mercoledì 29 luglio 2026

TERRA AMORE E DISTINTIVO 10° CAPITOLO

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TERRA AMORE E DISTINTIVO 10° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

10° PUNTATA

Giorgio: “Agente?”

Moreno: “Dott Ortago, mi scusi se la disturbo, sono qui per farle delle domande su quello che è successo questa notte.”

Giorgio: “Mi chieda quello che vuole.”

Moreno: “Sono un amico delle ragazze dell’Agriturismo e così sentiti i colleghi di Rovigo sono venuto io.”

Giorgio: “Mi chieda tutto.”

Moreno: “Mi può spiegare cosa è successo?”

Giorgio: “Stavo percorrendo la transpolesana in direzione Rovigo, quando sono stato avvicinato da un  commando in moto che ha cominciato a sparare all’impazzata, così per salvarmi mi sono buttato nel fosso.”

Moreno: “La macchina non ha molti danni, oltre agli spari.”

Giorgio: “Ho frenato prima di uscire di strada, avevo Martina nell’altro sedile.”

Moreno: “Martina era sveglia quando è successo?”

Giorgio: “Certo che era sveglia, parlavamo del più e del meno, poveretta la stavo riempiendo di domande, perché è la fidanzata di mio nipote.”

Moreno: “Ma in auto non è stata trovata seduta.”

Giorgio: “Dopo l’incidente lo fatta sdraiare, mi sembrava la posizione migliore, dopo aver chiamato i soccorsi.”

Moreno: “Quindi è stato lei a metterla sdraiata.”

Giorgio: “Si, come ho detto per metterla comoda. L’auto era nel fosso a muso in giù e Martina era raggomitolata in avanti, l’ho sistemata quindi.”

Moreno: “Ha ripreso conoscenza?”

Giorgio: “No mai, ero spaventatissimo.”

Moreno: “Ma dove ha sbattuto la testa Martina secondo lei?”

Giorgio: “Per me non ha sbattuto la testa da nessuna parte, perché l’ho trattenuta mentre uscivo di strada.”

Moreno: “Come la tratteneva?”

Giorgio: “Con il braccio destro la tenevo appoggiata al sedile e con il sinistro mi tenevo forte al volante. Anzi le devo chiedere scusa perché nella concitazione devo averle taccato abbondantemente un seno.”

Moreno: “Non penso che sia un problema visto che è sana e salva.”

Giorgio: “Non so perché abbiamo subito questo agguato.”

Moreno: “Non me lo sa spiegare?”

Giorgio: “Non c’è nessun motivo perché potesse succedere.”

Moreno: “Ok! Ascolti per ora non le faccio altre domande.”

Moreno uscì dalla stanza e chiusa la porta rimanendo a pensare sul da farsi.

Più di così Giorgio non avrebbe detto, era inutile cercare di estorcere spiegazioni da uno che molto probabilmente aveva i suoi motivi per tenere anche tutto insabbiato.

Ci sarebbe voluto il siero della verità.

Si mise a sorridere e poi andò a parlare con le sorelle e con i parenti di Giorgio.

Il giorno dopo, in centrale la squadra di Moreno fece un riassunto della situazione.

C’era poco da riassumere però, perché c’era poco su cui lavorare.

Nella transpolesana non c’erano telecamere, quindi non si sapeva chiaramente da dove provenisse l’auto di Giorgio se non credere a ciò che aveva detto lui ai carabinieri di Rovigo, non si sapeva da dove era arrivato il commando e non si sapeva dove se ne era andato dopo.

A parte i bossoli in possesso dei colleghi di Rovigo non c’era.

Ovviamente però, c’era il fatto che la famiglia Ortago era sicuramente nella lista delle famiglie sotto tiro della malavita, più che per la loro ricchezza, per ciò che producevano.

Lenti utili in tutti i campi della scienza e della guerra.

Lenti precisissime.

C’era chi diceva che poteva tranquillamente sostenere la competizione con altre fabbriche più blasonate.

Occorreva tenerli più sotto controllo.

Mentre stava lavorando li in centrale, però, Serena cercò un momento per stare sola con lui.

Serena: “Ho saputo che in piena notte sei andato a Rovigo dalle tre locandiere.”

Moreno: “Mi hanno chiamato.”  

Serena: “Come mai ti hanno chiamato? Ti senti con loro anche quando io non ci sono?”

Moreno: “Fino a prova contraria questa estate ci devo portare i bambini della comunità.”  

Serena: “Ma perché siete così intimi che ti chiamano di notte?”

Moreno: “Perché mi conoscono.”  

Serena: “Io cosa sono per te?”

Moreno: “Che vuoi dire?”  

Serena: “Cosa sono per te? Perché non mi hai chiamato per venire con te?”

Moreno: “Tu non sei un agente, ho chiamato mio fratello.”  

Serena: “Io non sono un agente e cosa sono per te?”

Moreno: “Per me sei una speciale amica e niente di più, che non volevo disturbare di notte.”  

Serena: “Sono solo una amica?”

Moreno: “Certo Serena, mi dispiace ma non sei più di una stupenda amica.”  

Serena: “E a letto?”

Moreno: “A letto ci andiamo perché tutti e due lo vogliamo e perché ci va bene così. Poi mi sembra che non è che ci hai provato una volta sola con me e visto che è così io mi prendo ciò che tu vuoi darmi.”  

Serena: “Sei cattivo a parlare così.”

Moreno: “Ti ho dato modo di pensare ad altro? E poi perché sono cattivo a prendermi ciò che una donna vuole darmi tranquillamente quando di certo non è che hai cercato altri uomini prima di me.”  

Serena: “Ho cercato te perché voglio te.”

Moreno: “Mi dispiace ma io non voglio te, più di quello che c’è tra noi.”  

Serena: “Quando me lo avresti detto?”

Moreno: “Ma cosa c’è da dire, cosa c’è da dire se ogni volta che lo abbiamo fatto lo abbiamo fatto perché tu ne avevi voglia. Ma devo essere io il primo uomo che rinuncia ad una scopata con una amica accondiscendente?”  

Serena: “Sei odioso.”

Serena se ne andò arrabbiata e sconsolata.

Moreno uscì dall’ufficio e si recò dal Generale.

Dal Generale ricevette l’ordine di seguire il caso, oltre ad altri e di capirne meglio.

Di sicuro dopo la distruzione del clan Carinzi era stato lasciato un vuoto che qualcuno avrebbe potuto colmare, andavano tenute le orecchie dritte.

Nei giorni che seguirono, Martina era stata dimessa come Giorgio del resto, ma proprio Martina più che Giorgio riceveva le cure più premurose.

Massimo andava spesso all’agriturismo ad aiutare con i lavori nei campi, ed anche la mamma Maria e la Zia Sara, andavano alla Fattoria per far qualcosa.

A dire il vero a Francesca non è che andasse bene tutta questa invadenza, però era anche vero che se sua sorella era entrata nel cuore di quella famiglia, magari sarebbe stata trattata bene e avrebbe avuto un bel futuro, magari a fianco di Massimo.

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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