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TERRA AMORE E DISTINTIVO 16° CAPITOLO
Scritto interamente da Zorzella Fernando
Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.
DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO
TESTO:
16° PUNTATA
Finita la chiacchierata in ufficio, andarono a bere qualcosa al bar della ditta.
Giorgio, mentre si stava bevendo un aperitivo, ricevette un messaggio di Elena, in cui gli chiedeva se era disponibile a raggiungerla al solito hotel nel pomeriggio.
Giorgio non disdegnò l’invito.
Ma che rapporto c’era tra Giorgio ed Elena?
Elena era diventata l’amante di Giorgio, molto giovane, prima di mettersi assieme a Massimo, il figlio di Ivano.
Giorgio, l’aveva arricchita con fondi guadagnati fuori dalla ditta in cambio di sesso.
Diciamo che Elena era un’arrivista, voleva entrare a pieno titolo nell’alta società, ma non era di base una prostituta.
Vedendo che con Giorgio più di soldi, non avrebbe potuto avere, aveva fatto innamorare di se Massimo, anche se come abbiamo visto, Massimo stesso non già messo molto a mollarla per Martina.
Diciamo che Elena, dopo essere stata mollata da Massimo, vedeva sempre più difficile, entrare nell’alta società.
Giorgio, arrivò all’appuntamento puntuale.
Entrò in camera e trovò Elena, vestita con abiti comodi, ma non provocante, con in ano un bicchiere con del vino rosè.
Giorgio: “Tutto bene Elena, cosa ti è successo?”
Elena: “Scusami se ti ho chiamato così, senza tanto preavviso, ma avevo bisogno di dirmi questa cosa.”
Giorgio: “Spara, ci sono problemi?”
Elena: “Sono incinta Giorgio.”
Giorgio: “Ok, non preoccuparti, sei una donna forte e molto determinata, sarai di sicuro una brava mamma in carriera.”
Elena: “Giorgio, è tuo il figlio.”
Giorgio: “Ma ne sei sicura? …………….. Non ti sto offendendo, e non sto facendo discorsi maschilistici, ma er ala ragazza anche di mio nipote, non è che è suo il bimbo?”
Elena: “No, è da molto tento che non scopo con massimo, invece, le ultime volte con te l’ho fatto senza protezioni.”
Giorgio: “Quello si è vero, ma non preoccuparti, hai mezzi per crescerlo benissimo e hai il modo per rifarti una vita.”
Elena: “Io voglio te, voglio essere tua e solo tua.”
Giorgio: “Non è possibile Elena, io sono sposato e resto con mia moglie.”
Elena: “Ma io ti voglio veramente tutto per me.”
Giorgio: “Come volevi anche mio nipote?”
Elena: “Dai, lo sai che non sono una puttana, se il nostro rapporto sarebbe stato serio io non mi sarei mai messa con tuo nipote.”
Giorgio: “Si ma lo sapevi che io non lascio mia moglie per te, per me è sacro il matrimonio.”
Elena: “Ma lei un bambino non può dartelo, io si.”
Giorgio: “Mi dispiace, non posso Elena. ………….. Perché non hai usato la pillola del giorno dopo, perché non ti sei arrabbiata vedendo che ero senza preservativo. Sembra quasi che tu lo volessi fare apposta.”
Elena: “Di rimanere incinta?”
Giorgio: “Si!”
Elena: “Pensavo che lo sarei stata.”
Giorgio: “Cavoli, Elena, io ti capisco, ma non posso lasciare mia moglie.”
Elena: “Io non voglio rovinarti, e non voglio far casini, ma diventa il padre del bambino tu.”
Giorgio: “Non ci penso nemmeno, mi dispiace. Prova a dire a Massimo che è suo figlio.”
Elena: “Ma allora non capisci, non è suo e non può essere suo per nessun motivo.”
Giorgio: “Mi dispiace Elena, ma non posso farci niente.”
Giorgio a questo punto se ne andò dall’Hotel, lasciando Elena piangere da sola.
Il bambino che aveva in grembo non era di certo di Giorgio, ma Elena sperava che questo avrebbe fatto decidere Giorgio a lasciare sua moglie.
La moglie di Giorgio era bella, ma non più giovanissima, con lei avrebbe potuto avere figli e una donna giovane sempre vicino.
Giorgio in questo momento vedeva Elena come un intralcio, come un problema grosso, da affrontare molto velocemente.
Doveva essere risolto alla radice.
Arrivato a casa chiamò il suo amico Natalius, e gli chiese un favore, ovvero di far sparire per sempre Elena dalla circolazione.
Natalius, gestiva numerosi Night in tutta Europa, non avrebbe avuto problemi a spedire Elena in uno di questi e far in modo che non vedesse mai più la luce del sole.
La stessa sera che succedeva questo, Francesca, chiamò Moreno, per invitarlo fuori a cena.
Moreno, comprese, che per Francesca era stato un grande passo, così chiarì che avrebbe pensato lui al ristorante.
Se doveva essere una serata modello, di certo non dovevano trovarsi a mangiare all’Agriturismo, ma da un’altra parte.
Moreno prenotò in un Ristorante di Porto Garibaldi.
C’era un po' di strada per arrivarci, ma la distanza sarebbe servita per farsi una bella chiacchierata.
Fu così, infatti, i due dialogarono del più e del meno, ma una bella fetta di tempo, venne impiegata per sparlare delle due sorelle di Francesca, che vedendola uscire dopo tanto tempo con un uomo, le avevano augurato le più brutte cose a sfondo sessuale possibili.
Durante la cena le domande tra i due si sprecarono, si chiesero di tutto, a botta e risposta, sembrava un reciproco interrogatorio.
Però, invece dia vere la tipica luce puntata sul viso, avevano una tenue candela molto romantica e un’ambientazione molto calda tutto intorno.
Non potè mancare come argomento, le foto appese ai muri dell’agriturismo.
Francesca: “Se devi chiedermi qualcosa, lo puoi fare Moreno, non devi girarci intorno.”
Moreno: “Mi devi scusare Francesca, ma le foto che hai appese ai muri mi si sono fermate nelle mente.”
Francesca: “Ti ho già descritto più volte cosa ritraggono.”
Moreno: “MI hai detto che i tuoi genitori sono morti in un incidente stradale. Hai visto i loro corpi?”
Francesca: “No, i loro corpi no. ……….. Dopo l’incidente e la successiva corsa in ospedale, ci ha pensato tutto mio zio Cornelio. ….. Noi eravamo piccole, quindi lui ci ha preso sotto la sua ala protettrice e ci ha aiutato, fino al raggiungimento della maggiore età.”
Moreno: “Come si è comportato secondo te?”
Francesca: “Perfettamente, è stato un vero angelo custode. Ha protetto noi ed il nostro patrimonio, tanto da tenere tutto scritto.”
Moreno: “Cosa vuol dire?”
Francesca: “Che se prendi i suoi scritti e tutti i registri contabili dell’azienda puoi leggere perfettamente tutto quello che ha fatto prima che prendessimo in mano tutto noi.”
Moreno: “E’ stato meticoloso?”
Francesca: “Meticoloso è dir poco, maniacale è dire il giusto.”
Moreno: “Come se qualcuno dovesse controllarlo.”
Francesca: “Come se qualcuno dovesse controllarlo, certo …………...ma scusa cosa intendi dire? Nessuno poteva controllarlo.”
Moreno: “Scusa una persona maggiorenne prende in mano tutto il malloppo di tre minorenni e lo gestisce come se avesse le finanze in casa tutti i giorni. E’ quello che mi hai detto tu.”
Francesca: “Porta pazienza, Moreno, non so dove vuoi arrivare. Io so che mio zio Cornelio è stato perfetto.”
Moreno: “Non metto in dubbio questo.”
Francesca: “E’ ancora vivo.”
Moreno: “Sul serio è ancora vivo?”
Francesca: “Si vive a Roma, si è trasferito li, dopo la nostra maggiore età.”
Moreno: “Ho capito. Cambiando discorso, da dove è nato il tuo carattere così forte e severo?”
Francesca: “Bè, dalla vita in generale, non è stato semplice per noi prendere in mano tutto quanto da zero e portare avanti tutto, migliorarlo addirittura.”
Moreno: “Avevate persone che vi aiutavano?”
Francesca: “Si, si, avevamo dei dipendenti, ma in realtà li abbiamo dovuti cambiare, perché ci sono stati dei dissapori, perché alcuni volevano fare quello che volevano loro, vedendoci giovani, invece noi non volevamo.”
Moreno: “A livello sentimentale?”
Francesca: “Bè, non ti dico i dipendenti che ci hanno provato con me o con le mie sorelle.”
Moreno: “Provato in che senso?”
Francesca: “Nel senso buono. Mi sa che ci hanno provato tutti o quasi. ……….. E’ normale se ci pensi. Tre ragazze giovani, proprietarie terriere, se qualcuno ci riusciva si prendeva parte del malloppo e come si dice da operaio diventava padrone.”
Moreno: “Voi tre, sempre inflessibili.”
Francesca: “Ma certo, figurarti. Poi c’è da dire che mia sorella Martina, l’ho mandata a studiare in Germania, quindi in realtà ho passato molto tempo da sola con Giusy, che sotto alcuni aspetti è più severa di me, quindi ci spalleggiavamo a vicenda.”
Moreno: “Tua sorella Giusy è più severa di te? Non sembra.”
Francesca: “Si lo so, alla fine fa passare me come la severa, ma in generale, pensando alla gestione completa è più severa lei, e con gli uomini è peggio, è molto selettiva.”
Moreno: “Su di me cosa ha detto?”
Francesca: “Su di te ha detto più volte che dovevo lasciarti un po' di spazio.”
Moreno: “Un bel consiglio.”
Francesca: “Tu, invece hai partecipato a tante missioni. Ora hai deciso di fermarti?”
Moreno: “Si! Basta missioni fuori Italia, ho deciso che ora metterò a frutto la mia esperienza sul campo.”
Francesca: “Quindi, magari usciremo a cena ancora.”
Moreno: “Ci puoi contare da parte mia.”
Francesca: “Io, però, ti dico subito che voglio essere l’unica, non voglio divider eil mio uomo con nessuna neanche un secondo.”
Moreno: “Io, spero che un giorno tu desideri me, al 100%, ed io ti dimostrerò che sono solo tuo.”
Francesca: “Ora come ti consideri?”
Moreno: “Se fossi per me io sono già solo tuo.”
Finito di cenare, e stanchi di dialogare al ristorante, proseguirono fuori facendo una lunghissima passeggiata sul lungo mare.
Anche Massimo e Martina erano usciti fuori a cena, e per la nostra brava ottica c’era una bellissima sorpresa.
Martina: “C’è una cosa che vedo vuoi dirmi, ma non lo hai ancora fatto, dai non tenermi sulle spine.”
Massimo: “Ho intenzione di comprare un grande appezzamento di terreno, vicino alla vostra azienda.”
Martina: “Come mai cosa vuoi combinare, ti butti all’agricoltura anche tu?”
Massimo: “In parte, ma non del tutto.”
Martina: “Allora cosa vuoi fare?”
Massimo: “Ho sentito più volte dire dalle tue sorelle che vorrebbero produrre più vino con il vostro marchio, per aprirsi anche verso questo mercato, così pensavo di fare così. Io compro un appezzamento di 10 ettari, ci pianto le viti che dite voi, le faccio coltivare da agricoltori assunti da e con i vostri dettami e poi vi vendo l’uva, così voi vi trovate l’uva, coltivata come volete voi, la qualità che volete voi, così produrrete molto più vino.”
Martina: “L’idea non è niente male.”
Massimo: “Tieni presente che il prezzo dell’uva lo decidiamo a priori, così nessuno rimane fregato ed ovviamente ad un prezzo che va bene anche a voi.”
Martina: “Ma tu devi fare tutto l’investimento iniziale.”
Massimo: “Si, non preoccuparti, che una volta messo a dimora il vigneto non è che mi serviranno chissà che macchinari, li posso comprare usati, e con la manodopera vedremo come fare.”
Martina: “L’idea non è niente male, ne parlerò con le mie sorelle.”
Massimo: “Si! Si! Ci conto, non c’è fretta, io sono in parole con il venditore del terreno, ma mi sta bene che parliamo anche con le tue sorelle. Anche perché io di vino non me ne intendo, mentre le tue sorelle si, quindi accetto volentieri tutti i loro consigli.”
Martina: “Dammi il tempo di parlarci io, e poi ti faccio sapere, ma di sicuro saranno interessate, con la voglia di soldi di mia sorella Francesca, secondo me si arriverà a mettere nero su bianco.”
Massimo: “Mio Zio Giorgio è sempre gentile?”
Martina: “Tuo zio è un vero signore, sono veramente felice.”
Massimo: “Ma siamo sicuri di parlare della stessa persona? Penso che sarai una delle poche persone che conosco a parlare bene di lui.”
Martina: “No, non è giusto è una buona persona ed io ci lavoro bene assieme.”
Massimo: “Ok, ok ci credo.”
Martina: “Devo dire che fanno molto bene da mangiare qui.”
Massimo: “Dai, più che da voi?”
Martina: “Bè, insomma, non facciamo da mangiare bene solo noi, anche altri e qui si mangia bene.”
Massimo: “Ti piace la cucina vegana?”
Martina: “Non ti vedo mangiare vegano.”
Massimo: “Bè dai qualche volta ci andiamo, non mi dispiacerebbe.”
Martina: “Ok, va bene.”
Il giorno seguente, Martina, parlò subito alle sorelle dell’idea di Massimo, che venne presa in considerazione senza tante sottolineature, ovviamente occorreva capire bene quanto sarebbe costata l’uva al momento dell’acquisto per poi produrre il vino.
Ci sarebbe stato tutto il tempo per parlarne.
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1° LIBRO
300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri
“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.”
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
300 MILIONI - SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI
2° LIBRO
IMAGE : IO NON HO PAURA
Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri
“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”, si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.
RECENSIONE DA PARTE DI “CRONACHE DELL’ARTE”
IMAGE: IO NON HO PAURA
Io non ho paura - Cronache d'Arte
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