Ci sono missioni in cui le persone con cui collabori, non li vedrai mai a viso scoperto, e ne vedrai solo lo sguardo............. E quello sguardo l'ho visto ancora." 

Serena, proseguendo la chiacchierata, cercò di stimolare Moreno, preparando il terreno per un possibile dopo cena. 

Aveva deciso di sfoderare tutte le sue armi in una serata come questa. 

Con la scusa di avere caldo, fece scendere le spalline del vestito, lasciando scoperte le spalline del reggiseno rigorosamente nero pizzato. 

La minigonna la fece salire fino a scorgere l'attaccatura del pizzo delle calze autoreggenti. 

Moreno, non potè rimanere immobile e di ferro, così, lentamente con una mano le sfiorò la coscia partendo dal ginocchio e salendo fino al pizzo. 

Serena lo lasciò fare, senza fermarlo. 

Senza dire o chiedere niente, Moreno andò dritto verso casa sua, parcheggiò l'auto in giardino, scese e la  fece scendere da cavaliere, aprendole la porta dell'auto e chiusa poi la porta la baciò. 

Quel bacio era a tutti gli effetti la parola d'ordine che avrebbe aperto ogni tipo di prosecuzione della serata. 

Da cavaliere la prese in braccio e la portò in casa, poggiandola delicatamente sul divano dove cominciò, a baciarla molto appassionatamente e a spogliarla. 

Serena era a tutti gli effetti una donna bellissima e sinceramente agli occhi di tutti, Moreno, con il suo fare duro e chiuso a storie serie, si stava perdendo un'opportunità incredibile. 

Ma quella notte, no, tutto doveva andare per il verso giusto. 

La pelle setosa di lei, il profumo inebriante, lo stava drogando sempre più, poi lei, lei disposta a giocarsi tutte le carte non tentava neanche per sbaglio di fermare il suo capitano preferito. 

Da tempo il suo cuore batteva per lui e finalmente poteva donarsi a lui completamente. 

Passarono poi a letto dove Moreno, potè solo che sfogare la sua virilità, fino a che tutti e due si addormentarono pesantemente abbracciati. 

Alle 6 del mattino gli occhi di lui si aprirono, il sole non si vedeva ancora, si alzò e si fece una doccia, si preparò un caffè e si mise al pc a studiare alcune cose.

Quando lei si svegliò fecero colazione assieme e poi si salutarono molto dolcemente, sicuri che quella notte non sarebbe stata l'ultima. 

Chiusosi il portone d'entrata della villa, Moreno, cominciò a mettere in pratica ciò che aveva programmato di fare studiando al pc precedentemente. 

Chiamò il fratello Michele al telefono chiedendogli se era possibile radunare tutta la squadra per le 11.30 in caserma per parlare con tutti. 

Michele si rese disponibile cercando di radunare più persone possibili. 

Puntuali come un orologio svizzero si fecero trovare quasi tutti nella zona ristoro, attendendo l'arrivo del loro capitano. 

Anche il Generale era stato avvisato, perchè non sapendo di cosa doveva parlare Moreno, non si voleva che magari trattandosi di cose importanti, la voce arrivasse in alto da vie traverse. 

Da Moreno, c'era da aspettarsi di tutto. 

Moreno arrivò, con qualche minuto di ritardo, vestito in alta uniforme, e questo la diceva lunga sull'importanza dell'annuncio che doveva fare, si fermò a chiacchierare con qualche collega di altre squadre e per salutare Serena, che invece, incurante di ciò che doveva dire, e pensando che fosse solo una rimpatriata tra colleghi rimase ferma nel suo ufficio. 

Moreno entrò nella zona ristoro e tutti si zittirono, lasciando intendere che erano tutto orecchie per sentire cosa si doveva dire di così importante.

Moreno bevette un sorso d'acqua e poi cominciò: "Scusatemi, se vi ho chiesto di dedicarmi un pò di tempo, in questo momento in cui io sarei in ferie e non dovrei intralciare in nessuna maniera il vostro lavoro. Sono qui perchè assieme,e sottolineo assieme abbiamo combattuto molte battaglie e portato a casa molti risultati. Ora vi chiedo di essere disponibili assieme a me ad iniziare una nuova avventura, a cui non siete obbligati a partecipare, ma solo se ve lo sentite. E' una missione complicata, ma che può dare molte soddisfazioni come tutte le altre missioni che siamo chiamati a compiere. Ci sono 10 bambini che hanno bisogno di un luogo sicuro e famigliare dove crescere, in mezzo a gente che li sappia amare, coccolare, istruire e crescere. Hanno bisogno di papà e mamma, ma hanno bisogno prima di tutto d'amore. Io ho deciso di mettere a disposizione la mia casa, di ristrutturarla a spese mie, e di metterla a norma per farla diventare a tutti gli effetti una casa famiglia. Per me ricaverò un paio di stanze e basta. C'è bisogno di gente con cui aprire un'associazione per la gestione della casa famiglia, più che altro per la gestione di tutta l'organizzazione delle attività correlate. Non vi chiedo di spendere soldi, ma di metterci il vostro tempo. Siete quasi tutti senza famiglia, io vi chiedo di unirci in una unica per amore di questi piccolini che hanno bisogno di poter vivere una vita nuova. Non vi chiedo un si o un no subito, potete anche pensarci, ma io ho bisogno di voi, ho bisogno della mia squadra." 

Comprendendo l'importanza delle cose che stava dicendo scoppiarono tutti ad applaudire in modo sonoro e ad inneggiare il suo nome. 

Tra i ragazzi più giovani, c'era timore, perchè non capivano bene ciò che gli si chiedeva, ma quasi tutti confermarono subito la loro disponibilità. 

Sicuramente in questo momento la grinta che sapeva trasmettere Moreno, ai suoi uomini, stava facendo una vera opera di convincimento, di più delle parole. 

Altri agenti, non della squadra di Moreno, si radunarono li vicino e cominciarono a passarsi parola, fino a che con voce forte e calda il Generale ordinò l'Attenti. 

Si mise davanti a Moreno e ordinando il Riposo disse: "Per un vecchio carabiniere come me, succede spesso di sentirsi disarmato, vedendo che più fai e più obbiettivi realizzi, più il mondo tende a non cambiare o addirittura a peggiorare. Momenti come questo, momenti in cui i propri ragazzi prendono di pugno certe situazioni cercandone una soluzione ottimale da soli e cercando di mettere in primis il loro cuore e la devozione che provano per la propria gente ed il proprio stato, fanno riscaldare il cuore. La missione che ti proponi di realizzare Lollato, è grande e difficile, più di tante altre missioni militari, fare del bene nel sociale e farlo ad un bambino, volergli creare una famiglia attorno dal nulla è una cosa complicatissima e di una difficoltà unica, anche perchè inizi un progetto che non sai dove andrà a finire o quanto ti coinvolgerà psicologicamente. Ringrazio tutti per aver detto si alla chiamata del Capitano Lollato, e io stesso, vecchio Generale, sono pronto a metterci del mio per cercare di spianarvi tutte le difficoltà che potreste trovare nel cammino. Quei 10 bambini che abbiamo recuperato come tanti altri sfortunati meritano una seconda chance una seconda possibilità, un riscatto per una nuova vita. Faccio a te Moreno e a tutti quelli che ti seguiranno i più sinceri auguri di buon lavoro e ti auguro con tutto il cuore buona caccia" 

Anche qui l'applauso fu scrosciante ed interminabile, tanto che qualche restio, sentendo che il Generale appoggiava la causa in prima persona urlò anche se si trovava nascosto, che ci sarebbe stato anche lui disponibile per il progetto. 

La voce si trasferì a tutti gli uffici e in tutte le stanze, arrivando nella stanza di Serena, tramite una sua collega. 

Lucia: "Serena, hai sentito la novità?"

Serena: "No! Che novità? Sento solo che viene un gran baccano dalla zona ristoro, cosa succede?" 

Lucia: "Ma come non sai niente, il tuo boys ha fatto un annuncio incredibile." 

Serena: "Moreno? Non so niente, non mi ha detto niente ieri sera." 

Lucia: "Aprirà una casa famiglia, per i 10 ragazzi liberati, a spese sue e ha chiesto un aiuto da parte di tutti i suoi colleghi. Ma come non sai niente?" 

Serena: "Non so niente non mi ha detto niente ieri sera." 

Lucia: "Sarà stato concentrato sulla tua mis allora." 

Serena: "Stupida, devo andare a capire bene cosa ha in mente." 

Lucia: "Vai e poi vieni a dirmi tutto." 

Serena corse verso Moreno, che si trovava in un corridoio a chiacchierare, ma appena la vide si liberò e la raggiunse. 

Serena: "Non mi dici niente Capitano?" 

Moreno: "Scusami, sono stato poco attento e ho dimostrato poco tatto, ma ti assicuro che non ne ero sicuro fino a che non ne ho parlato con gli altri. E' una grande responsabilità, ma vorrei prendermene carico." 

Serena: "Sei un grande. Vuoi dire che riempirai casa tua di bambini?" 

Moreno: "Tu mi darai una mano?" 

Serena: "Certo che lo farò, volentieri." 

Moreno: "Sono contento di poter contare su di te." 

Serena: "Io ci sono per te e tu lo sai." 

Moreno: "Ti va stasera di rivederci e di riparlarne ancora più approfonditamente?" 

Serena: "Mi va benissimo." 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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