venerdì 17 luglio 2026

L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 8° CAPITOLO

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L’AMORE ALLA FINE DEL MONDO 8° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

8° PUNTATA

Ora non mi preoccupano tanto gli animali feroci a quattro zampe, ma i serpenti.

Dei serpenti a dire il vero ho paura.

Quindi con una pala, sempre di scorta nella jeep, prendo le braci che crea il fuoco e faccio un cerchio per terra, che circonda il fuoco e tutta la jeep.

Per fortuna di braci ce ne sono, perché di legna ne ho procurata.

Faccio una bella cintura di braci, che manterrò ben attiva fino a che non sverrò dal sonno.

Non ho pensieri di dormire tanto, appena il sole farà di nuovo capolino di sicuro mi sveglierò.

Ho intenzione di usare le ore del mattino, con il fresco, per cercare velocemente di tornare a Catcum.

Il sonno rapidamente comunque mi prende.

Il sogno che il mio sonno genera, mi spara subito in un casa vuota.

E’ una casa completamente arredata, perfettamente arredata, ma vuota.

Alle pareti foto di me e Francesca.

E’ chiaro che in questa casa io e Francesca ci abitiamo.

Sono al piano superiore, così scendo in cerca di lei, e la chiamo, ma lei non risponde.

Per terra, vedo tipici vestiti femminili per terra a forma di striscia che si dirigono alla porta.

Apro la porta e questi vestiti proseguono per un tratto anche fuori.

E’ chiaro, lei se n’è andata.

Anche lei mi ha lasciato.

Chiudo la porta e penso che almeno in sogno, siamo stati innamorati, ma ora anche lei non c’è più.

Mi prende sempre più l’angoscia e mi sento soffocare.

Sento che la casa non mi vuole, mi respinge.

I muri da bianchi diventano sempre più scuri, sempre più grigi.

Senza Francesca la casa sta morendo e anche io sto morendo, perché più sto qua dentro più soffoco.

All’improvviso svengo anche nel sonno.

Di lampo apro gli occhi.

Sono sveglio, ed il sole comincia a farsi notare.

C’è fresco, è ora di mettersi in marcia.

Sveglio il ragazzo, che è sempre più malconcio e dolorante, lo prendo sulle spalle e a piedi parto in direzione Catcum.

Ora non mi fermo fino a che non arrivo al campo base.

Basta ciance.  

Nel frattempo al campo base di Catcum.

Francesca: “Mosamed, sai quando torna Fernando?”

Mosamed: “A dire il vero no, l’ho fatto andare ad Abrem ti ricordi, e gli ho detto che se la prenda comoda, perché secondo me gli farà bene quella comunità. ……………… E farà bene a te la sua mancanza.”

Francesca: “A me? Cosa c’entra.”

Mosamed: “Si vede lontano un miglio che ti manca e che lo vorresti di ritorno.”

Francesca: “Da cosa lo si vede? Sapientone?”

Mosamed: “Da tutto.”

Francesca: “Ah assurdo. …………….. Ascolta, invece, in sua mancanza, ho detto ai ragazzi del posto di dividersi in squadre e darsi un nome, così Fernando, quando ritorna, troverà un po’ di lavoro fatto e potrà organizzare un campionato di calcio qui sul posto. Ho anche detto a chi si reca negli altri villaggi di espandere la notizia che semmai si aumentano le squadre.”

Mosamed: “Hai visto che ho ragione io?”

Francesca: “Su cosa?”

Mosamed: “Gli porti perfino avanti il lavoro.”

Francesca: “Ma va, è un piacere.”

Mosamed: “Nella zona 7, la zona nuova, ci sono delle tende matrimoniali nuove, non utilizzate, se ti interessa.”

Francesca: “Ma sei scemo? Ma dai, da te una cosa del genere non me l’aspettavo, sei sempre così pacato e …………………”

Mosamed: “Ci sono delle tende matrimoniali libere nella zona 7 e magari vorrai fare quattro chiacchiere in più con lui.”

Francesca: “Ma va a cagare per piacere.”

Mosamed si mise a ridere e Francesca se ne andò.

Mosamed non era il tipo da mettersi a ridere per niente e così semplicemente ma non riusciva più a trattenersi.

In realtà Francesca, veramente sentiva la mancanza di Fernando su tutto.

Fernando era come le sue braccia in più, perché dove non arrivava lei arrivava lui, ma soprattutto, l’ascoltava ed eseguiva.

Non era il tipico saccente che voleva avere ragione su tutto.

Fernando era la sua marcia in più.

Senza volerlo, passeggiando si era recata alla zona 7 per vedere le tende matrimoniali nuove.

Effettivamente erano nuove e ben preparate.

Allora, perché c’erano tende singole e tende matrimoniali?

Perché a Catcum si era realisti e con i piedi per terra, e quindi si sapeva che le persone venivano sole e magari si incontravano e sentivano l’esigenza di starsene assieme la notte, così domandando a Mosamed potevano lasciare libere le tende singole per prendere una matrimoniale.

Le tende singole venivano poi usate per altri volontari nuovi.

Urla di gioia e di richiamo si sentivano arrivare dai confini del campo.

Francesca non riusciva a capire da dove arrivavano.

Francesca si porta verso il centro del campo e vede la gente correre verso una direzione.

Parte anche l’ambulanza.

Vede che un signore parla con la ricetrasmittente e sente che dice la parola Fernando.

Francesca: “Philippe cosa succede?” 

Philippe: “Fernando, sta ritornando Fernando a piedi con a spalle un ragazzo, lo hanno visto le vedette. Dicono che sia visibilmente affaticato.”

Francesca: “Come visibilmente affaticato, cosa ha?”

Philippe, parla alla ricetrasmittente.

Philippe: “Ora è caduto per terra e non si muove, ma stanno andando l’ambulanza con sopra il medico, Mosamed in un jeep ed altri.”

Francesca: “Come è caduto per terra, come era a piedi.”

Francesca saluta e comincia a correre verso i confini del campo.

Corre, corre veloce tanto da uscire dal confini e prendere la strada che porta verso Fernando, ma è troppo lontano.

Vede che l’ambulanza è arrivata e le persone iniziano a prestare soccorso.

Pochi secondi dopo tutti i veicoli partono e a grande velocità si dirigono verso il campo, così Francesca corre verso l’ospedale da campo.

Ovviamente arriva lei per prima, ma molti altri si dirigono verso l’ospedale.

Arriva l’ambulanza.

Si aprono tutte le porte dell’ambulanza.

Sulla barella si trova il ragazzo arrivato da Catcum, mentre Fernando esce dal portellone sorretto in piedi da due soccorritori.

Francesca: “Fernando, Fernando, cosa è successo?”

Un soccorritore la ferma: “Francesca, aspetta, dobbiamo prestargli soccorso, è stato morso da due vipere.”

Francesca: “No, no, no! ………….. Ma cosa è successo? Cosa è successo?”

Francesca corre da Mosamed.

Francesca: “Cosa è successo? Voglio sapere cosa ti ha detto.”

Mosamed sorridendo punta il dito indice verso Francesca: “Allora sei innamorata di lui?” 

Francesca: “Non è questo il momento.”

Mosamed: “”Sei innamorata di lui? 

Francesca: “Si, si lo sono, sono innamorata di lui, OK?”

Mosamed: “O finalmente, viva l’onesta.” 

Francesca: “Cosa è successo?”

Mosamed: “Fernando ha cercato di portare qui quel ragazzo, che sta soffrendo di appendicite acuta, speriamo che non sia peritonite, e per strada la Jeep si è rotta, così ha portato a spalle fino a qui il ragazzo.” 

Francesca: “E’ stato morso?”

Mosamed: “Si da due vipere, ma non dovrebbero trattarsi di vipere letali.” 

Francesca: “Speriamo.”

Mosamed: “Dai vai all’ospedale e cerca di avere notizie e poi fammi sapere.” 

Francesca ritorna all’ospedale, dove incontra un medico e viene a sapere che la vipera che le vipere che hanno morso Fernando sono le Vipere Cornute del Deserto.

Dottore: “Scusa se ti ho disturbata Francesca, ma ti ho chiamato per Fernando, perché so che gli sei molto vicina.”

Francesca: “Si, mi dica pure dottore, ci sono problemi?”

Dottore: “No, a dire il vero il suo fisico ha risposto benissimo alle cure, lo teniamo sedato, perché ha bisogno di riposare molto, in realtà ora deve attendere che il sedativo faccia il suo corso e che si risvegli.”

Francesca: “Perfetto è andato tutto bene. Ed il ragazzo come sta?”

Dottore: “E’ perfetto, stava andando in peritonite, non ce l’avrebbe fatta, se Fernando non avesse fatto il gesto eroico di portarlo a spalle al campo.”

Francesca: “Hanno avuto molte sfortune nel tragitto.”

Dottore: “Ascolta, mi dispiace dirlo, ma a me serve il posto letto, e a Fernando serve solo riposare con un minimo di assistenza, vicino quando si sveglia, se lo faccio portare alla tenda con la barella, tu lo puoi assistere?”

Francesca: “Certo, ci mancherebbe, mi prendo io cura di lui, vado a far preparare la tenda.”

Dottore: “Ok, allora, dico che lo portino dove dici tu.”

Io, senza che me ne accorgessi, fui portato con una barella in una tenda, ogni tanto aprivo gli occhi e poi li richiudevo.

C’erano delle cose che non capivo, ma non ci pensai e mi riaddormentavo.

Tenevo gli occhi chiusi, ero sveglio e molto rilassato.

Sentivo rumoreggiare in lontananza ed il fruscio del vento smuovere la tenda.

A sensazione mia, la tenda non era la mia, era più grande, perché sentivo un brusio più forte.

Un colpo di cerniera si apre e si chiude, alcuni passi frettolosi vanno su e giù per la tenda, poi ancora la cerniera si apre e si chiude.

Passano 10 minuti, la cerniera si apre ed entrano due persone.

C’è Francesca che dice ad un’altra persona di mettere li le valige, poi lo ringrazia.

La cerniera si chiude, ma ora si sentono i passi di una persona, sarà di sicuro Francesca.

Il mio corpo mi ordina di svegliarmi e così aproò gli occhi.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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