domenica 12 luglio 2026

L’ITALIA CHE VORREI 14° CAPITOLO

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L’ITALIA CHE VORREI 14° CAPITOLO

Scritto interamente da Zorzella Fernando

Tutto nel romanzo è inventato e frutto di fantasia.

DIVIETO ASSOLUTO DI COPIARLO O RIPRODURLO

TESTO:

14° CAPITOLO

Il Pool Investigativo, di buon mattino si riunì subito per riferire tutto a Mike.

I punti fondamentali erano due, ovvero trovare Gagna e andare a parlare con il giornalista tedesco che aveva redato l’articolo trovato.

Del numero chiamato da Enrico Alfonsi dopo la riunione con il Presidente, si era solo compreso che apparteneva a una donna, ma di questa donna non si era riusciti a conoscere niente.

Per tutto questo e per non fermare le indagini, era stato deciso che tutte le unità utilizzate per le investigazioni non dovevano partecipare ai funerali o essere coinvolti nei turni e nell’organizzazione dell’evento, ma dovevano essere lasciate libere.

Il Generale dei Servizi Segreti avrebbe coordinato tutto il sistema di sicurezza, tenendosi a stretto contatto con Mike.

Fu deciso, sempre per motivi di sicurezza che la scorta assegnata al tutt’ora Vice Presidente Alfonsi sarebbe cambiata giornalmente, in modo da essere sicuro che fosse circondato sempre da guardie che conoscevano bene la situazione e lo avrebbero tenuto sotto stretto controllo.

Proprio a causa di questi Enrico, fece un passo falso, andando a lamentarsi con MIke.

Enrico: “Non è possibile Mike, che ogni giorno la scorta mi venga cambiata, mi sento più un recluso che un protetto. Tutti instaurano un rapporto di fiducia con gli agenti che ti tengono in custodia, io non riesco neanche a ricordare i loro nomi.”

Mike: “Per cominciare, Vicepresidente, è un ordine del Presidente, che ora detiene tutto il comando, e poi è per la sua sicurezza. Non voglio che gli agenti abbassino troppo la guardia.”

Enrico: “E’ intollerabile, non mi va bene.”

Mike: “Ha una scorta personale in un clima difficile, si reputi fortunato.”

Enrico: “Io sono il Vicepresidente, conterà qualcosa.”

Mike: “Lei è Vicepresidente, solo perchè è un sopravvissuto, non ha nessun vero potere.”

Enrico: “Rimangiati le parole che hai detto, io sono la seconda carica più alta in grado per ora.”

Mike: “Lei è Vicepresidente con l’unica carica di seguire l’Assemblea dei Sindaci e basta, si ritenga fortunato. Quando sarà votata la nuova costituzione e sarà votato il nuovo Parlamento lei potrà concorrere a fare di più, per ora è così.”

Enrico: “A me non va bene.”

Mike si incazzò di brutto, lo avrebbe preso e strangolato sapendo tutto ciò che gli aveva riferito il Pool Investigativo, così alzando la voce disse:

Mike: “A me non va bene che siano morti più di 1000 persone, molti amici e amiche, molti rivali degni di rispetto. Questo non mi sta bene. Non mi sta bene che si parli di potere, invece di avere rispetto per i morti. Non mi sta bene che la gente incalzi e tiri la giacchetta del Presidente di qua e di la, per fare una marea di proposte assurde. Questo non mi sta bene. Non mi sta bene che i colpevoli di questo attentato siano ancora impuniti, ma ………..”, facendo qualche passo verso Alfonsi proseguì: “Se mi troverò davanti il colpevole di tutto gli potrei scaricare addosso il caricatore della mia pistola d’ordinanza, te lo assicuro. Lo farò certamente.”

Alfonsi sbiancò e fece alcuni passi indietro.

Dopo poco Fabio entrò nella stanza, dove si trovavano i due, senza bussare.

Enrico: “Presidente?”

Mike: “Presidente?”

Fabio: “Comodi, comodi, sentivo che stavate facendo conoscenza, e ho sentito parlare di pistole, così sono venuto a controllare quanto era bella questa festa.

Enrico: “Mi scusi se abbiamo urlato.”

Fabio: “No non preoccupatevi, sono giorni difficili per tutti. …………. Invece, venite nel mio ufficio, assieme a Chiara e a Giancarlo che voglio parlarvi di una cosa.”

Mike: “Si Presidente.”

Enrico: “Si Presidente.”

Fabio, aveva parlato così, per smorzare un pò i toni, perchè MIke, essendo un agente segreto avrebbe potuto perdere le staffe e aver fatto gesti deleteri per le indagini.

Alfonsi Enrico, era sicuramente colpevole di qualcosa, ma sarebbero stati gli inquirenti ad inchiodarlo.

Arrivati tutti nella stanza di Fabio si sedettero tutto intorno alla scrivania per ascoltare cosa aveva da comunicare loro. 

Fabio: “Allora ragazzi, stasera farò un nuovo discorso alla nazione per fare il punto della situazione, però c’è da dire che io devo affrontare una questione di cui mi viene chiesto di prendere posizione. E’ una questione di cui io dovrò  parlare pubblicamente per non creare allarmismi o disordini. Si tratta della gestione degli Immigrati. Devo dare ordine al Generale della Difesa di istituire e rendere pronte delle Basi Militari dove far confluire tutti gli Immigrati Clandestini presenti nel territorio e che arriveranno via mare. Queste persone dovranno essere trattenute dentro con la base e non potranno uscire finchè non saranno ritenute idonee. Qui si entra nel nocciolo della questione. Io non sono per la linea di portare fuori dal territorio nazionale con la forza chi è scappato dalla propria terra per cercare un futuro diverso, ma non voglio che persone senza titolo calpestino il territorio nazionale indisturbatamente. Io non dico che sono tutti delinquenti, ma dico che pretendo che devono meritare di stare qui in Italia. Ecco perchè, sotto la stretta vigilanza dell’esercito queste persone devono essere nutriti e protetti, perchè non vadano nelle mani della malavita, devono imparare l’italiano o comunque devono capire bene come si vive in Italia, che regole ci sono e poi se lo meritano possono uscire e vivere d liberi cittadini con un permesso di soggiorno lavorativo. Dobbiamo assolutamente governare in maniera civile queste persone. Però è l’unica maniera civile che conosca io, non possiamo lasciare nelle mani del nulla persone che lasciano il loro paese per seguire un sogno di libertà e prosperità.”

Giancarlo: “E’ possibile che questa cosa aumenti il flusso di arrivo?”

Fabio: “Secondo me no, perchè questo sistema di gestione fa più pensare a lati negativi o eventi nefasti della nostra storia, quindi è più probabile che diminuisca per paura di passare dalla padella alla brace, ma se il tutto è gestito bene, la cosa non farà paura a chi sta dalla nostra parte.”

Giancarlo: “Avranno bisogno di fondi e soldi per vivere liberi in Italia, se si integrano.”

Fabio: “Avranno il Reddito di Cittadinanza per un periodo, ma dobbiamo assolutamente riformare anche quello e comunque occorre vedere bene chi è disponibile ad avere la pazienza di integrarsi, o chi vorrà ritornare nella propria nazione di origine, o chi si comporterà male e allora finirà in un carcere o nel proprio paese di origine.”

Mike: “Serviranno basi militari, preparate e convertite per non sembrare dei carceri o peggio.”

Fabio: “Abbiamo 14 mila militari, impegnati in Missioni all’estero a vario titolo, dopo quello che è successo è ora di richiamarli in patria, in parte e di usarli nel nostro territorio, non sarà un processo rapido ma cominceremo il prima possibile.”

Chiara: “Dovrai permettere l’entrata di commissioni di valutazioni di questi centri di raccolta.”

Fabio: “Certo che potranno entrare persone a valutare ci mancherebbe, il problema è più non far uscire dal centro persone non preparate.”

Chiara: “Dobbiamo assolutamente far funzionare la cosa.”

Fabio: “La faremo funzionare. Ora potete proseguire per le vostre faccende, io vado a spiegare questo piano ai miei amici Leghisti e a Saverio Nesso, Presidente della Puglia.”

Fabio, a questo punto, se ne andò a bere un caffè con Chiara al bar interno di Palazzo Chigi e poi si recò in zona Fiere di Roma per parlare con i suoi amici di Partito.

Arrivato, dopo alcuni saluti di rito, si mise a spiegare il suo piano per una Immigrazione controllata, tenendo presente che a causa dell’attentato, il flusso di immigrati clandestini provenienti dalla Sicilia si era pressoché fermato.

La prima paura che iniziò a sorgere nei vari amministratori, era quella che questa gente sarebbe uscita dai centri, per scappare e arrabbiati combinare danni ben più peggiori.

Fabio li tranquillizzò, perchè il fatto di gestire questo progetto dai militari, dava più sicurezze.

Poi c’era la domanda, e chi scappa o riesce a fuggire a cosa va incontro?

Fabio rispose che che scappa, verrebbe preso e riportato dentro al Centro per 3 volte, alla quarta finirebbe in carcere e poi espulso.

Ancora, un’altra paura era quella di dover usare soldi dei Comuni per gestire questi centri e Fabio negò, ma non c’era neanche il bisogno che i Comuni, interessati da questi centri ricevettero fondi extra, perchè assolutamente, non dovevano creare problemi di nessun tipo.

Sarebbero stati realizzati questi Centri in basi esterne ai centri abitati, in mezzo alla campagna, sarebbe stato un modo per creare più posti di lavoro per italiani, perchè non sarebbero serviti solo militari ma anche persone civili, quindi al massimo si poteva dire che avevano diritto di assunzione le persone di Cittadinanza Italiana, che abitavano vicino a quei centri.”

Vedendolo molto convinto, da questo progetto, e convinto soprattutto di farlo funzionare, incassò il Si dei suoi colleghi e amici e potè ritornare a Palazzo Chigi, per prepararsi per il discorso da fare ai Cittadini Italiani a ora di cena.”

IN OGNI PUNTATA A FINE TESTO VERRANNO SENTITIZZATE LE  SCELTE PRESE DAL GOVERNO ITALIANO:

Nessuna 

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1° LIBRO

300 MILIONE: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI

300 MILIONI: Società, Passione, Intrighi : Zorzella, Fernando: Amazon.it: Libri

“300 MILIONI: SOCIETA’, PASSIONE, INTRIGHI” : E’ un romanzo che prende spunto dalla vincita al Superenalotto di 370 milioni, di qualche anno fa. A vincere, nel libro, è stato un ragazzo di 35 anni, geometra e non 90 persone come nella realtà. Il protagonista, Andrea, appunto, ha una vita dissoluta e border line, ma quando viene a vincere decide di cambiare. Comincia ad aiutare le persone del suo paese a viso scoperto e senza paura, attirandosi però, una marea di problemi collegati, che cercherà di risolvere cercando di non ricadere più nella sua vita precedente. Su di lui incombe anche una strana presenza, velata nel libro, che cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, varie volte.” 

2° LIBRO

IMAGE : IO NON HO PAURA

Amazon.it: IMAGE: Io non ho paura! - Zorzella, Fernando - Libri

“IMAGE: IO NON HO PAURA” : Siamo a Verona, Davide, un neodiplomato, fa il pittore di strada, perchè è un ragazzo anticonformista. Dopo un brutto fatto intenso, viene investi da un’entità soprannaturale da super poteri e la missione di proteggere Verona, la città dove abita. Al grido di “IO NON HO PAURA”,  si trasforma e diventa IMAGE! Il libro è dedicato ai ragazzi adolescenti e pre universitari. Il messaggio è di non aver paura ad essere protagonisti della vita e di ciò che li circonda per essere i principali attori di ciò che succede e di un possibile miglioramento. Prende spunto dalla mia infanzia e da ciò che ho vissuto io. Soprattutto nel rapporto con le donne, che è sempre stato molto tribolato e sofferto, ma appunto, grazie al mio carattere forte ho sempre saputo farvi fronte.  


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IL LIBRO DEL GIORNO: “FILIPPO ED IL PRIMO INCONTRO CON LA RUPE” di Anna Castellazzi

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